venerdì 10 aprile 2026

🍽️ IL BAMBINO CHE NON MANGIA: GUIDA DI SOPRAVVIVENZA PER GENITORI (E NONNI)

🍽️ IL BAMBINO CHE NON MANGIA: GUIDA DI SOPRAVVIVENZA PER GENITORI (E NONNI)

— Ovvero: come smettere di supplicare, minacciare e fare la danza della pioggia intorno al piatto di pasta —

 

Benvenuti al club.

Il club dei genitori che hanno passato mezz'ora a tritare, condire e impiattare una pietanza degna di uno chef stellato, per sentirsi rispondere: "Bleah. Non mi piace."

Da un bambino che non l'ha nemmeno annusata.

Se vi riconoscete in questa scena, siete nel posto giusto. Oggi parliamo del bambino inappetente: 

-              perché lo è, 

-              cosa fare (e soprattutto cosa non fare), 

-              come sopravvivere ai pasti senza perdere la ragione.


🧬 Prima la buona notizia: vostro figlio probabilmente sta benissimo

Sì, avete letto bene.

Tra i 2 e i 6 anni, quasi tutti i bambini attraversano una fase di neofobia alimentare: il rifiuto istintivo di assaggiare cibi nuovi o "sospetti". Non è un capriccio, non è una carenza affettiva, non è colpa vostra.

È evoluzione. Quando i nostri antenati iniziavano a camminare da soli, assaggiare bacche sconosciute era pericoloso. Il cervello del bambino lo sa ancora, e dice: "Meglio non rischiare."

In più, in questa fascia d'età il bambino cresce più lentamente rispetto ai primi 12 mesi, quindi ha meno fame. È fisiologico. Non sta deperendo. Sta solo crescendo a un ritmo diverso.

La vera domanda non è "perché non mangia?", ma: "Cresce? È vivace? È sereno?"

Se la risposta è sì — e quasi sempre lo è — potete tirare un respiro.

🎭 La Grande Commedia del Pasto

Permettetemi di descrivere una scena che forse vi è familiare.

Ore 12:30. La mamma porta in tavola la pasta al pomodoro. Il bambino la guarda come se fosse un pericolo biologico.

"Dai, assaggiala almeno." Silenzio.

"Fallo per la mamma, ti prego." Il bambino fissa il piatto con aria filosofica.

"Ho detto MANGIA!" Il bambino piange. La mamma quasi.

Nel frattempo il tablet è già acceso, con la sigla dei cartoni. Il bambino apre la bocca come un pulcino, guardando lo schermo. La pasta entra. La vittoria sembra vicina.

Ma non è una vittoria. È una trappola.

⚠️ Le trappole in cui cascano (quasi) tutti

1. "Fallo per la mamma" Quando associamo il mangiare all'amore materno, trasformiamo il pasto in una prestazione affettiva. Il bambino impara presto che rifiutare il cibo è il modo più efficace per avere tutta la vostra attenzione. Funziona benissimo, dal suo punto di vista.

2. Il tablet come anestetico Lo schermo ipnotizza il bambino, sì. Ma il suo cervello, occupato dai cartoni, non registra più né il sapore né la sazietà. Risultato: mangia senza sapere cosa mangia, e non impara mai ad autoregolarsi. Le linee guida americane (AAP) e il buon senso concordano: niente schermi a tavola, mai.

3. Il piatto strapieno Un monte di pasta davanti a un bambino inappetente è come mostrargli l'Everest e dirgli: "Scalalo entro mezz'ora." L'ansia blocca l'appetito ancor prima di iniziare.

4. I nonni Li amiamo. Ma quando dicono "abbiamo sempre fatto così" e iniziano a imboccare il nipote con cucchiaiate minacciose... beh. Anche questa è una trappola.

 Cosa funziona davvero (e sembra paradossale)

Ecco il bello: le strategie che funzionano sono esattamente l'opposto di quello che l'istinto vi suggerisce.

🤐 La Congiura del Silenzio

Non parlate di cibo davanti al bambino. Niente "dai, assaggia", niente "bravo!", niente ansia condivisa tra genitori durante il pasto su quanto ha mangiato. Il pasto deve diventare un momento neutro, normale, senza carichi emotivi. Un comportamento ignorato... tende a scomparire.

👺 Osservare senza reagire: anche se vi viene da urlare o da piangere quando non mangia  fate finta di niente. Allenatevi di nascosto davanti ad uno specchio. Metete su una maschera

🚫 Vietare per ottenere

Sembra pazzesco, ma funziona. Sedetevi a tavola, mangiate con evidente piacere e dite con aria distratta: "Questo risotto è per i grandi, a te non te lo do." Guardate cosa succede. Il cibo proibito diventa improvvisamente desiderabile. Il bambino che fino a un secondo prima non aveva fame, ora lo vuole. Ecco la reattanza psicologica in azione. Ma attenti al linguaggio del corpo: se si accorge che lo fate apposta vi ignorerà-

🍽️ Porzioni minime

Servite un boccone. Solo uno. Un piatto visivamente quasi vuoto non spaventa. E se lo mangia, sperimenta il successo. Spesso chiede da solo: "Ce n'è ancora?"

🚪 Chi non ha fame, non si siede

Se il bambino protesta già prima di arrivare a tavola? Non apparecchiate il suo posto. Dite serenamente: "Chi non ha fame oggi non mangia, nessun problema." E mangiate voi, tranquilli. È una mossa audace, ma manda un messaggio chiaro: il cibo è un privilegio, non un obbligo.

🍝 Lo svezzamento: iniziare bene, per non rincorrere dopo

Molte difficoltà alimentari dei bambini più grandi affondano le radici nello svezzamento. Le nuove linee guida dell'OMS (2023) raccomandano un approccio responsivo e senza forzature: il cibo si introduce gradualmente, seguendo i segnali del bambino.

L'autosvezzamento — far mangiare al bambino lo stesso cibo della famiglia, opportunamente adattato — è un approccio semplice e potente. Insegna la varietà, la convivialità e — attenzione — vi obbliga a mangiare bene anche voi. Perché il bambino mangia quello che mangiate voi. Ogni giorno. È un ottimo incentivo.

💊 "Dottore, mi dà qualcosa per aprirgli l'appetito?"

No. O meglio: no, grazie.

Non esistono farmaci sicuri ed efficaci per stimolare l'appetito nei bambini sani. I vecchi sciroppi che circolavano in passato (e che qualche nonno ricorda con nostalgia) avevano un effetto collaterale: rendevano il bambino talmente sonnolento che smetteva di muoversi e quindi ingrassava. Decenni fa si utilizzava un farmaco nato come antiallergico per i suoi effetti collaterali: aumento dell’appetito e sonnolenza: il bambino mangiava effettivamente di più e dormiva tanto (il sogno di tanti) ma era un fenomeno chimico. Non esattamente una soluzione sana.

Le vitamine e i "ricostituenti" per bambini sani e cresciuti normalmente? Idem. Placebo. Spesso costosi.

un bambino sano con crescita normale non ha bisogno di nessun integratore alimentare.

🚨 Quando invece vale la pena preoccuparsi

La grande maggioranza dei bambini inappetenti sta benissimo. Ma alcune situazioni meritano attenzione medica vera:

  • Calo di peso effettivo (non solo "mangia poco")
  • Vomito ricorrente a cicli
  • Dolori addominali frequenti e importanti che svegliano anche di notte
  • Stanchezza importante, pallore
  • Difficoltà di crescita documentata

In questi casi, il pediatra escluderà cause organiche (dalla celiachia alle allergie, fino a condizioni più rare). Non autodiagnosticate: chiedete.

💤 Bonus: anche il sonno c'entra

Un bambino che dorme male è un bambino più irritabile, più capriccioso, meno disponibile a provare cose nuove. E anche il suo appetito ne risente.

Routine serali prevedibili, ambienti tranquilli, luci basse, niente schermi prima di dormire: sembrano dettagli, ma fanno la differenza anche a tavola, il giorno dopo.

📚 Per saperne di più

Se volete approfondire, vi segnalo:

  • Ferrando A.Come nutrire mio figlio. I consigli del pediatra per un'alimentazione sana, equilibrata e senza stress, Edizioni LSWR
  • SIPPS-FIMPConsensus VIS 2017 — linee guida sull'alimentazione in età evolutiva
  • OMSNuove linee guida sull'alimentazione complementare 6-23 mesi, 2023
  • SIGENP-SIP-SIGE-SINGEM, Linee guida italiane sulla Sindrome dell'Intestino Irritabile in età pediatrica, 2024
  • Ministero della Salute / CREALinee Guida per una Sana Alimentazione Italiana

🎯 In sintesi (per chi ha fretta, come tutti i genitori)

 



Cosa NON fare

Cosa FARE

Supplicare e implorare

Silenzio strategico

Usare il tablet a tavola

Pasto come momento sociale

Piatti enormi

Porzioni minime

Farmaci e sciroppi

Routine, pazienza, esposizione ripetuta

"Fallo per la mamma"

Ignorare, "Questo è per i grandi..."

Il bambino non mangia? Respira. Quasi certamente sta bene.

Il problema non è nel suo stomaco. È spesso nella tensione che si crea intorno al piatto.

Togliete la pressione. Rimettete il piacere. E lasciate che il cibo torni a essere quello che dovrebbe essere: un momento di gioia condivisa, non un campo di battaglia.

Con affetto (e un po' di ironia), Il vostro pediatra

📍 ferrandoalberto.blogspot.it

 

martedì 7 aprile 2026

Aiuto, mia figlia ha una zecca (2026)

Mia figlia ha una zecca! (2026)

Quello che ogni genitore deve sapere

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Dr. Alberto Ferrando — Pediatra di famiglia, Genova — Aprile 2026

Succede di tornare da una passeggiata nel bosco, controllare la testa di tuo figlio quasi per abitudine e trovarla lì. Piccola, scura, immobile. Una zecca. Il cuore si ferma un secondo. Poi iniziano le domande: la tolgo? Come? È pericolosa? Vado al pronto soccorso?

Respira. Sei nel posto giusto. Questa guida risponde a tutte le tue domande, una per una, con calma.

🌱  Prima di tutto: non è un’emergenza

La grande maggioranza delle punture di zecca non causa nessuna malattia. Il rischio esiste, ma è gestibile — e dipende soprattutto da quanto in fretta agisci. Meno tempo la zecca rimane attaccata, minore è il rischio di trasmettere qualcosa.

Il messaggio più importante: togli la zecca subito, nel modo giusto, e poi tieni d’occhio tuo figlio per 30 giorni. Tutto il resto viene da sé.

🤔  Perché non l’ho sentita?

Non ti sei distratto/a. Non hai sbagliato niente. La zecca è costruita per passare inosservata: quando si attacca, inietta una piccola quantità di saliva che contiene:

     un anestetico (la pelle non sente nulla)

     un antistaminico (nessun prurito, nessun gonfiore)

     un anticoagulante (il sangue scorre senza coaguli)

     un immunosoppressore (il corpo non lancia l’allarme)

In pratica: la zecca è invisibile, indolore e silenziosa. L’unica difesa è l’ispezione visiva accurata dopo ogni uscita in verde. Niente tecnologia, niente sensori — solo le tue mani e i tuoi occhi.

 

📍  Dove cercarla sul corpo di tuo figlio?

Le zecche amano i posti caldi, umidi e nascosti. Nei bambini i luoghi preferiti sono:

     Cuoio capelluto (il posto più frequente nei piccoli — controlla tra i capelli con le dita)

     Dietro le orecchie 

     Collo e nuca

     Ascelle e inguine

     Cavo popliteo (dietro il ginocchio)

     Ombelico, polpacci, fianchi

 

💡  Consiglio pratico

Dopo ogni passeggiata in bosco o prato, fai una piccola “visita medica” a tuo figlio: spogliatelo, passa le dita tra i capelli e controlla tutte le pieghe della pelle. Può diventare un gioco, soprattutto con i più piccoli.

Controlla anche i vestiti e lo zaino prima di entrare in casa.

 

  Come si toglie: passo per passo

So che l’istinto è di non toccarla, aspettare, chiamare qualcuno. Ma la cosa migliore che puoi fare è toglierla subito, con calma. Ecco come.

📋  Come si toglie: 5 passi

1.  Prendi un levazecche (si trova in farmacia, costa poco — tienilo sempre in borsa) oppure delle pinzette a punta fine.

2.  Avvicina lo strumento alla cute il più possibile, afferrando la zecca vicino alla testa, non al corpo.

3.  Tira verso l’alto con forza costante e delicata. Puoi imprimere un leggero movimento rotatorio. Non strappar via di scatto.

4.  Disinfetta la zona con un disinfettante trasparente (clorexidina o acqua ossigenata). Evita lo iodopovidone — colora la cute di marrone e impedisce di vedere se compare un arrossamento nei giorni successivi.

5.  Annota la data e il punto del corpo. Conserva la zecca in un vasetto con alcol al 70% (può servire se compaiono sintomi). Monitora per 30 giorni.

 

  Cosa NON fare assolutamente

Non usare alcol, etere, fiamme, vaselina, smalto per unghie o ammoniaca per "far staccare" la zecca: la stressano e possono farle rilasciare più saliva infetta.

Non schiacciarla con le dita.

Non darle antibiotici "per precauzione" senza aver parlato con il medico — possono mascherare i sintomi e rendere più difficile la diagnosi.

👀  Cosa guardare nei 30 giorni successivi

Nella maggior parte dei casi non succede niente. Ma è importante sapere cosa osservare.

🚨  Chiama il pediatra subito se vedi o senti:

  Un cerchio rosso che si allarga intorno al morso (eritema migrante) — anche dopo settimane.

  Febbre, stanchezza insolita, mal di testa persistente.

  Dolori alle articolazioni o ai muscoli.

  Qualsiasi cosa che ti preoccupa.

 

Il cerchio rosso che si allarga attorno al morso è il segnale tipico della malattia di Lyme: non fa male, non prude, ma si espande lentamente. Se lo vedi, è un’ottima notizia paradossalmente: la malattia è riconoscibile e si cura bene con gli antibiotici, se presa in tempo.

 

 

 

 

🌿  Quali malattie trasmette? (senza allarmismi)

Le zecche possono trasmettere diverse malattie, ma è importante sapere che non tutte le zecche sono infette e che la trasmissione richiede ore di attaccamento. Toglierla subito riduce molto il rischio.

Malattia di Lyme (Borreliosi): la più comune in Italia. La Liguria è una delle regioni più a rischio — il primo caso italiano fu diagnosticato a Genova nel 1983. Il segnale tipico è il cerchio rosso che si allarga (eritema migrante): compare nel 70–80% dei casi, di solito entro 1–3 settimane dal morso. Si cura con antibiotici.

Encefalite da zecca (TBE): malattia virale più rara in Liguria, più comune nel Nord-Est Italia (Trentino, Friuli). Nella maggior parte dei casi è lieve o asintomatica. Esiste un vaccino.

Febbre bottonosa: tipica dell’area mediterranea. Si manifesta con febbre e una piccola crosta scura nel punto del morso. Si cura bene con antibiotici.

💡  Metti le cose in prospettiva

Non tutte le zecche sono infette. In Liguria circa il 18% delle zecche porta la Borrelia. Questo significa che se tuo figlio viene punto, il rischio di contrarre la malattia di Lyme è basso — ma non zero. Vale la pena conoscere i segnali d’allarme e agire subito in caso compaiano.

🛡️  Come prevenire le punture

La prevenzione è semplice e non rovina il piacere delle uscite all’aperto:

     Abiti chiari (la zecca si vede meglio) con pantaloni nei calzini e scarpe chiuse.

     Repellente per zecche con DEET al 20–30% sulla cute esposta. Esistono formulazioni adatte ai bambini.

     Evitare di camminare nell’erba alta o ai bordi del sentiero.

     Ispezione completa appena rientrati a casa, prima di fare la doccia.

     Controllare anche il cane (o il gatto) — possono portare zecche in casa.

💉  C’è un vaccino?

Sì, ma solo contro l’encefalite da zecca (TBE virale) — non contro la malattia di Lyme.

Il vaccino anti-TBE è raccomandato soprattutto a chi frequenta spesso i boschi del Nord Italia (Trentino, Friuli, Veneto, Appennino Ligure): escursionisti abituali, famiglie che vanno in montagna, bambini che trascorrono le estati in quelle zone.

Richiede 3 dosi e si può fare a partire da 1 anno di vita. Parla con il tuo pediatra per valutare se è indicato per il tuo bambino.

💚  In sintesi: cosa fare da oggi

1.    Compra un levazecche e tienilo in borsa. Costa 3 euro e toglie tutta l’ansia.

2.   Dopo ogni uscita in verde: ispezione completa, anche in città (parchi, giardini).

3.   Se trovi una zecca: toglila subito, disinfetta, annota la data.

4.   Monitora per 30 giorni e chiama il pediatra al primo segnale strano.

5.   Ricorda: 10°C bastano per renderle attive. La stagione non conta, conta il termometro.

 

👨‍👩‍👧  Una parola finale

So che trovare una zecca sul proprio figlio spaventa. È normale. Ma con le informazioni giuste e qualche piccola abitudine, potete godervi i boschi, i prati e le passeggiate senza paura.

La natura fa bene ai bambini. Le zecche esistono, ma si gestiscono. E voi siete già un passo avanti perché avete letto fino in fondo.

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Dr. Alberto Ferrando

Pediatra— Genova

ferrandoalberto.blogspot.com

Fonti essenziali

ISS EpiCentro (epicentro.iss.it/zecche) · Ministero della Salute (salute.gov.it) · NICE Lyme Guidelines 2023 · PNPV Vaccinazione anti-TBE · Associazione Lyme Italia · IZS Piemonte, Liguria e VdA, dati 2017–2019