martedì 2 settembre 2014

COXALGIA BENIGNA O ARTROSINOVITE DELL’ANCA

COXALGIA BENIGNA O ARTROSINOVITE DELL’ANCA
Una “piccola” patologia che crea spesso una grande apprensione da parte dei genitori è rappresentata dalla “sinovite transitoria benigna dell’anca", definita anche come "coxalgia (da coxa, che in latino significa anca) benigna".
Frequentemente succede che il bambino al mattino si sveglia e invece di camminare zoppica vistosamente o si rifiuta di camminare. Alcuni bambini si lasciano cadere a terra.
Ovvia la preoccupazione da parte dei famigliari. Per il resto il bambino appare star bene. In alcuni casi ha avuto la febbre nei giorni precedenti, in altri potrebbe venire.
La sinovite dell’anca è una patologia che colpisce prevalentemente i maschi tra i 2 e i 10 anni di età (più frequente sotto ai 5-6 anni).
Si manifesta in modo acuto con dolore localizzato all’anca o, qualche volta, a tutto l’arto inferiore senza una sede ben definibile, di grado variabile, qualche volta così intenso da impedire al paziente l’appoggio del piede a terra. Altre volte l’esordio è meno violento e il bambino riferisce dolore ma cammina lo stesso pur zoppicando e limitando la propria attività che lo costringe a zoppicare o limita la funzionalità dell’arto. Non riferisce dolore all’anca.
La causa è una infiammazione dell’anca che può precedere seguire o anticipare una infezione virale, quindi l’episodio infettivo può essere contemporaneo ma può essere antecedente o successivo, anche di 15 giorni.
Nella maggior parte dei casi è inutile sottoporre, in prima battuta, il bambino ad accertamenti ematochimici e radiologici. Gli esami del sangue sono infatti sempre negativi o con minime alterazioni aspecifiche (aumento della VES e dei globuli bianchi di lieve entità), mentre l’esame radiologico è negativo.
Solo l’ecografia dell’anca può rilevare un modesto versamento nella capsula articolare.
In genere in pochi giorni, 2-4 in media, la situazione si risolve e non lascia alcuna conseguenza anche se, in alcuni bambini, può ripetersi.
La terapia consiste nel riposo, e se il dolore è molto intenso, nella somministrazione di farmaci antidolorifici (vanno bene gli stessi farmaci che si usano per la febbre: il paracetamolo e l’ibuprofene).
CHE FARE?
Può essere l’occasione per “godervi” vostro figlio leggendogli o leggendo insieme a lui qualche libro o di giocare con lui (giochi calmi e tranquilli, non a pallone o a fare salti sul letto) o di guardare , insieme, qualche programma  televisivo “controllato” o meglio qualche video cassetta o di giocare insieme con qualche video gioco
Se, però, i sintomi persistessero per più giorni, oltre 5-7, è opportuno ricorrere alla consulenza ortopedica e ad eventuali esami per escludere altre cause.
Cause più rare, soprattutto all’inizio della deambulazione, tra 1 anno e 1 anno e mezzo-2, di zoppia che raccontate possono far sorridere ma che, al momento, appaiono piccole tragedie sono:
“sassolino nella scarpa” (sic!) Se vostro figlio sta bene seduto o in braccio e appena viene messo in piedi si mette a piangere o si affloscia per terra pensate alla possibilità di un qualche oggetto nella scarpa
“pseudoparalisi”: il bambino non muove la gamba, non vuole più mettere il piede per terra e si rifiuta di camminare. Può avvenire perché il bambino ha avuto un piccolo trauma o una minima distorsione.
Esistono altre cause di zoppia che il pediatra valuterà in base alla durata della zoppia, all’età del  bambino e al ripetersi della sintomatologia



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