🏷️ L’epoca delle etichette (autismo, dislessia, ADHD ecc,): quando una diagnosi rischia di diventare un destino
Sempre più spesso genitori mi dicono:
👉 “Dottore, mio figlio è stato etichettato come…”DSA. ADHD. Autismo.
Parole che nascono per aiutare ❤️, ma che a volte finiscono per definire tutto il bambino.
Su questo tema ha lanciato un allarme forte il neuropsichiatra Michele Zappella, nel libro Bambini con l'etichetta.
Zappella parla di una nuova emarginazione, più sottile: non l’esclusione esplicita, ma una “diversità” dichiarata troppo presto e spesso cristallizzata.
🔤 Cosa significano davvero queste sigle?
Facciamo chiarezza (le sigle non sono neutre):
🧠 DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento
(dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia): difficoltà specifiche in lettura/scrittura/calcolo, con intelligenza nella norma.
⚡ ADHD – Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività
difficoltà persistenti di attenzione, impulsività e/o iperattività che interferiscono con la vita quotidiana.
🌈 Disturbi dello Spettro Autistico (ASD)
condizioni molto eterogenee, con difficoltà nella comunicazione e nelle relazioni sociali, ma profili diversi tra loro.
👉 Le diagnosi esistono e sono importanti quando corrette.
Il problema nasce quando la diagnosi diventa un’etichetta rigida.
😔 Quando la difficoltà diventa identità
Zappella ci invita a fermarci e osservare meglio 👀.
Perché oggi accade spesso che:
- 📖 ritardi di lettura diventino subito dislessia
- 🗣️ difficoltà di linguaggio, depressioni infantili o mutismo selettivo vengano confuse con autismo
- 😶 timidezze transitorie o fragilità emotive diventino diagnosi permanenti
E le domande sono inevitabili:
❓ Com’è possibile che condizioni spesso considerate genetiche aumentino così rapidamente?
❓ E se, in alcuni casi, la diagnosi fosse errata, frettolosa o “di comodo”?
Il rischio 💔: il bambino smette di essere visto per ciò che è e viene letto solo attraverso la sigla.
🧪 Lo studio di Rosenhan: perché le etichette contano così tanto
Questa dinamica non è nuova.
Già nel 1973 lo psicologo David Rosenhan pubblicò su Science lo studio On Being Sane in Insane Places: fece entrare volontariamente alcune persone sane in ospedali psichiatrici, chiedendo loro di riferire un solo sintomo (sentire voci).
Una volta ricoverate, smisero di simulare e si comportarono normalmente, ma continuarono a essere considerate malate.
Lo studio mostrò che quando viene assegnata un’etichetta diagnostica, diventa molto difficile metterla in discussione, perché ogni comportamento viene interpretato alla luce di quella diagnosi.
Il messaggio chiave 🧩: una volta assegnata un’etichetta, tutto ciò che una persona fa viene interpretato attraverso quella lente.
Il comportamento reale passa in secondo piano. (si chiama “Profezia che si autoavvera””
Conta il contesto. Conta la diagnosi. Conta la storia già scritta.
È una lezione attualissima anche oggi: a scuola, negli ambulatori, nei servizi per l’infanzia.
❤️ Diagnosi sì. Etichette no.
Mettere in guardia dall’abuso delle etichette non significa negare i disturbi
né lasciare soli bambini e famiglie.
Significa ricordare che:
✔️ la diagnosi è uno strumento, non un’identità
✔️ lo sviluppo è dinamico, non immutabile
✔️ servono tempo, osservazione, ascolto
✔️ una sigla non racconta una persona
Come ci ricorda Zappella, il “fascino” dell’etichetta rassicura gli adulti.
Ma il nostro compito è proteggere i bambini dalle semplificazioni che rischiano di accompagnarli per tutta la vita ✨.
✨ In poche parole
✔️ Diagnosi quando servono
❌ Etichette come destino
✔️ Bambini visti come persone, non come sigle
📚 Bibliografia (link cliccabili)
Scientifica
- Rosenhan DL. On Being Sane in Insane Places. Science, 1973
👉 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/4683124/ - American Psychiatric Association. DSM-5-TR
👉 https://www.psychiatry.org/psychiatrists/practice/dsm
Divulgativa / clinica
- Michele Zappella, Bambini con l’etichetta
👉 https://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846752039 - Susannah Cahalan, The Great Pretender (rilettura critica dello studio di Rosenhan)
👉 https://www.penguinrandomhouse.com/books/566677/the-great-pretender-by-susannah-cahalan/ #BambiniNonEtichette #OltreLeSigle #OgniBambinoÈUnico #DiagnosiNonDestini
#SviluppoInfantile
#CrescereInsieme #DSA #ADHD #Autismo #Neurodiversità
Nessun commento:
Posta un commento