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lunedì 11 maggio 2015

Bagno dopo mangiato si può fare...MA .....

BAGNO DOPO MANGIATO si o no?

Molti genitori chiedono se possono fare il bagnetto in casa dopo mangiato. La risposta è si in quanto il bagnetto si fa a temperatura corporea. Ma, e mi porto avanti per l'estate, si può fare, CON GIUDIZIO e con alcuni criteri che scrivo qui sotto anche al mare (o lago o fiume) nella stagione opportuna. 
Si debbono rispettare alcune norme di buon senso, ovviamente. 
Ricordo che a stomaco pieno  nessuna attività fisica intensa è consigliata, neanche il nuoto. 
Ma soprattutto NON VANNO TRASCURATI I RISCHI DELL'ANNEGAMENTO, ANCHE A STOMACO VUOTO, TENENDO CONTO CHE LA PRIMA CAUSA è L'IMPRUDENZA E LO SCARSO CONTROLLO (e altro che trovate qui sotto).
Una , quasi, battuta: per stare al mare per 2-3 ore senza fare il bagno perché non fare dell'altro? :-). E aggiungo imparate a fare rianimazione cardiopolmonare, almeno imparate le manovre antisoffocamento (riallego prossimi corsi)
SICUREZZA IN MARE: ATTENTI ALL’ANNEGAMENTO
(sottotitolo: per fare il BAGNO debbo far aspettare ore??)
Estate, finalmente, si spera nel tempo bello e di andare al mare, di sole. Sulle spiagge si sente il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati ad aspettare mentre aumenta il malessere e si rischia un colpo di calore. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto…..Si tratta di una bufala?
 "Non esiste un'esigenza scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno". 

OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come una mandria di bufali non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio ci mette 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come i grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, ne parlemo qui sotto.
“Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere?

1) "Non bisogna  abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, attività fisica intensa come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 2) La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope". 


Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida?
"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".

RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. 
Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.

Torniamo alla congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi?
Uno evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche quattro o cinque ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele. 
Analizzando invece la letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare. In tal senso, direi che subito dopo un pasto abbondante non è il caso per un bimbo di 10 anni di fare una gara con il fratellino di 7 a chi arriva prima alla boa, ma giocare sulla battigia e nuoticchiare non ha realmente controindicazioni.
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni 
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda 
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf



martedì 20 maggio 2014

SICUREZZA AL MARE (E PISCINA E LAGO E FIUME) PER GENITORI E BAMBINI

Cari Genitori
Tra poco si inizierà, speriamo, ad andare al mare e il rischio di annegamento purtroppo esiste. E' tra le prime cause di mortalità in età pediatrica (vedete grafico: drowning), anche prima del soffocamento da corpo estraneo  e subito dopo gli incidenti automobilistici. Qui alcuni consigli per la sicurezza in acqua

Sicurezza al mare per bambini (e genitori)
Alcuni dati sul nuoto tratti dal sito:  www.educazioneacquatica.it. Consiglio anche il sito www.salvamento.it in varie parti e raccomando  l’iniziativa “Papà ti salvo io” http://www.salvamento.it/index.php/progetti-e-attivita/papa-ti-salvo-io-10-regole-doro-per-un-bagno-sicuro.html

Ricordo un utili consigli per tutti che trovate sul sito segnalato:
  1. Valuta le capacità natatorie

Saper stare a galla non significa necessariamente saper nuotare. Una persona capace di galleggiare ma che non è in grado di effettuare tecniche di respirazione sott'acqua è un potenziale annegato.

 
  2. Mai da solo in acqua

Un crampo, un'onda improvvisa, un trauma anche leggero in acqua possono essere causa di problemi e possibile annegamento. Ecco perché in mare e tratti di spiaggia non sorvegliati è bene nuotare sempre in gruppo.
 
  3. Fare attenzione al freddo e al salto termico

Uno sbalzo termico troppo repentino tra la temperatura esterna e quella dell'acqua potrebbe provocare un'idrocuzione. Ecco perché è bene entrare sempre in acqua in modo graduale evitando gli shock termici.
 
  4. Evitare di entrare in acqua quando non ci si sente in perfette condizioni psico-fisiche
 
  5. Mai bere acqua o bibite ghiacciate prima di entrare in acqua
 
  6. Non entrare in acqua se le condizioni meteorologiche sono difficili o il mare particolarmente agitato.
 
  7. Non forzare mai le proprie prestazioni

In caso di stanchezza, crampi meglio evitare di spingersi troppo al largo.
 
  8. Fare molta attenzione ai tuffi

Prima di tuffarsi dagli scogli, controllare sempre la profondità dell'acqua ed escludere la presenza di eventuali massi nell'arco di almeno 4/5 metri.
 
  9. Fare attenzione alle apnee ed evitare l'iperventilazione

Durante l'apnea è assolutamente vietata l'iperventilazione (atti respiratori rapidi e veloci) dal momento che tale pratica potrebbe provocare la sincope. Sott'acqua è consigliato effettuare delle respirazioni lente e profonde facendo precedere l'immersione da un buon rilassamento psico-fisico.


Alcuni dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, sull’annegamento in età pediatrica
(dati su scala mondiale ed europea)
- E’ tra le prime cause di mortalità accidentali  
- 3 milioni di bambini sono vittime di infortuni in acqua e rischiano di annegare  (5000 bambini solo in Europa)
- nel 2010 negli Stati Uniti d’America (USA) secondo i dati dei CDC (Center for Disease Control) solo nel 2010 sono morti per annegamento 1382 soggetti dalla nascita ai 24 anni, rappresenta la prima causa di morte per incidente da 1 a 4 anni  (436 bambini), la seconda causa da 5 a 9 anni e la terza causa da 10 a 14 anni. (La prima causa sotto a 1 anno è il soffocamento da corpo estraneo, nelle età dai 10 ai 44 anni la prima causa sono gli incidenti da traffico).
Cari Genitori i dati sono impressionanti, e non solo per i bambini: guardate qui sotto:
Alcuni dati sul nuoto tratti dal sito:  www.educazioneacquatica.it
• Quasi il 40% degli Italiani non sa nuotare !
• Solo il 32 % sa nuotare effettuando la corretta respirazione
• Solo il 41 % riesce a mantenersi a galla con facilità in acqua profonda
• Solo il 35% riesce a mantenere gli occhi aperti sott’acqua al mare o in piscina
• Il 93 % ritiene importante sensibilizzare i genitori e fornire loro strumenti educativi utili
Risultati indagine statistica 2012 Istituto Piepoli SpA  (Indagine commissionata da Acquatic Education).
APPARE IMPORTANTE QUINDI CHE SI DIFFONDA LA CULTURA del nuoto sia nei bambini che negli adulti. Trovate utili istruzioni e un volume a questo indirizzo: http://www.educazioneacquatica.it/public/uploads/pdf/ESTRATTO_ED_ACQUATICA.pdf
A livello Mondiale i bambini sotto ai 5 anni sono a maggior rischio di annegamento. Inoltre
NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI LA MAGGIOR PARTE DEGLI ANNEGAMENTI CHE COINVOLGONO I BAMBINI AVVIENE IN PISCINA.
NON PERDETE MAI DI VISTA VOSTRO FIGLIO IN PROSSIMITA’ DI ZONE D’ACQUA!!!

Imparate a nuotare e insegnate a Vostro figlio/figlia a nuotare. L’acquaticità di acquista fin dai primi periodi di vita ma si impara a nuotare solo dopo i 4 anni.

lunedì 16 luglio 2012

PREVENZIONE ANNEGAMENTO: mare (e lago e fiume) sicuro.

Cari genitori. Ieri al mare una strage (vedete in fondo)
Siti consigliati:
- www.salvamento.it
- www.educazione acquatica.it


Vi segnalo questa iniziativa, utile, per i bambini e il nuoto patrocinata dal Ministero della Salute. Godiamoci il mare, o la piscina o il lago o il fiume, per avere refrigerio conoscendo cosa fare e come comportarci.

Campagna sociale di sensibilizzazione “Acquaticità e sicurezza 0-12 anni. Dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare" promossa dall’associazione Acquatic Education e patrocinata dal Ministero. L’iniziativa, ideata da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea e tra i massimi esperti in educazione acquatica familiare, tocca una tematica molto importante: gli annegamenti e i semi-annegamenti.

Purtroppo ogni anno in Europa sono circa 5.000 i bambini tra 1 e 4 anni che perdono la vita per annegamento e nel mondo sono circa 175.000 le vittime tra 0 e 17 anni. L’Italia con il suo clima mite, i suoi 8.000 km di coste, laghi e fiumi balneabili è uno dei paesi potenzialmente più esposti a questo fenomeno. E’ quindi prioritario, sensibilizzare, istruire ed educare, nel modo più consono, più dinamico e duraturo, coloro che per primi devono sovrintendere alla sicurezza acquatica dei bambini: i genitori.
Con lo slogan: “Con Tuo figlio in acqua devi sempre sapere cosa fare” la campagna si rivolge proprio ai genitori, sottolineando il ruolo importante che sono chiamati a svolgere per la sicurezza in acqua dei loro bambini, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare.

In particolare l’iniziativa prevede una specifica sensibilizzazione sui mezzi di informazione nazionali (carta stampata, tv, radio, web), la diffusione di uno spot TV e radio di 30” e la creazione di una “Guida” in dvd e in documento formato pdf, suddivisi per fasce di età e location (casa, piscina, mare, lago e fiume) dove i genitori possono trovare tutte le procedure teoriche e pratiche per la fruizione dell’ambiente acquatico. La guida sarà distribuita gratuitamente in tutti i reparti di maternità alle neo mamme, la regione che per prima inizierà a distribuire i dvd sarà la Valle d’Aosta.
Consultando il sito internet www.educazioneacquatica.it è possibile vedere lo spot, scaricare gli mp3 con i consigli generali, richiedere il dvd e la guida in formato pdf.

IL DECALOGO ACQUATICO DEL BRAVO GENITORE
1 Educa i tuoi figli ad una buona acquaticità, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare: se non sai come affrontare con sicurezza l’ambiente acquatico informati e apprendi.
2 Tieni sempre a vista i bambini anche nelle piscine e nei tratti di mare sorvegliati dai bagnini.
3 Sorveglia attentamente i bambini anche quando hanno i braccioli o ausili per il galleggiamento.
4 In acqua con i tuoi bambini gioca, divertiti ma valuta sempre le tue capacità natatorie. Inoltre rispetta e fai rispettare ai tuoi figli i divieti di balneazione.
5 La maggior parte di laghi e dei fiumi non è balneabile: In acque torbide e prive di sorveglianza evitate la balneazione anche se siete nuotatori esperti.
6 Ogni azione genera una conseguenza: non avere comportamenti eccessivi e sii un genitore prudente.
7 Ricordati che l’apnea è pericolosa anche in un metro d’acqua, ammira i fondali ma al primo bisogno di respirare riemergi. Utilizza il sistema di coppia: uno in superficie e l’altro si immerge. Utilizza sempre il pallone segnasub.
8 Rispetta l’ambiente acquatico marino: guardare e non toccare. Alcune specie possono essere pericolose.
9 In barca o sul gommone prendi visione delle norme e fai indossare il giubbetto salvagente ai bambini.
10 Se avvisti una boa con una bandierina stai almeno a 100m di distanza, significa che c’è un subacqueo in immersione.

Un Caro Saluto