domenica 22 marzo 2026

MENINGITE B ED EPATITE A: Informazioni, dati aggiornati e raccomandazioni per i genitori

  MENINGITE B ED EPATITE A: Informazioni, dati aggiornati e raccomandazioni per i genitori

MENINGITE B ED EPATITE A:

Informazioni, dati aggiornati e raccomandazioni per i genitori

A cura del vostro Pediatra — Marzo 2026

 

  LE RACCOMANDAZIONI IN BREVE  

MENINGITE B — Niente panico, ma attenzione ai richiami

       In Inghilterra è in corso un focolaio di meningite B tra studenti universitari nel Kent, con 29 casi e 2 decessi. L’evento è legato a un locale notturno ed è circoscritto a quella zona.

       I nostri bambini vaccinati nei primi mesi di vita sono protetti. Tuttavia la protezione può ridursi col tempo: per questo è importante il richiamo in età adolescenziale (11-18 anni), raccomandato dal Calendario per la Vita 2025.

       Il vaccino anti-meningococco B è offerto attivamente e gratuitamente a tutti i lattanti in Liguria ). Per gli adolescenti, molte regioni tra cui la Liguria lo offrono gratuitamente.

       Da noi in Liguria il rischio è bassissimo. Ma ricordate: se vostro figlio è pre-adolescente o adolescente, verificate il libretto vaccinale e chiedete al vostro pediatra se è il momento del richiamo.

EPATITE A — Prudenza alimentare e vaccinazione quando serve

       In Campania sono stati registrati circa 180 casi di epatite A da gennaio 2026, legati principalmente al consumo di frutti di mare crudi. Il Sindaco di Napoli ha vietato la somministrazione di molluschi crudi nei pubblici esercizi.

       Qui in Liguria i casi sono rari, ma la prudenza è d’obbligo: consumate molluschi (cozze, vongole, ostriche) solo dopo adeguata cottura e lavate sempre bene frutta e verdura.

       Esiste un vaccino anti-epatite A molto efficace (95-100%): non è obbligatorio ma è raccomandato per chi viaggia in zone endemiche (dove viene offerto gratuitamente) e per i contatti di casi accertati. In alcune regioni come la Puglia è offerto attivamente ai bambini.

       Nei bambini piccoli l’epatite A spesso decorre senza sintomi evidenti, ma i bambini restano contagiosi: questo contribuisce a sottostimare i casi reali e a favorire la diffusione.

  In sintesi: entrambe le malattie sono prevenibili con la vaccinazione.  

  Parlate con il vostro pediatra per verificare lo stato vaccinale dei vostri figli.  


 

APPROFONDIMENTO

Cari genitori,

in questi giorni molti di voi mi stanno contattando preoccupati per due notizie che circolano sui media e sui social: il focolaio di meningite B in Inghilterra e l’aumento dei casi di epatite A in Campania. È comprensibile che queste notizie generino ansia, soprattutto quando si tratta della salute dei nostri figli. Con questo articolo voglio darvi informazioni chiare, basate sui dati più aggiornati, e soprattutto rassicurarvi sul fatto che entrambe queste malattie sono efficacemente prevenibili grazie alla vaccinazione.

La meningite B: cosa sta succedendo in Inghilterra

I fatti

A metà marzo 2026, le autorità sanitarie britanniche (UKHSA) hanno identificato un focolaio di malattia meningococcica invasiva nella città di Canterbury, nel Kent. Al 21 marzo si contano 20 casi confermati e 9 probabili, di cui 19 dei 20 confermati sono dovuti al meningococco di gruppo B. Il focolaio ha causato purtroppo 2 decessi, entrambi giovani. La maggior parte dei casi riguarda studenti dell’Università del Kent e studenti delle scuole superiori locali. L’origine del cluster è stata ricondotta a un locale notturno di Canterbury dove, tra il 5 e il 7 marzo, si stima siano transitate circa 2.000 persone.

La risposta delle autorità britanniche è stata rapida e massiccia: al 20 marzo erano già state somministrate 4.500 vaccinazioni e oltre 10.500 dosi di antibiotici profilattici. Il Regno Unito vaccina tutti i neonati contro il meningococco B dal 2015 (a 8 settimane, 12 settimane e 1 anno di età), ma gli adolescenti e giovani adulti di oggi non hanno beneficiato di questa vaccinazione infantile e rappresentano quindi la fascia più vulnerabile.

Perché colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti?

Il batterio Neisseria meningitidis si trasmette attraverso le secrezioni respiratorie e la saliva, con contatti stretti e prolungati: baci, condivisione di bicchieri, posate, sigarette elettroniche. Gli ambienti universitari, i dormitori, i locali notturni favoriscono questo tipo di contatto ravvicinato. Molte persone possono essere portatrici asintomatiche del batterio nel rinofaringe, senza ammalarsi ma potendo trasmettere l’infezione. La malattia, quando si manifesta, può essere devastante: progredisce rapidamente, a volte in poche ore, con febbre alta, cefalea intensa, rigidezza del collo, petecchie (macchioline rosse che non scompaiono alla pressione), e può portare a sepsi e meningite con una letalità che varia tra l’8 e il 15%.

La situazione in Italia e in Liguria

In Italia, il sierogruppo B è il più diffuso tra le cause di malattia meningococcica invasiva. Nel periodo 2024-2025 il Regno Unito ha registrato 378 casi complessivi di malattia meningococcica con 31 decessi; in Italia i numeri sono analoghi in proporzione alla popolazione. Tuttavia, va sottolineato che la malattia meningococcica è rara: ciò che è accaduto a Canterbury è un evento eccezionale, definito “senza precedenti” dallo stesso Ministro della Salute britannico.

Qui da noi in Liguria non c’è alcun focolaio in corso. I nostri bambini vaccinati nei primi mesi di vita hanno una buona protezione. Il calendario vaccinale ligure prevede tre dosi nel primo anno di vita (a 3, 5 e 15 mesi). Tuttavia, la protezione del vaccino tende a diminuire nel tempo, ed è per questo che il Calendario Vaccinale per la Vita 2025, elaborato dalle principali società scientifiche italiane (SItI, SIP, FIMP, FIMMG, SIMMG), raccomanda il richiamo in età adolescenziale, sia per chi non è mai stato vaccinato sia per chi ha già ricevuto il ciclo da piccolo. In Liguria il vaccino meningococco B è offerto gratuitamente anche agli adolescenti.

Cosa fare?

1.     Se vostro figlio è un lattante o un bambino piccolo e ha già completato il ciclo vaccinale: potete stare tranquilli.

2.    Se vostro figlio è un pre-adolescente o adolescente (11-18 anni): controllate il libretto vaccinale. Se non ha mai ricevuto il vaccino MenB, o se è stato vaccinato solo da piccolo, chiedetemi del richiamo. È gratuito.

3.    Se vostro figlio dovesse partire per il Regno Unito o per soggiorni in ambienti comunitari (college, campus): è particolarmente importante verificare la copertura vaccinale completa, inclusa quella per i meningococchi ACWY e B.

4.    In caso di sintomi sospetti (febbre improvvisa alta, cefalea intensa, rigidezza del collo, petecchie, confusione mentale, mani e piedi freddi): recatevi immediatamente al Pronto Soccorso. La meningite è un’emergenza medica.

L’epatite A: il focolaio in Campania

I fatti

Dalla fine di gennaio 2026, la Campania sta registrando un importante aumento dei casi di epatite A (infezione da virus HAV). Al 21 marzo i casi complessivi in regione sono circa 180, con una concentrazione nelle province di Napoli (84 casi nella sola area napoletana) e Caserta (circa 35 casi), ma con segnalazioni a macchia di leopardo in tutte le ASL campane, oltre che nel Lazio e nel nord della Calabria. L’Ospedale Cotugno di Napoli, centro di riferimento per le malattie infettive, contava al 20 marzo 50 pazienti ricoverati con 14 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore. Per dare un’idea della portata: a Napoli l’incidenza è di almeno 10 volte superiore alla media degli ultimi 10 anni e di 41 volte rispetto all’ultimo triennio.

Per confronto, in tutta Italia nel 2024 l’ISS ha registrato 443 casi di epatite A; nei primi sei mesi del 2025 erano già 247 (in aumento rispetto ai 159 dello stesso periodo nel 2024). Quello campano è quindi un cluster molto significativo, attribuito principalmente al consumo di molluschi bivalvi crudi o poco cotti (cozze, vongole, ostriche), in particolare durante le festività natalizie e il Carnevale. Il Sindaco di Napoli ha firmato un’ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi, e la Regione ha rafforzato i controlli su tutta la filiera alimentare.

Cos’è l’epatite A e perché i numeri sono sottostimati

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale: attraverso acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il periodo di incubazione è lungo, tra 15 e 50 giorni, e il virus viene eliminato con le feci già 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi).

Un punto fondamentale che voglio sottolineare: nei bambini al di sotto dei 5-6 anni l’infezione decorre spessissimo in modo completamente asintomatico. Il bambino non mostra sintomi, sta apparentemente bene, ma è contagioso. Questo significa che i casi reali sono molto più numerosi di quelli segnalati, e che senza adeguate misure igieniche l’epidemia è destinata ad allargarsi. La buona notizia è che a differenza dell’epatite B e C, l’epatite A non cronicizza: nella stragrande maggioranza dei casi si risolve completamente in 1-2 settimane, anche se il decorso può essere più impegnativo negli adulti e negli anziani.

La situazione in Liguria

Dalle nostre parti i casi di epatite A sono attualmente rari. La Liguria non è coinvolta nel focolaio campano. Tuttavia, poiché i molluschi bivalvi sono parte della nostra tradizione culinaria e la mobilità delle persone e delle merci è elevata, è importante mantenere alcune precauzioni basilari.

Il vaccino anti-epatite A

Esiste un vaccino contro l’epatite A molto efficace, con un’efficacia del 95-100%. Si somministra in due dosi per via intramuscolare, a distanza di circa sei mesi l’una dall’altra, a partire dal 12° mese di vita. In Italia non è tra le vaccinazioni obbligatorie, ma è fortemente raccomandato in diverse situazioni.

Alcune regioni, come la Puglia, hanno storicamente offerto la vaccinazione anti-epatite A in modo attivo e gratuito alla popolazione infantile, con ottimi risultati nel ridurre la circolazione del virus. A livello nazionale, la vaccinazione è offerta gratuitamente ai soggetti a rischio: viaggiatori diretti in zone ad alta endemia, conviventi e contatti stretti di casi accertati, operatori sanitari e alimentari, soggetti con epatopatie croniche. Anche la Campania, in risposta al focolaio in corso, ha potenziato l’offerta vaccinale gratuita per le categorie esposte, inclusa la popolazione pediatrica a rischio.

Cosa fare?

5.    Consumate sempre i molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche) ben cotti: la cottura a 90°C per almeno 5 minuti inattiva il virus. Attenzione: la semplice apertura delle valve non è sufficiente.

6.    Lavate accuratamente frutta e verdura; 

7.     Lavatevi sempre le mani con cura per almeno 20 secondi, soprattutto prima di mangiare e dopo essere stati in bagno.

8.    Se state programmando un viaggio in zone endemiche (Africa, Asia, Centro-Sud America, Medio Oriente), consultate il vostro pediatra o il Centro di Medicina dei Viaggi della ASL per valutare la vaccinazione anti-epatite A, che in questo caso viene offerta gratuitamente.

9.    Se vostro figlio è stato a contatto con un caso accertato di epatite A, contattate subito il pediatra: il vaccino somministrato entro 14 giorni dall’esposizione può prevenire la malattia.

Il messaggio che voglio lasciarvi

Sia la meningite B che l’epatite A sono malattie serie ma prevenibili con la vaccinazione. Nessuno dei due vaccini è obbligatorio, ma entrambi sono altamente raccomandati dalle autorità sanitarie e dalle principali società scientifiche.

Per quanto riguarda la meningite B, potete stare tranquilli: da noi non c’è alcun allarme. Però, se avete figli pre-adolescenti o adolescenti, questo è il momento giusto per controllare il libretto vaccinale e valutare insieme a me se è opportuno fare il richiamo. È gratuito, è sicuro, e può fare la differenza.

Per quanto riguarda l’epatite A, la situazione campana ci ricorda l’importanza delle buone pratiche igieniche e alimentari. Il pesce va consumato cotto. E se viaggiate o siete in una situazione di rischio, il vaccino c’è, funziona benissimo, e va fatto sia ai bambini che agli adulti.

Come sempre, il mio ambulatorio è a disposizione per qualsiasi dubbio. Non esitate a chiamarmi.

Con affetto,

Il Vostro Pediatra


 

I NUMERI IN SINTESI

Meningite B — Focolaio di Canterbury (Kent, UK)

       29 casi totali (20 confermati + 9 probabili) al 21 marzo 2026

       19 casi confermati su 20 sono meningococco di gruppo B

       2 decessi (un adolescente e una studentessa universitaria 21enne)

       4.500 vaccinazioni e oltre 10.500 dosi di antibiotici somministrate

       Focolaio circoscritto all’area di Canterbury, legato al locale notturno Club Chemistry

       In tutto il Regno Unito nel 2024-25: 378 casi di malattia meningococcica, 31 decessi

Epatite A — Focolaio in Campania

       Circa 180 casi in Campania da gennaio a marzo 2026

       84 casi nella sola area di Napoli, circa 35 a Caserta, 11 a Salerno

       50 ricoverati al Cotugno di Napoli al 20 marzo, con 14 nuovi ingressi in 24 ore

       Incidenza 10 volte superiore alla media decennale, 41 volte il triennio precedente

       Causa principale: consumo di molluschi bivalvi crudi o poco cotti

       In Italia nel 2024: 443 casi totali; nei primi 6 mesi 2025: 247 casi (dato ISS)

       Segnalazioni anche in Lazio e nord Calabria


 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Meningite B

10. UK Health Security Agency (UKHSA). Notified cases of invasive meningococcal disease — Statistical releases. Aggiornamento 22 marzo 2026. gov.uk/government/publications/invasive-meningococcal-disease-statistical-releases

11.  UKHSA. Outbreak of invasive meningococcal disease, South East England. CAS Alert, 18 marzo 2026. gov.uk/guidance/outbreak-of-invasive-meningococcal-disease-south-east-england

12.  UKHSA. Cases of invasive meningococcal disease confirmed in Kent. Comunicato stampa aggiornato al 22 marzo 2026. gov.uk/government/news/cases-of-invasive-meningococcal-disease-confirmed-in-kent

13.  Ministero della Salute. Calendario vaccinale — PNPV 2023-2025. salute.gov.it

14.  Calendario Vaccinale per la Vita, 5ª edizione 2025. Documento congiunto SItI, SIP, FIMP, FIMMG, SIMMG.

15.  Regione Liguria — Vaccinarsi in Liguria. Calendario vaccinale regionale. vaccinarsinliguria.org

16.  Andreoni M. et al. Adolescenti in Italia: coperture vaccinali basse e forti differenze regionali per Meningite B e HPV. Prevenzione e Salute, settembre 2025.

Epatite A

17.  ANSA. Boom di casi di epatite A in Campania: come avviene il contagio e cosa fare per prevenirla. 19 marzo 2026.

18. Regione Campania. Comunicato: rafforzamento attività di controllo filiera molluschi bivalvi. 19 marzo 2026.

19.  Comune di Napoli. Ordinanza contingibile e urgente: misure urgenti per il contenimento dell’epatite A. 20 marzo 2026. comune.napoli.it

20. Il Mattino. Epatite, su i contagi: 180 casi in Campania, boom a Napoli e Caserta. 21 marzo 2026.

21.  Geopop. Aumento dei casi di epatite A in Campania: cosa dice l’ISS sul virus e le misure di prevenzione. 21 marzo 2026.

22. Istituto Superiore di Sanità. SEIEVA — Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute. Bollettino semestrale, dati al 30 giugno 2025. epicentro.iss.it

23. Vaccinarsi in Liguria. Vaccino anti-epatite A. vaccinarsinliguria.org

24. Vaccinarsi in Puglia. Epatite A: informazioni e prevenzione. vaccinarsinpuglia.org

25. SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). Comunicato: incremento casi di epatite A. Prof.ssa Cristina Mussini, 20 marzo 2026.

— Articolo aggiornato al 22 marzo 2026 —

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sabato 21 marzo 2026

Crescere un bambino: i primi 1.000 giorni e i consigli del pediatra

Crescere un bambino: i primi 1.000 giorni e i consigli del pediatra Una relazione nata da una chiacchierata radiofonica (libretto da scaricare) Libretto da scaricare con consigli prima della nascita

Qualche giorno fa sono stato ospite di un'intervista radiofonica in cui abbiamo parlato di quello che faccio ogni giorno da oltre trent'anni: accompagnare le famiglie nella crescita dei loro bambini.

Ne è uscita una conversazione ricca, spontanea, piena di domande vere — quelle che mi fanno i genitori nello studio, quelle che arrivano di sera su WhatsApp, quelle che i nonni non osano fare per paura di sembrare invadenti.

Ho deciso di raccogliere e ampliare quei contenuti in un documento che potesse restare, essere consultato e condiviso. Ne è nato questo "libretto" che affronta i temi che considero fondamentali per chi ha un bambino piccolo o sta per averne uno:

  • Perché i primi 1.000 giorni sono le fondamenta di tutta la vita
  • Perché conviene conoscere il pediatra prima che nasca il bambino
  • sei consigli pratici che do a tutti i neogenitori
  • La verità sulla febbre (che non è una malattia e non si cura col termometro)
  • Come parlare con il pediatra delle medicine complementari senza sentirsi giudicati
  • miti da sfatare: dalla birra che fa latte al dormire a pancia in giù
  • L'importanza di stare bene come coppia per poter dare ai propri figli
  • Perché leggere, cantare e mettere via il cellulare sono atti d'amore concreti

Il testo è stato integrato con dati scientifici aggiornati (Lancet, OMS, ISS, AAP), infografiche e una bibliografia per chi vuole approfondire.

Lo trovate scaricabile qui. Leggetelo, condividetelo, portatelo ai nonni. Perché la cosa più importante, come ripeto sempre, è una sola: conoscere.

Libretto da scaricare con consigli prima della nascita

Dott. Alberto Ferrando Pediatra 

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mercoledì 18 marzo 2026

A 1 ANNO MORTO PER SOFFOCAMENTO DA CORPO ESTRANEO

 


A 1 ANNO MORTO PER SOFFOCAMENTO DA CORPO ESTRANEO- | 18 Marzo 2026


Non lasciamo che accada ancora

La morte di un bambino per soffocamento è una delle tragedie più strazianti che una famiglia possa vivere. Ma è anche, nella maggior parte dei casi, una morte che si poteva evitare.

Oggi, nel momento in cui scriviamo queste righe, una famiglia è in lutto. Una mamma che stava dando la vita a un nuovo figlio ha perso, nello stesso istante, un altro pezzo del suo cuore. Un bambino di meno di un anno — con tutto il suo futuro davanti, con i suoi sorrisi ancora da scoprire, le prime parole ancora da pronunciare — non c'è più. Se n'è andato in silenzio, in pochi minuti, per soffocamento. E nessuno, in quel momento, sapeva cosa fare.

Piangiamo con questa famiglia. Piangiamo con la zia che lo stringeva tra le braccia e che, nel panico più assoluto, ha gridato il suo dolore al telefono del 118. Piangiamo con i nonni, i parenti, gli amici. Non esistono parole abbastanza grandi per contenere una perdita simile. Non esiste conforto immediato per chi sopravvive a una tragedia del genere.

Eppure, nel mezzo di questo lutto, sentiamo il dovere — come medici, come professionisti della salute, come esseri umani — di alzare la voce. Non per giudicare. Non per indicare responsabilità. Ma per fare in modo che quanto è accaduto oggi non debba ripetersi mai più.

«Il primo soccorritore non è il 118. È chi è nella stanza con il bambino in quel momento.»

IL TEMPO È IL NEMICO SILENZIOSO

Quando un bambino piccolo smette di respirare per un corpo estraneo che ostruisce le vie aeree, il tempo che passa è nemico assoluto. Non si misurano ore, non si misurano neanche minuti nel senso in cui li intendiamo normalmente. Si misurano secondi. Quattro-sei minuti di mancanza di ossigeno al cervello possono causare danni neurologici irreversibili. Pochi minuti in più significano la morte.

L'ambulanza più veloce del mondo, il soccorritore più preparato, il pronto soccorso più attrezzato: nessuno di questi può nulla se arriva quando è ormai troppo tardi. E purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi di soffocamento infantile, quando i soccorsi professionali varcano la soglia di casa, il bambino è già in condizioni disperate — o non c'è più.

Questo non è un atto d'accusa verso i soccorritori del 118, che fanno un lavoro eroico nelle condizioni più difficili. È semplicemente la realtà fisiologica di un'emergenza che non aspetta nessuno.

IL VERO PRIMO SOCCORRITORE SEI TU

Quando si parla di manovre di disostruzione pediatrica — la cosiddetta manovra antisoffocamento — si pensa automaticamente ai genitori. Ed è giusto che i genitori la conoscano. Ma è profondamente sbagliato fermarsi lì.

Un bambino trascorre la sua vita tra le braccia di molte persone. I nonni, gli zii, le baby-sitter, le educatrici all'asilo nido, le maestre, le amiche di famiglia. Chiunque si prenda cura di un bambino piccolo, anche per un'ora, anche una volta sola, potrebbe trovarsi in quella stanza, in quel momento. E in quel momento, non conta chi sei o quale titolo hai: conta solo se sai cosa fare con le tue mani.

LA MANOVRA DI DISOSTRUZIONE PEDIATRICA — COSA SAPERE

Nei lattanti (0–12 mesi), la tecnica prevede una sequenza alternata di 5 colpi sulla schiena (con il bambino a faccia in giù, sull'avambraccio) e 5 compressioni toraciche (con il bambino girato a faccia in su). Non la manovra di Heimlich classica, che si usa negli adulti e nei bambini più grandi, ma una tecnica specifica e delicata pensata per i corpi più piccoli e fragili.

Nei bambini oltre l'anno di età, si praticano i colpi dorsali seguiti dalla manovra addominale di Heimlich. La sequenza si ripete fino a che il corpo estraneo non è espulso o il bambino perde conoscenza, nel qual caso si passa alla rianimazione cardiopolmonare (RCP) e si chiama immediatamente il 118.

Questa manovra si impara in pochi minuti. Ma deve essere imparata prima che serva, non durante l'emergenza.

UN APPELLO CHE NASCE DAL DOLORE

Questa tragedia non deve restare solo una notizia di cronaca, consumata nel giro di un giorno e poi dimenticata. Ogni volta che un bambino muore per soffocamento, si apre una ferita nel corpo della comunità intera — una ferita che potrebbe essere prevenuta.

Come professionisti della salute, chiediamo con forza che la formazione sulla manovra antisoffocamento diventi sistematica, capillare, accessibile a tutti coloro che si prendono cura di bambini piccoli. Non solo un corso opzionale per i genitori curiosi. Non solo un video su YouTube visto una volta e dimenticato. Ma una formazione pratica, mani nelle mani, ripetuta nel tempo, inserita in ogni contesto: corsi pre-nascita, parto, asili nido, scuole dell'infanzia, corsi per nonni e familiari, formazione per tutte le figure educative.

Chiediamo alle istituzioni sanitarie, ai Comuni, alle associazioni di genitori, alle scuole: rendiamo questo sapere comune. Non è un sapere per specialisti. È un sapere per tutti. È un sapere che salva la vita.

«Imparare la manovra antisoffocamento non è un atto di paura. È un atto d'amore verso ogni bambino che entra nella tua vita.»

UN IMPEGNO COLLETTIVO. ADESSO.

Alla famiglia di questo bambino, e a tutte le famiglie che prima di loro hanno vissuto questo stesso strazio, diciamo: il vostro dolore non è inutile se ci insegna a fare di meglio. La memoria di ogni bambino che abbiamo perso può diventare il motore di un cambiamento reale, concreto, che salvi vite.

A chiunque legga queste parole: cerca oggi stesso un corso di primo soccorso pediatrico nella tua città. Portaci il tuo partner, i tuoi genitori, i tuoi suoceri, la baby-sitter, la maestra di tuo figlio. Non aspettare che sia necessario. Non aspettare un'altra tragedia.

Perché il prossimo bambino che si salverà potrebbe essere il tuo. E la persona che lo salverà potresti essere tu.

Questo articolo è dedicato a tutti i bambini che ci hanno lasciato troppo presto, e alle loro famiglie. La formazione in primo soccorso pediatrico può essere fatta presso i Punti Nascita, presso il proprio pediatra, nelle ASL, la Croce Rossa Italiana e numerose associazioni locali.

#PrimoSoccorsoPediatrico #ManovraSalvavita #SoffocamentoInfantile #Prevenziamola #FormazioneSalvaVite





 


domenica 8 marzo 2026

8 marzo: festa della donna, ma la vera festa è il rispetto per tutto l'anno

🌼 8 marzo: festa della donna, ma la vera festa è il rispetto per tutto l'anno 💛

Oggi desidero rivolgere i miei più sinceri e affettuosi auguri a tutte le donne: madri, nonne, zie, sorelle, figlie, amiche e colleghe🌷
L’8 marzo è una giornata preziosa, un'occasione luminosa per celebrare i grandi traguardi raggiunti, la forza, la resilienza e il contributo insostituibile che le donne offrono quotidianamente alle nostre vite. I progressi fatti nel tempo sono innegabili e dobbiamo esserne felici. 

Al tempo stesso, vorrei che vivessimo questa ricorrenza sentendoci tutti parte di una grande squadra🤝
La vera festa, il vero omaggio che possiamo fare, è coltivare il rispetto reciproco ogni singolo giorno dell'anno, andando ben oltre il pur bellissimo gesto di regalare un rametto di mimosa. 
🌼

Siamo una comunità in cammino e, guardandoci attorno, sappiamo che abbiamo ancora strada da fare insieme.
I dati (come quelli riportati dall’ISTAT per il 2024 e il 2025) ci ricordano purtroppo che femminicidi e violenza di genere restano una ferita aperta per tutta la nostra società. 
💔

Condivido con voi una riflessione che nasce dalla mia pratica quotidiana e di cui abbiamo parlato spesso.

Il mancato rispetto verso una donna si traduce, in modo quasi inevitabile, in un maltrattamento verso i bambini👶

Quando i più piccoli assistono alla svalutazione o all'aggressività verso la figura materna, subiscono quella che la letteratura medica definisce “violenza assistita”.

Talvolta in ambulatorio incontro bambini che esprimono un forte disagio attraverso disturbi del sonno, ansia o dolori fisici ricorrenti senza una causa organica. Spesso, quei sintomi sono lo specchio silenzioso di una tensione domesticache i bambini assorbono come spugne. 🧠💔

Dobbiamo anche aiutarci a riconoscere le forme di sofferenza più sottili.

Pensiamo al cosiddetto mom shaming, quel giudizio costante e non richiesto che spesso piove sulle scelte genitoriali di una madre. È un atteggiamento che logora e fa sentire sole. Possiamo fare molto meglio di così: possiamo sostituire la critica con il supportola parola tagliente con la mano tesa🤲

 

Il cambiamento passa attraverso tutti noi.

L’educazione ai sentimenti, all’affettività e alla parità deve iniziare fin dai primissimi giorni di vita. Non è un compito che si può delegare: richiede un’alleanza forte tra famiglie, scuole e intere comunità educanti🏫👨‍👩‍👧‍👦
Lavorando fianco a fianco, possiamo crescere bambini e bambine consapevoli, sereni e capaci di relazioni sane
🌱


⚠️  I numeri ufficiali sulle violenze domestiche e sui maltrattamenti sono purtroppo sottostimati (fenomeno del sommerso): molte situazioni non vengono denunciate per paura, vergogna o dipendenza economica. Inoltre, la presa in carico psicologica dei minori vittime di violenza assistita richiede risorse territoriali che non sempre sono disponibili in modo rapido e capillare.


🔎  Possiamo iniziare la settimana con un impegno semplice ma concreto: abbandonare il giudizio verso le altre famiglie e le altre madri, offrendo invece ascolto ed empatia.
Nelle nostre case possiamo mostrare ai nostri figli che il rispetto non è un concetto astratto, ma si costruisce ogni giorno nel modo in cui ci parliamo, collaboriamo e ci prendiamo cura gli uni degli altri
❤️

☎️ In caso di violenza o pericolo:
Il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 è gratuito e attivo 24 ore su 24.


#8Marzo #FestaDellaDonna #RispettoSempre #NoViolenzaDiGenere #ComunitàEducante #ferrandoalberto



sabato 28 febbraio 2026

Salvato da soffocamento da insegnante a scuola: voi sapete fare la manovra?

 Salvato da soffocamento da insegnante a scuola: voi sapete fare la manovra? (ricordo che il 17 e il 27 avete possibilità di vederla e di imparare)

Un ragazzino di 11 anni oggi è vivo e sta bene perché a pochi metri da lui c’era un’insegnante che sapeva cosa fare, l’ha riconosciuto subito in difficoltà e ha eseguito correttamente le manovre di disostruzione (Heimlich) prima dell’arrivo del 118.

Cosa è successo a Piscina

  • In una scuola media di Piscina (Torino), durante l’intervallo, un 11enne ha iniziato a soffocare mentre mangiava una merendina o un biscotto.

  • L’insegnante, accortasi della difficoltà respiratoria, ha eseguito immediatamente le manovre disostruttive, riuscendo a liberare le vie aeree e a far riprendere la respirazione al ragazzo.

  • All’arrivo dell’ambulanza il bambino era vigile, cosciente e respirava normalmente; è stato comunque trasferito in ospedale in via precauzionale per ulteriori controlli.

  • Azienda Zero ha colto l’occasione per ricordare che organizza corsi di formazione sulle manovre salvavita rivolti a cittadini e personale scolastico.

Questa non è una “fortuna”: è l’effetto concreto di una persona formata, che ha trasformato una potenziale tragedia in un incidente a lieto fine.

La domanda scomoda: sono tutti così preparati?

Qui sta il punto critico: no, non tutti gli insegnanti e non tutto il personale che lavora con bambini e anziani è preparato a riconoscere un soffocamento e a eseguire correttamente le manovre salvavita.

  • In varie realtà italiane esistono corsi strutturati per il personale scolastico sulle manovre di disostruzione e sul primo soccorso, spesso organizzati da Aziende USL, 118, Croce Rossa, associazioni scientifiche.

  • Questi percorsi però non sono ancora uniformi, obbligatori e periodici su tutto il territorio nazionale; spesso dipendono dalla sensibilità del singolo istituto, del comune o della regione.

  • Nelle scuole convivono bambini con allergie gravi, disturbi neurologici, fragilità respiratorie e cardiache: chi lavora con loro non può limitarsi a “sperare” che non succeda nulla, deve essere addestrato e aggiornato.

Lo stesso discorso vale (e forse ancora di più) per chi lavora con gli anziani: RSA, case di riposo, centri diurni, assistenza domiciliare. Il rischio di soffocamento è elevato per disfagia, protesi dentarie, patologie neurodegenerative, deficit cognitivi, farmaci sedativi.

Perché la formazione sulle manovre salvavita è decisiva

Le linee guida e i protocolli di disostruzione pediatrica e dell’adulto sono chiari: in caso di ostruzione completa delle vie aeree, il fattore tempo è determinante e le manovre devono essere eseguite immediatamente da chi è presente.

  • La maggior parte degli episodi di soffocamento in età pediatrica avviene a casa o a scuola, spesso davanti a adulti che non sanno cosa fare o, peggio, fanno gesti sbagliati (mettere le dita in bocca, scuotere a caso, perdere tempo).

  • Le manovre (colpi interscapolari, compressioni toraciche/addominali tipo Heimlich, RCP se necessario) sono tecnicamente semplici, ma devono essere apprese e provate su manichino per essere eseguite con sicurezza.

  • Esistono corsi brevi, anche di 2 ore, rivolti non solo ai sanitari ma a insegnanti, educatori, genitori, nonni, baby-sitter, allenatori sportivi, operatori di RSA.

Nel caso di Piscina la catena dei soccorsi ha funzionato: riconoscimento rapido, allarme al 118, manovre corrette subito, assistenza sanitaria successiva. Questo è esattamente ciò che le Aziende sanitarie cercano di insegnare nei percorsi di formazione.

Bambini e anziani: due popolazioni ad alto rischio

Bambini e anziani hanno caratteristiche diverse, ma condividono una vulnerabilità particolare per il soffocamento.

  • Nei bambini il rischio è legato a curiosità, gioco con piccoli oggetti, alimenti a rischio (frutta secca, wurstel, caramelle dure, pezzi grossi di carne o pane), distrazione durante il pasto.

  • Negli anziani incidono disfagia, patologie neurologiche (ictus, Parkinson, demenze), ridotto controllo del bolo, ridotta vigilanza, polifarmacoterapia.

  • In entrambi i gruppi, chi li assiste deve saper fare tre cose: prevenire (scelta degli alimenti, postura, sorveglianza), riconoscere subito i segni di ostruzione completa, attivare immediatamente la catena dei soccorsi con manovre adeguate.

In altre parole, sapere le manovre salvavita è parte integrante della sicurezza di bambini e anziani, non è un “di più” opzionale.

Cosa dovrebbe cambiare (subito)

L’episodio di Piscina è una buona notizia, ma proprio per questo dovrebbe spingerci a non accontentarci: è andata bene perché qualcuno era preparato, non perché “di solito va così”.

Serve che:

  • La formazione su disostruzione, RCP di base e uso del DAE diventi obbligatoria, pratica e periodica per tutto il personale scolastico (docenti, ATA, educatori) e per chi lavora in strutture per anziani.

  • Regioni, comuni e istituti scolastici inseriscano questi corsi in modo strutturale nel piano dell’offerta formativa e nei documenti di valutazione del rischio, non come iniziativa episodica “di buona volontà”.

  • Famiglie, associazioni di genitori, associazioni di pazienti e di categoria chiedano esplicitamente che in ogni scuola e in ogni struttura per anziani ci siano persone formate e aggiornate sulle manovre salvavita.

  • Genitori, nonni, baby-sitter, educatori sportivi colgano l’occasione per formarsi: oggi esistono corsi brevi, spesso gratuiti o a basso costo, erogati da Croce Rossa, 118, associazioni qualificate.

A Piscina un biscotto è andato di traverso e un’insegnante preparata ha fatto la differenza tra la vita e la morte. Questo dovrebbe essere lo standard, non l’eccezione. #ManovreSalvavita #SoffocamentoBambini #heimlich # soffocamento #FormazioneScuola #PrimoSoccorsoPedia #VitaSalvata #ferrandoalberto