mercoledì 14 novembre 2018

Risposta a domanda di genitori sulla meningite pubblicata su Il Secolo XIX

Risposta a  domanda di genitori sulla meningite pubblicata su Il Secolo XIX.
Altri articoli sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it


CANI E BAMBINI: LE VOSTRE ESPERIENZE?

CANI E BAMBINI: LE VOSTRE ESPERIENZE?
Il 23 Novembre parteciperò a un Convegno sulla "Pet Therapy" e, da pediatra parlerò del rapporto tra bambini e cani. Ho inviato alcuni post sul tema ma ora sono io a chiedervi aiuto per avere delle testimonianze, positive, e anche negative, del rapporto tra i vostri bambini e i cani.
La Pet Therapy trova precise indicazioni in tante situazioni ma la presenza di un compagno ha tanti aspetti positivi ma anche qualche "spina" in alcuni casi.
A questo link trovate vari articoli sull'importanza di editare il bambino a comportarsi con il cane.
Come vedete il tema "educazione" è prioritario e anche i cani vanno educati come i bambini.
Grazie a chi mi fornirà testimonianze che arricchiranno tutti. Vi prego di inviare al mio indirizzo di posta elettronica: alberto.ferrando1@gmail.com
https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=cani

Alberto Ferrando

martedì 13 novembre 2018

EMERGENZA EDUCATIVA (non solo per il calcio)

EMERGENZA EDUCATIVA (non solo per il calcio)
A seguito del brutto episodio del pestaggio di un arbitro di calcio a Roma alla TV si parla, finalmente, di emergenza educativa. Che non è limitata al calcio ma è generalizzata, purtroppo.  Ne abbiamo esempi quotidiani: bullismo violenza a scuola con minacce e botte a insegnanti, violenza a sanitari, violenza tra ragazzi ecc.  L'emergenza educativa non si affronta solamente minacciando punizioni o sanzioni esemplari ma deve essere affrontata dalla società nei suoi vari aspetti e nella sua genesi. A partire dai primi periodi della vita. Bisogna iniziare a diffondere una educazione ai nostri figli e cercare di rieducare i grandi. Non è semplice ma l'educazione è fondamentale ad ogni età della vita partendo da subito. SE l0'educazione fallisce si punirà ma quando si arriva alla punizione vuol dire che qualcosa non ha funzionato prima.
Qui sotto un breve articolo sulla educazione.
EDUCARE I BAMBINI CON LE REGOLE. EDUCAZIONE EMOTIVA. CONCEDERE TUTTO NON E' EDUCARE
Bisogna educare i bambini alle regole
Condotte educative autorevoli con alcune regole fanno bene al cervello dei figli, aumentando addirittura numero, grandezza e funzionalità dei neuroni.
Inoltre i bambini abituati fin da piccoli a regole e impegni, ad aspettare e rispettare, diventeranno adulti sereni e sicuri mentre un'educazione basata sul permissivismo rischia di crescere bambini fragili e adolescenti a rischio. 
CONSIGLI EDUCATIVI
1) Per prima cosa dovete immedesimarvi, provare empatia, con vostro figlio, che non vuol dire assecondarlo o concedere  quello che vuole ma fargli sentire che sentite quello che lui sente.  
Ad esempio, davanti a urla e pianti contro un vostro divieto potete dirgli con voce calma e rassicurante (mai alzare la voce altrimenti si aumenta la rabbia) “lo vedo che sei arrabbiato”. 
Poi raccontategli che anche voi da piccoli vi arrabbiavate. In questo modo il piccolo si rassicura  su quello che sta provando. La rabbia è un sentimento forte e voi dovete trasmettergli l'idea che non è grave. 
Il bambino compreso e rassicurato, non verrà travolto dalla negatività.  
2) Cercate insieme le soluzioni ai problemi. Dopo averlo calmato riconoscendo il suo stato emotivo, ora dovete risolvere la situazione. Lasciate spazio anche alle sue proposte, potete dirgli "Ora che hai capito che quella cosa proprio non puoi farla, cosa potremmo fare invece?"
3) Dategli delle indicazioni ma non sostituitevi a lui. Togliendo ai figli ogni difficoltà, si rischia di non farli crescere sicuri, responsabili e forti. Ad esempio, se è in età scolare, evitate di fare i compiti al posto suo. 
4) Siate disponibili ma non a completa disposizione. Ad esempio, se piange, non correte ad attaccarlo subito , aspettate un attimo, forse è solo un disagio passeggero che si risolverà a breve.
5) Abituate vostro figlio ad annoiarsi. E' indispensabile che i bambini da piccoli stiano un po' da soli e imparino a gestire la noia e i tempi vuoti, in modo da stimolare la fantasia. Evitate quindi di riempire le loro giornate di impegni extrascolastici: senza momenti vuoti vostro figlio non svilupperà sogni, desideri e passioni.
6)  Abituatelo alle regole e alle sanzioni e anche alle incentivazioni
EVITATE i ricatti mascherati da premi: “Se mangi la minestra ti FACCIO un regalo!”. 
7)  Mostratevi sempre forti e autorevoli. Non cedete davanti alle sue richieste e alle sue insistenze per assecondarlo. Mantenendo fermezza e autorevolezza sarete per lui un modello e una base sicura da stimare ed imitare, incrementando la sua sicurezza.
  8) Non fatevi spaventare da momenti di crisi di vostro figlio. Non abbiate paura se lui urla e strilla. Dovete insegnare a vostro figlio a gestire e modulare gli stati emotivi come tristezza, entusiasmi eccessivi, rabbia, senza mostrare la vostra ansia,  preoccupazione o peggio ancora mostrare di avere paura di lui. Se il piccolo vi percepisce tranquilli, sentirà che è possibile per lui contenere senza timore qualsiasi stato d'animo.
 9)  Cercate di passare del tempo con loro. Giocare con i figli fa bene alla loro autostima. “Invece di immergere i bambini sotto enormi quantità di giochi spesso inutili, sarebbe meglio regalare un po' del vostro tempo per giocare insieme".
 In età prescolare i giochi da favorire sono: “il facciamo finta ” e i giochi di ruolo... che permettono di far volare la fantasia, proiettare situazioni e stati d'animo e quindi scaricare la tensione. Altre attività da fare insieme e incentivare sono: il disegno e la lettura di libri.
10) Gratificate gli sforzi di vostro figlio per raggiungere obiettivi.  Fate lodi motivate e non esagerate con le gratificazioni, altrimenti darà per scontato che per voi è tutto sempre super. Inoltre evitate frasi scontate, ad esempio davanti a un suo disegno non dite solo: “Che bello”, ma meglio usare frasi più specifiche, come: “Vedo che hai disegnato molti alberi, e hai aggiunto anche i fiori", così il piccolo si sentirà valorizzato per il percorso che ha fatto. 
E quando non riesce in un'attività? Dite semplicemente che con il tempo e la pratica migliorerà. Altrettanto importante aiutarlo a tollerare e accettare le frustrazioni relative alla sconfitta, senza sentirsi schiacciato dalla delusione e dalla rabbia. "E quando giocate con lui che non vi venga in mente di farlo vincere sempre! E se la sconfitta lo fa arrabbiare concedetegli la rivincita e spronatelo a impegnarsi di più!". 
11) Evitate di ridicolizzare e minimizzare le emozioni che vostro figlio sta provando, non fareste che aumentare la sua rabbia e la sua delusione. Per esempio, se ha paura del buio (fino ai 5 anni i bambini fanno spesso brutti sogni), non minimizzate, ma ricorrete all'ascolto empatico: "Ma davvero hai paura che col buio venga un fantasma? Vuoi raccontarmi come è fatto? Sai che anch'io avrei tanta paura di un fantasma come quello che mi hai descritto? Ora vediamo cosa possiamo fare insieme per combattere questa paura...".
12) Insegnategli a riconoscere le proprie emozioni. Fin da quando è piccolo abituatelo a dare il nome a quello che prova: tristezza, gioia, rabbia. Raccontategli anche le vostre emozioni. "Questo scambio comunicativo è un vero e proprio allenamento che darà senz'altro i frutti nel tempo".
13) Favorite sempre il dialogo diretto. Parlate anche di quello che non va. Evitate silenzi, atmosfere colpevolizzanti, volti scuri, atteggiamenti ambigui e allusivi.

14) Trasformate i capricci o altre situazioni negative in momenti di intimità.
Un capriccio o una delusione sono l'occasione per immedesimarvi nei vostri figli e insegnargli qualcosa di importante e condividere sensazioni profonde. Evitate invece, atteggiamenti critici e giudicanti.
15) Favorite in vostro figlio la capacità di comprendere gli stati mentali (punti di vista) e i comportamenti degli altri. "Se il tuo amichetto oggi non vuole giocare al parchetto con te è forse solo perché questo pomeriggio vuole passare più tempo con la sua mamma. Vedrai che domani starà di più con te...".

Tratto da www.nostrofiglio.it



Nati per leggere alla Biblioteca De Amicis

Nati per leggere alla Biblioteca De Amicis
Quando si inizia a far leggere i bambini?? Dai primi mesi di vita: leggi articolo qui sotto. La lettura è un nutrimento del cervello. La musica??? Anche e si inizia ancora prima....
Lunedì 19 novembre 2018 alle ore 16.00, in occasione della settimana nazionale NpL, si inaugura Coccole e libri, un ciclo di incontri Nati per Leggere per bambini e genitori.

Ogni mese, la Biblioteca De Amicis, ospiterà uno spazio gratuito dedicato ai bambini da 0 a 6 anni e alle loro famiglie per promuovere e condividere il piacere della lettura fin dal primo anno di vita. Un momento per confrontarsi, sperimentare la lettura ad alta voce, scegliere e commentare insieme libri di qualità.
Gli incontri saranno curati dai volontari NpL Liguria e per l'inaugurazione sarà presente anche il Direttore Scientifico della Biblioteca De Amicis Francesco Langella.

Vi aspettiamo presso lo spazio morbido della Biblioteca De Amicis!

Per partecipare occorre prenotare ai numeri della biblioteca (0105579560)

Un ringraziamento a Rivara, bottega storica genovese di arredamento per la casa che ha fornito alcuni materiali per accogliere al meglio i bambini e le loro famiglie in biblioteca

-- 

Comune di Genova - Area Servizi alla Comunità
Direzione Beni Culturali e Politiche Giovanili
Biblioteca per ragazzi "E. De Amicis"
Porto Antico - Via Magazzini del Cotone
1. modulo 2. piano - 16128 Genova
www.bibliotechedigenova.it
e-mail: deamiciseventi@comune.genova.it
tel. 0105579560

LEGGETE AI BAMBINI:
A GENOVA INFORMAZIONI NELLE BIBLIOTECHE COMUNALI A PARTIRE DALLA BIBLIOTECA DE AMICIS. Altre informazioni
www.natiperleggere.it
www.leggerepercescere.it
L’INIZIATIVA DI LEGGERE DEI LIBRI AI BAMBINI, fin dall’età di 6 mesi di vita era stata avviata  in Gran Bretagna e negli Usa. 
I pediatri americani hanno verificato quanto beneficio possa esserci nella lettura a voce alta: lo chiamano "fattore protettivo" e anche "preventivo" là dove vi sono dei disagi. 
In Italia, invece, l’iniziativa è partita diretta a tutti i bambini in quanto i potenziali benefici sono sui rapporti interfamiliari e  perché viene favorito il dialogo tra bambini ed adulti. 
La lettura diventa uno strumento di comunicazione tra famiglia e bambino e diventa un momento di stare insieme, di condivisione,  di dialogo, di esperienza e di sentimenti. I pediatri possono avere un ruolo positivo nell’aiutare i bambini a crescere amando i libri e i genitori a trasmettere il piacere della lettura infatti già a cinque o sei mesi i bambini mostrano interesse verso le immagini dei libri illustrati e a quell’età i loro genitori sono particolarmente recettivi verso le informazioni fornite sullo sviluppo dei bambini. 
Un altro beneficio è una migliore capacità del bambino di interpretare il testo letto, e quindi anche un miglior successo scolastico. Inoltre nelle famiglie che praticano questa attività si comprano anche più libri per gli adulti. Promuovere la lettura ad alta voce ai bambini, molto precocemente, è utile perché è documentato che questa prassi ha effetto sullo sviluppo cognitivo e sul consolidamento del rapporto con i genitori. 
Leggere ai bambini piccoli, prima dei 5 anni, anche se non seguono la storia, aiuta piano piano a familiarizzare col libro in un modo piacevole, questo per il futuro, e nell'immediato sarà di giovamento al rapporto con i genitori. 
Per ovviare alla dichiarata mancanza di tempo di molti genitori si può consigliare loro di dedicare alla lettura almeno il periodo che precede l’addormentamento del bambino, stabilendo così delle precise abitudini per facilitare il sonno. Durante la lettura i genitori possono rendersi conto dell’interesse, delle espressioni e dei comportamenti dei propri figli molto più che durante il gioco libero. La lettura ripetuta può, inoltre, prevedere percorsi di complessità crescente: dalla semplice definizione degli oggetti rappresentati nel libro, alla classica lettura-racconto, fino alla creazione di favole che il bambino può inventare partendo dai materiali presenti nelle pagine del libro
Per favorire questa iniziativa si è creata una rete con  istituzioni comunali dedicate ai bambini, nelle biblioteche per ragazzi, nelle biblioteche scolastiche, in quelle di quartiere, nelle amministrazioni comunali; l’iniziativa si è anche diffusa negli ospedali pediatrici. 
Vantaggi della lettura ad alta voce
•        crea l’abitudine all’ascolto
•        aumenta i tempi di attenzione
•        accresce il desiderio di imparare a leggere
•        è un’esperienza molto piacevole per l’adulto e il bambino

Quando leggere con i vostri bambini
•        potete riservare alla lettura un momento particolare della giornata – prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, magari scegliendo dei momenti durante i quali siete entrambi più tranquilli
•        se il bambino si agita o è inquieto non insistete
•        approfittate dei momenti di attesa – durante un viaggio, dal medico, in coda presso un ufficio pubblico
•        la lettura sarà di conforto al vostro bambino quando è malato

Come condividere i libri con i vostri bambini
•        scegliete un luogo confortevole dove sedervi
•        recitate o cantate le filastrocche del suo libro preferito
•        cercate di eliminare le altre fonti di distrazione – televisione, radio, stereo
•        tenete in mano il libro in modo che il vostro bambino possa vedere le pagine chiaramente
•        fategli indicare le figure
•        parlate delle figure e ripetete le parole di uso comune
•        leggete con partecipazione, create le voci dei personaggi e usate la mimica per raccontare la storia
•        variate il ritmo di lettura – più lento o più veloce
•        fategli domande: cosa pensi che succederà adesso?
•        lasciate che il bambino faccia le domande e cogliete l’occasione per parlare
•        fate raccontare la storia dal vostro bambino
•        lasciate scegliere i libri da leggere al vostro bambino
•        rileggetegli i suoi libri preferiti anche se lo chiede spesso

E ricordate
•        se voi amate la lettura il bambino lo sentirà e l’amerà anche lui
•        mettete a disposizione del vostro bambino quanti più libri possibile, portandolo anche in biblioteca


CONSIGLI  GENERALI AI GENITORI PER LA SCELTA DELLA LETTURA AI BAMBINI IN BASE ALL’ETA’ E ALLE CARATTERISTICHE DEL BAMBINO:
Queste brevi indicazioni possono servire a seguire e comprendere lo sviluppo del bambino. I bambini seguono percorsi di sviluppo anche molto diversi e con tempi diversi: alcuni bambini iniziano a camminare e a dire le prime parole prima e altri dopo, alcuni possono iniziare a fare una cosa prima di un’altra e così via. Queste indicazioni sono tutt’altro che rigide e i tempi reali dei bambini possono variare rispetto a quelli indicati. Il  pediatra  potrà spiegare queste cose nel corso delle visite di controllo dei primi anni di vita e potrà chiarire eventuali dubbi.

Leggere ad alta voce
•        crea l’abitudine all’ascolto
•        aumenta i tempi di attenzione
•        accresce il desiderio di imparare a leggere
•        è un’esperienza molto piacevole per l’adulto e il bambino

Quando leggere con i vostri bambini
•        potete riservare alla lettura un momento particolare della giornata – prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, magari scegliendo dei momenti durante i quali siete entrambi più tranquilli
•        se il bambino si agita o è inquieto non insistete
•        approfittate dei momenti di attesa – durante un viaggio, dal medico, in coda presso un ufficio pubblico
•        la lettura sarà di conforto al vostro bambino quando è malato

Come condividere i libri con i vostri bambini
•        scegliete un luogo confortevole dove sedervi
•        recitate o cantate le filastrocche del suo libro preferito
•        cercate di eliminare le altre fonti di distrazione – televisione, radio, stereo
•        tenete in mano il libro in modo che il vostro bambino possa vedere le pagine chiaramente
•        fategli indicare le figure
•        parlate delle figure e ripetete le parole di uso comune
•        leggete con partecipazione, create le voci dei personaggi e usate la mimica per raccontare la storia
•        variate il ritmo di lettura – più lento o più veloce
•        fategli domande: cosa pensi che succederà adesso?
•        lasciate che il bambino faccia le domande e cogliete l’occasione per parlare
•        fate raccontare la storia dal vostro bambino
•        lasciate scegliere i libri da leggere al vostro bambino
•        rileggetegli i suoi libri preferiti anche se lo chiede spesso

E ricordate
•        se voi amate la lettura il bambino lo sentirà e l’amerà anche lui
•        mettete a disposizione del vostro bambino quanti più libri possibile, portandolo anche in biblioteca





A 6 mesi il bambino 
•        prende gli oggetti, li segue con lo sguardo se cadono
•        inizia a gorgheggiare e ad emettere i primi suoni vocalici
•        è attratto dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di “mangiare”
•        ama le routine (es. la lettura della storia prima della nanna)
Ai bambini piacciono le ninne nanne che accompagnano il suono della parola al movimento del corpo, al contatto fisico, alle sensazioni olfattive e visive, e, talvolta, anche gustative. 

A 9 mesi il bambino
•        sta seduto e si tiene eretto appoggiandosi
•        afferra meglio gli oggetti, li ispeziona e li morde
•        comincia a ripetere suoni sillabici (ba-ba)
•        gioca a nascondino (cucù-sette)
I libri a questa età e fino a 12 mesi  devono essere possibilmente resistenti, atossici, con colori vivaci e oggetti familiari o figure di bambini. 

A 12 mesi il bambino
•        si muove a carponi e inizia i primi passi 
•        cerca gli oggetti nascosti 
•        inizia a dire le prime parole (ma-ma, pa-pa)
•        tiene il libro, aiutato, e gira più pagine alla volta
I libri devono essere robusti e maneggevoli. Le figure preferite riguardano azioni familiari (mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali, mentre i testi preferiti sono ad es. le filastrocche. Il contatto fisico con l’adulto è fondamentale.

A 15 mesi il bambino
•        cammina piano con incertezza
•        osserva le espressioni dei genitori per essere approvato nelle sue esplorazioni
•        ripete e imita le espressioni (sorpresa, negazione)
•        non ha la pazienza di stare seduto a lungo
Ai bambini piacciono il libri  con frasi brevi e facili, che il bambino possa imparare ad anticipare.


A 18 mesi il bambino
•        cammina più sicuro
•        costruisce una torre con tre o più elementi
•        indica gli oggetti desiderati con l’indice
•        ha un vocabolario di diverse parole
•        imita il linguaggio calcando sull’intonazione
Ai bambini piacciono libri che parlano di  animali (con versi buffi e rumori), di bambini, delle cose di ogni giorno, con frasi brevi e semplici.

A 24 mesi il bambino
•        corre, ma l’equilibrio è ancora precario
•        indica le parti del corpo
•        ha un vocabolario di alcune decine di parole e inizia a combinare due parole in ogni frase
•        trascina i libri in giro per la casa e “legge” alle bambole
Ai bambini piacciono le storie che danno l’opportunità di identificarsi con i personaggi, che raccontano prove da superare, che fanno ridere. Quando si passeggia con il bambino gli si possono leggere anche le scritte, i cartelli e i segnali.

A 30 mesi il bambino
•        sale e scende le scale autonomamente
•        ha un vocabolario in rapida espansione 
•        ha intenti comunicativi e comprende molto di più di quanto è capace di esprimere
•        inizia a rappresentarsi in un’attività che ha fatto o che farà
•        si veste da solo
Ai bambini piacciono storie di bambini della loro età che narrano momenti di vita comune (andare a scuola o dal dottore), di amicizia, di fratelli o sorelle, ma anche libri fantastici, avventurosi. I testi devono essere semplici, o si possono semplificare, in modo da poter essere memorizzati, “letti” autonomamente, o in modo che il bambino possa concludere la frase iniziata dall’adulto. Le fiabe tradizionali (e in particolare quelle “del perché” - animali parlanti che spiegano le cose) aiutano anche a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sè. Al bambino piace scegliere la storia e gli piace anche farsela leggere molte volte.