Non un'altra tragedia silenziosa: impariamo tutti la manovra salvavita contro il soffocamento: Riflessioni dopo l'ennesima perdita evitabile di una piccola vita
Oggi il cuore si spezza di nuovo. Una bambina di due anni, con tutta la vita davanti, non c'è più. Soffocata da un wurstel durante un pasto insieme ai suoi genitori a Vibo Valentia. Trasportata d'urgenza in ospedale, è arrivata in arresto cardiaco. I medici hanno fatto tutto il possibile, ma non è bastato.
Fermatevi un momento. Respirate.
Pensate a quella mamma, a quel papà. Un attimo prima stavano condividendo un pasto con la loro bambina. Forse ridevano, forse stavano programmando il pomeriggio. E poi, in un istante che sembra rallentare all'infinito eppure scorre troppo veloce, tutto è cambiato. Per sempre.
Queste non sono statistiche fredde sui giornali. Sono famiglie distrutte. Sono culle che resteranno vuote. Sono compleanni che non si festeggeranno mai. Sono primi giorni di scuola che non arriveranno. Sono sogni spezzati, foto che nessuno scatterà più, abbracci che mancano con un dolore fisico insopportabile.
Perché continua a succedere?
Le vie aeree di un bambino piccolo sono incredibilmente strette. Basta così poco – un pezzo di cibo della dimensione sbagliata, tagliato nel modo sbagliato, ingerito troppo in fretta – per bloccare completamente il respiro. E quando accade, ogni secondo conta. Non minuti. Secondi.
Il tempo che impiega un'ambulanza ad arrivare, anche se chiamata immediatamente, è spesso troppo lungo. Troppo terribilmente lungo.
Il peso di un "se solo..."
Immaginate il tormento di quei genitori. "Se solo avessi tagliato il cibo in modo diverso..." "Se solo avessi saputo cosa fare..." "Se solo..."
Quelle due parole – "se solo" – sono tra le più crudeli che un genitore possa pronunciare. E la verità che ci lacera dentro è questa: molte di queste tragedie si possono evitare.
Non con la perfezione. Non eliminando ogni rischio dalla vita dei nostri figli. Ma con la conoscenza, la preparazione, la consapevolezza.
Ai genitori: un appello dal cuore
Care mamme, cari papà, so che vi amate i vostri bambini più della vita stessa. So che fareste qualsiasi cosa per proteggerli. Ma l'amore, da solo, non basta quando vostro figlio smette di respirare.
Vi prego, non per giudicarvi, non per spaventarvi, ma perché tengo profondamente alla vita dei vostri piccoli:
Imparate a tagliare il cibo in modo sicuro
- I wurstel, le salsicce, i pomodorini, l'uva: vanno tagliati in quarti per il lungo, mai a rondelle
- La carne va sfilacciata, non data in pezzi
- Evitate cibi troppo duri, appiccicosi o scivolosi per i più piccoli
- Fate sedere sempre i bambini quando mangiano, mai in movimento o distesi
Queste non sono regole per "genitori ansiosi". Sono gesti d'amore concreti che richiedono pochi secondi in più, ma che possono salvare una vita.
Imparate le manovre salvavita – oggi, non domani
Non basta aver visto un video su internet. Anche se è meglio di niente. Non basta "sapere più o meno come si fa."
Quando vostro figlio diventa cianotico davanti ai vostri occhi, quando il panico vi assale e le mani tremano, solo ciò che avete praticato davvero potrà guidarvi.
La manovra di disostruzione pediatrica non è difficile, ma deve diventare automatica. Come allacciare le scarpe. Come guidare. Deve essere nel vostro corpo, non solo nella vostra testa.
Cosa fare, concretamente, adesso:
- Iscrivetevi a un corso pratico di disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare
- Con manichini reali
- Con istruttori qualificati
- Con esercitazioni ripetute fino a quando i vostri gesti saranno sicuri
- Coinvolgete tutti chi si prende cura dei vostri bambini:
- Nonni
- Baby sitter
- Educatori del nido
- Chiunque possa trovarsi solo con vostro figlio
- Ripassate periodicamente: le competenze si perdono se non vengono rinfrescate
- Informatevi visitando risorse come www.ferrandoalberto.blogspot.it
Non è questione di essere genitori "perfetti"
Nessuno di noi lo è. Tutti commettiamo errori. Tutti abbiamo momenti di distrazione. Tutti siamo stanchi, sopraffatti, imperfetti.
Ma possiamo scegliere di essere preparati.
Possiamo scegliere di dare a noi stessi, e ai nostri bambini, una possibilità in più se accade l'impensabile.
Un ultimo pensiero per quella famiglia
Alla mamma e al papà di quella bambina di Vibo Valentia: il mio cuore è con voi in questo dolore inimmaginabile. Nessuna parola può alleviare ciò che state vivendo. So che vi state torturando con i "se solo", e vorrei potervi togliere quel peso, anche se so che è impossibile.
La vostra tragedia non deve essere vana. Ogni genitore che legge questa notizia e decide di formarsi, ogni vita salvata da questo momento in poi, sarà anche un piccolo tributo alla memoria della vostra piccola.
Non aspettiamo la prossima notizia straziante
Oggi stesso, condividete questo messaggio. Oggi stesso, cercate un corso nella vostra zona. Oggi stesso, cambiate il modo in cui preparate il cibo per i vostri bambini.
Salvare una vita non è eroismo. È amore in azione. È responsabilità. È la scelta consapevole di non voltarsi dall'altra parte dicendo "a me non capiterà mai."
Perché può capitare a chiunque. Ma non deve finire sempre in tragedia.
I nostri bambini meritano che noi sappiamo come proteggerli. Non solo con l'amore, ma anche con la competenza.
Impariamo insieme a salvare vite. Per loro. Per noi. Per quella bambina che non c'è più, e per tutte quelle che possiamo ancora salvare.
Con tutto il cuore,
Un appello a ogni genitore, educatore, nonno, zio, fratello maggiore: formiamoci. Oggi.
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