giovedì 13 agosto 2026

Ho detto che i vaccini salvano vite. Mi hanno proposto la galera. 😅

Ho detto che i vaccini salvano vite. Mi hanno proposto la galera. 😅

Oltre cento commenti in pochi giorni. Molte domande vere, qualche insulto memorabile, e un algoritmo che ha deciso che un pediatra è un contenuto sensibile.

Ieri ho pubblicato un video di due minuti che potete vedere qui: https://www.facebook.com/reel/2456285564848910.

Titolo semplice, quasi banale: “I vaccini salvano vite”.

Sapevo cosa sarebbe successo. E infatti è successo. 😊

Solo che è successo su due fronti diversi, e il secondo mi ha sorpreso più del primo.

Il primo fronte: i commenti

In pochi giorni ne ho superati cento.

Vi risparmio l’elenco completo, ma qualche perla merita, perché fotografa il clima meglio di qualunque mia analisi:

“Sei l’ennesimo povero coglione. Pure asfittico sei!”

“Tu, pediatra? Sei una M…A. Poveri bambini!!!!”

“Caro Dottore lei è un assassino se consiglia alle persone di continuare a vaccinarsi”

“Sarebbe da Radiare subito e peggio mettere in Galera”

“Chi dice che i vaccini salvano è un benemerito idiota o accumula ricchezza sulle disgrazie altrui”

“la fonte siete voi è il crimine” — e poi, testualmente: “possono anche rovinarla”

Ecco. In quarant’anni di ambulatorio non mi era mai capitato di essere radiato, incarcerato e diagnosticato tutto nello stesso pomeriggio. 😄

Confesso che su “asfittico” ho dovuto rifletterci un attimo. Non è un insulto che si sente spesso, e da pediatra devo dire che apprezzo l’uso — sia pure creativo — della terminologia medica. Prometto che alla prossima visita di controllo lo segnalo al mio medico 😂.

Sul resto rido un po’ meno, e vi dico perché più avanti.

Il secondo fronte: il silenzio

Mentre su Facebook succedeva tutto questo, su TikTok non succedeva niente. Ma proprio niente.

Il video è stato marcato come “non idoneo per essere consigliato”. Tradotto: resta visibile a chi mi segue già, ma è escluso dalla pagina “Per te” — cioè dall’unico posto dove le persone i video li guardano davvero.

Non è stato rimosso. Non ho violato nulla. Semplicemente non circola, perché tratta un argomento classificato come sensibile.

E questa cosa mi ha colpito più di tutti gli insulti messi insieme.

Un pediatra che parla di vaccinazioni citando l’Istituto Superiore di Sanità viene trattato dall’algoritmo come un rischio da contenere. Non perché dica il falso: perché tocca un tema delicato. Il filtro riconosce l’argomento, non la posizione— nato per frenare la disinformazione, intercetta anche chi la contrasta. 🤷‍♂️

Nel frattempo, sulla stessa piattaforma, contenuti che sostengono l’esatto contrario circolano allegramente.

Se qualcuno riesce a spiegarmi la logica, offro un caffè. ☕


Chi ho trovato nei commenti (e perché ho risposto a tutti)

Ho scelto di rispondere. A quasi tutti, uno per uno, con numeri, fonti e link verificabili. Alcune risposte mi sono costate un’ora.

Vi racconto chi ho incontrato, perché è la parte più bella.

💚 Le persone che dubitano, e lo dicono bene. Sono state la sorpresa migliore. Genitori che chiedono: perché tre vaccini insieme? Non sono troppi? Perché non si possono separare? È vero che i bambini nascono già immuni?

Domande legittime, alcune tecnicamente precisissime. A queste ho risposto lungo, e con vero piacere. Se state leggendo: grazie. Siete voi il motivo per cui vale la pena.

💙 I genitori che portano un dolore. Chi racconta di un figlio, di un parente, di un’esperienza andata male. A loro non si risponde con una tabella. Si ascolta, si riconosce, e si dice quello che si sa e quello che non si sa.

Non è una sconfitta ammettere di non poter giudicare la storia di qualcun altro. È l’unica cosa onesta — e a una mamma che mi ha scritto del suo dolore ho risposto proprio così.

🗳️ Chi porta una convinzione politica prima che sanitaria. Il discorso scivola su ministri, presidenti, libertà, controllo. È una discussione legittima. È solo un’altra discussione.

💢 E poi chi insulta. Quelli li avete letti sopra.


Sui dati, non sulle opinioni

Ecco il punto a cui tengo di più, e ve lo dico con il cuore aperto.

Avere un’opinione è lecito. Avere dei dubbi è doveroso.

Un genitore che chiede, che vuole capire, che non firma senza leggere, sta facendo esattamente il suo mestiere — e lo sta facendo bene. Io preferisco mille volte una famiglia che dubita e domanda a una che accetta senza pensarci.

Preferisco famiglie convinte a famiglie adempienti. L’ho scritto tante volte e lo ripeto.

Ma c’è una distinzione che dobbiamo tenere ferma, e riguarda entrambi i lati.

Su alcune cose si può legittimamente dissentire. Se sia giusto l’obbligo per legge, per esempio: è una scelta politica, e io stesso — l’ho scritto pubblicamente, anche sotto quel video — non sono affatto certo che sia stata la strada migliore. Continuo a pensare che il vaccino sia soprattutto un diritto del bambino, più che un dovere del genitore.

Su altre cose no. Se un vaccino funziona, e quanto costa in effetti collaterali, non si decide per opinione. Si conta. Su grandi numeri, con gruppi di confronto, in registri pubblici e indipendenti.

E allora contiamo. Con i dati ufficiali, e con tutte e due le colonne. 📊


Quanto abbiamo guadagnato (in salute)

L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato l’impatto delle vaccinazioni in Italia dal 1900 al 2015: oltre 70.000 morti evitateper difterite, tetano e poliomielite — le tre malattie più letali del secolo scorso — e oltre 4 milioni di casi di malattia evitati, un terzo dei quali in bambini piccoli.

Vi dico subito il limite, perché lo dichiarano gli autori stessi: quel calcolo attribuisce tutta la differenza ai vaccini, mentre igiene e antibiotici hanno certamente contribuito.

Ricercatori che spiegano da soli dove il proprio numero è fragile. È esattamente così che funziona la scienza — ed è il contrario di quello che mi attribuiscono.

Nel mondo, l’analisi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su cinquant’anni di programmi vaccinali: 154 milioni di vite salvate, di cui 94 milioni con il solo vaccino contro il morbillo.

E due numeri italiani che raccontano tutto:

 

Prima del vaccino

Oggi

Poliomielite

circa 3.000 casi di paralisi all’anno

ultimo caso nel 1982

Morbillo

74.000 casi l’anno negli anni Sessanta

41.000 nel 1997, 4.000 nel 1998

Quel crollo tra il 1997 e il 1998 è la cosa che mi piace di più mostrare.

Chiedetevi cosa può essere cambiato nelle case italiane in dodici mesi. L’igiene? L’alimentazione? Gli acquedotti? In un anno solo? 🤔

Quanto ci costa

Non vi nascondo l’altra colonna. Non l’ho nascosta a nessuno, nemmeno a chi mi insultava.

Il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) può dare febbre e sfogo cutaneo. Convulsioni febbrili in circa 1 caso su 2.000-3.000: rare, spaventose da vedere, senza conseguenze permanenti. Riduzione temporanea delle piastrine in circa 1 su 30.000. Reazioni allergiche gravi in 1-3 casi per milione. Encefalomielite in circa 1 caso per milione.

Il morbillo, la malattia: polmonite in 1 caso su 20. Encefalite in 1 su 1.000. Morte in 1-3 casi su 1.000 — anche oggi, anche con la migliore assistenza.

Encefalite: uno su un milione contro uno su mille. Mille volte.

Chi vi dice che i vaccini sono a rischio zero vi racconta una favola, e fate benissimo a diffidarne. La domanda giusta non è mai “ci sono effetti collaterali?”. È sempre: quanti, quanto gravi, e rispetto a cosa.


Sugli insulti, e su un limite

Rispondo volentieri anche a chi mi tratta male. L’ho fatto e continuerò: chi legge in silenzio — che è il pubblico vero — non ricorda chi ha vinto una discussione. Ricorda chi si è comportato meglio.

Ma una cosa la dico chiaramente, senza rancore e senza toni minacciosi.

Contestarmi è legittimo. Dirmi che sbaglio è legittimo. Darmi dell’asfittico, tutto sommato, è persino divertente. 😄

Chiamarmi assassinocriminale, chiedere che venga radiato e messo in galera, o attribuirmi interessi economici che non ho — è un’altra cosa. È diffamazione, e tocca anche la mia professione.

Ho conservato quei messaggi.

In tanti anni non ho mai sporto denuncia, nemmeno una volta, e vi assicuro che mi auguro di non doverlo fare. Ma quando si supera un certo limite diventa necessario. Non per zittire il dissenso — che è esattamente ciò che voglio continuare ad ascoltare — ma perché tra il criticare un medico e l’accusarlo di uccidere bambini c’è una differenza che dovrebbe essere ovvia a chiunque.

E aggiungo, senza polemica: chi mi porta un’obiezione trova sempre una risposta lunga e documentata. Chi porta un insulto trova solo questo paragrafo. 🙂


Rischi e limiti

Non tutto è certo, ed è giusto dirlo — soprattutto da parte mia.

Le stime dei morti evitati sono, appunto, stime: si basano su modelli, e gli autori stessi segnalano che altri fattori hanno contribuito.

Le segnalazioni di eventi avversi non sono danni accertati. Nel 2023, a fronte di 25,3 milioni di dosi somministrate in Italia, AIFA ha registrato 2.476 segnalazioni. L’Agenzia precisa esplicitamente che una segnalazione non significa che il vaccino abbia causato l’evento: significa solo che qualcuno ha ritenuto opportuno segnalarlo.

Ed è giusto così. È proprio quel sistema che ci ha permesso di scoprire i problemi veri: nel 2006 è stato ritirato un tipo di vaccino MPR per un eccesso di reazioni allergiche; nel 2002 abbiamo sostituito il vaccino antipolio orale perché in casi rarissimi poteva causare paralisi.

Un sistema che nascondesse i danni non li andrebbe a cercare, non li pubblicherebbe, e non ritirerebbe i propri prodotti.


Cosa cambia da ora in poi?

Per voi genitori. 💚 Continuate a fare domande. Tutte. Anche quelle che vi sembrano sciocche, anche quelle imbarazzanti, anche quelle che avete letto da qualche parte e non osate ripetere.

Portatele al vostro pediatra e pretendete una risposta vera, non una scrollata di spalle. Se il vostro pediatra si irrita perché fate domande, il problema non siete voi.

Dai dubbi, se trovano risposta, nasce la consapevolezza. E dalla consapevolezza nasce una scelta libera — che è tutt’altra cosa dall’obbedienza.

Per chi cerca informazioni. 🔍 Prima di credere a un contenuto — compreso il mio — chiedetevi se porta numeri verificabili o solo indignazione. Questi indirizzi sono pubblici, gratuiti, e non vi chiedono di fidarvi di nessuno:

          Rapporto Vaccini AIFA → https://www.aifa.gov.it/rapporto-vaccini

          Impatto dei programmi vaccinali in Italia, ISS → https://www.epicentro.iss.it/vaccini/ImpattoProgrammiVaccinaliItalia

          Reazioni avverse ai vaccini MPR, ISS → https://www.epicentro.iss.it/vaccini/ReazioniAvverseMPR

          EudraVigilance, database europeo delle segnalazioni → https://www.adrreports.eu/it/

Per me. Continuo. 💪

Anche se mi chiamano assassino. Anche se qualcuno propone la galera. Anche se un algoritmo ha deciso che un pediatra che parla di vaccini è un contenuto da non consigliare.

Perché se noi non ci siamo, quello spazio non resta vuoto. Lo occupa qualcun altro — che non si stanca, non verifica le fonti, e non ha la minima intenzione di lasciarlo libero.

Il silenzio dei competenti è la migliore risorsa dell’incompetenza organizzata.

E comunque, tra l’essere radiato e l’essere asfittico, per ora sto benissimo. Grazie di aver chiesto. 😄

Fonti: Istituto Superiore di Sanità, L’impatto dei programmi vaccinali in Italia (dati 1900-2015) · AIFA, Rapporto Vaccini 2023 · ISS-EpiCentro, Reazioni avverse ai vaccini MPR e MPRV · OMS / The Lancet 2024, cinquant’anni di Programma Ampliato di Immunizzazione · Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo, Gazzetta Ufficiale 2003

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mercoledì 5 agosto 2026

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore

Cosa succede davvero, come alleviare il dolore, quando tornare al nido e perché dopo settimane possono staccarsi le unghie

Dott. Alberto Ferrando — Pediatra, Genova

Abstract

La malattia mano-bocca-piedi è un’infezione virale molto comune sotto i 5 anni, causata da enterovirus (soprattutto Coxsackie A16, A6 e A10). Nella grande maggioranza dei casi guarisce da sola in 7-10 giorni. Il problema principale non è l’eruzione sulla pelle, ma il dolore delle lesioni in bocca, che può ridurre l’assunzione di liquidi e portare a disidratazione: è su questo che si concentra l’assistenza a casa. Le forme da Coxsackie A6 hanno un aspetto più esteso e possono essere seguite, a distanza di settimane, dal distacco delle unghie (onicomadesi): fenomeno impressionante ma benigno e reversibile. Il rientro in comunità si basa sulle condizioni generali del bambino, non sulla scomparsa di tutte le vescicole. In gravidanza il rischio è basso, ma un’infezione nelle ultime settimane merita attenzione ostetrica.

Perché ne parlo

Come pediatra, poche malattie mi vengono segnalate con la stessa apprensione: un bambino con la bocca piena di piccole ulcere, le mani e i piedi punteggiati di vescicole, che non vuole più mangiare né bere. I genitori arrivano spaventati dall’aspetto. Io, in realtà, guardo un’altra cosa: quanto beve. Perché è lì che si decide il decorso di questa malattia, quasi sempre benigna.

Che cos’è e chi colpisce

È un’infezione causata da virus della famiglia degli enterovirus. I più frequenti sono il Coxsackie A16 (forma classica), il Coxsackie A6 (forme più estese e “atipiche”) e il Coxsackie A10. L’Enterovirus A71 è raro in Italia ma in Asia provoca grandi epidemie con complicanze neurologiche. Colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni, ma anche fratelli maggiori e adulti possono ammalarsi. In Italia circola tutto l’anno, con picchi in inverno e primavera (ISS).

Come si riconosce

L’esordio è aspecifico: febbre (dai 37,5 °C misurati all’ascella, ma può anche mancare), inappetenza, malessere, a volte mal di pancia o mal di gola. Dopo 1-2 giorni compaiono macchie rosse che diventano rapidamente vescicole:

    in bocca: piccole ulcere dolorose su lingua, gengive, palato e all’interno delle guance;

    su palmi delle mani e piante dei piedi, spesso ovalari e allineate alle pieghe della pelle;

    possibili anche su glutei, zona del pannolino, gambe, braccia e intorno alla bocca.

Le forme da Coxsackie A6 possono avere un aspetto molto diverso da quello “da manuale”: bolle più grandi, chiazze simili a eczema, coinvolgimento del viso e del tronco. È il motivo per cui a volte la diagnosi non è immediata. La diagnosi resta comunque clinica: non servono esami del sangue né tamponi nella pratica quotidiana.

Come si trasmette e per quanto contagia

Il contagio avviene con saliva e goccioline di tosse e starnuti, con il contatto diretto con il liquido delle vescicole e con le feci (attenzione al cambio del pannolino). L’incubazione è di 3-6 giorni. La contagiosità è massima nella prima settimana, ma il virus continua a essere eliminato con le feci per settimane dopo la guarigione. Questo è un punto pratico importante: prolungare l’isolamento del bambino non ferma la circolazione del virus. Il lavaggio delle mani con acqua e sapone resta la misura più efficace, insieme alla disinfezione di superfici e giochi.

Il dolore e l’idratazione: la parte che conta davvero

L’obiettivo di questi giorni è uno solo: far bere il bambino. Cosa funziona:

    Antidolorifici e antipiretici: paracetamolo o ibuprofene, a dose calcolata sul peso. Vanno dati per il dolore, non solo per la febbre, e possono essere somministrati 20-30 minuti prima dei pasti.

    Liquidi freddi e cibi morbidi: acqua fresca, latte freddo, yogurt, gelato, ghiaccioli, budini, purè. Il freddo anestetizza.

    Da evitare: succhi di agrumi, pomodoro, aceto, cibi salati, croccanti, speziati o molto caldi. Bruciano.

    Piccole quantità, spesso: meglio 20 ml ogni dieci minuti che un bicchiere intero rifiutato. Cannuccia, bicchierino o siringa senza ago aiutano a bypassare le zone doloranti.

    Non forzare a mangiare: saltare qualche pasto non è un problema. Saltare i liquidi sì.

Cosa non serve: antibiotici (è un virus), cortisone, e i collutori anestetici. Sulla lidocaina viscosa al 2%, spesso citata, uno studio randomizzato in doppio cieco contro placebo non ha dimostrato un miglioramento dell’assunzione di liquidi nei bambini con lesioni orali dolorose (Hopper et al., Annals of Emergency Medicine, 2014); esiste inoltre un rischio di tossicità se ingerita. Non la consiglio di routine.

Quando chiamare il pediatra

I segnali che vanno riferiti subito sono quelli della disidratazione e del peggioramento generale:

    pannolino asciutto da 6-8 ore o pipì molto scarsa e scura;

    bocca e lingua asciutte, pianto senza lacrime, occhi infossati;

    sonnolenza insolita, difficoltà a svegliarsi, irritabilità estrema;

    febbre che dura oltre 3-4 giorni o che ricompare dopo essere passata;

    rifiuto totale di bere per più di 8-12 ore;

    molto raro ma importante: tremori, scatti muscolari, difficoltà a camminare, respiro affannoso.

Le unghie che si staccano (onicomadesi)

A distanza di 3-8 settimane dalla malattia, le unghie delle mani o dei piedi possono formare un solco e poi staccarsi dalla base. È la conseguenza di una pausa temporanea nella crescita della matrice ungueale durante l’infezione. È molto più frequente dopo le forme da Coxsackie A6: una revisione con meta-analisi riporta un’incidenza del 28% (IC 95% 21,9-34,3%) nelle infezioni da questo ceppo (Zhao et al., Reviews in Medical Virology, 2020). Non fa male, non richiede alcuna terapia, non lascia danni: l’unghia ricresce normalmente nell’arco di alcune settimane o mesi. Lo stesso vale per la desquamazione di palmi e piante, che spesso segue di 1-2 settimane l’eruzione. Vi anticipo queste due cose perché arrivano quando il bambino sta ormai bene, e proprio per questo spaventano.

Il rientro al nido e a scuola

Il criterio raccomandato dal CDC (2024) è semplice e si basa sul bambino, non sulle vescicole: può rientrare in comunità quando non ha più febbre, sta abbastanza bene da partecipare alle attività e non ha scialorrea incontrollata (bava continua) dovuta alle lesioni in bocca. Aspettare la guarigione completa di tutte le vescicole non ha razionale, dato che l’eliminazione del virus con le feci prosegue comunque per settimane.

In Italia non esiste una norma nazionale uniforme di allontanamento obbligatorio per questa malattia: le prassi possono variare tra ASL, Regioni e singoli servizi educativi, e in caso di focolaio il servizio di igiene può dare indicazioni specifiche. Verificate sempre il regolamento del vostro nido: su questo punto i dati e le regole non sono omogenei sul territorio.

Adulti e gravidanza

Gli adulti si infettano soprattutto dai figli. Spesso la malattia è più lieve o del tutto senza sintomi, ma le forme da Coxsackie A6 possono essere dolorose anche nell’adulto, con lesioni estese.

In gravidanza il rischio complessivo è basso e la maggior parte delle donne ha un’infezione lieve. L’aspetto che merita attenzione è un altro: un’infezione da enterovirus nelle ultime settimane prima del parto può trasmettersi al neonato e, raramente, dare forme severe (miocardite, epatite, meningoencefalite). Una revisione sistematica del 2025 sulle infezioni perinatali da enterovirus segnala che una quota rilevante delle madri di neonati infetti riferisce una malattia febbrile nell’ultima settimana di gravidanza (Kang et al., Journal of Medical Virology, 2025). Il messaggio pratico: se siete in gravidanza, soprattutto nell’ultimo mese, e avete avuto contatto con un caso o presentate sintomi, parlatene con il ginecologo. Non è motivo di allarme, è motivo di segnalazione.

Rischi e limiti

    I dati epidemiologici italiani sono limitati: la malattia mano-bocca-piedi non è soggetta a notifica obbligatoria specifica, quindi non disponiamo di stime di incidenza nazionali affidabili.

    Gran parte delle stime sul Coxsackie A6 (compreso il dato sull’onicomadesi) proviene da studi condotti in Asia: la trasferibilità al contesto italiano è plausibile ma non dimostrata.

    Non esiste in Italia alcun vaccino: il vaccino contro l’Enterovirus A71 sviluppato in Cina non copre gli altri ceppi e non è disponibile in Europa.

    Non esistono antivirali efficaci: tutto ciò che facciamo è terapia di supporto.

    Sugli esiti fetali dell’infezione in gravidanza le evidenze restano non conclusive.

Cosa cambia da ora in poi?

    Guardate quanto beve, non quante vescicole ha. È l’unico parametro che cambia la gestione.

    Usate l’antidolorifico per il dolore, non solo per la febbre, e datelo prima dei pasti.

    Non aspettate che le vescicole scompaiano per il rientro: contano febbre e condizioni generali.

    Se dopo un mese si stacca un’unghia, non è una nuova malattia né una carenza: è il ricordo di questa infezione e passa da solo.

    Lavaggio delle mani e igiene dei giochi in famiglia: è la misura che riduce davvero il contagio in casa.

    In gravidanza a termine, segnalate al ginecologo un contatto o dei sintomi.

 

Bibliografia essenziale

1. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). About Hand, Foot, and Mouth Disease. Aggiornato 7 maggio 2024. https://www.cdc.gov/hand-foot-mouth/about/index.html

2. Istituto Superiore di Sanità — ISSalute. Malattia mani-piedi-bocca: si guarisce spontaneamente. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/m/malattia-mani-piedi-bocca

3. World Health Organization. A Guide to Clinical Management and Public Health Response for Hand, Foot and Mouth Disease (HFMD). WHO, 2011. https://apps.who.int/iris/handle/10665/207490

4. Zhao T, Du J, Sun D, et al. A review and meta-analysis of the epidemiology and clinical presentation of coxsackievirus A6 causing hand-foot-mouth disease in China and global implications. Reviews in Medical Virology. 2020;30(2):e2087. doi:10.1002/rmv.2087

5. Hopper SM, McCarthy M, et al. Topical lidocaine to improve oral intake in children with painful infectious mouth ulcers: a blinded, randomized, placebo-controlled trial. Annals of Emergency Medicine. 2014. PMID: 24210368

6. Kang CR, Byeon JH, Cho H, Lee J, Choe YJ. Perinatal Enterovirus Infection in Neonates: A Systematic Review. Journal of Medical Virology. 2025;97:e70362. doi:10.1002/jmv.70362

7. Hand, foot, and mouth disease in pregnancy: 7 years Tuscan experience and literature review. The Journal of Maternal-Fetal & Neonatal Medicine. 2021;34(9).

8. Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Malattia Mani-Bocca-Piedi. https://www.ospedalebambinogesu.it/malattia-mani-bocca-piedi-80209/

 

Nota: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la valutazione del proprio pediatra










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Ho detto che i vaccini salvano vite. Mi hanno proposto la galera. 😅

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