venerdì 15 dicembre 2017

Pranzi delle vacanze e consigli di regali

Pranzi delle vacanze e Consigli di regali
Cari genitori
(tratto da "Come Nutrire mio figlio"
Tra poco iniziano “le danze” dei pranzi natalizi in famiglia e vi fornisco alcuni consigli
1)    Ai bambini fa piacere stare in famiglia ma il loro obiettivo non è di stare a tavola per rimpinzarsi come dei tacchini (quello capita a noi) ma di godere dello spirito delle vacanze, di essere al centro dell’attenzione e di giocare
2)    I Pranzi in famiglia sono spesso l’occasione per alcuni bambini di dare il “meglio di sé” mangiando di meno o facendo un po’ di capricci. Il rischio è di incomprensioni o liti tra parenti. Se il bambino mangia normalmente poco poco è probabile che , in queste occasioni,  mangerà ancora di meno. Parlatene con il pediatra per stabilire la strategia migliore (potrebbe essere di dare da mangiare prima ad esempio).
3)    Dare porzioni ridotte (se vuole ne prenderà un’altra dose).
4)    Non forzare a mangiare alimenti che normalmente non mangia: non è l’occasione nè la sede
5)    Se invece il bambino è “una buona forchetta” (e magari un po’ cicciotto) ricordare che un bel piatto di verdura cruda costituisce il miglior antipasto. Grazie al contenuto di fibra, le verdure producono un rapido effetto saziante e smorzano gli stimoli della fame.
Libri utili:
"Come Nutrire Mio figlio": appena uscito con consigli sulla alimentazione da prima della nascita alla adolescenza (tanti aspetti pedagogici-educativi)
" Come crescere mio figlio" : consigli preventivi su tutto quanto riguarda la famiglia da prima della nascita all'età scolare. nella seconda parte le principali malattie. 
"Primo Soccorso Pediatrico": Tutte le principali malattie e incidenti descritte con pratici consigli su cosa fare, cosa non fare e quando preoccuparsi. Nella terza parte consigli pratici su...lavaggi nasali, aerosol, soffocamento e rianimazione e...anche su aspetti banali: come mettere una supposta o fare un cluster




martedì 12 dicembre 2017

La mamma ha sempre ragione.....no a critiche distruttive

La mamma ha sempre ragione.....no a critiche distruttive
"Il torto più grane che tu possa fare a te stessa è dare troppa importanza a ciò che dicono gli altri di te. Sappi che le persone più infelici al mondo sono quelle che si preoccupano troppo di quello che pensano gli altri" questo vale soprattutto quando avete un bambino.
Consiglio la lettura dell'articolo di cui trovate il link qui sotto. Intanto ricordo due dei quattro punti fissi che consiglio, e ho scritto nei miei libri, soprattutto in "Come crescere mio figlio"  quando arriva un bambino:
1) LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE
2) NON ASCOLTARE C ONSIGLI
(per chi è curioso gli altri due sono: LONTANO DAGLI ESTRANEI E FARLO USCIRE IL Più POSSIBILE CON QUALSIASI TEMPO:VEDI "ARIATERAPIA")
I NONNI, GLI AMICI, I PARENTI, I VICINI….gli altri   
Quando si aspetta o nasce un bambino si è tutti concentrati prima sulla nascita e poi sull’accrescimento del bambino, se sta bene, se mangia, se va di corpo  e così via.
Ricordate che il benessere del bambino dipende e dipenderà dal vostro benessere sia come singoli individui che come coppia che come famiglia. La prima cosa che dobbiamo applicare nei confronti degli altri e far applicare nei nostri confronti è il “RISPETTO”. Rispetto vuol dire anche regole che dobbiamo dare a noi stessi, ai nostri cari e poi darle a nostro figlio.Inevitabilmente i genitori ricevono una gran mole di consigli dati, quasi sempre, (ma non sempre) in buona fede per aiutare ma, spesso diversi in quanto anche se validi lo sono per bambini diversi da vostro figlio. 
(Ci sono persone che riescono con poche parole a deprimere una neo mamma. Basta una frase tipo “è un po’ magro…ma mangi abbastanza?” oppure “Piange. Si vede che sente che sei nervosa” oppure “mio nipotino pesa 1 kg di più…oppure fa delle cose in più”. L’anedottica sadica in questo campo è piuttosto vasta). 
Si osservano spesso coppie confuse dalla mole di notizie ricevute e da queste considerazioni nasce il consiglio di conoscere il pediatra prima della nascita (vedi pag…) per cercare di avere un referente unico. Non parlo in questa sede di Internet, dei Social Network e di dott. Google strumenti eccezionali nel bene, in quanto consente di accedere a tantissime informazioni e notizie, e nel male , in quanto le notizie non sono controllate ma girano anarchicamente e, spesso, le notizie più gettonate non sono corrette o, almeno, adatte a “quel bambino” con “quei “ genitori” in “quella situazione familiare e sociale”.
Leggi anche: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=la+mamma+ha+sempre
Chi è felice non parla male degli altri: 
http://psicoadvisor.com/felice-non-parla-male-degli-altri-9308.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+Psicoadvisor+%28Psicoadvisor%29


lunedì 11 dicembre 2017

PAPA' SALVA BAMBINO DA SOFFOCAMENTO: CORSI

Ovetto che stava soffocando il bambino prontamente
salvato dall'intervento del papà
PAPA' SALVA BAMBINO, DI 5 ANNI E MEZZO, DA SOFFOCAMENTO DA CIOCCOLATINO. CORSI E INCONTRI
Doc buonasera sono la mamma di Lorenzo.......
Volevo ringraziarla infinitamente x averci insegnato la manavra antisoffocamento!!! Ieri sera Lory ha ingoiato un ovetto di cioccolato intero (vedi foto), del calendario dell'avvento, x fortuna mio marito (io ero al lavoro) ha realizzato subito ed è intervenuto prontamente e grazie a lei possiamo raccontala con un grande spavento ma anke con un grande sorriso!!!!!
Le sarò x sempre grata!!!
GRAZIE GRAZIE GRAZIE!

Bravo papà e bravi voi: io ho fatto il corso ma voi lo avete seguito. Quanti non sanno fare questa semplice manovra???
Quando e dove fare il Corso???
- Dal vostro pediatra
- Presso varie Croci
- Organizzano voi nella vostra scuola, asilo comunità.
Personalmente faccio un Corso
- 12 Dicembre presso Associazione Cara
- 14 Dicembre presso Villa Maris a Quinto
Per prenotazioni vedete locandina allegata.
Anticipo che la presentazione del libro "Come Nutrire mio figlio" rinviata oggi per allerta arancione si svolgerà martedì 17 alle ore 17 presso la Biblioteca De Amici del Porto Antico: porterò il manichino comunque per chi volesse una lezione ella manovra antisoffocamento























Iscrizione online qui: https://goo.gl/forms/v10Zk905kXJE2S5X2

Non va a scuola, sta isolato. Hikikomori

Adolescenti “isolati”, Hikikomori e dintorni
Qualche sera fa, nel corso di una riunione tra pediatri, abbiamo discusso di adolescenti che non frequentano la scuola per lunghi periodi dell’anno, rischiando di perdere l’anno scolastico.
Questa situazione è purtroppo piuttosto frequente ed è in crescente aumento, in particolare, si verificano casi di ragazzi che da oltre un anno, non escono da casa.
I motivi possono essere vari: a volte queste situazioni possono essere scatenate da un evento traumatico come una bocciatura, o episodi di bullismo, in alcuni casi, esistono patologie psichiatriche (ma non è la situazione più frequente).
Un fenomeno che sta aumentando di frequenza è il cosiddetto “Hikikomori” (dal giapponese significa “stare in disparte"). Questo termine si riferisce ad adolescenti e giovani adulti che si ritirano dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria stanza da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno, trascorrendo la giornata, e spesso la notte, tra videogiochi, computer, tv, Internet ecc.
Bisogna fare attenzione però a non confondere la dipendenza da internet col fenomeno Hikikomori che presenta delle caratteristiche ben precise che la distinguono dall’abuso tecnologico.
Il profilo degli hikikomori può essere definito quasi come un peculiare “stile di vita”, una sorta di "anoressia sociale". I giovani adolescenti, infatti, decidono deliberatamente una vita di reclusione che rifugge da tutti quegli stimoli e da tutti quei contesti sociali e relazionali che la vita quotidiana mette a disposizione. La realtà virtuale diventa il sostituto a 360° del mondo reale.
L’hikikomori vive unicamente online: trascorre una vita sedentaria, si divide fra computer e fumetti, inverte il ritmo sonno-veglia, ordina il cibo online e lo consuma in isolamento e finisce con l’escludersi totalmente dalla vita affettiva familiare e sociale.  Dopo essersi creato un’identità virtuale ben precisa e spesso ben lontana dalla propria vera personalità, il giovane hikikomori, inizia a chattare e a crearsi una rete di amicizie online, selezionando e prestando attenzione a comunicare solo con altri hikikomori.
Questo fenomeno, manifestatosi dapprima in Giappone, dove 1,2% della popolazione ne soffre (264000 casi su 127 milioni di abitanti secondo un rigoroso studio del prof. T Kato, Università di Kyushu, anche se dati recenti parlano di 500.000 – 1.000.000 si soggetti), presenta delle differenze sostanziali rispetto a quello europeo, poichè mentre alcuni giovani nipponici ne sono stati coinvolti a causa di regole eccessivamente rigide nella cultura del Sol Levante, in Occidente il fenomeno è dovuto all’assenza di un sistema coerente e sistematico di regole sotto diversi punti di vista (sociale, relazionale, lavorativo...). Questa mancanza favorisce nel giovane la percezione di sentirsi inadeguato e incapace a trovare un posto equilibrato nel sempre più confuso mondo reale e a spingerlo a rifugiarsi nel prevedibile e rassicurante mondo virtuale.
Il fenomeno è maggiormente presente nei maschi, in assenza di patologia psichiatrica (depressione) schizofrenia o ritardo mentale, con un modo di vita centrato sul proprio domicilio e nessun interesse o desiderio per la scuola o il lavoro da più di sei mesi.
I primi segni appaiono all’età di 12-13 anni e molti genitori sottovalutano il problema perché non comprendono cosa stia accadendo: l’adolescente presenta una sofferenza silenziosa, più affine all’apatia che alla ribellione, le sue emozioni sono trattenute ma a lungo andare, possono sfociare in una  depressione o psicosi.
I DATI: Non esistono dati ufficiali, secondo il sito Hikikomori Italia si stimano almeno 100.000 casi (Hikikomori Italia). “La maggior parte dei ragazzi hanno tra i 15 e i 25 anni, ma non mancano casi più giovani o più adulti. Provengono da famiglie benestanti e spessissimo sono figli unici in quanto subiscono le maggiori aspettative genitoriali. In moltissimi casi sono figli di genitori separati. Sono ragazzi molto intelligenti, che non hanno alcun problema a livello scolastico e che hanno poco in comune con i compagni di classe”.

QUANDO PREOCCUPARSI:
Bisogna iniziare a preoccuparsi nel momento in cui i ragazzi perdono amici e interessi, non vogliono più uscire da casa né andare a scuola.
I primi segnali arrivano nella pre-adolescenza in particolare in due età che coincidono con
l’inizio e la fine delle scuole superiori. “La prima perché il ragazzo si trova a confrontarsi con insegnanti e compagni di classe nuovi. La seconda perché è il momento in cui bisogna tracciare la strada che si vuole seguire nella vita”.  
Il primo segnale preoccupante sono le prolungate assenze da scuola, altri segnali di allarme sono rappresentati dalla chiusura ad attività sociali e la preferenza di attività solitaria, spesso associati ad alterazione del ritmo sonno-veglia, e ad una auto-reclusione in camera da letto. Quando si arriva a questo punto intervenire è difficile ma urgente.
Sarebbe meglio intervenire prima ma purtroppo i genitori spesso hanno paura di intervenire, anche se intuiscono, anche se non vogliono ammettere, almeno nelle fasi iniziali, che qualcosa non va. Superata la prima fase di negazione del problema spesso, c’è ritardo a domandare aiuto, per vergogna o senso di colpa.
I genitori non vogliono perdere i figli, soprattutto non vogliono il conflitto in quanto temono che andando allo scontro con il figlio, che ha deciso di chiudersi in camera, possano perdere il rapporto con lui.
Ma “Di fronte all’isolamento sociale, affettivo, sessuale, educativo o lavorativo del proprio figlio i genitori devono preoccuparsi e cercare di capire a chi chiedere aiuto. Anche se non è una decisione facile”  dice Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra dell’adolescenza.