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lunedì 13 luglio 2020

Bambini annegati - si può fare il bagno dopo mangiato??

Bambini annegati - si può fare il bagno dopo mangiato??
In Italia 400 persone all'anno muoio annegate. E tra queste molti bambini. A volte in pochissima acqua, anche pochi cm, a volte sotto agli occhi di adulti.
La preoccupazione che tutti, diciamo molti, hanno è quella del ipotetico, mai dimostrato e non esistente (salvo situazioni particolari che descrivo qui sotto) del bagno dopo mangiato.
Trovate qui sotto alcuni link sul tema ma intanto focalizziamo sull'annegamento.
Sul bagno dopo mangiato so che per quanto se ne parli tanti continueranno a comportarsi come prima (attesa di 2-3 ore). A costoro consigliere solo, a questo punto, che forse è meglio passare le vacanze in località "non balneabili".
Sapete che molti non sanno riconoscere se una persona sta annegando?
Innanzitutto è fondamentale sapere che chi sta annegando non grida per chiamare  aiuto o agita le braccia.
Le ragioni sono ovvie: il sistema respiratorio ha come funzione basilare quella di respirare, la parola è una funzione secondaria. Prima di poter gridare, bisogna riuscire a respirare. In secondo luogo, è impossibile per un individuo che stia annegando agitare le braccia per richiamare l’attenzione. Le braccia infatti reagiscono involontariamente e si pongono allargate sotto la superficie dell’acqua. Questo permette alla persona di rispuntare fuori dal filo dell’acqua per qualche secondo per cercare ossigeno prima di scomparire. Il bambino più piccolo, sotto ai 6 anni, quando immerso nell’acqua non riesce a sollevare bene la testa in quanto è  più pesante rispetto al corpo È per questo assume un galleggiamento in posizione prona con il volto  immerso.
Il bambino di età superiore ai 6 anni tende invece ad avere un galleggiamento verticale e con le braccia allargate batte sull’acqua (potrebbe dare l’idea di giocare). 
Riconoscere l’annegamento è quindi cruciale: la metà dei bambini che annega ogni anno sono in prossimità dei genitori E circa nel 10% dei casi l’adulto li sta effettivamente guardando, spesso senza avere la minima idea di ciò che sta accadendo.Annegamento: come evitarlo, come riconoscerlo e cosa fare
Abbiamo già parlato di cibo e bagno: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/06/si-puo-fare-bagno-dopo-mangiato.html
ANNEGAMENTO
Gli annegamenti e i semi-annegamenti sono eventi molto gravi che spesso riguardano la
fascia di popolazione più giovane, con la più lunga attesa di vita, ed è ai primi posti tra le cause di morte per incidente dopo gli incidenti stradali, le cadute.
Nel mondo, i tassi più alti di annegamento riguardano i bambini di età compresa fra 1 e 4 anni, seguiti dai bambini di 5-9 anni di età.
La mancanza di sorveglianza da parte degli adulti è il principale fattore favorente gli incidenti di annegamento dei bambini.
Ricordate che sono descritti annegamenti nei bambini anche in piccole quantità di acqua (pozze, piscinette dei giardini, torrenti di acqua).
I fattori principali associati all’annegamento sono:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.
2. Non aver imparato a nuotare dopo i 4-5 anni
3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina
4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)
6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 
7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 
8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.


 L’evento deve essere trattato come un qualsiasi caso di arresto cardiaco. Si deve chiamare il prima possibile il 118/112 e procedere secondo le indicazioni BLS (Basic Life Support):...continua qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=annegamento

BAGNO DOPO MANGIATO:
OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, (sindrome da idrocuzione).
-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 
-       La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua  bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua e’ bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere; 
-       Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope. 
-       Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida, che può avvenire anche a digiuno?"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".
RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione.
APPROFONDIMENTI:




venerdì 2 agosto 2019

Annegamento a 30 mesi in piscinetta di casa. lettera di una mamma di un bambino affogato

Annegamento. Appello di una mamma di un bambino affogato
leggo questa notizia stamane:
    "Un bambino di due anni e mezzo è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale pediatrico Opa di Massa (Massa Carrara) dopo essere stato ritrovato dai genitori in stato di annegamento all'interno di una piccola piscina gonfiabile allestita nel giardino della loro casa a Torre del Lago (Lucca). I genitori hanno subito allertato il 118. Il bambino è andato in arresto cardiaco, i sanitari hanno provveduto a rianimarlo sul posto e poi ne hanno disposto il trasferimento in elicottero." https://www.ilmessaggero.it/italia/massa_carrara_bambino_annega_piscina_gonfiabile-4653711.html
    LETTERA DI MAMMA RICORDATE CHE
  • Annegare è silenzioso, non aspettatevi schizzi
  • Può succedere a tutti, a me è successo
  • Tratta l’acqua con paura e rispetto, non come un giocattolom o un parco
  • Non importa se sanno nuotare, può succedere a tutti, è successo a mio figlio
  • lezioni di sopravvivenza in acqua: è diverso dall’imparare a nuotare.  Insegna ai bambini piccoli come sopravvivere in situazioni di emergenza in acqua
Ecco che cosa ha scritto Kailey Holian:
La prossima settimana saranno 3 anni da quando l’abbiamo abbracciato. Quindi concedetemi alcuni minuti del vostro tempo per parlarvi di sicurezza in acqua.
Niente mi fa più arrabbiare dei messaggi generici che le persone inviano ai genitori con i soliti vecchi consigli sulla sicurezza in acqua. Come se non ci occupassimo già abbastanza dei figli in acqua o di fargli prendere lezioni di nuoto.
La sicurezza in acqua non è così semplice. Quindi questo non sarà uno di quei messaggi.
Questo è reale e crudo.
Ho controllato tutte le regole della buona mamma prima di andare in piscina.
  • lezioni di nuoto fin da quando era piccolo
  • sapeva nuotare
  • avevo un certificato di rianimazione cardio polmonare
  • avevo insegnato ai miei figli a rispettare l’acqua
  • tenevo i miei occhi e le mie orecchie sulla piscina
Ma il 16 giugno del 2016 niente di questo è servito. 
Le piscine non sono giocattoli. Sono dei buchi nella terra pieni d’acqua. Le spiagge non sono parchi.
Affogare è silenzioso. Non ci sono schizzi o grida d’aiuto. Niente attirerà la vostra attenzione finché sarà troppo tardi. L’annegamento si svolge sott’acqua. Non puoi gridare sotto’acqua, non puoi fare schizzi sotto la superficie. Qualunque cosa tu abbia visto in tv dimenticala. Non succede in quel modo. Siamo stati condizionati a scrutare segnali di difficoltà che non esistono.

Ero a un metro di distanza da mio figlio. Era su un gradino e io ero in piedi vicino a lui mentre dicevo agli altri bambini di fare attenzione in acqua. Non è ironico? Nella mia testa ero abbastanza vicina a lui per sentire ogni difficoltà.
Ero vicina abbastanza per sentire gli schizzi d’acqua vicino a me se lui fosse stato in difficoltà e avesse spruzzato.
Ma niente di tutto quello è successo perché l’annegamento è silenzioso.
meno di un minuto. In meno di un minuto lui è andato sotto e i suoi polmoni si sono riempiti.
Gli ho fatto la rianimazione e lui ha sputato fuori l’acqua.
Tenevo in braccio il mio dolce bambino e gli dicevo che andava tutto bene mentre lui si aggrappava al mio petto e piangeva. Era sveglio e allerta quando sono arrivati i soccorsi.
La nostra corsa in ambulanza era per precauzione, lo hanno sedato e intubato per precauzione ma non si è più svegliato.Abbiamo aspettato per tre giorni che si svegliasse, pregando per un miracolo. Io ero pronta ad aspettare per il resto della mia vita. Ma lui aveva perso tutte le funzioni intellettive. Non si sarebbe più svegliato. L’incubo di ogni mamma ora era la mia realtà.
Tre anni dopo non ho tutte le risposte per voi. Penso di aver fatto tutto giusto quel giorno.
Quindi vi lascio con una nuova lista di scatole da controllare.
  • Annegare è silenzioso, non aspettatevi schizzi
  • Può succedere a tutti, a me è successo
  • Tratta l’acqua con paura e rispetto, non come un giocattolom o un parco
  • Non importa se sanno nuotare, può succedere a tutti, è successo a mio figlio
  • lezioni di sopravvivenza in acqua: è diverso dall’imparare a nuotare.  Insegna ai bambini piccoli come sopravvivere in situazioni di emergenza in acqua
Controlla e vigila sempre
Spero che la storia di mio figlio ti scuota il cuore in modo che tu non finisca come me. Non dimenticarlo 
Fonte
https://www.lovewhatmatters.com/i-was-standing-3-feet-away-from-my-son-he-was-on-the-step-i-was-telling-kids-to-be-safe-how-ironic-is-that-it-took-less-than-a-minute-he-quietly-slipped-under/

venerdì 14 giugno 2019

SI PUO' FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO!!

SI PUO' FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO!!
Iniziano a circolare notizie errate sul bagno dopo mangiato (vedete in fondo all'articolo).
FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’?? SI, SI, SI 
Sulle spiagge si sente il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati, rischiando un colpo di calore, ad aspettare in uno stato di malessere. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto …ma è Vero o si tratta di una bufala?

Ricordate comunque che:
-       L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO). E' la prima causa tra 1 e 4 anni  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. E Può avvenire per i bambini anche in poca acqua, in una piscinettta , in un ruscello ecc.
-       I soggetti che sono predisposti ad avere svenimenti debbono stare attenti in quanto una perdita di coscienza in mare può avere conseguenze drammatiche a adottare alcune precauzione che il loro medico consiglierà.
Se cercate su Internet trovate ovviamente tutto e il contrario di tutto ma in realtà non esiste documentazione scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno. 


OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, (sindrome da idrocuzione).
-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 
-       La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua  bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua e’ bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere; 
-       Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope. 
-       Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida, che può avvenire anche a digiuno?"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".
RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.
Torniamo alla cosìdetta congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi o siete assaliti da paure? 
Prima di tutto evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi o ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche varie ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele. 
Ricordo comunque che nella letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare. 
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni 
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda 
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf

ESEMPIO di informazione non corretta
https://milano.fanpage.it/varese-congestione-mentre-fa-il-bagno-nella-vasca-di-casa-bimba-di-4-anni-muore-in-ospedale/
Informazione corretta
https://www.iarr.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=345:congestione-durate-il-bagno-in-mare-esiste-davvero-questo-pericolo&catid=93&Itemid=721

giovedì 23 agosto 2018

ANNEGAMENTO PRIMA CAUSA DI MORTE DA 1 A 4 ANNI: TESTIMONIANZA CHOC

ANNEGAMENTO PRIMA CAUSA DI MORTE DA 1 A 4 ANNI: TESTIMONIANZA CHOC

Trovate articoli e consigli e come prevenire a questo indirizzo: 
Vi assicuro che in questi giorni ho dovuto osservare tante distrazioni Diu altri con i bambini in acqua....una tragedia avviene in secondi :-(

La mamma e la foto choc sui social della figlia annegata

Emeline aveva 19 mesi, la mamma l’aveva persa di vista per pochi minuti e quando è uscita a cercarla l’ha vista galleggiare sull’acqua della piscina di un vicino. La corsa in ospedale non è servita: Emmy, come la chiamavano, è morta il giorno dopo. Era la figlia del più grande campione di sci americano, Bode Miller, e della giocatrice di beach volley e modella Morgan Beck.
Ora Morgan, a due mesi di distanza dall’incidente, ha deciso di condividere su Instagram l’immagine degli ultimi istanti di vita di sua figlia per dare un senso alla tragedia che li ha colpiti trasformandola in una missione: quella di aumentare la consapevolezza dei genitori sui rischi dell’annegamento, PRIMA CAUSA DI MORTE PER INCIDENTE DA 1 A 4 ANNI DI VITA.
LA bambina indossava  braccioli "Per favore — scrive Morgan — mamme, nonni, zii, dovete capire che quasi il 70% degli annegamenti accade quando pensiamo che i bambini non siano vicino all’acqua». 
Presto gli Hughes e i Miller incontreranno l’associazione dei pediatri americani per convincerli a parlare dei pericoli dell’acqua con la stessa attenzione che si usa per la sindrome della morte in culla, le cinture in auto, i vaccini. «È la prima causa di morte tra i minori di 4 anni, capite? Questo, per me, dovrebbe dominare l’intera conversazione», ha detto Miller in tv.


venerdì 28 aprile 2017

Lezione di pediatria su traumi e incidenti a babysitter

Lezione di pediatria su traumi e incidenti a babysitter
Stamane lezione di pediatria a baby sitter su traumi e incidenti. Trovate la lezione all'indirizzo qui sotto. Bella e lodevole iniziativa, finanziata dalla Regione, e organizzata dalla Soc. Signum di Genova Via S. Luca. E' la terza edizione che prevede la formazione di baby sitter qualificate con un Corso che prevede anche 8 ore di pediatria. Spero che iniziative come queste diventino una realtà diffusa e che vengano estese anche a tutto il personale che opera a contatto con i bambini. Voi genitori non sareste più tranquilli se chi accudisce i vostri figli fosse preparato a emergenze leggere (ferite, tagli, cadute) o gravi (soffocamento,  perdita di coscienza?). E chi opera con i bambini non sarebbe più tranquillo se sapesse come comportarsi???
Brave le discenti che hanno anche fatto una parte pratica con manichino per imparare la manovra Antisoffocamento da corpo estraneo.
Mercoledì farò la seconda parte parlando di malattie , esantemi, dolori ecc. e farò sintesi della relazione tratta dal mio libro "Primo Soccorso Pediatrico"
Prima parte della relazione qui
https://www.slideshare.net/aferrand/traumi-e-incidenti-baby-sitter-2017
Filmati e poster su manovre qui: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html
Libro qui: https://www.amazon.it/Primo-SOCCORSO-pediatrico-Alberto-Ferrando/dp/8868954117/ref=zg_bs_5329313031_7?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=7N3QEZYHC343K9DFSRX7

sabato 15 aprile 2017

FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’??

FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’??
Estate, finalmente, si spera nel tempo bello e di andare al mare, di fare finalmente il bagno.. Sulle spiagge si sentirà il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati, rischiando un colpo di calore, ad aspettare in uno stato di malessere. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto …ma è Vero o si tratta di una bufala?

Ricordate comunque che:
-       L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO). E' la prima causa tra 1 e 4 anni  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. E Può avvenire per i bambini anche in poca acqua, in una piscinettta , in un ruscello ecc.
-       I soggetti che sono predisposti ad avere svenimenti debbono stare attenti in quanto una perdita di coscienza in mare può avere conseguenze drammatiche a adottare alcune precauzione che il loro medico consiglierà.
Se cercate su Internet trovate ovviamente tutto e il contrario di tutto ma in realtà non esiste documentazione scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno. 


OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, (sindrome da idrocuzione).
-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche.
-       La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua  bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua e’ bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere;
-       Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope.
-       Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida, che può avvenire anche a digiuno?"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".
RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.
Torniamo alla cosìdetta congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi o siete assaliti da paure?
Prima di tutto evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi o ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche varie ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele.
Ricordo comunque che nella letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare.
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf