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sabato 20 agosto 2016

Pensiamoci prima: RIENTRO A SCUOLA, AFFRONTIAMOLO AL MEGLIO

PENSIAMOCI PRIMA: RIENTRO A SCUOLA: AFFRONTIAMOLO AL MEGLIO
PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Cari Genitori  e ragazze e ragazzi

Non voglio rovinarvi le vacanze, NON SPARATEMI E’ MEGLIO ENTARE NELL’OTTICA E PREPARARSI ADEGUATAMENTE. Godetevi le vacanze ma preparatevi qualche settimana prima, psicologicamente e anche con gi stili di vita.
Alcuni bambini manifestano disturbi vari “da adattamento” da uno stile di vita vacanziero a quello scolastico. Soprattutto il risveglio. 
Inizio con un consiglio fondamentale: abituate e abituatevi gradualmente ad andare a letto prima per evitare che dopo una settimana di risvegli mattutini precoci i vostri figli diventino nervosi, agitati, intrattabili, oppositivi e con faccine da zombies. In questi casi a nulla servono vitamine, minacce, ricostituenti, esami ecce.
Verificate compiti per non fare tutto l'ultima settimana.

Ormai la maggior parte dei bimbi arriva a questo appuntamento  dopo aver fatto esperienza all’asilo nido e alla scuola materna sapendo di ritrovare in classe qualche amichetto con cui condividere questa nuova esperienza. Tuttavia l’ansia del nuovo ambiente, delle nuove “regole” e la paura di non essere in grado di imparare a leggere e scrivere possono prendere il sopravvento, e allora che fare? Mamma e papà dovrebbero aiutare il bambino evidenziando gli aspetti positivi: “diventi grande, imparerai un sacco di cose, sarai tu a leggere i libri alla mamma..” e stimolando la curiosità.. Sono da evitare le frasi “è finita la pacchia, finalmente qualcuno che ti mette in riga..” perchè si attribuisce alla scuola un ruolo punitivo. 
Per i bimbi che, comunque, incontrano molte difficoltà ad inserirsi nel nuovo ambiente, prima di decidere di cambiare scuola occorre confrontarsi con il proprio pediatra o con una persona competente di fiducia (pedagogista, psicologo, psichiatra infantile, insegnante con esperienza ecc..) e capirne il motivo. La scuola esige un dispendio di energie non da poco, per cui abituiamo i bambini ad andare a letto presto alla sera e a fare una buona colazione al mattino, riposati affronteranno meglio la giornata. Creiamo, magari, delle piccole ritualità per cui alla sera leggiamo storie di bambini o animali che partono e ritornano e al mattino e inventiamoci un saluto davanti alla scuola tutto nostro, una mamma mi racconta che nella scuola delle sue bimbe è abitudine  x  i bimbi salutare le mamme dal finestrone delle scale del primo piano prima di entrare in classe. La preoccupazione dei genitori, ricade sul tipo di scuola da far frequentare ai figli, tempo pieno, o solo mezza giornata con qualche rientro? E ancora scuola italiana o scuola tedesca o internazionale sul modello americano? La bontà di una scuola dipende da vari fattori ma, soprattutto dalle persone che vi lavorano. La scuola, prima ancora che nelle sue formule e nelle sue organizzazioni, è quello che è per le persone che la realizzano, dal direttore didattico al bidello e ,soprattutto, per gli insegnanti, che con i loro modi, i loro gesti, i loro desideri e soprattutto con la voglia di “educare” forgiano gli adulti di domani. MAI PARLARE MALE DELLA SCUOLA O DEGLI INSEGNANTI DAVANTI AI BAMBINI.
Ogni tipo di scuola, poi, offre il proprio modello e sta a noi genitori capire quello che più si adatta al carattere di nostro figlio. Per le scuole che prevedono un educazione bilingue, inoltre, spesso la scelta va fatta già all’asilo dove i bambini, sotto forma di gioco, iniziano a confrontarsi quotidianamente con una lingua diversa da quella di mamma e papà.
Per i bambini che pranzano a scuola, spesso, si aggiunge il problema della dieta alimentare. Premesso che i bambini allergici o intolleranti ad alcuni alimenti hanno diritto ad avere diete speciali, per tutti gli altri vige la dieta ufficiale, compilata da esperti dietologi, forse non tutti i giorni sarà servita la pietanza preferita, tuttavia dobbiamo stimolare i nostri figli ad assaggiare tutto, evitando di chiedere al pediatra certificati di diete speciali quanto mai folcloristicHE.. “il bambino non può mangiare carne di maiale, mangiA però prosciutto, wurstel”…per fare un esempio.. SULLA ALIMENTAZIONE TORNEREMO

sabato 17 ottobre 2015

SOFFOCAMENTO DA CIBO: IL “CASO UVA”

SOFFOCAMENTO DA CIBO: IL “CASO UVA”
Il soffocamento da corpo estraneo è, insieme agli incidenti stradali e all’annegamento, la prima causa di morte in età pediatrica nei primi 4 anni di vita. Trovate statistiche e dati aggiornati nella terza parte del libro “Come crescere mio figlio”.
Alcuni casi, fatali, sono avvenuti in comunità (asilo nido e asilo e anche in bambini in età superiore a scuola )
Indispensabile conoscere la manovra antisoffocamento da corpo estraneo ma ancora di più PREVENIRE EVITANDO DI somministrare cibi in modo inadeguato
RISCHIO DI SOFFOCAMENTO NEI BAMBINI: OGGI PARLIAMO DI UVA
INNANZITUTTO ECCO COME DARE L’UVA AI BAMBINI PICCOLI https://www.youtube.com/watch?v=Fd3Cir8Gpnk
La maggior parte dei cibi responsabili di gravi incidenti da soffocamento è piccola, rotonda, ha una forma cilindrica o conforme alle vie aeree del bambino (uva, hot dog, wurstel, ciliegie, mozzarelline, carote a fette, arachidi, pistacchi).
Inoltre i cibi pericolosi sono
-       appiccicosi; sono alimenti che pur tagliati non perdono la loro consistenza (pere, pesche, prugne, susine, tozzetti, biscotti fatti in casa);
-       si sfilacciano aumentando l’adesione alle mucose (grasso del prosciutto crudo, finocchio);
-       hanno una forte aderenza (carote julienne, prosciutto crudo).

UVA alcuni casi recenti:
-       15 Ottobre  2015 Bimbo di due anni muore soffocato al ristorante con i genitori per colpa di un acino d'uva http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/jacob_jenkins_bimbo_morto_soffocato_due_anni_foto/notizie/1622700.shtml
-       19 marzo 2015: Morto a 1 anno e mezzo  http://www.fox5dc.com/news/1653083-story
-       17 agosto 2014 Mangia un acino d'uva e soffoca. Tragica morte di un bimbo di 4 anni http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2014/08/17/mangia_un_acino_d_uva_e_soffoca_tragica_morte_di_un_bimbo_di_4_anni-5-382272.html
-       Ha rischiato di morire soffocata da un acino d’uva e soltanto grazie a un massaggio cardiaco durato 50 minuti una donna di 65 anni non ha perso la vita l’altro pomeriggio a Castel Maggiore - http://riunite.eu/rischia-di-morire-soffocata-dalluva/#sthash.KAUlZAsf.dpuf
-       6 settembre 2013 Piccola salvata dal soffocamento grazie alle manovre della mamma guidata da un'operatrice del 118. È una storia a lieto fine quello della bambina di 21 mesi…. http://www.larena.it/home/ingoia-l-39-uva-una-bimba-rischia-di-morire-1.2939406
-       29 maggio 2013 -  Paderno: un bimbo di tre anni ingerisce un acino e rischia di soffocare. Sul posto elicottero e ambulanza. Ora è a Monza. http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=36042
-       10/12/2012 Una bimba di un anno e mezzo è morta soffocata da un acino di uva mentre era a tavola con i genitori in un'abitazione di San Pietro a Sanremo. http://www.gazzettadelsud.it/news//26118/Bimba-muore-soffocata--da-un.html
-       4 settembre 2011 - Tre anni, rischia di soffocare con un chicco d'uva Salvato da un pompiere-eroe. Il pompiere si è subito reso conto della gravità della situazione in quanto il bimbo presentava i classici sintomi di asfissia e arresto cardiaco. http://www.lanazione.it/cronaca/2011/09/04/574998-anni_rischia_soffocare_chicco.shtml
-       20 aprile 2011   https://www.youtube.com/watch?v=9trKgpfrhv8

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martedì 25 agosto 2015

RIENTRO A SCUOLA, SCELTA DELLA SCUOLA: AFFRONTIAMOLO AL MEGLIO PRIMO GIORNO DI SCUOLA

RIENTRO A SCUOLA: AFFRONTIAMOLO AL MEGLIO
PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Cari Genitori  e ragazze e ragazzi

In un post precedente ho risposto alla domanda, frequente, sui “cosìdetti” farmaci immunostimolanti in quanto tra poco incominciano scuole, asili e Nido (NON SPARATEMI E’ MEGLIO ENTARE NELL’OTTICA E PREPARARSI ADEGUATAMENTE) e il timore è LA SCELTA DELLA SCUOLA  e il timore delle malattie sono..MA NON SOLO…. Alcuni bambini manifestano disturbi vari “da adattamento” da uno stile di vita vacanziero a quello scolastico. Soprattutto il risveglio.
Inizio con un consiglio fondamentale: abituate e abituatevi gradualmente ad andare a letto prima per evitare che dopo una settimana di risvegli mattutini precoci i vostri figli diventino nervosi, agitati, intrattabili, oppositivi e con faccine da zombies. In questi casi a nulla servono vitamine, minacce, ricostituenti, esami eccet.

A breve si ritorna sui banchi di scuola e per qualcuno sarà la prima volta, un emozione che rimarrà fissata indelebilmente nella mente per tutta la vita. Ormai la maggior parte dei bimbi arriva a questo appuntamento  dopo aver fatto esperienza all’asilo nido e alla scuola materna sapendo di ritrovare in classe qualche amichetto con cui condividere questa nuova esperienza. Tuttavia l’ansia del nuovo ambiente, delle nuove “regole” e la paura di non essere in grado di imparare a leggere e scrivere possono prendere il sopravvento, e allora che fare? Mamma e papà dovrebbero aiutare il bambino evidenziando gli aspetti positivi: “diventi grande, imparerai un sacco di cose, sarai tu a leggere i libri alla mamma..” e stimolando la curiosità.. Sono da evitare le frasi “è finita la pacchia, finalmente qualcuno che ti mette in riga..” perchè si attribuisce alla scuola un ruolo punitivo.
Per i bimbi che, comunque, incontrano molte difficoltà ad inserirsi nel nuovo ambiente, prima di decidere di cambiare scuola occorre confrontarsi con il proprio pediatra o con una persona competente di fiducia (pedagogista, psicologo, psichiatra infantile, insegnante con esperienza ecc..) e capirne il motivo.  La scuola esige un dispendio di energie non da poco, per cui abituiamo i bambini ad andare a letto presto alla sera e a fare una buona colazione al mattino, riposati affronteranno meglio la giornata. Creiamo, magari, delle piccole ritualità per cui alla sera leggiamo storie di bambini o animali che partono e ritornano e al mattino e inventiamoci un saluto davanti alla scuola tutto nostro, una mamma mi racconta che nella scuola delle sue bimbe è abitudine  x  i bimbi salutare le mamme dal finestrone delle scale del primo piano prima di entrare in classe. La preoccupazione dei genitori, ricade sul tipo di scuola da far frequentare ai figli, tempo pieno, o solo mezza giornata con qualche rientro? E ancora scuola italiana o scuola tedesca o internazionale sul modello americano? La bontà di una scuola dipende da vari fattori ma, soprattutto dalle persone che vi lavorano. La scuola, prima ancora che nelle sue formule e nelle sue organizzazioni, è quello che è per le persone che la realizzano, dal direttore didattico al bidello e ,soprattutto, per gli insegnanti, che con i loro modi, i loro gesti, i loro desideri e soprattutto con la voglia di “educare” forgiano gli adulti di domani. MAI PARLARE MALE DELLA SCUOLA O DEGLI INSEGNANTI DAVANTI AI BAMBINI.
Ogni tipo di scuola, poi, offre il proprio modello e sta a noi genitori capire quello che più si adatta al carattere di nostro figlio. Per le scuole che prevedono un educazione bilingue, inoltre, spesso la scelta va fatta già all’asilo dove i bambini, sotto forma di gioco, iniziano a confrontarsi quotidianamente con una lingua diversa da quella di mamma e papà.
Per i bambini che pranzano a scuola, spesso, si aggiunge il problema della dieta alimentare. Premesso che i bambini allergici o intolleranti ad alcuni alimenti hanno diritto ad avere diete speciali, per tutti gli altri vige la dieta ufficiale, compilata da esperti dietologi, forse non tutti i giorni sarà servita la pietanza preferita, tuttavia dobbiamo stimolare i nostri figli ad assaggiare tutto, evitando di chiedere al pediatra certificati di diete speciali quanto mai folcloristicHE.. “il bambino non può mangiare carne di maiale, mangiA però prosciutto, wurstel”…per fare un esempio.. MA SULLA ALIMENTAZIONE TORNEREMO





giovedì 2 luglio 2015

MENSE SCOLASTICHE E BAMBINI: FARLI MANGIARE BENE DIPENDE DA NOI. LETTERA DI UNA MAMMA

Cari Genitori
Qui sotto la lettera di una mamma preoccupata del cibo (qualità e tipo) che viene somministrato ai bambini. ne abbiamo già parlato e ci torneremo. Intanto i genitori di Rete Commissioni mensa a Genova (gruppo Facebook: https://www.facebook.com/ReteCommissioniMensaGenova?fref=ts) si stanno dando notevolmente da fare con il Comune. Intanto Vi lascio alla lettura di questa lettera e ..parliamone
Alberto Ferrando
.........Questa mail mi dà lo spunto per parlarti di una questione per me molto urgente: spererei proprio che almeno in asili e mense scolastiche non ci fossero i wurstel!!
Forse mi giudichi esagerata ma ti assicuro che non sono ortoressica :) Nel weekend e nelle occasioni speciali via libera a cibi "spazzatura", agli sgarri ecc ma durante la settimana e  maggior ragione a scuola pretendo un regime alimentare sano.
Alice da settembre andrà alla scuola materna e l'ho iscritta a un comunale con mensa interna. Alessandro invece andrà ad un nido privato sempre con mensa interna  e con menù approvato dalla ASL. Ho guardato entrambi i menù e devo dire che sono molto delusa, c'è carne almeno tre volte la settimana (in quello del privato una settimana addittura carne da lunedì a giovedì e venerdì pesce). 
Ho guardato la provenienza delle carni, alcune (ad esempio il tacchino e il maiale) vengono da allevamenti nazionali o CEE. Ma perchè devo dare ai miei figli il tacchino che viene dalla CEE??? Ma un pò di carne bio no?? Una volta alla settimana e ce ne sarebbe d'avanzo credo. E perchè c'è solo pasta o riso? Ma gli altri cereali? E poi gli insaccati no... già la sera le mamme li ingozzano di teneroni aia e speedy pizza findus... Vogliamo dare del cibo a forma di cibo!? E non sempre dei trasformati??

Scusa la sfogo...., non voglio improvvisarmi nutrizionista e fare la spocchiosa ma proprio non capisco perchè proprio nella scuola che dovrebbe educare le nuove generazioni si cada in queste contraddizioni. Istituzioni, medici e media ci dicono che stiamo diventando tutti obesi, che mangiamo male e che inquiniamo troppo e poi proprio ai bambini e nelle scuole diamo sempre le stesse cose e per di più dentro le vaschette di plastica...

Al momento ho iscritto entrambi i bambini con richiesta di menù vegetariano, la carne gliela darò io.
Ho parlato con la commissione mensa e devo dire che sono stati molto gentili, mi hanno detto che esiste una commissione genitori e che sono ben contenti di ricevere nuove proposte.
Anche il menù sta cambiando, quest'anno si avrà anche il farro nella minestra e mi hanno detto che lentamente si sta tornando alle posate di acciaio. (Sul capitolo ecologia potrei poi aprirti un altro libro ma ora non voglio andare fuori tema). L'unica cosa che mi ha lasciato un pò perplessa è che mi hanno spiegato che siccome quest'anno parte il nuovo menù che sarà in vigore per due anni, le prime sei settimane saranno di prova e quindi le pietanza "non gradite" verranno sostituite. Ecco io in questo caso sono in disaccordo perchè ovvio che se presenti una cosa nuova i bambini la rifiuteranno. Una seconda volta magari la asseggerebbero e una terza la mangerebbero. Esempio... quest'anno ci ho messo tre giorni a convincere Alice a mangiare le albicocche (di cui peraltro va matta), perchè siccome le dò solo frutta e verdura di stagione, da una stagione all'altra non se le ricorda e, crescendo, diventa scettica quando vede una cosa nuova. Per questo sono convinta che sin dall'asilo (e dal nido) sia importante abituare i bambini a mangiare vario.

Ti allego per conoscenza il menù dell'asilo dove finora andavano i miei bimbi (purtroppo per questioni logistiche devo spostarli). Un venerdì sì e uno no una mamma con DHCCP cucinava vegano. Ti assicuro che tutti i bambini mangiavano volentieri. E l'asilo non era frequentato da figli di fricchettoni che si nutrono di alghe! 
Insomma tutto questo per dirti che come me ci sono altre mamme un pò sconcertate e volenterose di collaborare e che quindi se c'è un modo per far sentire la nostra voce in maniera proattiva e costruttiva noi ci siamo! 

sabato 7 settembre 2013

RIENTRO A SCUOLA: AFFRONTIAMOLO AL MEGLIO

PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Cari Genitori qui sotto alcuni consigli. Inizio con uno: abituate e abituatevi gradualmente ad andare a letto prima per evitare che dopo una settimana di risvegli mattutini precoci i vostri figli diventino nervosi, agitati, intrattabili, oppositivi e con faccine da zombies. In questi casi a nulla servono vitamine, minacce, ricostituenti, esami eccet.

A breve si ritorna sui banchi di scuola e per qualcuno sarà la prima volta, un emozione che rimarrà fissata indelebilmente nella mente per tutta la vita. Ormai la maggior parte dei bimbi arriva a questo appuntamento  dopo aver fatto esperienza all’asilo nido e alla scuola materna sapendo di ritrovare in classe qualche amichetto con cui condividere questa nuova esperienza. Tuttavia l’ansia del nuovo ambiente, delle nuove “regole” e la paura di non essere in grado di imparare a leggere e scrivere possono prendere il sopravvento, e allora che fare? Mamma e papà dovrebbero aiutare il bambino evidenziando glia aspetti positvi: “diventi grande, imparerai un sacco di cose, sarai tu a leggere i libri alla mamma..” e stimolando la curiosità.. Sono da evitare le frasi “è finita la pacchia, finalmente qualcuno che ti mette in riga..” perchè si attribuisce alla scuola un ruolo punitivo. Per i bimbi che, comunque, incontrano molte difficoltà ad inserirsi nel nuovo ambiente, prima di decidere di cambiare scuola occorre confrontarsi con il proprio pediatra o con una persona competente di fiducia (pedagogista, psicologo, psichiatra infantile, insegnante con esperienza ecc..) e capirne il motivo.  La scuola esige un dispendio di energie non da poco, per cui abituiamo i bambini ad andare a letto presto alla sera e a fare una buona colazione al mattino, riposati affronteranno meglio la giornata. Creiamo, magari, delle piccole ritualità per cui alla sera leggiamo storie di bambini o animali che partono e ritornano e al mattino e inventiamoci un saluto davanti alla scuola tutto nostro, una mamma mi racconta che nella suola delle sue bimbe è abitudine  x i i bimbe salutare le mamme dal finestrone delle scale del primo piano prima di entrare in classe. La preoccupazione dei genitori, ricade sul tipo di scuola da far frequentare ai figli, tempo pieno, o solo mezza giornata con qualche rientro? E ancora scuola italiana o scuola tedesca o internazionale sul modello americano? La bontà di una scuola dipende da vari fattori ma, soprattutto dalle persone che vi lavorano. La scuola, prima ancora che nelle sue formule e nelle sue organizzazioni, è quello che è per le persone che la realizzano, dal direttore didattico al bidello e ,soprattutto, per gli insegnanti, che con i loro modi, i loro gesti, i loro desideri e soprattutto con la voglia di “educare” forgiano gli adulti di domani.
Ogni tipo di scuola, poi, offre il proprio modello e sta a noi genitori capire quello che più si adatta al carattere di nostro figlio. Per le scuole che prevedono un educazione bilingue, inoltre, spesso la scelta va fatta già all’asilo dove i bambini, sotto forma di gioco, iniziano a confrontarsi quotidianamente con una lingua diversa da quella di mamma e papà.
Per i bambini che pranzano a scuola, spesso, si aggiunge il problema della dieta alimentare. Premesso che i bambini allergici o intolleranti ad alcuni alimenti hanno diritto ad avere diete speciali, per tutti gli altri vige la dieta ufficiale, compilata da esperti dietologi, forse non tutti i giorni sarà servita la pietanza preferita, tuttavia dobbiamo stimolare i nostri figli ad assaggiare tutto, evitando di chiedere al pediatra certificati di diete speciali quantomai folcloristici.. “il bambino non può mangiare carne di maiale, mangià però prosciutto, wurstel”…per fare un esempio..
buona scuola a tutti  (Tratto da: http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2012/07/30/primo-giorno-di-scuola/  a cura di Ferrado e Santagata)
Alberto Ferrando