giovedì 2 dicembre 2021

VACCINAZIONE AI BAMBINI DAI 5 AI 12 ANNI:

VACCINAZIONE AI BAMBINI DAI 5 AI 12 ANNI:

Approvato il vaccino anticovid-19 dai 5 anni in su.

Da metà mese di dicembre si potrà iniziare. Cosa fare? : Raccomandato dalle Società scientifiche pediatriche italiane (vedete il link qui) ed internazionali.

Qui risposte ad alcune domande prese da una mia recente intervista: 

Covid, il pediatra Ferrando: “I bambini non sono invulnerabili, consigliamo di vaccinarli”

Il monito alle famiglie: "La scelta spetta ai genitori, parlatene col vostro pediatra. Effetti collaterali? Il bilancio è altamente favorevole"

ferrando vaccino
Esperto

Genova. “Abbiamo notizie epidemiologiche che indicano come i bambini, ritenuti una volta quasi invulnerabili, ahimé vengano invece toccati dal virus. Abbiamo a disposizione una vaccinazione efficace, che ha superato i controlli degli enti regolatori e che noi pediatri non possiamo far altro che consigliare“. Lo spiega Alberto Ferrando, presidente dell’Associazione dei pediatri extraospedalieri della Liguria, intervistato oggi in diretta da Genova24 per rispondere alle domande dei lettori.

“La scelta spetta ai genitori – chiarisce Ferrando -. Non scegliere è una scelta, ad esempio mettere o non mettere un bambino su un seggiolino di sicurezza. Quello che anima i genitori è l’amore per il bambino e il desiderio di fare la scelta migliore per la sua salute, ma è lo stesso per noi pediatri. Sento dire spesso frasi come i bambini non si toccanogiù le mani dai bambini. Sostituiamole con amiamo i bambini e cerchiamo insieme di trovare il modo migliore per dare loro una vita migliore“.

Ma perché bisogna vaccinare i bambini se nella maggior parte dei casi il Covid li riguarda in forma leggera? “Andando a vedere i numeri purtroppo è vero che la mortalità per Covid tra i bambini è vicina allo zero, però quel bambino che se l’è preso è il 100% per i suoi genitori”, ricorda Ferrando.

E i possibili effetti collaterali? Allo stato attuale i più frequenti sono febbre, dolore in sede di iniezione, mal di testa, debolezza, che compaiono in percentuale non alta. Effetti collaterali significativi maggiori non si possono escludere perché nessun farmaco è esente da rischi. Ma il bilancio è altamente favorevole: parliamo non solo di mortalità da Covid, che è bassa seppure non inesistente, ma di riduzione degli accessi alle terapie intensive, di 239 bambini che hanno avuto la sindrome infiammatoria multisistemica, e di problematiche legate al long Covid“.

“Il vaccino – prosegue Ferrando – ha superato la fase di sperimentazione che ha coinvolto 3 mila bambini, che da un punto di vista epidemiologico non sono tantissimi: ad alcuni è stato dato il vaccino, ad altri il cosiddetto placebo. Il risultato di questi studi è che i vaccini sono sicuri ed efficaci.

Negli USA quasi 3 milioni di bambini sono già stati vaccinati e molti hanno già fatto la seconda dose.




giovedì 25 novembre 2021

VACCINAZIONE ANTICOVI-19 AI BAMBINI DAI 5 AGLI 11 ANNI:SCELTA E NON OBBLIGO

VACCINAZIONE ANTICOVI-19 AI BAMBINI DAI 5 AGLI 11 ANNI:SCELTA E NON OBBLIGO

Cari Genitori,

come certo sapete, è stato approvato in via definitiva anche per i bambini con età compresa tra 5 e 11 anni l’utilizzo del vaccino anti-Covid già utilizzato per gli adulti e gli adolescenti.

Tutte le Società scientifiche dei pediatri, sia in sede internazionale che in Italia, raccomandano la vaccinazione anche dei più piccoli, sulla base degli studi condotti finora che hanno portato le Autorità regolatorie sui farmaci e i vaccini negli Stati Uniti, in Europa e in Italia ad approvar- ne l’uso in questa fascia di età.

LA VACCINAZIONE NON E' OBBLIGATORIA E RAPPRESENTA UNA SCELTA LIBERA DEI GENITORI LA DECISIONE DI FARLA O NON FARLA.

Per contribuire a una buona informazione e a scelte consapevoli basate sulle evidenze scientifiche disponibili, valutiamo alcune considerazioni in merito alla opportunità di vaccinazione dei bambini più piccoli. I dati a nostra disposizione ci dicono che:

Se non si vaccina, il bambino avrà:

  • Una probabilità più bassa, rispetto agli adulti, di avere dei sintomi gravi se contagiato dal virus, una probabilità dell’ordine di 3-5 su 10.000 di avere complicazioni infiammatorie serie, tali da richiedere un ricovero prolungato, e dell’ordine di 1 su 100.000 di avere una malattia così grave da richiedere cure in Terapia Intensiva. Questo se non soffre di patologie cro- niche (in questo caso va sempre consultato lo specialista di riferimento) per le quali il rischio è notevolmente maggiore.

  • Una probabilità vicina al 100%, nel corso di un anno, di dover eseguire esami diagnostici (tamponi) in caso di febbre o di altri sintomi correlabili a Covid-19 e di essere sottoposto a quarantena nel caso di positività.

    Se si vaccina, il bambino avrà:

  • Una probabilità dell’ordine di 3 su 100 di avere qualche sintomo, non grave (dolore locale, febbre, malessere) per uno o due giorni, e una di 1 o 2 su 100.000 di avere un effetto colla- terale di maggiore entità, ma del tutto curabile.

  • In caso di positività tra i suoi contatti stretti quali i compagni di scuola potrà avere tempi di quarantena ridotti (7 anziché 10 giorni).

  • Sarà più libero di partecipare ad attività extrascolastiche e di muoversi, questo naturalmente anche in relazione alla situazione dell’infezione e alla copertura vaccinale della popolazione generale e dei suoi compagni, anche se dovrà sempre, finché saranno in vigore, rispettare le norme generali di prevenzione.

    Ricordiamoci che, soprattutto per i bambini dagli 8-9 anni in su (anche se a questa età ovvia- mente sono i genitori che prendono le decisioni), i termini della questione possono essere di- scussi. Si tratta di un utile esercizio dall’indubbio valore cognitivo e civico, e un’occasione di dialogo su una questione di cui certamente hanno piacere di parlare.

    A cura di: Società Italiana di Pediatria, Federazione Italiana Medici Pediatri, Associazione Culturale Pediatri e Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni di Area Pediatrica.



lunedì 22 novembre 2021

MASCHERINE AI BAMBINI SOTTO AI 6 ANNI??

MASCHERINE AI BAMBINI SOTTO AI 6 ANNI??

Causeranno disagi, disturbi del linguaggio o altro?

In questo articolo tradotto (nella versione originale trovate link per approfondimenti) si chiariscono tante cose.

Le consiglio caldamente se il bambino o la bambina, soprattutto se vanno al Nido o alla Scuola Materna)  frequentano un soggetto fragile: soprattutto un neonato o un lattantino o dei nonni, anche se vaccinati.

Il virus sta colpendo molto i bambini che possono essere fonte di contagio in casa.

Se ne può promuovere l’uso in chi non li vuole (in genere li vogliono oerchè vedono adulti e fratelli grandi metterli) creando un'attività divertente da fare in famiglia utilizzando una varietà di modelli - astronauti, unicorni e altre stampe colorate - tra cui i bambini possono scegliere. 

IN SINTESI: le mascherine chirurgiche proteggono i bambini e non causano problemi di comprensione, lettura o psicologici…se il bambino o la bambina si sente saldamente attaccato ai suoi genitori, se i genitori lo/a ascoltino e riflettano le loro emozioni e comunichino ampiamente con i bambini e tra loro.

 

A Singapore i bambini dai sei anni in su sono obbligati per legge a indossare maschere. 

Ma molti asili nido e scuole materne incoraggiano fortemente la pratica anche per i bambini più piccoli. Significa che per circa otto ore ogni giorno della settimana, tranne mentre mangia, beve o fa un pisolino, Davide indossa una maschera usa e getta a tre strati.

Nel momento in cui esce, tuttavia, si strappa la maschera, infilandola in tasca o ficcandola nelle mani di sua nonna. Una volta, in una giornata particolarmente brutta, gettò a terra la maschera e corse fuori dai cancelli della scuola.

"La odia", dice sua madre, che non costringe suo figlio a indossare una maschera fuori dalla scuola. "Non ho nulla contro le maschere... ma non vogliamo forzarlo e sappiamo che è a disagio".

La decisione se far mettere la maschera ai bambini piccoli è quella che molti genitori e autorità di in tutto il mondo stanno affrontando mentre cercano di prevenire nuove ondate di Covid-19, consentendo allo stesso tempo ai bambini di svilupparsi, socializzare e prosperare emotivamente.

Da un punto di vista normativo, all'inizio di ottobre 2021, i paesi si dividono in gran parte in tre campi. 

1)    Singapore e paesi europei come Francia e Italia raccomandano di mascherarsi dall'età di sei anni. Ciò è in linea con le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, che raccomandano che i bambini sopra i sei anni indossino maschere in determinate circostanze, ad esempio quando vi è una trasmissione diffusa nella loro zona. Alcuni applicano la regola solo a specifici ambienti interni, come la scuola.

2)    Altri organismi di regolamentazione, inclusi i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie negli Stati Uniti, raccomandano l'uso di maschere per le persone di età pari o superiore a due anni.

3)    E poi ci sono quei paesi che hanno abbandonato i requisiti per i rivestimenti per il viso in classe: ad esempio, nel Regno Unito, né i bambini né i loro insegnanti sono invitati a indossare maschere a scuola.

L'unico consenso globalmente accettato è che neonati e bambini sotto i due anni non dovrebbero indossare maschere, a causa del rischio di soffocamento.

"Il limite di età per l'uso delle maschere da parte dei bambini non è ancora una definizione scientifica", afferma Adamos Hadjipanayis, presidente dell'Accademia europea di pediatria.

Ci sono stati relativamente pochi studi che hanno indagato sull'uso di maschere nei bambini, a causa di sfide etiche e logistiche. Quei pochi studi, che si sono concentrati sull'impatto fisico delle maschere sulla respirazione, non hanno riscontrato alcun effetto dannoso. Ma il dibattito sui più ampi pro e contro è stato acceso.

I fautori dell'uso della maschera sostengono che le maschere proteggono chi le indossa e coloro che li circondano dal Covid-19 e che i fattori di rischio della malattia per i bambini piccoli non dovrebbero essere trascurati. La maggior parte dei paesi non vaccina i bambini sotto i 12 anni, o solo in casi eccezionali, il che li lascia relativamente esposti. I casi gravi di Covid-19 nei bambini piccoli sono ancora relativamente rari: secondo un ampio studio britannico pubblicato a luglio, circa uno su 50.000 bambini affetti da Covid finisce in terapia intensiva e due su un milione muoiono. Ma la variante Delta in rapida diffusione, che è almeno due volte più contagiosa rispetto ai ceppi precedenti, sta facendo pressione sui paesi per contenere e prevenire le epidemie, anche tra i bambini.

 

"Delta peggiora la situazione", afferma Deepti Gurdasani, epidemiologo clinico presso la Queen Mary University di Londra. "Dopo il Delta, stiamo assistendo a molti focolai nelle scuole di tutto il mondo".

La buona notizia è che indossare la mascherina è stato collegato a tassi più bassi di Covid-19 nelle scuole. Ad esempio, nello stato americano della Carolina del Nord, dove indossare la mascherina è obbligatorio per gli studenti sopra i sei anni, le scuole hanno riportato tassi di trasmissione estremamente bassi - sebbene più di 7.000 bambini e personale abbiano frequentato la scuola mentre erano portatori del virus tra marzo e giugno 2021, solo 363 Covid- 19 casi sono stati trovati come conseguenza.

Le mascherine forniscono un ulteriore livello di protezione contro il Covid-19 e hanno dimostrato di ridurre il rischio di contrarre la malattia – Annabelle de St. Maurice

In un altro sondaggio che ha coinvolto 169 scuole elementari in Georgia, i ricercatori hanno scoperto che quando gli insegnanti e il personale erano tenuti a indossare maschere, i casi segnalati di Covid-19 erano inferiori del 37% rispetto alle scuole senza obbligo di maschera.

"Le maschere forniscono un ulteriore livello di protezione contro Covid-19 e hanno dimostrato di ridurre il rischio di contrarre la malattia", afferma Annabelle de St. Maurice, assistente professore di pediatria presso l'Università della California, a Los Angeles.

Naturalmente, l’uso della maschera potrebbe non essere l'unico responsabile della riduzione della trasmissione. Altri fattori protettivi come "l'igiene personale delle mani, la distanza di sicurezza e la buona ventilazione di un'area possono svolgere un ruolo", afferma Mark Ng, responsabile clinico del gruppo di lavoro sulla prevenzione delle infezioni e sulle malattie infettive presso i policlinici Singhealth di Singapore.

Ma le mascherine sono una misura preventiva efficiente ed efficace, motivo per cui molti genitori di bambini piccoli a Singapore continuano ad applicarle anche dopo che lo stato dell'isola ha alzato l'età legale per indossare la mascherina a sei anni lo scorso settembre. La sentenza iniziale, imposta sei mesi prima, prevedeva che i bambini sopra i due anni indossassero la mascherina. (Leggi di più su come le maschere facciali riducono la trasmissione.)

Per Mimi Zainal, madre di due bambini di tre e cinque anni, il cambio di governo non ha fatto alcuna differenza. "Preferisco che i bambini indossino le maschere... mi dà tranquillità sapere che sono più protetti", dice.

All'inizio i bambini hanno lottato contro l'indossare le maschere, ammette Zainal, ma lei e suo marito "hanno promosso l'attività" in un'attività divertente che la famiglia avrebbe fatto insieme prima di uscire. Ha comprato una varietà di modelli - astronauti, unicorni e altre stampe colorate - tra cui i bambini possono scegliere. Nel giro di poche settimane, i bambini si sono abituati alle loro maschere, dice.

 

NON RICONOSCONO LE ESPRESSIONI DEL VOLTO??

Alcuni sostengono che anche il modello più allegro non può cambiare un problema fondamentale con le maschere: nascondono metà del viso e possono rendere più difficile decodificare gli stati d'animo e i sentimenti delle persone.

I bambini iniziano a riconoscere le emozioni di base - felicità, tristezza, paura, rabbia e così via - fin dai 10 mesi di età, con un picco di sviluppo intorno ai cinque o sei anni, afferma Kang Lee, psicologo dello sviluppo presso l'Università di Toronto.

 

Essere in grado di vedere i volti nella loro interezza è una parte fondamentale di tale sviluppo e il mascheramento può ostacolare questo processo, afferma: "Apprendiamo le emozioni principalmente attraverso il viso". (Leggi di più su come la pandemia potrebbe cambiare i bambini del mondo.)

Ma altri esperti sono scettici su quanto siano realmente le maschere di impedimento. "I volti non sono necessariamente l'unico o il più importante indizio delle emozioni di qualcun altro", afferma Ashley Ruba, ricercatrice post-dottorato presso il Child Emotion Lab dell'Università del Wisconsin-Madison. 

Ci sono anche altri segnali vitali, dice, "cose ​​come il tono di voce, la postura del corpo e la situazione sociale generale".

Uno studio del 2012 ha scoperto che i bambini di età inferiore ai nove anni potevano ancora individuare correttamente le emozioni dei volti che stavano guardando, anche se non potevano vedere le loro bocche. E in un esperimento condotto l'anno scorso, Ruba e il suo collega hanno scoperto che mentre le maschere compromettono leggermente la capacità dei bambini di riconoscere la tristezza, la rabbia e la paura, l'effetto complessivo è lo stesso con gli occhiali da sole.

"Questa è un'altra prova che suggerisce che le maschere potrebbero non avere un impatto così negativo sullo sviluppo emotivo dei bambini", afferma. Dopotutto, le persone di solito non si preoccupano di indossare occhiali da sole intorno ai bambini. Eva Chen, psicologa dello sviluppo presso la Hong Kong University of Science and Technology, sottolinea che in ogni caso le persone non indossano sempre maschere o occhiali da sole: "Quindi i bambini non sono privati al 100% delle informazioni facciali". E in posti come la Cina, la Corea del Sud e il Giappone, dove L’USO DELLA maschera era all'ordine del giorno anche prima che la pandemia colpisse, i bambini si sono sviluppati normalmente, aggiunge.

IMPEDISCONO L’APPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO?

Un'area potenzialmente più preoccupante potrebbe essere l'impatto delle maschere sullo sviluppo del linguaggio dei bambini. Anche qui gli esperti sono un po' divisi nelle loro opinioni, ma sono d'accordo su una cosa: c'è molto che i genitori possono fare per colmare eventuali problemi in erba.

"I bambini imparano attraverso l'osservazione", afferma Lynette Teo, che insegna linguaggio infantile e sviluppo dell'alfabetizzazione al Politecnico Ngee Ann di Singapore. "Guardano il movimento della bocca e vedono le labbra e la lingua muoversi. Se pensi solo al suono 'th', il posizionamento della lingua è così importante".

Ma i genitori non dovrebbero preoccuparsi troppo, dice Lee. "I bambini sono molto adattabili all'ambiente. Se un canale è bloccato, passeranno a un altro canale". Per aiutare i bambini a capire, suggerisce a insegnanti e genitori di migliorare il linguaggio, la postura, il movimento del corpo e i gesti quando parlano con loro.

La situazione per i bambini con bisogni speciali è diversa, tuttavia, afferma Stephen Camarata, professore di scienze dell'udito e del linguaggio alla Vanderbilt University nel Tennessee, che lavora ampiamente con questi bambini. "I bambini con disabilità, in particolare la perdita dell'udito, usano i tratti del viso per inserire le informazioni che non sentono", dice. "Hanno davvero bisogno di quelle informazioni visive per capire cosa stai dicendo. Con le maschere, semplicemente non hanno accesso a quei segnali".

Si aspetta anche che le maschere rendano generalmente più difficile per i bambini piccoli imparare nuove parole: "A breve termine, in termini di comprensione di nuove parole e vocabolario, [le maschere] avranno un effetto attenuante".

Zainal, la madre di due figli di Singapore, ha notato un tale potenziale ritardo nel proprio figlio, ma è stata in grado di risolverlo attraverso un supporto aggiuntivo. Preoccupata che il bambino di cinque anni "era un po' lento nell'imparare la sua fonetica", lo ha mandato per lezioni extra in un centro di insegnamento all'inizio di quest'anno. "Ho scoperto che anche se gli insegnanti indossavano le maschere, era ancora in grado di captare i suoni e imparare".

A lungo termine, non vedo alcun effetto psicologico negativo sui bambini – Kang Lee

Tammy Lim, consulente dell'Unità per lo sviluppo del bambino presso il National University Hospital di Singapore, è d'accordo. Sottolinea come uno studio locale ha scoperto che i bambini di due anni erano ancora in grado di imparare e riconoscere le parole anche se pronunciate dietro una maschera. 

A suo avviso, l'impatto delle mascherine sui bambini è trascurabile rispetto agli altri modi in cui il Covid-19 ha sconvolto le loro vite

È più preoccupata per come l'aumento del tempo davanti allo schermo, ad esempio, ha spostato l'esercizio, il tempo di gioco e altre attività. La sua unità ha già visto un aumento dei giovani pazienti con ritardi nello sviluppo e problemi comportamentali, che in parte attribuisce alla mancanza di opportunità di gioco libero e socializzazione.

In confronto, gli effetti duraturi del mascheramento, se presenti, possono essere banali. "A lungo termine, non vedo alcun effetto psicologico negativo sui bambini", afferma Lee.

Chen ha una visione simile. "I bambini si acclimatano sorprendentemente facilmente", dice. 

Se i genitori sono preoccupati, suggerisce che la soluzione migliore è trascorrere più tempo possibile con i propri figli. "Ci sono molte ricerche per dimostrare che è davvero importante che un bambino si senta saldamente attaccato ai suoi genitori, che i genitori li ascoltino e riflettano le loro emozioni e comunichino ampiamente tra loro".

Creare quei caldi momenti in famiglia può essere il modo migliore per superare lo sconvolgimento delle regole e delle interruzioni indotte dalla pandemia.

Per Zainal, ciò significava trovare modi creativi per far divertire i suoi figli a casa, come fare un picnic sul balcone, fare una caccia al tesoro al coperto e fare attività artigianali settimanali. Le maschere sono fastidiose, dice, ma c'è ancora divertimento in casa. E quando si avventurano fuori, le maschere forniscono "un senso di sicurezza per sapere che i bambini sono almeno protetti in un certo modo, e possono continuare ad andare a scuola e interagire con i loro amici".

Tratto da: https://www.bbc.com/future/article/20211025-how-face-masks-affect-young-children



venerdì 19 novembre 2021

"girano" un pò di malattie: Covid, Mal. mano bocca piedi, ILI, gastroenterite, bronchiolite

"girano" un pò di malattie: Covid, Mal. mano bocca piedi, ILI, gastroenterite, bronchiolite

Care e cari genitori

Solo per segnalarvi che in questo periodo "girano" un pò di malattie: Covid, Mal. Mano bocca piedi, ILI, gastroenterite, bronchiolite

- COVID-19: continua l'epidemia di malattia e l'epidemia di cattiva informazione ansiogena e conflittuale. I bambini sono interessati sempre più frequentemente anche se, almeno fino ad ora, con forme leggere. Casi descritti in varie scuole (ultima a Bogliasco e nei giorni scorsi Masone e Rossigloione)...ma il virus gira e raccomando attenzione all'uso delle mascherine e attenzione ai locali chiusi affollati e non ventilati

- Malattia mano-bocca piedi: trovate spiegazione a questo link: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2015/12/malattia-mano-bocca-piedi-tratto-la.html

- ILI: (Influenza Like Illness): infezioni delle vie respiratorie con rinite, tosse, febbre. Sono forme virali che non richiedono antibiotico...ma sentite il vostro pediatra

- Infezioni gastrointestinali con vomito, febbre e diarrea: terapia semplice: bere tanto (con sali minerali), mangiare poco e dettagli qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2015/03/periodo-di-cacca-ovvero-diarrea-e-vomito.html.

- Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) responsabile nei bambini piccoli (sotto a 1-2 anni) di bronchiolite: approfondimenti qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2021/11/in-aumento-i-casi-di-bronchiolite-cosa.html




domenica 14 novembre 2021

IN AUMENTO I CASI DI BRONCHIOLITE: cosa è, come si contrae e come si cura


IN AUMENTO I CASI DI BRONCHIOLITE: cosa è, come si contrae e come si cura

La bronchiolite è una affezione delle vie respiratorie del bambino di età inferiore a 1-2 anni causata da vari virus respiratori, soprattutto il VRS (Virus respiratorio sinciziale) e virus parainfluenzali per i quali non esiste una vaccinazione. Anche altri virus possono causare la bronchiolite come l’influenza e sono descritti casi anche secondari al virus SARS-CoV-2 (responsabile della COVID-19).

Il periodo dell’anno in cui è più frequente va, in genere da novembre a dicembre. Casi isolati descritti cmq anche in altri periodi dell’anno.

NON ESISTE cura specifica *e l'unica è non prendere  il virus evitando contatti con soggetti affetti...magari bambini grandi o adulti che hanno poco o solo un raffreddore.

* alcune categorie di bambini a rischio di sviluppare decorsi gravi della bronchiolite vengono sottoposti a terapia preventiva con un farmaco con Palivizumab (es: Synagis) che è un anticorpo monoclonale che neutralizza in modo significativo il virus . Le categorie sono ad esempio: ex prematuri, bambini cardiopatici, bambini immunodeficienti o con infezioni croniche.

 

SE avete bambini nei primi mesi di vita non fateli stare in contatto con tante persone , e se in casa qualcuno ha raffreddore è utile mettersi la mascherina (e lavare accuratamente le mani).

Al piccolino/a non interessa stare in braccio e essere sbaciucchiato da tanta gente. Tenetevelo in braccio voi e quando dorme...di là in camera lontano da ospiti e vicini.  E arieggiate la stanza e non fatelo sbaciucchiare da tutti.

ALTRA COSA USCITE, USCITE, USCITE. Fa male stare in locali chiusi con tanta gente e non andare all'aria aperta, ovviamente,  coprendosi adeguatamente. 

Nelle infezioni virali (rafreddore, tosse, catarro, bronchiolite), l'antibiotico NON SERVE A NULLA e NON si debbono dare prodotti per la tosse (mucolitici) sotto ai 2 – 3 anni. 

COME SI MANIFESTA??

Dopo pochi giorni di rinite e poca tosse si manifesta con difficoltà respiratoria (affanno e frequenza respiratoria aumentata), con respirazione difficoltosa (rientramenti al giugulo e movimenti dell'addome).

Si manifesta polipnea: respirazione più frequente per aumentare l’ossigenazione 

nei primi 2 mesi di vita: più di 60 atti respiratori al minuto

dai 2 ai 12 mesi: più di 50 atti respiratori al minuto

dai 1 a 5 anni: più di 40 atti respiratori al minuto

Contate quante volte respira in un minuto per orientarvi e comunicarlo al vostro pediatra.

CONSIGLIO, SE AVETE DUBBI DI VIDEOREGISTRARE PER ALMENO 30 SECONDI IL BAMBINIO RIPORENDENDO ADDOME TORACE E VOLTO da inviare, se lo richiede, al pediatra.

Oltre alla polipnea si manifesta “difficoltà respiratoria” o dispnea che si può manifestare con

-       rientramenti cutanei alla base del collo (al giugulo), tra le costole e sotto di esse

-       alitamento delle narici 

-       Difficoltà alla alimentazione

NB: se ha una difficoltà respiratoria tale da non riuscire ad alimentarsi al seno o al biberon, allora potrebbe addirittura essere necessario un ricovero per aiutarlo con ossigeno

Ma non sempre però il ricovero è necessario.

 

COME SI DIAGNOSTICA???? Difficoltà respiratoria (affanno), febbre  (spesso però assente), tosse variabile (potrebbe essere anche assente), condizioni generali scadenti. Il criterio principale per il ricovero è, lo stato generale, la riduzione della saturazione di ossigeno ottenuta con il saturimetro da parte del pediatra. 

Bronchiolite: si può curare a casa o va sempre a ricovero?

 

Sarà il pediatra, in base ai sintomi riferiti, all’età alla presenza di alcune situazioni (come malattite preesistenti) a stabilire se il piccolo necessita di ricovero o se può avvalersi di una gestione domiciliare.

Il ricovero ospedaliero diventanecessario soprattutto in presenza di difficoltà respiratoria importante associata a difficoltà di alimentarsi e a un comportamento anomalo del bambino.

Indicazioni assolute al ricovero in ospedale sono, oltre ad un aumento costante della frequenza respiratoria (valori descritti qui sopra):

-       Incapacità ad alimentarsi

-       Sonnolenza e abbattimento o stato generale marcatamente differente dal solito

-       Difficoltà respiratoria e periodi di apnea (mancanza di respiro)

-       Cianosi (colorito bluastro di cute e mucose)

COME SI CURA?? Come detto sopra: idratazione generale ( bere) e locale ( aerosol). Altre terapie solo su  indicazione del pediatra broncodilatatori e/o adrenalina. Se saturazione bassa: ossigeno (in ospedale).

La terapia domiciliare del lattante con bronchiolite:

-       Lavaggi e aspirazione nasale

-       Assicurarsi che si alimenti e si idrati normalmente

-       Sotto la guida del proprio pediatra aerosolterapia con broncodilatatori (che non sempre sono efficaci, ma può valer la pena tentare soprattutto se il piccolo soffre anche di broncospasmo)

NON serve anche l’antibiotico che è però da considerare in caso di complicanze (broncopolmonite o polmonite).

NON serve il cortisone!!!! Cortisone che è utile in altre situazioni che possono causare tosse come broncospasmo, laringospasmo, laringotracheite

 

Assolutamente no.

 

Il cortisone non è utile quando come nel caso della bronchiolite sono i bronchioli terminali ad essere ostruiti. Il cortisone serve per altri tipi distruzione respiratoria (come laringospasmo o broncospasmo).

La maggior parte dei casi di bronchiolite guarisce completamente senza alcun esito a distanza.

 

Molti di questi bambini potrebbero però avere maggiore tendenza al broncospasmo (cioè asma) in corso di infezioni respiratorie.

E’ una malattia che si può riprendere se avviene un contagio con virus differenti.

 

SCHEDA BRONCHIOLITE:

La bronchiolite è una malattia che colpisce i bimbi più piccoli, soprattutto quelli di pochi mesi, di solito causata da alcuni virus molto diffusi e poco pericolosi per i grandi. Spesso i genitori o i fratellini hanno solo il raffreddore. I sintomi della bronchiolite sono: tosse, febbre e difficoltà a respirare.

1. Come si cura?

Non ci sono cure specifiche per la bronchiolite! Per aiutare il vostro bambino a respirare meglio vi consigliamo di:

- lavare il naso con la soluzione fisiologica;

- eseguire degli aereosol con la soluzione salina;

- offrire pasti più piccoli del solito ma più frequenti.

2. Quando il bambino deve essere ricoverato?

Quando ha difficoltà a respirare e quando non riesce a mangiare a sufficienza. Il ricovero in ospedale può servire a somministrare ossigeno e/o liquidi con una flebo o un sondino. Queste terapie sono dette “di supporto” perché non ci sono cure specifiche per la bronchiolite!

3. Cosa dovete controllare a casa?

La cosa più importante è controllare come il bambino respira: osservate se respira in modo molto veloce e se sono presenti dei “rientramenti” sotto il torace. Il pediatra durante la visita vi spiegherà come fare. Osservate anche il comportamento del vostro bimbo: è normale che sia meno vivace del solito, ma in caso di dubbio contattate il pediatra. Cercate di capire quanto mangia il vostro bambino. Se il bambino è allattato al seno può essere utile controllare il peso al mattino per verificare che non cali. A volte può servire tirare il latte della mamma e proporlo con il biberon per affaticare meno il bambino durante il pasto.

4. Come si contrae il virus della bronchiolite?

Il virus che causa più frequentemente la bronchiolite si chiama virus respiratorio sinciziale, ma può essere causata da vari tipi di virus. Questo virus si diffonde facilmente da persona a persona. Quando una persona affetta dal virus tossisce o starnutisce rilascia in aria delle minuscole particelle che contengono il virus. Se queste particelle vengono respirate o si depositano sulla bocca o sugli occhi si può essere contagiati. La stessa cosa accade se si toccano oggetti sui quali si sono deposte queste particelle e poi ci si tocca la bocca o il naso o gli occhi.

5. Come potete evitare che il vostro bambino prenda la bronchiolite?

- Lavatevi le mani prima di toccare o prendere in braccio il bambino e chiedete agli altri di fare lo stesso.

- Non toccatevi gli occhi, la bocca o il naso mentre accudite il bambino.

- Chiedete a chi starnutisce o ha la tosse di non avvicinarsi al bambino, di mettersi le mani davanti alla bocca e di lavarsi frequentemente le mani e di usare la mascherina

- Pulite le superfici potenzialmente contaminate (seggiolone, giocattoli, maniglie delle porte).

- Non esponete il vostro bambino al fumo passivo.