📱 Social network e minori: una riflessione da pediatra per le famiglie
La Danimarca 🇩🇰 ha stabilito di vietare l’accesso ai social network ai ragazzi sotto i 15 anni; l’Australia 🇦🇺 ha fissato il limite a 16. È una notizia che fa discutere e divide.
Come pediatra che incontra ogni giorno bambini, ragazzi e genitori, vorrei però andare oltre la notizia e condividere con voi una riflessione calma, concreta e centrata sulla salute dei nostri figli ❤️.
😟 “Ce l’hanno tutti”
È probabilmente la frase che più spesso sento riferire dai genitori.
La paura che un figlio resti escluso, che si senta diverso o isolato, è reale e comprensibile. Dire “no” non è mai facile e spesso fa sentire in colpa.
📜 È però importante ricordare che la legge italiana è chiara:
- sotto i 14 anni l’accesso ai social richiede il consenso dei genitori;
- molte piattaforme fissano comunque il limite minimo a 13 anni.
Nella pratica, a volte siamo proprio noi adulti a “forzare la mano”, cambiando la data di nascita. Lo si fa per stanchezza, per quieto vivere, per evitare discussioni. Ma non è una scelta neutra.
💪 Il valore educativo di un “non ancora”
Dire “non ora” non significa essere rigidi o cattivi.
Significa esercitare il proprio ruolo di genitore con responsabilità e visione.
Quando anticipiamo l’ingresso sui social:
- 🚫 insegniamo che le regole si possono aggirare se danno fastidio;
- ⚠️ esponiamo i bambini a contenuti e dinamiche pensati per età più grandi.
Gli algoritmi non conoscono la maturità reale dei nostri figli: si basano sull’età dichiarata. E questo fa la differenza.
🧠 Non è solo tecnologia, è salute
Negli ultimi anni osserviamo un aumento di:
- 😰 ansia,
- 😴 disturbi del sonno,
- 😔 difficoltà dell’umore,
- 🪞 problemi legati all’immagine corporea,
anche in età sempre più precoci.
I social non sono il male assoluto, ma sono strumenti potenti che richiedono maturità e capacità di autoregolazione.
Il cervello dei bambini ha bisogno soprattutto di:
- 👀 relazioni vere,
- 🏃 movimento,
- 🎲 gioco libero,
- 💭 noia creativa,
- 🤝 esperienze concrete.
🤝 La paura dell’esclusione si affronta insieme
La paura che un bambino resti “fuori dal gruppo” è legittima.
Ma la risposta non deve essere individuale.
Parlate con gli altri genitori della classe 🏫: spesso scoprirete che molti hanno le stesse perplessità. Quando più famiglie dicono insieme “non ancora”, l’esclusione si riduce e i bambini restano un gruppo, non singole eccezioni.
🌟 Cosa fare
- ⏳ Non avere fretta: ogni mese senza social è tempo di crescita protetta.
- 🚷 Evitare scorciatoie: non aprire profili mentendo sull’età.
- 💬 Spiegare il perché: i bambini capiscono più di quanto pensiamo.
- 🧭 Darsi il permesso di essere genitori: proteggere oggi è educare al futuro.
❤️ Un messaggio finale
Non siete soli. Le difficoltà che vivete sono condivise da moltissime famiglie.
Dire “no” al momento giusto non è egoismo, ma amore responsabile.
È dire: “Ti vedo, ti conosco e rispetto i tuoi tempi di crescita.”
Se avete dubbi o desiderate confrontarvi, parliamone insieme 🤍.
Crescere i figli è la sfida più bella: affrontarla insieme è già un grande passo.
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