9 mesi salvato da soffocamento dalla mamma con le indicazioni al telefono del 112: Soffocamento nei bambini: il tempo è vita
Meglio fare un corso, ma intanto impariamo almeno la teoria
Da una notizia pubblicata da Telenuovo/TG Padova il 24 aprile 2026: un lattantedi 9 mesi stava soffocando dopo aver ingerito accidentalmente un piccolo gioco in casa. La mamma ha chiamato il 112 di Padova e, guidata al telefono da un infermiere della Centrale Operativa, è riuscita a eseguire le manovre di disostruzione prima dell’arrivo dell’ambulanza. Quando i soccorsi sono arrivati, il bambino respirava già autonomamente.
È una notizia che emoziona. Ma è anche una notizia che deve farci riflettere.
Di fronte a un bambino che non respira, ogni secondo conta. In quei momenti non c’è tempo per cercare, leggere, capire, decidere. Bisogna sapere già cosa fare. Per questo il messaggio principale è semplice:
Tutti dovrebbero fare un corso pratico sulle manovre antisoffocamento.
Un corso con istruttori preparati, manichini, esercitazioni, correzione degli errori. Perché la teoria è importante, ma le mani devono imparare il gesto corretto.
Eppure c’è un secondo messaggio, altrettanto importante: nell’attesa di fare un corso, non restiamo ignoranti. Guardiamo filmati affidabili, leggiamo istruzioni corrette, impariamo almeno la sequenza teorica delle manovre. Non sostituisce il corso, ma può fare la differenza.
Il caso di Padova lo dimostra: una madre, in un momento drammatico, ha saputo ascoltare e applicare istruzioni ricevute in tempo reale dal servizio di emergenza. Non è il primo episodio in cui una vita viene salvata da qualcuno che aveva visto un video, seguito una dimostrazione, letto una scheda o ricevuto indicazioni telefoniche da un operatore del 118/112.
La consapevolezza salva tempo. E nel soffocamento il tempo è vita.
Cosa dobbiamo sapere tutti
Il soffocamento da corpo estraneo può avvenire durante il pasto, mentre il bambino gioca, oppure quando mette in bocca piccoli oggetti. Requente anche negli adulti ricordiamolo!
La prima cosa da capire è se il bambino riesce a tossire.
Se tossisce, respira, piange o emette suoni, la tosse è ancora efficace: bisogna incoraggiarlo a tossire e osservarlo attentamente.
Se invece non riesce a respirare, non riesce a piangere, non tossisce efficacemente, diventa cianotico o perde forza, siamo davanti a un’emergenza.
In quel momento bisogna chiamare subito il 112 — o farlo chiamare da qualcuno — e iniziare le manovre corrette.
Attenzione: lattante e bambino non sono uguali
Sul mio blog trovate filmati e poster da iniziare a consultare.
La prevenzione resta la prima manovra antisoffocamento
Imparare le manovre è indispensabile. Ma ancora più importante è evitare che l’incidente accada.
Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2017 le Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica, approvate dal Consiglio Superiore di Sanità, con indicazioni per famiglie, scuole, mense, educatori e operatori sanitari.
La sicurezza non è paura: è abitudine.
· il bambino deve mangiare seduto, tranquillo, senza correre o giocare;
· non bisogna lasciarlo solo mentre mangia;
· gli alimenti duri, tondi, lisci o scivolosi vanno evitati o tagliati correttamente;
· attenzione a uva, wurstel, pomodorini, carote crude, frutta secca, mozzarelline, caramelle dure;
· attenzione anche a oggetti piccoli: pile a bottone, monete, tappi, parti di giochi, palloncini sgonfi o rotti.
Il ruolo del 112
Il caso di Padova ricorda anche un’altra cosa importante: chiamare subito i soccorsi non significa restare fermi.
L’operatore della Centrale Operativa può guidare passo dopo passo chi è presente. Per questo è utile mettere il telefono in vivavoce, seguire le istruzioni e mantenere, per quanto possibile, il sangue freddo.
La mamma del bambino salvato a Padova ha fatto esattamente questo: ha chiesto aiuto, ha ascoltato, ha eseguito.
Il messaggio ai genitori, ai nonni, agli insegnanti
Non diciamo: “A me non capiterà”. Diciamo invece: “Spero non capiti mai, ma se capita voglio sapere cosa fare”.
Ogni genitore, nonno, educatore, insegnante, baby-sitter dovrebbe conoscere almeno le basi.
Il corso resta la scelta migliore. Ma intanto guardare video affidabili, leggere materiali corretti, partecipare a incontri informativi, osservare dimostrazioni pratiche può aumentare la prontezza mentale.
E quando il tempo è pochissimo, anche aver già visto una sequenza può aiutare a non bloccarsi.
1. riconoscere i segni di soffocamento;
2. chiamare subito il 112;
3. sapere che lattante e bambino richiedono manovre diverse;
4. non mettere le dita in bocca alla cieca;
5. imparare le manovre in un corso pratico.
In conclusione
Il soffocamento è un evento raro, ma quando accade è drammatico e rapidissimo.
Non possiamo improvvisare. Non possiamo rimandare. Non possiamo pensare che riguardi solo gli altri.
Facciamo un corso. Guardiamo materiali affidabili. Parliamone con genitori, nonni, scuole e comunità.
Perché nel soffocamento da corpo estraneo una cosa è certa: il tempo è vita.
Rischi/limiti
Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce un corso pratico certificato di primo soccorso pediatrico. Le manovre devono essere apprese con istruttori qualificati e aggiornate secondo le linee guida ufficiali.
Cosa cambia da ora in poi?
Da oggi l’obiettivo non è solo “sapere che esistono” le manovre antisoffocamento, ma fare un passo concreto: iscriversi a un corso, guardare materiali affidabili, condividere informazioni corrette e prepararsi prima che l’emergenza accada.

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