martedì 20 gennaio 2026

Non un'altra tragedia silenziosa: impariamo tutti la manovra salvavita contro il soffocamento: Riflessioni dopo l'ennesima perdita evitabile di una piccola vita

Non un'altra tragedia silenziosa: impariamo tutti la manovra salvavita contro il soffocamento: Riflessioni dopo l'ennesima perdita evitabile di una piccola vita


Oggi il cuore si spezza di nuovo. Una bambina di due anni, con tutta la vita davanti, non c'è più. Soffocata da un wurstel durante un pasto insieme ai suoi genitori a Vibo Valentia. Trasportata d'urgenza in ospedale, è arrivata in arresto cardiaco. I medici hanno fatto tutto il possibile, ma non è bastato.

Fermatevi un momento. Respirate.

Pensate a quella mamma, a quel papà. Un attimo prima stavano condividendo un pasto con la loro bambina. Forse ridevano, forse stavano programmando il pomeriggio. E poi, in un istante che sembra rallentare all'infinito eppure scorre troppo veloce, tutto è cambiato. Per sempre.

Queste non sono statistiche fredde sui giornali. Sono famiglie distrutte. Sono culle che resteranno vuote. Sono compleanni che non si festeggeranno mai. Sono primi giorni di scuola che non arriveranno. Sono sogni spezzati, foto che nessuno scatterà più, abbracci che mancano con un dolore fisico insopportabile.

Perché continua a succedere?

Le vie aeree di un bambino piccolo sono incredibilmente strette. Basta così poco – un pezzo di cibo della dimensione sbagliata, tagliato nel modo sbagliato, ingerito troppo in fretta – per bloccare completamente il respiro. E quando accade, ogni secondo conta. Non minuti. Secondi.

Il tempo che impiega un'ambulanza ad arrivare, anche se chiamata immediatamente, è spesso troppo lungo. Troppo terribilmente lungo.

Il peso di un "se solo..."

Immaginate il tormento di quei genitori. "Se solo avessi tagliato il cibo in modo diverso..." "Se solo avessi saputo cosa fare..." "Se solo..."

Quelle due parole – "se solo" – sono tra le più crudeli che un genitore possa pronunciare. E la verità che ci lacera dentro è questa: molte di queste tragedie si possono evitare.

Non con la perfezione. Non eliminando ogni rischio dalla vita dei nostri figli. Ma con la conoscenza, la preparazione, la consapevolezza.

Ai genitori: un appello dal cuore

Care mamme, cari papà, so che vi amate i vostri bambini più della vita stessa. So che fareste qualsiasi cosa per proteggerli. Ma l'amore, da solo, non basta quando vostro figlio smette di respirare.

Vi prego, non per giudicarvi, non per spaventarvi, ma perché tengo profondamente alla vita dei vostri piccoli:

Imparate a tagliare il cibo in modo sicuro

  • I wurstel, le salsicce, i pomodorini, l'uva: vanno tagliati in quarti per il lungo, mai a rondelle
  • La carne va sfilacciata, non data in pezzi
  • Evitate cibi troppo duri, appiccicosi o scivolosi per i più piccoli
  • Fate sedere sempre i bambini quando mangiano, mai in movimento o distesi

Queste non sono regole per "genitori ansiosi". Sono gesti d'amore concreti che richiedono pochi secondi in più, ma che possono salvare una vita.

Imparate le manovre salvavita – oggi, non domani

Non basta aver visto un video su internet. Anche se è meglio di niente. Non basta "sapere più o meno come si fa."

Quando vostro figlio diventa cianotico davanti ai vostri occhi, quando il panico vi assale e le mani tremano, solo ciò che avete praticato davvero potrà guidarvi.

La manovra di disostruzione pediatrica non è difficile, ma deve diventare automatica. Come allacciare le scarpe. Come guidare. Deve essere nel vostro corpo, non solo nella vostra testa.

Cosa fare, concretamente, adesso:

  1. Iscrivetevi a un corso pratico di disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare
    • Con manichini reali
    • Con istruttori qualificati
    • Con esercitazioni ripetute fino a quando i vostri gesti saranno sicuri
  2. Coinvolgete tutti chi si prende cura dei vostri bambini:
    • Nonni
    • Baby sitter
    • Educatori del nido
    • Chiunque possa trovarsi solo con vostro figlio
  3. Ripassate periodicamente: le competenze si perdono se non vengono rinfrescate
  4. Informatevi visitando risorse come www.ferrandoalberto.blogspot.it

Non è questione di essere genitori "perfetti"

Nessuno di noi lo è. Tutti commettiamo errori. Tutti abbiamo momenti di distrazione. Tutti siamo stanchi, sopraffatti, imperfetti.

Ma possiamo scegliere di essere preparati.

Possiamo scegliere di dare a noi stessi, e ai nostri bambini, una possibilità in più se accade l'impensabile.

Un ultimo pensiero per quella famiglia

Alla mamma e al papà di quella bambina di Vibo Valentia: il mio cuore è con voi in questo dolore inimmaginabile. Nessuna parola può alleviare ciò che state vivendo. So che vi state torturando con i "se solo", e vorrei potervi togliere quel peso, anche se so che è impossibile.

La vostra tragedia non deve essere vana. Ogni genitore che legge questa notizia e decide di formarsi, ogni vita salvata da questo momento in poi, sarà anche un piccolo tributo alla memoria della vostra piccola.

Non aspettiamo la prossima notizia straziante

Oggi stesso, condividete questo messaggio. Oggi stesso, cercate un corso nella vostra zona. Oggi stesso, cambiate il modo in cui preparate il cibo per i vostri bambini.

Salvare una vita non è eroismo. È amore in azione. È responsabilità. È la scelta consapevole di non voltarsi dall'altra parte dicendo "a me non capiterà mai."

Perché può capitare a chiunque. Ma non deve finire sempre in tragedia.

I nostri bambini meritano che noi sappiamo come proteggerli. Non solo con l'amore, ma anche con la competenza.

Impariamo insieme a salvare vite. Per loro. Per noi. Per quella bambina che non c'è più, e per tutte quelle che possiamo ancora salvare.


Con tutto il cuore,
Un appello a ogni genitore, educatore, nonno, zio, fratello maggiore: formiamoci. Oggi.

#NonUnAltraTragedia #ManovreSalvavita #GenitorInformato #PrevenireSiPuò #DisostruzionePediatrica #SalviamoINostriBambini #ManovraHeimlich #ManovraSalvavita



domenica 18 gennaio 2026

Se cambi l'inizio della storia, cambi la storia: omicidio a La Spezia e Casa nel bosco

Se cambi l'inizio della storia, cambi la storia: omicidio a La Spezia e Casa nel bosco

Dalle case di 35 mq a La Spezia ai coltelli a scuola: l'emergenza non è l'arma, ma dove crescono i nostri figli.

In questi giorni, i giornali e le televisioni sono saturati dalla cronaca di una tragedia avvenuta  a La Spezia

Un ragazzo di 19 anni, Abanoub Youssef, è morto ucciso dalla mano di un coetaneo, Atif, a scuola tra i banchi dell'Istituto Chiodo 🏫.

Si parla di coltelli, di nuove sanzioni, di metal detector nelle scuole, di abbassare l'età imputabile. 

Si cerca, come sempre, il colpevole nell'oggetto o nella mancata repressione. 

Eppure, in questo frastuono mediatico, non si parla, per ora, della situazione di disagio: Atif viveva con la sua famiglia – padre, madre e due fratelli, in cinque persone – in 35 metri quadrati🏠🚫

Cito spesso una frase fondamentale del Nurturing Care Framework (il documento OMS/UNICEF per lo sviluppo infantile): "Se cambi l'inizio della storia, cambi tutta la storia". Oggi, purtroppo, ci stiamo concentrando sulla fine tragica della storia di Abanoub e Atif, ignorando il disagio abitativo, sociale e, sembra anche emotivo.

⚖️ L'ipocrisia dell'attenzione mediatica: Palmoli vs La Spezia

Esiste una gerarchia invisibile nel dolore e nel disagio che determina chi merita la nostra attenzione e chi no. Pochi mesi fa, l'opinione pubblica si è divisa sul caso dei cosiddetti "bambini del bosco" a Palmoli (Chieti) 🌲. Lì, le istituzioni e i media si sono mobilitati per una scelta ideologica dei genitori di vivere "fuori dal sistema". Ci siamo indignati, abbiamo discusso, sono intervenuti il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila e gli assistenti sociali; il Comune ha cercato case e maestre a domicilio per garantire a quei bambini una "normalità".

Ma chi si indigna per le migliaia di bambini come Atif che vivono ammassati nelle nostre città, invisibili ai radar finché no succede qualche brutta cosa o addirittura non scorre il sangue? 🩸 È molto più facile puntare il dito contro una scelta di vita bizzarra come quella di Palmoli che ammettere che il nostro sistema tollera che cinque esseri umani vivano in uno spazio dove è impossibile garantire la dignità, la privacy e la calma necessarie per crescere.

🧠 35 metri quadrati: dove la Nurturing Care soffoca

Perché insisto sui metri quadrati? Perché lo spazio non è solo una questione immobiliare, è una questione di salute mentale. La prevenzione primaria si fa nei primi 1000 giorni di vita. Per sviluppare la capacità di regolare le emozioni, di gestire la frustrazione e di non reagire con violenza, un bambino ha bisogno di:

  1. Relazioni responsive: Genitori capaci di ascoltare e rispondere ai bisogni con calma. 🤱
  2. Sicurezza: Un ambiente prevedibile e protetto. 🛡️
  3. Spazio mentale e fisico: La possibilità di isolarsi per calmarsi (il famoso "tempo fuori" o cooling off). ⏱️

Immaginate di crescere per 19 anni in una stanza dove non c'è mai silenzio, dove la tensione degli adulti è palpabile a ogni respiro, dove il conflitto è perenne per la semplice mancanza di aria. In queste condizioni, il cervello viene inondato di cortisolo (l'ormone dello stress) in modo cronico. I "freni inibitori" della violenza rischiano di non formarsi correttamente.

🙈 Le tre scimmiette e il dovere della diagnosi precoce

Ora sono in corso le indagini e sembra emergere che Atif qualche problema o fragilità pregressa l'avesse. Da medico, non ho dati clinici per poter dire qualcosa sul caso specifico, e il rispetto impone cautela. Ma, parlando in generale, la lezione è chiara: i problemi si devono prevenire fin dai primi periodi di vita e rilevare precocemente appena si manifestano.

Sappiamo bene che non tutto è possibile prevenire: la mente umana è complessa e l'imprevedibile esiste. Ma come società abbiamo il dovere di evitare l'atteggiamento delle famose tre scimmiette:

  • 🙈 Non vedo: ignoriamo il sovraffollamento e il degrado finché non diventano cronaca nera.
  • 🙉 Non sento: non ascoltiamo i segnali di disagio (l'isolamento, l'aggressività, le difficoltà a scuola) lanciati anni prima del gesto estremo.
  • 🙊 Non parlo: non denunciamo le carenze dei servizi di supporto alla genitorialità e alla salute mentale infantile.

Se un ragazzo ha dei problemi, questi vanno intercettati a 3 anni, a 6 anni, a 10 anni. Non possiamo accorgercene solo quando avviene un fatto, tragico e drammatico, come in questo caso.

🗓️ Conclusioni: Non è mai troppo tardi, ma bisogna agire presto

Non possiamo salvare la vita spezzata di Abanoub e quella della sua famiglia e anche della famiglia di Atif

Ma abbiamo il dovere morale di guardare in faccia la realtà per tutti gli altri ragazzi. 

Smettiamo di parlare solo dei sintomi (la violenza, l'azzardo, i coltelli) e iniziamo a curare la malattia: la solitudine delle famiglie, il sovraffollamento, la mancanza di diagnosi precoce.

Dobbiamo avere il coraggio di investire sull'inizio della storia. Perché se non cambiamo l'inizio, il finale sarà, tragicamente, sempre lo stesso.

Dott. Alberto Ferrando Pediatra

#LaSpezia #Abanoub #EmergenzaEducativa #Primi1000Giorni #NurturingCare #Prevenzione #NonVedoNonSentoNonParlo #Atif





sabato 17 gennaio 2026

Come (provare a) litigare bene con il figlio/figloia adolescenti

🧭 Le 5 Regole d'Oro per "Litigare Bene"

1. La Regola del "Tempo Fuori" (Cooling Off) ⏱️

Se la rabbia sale e senti che stai per urlare o dire cose di cui ti pentirai, fermati.

  • Cosa fare: Di' chiaramente: "In questo momento siamo troppo arrabbiati per parlarne. Riprendiamo il discorso tra un'ora (o domani)".
  • Perché: Quando il cervello è in preda all'emozione pura, la parte logica si spegne. Discutere in quel momento è inutile e dannoso.

 

2. Attaccate il Problema, non la Persona 🚫👤

Evita frasi che etichettano tuo figlio (es. "Sei il solito pigro""Sei un irresponsabile").

  • Cosa fare: Concentrati sul fatto specifico. Invece di "Sei un disordinato", prova con: "Mi dà fastidio trovare i vestiti per terra perché inciampo e la stanza diventa inagibile".
  • Perché: L'attacco personale spinge l'adolescente a difendersi o a contrattaccare, chiudendo ogni canale di ascolto.

 

3. Non Cercate il "Colpevole", ma la Soluzione 💡

In un litigio tra adulti e adolescenti non vince chi urla di più, ma chi riesce a trovare un compromesso accettabile.

  • Cosa fare: Chiedi a lui/lei: "Ok, siamo in disaccordo su questo orario. Quale pensi possa essere una soluzione che rispetti sia il tuo desiderio di stare fuori, sia il mio bisogno di sapere che sei al sicuro?".
  • Perché: Coinvolgerli nella soluzione insegna loro la responsabilità e la negoziazione, competenze vitali per la vita adulta.

 

4. Ascolto Attivo (anche se non sei d'accordo) 👂

Spesso i ragazzi urlano perché sentono di non essere ascoltati o presi sul serio.

  • Cosa fare: Lasciali parlare senza interrompere. Poi sintetizza: "Quindi tu mi stai dicendo che ti senti soffocato se ti chiamo ogni ora, ho capito bene?".
  • Perché: Sentirsi compresi abbassa immediatamente il livello di aggressività, anche se le regole restano ferme.

 

5. Evita “spiegoni": Non dare spiegazioni infinite 🤐

Gli adolescenti detestano i "predicozzi" lunghi mezz'ora.

  • Cosa fare: Sii sintetico, chiaro e fermo sui valori non negoziabili. Meno parole usi, più peso avranno quelle che pronunci.

🚩 Quando il litigio deve preoccupare? (Il parere del Pediatra)

È normale discutere, ma presta attenzione se compaiono questi segnali:

  • Violenza fisica o distruzione di oggetti.
  • Insulti gravi e costanti che mirano a distruggere l'autostima.
  • Silenzio punitivo che dura giorni (ritiro sociale).
  • Negazione totale di ogni regola o dialogo.

In questi casi, non aspettare che la situazione degeneri: parlarne con il pediatra è il primo passo per capire se serve il supporto di uno specialista della relazione.


🗓️ Cosa fare poi?

Se hai avuto un brutto scontro nel weekend, lunedì mattina prova a fare un passo verso di lui/lei senza riaprire la ferita. Un semplice: "Mi è dispiaciuto per come abbiamo litigato ieri. Ci tengo a te e vorrei che trovassimo un modo migliore per dircelo" può fare miracoli per riaprire la porta della stanza (e del cuore). ❤️

#LitigareBene #Adolescenza #GenitoriEFigli #EducazioneEmotiva #AlbertoFerrando



🎰 Violenza, azzardo e sofferenza degli adolescenti: l'allarme di oggi, la prevenzione di 15 anni fa 👶

🎰 Azzardo, violenza e isolamento: se il disagio degli adolescenti nasce "lontano"

Non bastano i metal detector o i divieti. La vera sicurezza si costruisce con la relazione, fin dai primi 1000 giorni di vita.

Le notizie di oggi, 17 gennaio 2026, sono un pugno nello stomaco per la nostra Liguria 📰. Da un lato, i dati dell’Osservatorio regionale sul boom dell’azzardo tra i 15 e i 19 anni (il 12% dei casi totali ai Serd). Dall'altro, il sangue: la tragica morte di un 17enne a Genova e l'accoltellamento in una scuola a La Spezia.

Davanti a questi fatti, la tentazione è chiedere "più controllo" o "più polizia". Ma da pediatra che vi accompagna da 50 anni, devo dirvi che la risposta puramente repressiva arriva quando i buoi sono già scappati. Il disagio che esplode oggi viene da lontano.

💔 Il sintomo, non la malattia

L'azzardo 🎲, l'abuso di sostanze 🍺, ma anche l'aggressività estrema e l'autolesionismo non sono problemi isolati. Sono i sintomi di un'unica emergenza educativa. Come sostiene il pedagogista Daniele Novara, il problema non è la sicurezza intesa come controllo, ma la capacità di gestire i conflitti.

"Il conflitto non va negato o demonizzato, ma riconosciuto. Se ragazzi e ragazze non imparano a 'stare' nella contrarietà relazionale, se non sanno litigare bene, finiscono per usare la violenza. L'altro diventa un problema da eliminare, insieme alla persona che lo rappresenta."

🤱 Il "vaccino" della Nurturing Care: i primi 1000 giorni

La prevenzione primaria non inizia alle superiori, ma in culla. La scienza ci conferma che il Nurturing Care Framework(le cure che nutrono) nei primi 1000 giorni è la base della resilienza futura.

A voi, genitori di neonati, dico: voi siete la prima linea di difesa.

  • 👁️ Sguardo e reciprocità: Quando allattate o cambiate il vostro bimbo, guardatelo negli occhi. Quello scambio costruisce la capacità di "sentire" l'altro. Un bambino che si sente riconosciuto oggi sarà un adolescente capace di empatia domani.
  • 🤗 Risposta responsiva: Consolare un bambino non è un vizio, è insegnargli che il mondo è un posto sicuro dove le tensioni si possono gestire senza distruggere.
  • 📵 Presenza reale: Spegnete il mondo digitale quando siete con loro. La connessione umana è l'unica che insegna a tollerare la frustrazione.

🆘 Genitori di adolescenti: il coraggio di NON negare

Quando i figli crescono, la sfida cambia. Il rischio più grande per un genitore è la negazione. È umano voler pensare che "sia solo una fase", ma negare la realtà permette al disagio di mettere radici profonde 🌳.

Segnali da non sottovalutare:

  • 🚪 Isolamento: Si chiude sempre più in camera e rifiuta il contatto.
  • 📉 Crollo scolastico o sportivo: Abbandona improvvisamente le attività che amava.
  • 🍽️ Alterazioni alimentari: Inizia una selezione eccessiva o cambia drasticamente il modo di mangiare.
  • 💸 Segnali economici: Sparizione di soldi in casa o nervosismo eccessivo legato al telefono.

Non abbiate paura di chiedere aiuto. Chiedere supporto non è un fallimento genitoriale, è un atto di immenso amore. Prima interveniamo con adulti competenti e contesti educativi adeguati, più facile sarà trasformare il conflitto in crescita anziché in distruzione.

#Primi1000Giorni #NurturingCare #EmergenzaEducativa #Genitorialità #GestioneConflitti #PrevenzionePrimaria #Adolescenza #AlbertoFerrando





























giovedì 15 gennaio 2026

LETTERA APERTA A RAGAZZE E RAGAZZI, AI GENITORI, AI NONNI E A TUTTA LA SOCIETA': Crans-Montana: Il dolore, la vera libertà e l'inganno del "Capitalismo Limbico"

 LETTERA APERTA A RAGAZZE  E RAGAZZI, AI GENITORI, AI NONNI E A TUTTA LA SOCIETA': Crans-Montana: Il dolore, la vera libertà e l'inganno del "Capitalismo Limbico"

Avevo promesso a me stesso di non scrivere nulla a caldo, limitandomi a invitare al silenzio, al rispetto e ad evitare critiche e giudizi.

Tuttavia, scrivo nuovamente ribadendo un concetto sacro: rispetto assoluto per il dolore. 💔

Davanti a genitori che stanno vivendo l'inferno, che hanno perso un figlio o vegliano un ragazzo ferito, il giudizio morale è una violenza che non possiamo permettere. 

Chi oggi punta il dito dimentica le proprie fragilità di adolescente e il dolore devastante di chi resta.

Tuttavia, come pediatra e padre, sento che il modo migliore per onorare la memoria di chi non c'è più non sia solo piangere, ma ragionare.

Sento parlare tanto di responsabilità, di controlli, di sanzioni. 

Giusto. 

Ma non basta! 

Dobbiamo trasformare questo lutto in un cambiamento radicale.

Oltre la sicurezza: la trappola del "Capitalismo Limbico" 🧠

Certo che servono controlli, uscite di sicurezza e accertamento delle responsabilità. 

Ma se ci fermiamo a questo abbiamo perso. I

l vero problema è il modello di divertimento che abbiamo costruito. 

I nostri ragazzi sono spesso vittime del "Capitalismo Limbico": un sistema economico che lucra consapevolmente sull'immaturità fisiologica del cervello adolescente (che completa il suo sviluppo solo a 25 anni), facendo leva sulle emozioni immediate per indurre consumi dannosi. Tutto per puro profitto.

Ragazzi, parlo a voi: la Libertà è Consapevolezza 🕊️

Non fraintendetemi. Non voglio fare il "maestrino" che vuole chiudervi in casa. 

Non voglio togliervi la libertà. Al contrario: voglio che siate davvero liberi.

Ma la libertà non è fare quello che il marketing vi dice di fare.

  • Se bevete o usate sostanze perché "lo fanno tutti" o perché "sennò non ci si diverte", non siete liberi: siete clienti e, scusate il termine, servi del sistema.
  • Se accettate orari folli che vi distruggono il ritmo sonno-veglia, state regalando la vostra salute a chi incassa l'ingresso.

Informarvi sui rischi dell'alcol e delle droghe (che su un cervello in crescita non sono mai "leggere") serve a darvi un grande potere : quello di scegliere. 

La vera ribellione, oggi, è avere la lucidità di dire: 

"Io mi diverto, ma alle mie condizioni, non alle vostre"

Essere liberi significa non essere schiavi di una sostanza o di una moda imposta. Operchè “così fanno tutti”.

 

La responsabilità degli adulti e le radici della prevenzione 🌱

Noi adulti e la politica abbiamo colpe enormi. 

Abbiamo normalizzato l'inaccettabile: l'alcol come "benzina" sociale e orari notturni incompatibili con la fisiologia umana.

La prevenzione non inizia a 14 o a 16 anni in discoteca, ma nella culla. 

Dobbiamo rilanciare con forza progetti come i "Primi 1000 giorni" e il "Nurturing Care Framework" (le cure che nutrono). Dobbiamo investire sulla relazione fin dai primi vagiti. 

E lo dico ai nonni e ai genitori e anche alle ragaze e ai ragazzi che saranno genitori e si troveranno nel ruolo di genitori. 

Un bambino che ha sperimentato il piacere della connessione umana, della lettura, della musica "analogica" e del tempo di qualità, avrà meno bisogno di cercare surrogati chimici per sentirsi vivo. Torniamo a essere una società educante che protegge, non un mercato che consuma.

 

Una preghiera per il futuro 🙏

Concludo con il cuore in mano. Sono vicino, con un abbraccio che non ha parole, a tutte le ragazze e i ragazzi che stanno soffrendo, ai loro genitori, alle famiglie e agli amici colpiti da questa tragedia. Il vostro dolore è il nostro.

Ma vi prego davvero, per il ricordo e il rispetto sacro di quanto avvenuto: fermatevi a pensare. Riflettete se certi stili di vita debbano essere accettati come "normali". 

Chiedetevi, nel profondo, se vale davvero la pena rischiare un dolore così immenso solo per far contento il mercato e chi guadagna sulla vostra salute. La vostra salute e la vostra vita vale molto più del loro profitto.

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