mercoledì 28 settembre 2016

Tosse, tosse, tosse: cosa fare e non fare : NON dare mucolitici ai bambini piccoli

Tante tossi in giro. Cosa fare??? Sentite il vostro pediatra e valutate soprattutto lo stato generale del bambino:
SE è vivace e gioca noralmente o meno
Come respira: se ha affanno e respira frequentemente
Poi cosa può essere? Leggete articolo qui sotto (e per chi lo ha consultate i libro "Come crescere mio figlio, chi non lo ha lo può comprare in libreria o on line sia cartaceo che in versione elettronica :-) ) e nel frattempo evitate di dare farmaci se non su indicazione de pediatra.
INNAZITUTTO MAI, MAI DARE MUCOLITICI PER SCIROPPO O SUPPOSTE (grande tradizione italiana la suppostomania priva di qualsiasi valore). 
Non fumare in casa, anche al di fuori della camera dove il bambino dorme.
Non usate prodotti tipo il vecchio “Vicks Vaporoub” o cataplasmi
Non fate fumenti all’antica: l’umido aiuta ma c’è il rischio di ustioni
NON TENETE IL BAMBINO CHIUSO IN CASA: FATELO USCIRE  (se il tempo lo consente). Si chiama “ariaterapia”
Sentite il pediatra , e avete voglia, leggete qui:

lunedì 26 settembre 2016

IL MIGLIOR MODO DI FAR STARE BENE IL BAMBINO: STAR BENE NOI GENITORI

IL MIGLIOR MODO DI FAR STARE BENE IL BAMBINO: STAR BENE NOI GENITORI
Quando nasce un bambino. E’ un evento meraviglioso, desiderato (quasi sempre) ma bisogna tener conto anche dei ma….in quanto la nascita di un bambino modifica i rapporti della coppia. È un tema che si deve sapere, conoscere prima e di cui si deve discutere perché la salute di un bambino dipende dalla salute della famiglia che, con la nascita del bebè, attraversa dei periodi bellissimi ma anche impegnativi e molto delicati.
Dopo la nascita dal bambino, la donna potrebbe avere un po’ di tristezza, di malinconia, potrebbe piangere più facilmente, sentirsi preoccupata per il cambiamento della vita e a volte con sentimenti contrastanti tra eccesso di amore e sentirsi inadeguata a dare quella protezione e affetto che il bebè richiede. (leggere il post: la mamma ha sempre ragione).
A questo si aggiunge, spesso,  la carenza di sonno e, in alcuni casi, ambienti familiari impegnativi (troppo aiuto o nessun aiuto o conflittualità).
È fondamentale che la mamma abbia alleati e non sia lasciata sola, psicologicamente o affettivamente. Può avere aiuto dai nonni, soprattutto, in genere, dalla madre, ma l’aiuto principale può, e deve, venire dal marito o compagno che può aiutarla ad affrontare tutta una serie di problemi legati alla nascita del figlio.
Mamma e papà debbono conoscere queste cose prima della nascita del bambino e discuterne. Da tempo le cure al lattante non sono più un “privilegio” esclusivo, come nel passato, delle madri, ma coinvolgono sempre più il papà in tanti compiti quotidiani come cambiare pannolini, allattare con il biberon, cullare il bambino ecc. La nascita del bebè può creare problemi anche al papà che potrebbe avvertire un senso di abbandono determinato dal fatto di non essere più il centro dell’interesse della compagna/ moglie che non è più solo “sua” (ovviamente nessuno appartiene a un altro) anzi, se il bambino è impegnativo, non ha più tempo neanche per se stessa e deve dedicarsi a tempo pieno esclusivamente al piccolo. Non solo: è fisiologico che ci sia una riduzione (se non assenza, o fastidio, all’inizio) di desiderio sessuale (a volte succede il contrario: il papà vede la donna come mamma e ha inibizioni sessuali).

Se i neogenitori sanno che è un periodo “normale” eviteranno di preoccuparsi, di sentirsi trascurati. Superati, insieme, i primi periodi, la mamma riacquisterà il ruolo precedente di donna e tutto tornerà come prima. È importante che la mamma sappia che avverranno dei cambiamenti, che il padre deve essere coinvolto nella vita del bambino e uno spazio della giornata deve essere dedicato al rapporto stretto con il partner, oltre che a se stessa. Facendo così il papà sarà pronto a intervenire e aiutare in momenti di stress o affaticamento della moglie/ mamma. Anche il papà ha un ruolo importante nella crescita e nell’educazione e potrà, così facendo, godere del contatto fisico, mentale e affettivo con il figlio, non solo nei momenti di riposo ma anche nelle incombenze giornaliere quali il bagnetto, il cambio del pannolino, il pasto... e poi potrà accarezzare il bebè, cullarlo, giocare con lui (e dopo il 6 ° mese leggere ad alta voce: si veda il paragrafo La lettura). Il valore della coppia è, infatti, fondamentale per l’educazione dei figli: non coinvolgere il papà o addirittura (a volte capita!) estrometterlo lasciandolo solo nel ruolo di papà è un errore che rischia di distruggere la famiglia.

sabato 24 settembre 2016

FERMENTI LATTICI, PROBIOTICI E BELINDIBIOTICI Quando il marketing precede la scienza

FERMENTI LATTICI, PROBIOTICI E BELINDIBIOTICI
Quando il marketing precede la scienza
I fermenti lattici sono sicuramente utili...nell'ordine a chi li produce, ai grossisti e a chi li vende...poi magari aumentando i consumi possono incrementare il PIL.... E a chi li prende per pochi giorni di antibiotico??? Forse non fanno male ma è ancora da verificare.
D'altronde a volte è difficile non consigliare medicine visto che "Il desiderio di prendere medicine è forse la grande caratteristica che differenzia l’uomo dagli altri animali.
(William Osler)".
Ma anche alla Tv dicono che vanno bene per: andare di corpo se si è stitici, di ridurre di andare di corpo se avete la diarrea, di ridurre gonfiore e flatulenze, di ridurre il colesterolo, di ridurre le allergie se assunti per tutta la vita per 6 generazioni precedenti (questa poi è bellissima: si ipotizza che forse, potrebbe essere, non si sa mai …e si manda il messaggio di darli per anni senza avere la dimostrazione di una efficacia: è uno dei meccanismi promozionali e di pubblicità più subdoli), di far migliorare dermatiti…. Vengono,inutilmente, consigliati per cicli diterapie antibiotiche. Per qualsiasi cosa c’è un probiotico. Non c’è cada farmaceutica che non ne produca a botte di miliardi di microrganismi. Cosa c’è di vero??? Esistono interessanti studi in atto sul cosìdett "microbiota" e sul trapianto di feci ma per ora si può dire che"I microrganismi non hanno effetto sulle persone sane".
Ovviamente qualche  studio che dica che funzionano esiste….ma anche la ricerca scientifica è suscettibile di avere degli influssi da parte del marketing. Anche opinion leader sostengono l’utilità di cose poco utili, se non inutili, per la salute (ma utili per altri motivi). ( Il termine usato per alcuni opinion leader che scrivono è “pennivendoli” e per quelli che parlano “Juke box” L , fate voi).
Ssecondo alcuni scienziati il marketing che promuove l’uso di probiotici anche nelle persone sane potrebbe aver superato di gran lunga le conoscenze scientifiche al riguardo.
 Una revisione sulla Rivista “Genome Medicine” sembra concludere che l’efficacia nei soggetti sani non esiste. L’articolo ha indagato la relazione tra il consumo di probiotici e le condizioni del microbiota fecale, l’insieme di microorganismi simbionti che ospitiamo nel nostro tratto intestinale (più famosi come “flora intestinale”). Qui trovate una breve recensione: https://oggiscienza.it/2016/05/13/probiotici-flora-intestinale-microbiota/.
Qualche beneficio, per alcuni nelle gastroenteriti è stato dimostrato….ma parliamo di benefici marginali  (ricordo che la terapia fondamentale nelle gastrenteriti è quella di bere acqua con sali minerali) o di interessanti ipotesi di studio ancora da dimostrare.

Per ora, nei soggetti sani si può dire che è stato ottenuto quanto oltre 30 anni fa diceva un tale Henry Gadsen, direttore di una importante casa farmaceutica : “non vedo l’ora di inventare un farmaco da dare a tutti i sani”….ci sono riusciti