mercoledì 30 novembre 2022

Idee regalo

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Cofanetto libri di "Nati per leggere"

Libri di Alberto Ferrando

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B) LIBRI di Alberto Ferrando

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4) IL LIBRO DELLA NANNA nelle principali librerie e on line sia come libro cartaceo che in ebook. Per acquisto online e spiegazioni del libro cliccare QUI








lunedì 21 novembre 2022

Ripristiniamo i Certificati di riammissione a scuola dopo malattia??? NO! In quanto sono inutili, perditempo e dannosi

Ripristiniamo i Certificati di riammissione a scuola dopo malattia??? NO! In quanto sono inutili, perditempo e dannosi

Ricevo frequentemente domande come questa: "Dottore ma non sarebbe opportuno ripristinare il certificato medico per il rientro all asilo? Non so perche anni fa sia stato tolto ma so per certo che questi bimbi arrivano all asilo malati, ......."

RISPOSTA: Questi certificati SOSPESI PER FORTUNA DA ANNI sono inutili, perditempo e dannosi

Direte perché dannosi?? Perché fare l'inutile porta via tempo e impedisce di fare l'utile.

Abbiamo tanti problemi organizzativi, di tempo, didattici, di salute, di educazione,di prevenzione, economici e noi??  

Perchè inutili?
Perchè le malattie sono contagiose prima della loro comparsa. E la maggior parte non sono più contagiose dopo alcuni giorni.
Finora cosa è successo? Una famiglia attenta e premurosa che fa fare la convalescenza (SCOMPARSA ORMAI) al bambino, e lo tiene a casa per un periodo superiore ai 5 giorni (come era una volta)  doveva portare il certificato medico perché ha tenuto il bambino , per scrupolo della salute del bambino stesso , e degli altri, a casa per qualche giorno in più. 
Altre famiglie che fanno stare a casa poco o niente il bambino ammalato e lo mandano in cattive condizioni di salute a scuola NON hanno bisogno di certificati perchè non li tenevano a casa per periodi superiori ai 5 giorni. 
E, pertanto, non vengono visti dal medico. 
Anzi, il fatto di dover andare dal medico è stato per alcuni un motivo in più per mandarlo prima a scuola.
Negli anni scorsi poi era avvenuto di tutto: Addirittura: alcune scuole solerti chiedevano il certificato medico se il bambino non era andato a scuola il giorno prima delle vacanze di Natale o di Pasqua.
 Sorgeva una domanda : e se si fosse ammalto durante??? 
Intanto quanto tempo è stato perso da Voi genitori, da noi medici e dal personale della scuola e quanta carta inutile che viene buttata via e contribuisce al disboscamento. 
Ma non abbiamo proprio niente di meglio o di più utile da fare?? 
Se un bambino viene portata in comunità spesso o sempre ammalato, se presenta altre criticità (pulizia, disturbi comportamentale o altro) non lo aiutiamo con un certificato medico ma cercando di capire cosa succede in quella famiglia e fare interventi educativi, pedagogici, sanitari e sociali.

Qui sotto una foto di metà mattinata della epidemia di certificatite...quando si dovevano fare i certificati: non si aveva tempo di visitare chi aveva bisogno di assistenza !!!!
quanta carta e tempo sprecati!!
 A questo link trovate vari articoli:
http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=certificati

Perditempo e dannosi perchè? 

“In Italia operano circa 7.000 pediatri di famiglia; ciascuno di loro compilava mediamente 10 certificati al giorno; in Italia si producevano circa 70.000 certificati medici per i bambini ogni giorno.
Ognuno dei 70.000 certificati inutili redatti dai pediatri ogni giorno doveva essere preso da un genitore e consegnato a qualcuno. 

Poniamo che questo “lavoro” richieda mediamente 1/2 ora per certificato; ogni giorno si sprecano 35.000 ore (di lavoro? di svago? di sonno? chi lo sa) per il ritiro e la consegna di certificati. Se moltiplichiamo questo monte ore per i 200 giorni l`anno in cui si producono i certificati, arriviamo alla cifra astronomica di 7.000.000 di ore.
Molti degli spostamenti necessari per il ritiro e la consegna di questi certificati vengono effettuati con l’automobile. Poniamo che la media degli spostamenti complessivamente necessari per ogni certificato sia di 2 Km. Ogni giorno in Italia si percorrono 140.000 Km in automobile per ritirare e consegnare certificati per bambini, che moltiplicati sempre per 200 giorni l’anno, danno un totale di 28.000.000 di Km, il che equivale ad un consumo di quasi 2.000.000 di litri di carburante.”

Leggete l'articolo qui: http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=196&idr=12&idb=109

https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=certificati




domenica 20 novembre 2022

Febbre: lo copro? lo curo? Posso fare uscire?

Care e cari genitori e nonni e..tutti

Il tema ​FEBBRE ​è quanto mai attuale perchè le febbri stanno imperversando  e abbiamo in giro Covid, influenze, adenovirus, bronchiolite​,​ mal mano bocca piedi, vari casi anche di scarlattina​ ​​, infezioni respiraorie e anche gatsrointestinali.​
​Nella maggior parte dei casi si associa anche febbre.
A seguito dellrticolo che ho scritto sul Secolo di venerdì in vari avete chiesto ulteriori chiarimenti.
Incollo dall'alto al basso:
1) Articolo
2) Una domanda e risposta classica
3) Link per ulteriori approfondimenti
4) Filmati ove spiego il "fenomeno febbre" e cosa fare e cosa non fare.

Un Caro saluto

​Articolo pubblicato su "Il Secolo XIX":

Caro dottore. Come dobbiamo comportarci in caso di febbre di nostro figlio? Il bambino può uscire con la febbre?

Cari genitori

Il primo consiglio è quello di contattare il pediatra che, in base alla situazione da voi segnalata, deciderà quando visitare il bambino (subito o se aspettare l’evoluzione in base ai sintomi presentati) e dove (in ambulatorio o a domicilio). Nella maggior parte dei casi l bambino con la febbre può uscire di casa per recarsi presso l’ambulatorio del pediatra (ove è anche possibile fare alcuni esami come tamponi, esame urine o altro) in un orario dedicato per evitare contatti con altri bambini.  

Uscire all’aria aperta, anche a basse temperature, ovviamente coperti in modo adeguato e accompagnato in auto, non fa ammalare né aggravare la febbre o creare complicazioni. Così come può uscire per andare a casa dei nonni se i genitori debbono andare a lavorare.

La febbre, di per sé non è una malattia ma è solo un sintomo e rappresenta una reazione di difesa del nostro organismo di fronte alle frequenti  infezioni che spesso colpiscono i bambini, soprattutto nei primi anni di vita e in certi periodi dell'anno come in concomitanza con le epidemie di influenze. 

Importante sapere che, essendo un meccanismo di difesa del nostro organismo e che aiuta a combattere le infezioni, la febbre non va per forza combattuta e abbassata con farmaci, anche se arriva a 38 o più gradi, a meno che il bambino non la “accusi” e cioè presenti   malessere e disturbi come dolori, debolezza , cefalea e il bambino gioca ed è vivace anche se ha febbre. Certe situazioni sono a maggior rischio di complicazioni quali bambino di età inferiore ai tre/sei mesi o se il bambino presenta sintomi quali difficoltà alla respirazione, dolore addominale con vomito, sopore, stato confusionale, convulsioni, collo rigido (a prescindere dall’età), se la febbre supera i 40°C – a prescindere dall’età o se il bambino presenta altre patologie.

Il criterio principale di preoccupazione è: “come sta il bambino?”. In linea di massima state (o almeno cercate di stare) tranquilli se il bambino pur se febbrile “sta bene” (gioca, salta, “mangiucchia”, è attivo e risponde agli stimoli ambientali). Preoccupatevi se il bambino appare diverso, mogio, non gioca e non rispondere agli stimoli, anche dopo che la temperatura è scesa o la febbre è bassa. Altro criterio di preoccupazione, anche in assenza o con poca febbre, è l’alterata respirazione come una frequenza superiore ai 40-50 al minuto o una difficoltà a respirare.  

Inoltre non bisogna forzare il bimbo febbrile a mangiare perché è normale che sia inappetente durante la malattia mentre è importante, molto, offrire da bere (acqua e non altri “paciughi). In età pediatrica i soli farmaci utilizzabili sono il paracetamolo e in alternativa l'Ibuprofene. L’acido acetilsalicilico (aspirina) non deve essere usato fino ai 15 anni di età per il rischio di una malattia gravissima, seppur rara, la sindrome di Reye. Non vanno utilizzati altri farmaci se non su indicazione del vostro pediatra. Il cortisone non va usato come antipiretico.


Approfondimenti qui:

https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/01/tutto-febbre-cosa-non-fare-e-cosa-fare.html


Qui la risposta ad una ​domanda:
Domanda: 
una volta si diceva che con la febbre doveva stare a letto, per recuperare energie e combattere meglio la malattia..ed effettivamente secondo me era giusto!!fare uscire i bambini con la febbre...senza polemiche, non mi sembra corretto..forse piú comodo per alcuni..ma portarli in ambulatorio con altri bambini che magari sono lí solo per un controllo non diffonderebbe ulteriormente la malattia??

Risposta :
dipende da tanti fattori che dipendono da come sta il bambino, dalla famiglia e dal rapporto che si ha con il pediatra. 
Una volta i bambini si ammalavano molto meno ma si ammalavano di malattie molto più gravi. 
Al giorno d’oggi per vari fattori ​(socializzazione in locali chiusi, inquinamento ecc.)  i bambini si ammalano molto molto di più​ di una volta, m​​fortunatamente, quasi sempre di​ forme lievi e poco gravi​.
​Q​uando si ammalano uno dei primi indici di infezione è la febbre​​. Ma non è l’unico indice anzi in alcuni casi il bambino non ha la febbre anche se può avere una patologia anche grave come una broncopolmonite o peggio… 
Per questo l’invito chiaro è quello di sentire il pediatra e di valutare con lui dove vedere il bambino e soprattutto quando sia il caso di vederlo subito o di aspettare l’evoluzione. 
Questo in base all’età, a fattori di rischio e alla situazione epidemiologica locale (ad esempio malattie che girano all’asilo e a scuola ). 
Per quanto riguarda il riposo è assolutamente vero e infatti sono anch’io un sostenitore, quando uno sta male (che non vuol dire avere solo la febbre) del​la triade "​latte, lana e letto​"​ tramandato dai nonni e bisnonni. Che ​tradotta ai giorni nostri ​vuol dire di non prendere freddo, di stare a riposo​ (e non obbligare il bambino a letto)​ e di bere tanto.  
​T​enga anche conto di altri due fattori che non si sapevano, o non si avevano​,​ una volta: 
​- ​il fatto di uscire con la febbre, in base alla situazione del bambino, non si è dimostrata associata a complicazioni.questo ce lo dicono ad esempio i paesi nordici dove non esiste la visita domiciliare. 
​- ​L’altro fattore da considerare è che al giorno d’oggi nell’ambulatorio del pediatra si possono fare degli esami che a casa sono di difficile esecuzione a partire dall’esame urine e dal tampone faringeo. certamente il bambino che non sta bene (che non vuol dire solamente non avere la febbre) deve accedere all’ambulatorio con appuntamento separato dei bambini sani ed essere visitato senza grandi attese. 
Concludo anche 
1) raccomandando nuovamente di sentire il pediatra anche prima di recarsi in pronto soccorso dove, se è presente solamente la febbre, e inevitabile attendere un bel po’ di tempo.
2) Fate fare qualche giorno di convalescenza prima di mandarlo all'asilo o a scuola

A​pprofondimenti qui:​ https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/01/tutto-febbre-cosa-non-fare-e-cosa-fare.html
A questo link anche un mio filmato:
Un caro saluto
Alberto Ferrando





sabato 19 novembre 2022

Il bambino con la febbre può uscire? Consigli per la febbre

 Il bambino con la febbre può uscire? Consigli per la febbre qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=febbre

Il bambino con la febbre può uscire: è assolutamente infondato il timore che fare uscire un bambino con febbre comporti dei problemi di salute.  Chiaramente non è il caso di portarlo ai giardinetti, al mare o a fare una gita.  Può uscire, invece, per andare presso l’ambulatorio del pediatra oppure per andare a casa dei nonni se i genitori devono andare a lavorare. D'altronde tutti i genitori accompagnano il bambino con febbre in ospedale, nei giorni festivi se non rintracciano il loro pediatra o quando si trovano in vacanza fuori città. Approfondimenti qui e IN OGNI MODO sentite sempre prima il vostro pediatra!!




domenica 13 novembre 2022

NON TOCCATE E NON FATE TOCCARE I BAMBINI PICCOLI: 5 motivi infettivologici (ma ce ne sono tanti altri)

 NON TOCCATE E NON FATE TOCCARE I BAMBINI PICCOLI:  5 motivi  infettivologici (ma ce ne sono tanti altri)

Non fate in tempo di uscire da casa che qualcuno dice che bello/a...allatti?? ma esci? Fa freddo!, c'è vento... Allatti? Brava ma il latte va bene? Che colore è? Cosa mangi? ecc. Non allatti?? peccato..ma come ma? Ma hai insistito? ecc. ecc. .e via dicendo.

Non contenti di ciò si avvicinano al bebè, gli alitano in faccia e alcuni chiedono di prenderlo in braccio. Altri, se dorme, lo svegliano.

Ovviamente voi siete innervositi per la serie di affermazioni e consigli, non richiesti, ricevuti e ora arriva la richiesta: "me lo fa tenere in braccio?".

Al neonato/a o lattante non interessa a voi da fastidio per cui Vi prego di non farlo fare,  pregate di allontanarsi dal bebè di metri, di non alitargli addosso e se ha delle carenze affettive di cercare altra soluzione.

ALTRO SUGGERIMENTO: EVITATE DI PORTARE I BEBE' IN LOCALI CHIUSI SENZA AEREAZIONE

Perché direte: perchè? Ecco alcuni motivi:

1)  i bambini piccoli , anche se allattati al seno si possono ammalare e prendere qualche virus* (e ne stanno circolando vari).

2) I bambini piccoli., soprattutto sotto l'anno di età anche se il rischio maggiore si ha sotto ai 3 mesi (ancora di più sotto il mese di età) sono a rischio di complicazioni gravi tali da richiedere ricovero e talora terapia intensiva.

3) Perchè a voi dà fastidio e non abbiate paura di passare per maleducati: maleducati sono coloro che vi aggrediscono con consigli non richiesti, coloro che fanno paragoni o confronti, coloro che toccano vostro figlio e coloro che riavvicinano troppo.

VIRUS IN GIRO?

A) SARS- COV-2  responsabile della Covid-19: colpisce i bambini e i piccoli sono più a rischio di complicazioni

B) Influenza: stesso discorso

C) Virus respiratorio sinciziale (RSV) responsabile della bronchiolite: vedete qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2021/11/in-aumento-i-casi-di-bronchiolite-cosa.html

D) Vari RHINOVIRUS (vedi A e B)

E) Adenovirus: vene parlerò



venerdì 11 novembre 2022

BATTERIE A BOTTONE: SONO PERICOLOSISSIME PER I BAMBINI

BATTERIE A BOTTONE: SONO PERICOLOSISSIME  PER I BAMBINI

Le batterie a bottone sono pericolosissime se ingerite dai bambini e sono molto diffuse.

Vengono  utilizzate per alimentare un numero crescente di dispositivi elettronici di consumo presenti in casa, inclusi giocattoli, orologi digitali, apparecchi acustici e telecomandi. 

Spesso queste batterie sono anche facili da rimuovere da tali dispositivi. 

L'inserimento nel naso nasale potrebbe anche causare la perforazione del setto nasale e gravi forme di infezione, e l'inserimento del condotto uditivo può portare alla perforazione della membrana timpanica, fino alla perdita dell'udito.

Il rischio è  maggiore nei bambini più piccoli, che per conoscere gli oggetti se li  mettono o in bocca o, per giocare, nel naso o nelle orecchie.

Se ingerite possono causare delle emorragie mortali. Se inalate nell'apparato respiratorio possono causare complicazioni polmonari o soffocamento!!!!

Uno studio, di qualche anno fa ha rivelato che: "Negli Stati Uniti dal 2010 al 2019 si siano verificate circa 70322 visite al pronto soccorso legate alla batteria a bottone tra i bambini di età inferiore ai 18 anni, più del doppio del numero riportato dal 1990 al 2009. Le ingestioni hanno rappresentato il 90,0% delle visite al pronto soccorso, seguite da inserzioni nasali (5,7%), inserzioni auricolari (2,5%) ed esposizioni alla bocca (1,8%).

Importante conoscere questi rischi per la prevenzione degli infortuni a partire dalla conoscenza della pericolosità di queste pile.





venerdì 4 novembre 2022

lunedì 31 ottobre 2022

FONDAMENTALE PER GENITORI, NONNI E TATE: COSE PERICOLOSE PER I BAMBINI CHE TUTTI DEBBONO CONOSCERE: non dite poi che non lo sapevate

FONDAMENTALE PER GENITORI, NONNI E TATE: COSE PERICOLOSE PER I BAMBINI CHE TUTTI DEBBONO CONOSCERE:

 

1)    Incidenti: 

marcacateli sempre bene: 

-       mai lasciarli da soli, anche per pochi attimi sul fasciatoio, sul letto

-       Legarli sempre bene sul seggiolone e sul seggiolino dell’auto (ove vanno messi senza giaccone, vedi:

-       Guidare con prudenza (1)

-       Imparare la manovra antisoffocamentodallo svezzamento e poi ripeterla dono 1 anno di vita (cambia il tipo di manovra).

-       Insegnare ai bambini, fin dai 2 anni di età,  le regole del codice della strada: (2)

2)    Sicurezza nel sonno: Farli dormire a pancia in su fino a quando non riescono a girarsi da soli (tra i 6 e i 12 mesi) per prevenire il rischio della morte improvvisa SIDS. (3). Raccomando  di evitare che tengano la testa sempre deviata da una parte per il rischio della formazione di asimmetrie del cranio (plagiocefalia: vedi articolo qui (4)). 

3)    Giocattoli

Tutti i giocattoli per bambini devono essere sottoposti a rigorose ispezioni di sicurezza ed essere progettati in base all'età. Questo non è il caso dei giocattoli destinati agli animali domestici, che possono anche esporre il bambino a germi in grado di farlo ammalare.

Evitare cibi e giocattoli a rischio di soffocamento. (5)

Per gli alimenti imparate a tagliarli in modo sicuro. (6). 

Per il rischio di soffocamento evitate collanine e anche le collane da dentizione in ambra. Queste collane da dentizione di cui  non ci sono prove scientifiche efficacia possono mettere a rischio di strangolamento e soffocamento. Vedi articolo: (7)

Palloncini in lattice: sono una delle principali cause di soffocamento nei nei bambini nei primi anni di vita. Un palloncino, se ingerito, potrebbe coprire le vie aeree del piccolo. I palloncini dovrebbero essere dati solo a bambini di età pari o superiore a 8 anni.

4)    Pericoli dell’acqua: attenzione a non lasaiare mail il bebè da solo neanche per pochi minuti quando fa il bagnetto e particolare attenzione se si è in vicinanza di piscine, fiumi, laghi: l’annegamento è tra le principlai cause di morte nei primi 4-5 anni di vita.(8)

5)    Farmaci, detersivi e Capsule per il bucato. 

CAPSULE PER IL BUCATO: Colorate e piccole, queste "allettanti" capsule, se ingerite, possono causare vomito, problemi respiratori o avvelenamento. Fate attenzione e mettetele in luoghi che non siano raggiungibili dai più piccoli. 

DETERSIVI E OGGETTI PER LA PULIZIA IN CASA: molte sostanze sono dannose se ingerite come bottiglie di detersivi per il bucato o per la pulizia in generale. Anche una 

piccola quantità di alcuni detersivi può causare lesioni gravi e morte. Conservate questi prodotti nei loro contenitori originali e fuori dalla portata dei bambini. 

FARMACI: tenete tutti i farmaci fuori dalla portata dei bambini. Prestate attenzione soprattutto quando si visitano amici o parenti. Infatti, può accadere che i più piccoli, dopo aver frugato nelle borse o negli zaini di qualcuno, trovino medicinali e li ingeriscano.

Nel dubbio telefonate al centro antiveleni 038224444. 

6)    Pile a bottone: I pericoli delle batterie a bottone di piccole dimensioni includono il soffocamento o ustioni chimiche interne.per approfondimenti: (9)

7)    Borse di donne (vostra o di amiche). Sono spesso un "pozzo senza fondo" di potenziali pericoli. Piccoli oggetti potrebbero essere rischiosi e causare, se ingeriti, soffocamento. In alcuni casi è presente una piccola farmacia.

8)    Nicotina liquida. Anche una piccolissima quantità di nicotina liquida usata per ricaricare le sigarette elettroniche può essere letale per un bambino che la ingerisce (11). ATTENZIONE A DROGHE PERCHè SONO IN AUMENTO INTOSSICAZIONI DI DROGHE AI BAMBINI.(10)

9)    Televisori, cassettiere, librerie, mobili. Non sempre possiamo impedire ai bambini di arrampicarsi, ma possiamo stabilizzare gli oggetti o i mobili su cui si arrampicano. 

10) In caso di necessità chiamate, in Europa,  subito il numero unico dell’emergenza 112 e scaricate l’app”Where are you” che consente una chiamata rapida e vi geolocalizza.

In caso di ingestione di farmaci, detersivi o altri chiamate il centro antiveleni 038224444


BIBLIOGRAFIA: 

1) Incidenti  https://ferrandoalberto.blogspot.com/2013/05/varie-da-vedere-filmati-relazioni-e.html

2) Traffico: insegnare dai 2 anni  https://ferrandoalberto.blogspot.com/2018/05/educazione-al-traffico-ai-bambini.html

3) Nanna sicura https://ferrandoalberto.blogspot.com/2018/09/nanna-del-lattante-pancia-in-su-e-non.html

4) Plagiocefali https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/02/bambini-dormire-pancia-in-su-ma.html

5) Giocattoli https://ferrandoalberto.blogspot.com/2015/11/giocattoli-per-bambini-occhio-alla.html

6) Taglio alimenti  https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=alimenti

7) Collanine, ambra: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2015/07/non-mettete-collanine-ai-bambini.html

8) Annegamento https://ferrandoalberto.blogspot.com/2021/06/bagno-dopo-mangiato-e-annegamento.html

9) Pile a bottone: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2015/09/prevenzione-incidenti-attenzione-alle.html

10) Assunzione accidentale di droga ai bambini: https://www.sanpatrignano.org/la-droga-i-bambini-e-le-intossicazioni-accidentali/

11) Assunzione accidentale di nicotina: https://www.epicentro.iss.it/ben/2013/dicembre/2


https://wisqars.cdc.gov/cgi-bin/broker.exe



domenica 30 ottobre 2022

VILLAGGIO PER CRESCERE A GENOVA

 VILLAGGIO PER CRESCERE A GENOVA

Sabato a Certosa si è svolto un bellissimo incontro con Genitori, pediatri, educatori, psicologi, rappresentanti della scuola e politici su iniziative atte a aiutare i bambini e le famiglie fornendo strumenti di crescita e sviluppo e socializzazione ai bambini e occasioni di incontro ai genitori. Iniziativa nazionale riconosciuta e finanziata con fondi internazionali. 

Qui sotto una lettera delle famiglie del Villaggio perchè, come è stato detto, per i bambini e le famiglie 

"IL VILLAGGIO E' LUCE!!! Speriamo ch non si spenga  😭e che chi gestisce la salute, le risorse per l'infanzia e per le famiglie sia in grado di interpretare quanto fatto e lo mantenga e diffonda in tutte le realtà.






LETTERA DELLE FAMIGLIE

Caro Sindaco, caro Assessore, caro pubblico,

questa lettera, che oggi vi leggo, come un intreccio prezioso, tesse insieme le voci delle mamme, dei papà, delle bambine e dei bambini che frequentano il Villaggio di Genova. 

Una tessitura complessa e corale che vuole descrivere l'importanza attraverso le parole, i ricordi e le emozioni di chi direttamente lo vive.

Basterebbe vedere dal vivo la luce che brilla negli occhi di questi bimbi mentre sono al Villaggio, mentre scoprono nuovi modi per esprimersi o interagiscono giocando, per capire la potenza e l'importanza di questa felice esperienza. 

Dice mamma Anna

Annalisa aggiunge: Loris è felice quando arriva al Villaggio e vedere la gioia nel suo sguardo ci ha fatto capire di aver fatto la scelta giusta e così ci prepariamo insieme alla scuola dell'infanzia, conquistiamo nuove tappe e impariamo a stare con gli altri bambini.

Racconta mamma Alessandra, mia figlia non frequenta il nido e nel Villaggio abbiamo trovato un ambiente familiare in cui iniziare a conoscere il mondo, in cui educatrici e genitori si confrontano e giocano con i bambini. 

Eravamo preoccupati nostra figlia non parlava molto, aggiunge mamma Angela, così la pediatra ci ha consigliato il villaggio: abbiamo trovato un luogo incantevole, dove abbiamo raggiunto perché conquiste importanti: autonomia, amicizia, nuove parole e voglia di uscire per stare insieme agli altri bambini.

Si perché, Il villaggio è importante proprio per il fatto che permette ai bimbi di stare insieme, imparare cose nuove e vivere esperienze differenti, attraverso pensate attività, scrive mamma Marta. Permette anche di apprendere nel confronto con gli altri bimbi, creando nuove relazioni, in una parola: socializzare.

Se non ci fosse il Villaggio, settimanalmente, dice mamma Rita, i bimbi non saprebbero dove incontrarsi per poter stare insieme e coltivare nuove amicizie; spesso i giardini sono pochi, o anche poco curati e d'inverno poco praticabili. Difficilmente si trovano luoghi dedicati all'infanzia dove i genitori possono partecipare. 

Ho conosciuto il Villaggio nel 2018, racconta mamma Sara, con la nascita del mio primo bimbo poi purtroppo, ci siamo un po' persi, ma con la nascita del secondo per noi le giornate al Villaggio sono diventate parte integrante della settimana, quotidianità: ci sono ormai entrate nel cuore e ogni giorno si aspetta con ansia il momento di tornare...

Nel periodo più brutto che ci sia capitato, durante l'emergenza sanitaria in lock down, scrivono mamma Emanuela e papà Guido, il Villaggio è stato fondamentale... ha salvato quei pomeriggi interminabili, quelle giornate cupe di quarantene e paura, paura sì, perché anche di questo si è trattato. In quelle giornate dove il senso sembrava capovolto, i bimbi restavano in attesa di quell'ora con il villaggio come fosse luce, per giocare insieme in video. riconoscersi e salutarsi: ritrovare, insomma, un po' di normalità. I momenti più belli per Giulio, racconta la sua mamma, le ricette in cucina con la pancia piena di marmellata, finita ancor prima di condire la crostata e la cucina sottosopra.

Ma c'è anche altro e non è poco, dice mamma Federica: Villaggio è un luogo in cui entrare nella relazione anche con gli adulti, tra genitori. Al Villaggio infatti, non si gioca soltanto, o meglio, giocando si impara a dedicare il giusto tempo allo stare insieme, piccoli e grandi. Qui è possibile scambiarsi consigli ed opinioni tra mamme e ci sono anche i papà.

Se non ci fosse il villaggio non sapremmo dove riunirci ed è un'occasione per noi e per il quartiere, dice mamma Jessica. Al Villaggio è come se si entrasse in un altro tempo: un tempo lontano dal caos del mondo, dai problemi, dai telefonini e dai videogiochi. Un tempo. bello e speciale perché familiare. 

Un momento di comunità che nello svago riesce ad essere formativo, educativo, aggiunge mamma Manuela! Un tempo in cui il confronto con altri genitori e con gli educatori, scrive mamma Federica, mi ha fatto sentire ogni volta ascoltata, capita e aiutata. In questo modo ho avuto la possibilità di crescere come mamma, come quando, aggiunge, l'emozione di sentire Federico dire la sua prima parola ("tartaruga") ha emozionato tanto me, quanto l'educatrice Il presente. Mi sono sentita parte di un gruppo: c'è cura, c'è attenzione e non ci si sente soli.

Il villaggio quindi è molte cose, ma prende un significato essenziale nelle metafore che le famiglie ci hanno regalato:

 

Il villaggio è il nostro porto sicuro

Il Villaggio è libertà.

Il Villaggio è un raggio di sole.

In una parola... Il villaggio è casa.

 

E come dice papà Alessandro, al villaggio il suo bimbo Federico, ha costruito molti ricordi e felici, che ha portato a casa. E se il Villaggio non ci fosse bisognerebbe assolutamente inventarlo, perché quello che ha creato è ormai indispensabile, ma visto che il Villaggio oggi c'è speriamo, possa continuare ad ancora per molto, molto tempo!

 

Le famiglie del Villaggio












mercoledì 26 ottobre 2022

Per crescere un bambino ci vuole un villaggio: Sabato 29 a Certosa

 Per crescere un bambino ci vuole un villaggio: Sabato 29 a Certosa

L'ingresso all'evento è libero, ma è richiesta un'iscrizione inviando una mail a genova@villaggiopercrescere.it

Vi aspettiamo

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” recita un proverbio africano: una massima antica ma sempre attuale e oggi ancora più vera, in un contesto frammentato e individualista, dove la rete tanto auspicata sembra essere solo quella virtuale e dove se hai un problema non sai a chi suonare il campanello. 

Per questo sono nati i Villaggi per Crescere, un progetto proposto e coordinato dal Centro per la Salute del Bambino grazie al quale, in tutta Italia, sono stati aperti spazi gratuiti dove bambine e bambini da 0 a 6 anni e le loro famiglie possono incontrarsi e passare del tempo insieme. Per condividere l'impegnativa sfida dell'educare,

 imparare insieme a diventare genitori, fare esperienze capaci di nutrire la crescita dei più piccoli e lasciare una traccia: perché come è stato ampiamente dimostrato dalla scienza è proprio ciò che viviamo nei nostri primi mille giorni che orienta e segna la nostra storia, è il patrimonio che accumuliamo nella primissima infanzia che accrescerà le opportunità che avremo nel corso di tutta la vita. 

Lo sostengono i pediatri Alberto Ferrando e Federica Favilli, entrambi soci dell'Associazione Culturale Pediatri, che sabato 29 ottobre parteciperanno e interverranno al convegno “Crescere nel Villaggio. Investire nell'infanzia e nella genitorialità: esperienze e prospettive future”, in programma a Genova dalle 9.30 alle 13.30 in Casa di Quartiere 13D Certosa. «Le buone pratiche esercitate nei primi mille giorni» dichiara Ferrando, che oltre a essere referente regionale dell'ACP è presidente dell'APEL-Associazione Pediatri Extraospedalieri della Liguria, «come ad esempio l'ascolto di musica e di storie producono ricadute lungo tutto l'arco della vita in termini di salute, competenze cognitive e sociali, percorsi scolastici e lavorativi e riguardano i singoli individui e le comunità nel loro insieme». In questo senso il contributo del pediatra di famiglia è fondamentale e ne parlerà, in rappresentanza dei pediatri della Valpolcevera, la dottoressa Favilli, che metterà in luce anche il loro contributo nell'esperienza del Villaggio ligure, selezionato nel 2018 da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile e implementato sul territorio dalle operatrici e dagli operatori della Cooperativa Sociale A.S.C.U.R.: nel 2021 il progetto ha ottenuto un nuovo finanziamento grazie a un'importante collaborazione tra pubblico e privato, ovvero tra Impresa Sociale Con i Bambini e Fondazione del Gruppo Generali The Human Safety Net, che ne ha permesso la prosecuzione per altri tre anni fino al 2024.

«Il convegno di sabato» spiega Vanina Barbieri, coordinatrice del Villaggio di Genova «vuol essere proprio un'occasione per raccontare l'impatto di quest'esperienza attraverso la voce della rete di stakeholder con cui il Villaggio collabora sul territorio: dall'Ambito Territoriale Sociale all'Università, dai pediatri al Comune, senza dimenticare di dar voce ai protagonisti principali, le mamme e i papà che frequentano il Villaggio con i loro figli». 

Del resto è stato dimostrato che il peso dell'ambiente familiare è preponderante nei primi anni di vita: «Se vogliamo davvero contrastare la povertà educativa — afferma il pediatra e presidente del Centro per la Salute del Bambino, capofila del progetto, Giorgio Tamburlini — bisogna lavorare sulle competenze genitoriali e dare continuità a esperienze come i Villaggi per Crescere e a iniziative simili quali i centri per genitori e bambini attivati in varie parti d'Italia. In questi anni siamo riusciti a coinvolgere più di 2000 bambini e bambine, soprattutto nei primi due-tre anni di vita, e i loro genitori: questi ne hanno ricevuto grande beneficio, sia perché hanno potuto scoprire le tante cose utili e piacevoli che possono fare con i loro bambini sia perché hanno avuto molte opportunità di condividere la loro esperienza con altre famiglie, uscendo dall'isolamento, che è stato accentuato dalla pandemia, ma che per molti abitualmente caratterizza i primi anni dell'esperienza genitoriale.» 

«Al Villaggio» racconta la pediatra Antonella Lavagetto, consigliera nazionale ACP e vicepresidente dell'APEL, «molti entrano esitanti, un po’ spinti da noi pediatri. Ma poi, sentendosi accolti, ne rimangono entusiasti. E spesso i più diffidenti e reticenti diventano i più attivi. Il coinvolgimento familiare è un valore che è più difficile realizzare a scuola. Nelle classi i bambini stanno insieme ma poi, una volta usciti, le famiglie non sempre mantengono la stessa socialità. Il Villaggio accorcia le distanze e appiana le salite!».

Fondamentale, per dare continuità e valore a quest'esperienza, il coinvolgimento delle istituzioni. Ne è convinta anche Martina Caputo, assessora alle Politiche sociali del Municipio V Valpolcevera, che afferma: «L'aspetto innovativo e fondamentale di questo progetto sta nello spostare il focus da un lavoro individuale sul bambino a quello sul nucleo familiare. Essendo la famiglia la prima forma di comunità, il Villaggio può diventare il primo tassello di una comunità sana e consapevole: proprio per questo è doveroso che le istituzioni investano in questa esperienza e proprio per questo siamo contenti di farne parte e continueremo ad essere parte attiva di questo processo.»

L'ingresso all'evento è libero, ma è richiesta un'iscrizione inviando una mail a genova@villaggiopercrescere.it