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domenica 29 marzo 2020

LAVORI PER BAMBINI A CASA

Caro dottore
I miei figli di 2,4 e 6 anni sono abituati a stare all’aperto e a fare tanta attività fisica.
Stare a casa tra faccende domestiche, riordinare anche i giochi e le loro camerette perennamente in disordine e stare dietro alle proteste e rivendicazioni dei bambini c’è da uscire di testa. Qualche consiglio?

Cara mamma
Direi prima di tutto bisogna cercare di non fare i genitori maggiordomi (o “colf”) che accudiscono completamente il bambino mentre dai primi anni di vita si deve cercare di favorire l’autonomia, responsabilizzando il bambino e certe cose facendole fare come un gioco. Gioco che diventerà  routine e il bambino farà poi sempre man mano che cresce . A volte i genitori intervengono perché
e i bambini hanno tempi diversi, sono un po’ lenti, ad esempio a vestirsi, e il genitore lo aiuta o si sostituisce a lui e questo diventa comodo per il bambino che pian piano lascia fare e diventa una sua routine. A volte invece i bambini i “subiscono” l’ingerenza dei genitori ma vorrebbero una maggior autonomia.
In ogni modo l’effetto è assolutamente diseducativo e impedisce al bambino di acquisire una autonomia oltre a condizionale la vita della famiglia.
Una soluzione? Prima prendiamone coscienza e poi istituiamo una sana attività fisica: aiutare nei lavori casalinghi. Come? Facendoci aiutare nei LAVORI DOMESTICI dal rifare il letto, a dare mangiare all’animale domestico, ad  aiutare i fratellini più piccoli. Dobbiamo tornare alle vecchie abitudini, di quando la mamma si imponeva di rifare il letto, di sistemare il caos in casa.
Si può partire fin dai due anni iniziando ovviamente dai compiti facili come riordinare i giocattoli, mai tirarne fuori uno se non si è messo via quello precedente, approfittando dello spirito di emulazione dei bambini che tendono ad imitare l'adulto
Vanno inoltre anche coinvolti nella spesa e nella preparazione dei cibi
.    BAMBINI DI 2-3 ANNI. rimettere i giochi nelle scatole, gettare i rifiuti nella spazzatura, apparecchiare la tavola, mettere a posto le riviste e i libri
2.    BAMBINI DI 4-5 ANNI. dar da mangiare agli animali domestici, apparecchiare la tavola (ma con piatti e bicchieri non fragili), appaiare i calzini, innaffiare le piante... I bambini di età prescolare amano dimostrare di essere capaci e indipendenti. Concentratevi non tanto sul risultato, ma sull'impegno.
3.    BAMBINI DI 6-7 ANNI. aiutare a preparare il pranzo, fare i letti, aiutare a mettere via la spesa, buttare la spazzatura.
4.    BAMBINI DI 8-9 ANNI. cucinare piatti semplici, apparecchiare e sparecchiare, caricare e svuotare la lavastoviglie, piegare e mettere via i vestiti, sostituire la carta igienica, passare l'aspirapolvere o rastrellare.
5.    BAMBINI DI 10-12 ANNI. A questa età possono: lavare piatti e pentole, passare la scopa, lavare il bagno, aiutare a portare la spesa.
6.    DAI 13 ANNI IN SU. A questa età possono: fare da babysitter ai fratellini, aiutarli con i compiti, cucinare la cena una volta alla settimana, portare fuori il cane... E' importante che un figlio adolescente impari a cavarsela da solo in quasi tutte le faccende domestiche. Attenzione però che gli insegnamenti non rispecchino stereotipi di genere: i maschi devono imparare a cucinare, a stirare, a fare il bucato e le femmine a maneggiare un trapano, cambiare l'olio della macchina e fare giardinaggio.​
I LAVORETTI VANNO PAGATI? è importante che i bambini eseguano dei lavoretti all'interno della famiglia per imparare il senso di responsabilità. Questi lavori dovrebbero essere separati dalla paghetta settimanale, che serve per insegnargli il valore dei soldi.




sabato 27 gennaio 2018

SCELTA DELLA SCUOLA PRIMARIA: quali criteri adottare ?

SCELTA DELLA SCUOLA PRIMARIA: quali criteri adottare ?
Cari Genitori  
Il 6 febbraio, alle ore 20, scade il termine per l’iscrizione dei bambini alla prima elementare (http://www.flcgil.it/scuola/iscrizioni-anno-scolastico-2018-2019-pubblicata-la-circolare-confermata-al-scadenza-del-6-febbraio-2018.flc) e la maggior parte di voi avrà sicuramente già fatto la scelto scolastica per il proprio figlio. 
Tutti i genitori che però sono ancora indecisi o dubbiosi se optare per una scuola tradizionale, internazionale, sperimentale, innovativa, competitiva o altro, è importante che tengano conto che una scelta non adatta al bambino, sia per eccesso sia per difetto di stimoli, potrebbe causare  disturbi vari quali :disturbi del comportamento, disturbi del sonno, malattie psicosomatiche, dolori addominali, cefalea ecc.
Ultimamente ho constatato che la preoccupazione dei genitori riguarda, non solo la scelta tra tempo pieno o mezza giornata con qualche rientro, ma anche l’eventualità di scegliere una scuola tedesca o internazionale sul modello americano, anziché italiana. 
Tenete conto che ogni tipo di scuola offre il proprio modello educativo e sta a voi  genitori capire quello che maggiormente si adatta al carattere del vostro bambino. 
Inoltre, per le  scuole che prevedono una educazione bilingue  spesso la scelta va fatta già all’asilo, dove i bambini, sotto forma di gioco, iniziano a confrontarsi quotidianamente con una lingua diversa da quella di mamma e papà.
Per esperienza personale sono del parere che la scelta tra una scuola e l’altra dipenda da vari fattori ma, soprattutto, dalle persone che vi lavorano.  Infatti, la scuola deve essere valutata  nella sua globalità, non solo per la sua organizzazione, i suoi progetti o quant’altro, ma dalle persone che la gestiscono, dal direttore didattico al bidello e , soprattutto, dagli insegnanti, che con i loro modi, i loro gesti, i loro desideri e soprattutto con la voglia di “educare” forgiano gli adulti di domani. 

Cosa tenere conto quando il bambino affronta questa nuova esperienza? Cosa fare e cosa non fare?
  • La maggior parte dei bimbi arriva a questo appuntamento  dopo aver fatto esperienza all’asilo nido e alla scuola materna, sapendo di ritrovare in classe qualche amichetto con cui condividere questa nuova esperienza;
  • l’ansia del nuovo ambiente, delle nuove “regole” e la paura di non essere in grado di imparare a leggere e scrivere possono creare stati di ansia nel bambino;
  • mamma e papà devono aiutare il bambino evidenziando gli aspetti positivi della scuola: “diventi grande, imparerai un sacco di cose, sarai tu a leggere i libri alla mamma..” e stimolando la curiosità.. Sono da evitare le frasi “è finita la pacchia, finalmente qualcuno che ti mette in riga..” perchè si attribuisce alla scuola un ruolo punitivo. 
  • la scuola richiede un dispendio di energie non da poco, per cui abituiamo, se non lo avessimo fatto finora, il bambino ad andare a letto presto alla sera e a fare una buona colazione al mattino. Il piccolo se è  riposato affronterà meglio la giornata. INIZIATE PRESTO E NON ALL’INIZIO DELLA SCUOLA; 
  • creiamo delle piccole ritualità per cui alla sera leggiamo storie di bambini o animali che partono e ritornano e al mattino, oppure inventiamoci un saluto davanti alla scuola tutto nostro (una mamma mi ha raccontato che nella scuola delle sue bimbe è abitudine  per  i bimbi salutare le mamme dal finestrone delle scale del primo piano prima di entrare in classe);
  • mai parlare male della scuola o degli insegnanti davanti al bambino;
     -  per quanto riguarda la mensa scolastica, ad esclusione dei  bambini allergici o intolleranti ad alcuni alimenti che  hanno diritto ad avere diete speciali, per tutti gli altri vige la dieta ufficiale, compilata da esperti dietologi (forse non tutti i giorni sarà servita la pietanza preferita, tuttavia dobbiamo stimolare i nostri figli ad assaggiare tutto, evitando di chiedere al pediatra certificati di diete speciali quanto mai folcloristiche.. “il bambino non può mangiare carne di maiale, mangia però prosciutto, wurstel”…per fare un esempio..).  MA SULLA ALIMENTAZIONE TORNEREMO



Alcuni  parametri da tenere presente nella scelta dell’istituto
1) Il dirigente scolastico può fare la differenza: "Per valutare una scuola, la prima cosa da fare è cercare di capire che tipo di dirigente scolastico è a capo dell'istituto. Infatti un preside attivo, aperto agli studenti e ai genitori, può fare davvero la differenza" come sostiene Tiziana Cristofari, pedagogista e docente.
2) Valutate la struttura, fate domande agli insegnanti, chiedete informazioni sul piani formativi e sull'offerta formativa extrascolastica che cambia da scuola a scuola. 
3)  Scegliete il tempo che fa per voi e il vostro bimbo: prima di tutto dovete capire se iscrivere vostro figlio al tempo pieno, uscita alle 16:30 o al "modulo", uscita alle 13. La scelta va fatta in base ai vostri impegni di lavoro e all'attitudine del bambino. E' chiaro che se lavorate tutto il giorno, il tempo pieno sarà la vostra scelta preferenziale. 
4) Non trascurate la vicinanza della scuola da casa.
5) Non date troppo peso alle  chiacchiere di altri genitori( in modo particolare se parlano di questo o quel docente) ma chiedete informazioni alle mamme che conoscete che sono già nella scuola. 
6)  Valutate eventuali  servizi aggiuntivi quali attività sportive o tempo dedicato a musica o lettura.
7) Verificate se vi sono sufficienti strutture logistiche: giusti spazi e il giusto tempo per alternare lo studio all’attività motoria. Se possiede spazi all’aperto  dove i bambini possono “sfogare” le proprie energie e il desiderio di movimento durante gli intervalli e quanto tempo viene dedicato allo sport.
8) Se i  genitori possono essere presenti, e graditi, nella scuola: questo è  indice di apertura e volontà di affrontare un progetto educativo insieme alle famiglie, nell’ambito del quale lo scambio e il confronto è accettato come stimolo di crescita e miglioramento.
La presenza dei genitori è anche indice d’interesse diretto verso l’attività della scuola e un supporto estremamente importante dove la scuola non può arrivare. 
9) Che tipo di supporto offre la scuola per i disturbi dell’apprendimento? O a disturbi più complessi come i ritardi cognitivi o disagi psichici?
10) Verificate se gli operatori sanno fare almeno la Manovra antisoffocamento o, meglio, un Corso di Primo Soccorso Pediatrico

Domanda di genitore:
E’ utile la frequenza di una scuola di lingua madre straniera in bambino “non” bilingue?

Cari genitori, faccio una premessa.
(ovviamente il bilinguismo dalla nascita è un altro discorso che affronterò in altri post)
L’approccio alla scelta della scuola deve essere valutato per l’assetto emotivo, psicologico e generale di ogni singolo bambino. Esistono, ad esempio, anche scuole per “plusdotati” che sarebbero danneggiati ad andare in una scuola “normale” ma se mandiamo un bambino “normale” in una scuola da superdotati non faremmo il suo bene.
Qualora doveste optare  per la scuola a lingua madre straniera consiglierei una vostra attenta valutazione del rapporto tra possibili vantaggi di fronte ai possibili rischi. 
Magari con il supporto del vostro pediatra e, se il caso, di un psicopedagogista. 
La prima elementare pone già problemi ad alcuni bambini (cambia la didattica, i bambini debbono seguire regole, meno gioco rispetto all’asilo) poiché debbono imparare a leggere, a scrivere e a far di conto, debbono imparare a stare seduti molte ore e  vengono richiesti compiti con tempi attentivi sostenuti e selettivi). 
Per imparare una lingua  ci sono molti corsi estivi dove l'apprendimento della lingua è basato sul gioco e sul fare esperienza. 
Sull’argomento che abbiamo discusso tra pedagogisti e pediatri mi sento di dire che la scelta è vostra, in base a come è vostro figlio (e non in base ad aspettative “nostre” teoriche o a certe mode del momento).
In genere in certe scuole di “elite” le richieste di apprendimento sono discretamente alte e il metodo di insegnamento si basa molto sull'autonomia, sul crescere in fretta ed imparare presto ad autogestirsi. Alcuni bambini  riescono a sostenere il carico ma altri  che hanno qualche difficoltà negli apprendimenti (linguaggio...) o sono più emotivi  (ansiosi, timidi) possono  essere penalizzati.
I bambini che non riescono a "viaggiare" con due lingue possono poi  arrivare a sentirsi inadeguati se quotidianamente si relazionano con bambini che spesso, già dalla nascita, parlano la seconda lingua.

Nuove iniziative scolastiche
  • Molto bella l’iniziativa “a scuola senza zaino”. I bambini non hanno la cartella (al massimo usano una cartelletta per portare i compiti a casa) e le classi sono divise in aree: ci sono l’agorà, dove i piccoli discutono tra loro, i banchi dove modellare e costruire, i laboratori delle parole e quelle dei numeri. E anche qui i bambini partecipano attivamente a decidere cosa fare durante la giornata di studio. Può quindi capitare che durante la stessa ora un gruppo di studenti lavori a una ricerca nello spazio computer, uno costruisca un vulcano di cartapesta e l’altro metta insieme un cartellone che spiega come si forma la pioggia.
  • In alcune città sezioni sperimentali Montessori il metodo si basa sull'indipendenza e sulla libertà del bambino di scegliere il proprio percorso educativo. Niente banchi e letterine tracciate una in fila all’altra sul quaderno per imparare a scrivere, ma tavolette di legno in cui sono incise la a, la b, la c.  L’insegnamento rispetta l’individualità di ognuno e gli studenti sono lasciati liberi di lavorare secondo i loro ritmi e interessi. Informazioni utili su Fondazione Montessori e Opera Nazionale Montessori.

  • in Lombardia dal 2010 si è partiti con il progetto sperimentale “Bilingual Education Italy / Istruzione Bilingue Italia (BEI/IBI) nella scuola primaria” nell’ambito del quale alcune materie curriculari vengono insegnate totalmente in inglese e, ovviamente, il numero di ore dedicato alla lingua è superiore.

giovedì 11 agosto 2016

DECALOGO PER GENITORI DA MONTESSORI

DECALOGO PER GENITORI DA MONTESSORI
Tratto da: 
http://www.montessori4you.it/il-decalogo-del-genitore-montessori-da-0-a-2-anni/
1. Trattate il vostro bambino come un “piccolo adulto”
2. Usate la disciplina positiva
3. Dategli l’opportunità di provare cose nuove
4. Non interrompete i suoi momenti di concentrazione
5. Incoraggiate invece di premiare
6. Proponetegli delle scelte (senza esagerare)
7. Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione
8. Rispettate il vostro bambino
9. Dimenticare l’orologio (concetto del tempo)
10. Spegnete la TV

1. Trattate il vostro bambino come un “piccolo adulto”
-  rispetto verso il vostro bambino come lo avreste per un adulto che amate e stimate:
·      Chiedete cortesemente invece di dare ordini,
·      Parlate con calma e senza urlare,
·      Abbassatevi al suo livello quando gli parlate, in modo da guardarlo negli occhi e non dall’alto in basso.
- Non parlate del bambino con altre persone in sua presenza, anche se credete che sia ancora troppo piccolo per capire.
Basate la relazione con vostro figlio sul rispetto reciproco: vostro figlio è una persona in sé, non una vostra proprietà.

2. Usate la disciplina positiva
-       utilizzare forme linguistiche affermative piuttosto che negative,
-       spostare l’attenzione del bambino piuttosto che combattere frontalemente la sua volontà,
-       lodare le azioni e gli atteggiamenti positivi correggendo quelli negativi,
-       dire no alle punizioni verbali e fisiche, alle grida e alle minacce,
-       dar poche regole, ma chiare, che devono essere sempre rispettate,
-       non affibbiare al bambino nomignoli negativi o dirgli frasi del tipo “sei brutto, sei cattivo”, piuttosto sottolineare che l’azione che ha compiuto o che il suo atteggiamento sono sbagliati.
Dietro ogni “capriccio” si cela un malessere. Il bambino vi ama immensamente e il suo obiettivo non è farvi arrabbiare. Cercate in ogni situazione di andare a fondo e di capire gli atteggiamenti del vostro bambino: sta cercando di dirvi qualcosa, spesso che non vi occupate abbastanza di lui. Nutrirlo e vestirlo, nonostante questo ci occupi molto tempo e ci dia l’impressione di prenderci cura di lui, non basta. Per il bambino sono solo bisogni e non momenti di qualità che trascorriamo insieme.
Tutti questi atteggiamenti aiuteranno il bambino a sviluppare una maggiore fiducia in sé stesso e ad avere una visione ottimistica della vita.
“La prima nozione che i fanciulli debbono acquistare per essere attivamente disciplinati è quella del bene e del male: e il compito dell’educatrice sta nell’impedire che il fanciullo confonda il bene con l’immobilità e il male con l’attività, come avveniva con le forme dell’antica disciplina. Poiché il nostro scopo è di disciplinare all’attività, al lavoro, al bene; non all’immobilità, alla passività.”
M. Montessori, “La scoperta del bambino“

3. Dategli l’opportunità di provare cose nuove
Genitori impediscono ai propri figli di provare a fare qualcosa perché la considerano inadatta alla loro età oppure la ritengono troppo pericolosa!  Come possiamo far capire ad un bambino che ancora non è pronto ad affrontare da solo quello che vorrebbe fare? Solamente lasciandolo tentare!
-       Non giudicate le sue capacità in base all’età e non impeditegli di fare qualcosa perché è troppo piccolo.
-       A volte sarete sorpresi dalle abilità del vostro bambino, altre dovrete consolare la sua frustrazione nel non riuscire a fare quello che vorrebbe, ma solo così  può imparare da solo quali sono i propri limiti e acquistare fiducia in sé stesso e nella vostra persona, vedendo che voi credete in lui e che siete sempre al suo fianco nelle difficoltà.
-       Vi accorgerete che il bambino saprà presto autoregolarsi comprendendo ciò che è in grado di fare da quello che ancora non è alla sua portata e apprenderà da solo a giudicare le situazioni potenzialmente pericolose.
-       Dimostrategli fiducia e lasciategli svolgere le attività domestiche più facili: potrà ad esempio mettere il pane in tavola, più tardi potrà portare i piatti.
-       Il vostro bambino sarà soddisfatto quando avrà la possibilità di esercitarsi e di partecipare ai compiti quotidiani dando il massimo di cui è capace.
“Noi non possiamo sapere le conseguenze di un atto spontaneo soffocato quando il bambino comincia appena ad agire: forse noi soffochiamo la vita stessa.”
Maria Montessori, “La scoperta del bambino”

4. Non interrompete i suoi momenti di concentrazione
Quello che a voi appare come un gioco per passare il tempo è invece un vero lavoro per il vostro bambino. Sta lavorando per costruirsi. Lasciatelo in pace nella sua occupazione, senza interromperlo né con commenti né con incoraggiamenti: entrambi gli atteggiamenti spezzeranno il filo magico della sua concentrazione.
-       Cercate il più possibile di lasciargli finire quello in cui è impegnato e, se proprio dovete interromperlo, spiegategliene la ragione e avvisatelo per tempo: in fondo neanche voi amate essere interrotti a metà di un lavoro importante e pensate a quanto vi costa riprendere un lavoro lasciato a metà!
-       Oggi si parla molto di disturbo di deficit dell’attenzione, non siatene la causa! La capacità di concentrazione fa parte dell’intelligenza e il bimbo deve apprenderla con il tempo, se però ogni volta che si cimenta nel concentrarsi viene distratto dalle vostre parole, non solo non riuscirà ad imparare, ma soprattutto crederà che concentrarsi non è importante.
“Vi sono nell’individuo esigenze intime, per le quali mentre egli si abbandona ad un lavoro misterioso, si richiede la completa solitudine, la separazione da tutto e da tutti. Nessuno può aiutarci a raggiungere quest’intimo isolamento che ci rende accessibile il nostro mondo più celato, più profondo, tanto misterioso, quanto ricco e pieno. Se altri ci si immischia, interrompe e perciò distrugge. Questo raccoglimento che si ottiene liberandosi dal mondo esterno, deve provenire dalla nostra stessa anima, e ciò che è intorno a noi non può influire in nessun modo fuorché con l’ordine e con la pace.”
Maria Montessori, “Il segreto dell’infanzia“

5. Incoraggiate invece di premiare
Nelle scuole Montessori, per quanto strano possa sembrare, non esistono né voti né tantomeno verifiche.
-       Il bambino non ha bisogno di essere incanalato in giudizi né di lavorare per il vostro riconoscimento.
-       La sua soddisfazione viene da sé stesso.
-       Lodate le azioni del bambino piuttosto che il bambino stesso, dirgli “Oh quanto sei bravo! Oh quanto sei intelligente!” ottiene nella sua psiche l’effetto opposto di quello che desidereremmo ottenere. Ditegli piuttosto “Oh che bel cerchio che hai disegnato! Oh come sei stato gentile!” mettendo l’accento sull’attitudine positiva del bambino.
Credo che anche voi vi sentireste un po’ stupidi se qualcuno che amate vi lodasse come siamo abituati a lodare un bambino. Se avete passato la mattinata a cucinare con amore, non è più valorizzante sentirsi dire “Mamma, che buon pranzo che hai preparato oggi” piuttosto che “Mamma che brava che sei”?

6. Proponetegli delle scelte (senza esagerare. Non lasciategli la responsabilità di decisioni importanti o farlo decidere per noi, per es. vuoi andare in vacanza al mare o in montagna?)
- Lasciate che il vostro bambino abbia la possibilità di scegliere nelle piccole cose che lo riguardano: che frutto o che yogurt mangiare, se mettere un abito piuttosto che un altro.
- Lo abituerete in questo modo nel difficile compito di prendere una decisione e lo farete sentire parte delle scelte invece di doverle subire.
- Saper prendere una decisione fa parte di quanto egli dovrà imparare per divenire un adulto libero, capace di scegliere secondo delle ragioni e non seguendo i propri istinti.
- Ogni piccola scelta quotidiana diventa una palestra di vita.

7. Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione
- Il bambino ha bisogno di fare realmente, non di far finta.
- Fornitegli del materiale “vero” di taglia adatta alla sua che possa utilizzare con uno scopo utile, al posto dei giochi finti e di plastica che imitano la vita: invece di comprargli una bellissima e costosa mini cucina finta dategli la possibilità di cucinare con voi.
“Crediamo erroneamente che il bambino più ‘ricco di giocattoli’, più ‘ricco d’aiuti’ possa essere il meglio sviluppato. Invece la moltitudine disordinata di oggetti, è essa che aggrava l’animo di un nuovo caos, e lo opprime nello scoraggiamento.”
Maria Montessori, “La scoperta del bambino”
Oggi riempiamo la vita dei nostri figli di giocattoli, ma Maria Montessori aveva notato che quando i bambini hanno l’opportunità di adoperarsi in attività concrete, non hanno bisogno né voglia di giochi: essi si concentrano e a lungo e l’attività crea in loro un’immensa soddisfazione che i giocattoli con la loro applicazione finta non producono, al contrario  essi producono frustrazione.
Preferite dunque la qualità alla quantità, scegliete dei giochi che siano ben fatti, educativi e belli. Quando acquistate un gioco chiedetevi se esso ha una finalità, se comporta delle decisioni da prendere, se incoraggerà l’esplorazione e la manipolazione del bimbo.
Date al bimbo piccolo un solo gioco alla volta e quando è sarà grande insegnategli a riordinare un’attività prima di iniziarne un’altra.
“Nei Paesi in cui l’industria del giocattolo non è tanto progredita, troverete bimbi molto differenti: sono più calmi, sani ed allegri.”
Maria Montessori, “La mente”

8. Rispettate il vostro bambino
Il bambino è talmente bello e lo amiamo talmente che avremmo voglia di stringerlo e sbaciucchiarlo in continuazione. Ricordatevi però che il bambino non è un cucciolo: è un essere umano autonomo che non vi appartiene. (Neanche un cucciolo è un pupazzo o un giocattolo).
Toccatelo e abbracciatelo solo quando è lui a chiedervelo oppure solo dopo averglielo chiesto. Cercate di trattenere i vostri slanci di effusione amorosa e dimostrategli invece il vostro amore attraverso il rispetto. Gli insegnerete in questo modo anche a rispettare il proprio corpo e quello degli altri.
Quando è, invece, il bambino a cercare le vostre carezze non fategliele mai mancare, godetevi quei momenti di esplosione amorosa tra di voi.
“Giammai attratti dalle sue grazie affascinanti dobbiamo aggredirlo con le nostre carezze: e non mai, anche se questi ci vengono quando noi siamo disposti a riceverli, mai respingere i loro slanci affettuosi, ma corrispondervi con delicatezza e sincera devozione.”
Maria Montessori, “Educazione alla libertà”

9. Dimenticare l’orologio (concetto del tempo)
- Il vostro bambino non ha il vostro stesso concetto del tempo: Non può capire “tra cinque minuti” oppure “dopo”: vive nel presente.
- Quando dovete interrompere una certa attività, ad esempio dovete andarvene dal parco giochi, avvisatelo prima e trovate dei concetti temporali che possa comprendere come: “quando suonano le campane, dobbiamo andare a casa”; “quando l’ombra dell’albero arriva nel giardino, dobbiamo andare”; “quando il sole è tramontato è sera ed è tempo di andare a letto/a casa”.
- Quando sarà abbastanza grande potrete usare una clessidra per fargli capire il passare del tempo e, ad esempio, lasciarlo leggere un libro prima di dormire fin quando il tempo della clessidra si esaurisca, poi sarà tempo di andare a dormire.
- Per quanto possibile, dimenticate la routine e l’orologio quando siete con lui: l’ora della pappa e della nanna hanno senso solo per voi. Cercate invece di capire quando ha fame e quando ha sonno e di proporgli quello che gli serve quando ne ha bisogno e non quando lo dice la vostra sveglia.
- Quando state passando un bel momento con il vostro bambino, pensate solo a quello, stampatelo nella vostra mente (anche se è l’ora di preparare la cena): il tempo passa e non ritorna più!

10. Spegnete la TV (e non fategli cercare Picachu)
Maria Montessori non ha potuto sperimentare l’enorme influenza della televisione che alla sua epoca era solamente all’inizio della propria diffusione, ma possiamo immaginare che non ne avrebbe approvato la visione da parte dei piccoli.
Per i bambini al di sotto dei due anni la Tv, il Pc, il vostro telefono e il tablet non sono degli strumenti per l’apprendimento, al contrario è dimostrato che per ogni ora passata davanti alla tv prima dei due anni il vostro bambino avrà il 30% di possibilità in più di avere disturbi del linguaggio e dell’apprendimento in età scolastica.
Anche la tv come sottofondo è dannosa, diminuendo la possibilità di concentrazione del bambino.
Non fidatevi di chi vi dice che il tale programma è adatto al vostro bambino: non lo è, la sola cosa adatta a lui è la tv spenta e la sperimentazione attraverso l’uso dei cinque sensi.
“Le condizioni che più verosimilmente nuocciono all’apprendimento precoce comprendono un’eccessiva esposizione alla televisione, l’impotenza appresa e la scarsa attività fisica.”
John Medina
Tratto da Come liberare il potenziale del vostro bambino, di Daniela Valente















sabato 28 marzo 2015

DESIDERI DEI BAMBINI (MODIFICATO DA Alessia Salvini, Coach Montessori)

Copio ( e mi permetto di modificare) dal sito di Alessia Salvini (Tata&FamilyCoach Montessori)  . Trovate il testo originale qui: http://www.alessiasalvini.it/i-10-desideri-dei-bambini-il-montessori-a-casa/ quelli che possono essere dieci desideri dei bambini e dal punto di vista del genitore desideri e doveri

1) AMORE  –  La concezione è, o dovrebbe essere sempre, un atto d’amore. Un atto d’amore per noi come singoli, come coppia, come famiglia, come società. La nascita di un bambino realizza il desiderio di esprimere vita.
Solo l’amore consente di crescere provando l’amore per la vita, per gli altri, per gli animali,
per il sapere, per le regole e per il rispetto.
2) ATTENZIONE  e TEMPO  –  Il tempo dedicato ai figli e non i regali o altri beni materiali è il  bene più preziosi. La presenza, la cura, il gioco, la condivisione: nessun regalo, per quanto prezioso, nessuna baby sitter può sostituire il bene unico e prezioso
della presenza dei genitori.
3) RISPETTATE I TEMPI DEI BAMBINI  –  Non forzarli, non precedere i tempi, non obbligateli a fare dei passaggi che non rispettano il loro sviluppo psicofisico, la loro competenza emotiva. I figli vi amano e potrebbero fare cose che non vorrebbero fare per compiacervi
4) RIMANETE AL LORO FIANCO  nei passaggi della vita. Fate sentire la vostra compagnia, il vostro sostegno, la vostra presenza. Non negate il vostro affetto, comprensione, vicinanza. CON QUESTO NON SOFFOCATE IL LORO DESIDERIO DI AUTONOMIA: hanno bisogno di esplorare il mondo e la vita ma, inizialmente, dovete essere al loro fianco.
5) CONSENTITE DI SBAGLIARE senza giudicare, senza dare voti, senza emettere sentenze, giudizi, perché sbagliare fa parte dell’esperienza della vita. Attraverso gli errori si impara.
6) NON FATE CONFRONTI CON FRATELLI O SORELLE O CON ALTRI BAMBINI. Ogni bambino ha il suo carattere, le sue peculiarità, le sue attitudini. Se non è un campioncino di calcio magari ha altre predisposizioni
6) DATE LA VOSTRA GUIDA  –  Se li guidate  (CON L’ESEMPIO E NON SOLO CON LE PAROLE)  lungo la strada della vita, vi seguiranno, faranno come voi, impareranno ad andare, ad affrontare le salite, le scalate, a evitare i burroni, a esplorare le grotte, a trovare i luoghi giusti dove riposare. Se voi li guidate, impareranno a a gestirsi nella vita e, nel tempo, diventeranno anche loro delle guide per  i loro figli.
7) DATE REGOLE CHIARE , limiti ben precisi. Poche e chiare regole comprensibili alla mente e al cuore. CONCEDERE TUTTO NON E’ UN ATTO DI AMORE , ANZI. Regole che aiutino a trovare la strada dei comportamenti sereni. Regole che voi stessi rispettate.
8) SIATE AFFIDABILI e non tradite mai le promesse che  fate. Quando promettete mantenete e fate promesse che potrete mantenere
9) MOSTRATE L’AMORE CHE PROVATE  per noi. Tutti i bambini (e anche noi adulti) Abbiamo hanno bisogno di coccole. Perché: “Le coccole fanno maturare il cervello” (Arthur Janov).
10) DATE SPAZIO ALLA GIOIA , aprite il vostro cuore alla gioia, ricercatela e donatela a noi poichè è la gioia a illuminare la vita, a creare quelle preziose, intime, psicologiche condizioni che consentono di affrontare le esperienze della vita con la serena consapevolezza e la speranza di essere amati e di poter ricambiare il dono.
11) IMPARATE LE MANOVRE SALVAVITA E CENNI DI PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO

(Modificato  da Claus Dieter Kaul, formatore Montessori)