domenica 20 maggio 2018

Risposte a domande di genitori: Pertosse e vaccinazione in gravidanza, educazione stradale

Risposte a domande di genitori: Pertosse e vaccinazione in gravidanza, educazione stradale
Oggi su Il Secolo XIX:
- Proteggi il neonato dalla pertosse facendo il vaccino in gravidanza
- Pensiamoci prima al traffico: educazione stradale fin dall'età di 2 anni:

giovedì 10 maggio 2018

La pertosse nei neonati: come prevenirla? Vaccinazione della mamma in gravidanza

La pertosse nei neonati: come prevenirla?
Caro dottore
Aspetto un bambino , sono alla 32 settimana, e il ginecologo mi ha suggerito di fare un richiamo della vaccinazione per la pertosse. Una vaccinazione in gravidanza?? Lei cosa consiglia?
Cara mamma
La pertosse, una malattia infettiva altamente contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis (B. pertussis) ed è una malattia particolarmente rischiosa per i bambini piccoli, soprattutto sotto all’età di 1 anno, con frequenti complicazioni e anche, ahimè, mortalità alta. Si  stima che i più colpiti dalla pertosse sono proprio i bambini sotto i 6 mesi di vita (51.6 casi per 100.000 abitanti), troppo piccoli per aver completato la vaccinazione primaria. Tale fascia di età è anche quella più a rischio per complicanze ed esito infausto. Importante quindi che si protegga il neonato vaccinando le persone a contatto e soprattutto la mamma. (Io consiglio anche fratelli sorelle oltre a genitori, tate ecc.).
Quando insorta non esistono cure efficaci :-( e le complicazioni sono purtroppo frequenti
Nei bambini sotto l’età di 1 anno e soprattutto nei primi mesi di vita la pertosse  si può presentare in forma atipica con  episodi ricorrenti di cianosi o apnee e non con il decorso tipico del soggetto più grande  in cui la malattia si presenta in tre fasi (catarrale, parossistica e di convalescenza) con parossismi di tosse, frequentemente seguiti da episodi di vomito e dal tipico “urlo” (tipo raglio da qui il nome di tosse asinina).
Inoltre può insorgere ,nei bambini piccoli, rapidamente  una polmonite e complicanze neurologiche (“pertosse fulminante”) con un tasso di mortalità dell’80%. 
La prevenzione dell’infezione attraverso la vaccinazione resta ancora  l’obiettivo più importante da raggiungere, per ridurre il rischio di pertosse in età infantile. 
Il vaccino acellulare, attualmente utilizzato, può essere somministrato solo a partire dalle 6 settimane di vita e sono necessarie 3 dosi a distanza di almeno 4 settimane l’una dall’altra per conferire l’immunità . Pertanto, servono strategie preventive per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia può essere fatale quali richiami vaccinali negli adolescenti e negli adulti, vaccinazione delle donne in gravidanza, strategia del “cocooning” (vaccinazione dei contatti stretti dei bambini troppo piccoli per essere vaccinati), 
L’intervento di maggior rapporto efficacia e fattibilità è la vaccinazione delle donne in gravidanza. La protezione conferita dalla vaccinazione materna dipende dal passaggio di anticorpi e anche e soprattutto dal fatto che  la madre vaccinata è protetta dall’infezione e non rischia di contrarla in maniera asintomatica e trasmetterla al bambino. 
Gli anticorpi che si sviluppano in seguito a vaccinazione diminuiscono però nel giro di 1 anno, pertanto la somministrazione di TdaP va ripetuta ad ogni gra-vidanza . 
Non sono riportati eventi avversi nella madre nè rischi per il feto associati alla vaccinazione. La vaccinazione è raccomandata a tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dallo stato vaccinale, tra le 27 e le 36 settimane di età gestazionale. 
In conclusione, la pertosse è ancora una patologia frequente e pericolosa per i neonati. Attualmente, la strategia più sicura ed efficace è la vaccinazione delle donne in gravidanza. 


martedì 8 maggio 2018

INCONTRO SULLA ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI VENERDì 18 DALLE 17 ALLE 19

INCONTRO SULLA ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI VENERDì 18 DALLE 17 ALLE 19
(gratuito, posti limitati: per prenotazioni telefono sulla locandina)
Parleremo di alimentazione corretta e educazione alla alimentazione dei bambini (e di noi adulti).
- Dieta della mamma
- Allattamento al seno e artificiale
- Svezzamenti (tradizionale e autosvezzamento)
- Neofobia
- Capricci a tavola (e fuori tavola)
- Troppe proteine o grassi???
- Cosa bere?
- Proteine animali o vegetali?
- Famiglie vegetariane e vegane
- Disturbi del comportamento alimentare
ecc. ecc. e soprattutto risposte a vostre domande



domenica 6 maggio 2018

EDUCAZIONE AL TRAFFICO AI BAMBINI A PARTIRE DALL'ETA' DI 2 ANNI: PENSIAMOCI PRIMA


EDUCAZIONE AL TRAFFICO AI BAMBINI A PARTIRE DALL'ETA' DI 2 ANNI.  PENSIAMOCI PRIMA. Tratto dal libro "Come crescere tuo figlio" ed. LSWR
Per la strada
È fondamentale insegnare al bambino a comportarsi in modo sicuro nella circolazione stradale fin dai 2 anni e ripetere regolarmente gli insegnamenti.
Si consiglia di vestire il bambino con abiti dai colori chiari e vivi, se possibile con materiale riflettente.
I bambini tra 0 e 6 anni figurano tra gli utenti più esposti ai pericoli della strada e, in questa fase del loro sviluppo, hanno generalmente una percezione molto limitata dei pericoli e non sono in grado di valutare le varie situazioni di traffico. È quindi fondamentale il ruolo dei genitori che devono insegnare a comportarsi in modo corretto e sicuro.

·     Scegliere una zona che si conosce bene ed evitare i punti potenzialmente pericolosi (per esempio l’uscita di una curva).
·     Abbassarsi all’altezza degli occhi del bambino, spiegargli la situazione con parole semplici, fargli ripetere quanto detto e lodarlo alla fine dell’esercizio.
·     Attenersi alla sequenza “mostrare, fare insieme, lasciar fare il bambino da solo, osservare”.
·     Aumenta gradualmente la difficoltà degli esercizi e ripeterli regolarmente su un arco di tempo prolungato. 

Non dimentichiamoci che i genitori sono i primi maestri di educazione stradale e, in quanto tali, devono comportarsi correttamente nel traffico.
L’età consigliata per i singoli esercizi è puramente indicativa, visto che ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo.
Il programma che viene proposto inizia con esercizi che insegnano ai più piccini a spostarsi nel traffico longitudinale, per esempio su un marciapiede. Seguono gli esercizi per i più grandicelli, che devono imparare a muoversi nel traffico trasversale e ad attraversare una strada con o senza strisce pedonali.
I bambini devono rispettare le regole di comportamento anche quando utilizzano mezzi simili a veicoli (monopattini, skate­board, pattini in linea ecc.).


Esercizi per bambini tra i 2 e i 6 anni
Traffico longitudinale, dai 2 anni
Camminare sul marciapiede
·     Spiegare al bambino che il lato più sicuro del marciapiede è quello interno, più vicino alle case e ai giardini.
·     Per avere la stessa prospettiva del bimbo, abbassarsi alla sua altezza durante le spiegazioni.
·     Delimitare la metà interna del marciapiede con una corda colorata, un fazzoletto o una borsa.
·     Far fare l’esercizio da solo.
·     Far ripetere l’esercizio più volte, a brevi intervalli.

Se dopo qualche tempo il bambino cammina spontaneamente sul lato sicuro del marciapiede, si è raggiunto un primo traguardo.

Traffico longitudinale, dai 3 anni
Fermarsi sul bordo del marciapiede
·     Per questo esercizio scegliere una strada poco trafficata.
·     Spiegare al bambino la differenza tra la zona riservata ai pedoni e la carreggiata.
·     Disporre una corda colorata, un fazzoletto o una borsa sul bordo del marciapiede e spiegare al bambino che non deve mai superare questa demarcazione.
·     Quando si mostra l’esercizio, andare fino alla demarcazione e ripetere ad alta voce: “Stop, qui devo sempre fermarmi”.
·     Far fare l’esercizio al bambino.
·     Chiedere di spiegare all’orsacchiotto, alla bambola o a un altro pupazzetto fin dove è permesso andare.
·     Osservare il bambino: si ferma spontaneamente al bordo del marciapiede? Si ferma anche se viene distratto?

Traffico trasversale, dai 4 anni
Attraversare la strada
·     Attraversare la strada da soli è difficile. Questo esercizio può anche essere fatto con un bambino di tre anni, ma su una strada poco trafficata e con un’ottima visuale.
·     Procedere in base alla regola “fermati, guarda, ascolta e attraversa”: mostrare al bambino come ci si ferma al bordo del marciapiede, guardare in entrambe le direzioni e ascoltare. Quando la strada è libera, si può attraversarla con lui. È importante camminare spediti scegliendo la via più breve. Spiegare al bambino che non deve mai correre in strada. In previsione dell’aumento del traffico in bicicletta e della diffusione di auto e moto elettrica è necessario abituare noi e i bambini a non fidarsi dell’ascolto poiché questi mezzi sono molto silenziosi. Iniziare a spiegare che anche l’attraversamento su strisce pedonali o con il semaforo non garantisce né sostituisce un’attenta valutazione né il guardare e riverificare durante l’attraversamento.
·     Fare attraversare al bambino la strada da solo.
·     Chiedere al bambino di spiegare a voce alta quel che fa.
·     Fare attenzione a non ostacolare la sua visuale laterale.

Traffico trasversale, dai 5 anni
Passaggio pedonale
Per quanto possibile, i bambini dovrebbero sempre attraversare la strada sulle strisce pedonali che, pur non offrendo una sicurezza assoluta, danno la precedenza ai pedoni. Ricordarsi che i bambini hanno più facilità ad attraversare una strada con un’isola salvagente centrale.
·     Mostrare come si attraversa la strada. Commentare ogni azione a voce alta.
·     Assicurarsi che, benché abbia la precedenza, il bambino aspetti finché la strada è libera o finché un automobilista si ferma. Insistere affinché attraversi solo quando il veicolo è fermo e dopo aver controllato che la via è libera anche nell’altra direzione.
·     Spiegargli che dopo aver fatto alcuni passi deve guardare di nuovoper assicurarsi che nessun veicolo stia sorpassando quello fermo. Benché questa manovra sia vietata, la si osserva spesso sulle nostre strade.

Traffico trasversale dai 5 anni
Al semaforo
Il semaforo permette al bambino di attraversare la strada con relativa sicurezza.
·     Scegliere un semaforo semplice per spiegare al bambino che verde significa “passare” e rosso “aspettare”.
·     Spiegargli che deve comunque sempre controllare prima di attraversare, anche quando il semaforo è verde.
·     Quando si mostra al bambino come fare, esagerare i movimenti della testa, in particolare quando si segue con lo sguardo un veicolo che si immette sulla carreggiata da attraversare.
·     Far fare l’esercizio al bambino che deve mostrare di saper aspettare facendo attenzione al traffico, prima di attraversare.

Traffico longitudinale e trasversale, dai 5 anni
Da soli in strada
In base a quanto si è osservato finora, si è in grado di valutare il comportamento del proprio figlio. Se in un determinato punto si comporta sempre allo stesso modo a orari diversi e nell’arco di più giorni, vuol dire che rispetta le regole. Se invece il bambino è incostante, non si può prevedere come si comporterà in situazioni identiche o analoghe.
·     Accompagnare il bambino lungo tutto il percorso spiegandogli la scelta dell’itinerario (per esempio perché si attraversa la strada in un dato punto).
·     In seguito fargli fare un pezzo di strada da solo.
·     Le prime volte che lo si lascia andare da solo, osservare il suo comportamento da una certa distanza.

Traffico longitudinale e trasversale, dai 5 anni
Percorso casa-scuola dell’infanzia
Se il bambino ha assimilato gli esercizi proposti finora, avrà più facilità a familiarizzarsi con il percorso da compiere per andare alla scuola dell’infanzia.
·     In un primo tempo accompagnare sempre il bambino.
·     Lasciare a poco a poco che il bambino compia il percorso da solo, sempre che la situazione viaria lo permetta. 
·     Continuare comunque a osservarlo, magari da una certa distanza, per assicurarsi che non prenda delle scorciatoie e che continui a comportarsi in modo sicuro.

Traffico trasversale, dai 6 anni
Visuale ostacolata da auto in sosta
Per un bambino è molto difficile attraversare la strada accedendo alla carreggiata dallo spazio lasciato tra due auto in sosta. È quindi importante prepararlo particolarmente bene e in modo mirato.
·     Per questo esercizio abbassarsi ripetutamente all’altezza degli occhi del bambino. In questo modo ci si renderà conto di quanto è difficile per lui avere una buona visuale tra i veicoli in sosta.
·     Avanzare lentamente fino a quando si può vedere un lungo tratto di strada in entrambe le direzioni (senza oltrepassare il bordo esterno degli specchietti delle auto), assicurandosi che gli automobilisti possano vedervi per tempo. Se lo si ritiene opportuno, disporre una corda colorata o un fazzoletto su questa linea immaginaria.
·     Dire al bambino: “Ci fermiamo qui, guardiamo più volte in entrambe le direzioni finché la strada è libera, poi attraversiamo”.
Ripetere l’esercizio tenendo per mano il bambino, finché riesce a farlo da solo.

I pieghevoli e le pubblicazioni elencati[n3] possono essere richiesti gratuitamente o scaricati in formato pdf: www.upi.ch