domenica 18 agosto 2019

POCHI FARMACI AI BAMBINI: TANTI SONO POCO UTILI O INUTILI

POCHI FARMACI AI BAMBINI: TANTI SONO POCO UTILI O INUTILI
Stamane su Facebook rigira una notizia "vecchia" (di febbraio) ma sempre attuale: una intervista di Panorama a Garattini dal titolo "Metà dei farmaci sono inutili" (link: https://www.panorama.it/news/scienza/silvio-garattini-medicine-farmaci-inutili/).
Non è vero, penso, guardando le cose da un altro punto di vista, in quanto TUTTI i farmaci servono, alcuni per chi li prende ma TUTTI  PER CHI LI VENDE.
Ogni volta che entro in una Farmacia o parafarmacia inizio a sentirmi carente di vitamine, selenio, carnitina, magnesio ecc. ecc. Sostanze che si trovano in una alimentazione equilibrata. Oppure la mia flora intestinale protesta che non prendo i "probiotici" alleati dell'industria più che del nostro intestino.
Educare le persone a non prendere medicine? Compito arduo, difficile e quasi impossibile vista la pressione pubblicitaria e anche il processo di "inventare le malattie" (disease mongering) visto che “Il desiderio di prendere medicine è forse la più grande differenza fra l'uomo e l'animale.” diceva William Osler.....Ma a questo stanno rimediano medicalizzando anche gli animali. Vedo e sento animali sempre più grassi (come sta accadendo agli "umani")  e sottoposti a varie terapie farmacologiche e non farmacologiche (terapia comportamentale, fisioterapia ecc.). Il business della medicina è far sì che i sani si sentano malati sapendo che "dentro ogni persona sana c'è un malato che non sa di esserlo" (Jules Romain: "Il dott. Knoch o il trionfo della medicina".

CARI GENITORI
Qualche articolo del passato del BLOG ove Vi invito a dare pochi farmaci ai bambini. Tenete conto che le reazioni avverse ai farmaci rappresentano , nel mondo, così detto civilizzato, la terza causa di malattia !!!
Nei bambini? Solo, se il caso antipiretici e altri solo su indicazione del pediatra. Esempi? Diarrea: non si blocca ma di dà da bere con sali minerali. Vomito? Niente farmaci : non si dà da bere né da mangiare. Tosse? Bere e miele dopo 1 anno. Mucolitici proibiti sotto i 2 anni
Alberto Ferrando
Qui sotto alcuni esempi.

18 gennaio 2012
FARMACI??? A volte sono un alibi IL FARMACO indispensabile sono i liquidi (acqua) e i sali minerali che servono a ristabilire il "mare interno" e ad evitare disidratazioni che possono richiedere un ricovero.

DIRETE MA QUALCOSA POSSO DARE? Si antipiretico per bocca se diarrea o per supposta se vomito (Paracetamolo come Tachipirina o Efferalgan o Ibuprofene come Nurofen p Antalfebal o analoghi).

Se diarrea acquosa NON date farmaci per adulti. si può dare un farmaco dal nome chimico impossibile (racecadotril, nome commerciale Tiorfix) o una specie di argilla, diosmectite (nome commerciale Diosmectale e altri) ASSOLUTAMENTE INUTILI SE NON DATE DA BERE E SALI MINERALI.

FERMENTI LATTICI? Non mi oppongo, sempre inutili se non date i sali minerali ma ridurrebbero la diarrea di qualche ora (diarrea media di 4 giorni e mezzo invece di 5 giorni) per cui rappresentano una terapia accessoria alle fondamentali: bere e sali minerali e pesare il bambino.

6) Se vomita non dare da bere per mezz'ora e poi dare da bere poco per volta (inutile dare anitivomito e poi dare un biccchierone di liquidi che vomiterebbe subito). PROIBITO IL PLASIL (METOCLOPRAMIDE) SOTTO AI 14 ANNI DI ETA'


5 Novembre 2012
DATE POCHI FARMACI AI BAMBINI
Cari genitori
L’articolo parte dai dati di uno studio (Arno) ove risuta che troppi sono i farmaci che si danno ai bambini. Il mio consiglio è sintetico e già dato: eccetto antipiretici /antidolorifici (paracetamolo o ibuprofene) consutate il pediatra prima di dare farmaci.
Qualche esempio? Mucolitici servono a poco e sotto i 2 anni danno più problemi che benefici, antidiarroici e antivomito: solo in casi eccezionali - da non usare subito ai bambini.
Antibiotici solo dopo avere sentito il pediatra. Per es. nel mal di gola vanno dati soo se il tampone faringeo è positivo (fatto in amb. dal pediatra in5 minuti avete la risposta). Stesso discorso per otite (lleggete qui:http://www.educazioneallasalute.net/OTITE.pdf e sul sito www.gravidanzaonline.it).

19 giugno 2013
NON DATE FARMACI AI BAMBINI. ORA E' OZOPULMIN MA NEL PASSATO, E NEL FUTURO?, PARLEREMO DI ALTRI FARMACI

È l'appello che arriva dal vicecomandante dei NasAntonio Diomeda, durante la conferenza stampa sull'operazione che ha portato all'arresto di tre dirigenti della casa farmaceutica Geymonatper avere messo in commercio tre lotti, pari a 35 mila confezioni, di questo prodotto con un principio attivo falso ed inefficace.

Che non dovessimo usarlo lo sapevamo da anni ma che ora venga anche contraffatto un farmaco (è un farmaco??) di uso dubbio, se non controindicato COME TUTI I MUCOLITICI sotto i 2 anni (AIFA) o sotto i 4 (Francia), è paradossale.

Primo pensiero: è un farmaco che non si sarebbe mai dovuto dare in quanto di efficacia dubbia, solo documentati possibili effetti collaterali sotto i 2 anni (comunicazione della Agenzia del farmaco).

Secondo pensiero: in questa società di aumento dei controlli, di controlli di controllori e controllori dei controlli ne succedono sempre di più (in campo economico Parmalat e Monte dei Paschi), nel campo della salute vari scandali, dal Vioxx all'ozopulmin: MORALE?? NON DATE FARMACI AI BAMBINI!!!

Per la tosse??? Acqua e latte e miele, e piantatela con gli sciroppini di saliva di lumaca e di sostanze di efficacia dubbia.

Efficacia dubbia che poi rischia di trasformarsi in danno. Vedremo poi quanto sono dannosi, perchè certe notizie servono... per fare notizia nei blog!

25 Dicembre 2013
INNAZITUTTO VI SEGNALO COSA NON FARE QUANDO UN BAMBINO HA LA TOSSE:
MAI, MAI DARE MUCOLITICI PER SCIROPPO O SUPPOSTE (grande tradizione italiana la suppostomania priva di qualsiasi valore). Per spiegazioni vedete qui: http://www.asl.ri.it/cittadino/farmacovigilanza/files/note-importanti/Mucolitici-FAQ-30.11.2010.pdf
Non fumare in casa, anche al di fuori della camera dove il bambino dorme.
Non usate prodotti tipo il vecchio “Vicks Vaporoub” o cataplasmi
Non fate fumenti all’antica: l’umido aiuta ma c’è il rischio di ustioni

NON TENETE IL BAMBINO CHIUSO IN CASA: FATELO USCIRE  (se il tempo lo consente). Si chiama “ariaterapia”

sabato 10 agosto 2019

Parto in casa a Torino: muore neonato.

Parto in casa a Torino: muore neonato. (sotto il link alla notizia)
Qui sotto quanto scritto da un ginecologo e grande “comunicatore” (Salvo Di Grazia)
Ovviamente ora si scateneranno posizioni pro e contro in totale conflitto mentre ci dovremmo interrogare tutti su quanto è stata medicalizzata e spersonalizzata la gravidanza e il parto. In alcune Regioni si è arrivati al 36% di parti cesarei :-(. 
Altra cosa che dovremmo fare è informare, informare, informare e rispettare le scelte cercando di fornire, comunque, tutta l'assistenza possibile per evitare carenze: "Il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe garantire a tutte le donne la disponibilità, nell’area di domicilio o nelle immediate vicinanze, di tutti i setting del parto per scegliere dove partorire".
[Raccomandazioni basate sull’esperienza e l’opinione del GDG, vedi qui sotto]
Ci sono ancora (pochissime) donne che desiderano il parto in casa. La ritengo ovviamente una scelta personale che deve essere ascoltata e accontentata ma, come tutte le scelte, deve essere consapevole.
Il parto è un evento fisiologico non pericoloso (i rischi sono bassi e molto rari) e forse non tutti sanno che partorire a casa, non è considerato rischioso ma ad alcune condizioni.
1) Che si tratti di una gravidanza fisiologica (senza complicazioni o patologie).
2) Che la donna abbia già partorito.
3) Che sia disponibile nelle vicinanze una struttura sanitaria (massimo 30 minuti di distanza).
4) Che ci sia assistenza di una persona esperta e professionista.
Se queste condizioni sono soddisfatte partorire a casa è possibile e pure con qualche rischio in meno del parto in ospedale (meno rischi di manovre invasive, inutili o interventi chirurgici non indicati).
All'infuori di queste condizioni il parto in casa è più rischioso di quello in ospedale con un rischio elevato soprattutto per il neonato (fino a quattro volte più rischioso partorire in casa che in ospedale).
In ultima analisi la donna deve partorire dove si sente più protetta e tranquilla, non vedere mai il parto come una malattia, la scelta del luogo del parto deve essere sua ed è compito di chi si occupa di salute femminile informare onestamente e correttamente e con dati alla mano.
Non entro in merito sulla vicenda di Torino perchè bisogna avere i dati e il tipo di gravidanza ecc.
Cosa dice l'evidenza scientifica? Che alcuni usano solo quando gli fa comodo?
Qui l'evidenza, al 2015 riportate dal GIMBE (Gruppo italiano di medicina basata sull'evidenza): il rischio del parto in casa è maggiore nelle primipare ma non nelle nullipare.: https://www.evidence.it/articoli/pdf/e1000113.pdf
“In ultima analisi la donna deve partorire dove si sente più protetta e tranquilla, non vedere mai il parto come una malattia, la scelta del luogo del parto deve essere sua ed è compito di chi si occupa di salute femminile informare onestamente e correttamente e con dati alla mano”.

venerdì 9 agosto 2019

Meduse: ricordate il gel al cloruro di alluminio e poche regole

Puntura di medusa: ricordate il gel al cloruro di alluminio e poche regole
E’ importantissimo un intervento rapido e precoce in quanto se residui di medusa non vengono adeguatamente rimossi si possono determinare lesioni importanti anche con infezioni secondarie lente a risolversi e che necessitano di trattamenti prolungato (vedi foto). Alcune specie provocano lesioni cutanee che hanno, spesso, un aspetto lineare, a imitare la forma dei tentacoli, che si manifestano dopo pochi minuti o alcune ore, in relazione all’intensità del contatto e alla quantità di tossine assorbite.
La gravità degli effetti varia a seconda della specie, delle dimensioni, dell’area geografica, della stagione: infatti, si passa da un bruciore più o meno intenso (simile a quello di un’ustione) e a un arrossamento cutaneo sino a un dolore intollerabile con gravi lesioni cutanee e grave compromissione dello stato generale con debolezza, nausea, vomito, disturbi del respiro, dolore e crampi muscolari, ipotensione arteriosa. 
Cosa fare

·       Tranquillizzare il bambino. Il dolore e lo stress possono agitarlo con conseguente attività muscolare che facilita la diffusione della tossina.
·      Lavare la ferita con acqua di mare, non fredda ma possibilmente tiepido-calda. 
·       Se vi sono ancora dei residui della medusa sulla pelle, per toglierle non usare le mani nude.  Utilizzare delle pinze oppure un legnetto o una carta di credito o simili.
·       Utilizzare aceto, eventualmente diluito al 50% con acqua di mare tiepido-calda, lasciato come un impacco sulla zona lesionata (10-15 minuti).
·       Gel al cloruro di alluminio.
·       Tener la parte urticata all’ombra.
·       La doccia può essere fatta solo dopo che sono state messe in atto tutte le precedenti manovre.
La tossina della medusa e’ termolabile ad una temperatura, pero’, di 50° che puo’ causare ustioni
 Cosa non fare

·       Usare acqua  dolce o ghiaccio perché potrebbero favorire l’apertura delle sacche (nematocisti) ancora presenti sulla pelle.
·      Strofinare con sabbia.
·       Utilizzare ammoniaca.



giovedì 8 agosto 2019

Punture di zecca: come rimuoverla

Punture di Zecca: come rimuoverla, prevenzione cose da fare e da non fare
Tra aprile e settembre si possono avere incontri ravvicinati con animali poco desiderati: le zecche
che si nutrono di sangue e si attaccano ai mammiferi, tra cui l’uomo, per nutrirsi. 
Il loro morso può essere veicolo di malattie con una percentuale di sviluppo della malattia stessa basso se la zecca viene staccata entro 36-48 ore. 

Le zone a maggior rischio sono prati con vegetazione erbacea e arbustiva ed in boschi a prevalenza di latifoglie. 
PREVENZIONE
·     Cercare di evitare di essere punti ricorrendo ai seguenti accorgimenti:
·     Vestirsi con abiti chiari che rendono più facile l’individuazione delle zecche.
·     Coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare e scarpe alte
·     Utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello (possono trovarsi sui rami più bassi degli alberi)
·     Non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta.

Al rientro da una passeggiata all’aperto controllare e spazzolare gli indumenti prima di rientrare in casa. 
Utilizzare repellenti per insetti (DEET, che è adeguato anche per i bambini,  N-dietiltoluamide, icaridina, permetrina) e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti per tenerle lontano.

CONTROLLARE LA PELLE AL RIENTRO A CASA tenendo conto che le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia e sui fianchi. 

RIMOZIONE DELLA ZECCA
“non torturate la zecca per rimuoverla. SE SOFFOCA E SOFFRE RIGURGITA ED ELIMINA MATERIALE CHE POTREBBE ESSERE INFETTO!!! 
NON DATE ANTIBIOTICO!!!!”
Superato lo sbigottimento iniziale bisogna togliere la zecca. Cosa fattibile a casa utilizzando 
una pinzetta a punte sottili (ne vendono di vario tipo ma possono essere in emergenza utilizzate pinzette “casalinghe”. 


Bisogna cercare di afferrare la zecca  il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimuoverla tirando dolcemente ed effettuando un leggero movimento di rotazione.
Bisogna fare attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare che soffrendo rigurgiti immettendo nel corpo del bambino saliva e aumentando la possibilità di trasmissione di infezioni.
Bisogna disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca (non utilizzare disinfettanti colorati).
Proteggere le mani con guanti.
Se il rostro dovesse rimanere all’interno, deve essere estratto con l’aiuto di un ago sterile. 

Verificare la data dell’ultima dose di antitetanica effettuata.
Annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni.
NON effettuare terapia antibiotica ma rivolgersi al proprio medico curantein caso di comparsa di  un alone rossastro intorno alla puntura, che tende ad allargarsi, oppure di febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi. A volte compaiono altre dermatiti quali l’”eritema migrante” (vedi foto da : www.acp.it).

IMPORTANTE Non utilizzare mai per rimuovere la zecca nessuna sostanza come alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Qualche spiegazione in più:
Le zecche sono acari appartenenti alla famiglia delle Ixodiae, comunemente definite zecche dure in quanto provviste di scudi dorsali chitinizzati che nei maschi sono estesi a tutta la superficie dorsale dell’idiosoma mentre nelle femmine, nelle larve e nelle ninfe sono limitati alla sola regione anteriore. 
Le zecche necessitano di tre pasti ematici che, a seconda delle specie, possono essere completati tutti o in parte sullo stesso ospite, oppure necessitano di tre pasti diversi ed anche l’uomo rientra nel ciclo biologico delle zecche. 
Il loro morso può essere veicolo di malattie con una percentuale di sviluppo della malattia stessa basso se la zecca viene staccata entro 36-48 ore. Le zone a maggior rischio sono prati con vegetazione erbacea e arbustiva ed in boschi a prevalenza di latifoglie. Determinante è la presenza di animali selvatici che rappresentano i serbatoi naturali di alcuni agenti patogeni a trasmissione vettoriale, tra cui Borrelia, Rickettisia delle febbri eruttive, dell’encefalite da zecca e Coxiella burneti. 
Nei contesti urbani i rischi si hanno nelle aree con vegetazione erbacea e negli ambienti accessibili a cani e gatti. La massima attività delle zecche è nei periodi primaverili ed estivi. 
La reazione infiammatoria è causata dai secreti salivari composti da diverse sostanze con attività anestetica, rubefacente, anticoagulante e dalla reazione stessa del soggetto punto. La potenziale pericolosità della zecca deriva dalla sua capacità di veicolare all’uomo agenti infettivi e di
funzionare come serbatoio naturale del patogeno garantendone la replicazione all’interno dell’organismo.