domenica 19 maggio 2024

VARICELLA

VARICELLA (VIRUS VARICELLA-ZOSTER)

La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. 

La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. 

La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).

La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. 

Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm.

Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiar che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. 

Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. 

L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. 

Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. E si trovano così lesioni in varie fasi (aspetto a cielo stellato).

Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. 

Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. 

Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. 

In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti. 

Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2). 

 

TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). 

Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. 

Non indicato l’uso di talco o talco mentolato in polvere. Si può usare in gell.

Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il loro uso è da valutare in situazioni particolari (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia). 

 L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente. 

 

PREVENZIONE: Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi. 

Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). 

In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di almeno un paio di mesi l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.

Il contagio può avvenire già vari giorni  giorni prima dell'apparizione delle vescicole e continua fino a quando tutte le lesioni non si sono trasformate in croste.

 

Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati. 

Il vaccino antivaricella è diventato obbligatorio in Italia dal 2017 (decreto legge 73/2017) per tutti i nuovi nati. Si somministra in due dosi: la prima nel secondo anno di vita, la seconda dose di richiamo intorno ai 5-6 anni. Ma si può anticipare anche a distanza di pochi mesi dalla prima dose.

Può essere somministrato singolarmente o insieme al vaccino antimorbillo, rosolia e parotite (MPRV)

Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.

RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.

Alberto Ferrando




 

sabato 18 maggio 2024

Uso dello smartphone e dei sistemi digitali (compresa anche la TV)

Uso dello smartphone e dei sistemi digitali (compresa anche la TV)

Cari genitori

L'utilizzo di smartphone, di computer e anche di televisione può causare dei problemi ai bambini.

Qui sotto trovate dei consigli formulati dalla associazione nazionale dei pedagogisti.

Sono in corso varie iniziative da parte dei pediatri che trovate anche nel blog: www.noncadonellarete.blogsot.it.

Vi lascio intanto con questo decalogo e vi consiglio di leggere questi depliant.

Decalogo per i genitori, e per i nonni,  sull’uso di smartphone, televisione e videogiochi per i bambini:

  1. Primi due anni di vita: Evitate l’uso di smartphone, televisione e videogiochi nei primi due anni di vita. I bambini hanno bisogno di interazioni reali e di sviluppare le loro capacità motorie senza distrazioni digitali.

  2. Controllo genitoriale: Anche negli anni successivi, mantenete un controllo attivo sull’uso di questi dispositivi. Limitate il tempo trascorso davanti agli schermi e assicuratevi che non sostituiscano il gioco attivo o il tempo trascorso con la famiglia e gli amici.

  3. Non usare come calmante: Non utilizzate smartphone, televisione o videogiochi per calmare il bambino. Insegnate loro strategie alternative per gestire le emozioni.

  4. Spazio al movimento e al gioco: Assicuratevi che l’uso di dispositivi digitali non limiti il movimento e il gioco all’aperto. Il gioco fisico è essenziale per lo sviluppo sano.

  5. Nessun smartphone personale fino a una certa età: Fino all'età preadolescenziale o adolescenziale (seconda terza media) , non è necessario che i bambini abbiano il proprio smartphone personale. Utilizzate dispositivi condivisi e insegnate loro a gestirli responsabilmente.

  6. Supervisione degli adulti: Dopo una certa età, insegnate ai bambini a utilizzare smartphone, tablet e computer con la vostra supervisione . Discutete le regole della privacy e della sicurezza online.

  7. Responsabilità educativa: I genitori hanno la responsabilità educativa, era anche legale in termini di responsabilità civile,  di quanto i bambini fanno su Internet e sui social media. Insegnate loro a navigare in modo sicuro e rispettoso.

  8. Rischi del cyberbullismo: Educate i bambini sui rischi del cyberbullismo e insegnate loro a comportarsi in modo gentile e rispettoso online.

  9. Tempo di schermo: Limitate il tempo di schermo complessivo e assicuratevi che sia bilanciato con altre attività.

  10. Comunicazione e relazioni: Ricordate che la comunicazione e le relazioni con i genitori, i nonni e gli amici sono fondamentali per il benessere dei bambini. Gli schermi non dovrebbero mai sostituire queste interazioni preziose. 

















giovedì 16 maggio 2024

L’antibiotico è una soluzione per tutte le infezioni? No!

 L’antibiotico è una soluzione per tutte le infezioni? No!

Cari genitori qualche anno fa si usava subito l’antibiotico per qualsiasi infezione.

In molti casi veniva dato anche come profilassi e per prevenire eventuali infezioni batteriche  

Così non è più  in quanto un fenomeno allarmante, e che sta aumentando,  è quello della resistenza antibiotica per cui tanti germi non rispondono più a una terapia antibiotica  

La Resistenza antibiotica è causata dall’uso eccessivo, e spesso inutile se non dannoso, degli antibiotici somministrati spesso per infezioni che non ne richiedono l’uso e per U che guarirebbero spontaneamente.

Questo è il caso delle infezioni pediatriche più frequenti: otite media acuta, mal di gola e bronchite  

L’otite media acuta è causata quasi sempre di batteri però si è visto che la maggior parte di infezioni guarisce senza l’uso dell’antibiotico che va riservato a particolari situazioni (età del bambino, fattori di rischio o precedenti infezioni dell’orecchio). Se il bambino ha male all’orecchio è importante attuare una terapia antidolorifica con paracetamolo o ibuprofene e contattare il pediatra.

Il mal di gola è causato nel 70 - 80% dei casi da infezioni virali che non richiedono terapie antibiotica. Nei casi restanti l’infezione può essere causata dallo streptococco piogene. Nei casi dubbi il pediatra richiederà l’esecuzione di un tampone faringeo che in genere fa nel suo ambulatorio per decidere se trattare con antibiotico se fosse presente lo streptococco.(Anche le infezioni da streptococco guariscono spontaneamente ma tuttora è raccomandata la terapia antibiotica per prevenire una temibile complicazione che è rappresentata dal reumatismo articolare acuto)   

La bronchite è causata quasi sempre da virus e se il bambino sta bene e non presenta problemi l’antibiotico non è da somministrare. Chiaramente la scelta della terapia va però fatta dal pediatra curante dopo una valutazione dello stato generale del bambino.

Quanto scritto non è espressione di parere personale ma da linee guida delle società scientifiche e da un documento della organizzazione mondiale della sanità.

A questo link trovate un filmato esplicativo.

https://vm.tiktok.com/ZGeC7oPMe/


lunedì 13 maggio 2024

Dottore mi figlio ha male alle orecchie, ha la febbre, piange dò subito l'antibiotico??

 Dottore mi figlio ha male alle orecchie, ha la febbre, piange dò subito l'antibiotico?? 

La risposta è no, salvo particolari situazioni che il vostro pediatra di potrà dire (età, precedenti otiti, fattori di rischio). Si deve dare antidolorifico (paracetamolo o ibuprofene per alleviare il dolore, anche n assenza d febbre).

Da oltre un decennio tutela letteratura pediatrica è concorde nel NON somministrare subito l'antibiotico (come si faceva vari decenni fa). 

Infatti anni fa la terapia era SUBITO antibiotica. 

Da anni si parla di “VIGILE ATTESA”: attesa di 24-72 ore somministrando solo antidolorifico (paracetamolo o ibuprofene). 

Sono tuttora validi i consigli che trovate nel depliant qui sotto elaborato con i colleghi del Gaslini.

Ribadite nell'articolo che trovate qui: https://acp.it/assets/media/Quaderni_acp_2024_312_50-56.pdf che riprende linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità (vedi foto qui sotto).





sabato 11 maggio 2024

Morbillo: casi in aumento

 Morbillo: casi in aumento:

 Morbillo: casi in aumento: 

Come ho già scritto nel mio blog www.ferrandoalberto.blogspot.it Abbiamo un aumento dei casi di morbillo anche da noi. 

Raccomandato anche un anticipo del richiamo della seconda dose anche prima del sesto anno di vita  




martedì 7 maggio 2024

CORSO PER TUTTI: DA QUANDO IL NEONATO ARRIVA A CASA IN POI

 CORSO PER TUTTI: DA QUANDO IL NEONATO ARRIVA A CASA IN POI 

(Registrazioni DI VIDEO FATTI IN DIRETTA , ARTIGIANALI, del 2020 IN OCCASIONE DEL LOCKDOWN PER PANDEMIA)

1.     IL NEONATO ARRIVA A CASA: https://youtu.be/HTaG43YDkew?si=k8ftn5S8eJ2M9KSc

2.     IL NEONATO ARRIVA A CASA, 2 PARTE. LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE. https://youtu.be/icoD-L3pQM0?si=2sXQrIlz_QXD-5Bz

3.     CONSIGLI PER I NEOGENITORI https://youtu.be/mDu0dPvTipU?si=cLeOZl3WmYDWgVOe

4.     COSA FA UN NEONATO? Nanna, popò, rigurgiti ecc.

 https://youtu.be/chG--f--2wY?si=AG8HMjLbusP_0jSC

5.     VACCINAZIONI NEL PRIMO ANNO DI VITA (REGISTRAZIONE DEL 2020) https://youtu.be/Vx8vrqDeiBo?si=kCbB5dIpWVD7UGu0

6.     LA FEBBREhttps://youtu.be/Neto7i6yjdo?si=Ui2ECiUD6iXUKTC-

7.     ALLATTAMENTO: AL SENO E ARTIFICIALE: https://youtu.be/iDT0Tj3_1T8?si=167IEvdoqxdntfEL

8.     E I NONNI??https://youtu.be/L0dJmL0vczM?si=JzOcNbXtD7AZc3MM

9.     IL NEONATO E IL SONNOhttps://youtu.be/L0dJmL0vczM?si=JzOcNbXtD7AZc3MM

10.  IL NEONATO E IL SONNO (ambiente della nanna e sicurezza nel sonno): 2 PUNTATA: https://youtu.be/KjvD7Ze2MiA?si=878nr4YpJRHE3Bzy

11.  IL NEONATO E IL SONNO: METODI PER LA NANNA: https://youtu.be/e49ac0OLvCc?si=t9a1-GPD9UE_J0Cg

12.  IL NEONATO E IL SONNO: prepararsi alla nanna. https://youtu.be/jbCHL3ZZaYE?si=asavCM-a2KhLcacU

13.  IL NEONATO E IL SONNO. I rituali del sonno: https://youtu.be/nMVBa-IUulQ?si=1lDYmi7tcYqY_Bv7

14.  I RISVEGLI NOTTURNI E LE SLEEP REGRESSION: https://youtu.be/TeEw9B8HydA?si=ThCx9GQwymDYrULT

15.  MA PERCHE’ NON DORME? COLICHE, DENTIZIONE, MALE ALLE ORECCHIE…https://youtu.be/C-71oMKUr4A?si=p6AlzWy07TYo1PdA

16.  LE PAURE NEL SONNOhttps://youtu.be/5Yv2GKURpYE?si=MY0NqLTimPORwlAK

17.  DISTURBI DEL SONNO:https://youtu.be/STnMYyVN0sY?si=iJHMPfpwvkT6mirV

18.  DISTURBI DEL SONNO: LE PARASONNIE: https://youtu.be/ea1vyqS923M?si=_LF2CaklQLciEJy7

19.  PREVENZIONE DELLA MORTE IMPROVVISA DEL LATTANTE (SIDS) E PREVENZIONE DELLA PLAGIOCEFALIAhttps://youtu.be/v-zkIofYNdo?si=IJhojDkzVTGqvA5d

20.  IL SONNO: TERAPIA FARMACOLOGICA E NON FARMACOLOGICA: https://youtu.be/5ZLcdcAcbhc?si=iVoz1ufCwra3iJI 




 

domenica 5 maggio 2024

La nanna del bebè: se non dorme cosa si può fare?

La nanna del bebè: se non dorme cosa si può fare? (seguiranno alcuni filmati).
Un bambino che non dorme crea disagi, timori, paure e stress in famiglia.
Ci sono bambini "ghiri" i cui genitori sono preoccupati da quanto dormono (rari e sempre meno frequenti) e bambini "sentinelle" che si svegliano anche ogni ora (o più frequentemente).
Succede che per farli dormire si adottino misure che possono rivelarsi, nel tempo, controproducenti.
Qui trovate alcuni consigli di base ma, soprattutto, parlatene con il vostro pediatra curante.
 
NANNA DEI BAMBINI: Quante ore, quali regole seguire, cosa fare e cosa non fare
Ricordare che
-       Risvegli brevi fanno parte dei normali cicli di sonno. 
-       il bambino che di notte piange può non avere bisogni particolari quali fame, sete, ecc. che vanno comunque esclusi ma spesso  ha solo necessità di capire come fare per riaddormentarsi.
 
ALCUNE REGOLE FONDAMENTALI:
-       Creare delle abitudini (routine vedi dopo)
-       Se il bambino prende il latte o il biberon  o il ciuccio e si addormenta finisce per associare il dormire al succhiare. Per evitare questa associazione  è necessario che il bambino ciucci fino a quando sta per addormentarsi ma non è  ancora del tutto addormentato. (deve addormentarsi senza nulla in bocca).  Se il bambino protesta ridateglielo e poi riallontanatelo dopo qualche minuto. Ricominciate da capo. 
-       Mettere a dormire il bambino nel suo letto quando si sta addormentando e non quando si è addormentato. Di solito il bambino accetta di venire adagiato nella sua culla. Se protesta potete provare a cullarlo, accarezzarlo oppure riprendere da capo e offrirgli il seno, o biberon o ciuccio e ripetere l’operazione dopo qualche minuto.
-       Importante è anche imparare a distinguere fra i rumori del sonno (sospiri, gemiti, “grugniti”, mugolii, piagnucolii, brevi crisi  pianto e a volte anche vere e proprie urla che il bambino emette anche da semiaddormentato o durante il sonno) e quelli della veglia e della fame ( se il bambino è semisveglio o sveglio bisogna accudirlo rapidamente  rispondendo con prontezza alle sue esigenze come la fame o la necessità di essere cambiato per evitare che si svegli del tutto e non si riaddormenti più). 
-       Non far piangere il bambino ma rispondere subito ai suoi bisogni solo dopo aver appurato che non si tratti di rumori del sonno. 
-       A volte il bambino si sveglia e fa rumori ma se non si avverte la necessità di un intervento (per esempio per fame) la migliore strategia è quella di  attendere: il piccolo potrebbe riaddormentarsi da solo.
 
  
ABITUDINI DA ADOTTARE PRIMA DELLA NANNA (ROUTINE)
Creare una serie di segnali notturni per indicare l’avvicinarsi del sonno notturno: delle abitudini che si ripetono ogni sera ed iniziano almeno 30 minuti prima del momento della nanna (serve per fargli distinguere il sonno notturno dal diurno): bagnetto, pigiamino, lettura, giochi tranquilli.
Compilate una routine e seguitela ogni sera ANCHE NEI GIORNI PREFESTIVI E FESTIVI
Esempio di routine 
1)     ore 19 bagnetto
2)     massaggio con olio x bambini
3)     leggere , dal 6 mese di vita,  e/o cantare una ninna nanna
4)     spegnere la luce
5)     allattare al seno o al biberon
Stabilite voi la vostra routine.
 
MADRI CHE ALLATTANO E DORMONO CON IL BAMBINO (cosleeping) (vedi foto ultima pagina)
PRO: basta un semplice movimento per consentire al neonato di allattarsi 
CONTRO:
i bambini si svegliano più frequentemente e hanno un sonno più leggero rispetto ai bambini che dormono separati.
Risvegli frequenti possono impedire un sonno ristoratore alla mamma, e al bambino, e  logorare a lungo andare anche la mamma più felice.
 
DISTINZIONE TRA IL  GIORNO E LA NOTTE
Un neonato dorme Circa 16- 18 ore per giorno e ci sono sei o sette intervalli. 
Per far distinguere il giorno dalla notte
·      Durante la giornata farlo dormire in una stanza illuminata dove il bambino può sentire i normali rumori della casa e non facendolo dormire nel lettino in camera.
·       Durante la notte  metterlo in un ambiente buio e silenzioso dove non ci sono persone che parlano o luci forti. 
·      Per il sonno notturno seguire della “abitudini” (routine): fare il bagnetto, mettere il pigiama, leggere una storia.
·      Se mangia di notte, sia al seno che con il biberon, mantenere il silenzio e evitare ninne nanne: nel silenzio non è necessario parlare o cantare nel cuore della notte.
 
ORGANIZZAZIONE
Avere tutto a portata di mano per evitare che il bambino si svegli del tutto:
-       Materiale necessario per la preparazione del seno
-       Se allattato con biberon avere il biberon già pronto e solo da scaldare
-       Se è  necessario il cambio del pannolino avere tutto il materiale pronto (salviette, cream ecc.) e agire in maniera rapida e silenziosa senza accendere la luce e utilizzando una lucina notturna. 


Come potrebbe andare a finire se dorme nel lettone






































QUANTO DEVE DORMIRE UN BAMBINO?

ETA’

N° dei pisolini diurni

Ore dei pisolini diurni

Ore di sonno notturno (anche non di seguito)

Ore totali di sonno (notte e giorno) 

1 mese

3

6-7

8-10

15-16

3 mesi

3

5-6

10-11

15

6 mesi

2

3-4

10-11

14-15

9 mesi

2

2 ½-4

11-12

14

12 mesi

1-2

2-3

11 ½- 12 

13-14

2 anni

1

1-2

11-12

13

3 anni

1

1- 1 ½

11

12

4 anni 

0

0

11 ½ 

11 ½ 

5 anni

0

0

11

11

 

PISOLINI  DIURNI

Possibilmente non fategli fare pisolini troppo lunghi di giorno in quanto se dorme per varie ore (oltre tre ore) di seguito è più probabile che si svegli di notte.
 
SEGNALI CHE FANNO CAPIRE CHE IL BAMBINO HA SONNO:
Sono molto variabili da bambino a bambino 
·      Rallenta i movimenti e le attività
·      Diventa più silenzioso o irritabile (alcuni bambini piangono)
·      Si strofina gli occhi
·      Sbadiglia
 
CONSIGLI PER FAR STARE COMODO IL BEBÈ  PER DORMIRE 
1)    Alcuni bambini dormono più agevolmente se avvolti in una  fascia,
2)    dormire in una culla più piccola o una cesta rispetto al lettino che per un neonato potrebbe essere troppo grande.
3)    Fargli ascoltare uno CD che riproduce il battito cardiaco che bambini ascoltano per nove mesi nel ventre materno oppure una musica dolce o i cos’detti “rumori bianchi”
4)    Fargli odorare una vostra maglietta E mettergliela oppure mettermi vicino un piccolo peluche sicuro o una copertina da culla
5)    Fategli sentire il lettino caldo. Mentre lo allattate potreste scaldargli il letto con una borsa dell’acqua calda o utilizzare lenzuoli di flanella.
 
CONSIGLI PER LA MAMMA
1)    Accettare i risvegli notturni come evento fisiologico soprattutto nei primi mesi (4-5 ore di sonno continuo sono già un successo).
2)    Rendete piacevole e accogliente il luogo dove allattare di notte.  State sedute comode e con le gambe appoggiate su un sostegno (pouff) e un tavolino vicino ove appoggiare le cose necessarie, in particolare se allattate con il biberon.
3)    Se  allattate al biberon tenete a portata di mano tutto l’occorrente
4)    Nei primi mesi organizzate le vostre giornate in base alle esigenze di vostro figlio.
 
CONSIGLI PER I BAMBINI DAI QUATTRO MESI AI DUE ANNI
1)     Evitare che si addormenti mangiando e allattare, se si sveglia, solo se si è certi che abbia effettivamente fame (alcuni bambini si abituano a usare il seno o il biberon come ciuccio).
2)     controllare la temperatura della stanza e l’abbigliamento del bambino che deve essere comodo.
3)     Cercare di far dormire il bambino (sia di giorno che di notte) sempre alla stessa ora. 
4)     Valutare ogni sera se è il caso o meno di fargli il bagnetto o leggergli un libro (evitare se il bambino è infastidito o sbadiglia)
5)     Mettere a letto i bambini tardi solo quando sono esausti è controproducente perchè si trovano in carenza di sonno e hanno maggiore difficoltà ad addormentarsi (la maggiore parte dei bambini che vanno a letto presto dorme meglio e più a lungo).
6)     Mettere nel lettino  un giocattolo sicuro. 
7)     I genitori che lavorano sino a tardi dovrebbero cercare di far andare a letto presto il  loro bambino. (se volete giocare con il bambino fatelo al mattino)
8)     Mai farlo addormentare con il biberon in bocca.