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giovedì 20 febbraio 2025

Hikikomori: Quando i Giovani si Rinchiudono in Casa 🏡, Famiglie Hikikomori e contributo di Ferruccio Masnata

Hikikomori e abbandono scolastico: Quando i Giovani si Rinchiudono in Casa 🏡, Famiglie Hikikomori e contributo di Ferruccio Masnata.

L'Hikikomori (彼もり) è un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto in Giappone, dove si stima che circa 1 milione di giovani abbiano scelto di ritirarsi dalla società. Ma anche in Italia i casi stanno aumentando, e sempre più famiglie si trovano ad affrontare questa situazione senza sapere come reagire.

Cos'è l'Hikikomori? 🤔

Il termine giapponese "Hikikomori" significa isolarsi, stare in disparte. Si tratta di adolescenti e giovani adulti che decidono di chiudersi nella propria stanza per mesi o anni, senza frequentare la scuola, il lavoro o le relazioni sociali.

L'unico contatto con il mondo esterno avviene attraverso internet, videogiochi e fumetti, che diventano la loro realtà.

Ma attenzione! ⚠️

L'Hikikomori non è semplicemente una dipendenza da internet, ma una vera e propria "anoressia sociale", un rifiuto volontario del mondo reale.

Come si riconosce un Hikikomori? 🔍

I giovani Hikikomori presentano spesso questi comportamenti:

  • Si isolano completamente nella loro stanza
  • Non vanno a scuola o al lavoro
  • Invertono il ritmo sonno-veglia
  • Ordinano il cibo online per non uscire
  • Parlano solo con amici virtuali, spesso altri Hikikomori
  • Rifiutano ogni contatto con la famiglia

Perché succede? 🌐

Le cause dell'Hikikomori sono complesse e possono variare da cultura a cultura:

  • In Giappone ✈️: i giovani subiscono una forte pressione sociale per il successo scolastico e lavorativo.
  • In Occidente 🌍: spesso il problema nasce dalla mancanza di punti di riferimento, dal senso di inadeguatezza e dalla paura di affrontare il mondo reale.

Come possono aiutare i genitori? 🎯

Molti genitori non sanno cosa fare e spesso si sentono impotenti. Ecco alcuni consigli:

  1. Non forzare il ragazzo a uscire subito — Questo potrebbe peggiorare la situazione.
  2. Mantenere una comunicazione aperta — Anche se sembra rifiutarla, il ragazzo ha bisogno di sentirsi accettato.
  3. Coinvolgere specialisti — Psicologi e terapeuti esperti possono aiutare gradualmente il giovane a reinserirsi.
  4. Evitare il giudizio e il senso di colpa — Non si tratta di pigrizia o capriccio, ma di un disagio profondo.
  5. Favorire piccole uscite — Anche solo una passeggiata o un'attività condivisa può essere un passo avanti.

L'Hikikomori in Italia 🇮🇹

Attualmente in Italia si stima che ci siano oltre 100.000 casi, ma molti giovani potrebbero rientrare nella sindrome senza che le famiglie chiedano aiuto. Il fenomeno rischia di diffondersi sempre di più, visto l'aumento del tempo trascorso online dai giovani.

Un problema familiare 🏡

A volte, l'intero nucleo familiare si adatta a questa condizione: i genitori lavorano da casa, i fratelli smettono di andare a scuola, e l'isolamento diventa la norma. In questi casi, è ancora più difficile spezzare il circolo vizioso.

Cosa fare se si sospetta un caso di Hikikomori? 🚨

  • Rivolgersi a uno specialista (neuropsichiatra, psicologo, servizi per l'infanzia e adolescenza)
  • Cercare supporto in associazioni specializzate come Hikikomori Italia
  • Non aspettare troppo: il tempo è un fattore chiave per evitare che la situazione si cronicizzi

L'Hikikomori non è una condanna definitiva, ma uscire da questa condizione richiede tempo, pazienza e un supporto adeguato. Se sospetti che qualcuno vicino a te stia vivendo questa realtà, offrigli ascolto senza giudicare e aiutalo a trovare il giusto supporto! 💪🏼

 

Esistono segnalazioni di famiglie hikikomori, in cui non solo l’adolescente ma anche altri membri, come genitori o fratelli, sviluppano una forma di ritiro sociale. Sebbene la letteratura scientifica si sia concentrata principalmente sui giovani, ci sono casi descritti in cui l’isolamento diventa una dinamica familiare, spesso alimentata da fattori culturali, psicologici e socioeconomici.

Famiglie Hikikomori: una panoramica

  1. Ritiro multigenerazionale – In alcune famiglie, il ritiro inizia con un figlio adolescente ma si estende a uno o entrambi i genitori, specialmente se già predisposti all'isolamento per problemi psicologici, perdita del lavoro o difficoltà sociali.
  2. Isolamento dei fratelli – I fratelli o le sorelle possono imitare il comportamento del familiare hikikomori o sviluppare ansia sociale, riducendo progressivamente le interazioni con l’esterno.
  3. Genitori già ritirati – In alcuni casi, il figlio hikikomori nasce in un contesto in cui i genitori sono già socialmente isolati, il che impedisce lo sviluppo di strategie di reinserimento.
  4. Fattori culturali e sociali – In Giappone, dove il fenomeno è stato inizialmente studiato, sono stati documentati casi in cui famiglie intere vivono auto-recluse, spesso dipendenti economicamente dai risparmi accumulati o dagli aiuti governativi.

Dati e studi

Al momento, la ricerca sulle famiglie hikikomori è ancora limitata, ma alcuni psichiatri e antropologi stanno esplorando il fenomeno in diverse parti del mondo, compresa l’Italia. L’Hikikomori Italia Research ha evidenziato come in alcune famiglie il ritiro sia transgenerazionale, con genitori che, pur non essendo del tutto isolati, evitano comunque il contatto sociale, lavorativo e comunitario.

Conclusioni

Anche se meno diffuso rispetto all’hikikomori individuale, l’isolamento familiare è una realtà, soprattutto nei nuclei già vulnerabili. Sarebbe interessante approfondire se esistono servizi specifici per questi casi e come intervenire per prevenire il consolidamento del ritiro su più generazioni. Ti sei imbattuto in situazioni simili nella tua esperienza?

 

bibliografia sulla hikikomori Familiare

La letteratura sul fenomeno dell'hikikomori familiare è ancora in fase di sviluppo, ma esistono alcune risorse che esplorano il ruolo della famiglia nel contesto del ritiro sociale. Ecco una selezione di riferimenti che potrebbero esserti utili:

  1. De Stefano, M., Rispoli, M., Rotondo, A., Siniscalchi, R., & Spina, R. (2022). "Un progetto di ricerca sugli stili familiari di ragazzi e famiglie con un membro hikikomori." Psicobiettivo, 2, 161-170. 

Franco Angeli

Questo articolo approfondisce il fenomeno dell'hikikomori, analizzando come i sintomi siano il risultato di meccanismi disfunzionali a livello sociale, familiare e individuale.

  1. Saitō, T. (2013). Hikikomori: Adolescence without EndUniversity of Minnesota Press.

Un testo fondamentale che esplora il fenomeno dell'hikikomori, con riferimenti al contesto familiare e alle dinamiche che possono contribuire al ritiro sociale.

  1. Aguglia, E., Signorelli, M. S., Pollicino, C., Arcidiacono, E., & Petralia, A. (2010). "Il fenomeno dell’hikikomori: Cultural bound o quadro psicopatologico emergente?" Giornale di Psicopatologia, 16, 157-164. 

Riviste Digitali

Questo studio analizza l'hikikomori come fenomeno culturale e psicopatologico, considerando anche l'influenza del contesto familiare.

  1. Nonaka, S., Shimada, H., & Sakai, M. (2020). "Family Behavioral Repertoires and Family Interaction Influence the Adaptive Behaviors of Individuals With Hikikomori." Frontiers in Psychiatry.

Questo articolo esamina come le interazioni e i comportamenti familiari possano influenzare le persone affette da hikikomori.

Questi riferimenti offrono una panoramica sulle dinamiche familiari associate al fenomeno dell'hikikomori e possono fornire spunti utili per ulteriori approfondimenti.

 

Allego il contributo dell’amico neuropsichiatra Masnata del 2012: 

“Negli ultimi 10 anni mi sono confrontato sempre di più con la patologia di ritiro casalingo di adolescenti, maschi e femmine, spesso in famiglie in cui il padre era assente, fisicamente per morte o divorzio, o praticamente, per comportamento. 

I contatti reali con amici e la frequenza della scuola erano sospesi. L’uso di Internet ed anche dei videogiochi era presente. Talora i ragazzi arrivano a picchiare la madre. Nel giornale in linea “Le Monde” ho trovato il 10.6.2012 l’articolo seguente che traduco e sintetizzo:

“Lo "hikikomori" si manifesta, più spesso in maschi, in assenza di schizofrenia o ritardo mentale, con un modo di vita centrato sul proprio domicilio,  nessun interesse o desiderio per la scuola o il lavoro da più di sei mesi. È frequente in Giappone dove 1,2% della popolazione ne soffre (264000 casi su 127 milioni di abitanti) secondo un rigoroso studio del prof. T Kato, Università di Kyushu, secondo il quale in futuro ci saranno 1 milione di casi della sindrome.  I primi segni appaiono a 12-13 anni e molti genitori  non consultano per vergogna o pregiudizio. Alan Teo, psichiatra dell’università del Michigan, ha pubblicato in marzo, nell'International Journal of  Social Psychiatry, un articolo sul primo caso di hikikomori osservato in USA

Certi di questi giovani hanno sintomi psichiatrici, che però di per sé non giustificherebbero la reclusione. 

Il fenomeno non è dovuto a tossicomania del Web o dei giochi video, che contribuirebbero solo a ridurre il bisogno di comunicazione con altri esseri umani concreti. 

Il prof. Kato nota l’importanza del mutamento di famiglia e società : famiglia attuale di tre o quattro persone, genitori che lavorano, pressione scolastica e rimproveri in caso di risultati scarsi. 

Ma non si tratta solo di cose giapponesi in quanto lo hikikomori è riscontrato in Spagna, Italia, Corea del Sud, perfino in Oman e da poco in Francia: 30 casi, dai 16 ai 30 anni,  in 15 mesi all’Hopital St Anne di Parigi.

 Spesso c’è ritardo a domandare aiuto, per vergogna o senso di colpa. Solo mezzo di aiuto: visite a casa di un terapeuta e presa in carico della famiglia. Ricovero per i casi più difficili. 

In caso di successo questi adolescenti ringraziano di averli fatti uscire dal circolo chiuso. Secondo lo psichiatra  Serge Tisseron lo hikikomori potrebbe essere in adolescenza un ritiro all’interno di sé che permetterebbe di gestire le emozioni, i conflitti, le preoccupazioni per il futuro, evitando di entrare in una patologia psichiatrica dichiarata.”  Ferruccio Masnata, psicoterapeuta, NPI.


sabato 20 maggio 2023

Altro bambino morto per soffocamento da corpo estraneo. 19 mesi a Manfredonia

 Altro bambino morto per soffocamento da corpo estraneo. A Manfredonia bimbo di 1 anno e 9 mesi

In attesa che chi gestisce la salute (Stato, Regioni, istituzioni ecc.) organizzi in modo regolare e sistematico corsi in varie occasioni sistematicamente  (pre e post nascita, consultori, medici, comunità)  per la gestione del primosoccorso Vi prego imparate come prevenire e come intervenire in caso di soffocamento da corpo estraneo. 

Troppe persone (e non solo bambini) muoiono o hanno bisogno di cure intensive per inalazione di corpo estraneo. Da decenni, come altri pediatri, faccio corsi ma serve una azione comune e organizzata a vari livelli (genitori, insegnanti, educatori, addetti alla ristorazione, mense e tutte le persone che sono a contatto di bambini, anziani, portatori di disabilità).

Segnalo che sul mio blog trovate vari filmati tanto per vedere, o ripetere, le fasi della manovra ma cercate di fare un corso: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html

Segnalo che in presenza si svolgeranno alcuni corsi (il 30 rivolto a personale dei centri estivi con l'Associazione Ligure Allergici, il 25 all'asilo Camelot a S. martino e il 7 settembre a Recco organizzato dalla Farmacia Savio e con la collaborazione dei militi della Croce Verde e con la partecipazione dei pediatri di zona: Torrisi, Bitti, Ottonello e il sottoscritto).

Manfredonia è sotto choc per la morte di un bambino di un anno e nove mesi deceduto pare per soffocamento, mentre stava mangiando. Un'altra tragedia colpisce quindi il Foggiano, già sotto choc per quanto accaduto a Vieste una decina di giorni fa.

Il piccolo sarebbe deceduto in ambulanza, ma trasportato ugualmente a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Non è chiaro se soffrisse di pregresse patologie.

https://www.fanpage.it/attualita/soffoca-mentre-mangia-bimbo-muore-a-manfredonia-non-aveva-neanche-2-anni/




giovedì 11 maggio 2023

Un’altra tragedia. Morte per soffocamento da cibo. Bambina di 6 anni :-(

Un’altra tragedia. Morte per soffocamento da cibo.
RIP povera bambina. Poveri genitori.
rinnovo l’appello a tutti di far qualcosa per evitare in futuro , il più possibile, il ripetersi di tragedie simili.
1 alle istituzioni affinché rendoano la manovra anti soffocamento obbligatoria e curricolare a tutto il personale a contatto con soggetti a rischio (bambini, anziani e disabili).
2 alle scuole perché si dedichi tempo per insegnare ai bambini i comportamenti corretti in caso di emergenze fin dall’età degli 8-9 anni.
3 ai genitori perché imparino la manovra anti soffocamento e il taglio sicuro degli alimenti dal proprio pediatra oppure presso le associazioni di volontariato.
4 ai genitori di nuovo perché chiedano, anzi pretendano, che il personale che seguirà i loro bambini in comunità abbia eseguito un corso di primo soccorso pediatrico. Stessa cosa nell’ambito delle attività ginnico sportive.

venerdì 17 settembre 2021

Sul Secolo di oggi risposte a Long Covid e immunostimolanti ai bambini: versione estesa

 Sul Secolo di oggi risposte a domande Long Covid e immunostimolanti ai bambini: articolo a stampa e versione estesa che, per motivazioni di stampa, è stata ridotta:

LONG COVID: COLPISCE ANCHE I RAGAZZI?

Caro dottore

Sento parlare del long Covid e ho incontrato la mamma di un ragazzo che da circa 1 anno ha disturbi, all’inizio anche abbastanza seri? Con il vaccino si può evitare? Come si manifesta?

 

Cara mamma

Purtroppo il long Covid esiste anche in età pediatrica e non sono stati decsritti casi dopo il vaccino (ad ora fattibile dai 12 anni lo previene) ma solo dopo aver contratto il virus. La maggior parte delle persone che hanno contratto il Covid-19 riesce a recuperare completamente entro due mesi. Alcuni, invece, pur avendo avuto pochi disturbi (forme paucisintomatiche) continuano a presentare disturbi e manifestazioni cliniche per più tempo tali, a volte, da impedire alla persona che ne soffre di ritornare a condurre una vita normale. 

Il Long Covid (o sindrome post Covid-19) è una sindrome post-virale che può dare problemi anche per parecchie settimane e mesi dopo la negativizzazione, e cioè dopo la guarigione e la conseguente eliminazione del virus dall’organismo.

Si distinguono, ad ora due forme: Covid-19 sintomatico subacuto se i sintomi si presentano tra la quarta e la dodicesima settimana dalla malattia acuta E di long Covid se i sintomi si presentano anche dopo la dodicesima settimana dalla malattia acuta.

Il problema è , molto, rilevante  in quanto, secondo dati recenti la percentuale di persone guarite che necessitano di assistenza sanitaria anche a distanza di settimane o mesi dalla negatività al test si aggirerebbe intorno al 50% (quindi una persona su due).

I sintomi del Long Covid possono interessare diversi organi e possono a volte essere subdoli tali da far pensare a disturbi psicosomatici e la persona etichettata come ansiosa o depressa.

Il sintomo principale è la stanchezza, seguito dalla perdita del gusto e dell’olfatto. Frequenti i problemi di memoria e di concentrazione tali da impedire ai ragazzi un buon rendimento scolastico. Possono essere presenti poi vari sintomi, non associati necessariamente quali: dolori muscolari, vertigini, mal di testa, difficoltà nel sonno, respiro corto, palpitazioni (soprattutto al passaggio dalla posizione distesa in piedi) e battito irregolare, ansia o stress, disturbi gastrointestinali.

In alcuni a distanza di mesi si manifesta perdita di capelli e debolezza delle unghie.

Ad oggi, purtroppo non esistono terapie specifiche e si è costretti a convivere con i sintomi fino alla loro regressione e cercare per quanto possibile di alleviarli con l’aiuto del proprio medico curante.

Non sono decsritti casi dopo la vaccinazione, anzi, dati recenti indicherebbero un piccolo miglioramento dei sintomi da Long Covid in persone che avevano già contratto l’infezione da coronavirus e che si sono sottoposte al vaccino. In uno studio si è visto che a distanza di almeno una settimana dalla prima dose, il 57% dei 900 partecipanti ha riferito meno sintomi di Long Covid.

 

 

FARMACI IMMUNOSTIMOLANTI...SI? NO? BOH?

 

Caro dottore consiglia prima dell’inizio delle scuole una terapia con immunostimolanti?


Tra poco iniziano asili e scuole e molti genitori chiedono consigli su cosa fare per prevenire, per aumentare le difese dell'organismo, per evitare che si ammali
Opinione a caldo? In alcuni funzionano in altri fanno fresco. Non so quanto siano utili a chi li prende o a chi li vende. Ne esitono tanti tipi naturali, omeopatici ecc 

Consiglio di Chiedere al vostro pediatra e ricordate che 

Dico subito che NON esiste un farmaco che non faccia ammalare. 

Un azione immunostimolante sicura lo hanno corretti stili di vita: mangiare bene e privilegiare carne bianca, pesce e tanta verdura e frutta (5 porzioni al giorno) , riposare bene (andare a letto presto, fare attività fisica senza esagerazioni. POI,…poi vengono anche i farmaci e cerchiamo , prima di tutto che non siano dannosi (rapporto rischio/beneficio), poi valutiamo anche che la spesa giustifichi il, supposto, beneficio.
Poi....dipende dal bambino, dalla situazione famigliare: quanto si è ammalato l'anno scorso, che tipo di infezioni ha avuto per cui, pur essendo critico con l'uso a tappeto ed indiscriminato, dei vari immunostimolanti ammetto che in alcuni casi li utilizzo.

Esistono tanti, tanti farmaci con riferite funzioni immunostimolanti e che sicuramente servono a …chi li vende… a creare e alimentare il mercato…ma talora anche a chi li prende. Non sappiamo però a chi ne trarrà beneficio. Per alcuni farmaci sembra ci sia una riduzione del 30% di infezioni (ma magari uno si ammala come prima e altri meno o niente). 
Altri hanno una efficacia pari a quella di bere un bicchiere di acqua.
Ce ne sono per tutti i gusti, naturali (dalla pappa reale alla echinacea, al resveratorolo, ora di moda, per non dimenticare erbe varie come escolzia ma non dimentichiamo la vitamina C, zinco), omeopatici (un noto prodotto che va per la maggiore ha una concentrazione che equivale ad assumere gocce di acqua diluite come se nell’oceano indiano fosse stato disciolto un cuore e un fegato di anatra: si questi sono i costituenti), omotossicologici, fiori di Bach, tradizionali. Tra questi vari tipi di lisati batterici (estratti da batteri che aiutano a produrre che stimolerebbero un tipo di immunità) e farmaci che aumentano un alto tipo di immunità.

Questi farmaci "immunostimolanti", chiamati a volte erroneamente vaccini ma non sono vaccini. Esistono dati dalla letteratura medica che indicano una certa efficacia di alcuni di questi farmaci ma la constatazione pratica è quella che ci sono bambini che pur facendo una "overdose" di farmaci si ammalano come prima della somministrazione di questi ed altri bambini che passano indenni attraverso tutte le malattie che affliggono i piccoli compagni, pur non assumendo alcun farmaco.

 

Intanto facciamoli riposare bene, mangiare bene e fare attività fisica, e se possibile, programmare dei “cambi di aria” almeno nei week end…poi valuteremo se e che farmaco dare.

Per ultimo ma non ultimo: abituate i bambini ad andare a letto prima perché la prima causa di stanchezza è il mancato riposo notturno doivuto ad abitudini estive: alzarsi al mattino tardi e andare a letto tardi

 


domenica 7 giugno 2020

Domani diretta su manovre. Risposte a genitori: COVID e ansia e mascherine


Domani diretta su manovre. Risposte a genitori: COVID e ansia e mascherine
Cari genitori, nonni, educatori  e cari tutti
Il tema Coronavirus continua ad essere in primo piano ma ricordiamo che non è il solo. Cis Ono cose che dobbiamo sapere per prevenire come gli incidenti e la manovra antisoffocamento. Domani, in diretta, con l'amico Giacomo Clavarino ne parleremo e faremo vedere la manovra e parleremo di come prevenire PER TUTTE LE ETA'.
Potete collegarvi da qui :
https://www.facebook.com/zeus.scienza/posts/3850625265011574.
Trovate allegato le risposte a domande dei genitori sul tema COVIS-19 su cui vi aggiornerò a breve nel caso di leggi, ordinanze, documenti tecnici, mascherine, visiere, plexiglass, 60enni che non possono accompagnare i bambini :-( e .....evito commenti e godetevi e godiamoci la giornata.
Alberto Ferrando



giovedì 28 maggio 2020

ATTENZIONE ALLA RUPOFOBIA: Ovvero le “Comiche igieniste”. Segue: la nuova APP: NEURONI meglio di IMMUNI

ATTENZIONE ALLA RUPOFOBIA  (PULIZIA SI MA NON ESAGERIAMO): Ovvero le “Comiche igieniste”. Segue: la nuova APP: NEURONI meglio di IMMUNI

Con il nuovo Coronavirus (Sars-Cov-2) è aumentata, in modo notevole, la paura del contagio da superfici, oggetti, tastiere di computer, borse della spesa, abiti… 
Soprattutto dopo che alcune pubblicazioni hanno dimostrato tracce di virus (RNA) a distanza di ore e di giorni. 
Dobbiamo però sapere che la probabilità di infettarsi toccando oggetti superfici quali tastiere, maniglie, sedili è infinitamente piccola, nella vita reale. 
Anzi a volte aumenta con alcune misure (vedi guanti usati per toccare merci, poi soldi ecc. come capita di osservare in giro: guanti che cambiano di colore, per l’uso e la sporcizia, e che diventano ricettacolo di sporcizia e di chissà quanti virus e batteri).

Il virus SARS-CoV-2 ha una trasmissione respiratoria e col suo respiro un infetto, anche asintomatico, emette milioni e miliardi di microgoccioline di vapore acqueo (droplets) che restano sospese nell’aria per un certo tempo per poi cadere a terra o sulle superfici che circondano l’infetto. Alcune di queste goccioline contengono anche cellule dove è attiva la replicazione del virus (il virus senza cellule muore).
Ma perché il virus possa entrare nell’organismo servono tutte queste fasi:
1)    si toccano con le mani queste goccioline fresche con cellule che contengono il virus, prima che si disidratino con la conseguente morte del loro contenuto. 
2)    si mettono poi  le mani in bocca: infatti il virus non si trasmette per via cutanea né per via orale, basta la saliva a farlo fuori! 
3)    si crea inavvertitamente un aerosol sbattendo le mani o ci si sfregano gli occhi, 
ALLORA è possibile che il virus entri nell’organismo
Non c’è ancora alcuna prova pubblicata che persone si siano infettate semplicemente toccando superfici o oggetti.
L’Organizzazione mondiale della sanità, nella sua ultima guida riconosce: “Al momento di questa pubblicazione, la trasmissione del virus per COVID-19 non è stata definitivamente collegata a superfici ambientali contaminate negli studi disponibili” [2].
Ma direte: alla TV vediamo marziani in tuta che spargono spray disinfettanti e “sanificanti” 
Bene. Dovete sapere che: 
Le aree esterne richiedono generalmente una normale pulizia ordinaria e non richiedono disinfezione. 
Spruzzare il disinfettante sui marciapiedi e nei parchi non è un uso efficiente delle forniture di disinfettante e non è stato dimostrato che riduca il rischio di COVID-19 per il pubblico. 
È necessario mantenere le pratiche di pulizia e igiene esistenti per le aree esterne” [4].
Nei locali, negozi, studi ecc.  poi si assiste alla pubblicizzazione di pratiche quali l’ozonizzazione, le lampade all’ultravioletto, gli ammoni quaternari,  di non dimostrata efficacia per la salute ma sicuramente efficaci  per chi le propugna da un punto di vista economico

Torniamo ai guanti di lattice
L’uso dei guanti è consigliato negli ambienti sanitari, non per il pubblico, e al posto del lavarsi le mani. La manipolazione di disinfettanti in luoghi non sanitari richiede l’uso dei guanti soprattutto per proteggere le mani: usare i guanti per portare a spasso il cane o per comprare un giocattolo al nipotino è ridicolo.
Se ,li usate cambiateli spesso. Pensate al supermercato con i guanti toccate i carrelli, prendete materiale di vario tipo, aprite la borsa, toccate i soldi, ptrendete il resto, rimettere a posto il carrello: quante cose avete toccato? 
Anche il distanziamento sociale deve essere messo in pratica con un pochino di intelligenza: obbligarlo tra conviventi e familiari nei luoghi pubblici, che senso ha? 
Quello che serve è lavare con acqua e sapone o, in mancanza, con gel alcolico.
la disinfezione è utile solo dopo il lavaggio accurato ed è destinata agli ambienti ad alto rischio come gli ospedali. 
Per negozi, piccole imprese, commercianti,  l’Oms ci dice che è sufficiente continuare così, lavando ogni giorno tavoli, sedie e scrivanie come si faceva prima [4]; non serve acquistare costosi macchinari di disinfezione o contrattare ditte specializzate con le loro vistose tute bianche.
Bene le mascherine, la distanza, il lavaggio delle mani, ma che ce ne facciamo dei disinfettanti, delle sanificazioni a tutto spiano? 
Riusciamo a distinguere l’ambiente sanitario, l’ospedale, dalla nostra casa, dal luogo di lavoro, dai parchi giochi dei bambini? 
Le regole necessarie non sono le stesse.

CONCLUSIONI:  riattiviamo i neuroni migliori
Da tempo sappiamo che la nostra sicurezza non dipende dall’odore di alcol o varechina, e nemmeno dalla corsa ad analisi immunologiche o speranze vaccinali, ma dalla pronta risposta dei servizi territoriali, su cui dobbiamo investire per identificare, isolare e tracciare i contatti della persona sospetta infetta: 3T: Testare, Tacciare e Trattare.
Insomma, la nostra sicurezza dipende dalla dimenticata epidemiologia di campo che pure tanto ha contributo alla nostra migliore qualità di vita.

Approfondimento: USATE L’APP NEURONI E’  
Con la Fase 2 sarà fondamentale utilizzare una preziosissima App, ben più potente di Immuni: NEURONI.
Sviluppata da Madre Natura, Neuroni è una app gratuita che sfrutta la ben collaudata tecnologia SINAPSI: una tecnologia per nulla invasiva della privacy e che rende l’app comunque utile anche quando il 60% della popolazione non ne fa uso. Anche se sarebbe auspicabile arrivare al 100% per definirci homo sapiens.
Le due app (Immuni e Neuroni) funzionano in modi differenti. 
Ad esempio, la app Immuni vi dice se il tizio che era con voi in ascensore vi ha infettato. La app Neuroni che per fare due piani si possono prendere le scale, che ultimamente non è che abbiamo fatto tutta questa attività fisica.
La app Immuni vi dice se la signora con cui avete litigato al supermercato per l’ultima confezione di lievito di birra vi ha infettato. La app Neuroni vi suggerisce di non litigare per una confezione di lievito. Che il lievito ce lo possiamo fare in casa (come da tradizione millenaria: si chiama lievito madre). E che si può anche fare la spesa direttamente dai produttori, in modo sostenibile. 
Il grande vantaggio di Neuroni è che è già installata in ogni scatola cranica e non richiede quindi uno smartphone… e neppure un braccialetto!
Neuroni è di facile utilizzo anche se per tenerla operativa è necessario aggiornarla costantemente: studi scientifici dimostrano che leggere ed usarla è il metodo più efficace.
Per verificare lo stato di salute di questa app possiamo fare un semplice test: avete tifato per il poliziotto che inseguiva il runner solitario sulla spiaggia con l’appoggio di elicotteri, droni e satelliti? Ecco, in questo caso ci sono dei problemi di settaggio. E può essere anche che le parole della D’Urso abbiano in qualche modo hackerato il sistema operativo.
Ma, tranquilli, è sempre possibile rimediare!
Accedete al menù principale. Cercate le funzioni “hater”, “delatore”, “caccia-alle-streghe”, “polemica”, “continuo lamento” e togliete la spunta.
Mettete invece la spunta a “spirito critico”, “buon senso”, “prudenza”, “empatia”, “responsabilità” e “solidarietà”.
Salvate le nuove impostazioni premendo ok. Verificando ogni tanto che non siano state nuovamente hackerate (la Tv interferisce con il settaggio).
Avremo quindi una buona base di partenza per affrontare, non solo la Fase 2, ma la vita intera.
Con responsabilità e consapevolezza.

Referenze
[2] Cleaning and disinfection of environmental surfaces in the context of COVID-19 WHO Interim guidance 15 May 2020  
[3] ECDC TECHNICAL REPORT Disinfection of environments in healthcare and nonhealthcare settings potentially contaminated with SARS-CoV-2       March 2020

[4] CDC GUIDANCE FOR CLEANING AND DISINFECTING PUBLIC SPACES, WORKPLACES, BUSINESSES, SCHOOLS, AND HOMES may 7 2020 

domenica 17 maggio 2020

RISPOSTE AI GENITORI: mascherine e sesta malattia - Incontro in diretta su allergia grave

Cari Genitori e educatori
Risposte ai genitori su Il Secolo XIX: mascherina e sesta malattia (da leggere)
Martedì alle 17,30 webinar con voi su Allergia Grave e Anafilassi. Potete iscriversi cliccando qui  (martedì) e accederete a : Zoom Meeting https://us02web.zoom.us/j/87817024646 e partecipare in diretta oppure seguire l'evento sulla mia pagina Facebook: https://www.facebook.com/FerrandoAlberto65/






















Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto

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