mercoledì 20 giugno 2018

Genova: bambino di 2 anni salvato da soffocamento dalla tata

Genova: bambino di 2 anni salvato da soffocamento dalla tata
Cari Genitori ricevo oggi questo bel messaggio da parte di una mamma: "..la ragazza che mi aiuta con i bambini...ha fatto la Manovra antisoffocamento a mio figlio di 2 anni e mezzo. Non respirava più :-(
Io ero appena uscita di casa. Fortunatamente ha funzionato. Il bambino ha sputato l'oggetto, ha pianto per un po' ma poi si è rimesso a giocare".
La ragazza aveva partecipato a un "Corso Montessori"ove aveva appreso la manovra e i genitori, e i nonni, avevano tutti imparato a fare la manovra salvavita.
Trovate filmati e poster a questo link e in tutti i miei libri:
Link:https://ferrandoalberto.blogspot.com/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html
Libri: https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=Ferrando+alberto
Un Caro saluto
Alberto Ferrando




giovedì 14 giugno 2018

IN ANTICIPO A SCUOLA MA CON ATTENZIONE E VALUTANDO I PRO E I POSSIBILI CONTRO

IN ANTICIPO A SCUOLA MA CON ATTENZIONE E VALUTANDO I PRO E I POSSIBILI CONTRO (Studio dell'est. Mario Negri di Milano)
Cari Genitori
Pensate di anticipare l’entrata a scuola di vostro figlio? Parlatene con il Vostro pediatra e sentite i suoi consigli e, eventualmente, parlate anche con un pedagogista.
Qui sotto i risultati di uno studio effettuato dall’Ist. Mario Negri di Milano:
“Anticipare l’ingresso a scuola non solo può influenzare il rendimento scolastico, ma può anche condurre ad una diagnosi di deficit di attenzione/iperattività (ADHD), e non solo: sono i risultati di un recente studio italiano condotto con 4081 bambini lombardi pubblicati sulla prestigiosa rivista European Child & Adolescent Psychiatry.  
            Lo studio, che ha coinvolto 18 Unità di Neuropsichiatria lombarde, ha utilizzato i dati, raccolti nell’ambito del progetto sull’ADHD, sostenuto dall’Assessorato al Welfare della Regione Lombardia, sulla popolazione dei nati tra il 1991 e il 1996 e giunti all’attenzione dei Centri di riferimento regionali per l’ADHD. In Italia, i bambini iniziano la scuola durante l'anno solare quando compiono 6 anni, con l'anno scolastico che inizia a metà settembre. Pertanto, i bambini nati prima in un anno scolastico sono nati a gennaio (6 anni e 8 mesi) e i più giovani a dicembre (5 anni e 8 mesi). 
            Sinora alcuni studi, anche italiani, avevano documentato che gli studenti più “giovani” ottengono mediamente risultati scolastici inferiori rispetto ai loro compagni di classe più grandi, non solo all’inizio della scuola, ma anche negli anni successivi. L’età di accesso alla scuola può quindi influenzare un efficace apprendimento. 
           I risultati di questo studio hanno mostrato che i bambini più piccoli avevano più probabilità di essere diagnosticati con ADHD rispetto ai loro coetanei più anziani dello stesso anno: i bambini di 6-9 anni nati da maggio ad agosto avevano il 20% in più di probabilità di essere diagnosticati e quelli nati nel settembre-dicembre il 69%, rispetto ai bambini più grandi nati da gennaio ad aprile. Analoga associazione anche per i ragazzi di oltre 10 anni d’età a conferma che il rischio si mantiene nel tempo. Inoltre i bambini più giovani avevano un rischio maggiore di essere bocciati negli anni successivi. La questione della composizione delle prime classi della scuola primaria non riguarda quindi tanto le capacità cognitive del bambino, il fatto per esempio che sappia già leggere e scrivere, quanto più la maturità emotiva e affettiva. Il bambino può essere intelligentissimo ma non riuscire a star fermo e a concentrarsi per i tempi richiesti dalla scuola. Il bambino può non essere in grado di fare qualcosa che non corrisponde al suo stadio di sviluppo facendolo sentire inadeguato, affaticato e in difficoltà nel controllo dell’emotività perché “ancora piccolo per la sua età.
              Ma i risultati aggiungono per la prima volta a livello internazionale ulteriori informazioni di conoscenza: il rischio per i bambini più piccoli di una classe scolastica non è solo di essere diagnosticati con ADHD, ma anche di poter essere diagnosticati per altri disturbi quali quelli d’ansia, dell’apprendimento e quelli oppositivi/provocatori. Quindi un inadeguato sostegno a interventi educativi appropriati all’ ”immaturità relativa” degli scolari più piccoli può condurre alla diagnosi di differenti disturbi del neurosviluppo.
               I risultati di questo studio hanno implicazioni per gli insegnanti, i genitori e i medici (pediatri e neuropsichiatri). Con una ampia variazione di età nella stessa classe, insegnanti e genitori possono erroneamente attribuire l'immaturità ad un bambino. Questo potrebbe portare i bambini più piccoli nella classe ad aver maggiori probabilità di essere indirizzati ad un servizio di neuropsichiatria per una valutazione per l'ADHD o di un disturbo psichiatrico dell’età evolutiva. Genitori e insegnanti, nonché i medici che devono eseguire valutazioni dello sviluppo dei bambini, dovrebbero tenere a mente l'età relativa del bambino. Dal punto di vista dell'istruzione, dovrebbe esserci flessibilità dei percorsi con un approccio individualizzato per soddisfare al meglio i bisogni del bambino e stimolare la sua indipendenza.
            Infine, un’ulteriore considerazione è necessaria per quei bambini che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento e che in Italia possono essere iscritti in anticipo alla scuola primaria. Possono quindi frequentare la stessa classe bambini nati il 1 gennaio di un determinato anno e bambini nati il 29 aprile dell’anno successivo: 18 mesi di differenza. I risultati di questo studio invitano ad una ulteriore attenta valutazione da parte della famiglia prima di presentare la richiesta di iscrizione anticipata perché per questi bambini gli esiti negativi potrebbero essere anche maggiori.

Maurizo Bonati, Massimo Cartabia, Michele Zanetti, Laura Reale, Anna Didoni, Maria Antonella Costantino, the Lombardy ADHD Group. Age level vs grade level for the diagnosis of ADHD and neurodevelopmental disorders. European Child & Adolescent Psychiatry. 06 June 2018. https://doi.org/10.1007/s00787-018-1180-6



mercoledì 6 giugno 2018

USCITE TANTO MA ATTENTI AL SOLE e ai colpi di calore

USCITE TANTO MA ATTENTI AL SOLE e ai colpi di calore
Cari Genitori
Anche se il tempo non è un granché go già visto bambini con serie ustioni da esposizione ai raggi solari :-(  Quindi nel week end usciremo tutti ma...attenti al sole. E' sempre più "cattivo" e soprattutto i bambini, ma anche chi ha la pelle delicata, rischiano scottature. Le ustioni solari in età pediatrica possono dare conseguenze in età adulta per cui attenzione e Vi invio alcuni consigli generali per i Vostri figli e per Voi non solo per il sole ma anche per il caldo. Prossimi articoli su iperemie, mare, montagna ecc.

I lattanti e i bambini piccoli si adattano meno facilmente dell’adulto alle temperature elevate, per questo, quando fa molto caldo, bisogna evitare di portarli in locali chiusi surriscaldati e scarsamente ventilati (rischio di colpo di calore) o, peggio ancora, lasciarli incustoditi nell’automobile parcheggiata al sole: la temperatura all’interno di un’automobile può salire rapidamente e l’ipertermia nel bambino può verificarsi in soli 20 minuti.
La maggior parte delle vittime di ipertermia ha un’età compresa tra 0 e 4 anni. Se si portano i bambini all’aperto bisogna pensare a proteggerli dal caldo e dalle esposizioni dirette alle radiazioni ultraviolette (UV) del sole (che possono danneggiare la loro pelle molto delicata), utilizzando vestitini leggeri, in fibra naturale, copricapi e crema solare. (rischio anche di colpo di sole).
Una protezione ancora più efficace la si ottiene lasciando i bambini all'ombra, soprattutto durante le ore 11. 00 - 18.00. I danni causati dai raggi solari sono particolarmente pericolosi per i lattanti e i bambini piccoli. 
Durante le ondate di caldo, inoltre, occorre dedicare particolare attenzione ai bambini che hanno già qualche problema di salute: malattie cardiache, circolatorie, respiratorie e asma, perché sono particolarmente sensibili alle ondate di caldo e ai valori elevati di ozono. 
Ricordarsi infine che diarrea e patologie del sistema nervoso aumentano il pericolo di ipertermia e di disidratazion (Dal Ministero della Salute)

10 REGOLE DA SEGUIRE PER UN SOLE SICURO

1. Proteggere il neonato. Evitare l'esposizione diretta nei primi 6 mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi. La carrozzina piò essere all'ombra in modo che gli occhi non guardino in direzione del sole. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda della temperatura. Attenzione: anche all'ombra il bambino, per il riverbero del sole, corre il rischio di scottature, quindi non tenetelo a lungo sotto l'ombrellone e mai nelle ore più calde.

2. Curare l'alimentazione. con il caldo il bambino perde molti liquidi, attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare i rischi di disidratazione. Bisogna quindi offrire al piccolo un'alimentazione ricca di liquidi e di sali minerali.

3. Scegliere l'ora migliore. Le ore indicate per l'esposizione al sole del bambino sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio.  Evitare le ore dalle 11 alle 17-18. Occorre, poi, proteggere sempre il bimbo indipendentemente dal tempo atmosferico, si può ustionare anche sotto un cielo coperto di nuvole.

4. Non dimenticare gli occhi. Se il bimbo è piccolo deve indossare un capellino con visiera. Se, invece, ha già un età per portare gli occhiali da sole, questi devono avere un filtro solare di ottima qualità (marchio CE). per evitare che i raggi ultravioletti possono provocare dei danni alla retin. La cosa migliore è quella di abituarli di indossare degli occhialini da sole, proprio come mamma e papà. È importante utilizzare un prodotto di qualità e non acquistare i primi che capitano su una bancarella.

Quali sono le lenti più adatte? 
Gli occhiali da sole devono avere delle lenti scure che garantiscano la massima protezione dei raggi ultravioletti. I colori consigliati sono marrone grigio o verde, mentre quelli gialli o rossi o fucsia a non sono in grado di proteggere l'occhio. Le lenti devono essere leggere ed infrangibili, di materiale plastico. La montatura deve essere leggera robusta e confortevole e ben centrata rispetto agli occhi. Per avere tutte queste caratteristiche è sempre meglio rivolgersi ad un ottico.
4.  

5. Schermare la pelle.  Nei primi giorni di vacanza, quando la pelle ancora molto chiara e non è ancora pronta a difendersi, è utile coprire i bambini con una maglietta di cotone e anche un cappellino. Questo per evitare che i raggi colpiscono direttamente la pelle.   Occorre applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare con filtro che protegga dall'azione dei raggi Uva e Uvb. Nei prodotti per l'infanzia il fattore di protezione dagli Uvb è in genere molto alto. Il prodotto solare va applicato con abbondanza su tutte le parti esposte, prima dell'esposizione al sole, almeno 30 minuti prima

6. Il prodotto di protezione va applicato più volte al giorno, si consiglia ogni 2 ore, specie se il bimbo entra ed esce continuamente dall'acqua. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi di adottare altre precauzioni: la sera dopo il bagnetto occorre spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico per l'infanzia.

7. Non trascurare l'abbigliamento. Non coprire troppo il bambino. 

8. Esposizione graduale. I pericoli maggiori di scottatura e di accumulo delle radiazioni sono legati alla vacanza breve, soprattutto al fine settimana. L'organismo, infatti, ha bisogno di tempo per adattarsi al cambiamento di clima e alla pelle servono parecchie ore per mettere in attoi meccanismi di difesa, cosa che in uno ,due giorni, non è possibile; a maggior ragione in un bambino piccolo le cui difese sono ancora imperfette.

9. Mettere il bimbo spesso all'ombra (sotto i 12 mesi sempre). Quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutaresempre che ci sia la possibilità di mettere spesso il bimbo all'ombra. per questo il luogo ideale dove trascorrere le vacanze è la pineta, ma va bene pure la spiaggia purchè attrezzata con spazi d'ombra idonei.

10.          Scottature. Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso bisogna portarlo subito dal medico. In caso di colpo di sole e colpo di calore bisogna portarlo in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi, tenendolo sdraiato.
Alberto Ferrando