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sabato 13 aprile 2019

FINALMENTE UN PO' RI REGOLE PER L'ALLATTAMENTO AL SENO :-)

FINALMENTE UN PO' RI REGOLE PER L'ALLATTAMENTO AL SENO :-)
Allattamento al seno: evento meraviglioso che fa ha fatto sopravvivere i mammiferi, e tra questi gli umani, e che soprattutto negli ultimi decenni ha subito una medicalizzazione. Sintetizzate qui sotto. Regole RIGIDISSIME per questa pratica che finalmente viene affrontata in modo scientifico:
- Anni 60 - 70: "Bottle is better": che stai ad allattare il latte artificiale è meglio
- Anni 70 - 80: Vuoi allattare?? Devi fare la doppia pesata :-(, stare a dieta (molto variabile a seconda delle mode e della scienza), devi far analizzare il latte. La maggior parte delle persone ti chiedono chi te lo fa fare e che i bambini con il latte in polvere crescono meglio
- Anni 80 -90: Puoi allattare forse forse è meglio il latte di mamma al latte artificiale ma il latte artificiale è più comodo
- Oggi: Se non allatti "ti spezzo in due".....anzi  visti i benefici del latte potresti allattare dino a quando mamma e bambino vogliono. Ma su questo punto vari gruppi di "donne che odiano le donne" ti riprenderanno molto e ti fanno stare male se non allatti ma anche se, e guai a te, se ti azzardi ad allattare dopo i 6 mesi di vita del bambino. Figurati dopo l'anno e oltre (cosa che è consigliata).
Comunque ora la scienza ci fornisce dei dati che rafforzano uno dei pochi concetti importanti
"LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE" (ovviamente ogni regola ha qualche eccezione:), GODETE ILMOMENTO E NON ASCOLTATE OPINIONI, PARERI E ANCORA MENO SUGGERIMENTI O CRITICHE: Guardate negli occhi il vostro bebè e godetevi questo momento unico (sia che allattiate al seno, sia con il biberon ):
NUMERI DELL'ALLATTAMENTO AL SENO TRATTE DALL'ULTIMO. NUMERO DI UPPA MAGAZINE (www.uppa.it):
- Frequenta delle poppate (nel 1 mese) da 6 a 18 (media 11)
- Durata di una poppata da 12 a 67 minuti
- Intervallo tra le poppate da 4 minuti a 11 ore
- Produzione media del latte circa 750 -. 800 ml (ad alcuni bambini bastano 550 ml
- Quantità media di latte per poppata da 54 a 234 ml)
- Frequente che un seno produca più latte
- 1/3 dei bambini si attacca solo ad un seno per poppata
- la quantità di latte non si modifica nei primi 6 mesi ma nel secondo trimestre basta lo stesso perché il bambino cresce di meno e ha bisogno di una minor quantità di calorie.
- 20-30% delle calorie vengono assunte di notte
- in media un bambino sotto ai 6 mesi si sveglia da 1 a 4 volte
- il 2% dorme tutta la notte
IN SINTESI OGNI BAMBINOI E OGNI RAPPORTI BAMBINO /MAMMA/FAMIGLIA HA IL SUO STILE
(Natalia Camarda, UPPA Magazine, Pediatra, consulente IBCLC)




lunedì 11 luglio 2016

TATUAGGI, SICUREZZA E ALLATTAMENTO

TATUAGGI, SICUREZZA E ALLATTAMENTO

 TATUAGGI, SICUREZZA E ALLATTAMENTO:
Cari Genitori ho ricevuto varie domande su eventuali rischi sull’allattamento al seno e i tatuaggi.
Non ci sono prove che suggeriscano che i tatuaggi pregiudichino il rapporto di allattamento o che abbiano alcun effetto sul latte materno. Se hai scelto di decorare il tuo corpo con un tatuaggio e vuoi nutrire il tuo bambino allattandolo al seno, puoi stare tranquilla in questa tua decisione.
il manuale di La Leche League L’arte dell'allattamento materno ha un sacco di ottime informazioni sull’allattamento. Il volume è disponibile presso ogni Consulente, di cui trovi i recapiti qui.
Molte madri hanno trovato molto utile chiamare una consulente o partecipare ad un incontro de La Leche League. Il sostegno e le informazioni che vengono da altre madri che allattano possono rappresentare la differenza. 
tatuaggi e allattamento 
L'allattamento e i tatuaggi stanno godendo di un ritorno di popolarità. Le donne si domandano se sia sicuro allattare i loro bambini, avendo già un tatuaggio. Altre donne potrebbero desiderare di farsi o di levarsi un tatuaggio e desiderano sapere se possono continuare ad allattare senza interruzioni. 
È sicuro farsi un tatuaggio durante l'allattamento?
I tatuaggi sono creati iniettando inchiostro nel derma (secondo e terzo strato di pelle). I tatuaggi utilizzano un apparecchio elettrico dotato di solidi aghi rivestiti di inchiostro. Gli aghi entrano nella pelle centinaia di volte al minuto per una profondità di pochi millimetri. L'inchiostro che viene utilizzato per i tatuaggi è soggetto ad una regolamentazione come i cosmetici, ma non sono approvati per le iniezioni sottocutanee. Tuttavia le molecole di inchiostro sono troppo grandi per passare nel latte materno.
Le informazioni generali sui tatuaggi valgono anche per le donne in allattamento. Le infezioni locali e quelle sistemiche sono in realtà i rischi più diffusi conseguenti ad un tatuaggio. Le infezioni locali si possono verificare quando non viene seguito il protocollo post-terapia raccomandato. Occorre mantenere il tatuaggio pulito, lavandolo con acqua e sapone neutro, non togliendo le croste e riparando il tatuaggio dal sole. Può essere prescritto un antidolorifico, se necessario. Le infezioni sistemiche si verificano invece quando le precauzioni non sono seguiti dal tatuatore e possono includere malattie anche gravi come l'epatite, il tetano e l’HIV.
È molto importante scegliere con attenzione sia il tatuatore sia il negozio, verificare che rispetti le leggi e le normative locali. Tatuatori professionisti seguono precauzioni universali, come la sterilizzazione della macchina per i tatuaggi con un autoclave, l’uso di inchiostri, calamai, guanti e aghi monouso, l’insaccamento delle attrezzature per evitare la contaminazione incrociata, e il lavarsi le mani con sapone disinfettante. La maggior parte dei tatuatori potrebbe non voler tatuare una donna incinta o che stia allattando. Si suggerisce alle donne di aspettare almeno fino al primo compleanno del bambino per dare al loro corpo la possibilità di riprendersi completamente dal parto prima di farsi un tatuaggio.
È sicuro togliersi un tatuaggio mentre si allatta?
La rimozione dei tatuaggi si fa adesso con l’uso di apparecchiature laser. L'energia laser causa la frammentazione del pigmento in particelle più piccole che vengono raccolte dal sistema immunitario del corpo e filtrate. Il processo di rimozione non prevede la fuoriuscita di sangue, è a basso rischio ed ha effetti collaterali minimi. Per la rimozione di un tatuaggio occorre seguire le stesse precauzioni post-operatorie come per una sua incisione.
Bibliografia
Cadwell, K. et al. Maternal and Infant Assessment For Breastfeeding and Human Lactation. Sudbury, Massachusetts: Jones and Bartlett, 2002; 74.
Kuperman-Beade, M., Levine, V., and Asinoff, R. Laser removal of tattoos. Am J Clin Dermatol 2001; 2(1):21-25.
Martin, J. Is nipple piercing compatible with breastfeeding? J Hum Lact 2004; 20(3):319-21.
Millner, V. and Eichold, B. Body piercing and tattooing perspectives. Clin Nurse Res 2001; 10(4):424-41.
Mothers Milk Bank San Jose Donor FAQ 2004.
Newman, Jack, 2004. Personal communication.
Nice, Frank J., 2004. Personal Communication.
Wilson-Clay, B. and Hoover, K. The Breastfeeding Atlas, 2nd edition. Austin, Texas: LactNews Press, 2002; 146.


venerdì 17 aprile 2015

NASCITA DI UN BEBE': LEGGERE PER PREVENIRE PRIMA CHE LA COPPIA SCOPPI.

NASCITA DI UN BEBE': LEGGERE PER PREVENIRE PRIMA CHE LA COPPIA SCOPPI.
Cari genitori
Sono a un Congresso a Tirrenia (PISA) ella Leache League e si parla di BEN-ESSERE di bambini e famiglie. Vi invio un noi vecchio articolo
Alberto Ferrando

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA
Arrivati a casa..e sempre

  • La mamma ha sempre ragione non la nonna, la vicina, il pediatra, l’infermiere, etc: vostro figlio e’ unico.
  • Mamma e papà debbono parlarsi e allearsi tra loro.
  • I nonni sono una grande risorsa. Soprattutto se esiste rispetto reciproco e regole chiare.
  • Amici, parenti, conoscenti e vicini: avvisate che nei primi periodi sarete voi a chiamarli.
  • Il neonato potrebbe voler mangiare ogni 2 ore nei primi periodi (anche oltre a 1 mese). Seguite i suoi ritmi e staccate il telefono. Suonerà regolarmente nel momento meno adatto.
  • Al neonato e ai lattanti non interessa essere baciati sulle manine e presi in braccio da estranei (o anche da conoscenti).  Più gente li tocca e maggiori sono le possibilità di ammalarsi. Non sono dei peluche da toccare e abbracciare.
  • Uscire tanto da casa, appena si può, appena si è in grado di farcela. Più si esce meglio starà il bebè e anche la mamma.
  • Farsi aiutare. Nei primi periodi la gestione della casa e della cucina e altro se è possibile darla “in appalto” a nonni, amici, marito, compagno.
  • Cercare di ritagliarsi degli spazi, anche brevi. All’inizio è difficile ma pian piano bisogna imporselo.
  • Dedicare tempo anche per la coppia: avere bisogno l’uno dell’altro fa bene del bambino. Le coccole sono un toccasana non solo per il bebè ma anche per mamma e papà.

RAPPORTI DI COPPIA:
 La nascita di un bambino modifica i rapporti della coppia. E’ un tema di cui si deve discutere perché la salute di un bambino dipende dalla salute della famiglia che, con la nascita del bebè, attraversa dei periodi bellissimi ma anche impegnativi e molto delicati.
Dopo la nascita dal bambino la donna potrebbe avere un po’ di tristezza, di malinconia, potrebbe piangere più facilmente, sentirsi  preoccupata per il cambiamento della vita e a volte con sentimenti contrastanti tra eccesso di amore e sentirsi inadeguata a dare qella protezione e affetto che il bebè richiede. A questo si aggiunge la carenza di sonno, in alcuni casi ambienti familiari impegnativi (troppo aiuto o nessun aiuto). 
E’ fondamentale che la mamma abbia alleati e non sia lasciata sola, psicologicamente o affettivamente. Può avere aiuto dai nonni, soprattutto, in genere, dalla madre, ma l’aiuto principale può, e deve, venire dal marito o compagno che può aiutarla ad affrontare tutta una serie di problemi legati alla nascita del figlio. 
Mamma e papà debbono conoscere queste cose prima della nascita del bambino e discuterne. 
Da tempo le cure al lattante non sono più un "privilegio", come nel passato, esclusivo delle madri, ma coinvolgono sempre più il papà in tanti compiti quotidiani come: cambiare pannolini, allattare con il biberon, cullare il bambino, ecc.
La nascita del bebè può creare problemi anche al papà che potrebbe avvertire un senso di abbandono, di non essere più il centro dell’interesse della compagna/moglie che non è più solo “sua” (ovviamente nessuno appartiene ad un altro), anzi non ha più tempo, se il bambino è impegnativo, nenache per se stessa e deve  dedicarsi a tempo pieno  esclusivamente al bambino. Non solo: è fisiologico che ci sia una riduzione (se non assenza all’inizio) di desiderio sessuale (a volte succede il contrario: il papà vede la donna come mamma e ha inibizioni sessuali)
Se queste cose si sanno, che è un periodo “normale” si evita di preoccuparsi, di sentirsi trascurati. Superati, insieme, i primi periodi la mamma riacquisterà il ruolo precedente di donna e tutto tornerà come prima.
I passi fondamentali sono sapere che cambiamento avverrà, coinvolgere il padre nella vita del bambino e cercare di dedicare sempre uno spazio della giornata al rapporto stretto con il marito, oltre che a se stessa. 
Facendo così il papà sarà pronto ad intervenire e aiutare in momenti di stress o affaticamento da parte della moglie/mamma.
Anche il papà ha un ruolo importante nella crescita, allevamento ed educazione e potrà, così facendo godere del contatto fisico e mentale e affettivo con il figlio, non solo nei momenti di relax ma anche nelle quotidianità giornaliere quali: bagnetto, cambio del pannolino, aiutare la mamma a dare da mangiare, accarezzarlo, cullarlo, giocare con lui, (e dopo il 6 mese leggere ad alta voce : vedi capitolo)
Il valore della coppia è, infatti,  fondamentale per l’educazione dei figli, non coinvolgere il papà o addirittura (capia!!)  estrometterlo lasciandolo solo nel ruolo di papà è un errore che rischia di distruggere la famiglia.

Testimonianza: lettera di un papà e risposta del pediatra (BOX)
CRISI DOPO LA NASCITA DEL BEBE': IL PAPA' COSA PUO' FARE?
 Egr. Dott. Ferrando, ho letto con interesse la lettera della sua assistita che ha problemi non dissimili da quelli che riscontro in mia moglie, ossia il sentirsi annullata dopo la nascita del piccolo, i continui consigli non richiesti, la paura di sbagliare, ecc.
Questo rafforza sempre piu' in me la convinzione che noi uomini non saremmo mai in grado di tanto sforzo.
A prescindere da cio', un aspetto che mi sembra un po' poco discusso e' l'aiuto che noi papa' possiamo dare alle nostre mogli.
Il problema e' che, molto spesso, tale aiuto non e' voluto, anzi e' proprio fastidioso.
Quante volte sento la frase: "Sono stravolta dalla stanchezza" seguita da un "lascia faccio io" quando si tenta di dare una mano con il/la figlio/a.
Dio non voglia, poi, che si proponga una serata alternativa a base di cena e cinema.
Sembra che lasciare i cuccioli ad "estranei" (tipicamente nonni) possa essere foriero di nuove stragi degli innocenti a cui il nostro piccolo non potrebbe mai scampare.
Le serate, pertanto, si concludono tristemente a degli orari da reparto geriatrico con noi due a dormire alle 21 in attesa della prossima poppata, ed un mondo all'esterno che continua.
Concludo: e' ben vero che la mamma ha sempre ragione, ma demandare un po' anche a papa'? Sicuramente non avra' sempre ragione, ma di certo neanche sempre torto.

Caro papà

Innanzitutto Le faccio i miei complimenti: lei e' un marito attento ha notato cose che molti uomini non vedono o non vogliono vedere o ignorano.  Ha saputo osservare il disagio che sta vivendo sua moglie e questo, mi creda, e' importantirssimo !!
Ci vuole  molta pazienza e anche saper aspettare e entrare piano piano nuovamente nella mente di sua moglie, non abbia fretta di uscire la sera a cena con la mogli, vada per gradi.  Le stia vicino. Provi con piccole cose a far sentire la sua presenza, il suo amore, il suo affetto, porti pazienza, faccia dei piccoli doni a sua moglie che potrebbe non gradirli un giorno, due ma vedra' che poi sapra' apprezzare. Partecipi, aiutandola con il bambino, facendosi insegnare da lei, lodi il suo lavoro.
Dicendo "LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE" (in alcuni articoli) intendo rafforzare l'"io" materno (fidarsi di se stessi, e delle proprie intuizioni, sentimenti e sensazioni) e spiegare alla mamma di ragionare con la Sua testa e di non stare a sentire tutto quello che altri, diversi e con altro carattere, altro ambiente familiare, altra famiglia cercano di suggerire. LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE  (eccezioni esistono ovunque) perché ogni bambino e ogni rapporto mamma bambino, mamma, bambino e papà e famiglia è diverso. 
Alla domanda su cosa può fare il papà rispondo TANTO. Tantissimo!!!!!. Il  bambino, VOSTRO FIGLIO; stara' bene e crescerà bene se i genitori come singole persone  e come coppia stanno bene. Vostro figlio ha bisogno di entrambi (e dei nonni su cui si apre un altro discorso e su cui potremo tornare).
Il papà è importante come appoggio, come aiuto, IL BAMBINO E' NATO DA UN ATTO DI AMORE TRA DUE PERSONE CHE SI SONO VOLUTE BENE (anche qui ci sono ovviamente eccezioni). E' stato desiderato come coronamento di una scelta di coppia. Nei primi colloqui con il pediatra CHE SAREBBE BENE AVERE PRIMA DELLA NASCITA DEL BEBE' di questo di deve parlare (o con L'ostetrica, l'infermiera pediatrica o altre figure professionali che fanno corsi prenascita).
Sia quando va tutto bene che quando insorgono dei problemi. In questo secondo caso è necessario parlare tra Voi e cercare di parlare con una figura di riferimento che può essere il pediatra, il medico curante o anche altre figure sanitarie quali ostetrica, infermiera, consultorio. Può succedere che la mamma in crisi non voglia aiuto, che il marito o la famiglia neghino o colpevolizzino. Come siamo bravi a cogliere i difetti e i problemi degli altri su cui siamo prodighi di consigli e soluzioni e quanto è difficile  rilevare i nostri e, soprattutto, prenderne atto e risolverli. Se va tutto bene? Avere cura di se stessi come singoli, come coppia. Esiste uno "svezzamento" psicologico che vuol dire ritagliarsi degli spazi per se stessi e come coppia perché un bambino sta bene se la mamma e la coppia stanno bene per cui, prima o poi si deve tornare a fare le cose che si facevano prima. La nascita di un figlio rappresenta talora una "prova da sforzo" per una coppia che si supera con comprensione, rispetto reciproco e talora con qualche aiuto CHE NON VUOL DIRE TEMPESTARE DI CONSIGLI


DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA  E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)
Nasce una vita, nasce un bambino troviamo un modo di rendere la vita piacevole a tutti.
 La nascita di un bimbo senza il rispetto e la comprensione delle necessità ed esigenze altrui, può diventare, a lungo andare,   fonte di stress e di “prova da sforzo” della coppia. Comunque,  non si può generalizzare e ognuno deve trovare soluzioni confacenti nel proprio contesto familiare e non solo….I rapporti tra persone sono complessi e certi vincoli affettivi rappresentano un cordone ombelicale che dura tutta una vita.
Stesse regole servono anche per gli amici invadenti, per i saccenti, per i superesperti, per i cultori delle medicine orientali, alternative, magiche etc. etc.
Esistono altre persone che “a fin di bene” potrebbero danneggiare l’equilibrio psicofisico della coppia: alcuni tipi di vicini curiosi e pontificatori. Ovviamente non tutti sono così:per fortuna esistono persone eccezionali che sono disponibili, in caso di necessità, a dare aiuto e appoggio umano.
Purtroppo, è oramai consolidata la cultura che la mamma, in particolare al primo figlio, ha sempre delle colpe e mai dei meriti se il bambino non sta bene e, ad ogni constatazione di un qualche sintomo: “ha il raffreddore, piange ha le coliche” ! Viene  colpevolizzata con frasi del tipo: “perché sei uscita, o perché non lo fai uscire! Chissà cosa hai mangiato! Sicura che il tuo latte vada bene?.
Non bisogna scordare che alcune frasi dette in un momento delicato della vita  di una persona, dopo la gravidanza ed il parto,  sono estremamente dannose per una mamma.

domenica 1 febbraio 2015

Svezzamento, divezzamento e desbelinamento del bambino

Svezzamento, divezzamento e desbelinamento del bambino
SVEZZAMENTO: SUBITO TUTTO. GRADUALMENTE...E.....LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE
Ne abbiamo già parlato qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=SVEZZAMENTO. Ogni anno su una rivista pediatrica importante si fa il punto su quanto apparso di rilevante e significativo nella letteratura internazionale.  La Rivista è “Medico e Bambino” (www.medicoebambino.it). Inizio con un articolo che “sfata” alcuni miti sull’alimentazione per cui il consiglio è di introdurre precocemente gli alimenti nello svezzamento e di evitare diete di eliminazione di alimenti per ritardare o evitare allergie nelle età future. 
Quando svezzare? Se latte materno dal 6 mese, se artificiale anche prima in base alle caratteristiche del bambino (c’è chi assaggia tutto e chi no) e ai consigli del pediatra e “a quanto Vi dice il Vostro cuore”: vedi “la mamma ha sempre ragione”: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/10/la-mamma-ha-sempre-ragione-speciale.html
Egidio Barbi, Giorgio Longo e Irene Berti sono gli Autori della review sull’allergia alimentare IgE mediata pubblicata sulla prestigiosa Rivista  (Longo G, et al. IgE-mediated food allergy in children. Lancet 2013;382:1656-64). Un aggiornamento da non perdere, per la sua completezza e perché pone in risalto alcuni concetti rivoluzionari rispetto al pensiero e all’agire che ancora ci circonda sullo svezzamento e sulla aimentazione del bambino. I più importanti dei quali sono
“... è la dermatite atopica (eczema) che favorisce l’allergia alimentare e non il contrario...” 
“... la dieta di eliminazione sfavorisce il fisiologico processo di acquisizione della tolleranza e mette il bambino a rischio di reazioni gravi...” (introdurre presto gli alimenti)
L’articolo (i cui contenuti e la cui stesura sono stati condivisi con due esperti americani, fatto questo che ancora di più contribuisce a rendere universale la rivoluzione concettuale che propone) va “de- gustato” dall’inizio alla fine: per rendersi conto attraverso i dati epidemiologici che è effettivamente dall’epoca in cui si esagera con le diete di esclusione che c’è stata l’esplosione del problema sia in termini di incidenza che in termini di gravità (e anche di mortalità!) e di persistenza oltre l’età pediatrica; ……… per riflettere sui rischi ineludibili della dieta di esclusione, in particolare per ciò che concerne l’esposizione accidentale all’antigene escluso. 
L’articolo sfata anche  alcuni miti dai piedi di argilla come:
l’efficacia (NON DIMOSTRATA) preventiva delle diete di esclusione e dell’allattamento al seno esclusivo e prolungato; 
l’utilità di ritardare l’introduzione dei cibi solidi; 
l’opportunità di fare una dieta sulla base dei prick test positivi in assenza di sintomi. 
E, infine, per porre in risalto le evidenzesull’efficacia della desensibilizzazione orale nei bambini con allergia alimentare grave e sull’opportunità di eseguirla “tutto di un fiato” dopo un test di scatenamento positivo per non dare tempo al bambino allergico di “superallergizzarsi”. 
La documentazione scientifica dei benefici dell’allattamento precoce è ormai numerosa: 
Un importante studio prospettico finlandese, pubblicato su una prestigiosa rivista di allergologia pediatrica  (Allergy Clin Immunol 2013), ha dimostrato che la precoce introduzione di cibi solidi (precoce vuol dire dai 4-5 mesi di vita) anche fortemente allergenici come i cereali, uova e pesce, riduce significativamente il rischio di sviluppare malattie allergiche (come asma, eczema e rinite) a cinque anni di età. (anche a breve usciranno articoli che dicono il contrario..a volte certezze in medicina non ce ne sono),

Una ricerca statunitense dell’Università di Denver, in Colorado, ha dimostrato che uno svezzamento tardivo o troppo precoce dei bimbi, li espone al rischio di sviluppare diabete di tipo 1.

Per i lattanti la "finestra sicura" è tra i 4 e i 5 mesi. Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Pediatrics, si spiega anche che uno svezzamento precoce, prima dei 4 mesi, raddoppia il rischio di sviluppare la malattia autoimmune, mentre quello tardivo triplica questa possibilità.

Che fare? Sentite il Vostro pediatra, documentatevi, ma non troppo su Internet, seguite le attitudini di vostro figlio e, soprattutto, iniziate a mangiare voi perché dopo lo svezzamento intorno, all'ano di vita, partirà  il cosìdetto "DESBELINAMENTO" (TERMINE GENOVESE che significa tutto e in pratica vuol dire che mangerà di tutto cosa mangerà? quello che mangiate voi...e come lo mangerà? Come lo mangiate VOI. Quindi cari mamma e papà iniziata e mangiare seduti dritti a tavola, senza TV in cucina, masticate adeguatamente, e mangiate di tutto. Non vi piace la fritta e la verdura??? Siete grandi e vaccinati (spero): mangiatela :-) 
TROVATE ALTRI ARTICOLI SUL BLOG CERCANDO SVEZZAMENTO
BUONA DOMENICA

lunedì 26 gennaio 2015

BASTA COLPEVOLIZZARE LE POVERE MAMME CHE NON RIESCONO AD ALLATTARE. QUANTE MAMME MALTRATTATE CHE SI VEDONO.

BASTA COLPEVOLIZZARE LE POVERE MAMME CHE NON RIESCONO AD ALLATTARE. QUANTE MAMME MALTRATTATE CHE SI VEDONO. MAGARI VORREBBERO ALLATTARE MA....E VOI LE METTETE IN CRISI???
Ripropongo un articolo con due lettere di mamme che espongono il loro parere sull'allattamento al seno.
Ovviamente come pediatra sono favorevolissimo all'allattamento al seno :
  • SE IL BAMBINO STA BENE
  • SE LA MAMMA STA BENE
  • SE LA FAMIGLIA STA BENE
E PER STARE BENE INTENDO UNO STATO DI "BENESSERE fisico psichico e sociale" come da definizione della Organizzazione Mondiale della Sanità
SE NON ALLATTO E ALLORA?? 
LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE RICORDATE????
COME ESSERE BUONI GENITORI? Cerchiamo di essere noi stessi e non il genitore idealizzato, finto. Un luogo comune per la madre ???: “Per essere una buona madre si deve allattare il bambino al seno”!!!!  (vedete qui sotto un articolo di una Rivista: EVITATE LE ESAGERAZIONI E DUE TESTIMONAINZE DI MAMME) UN BUON GENITORE NON SI GIUDICA DAL FATTO SE ALLATTA O MENO, né da come partorisce , né da altro….Si diventa bravi genitori con il tempo, a volte anni man mano che imparate a conoscervi e rispettate questi punti (Hogg).
IN questo periodo ho visto varie mamme MALTRATTATE. Ma non parlo di violenza alle donne fisica ma di mamme "normali" maltrattate da persone "normali" (magari mamme, nonne o papà) sul tema dell'allattamento al seno!!!!!
Come pediatra non posso non sostenere la bontà dell'allattamento al seno (LEGGETE POST SUL TEMA QUI:http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=SENO) ma non facciamo gli integralisti per favore!!!! Alcune donne che pur avrebbero voluto allattare con tutto il cuore non ci riescono. Succede e per vari, seppur non frequenti motivi. Alcune donne hanno tanti e tali problemi per cui non riescono ad allattare serenamente, anzi 'allattare diventa l'ultimo dei loro problemi (ragazze giovani senza marito, dipendenze di vario tipo, povertà, solitudine, mancanza di aiuti dcc. dcc.). Cosa fa la maggio parte della gente NORMALE??? CRITICA, GIUDICA, COLPEVOLIZZA una mamma che dopo la gravidanza magari è un pò giù se non al limite della depressione. Già una mamma si autocritica, si mette in gioco. Pensateci quando vedete una mamma prima di dire con la faccia preoccupata "Che peccato!!", "Insisti", " se non "Perchè non vuoi allattare?" magari accompagnata da altre perle di saggezza tipo "Vedrai che si ammala se non dai il tuo latte" o "Diventerà allergico".  Cari Genitori una gran cosa è il RISPETTO degli altri e da parte dei genitori nei confronti del  bambino. PER RISPETTARLO RISPETTATEVI E FATEVI RISPETTARE.
-       Siate consapevoli che è un individuo unico(NON è come  l’idealizzato figlio della vostra amica o come altri bambini: è il VOSTRO figlio)
-       Parlate CON lui e NON a LUI (la comunicazione è bidirezionale)
-       Ascoltate e, se necessario, soddisfate i suoi bisogni (sia detti a parole che in altri modi. Non vuol dire che dovete soddisfare TUTTO quello che chiede).

Caro dottore,
 Sono la mamma di Davide e Alessia 4 anni e 4 mesi rispettivamente. In questa mail proverò a riassumere la mia esperienza sull'allattamento innanzi tutto per ringraziarla del suo sostegno soprattutto morale e poi per offrirle, se crede utile, qualche spunto in caso si trovasse ad affrontare l'argomento con gli "irriducibili" dell'allattamento al seno. 
 Quando è nato Davide nel 2006 in ospedale mi hanno detto di attaccarlo il più possibile, lui era da subito molto vorace e quindi sin dal primo giorno stava attaccato al seno praticamente di continuo. Al secondo giorno ho iniziato ad avere ragadi ai capezzoli che sono velocemente peggiorate. In pochi giorni i capezzoli erano ricoperti completamente di croste, nonostante un male davvero forte ho continuato ad attaccare Davide ogni volta che voleva anche se lui finiva per ciucciare sangue misto al poco latte che avevo, e quando riuscivo a staccarlo iniziava a piangere dalla fame. Ho fatto due rientri in ospedale per farmi consigliare e a parte lo sgomento iniziale delle ostetriche quando vedevano il mio seno le istruzioni erano comunque attaccare sempre il più possibile  per cercare di fare venire il latte e usare il tiralatte. Riassumendo usavo il tiralatte per sbloccare il seno dalle croste, attaccavo Davide per un sacco (mentre piangevo dal dolore) e poi tiravo ulteriormente il latte con il tiralatte mentre spesso qualcuno dava un biberon a Davide che altrimenti urlava per la fame. Risultato, dopo 10 giorni di sofferenza e pianti per sentirmi una mamma inadeguata, niente montata lattea e una mastite ho deciso di interrompere l'allattamento per passare esclusivamente all'artificiale. Da quel giorno finalmente mi sono goduta Davide, il momento della pappa e tutte le coccole che seguivano.
Dopo 4 anni è nata Alessia e da subito avevo deciso di "non ricascarci" e di fare allattamento al seno solo se fosse andato tutto bene subito. In ospedale ho trovato un atteggiamento "un po' meno talebano" e visto che anche questa volta al secondo giorno iniziavo già ad avere le ragadi mi è stato suggerito dalle ostetriche del nido di attaccare un po' meno Alessia e in caso offrire un po' di biberon almeno finchè non avessi avuto latte a sufficienza.
Benissimo, peccato che quando ho fatto la visita dal neonatologo dell’ospedale dopo pochi giorni dalla dimissione in modo piuttosto brusco mi è stato detto che così sarei andata in autoinibizione e che quindi dovevo attaccare Alessia per una ventina di minuti da un seno, svuotate l'altro con il tiralatte per cercare di aumentare la mia produzione di latte non ancora sufficiente. Il tutto senza chiedermi il mio parere, o informarsi sui miei ritmi a casa, sulla possibilità di aiuti da famigliari e soprattutto sulla presenza di un fratellino visto che in quel momento per me la cosa più importante era non sottrargli tempo e attenzioni.
Nonostante le mie convinzioni iniziali, e per colpa forse anche degli ormoni che nei giorni seguenti al parto fanno "strani scherzi", sono riuscita di nuovo ad andare in crisi convinta di avere sbagliato tutto.Per fortuna mio marito è stato molto deciso, dopo due giorni avevamo appuntamento con lei e così lui mi ha detto aspettiamo di sentire cosa dice il pediatra curante visto che di lui ci fidiamo forse sapendo già quale sarebbe stato il suo consiglio..."la cosa più importante è che la mamma sia serena!" E così è stato.
Ha lasciato la scelta a me su come proseguire con la tranquillità che in ogni visita riesce a trasmettermi. Ho continuato con allattamento misto fino ai tre mesi di Alessia e soprattutto finchè ha voluto lei, e sono passata completamente al L.A. appena ha dimostrato di non gradire più il mio latte.
 Da questa mia esperienza personale vorrei sottolineare come troppo spesso mi sembra vengano solo elogiati i vantaggi (indiscutibili) del latte materno senza un adeguato sostegno psicologico della mamma che invece può incontrare varie difficoltà all'inizio dell'allattamento e in generale nella cura della nuova creatura. E mi sembra che in questo vada anche tenuto conto come la degenza post-parto in ospedale sia sempre più ridotta, cosa che se da una parte credo permetta notevoli tagli alle spese sanitarie di certo non aiuta la mamma nei primi giorni di vita del nuovo arrivato.
 Mi scuso per la lunghezza della mail, ma spero di essere così riuscita a trasmettere la mia esperienza e la ringrazio ancora per il suo continuo supporto.
 Una mamma davvero felice "nonostante" o meglio "grazie" al latte artificiale e a un buon pediatra che non si occupa solo dei bambini ma anche di chi c'è intorno.


A proposito di latte….
Ho 39 anni, quattro figli, un marito, la casa e la famiglia da gestire, inoltre, lavoro in ospedale … 
Quando tre mesi fa è nato Tommaso, l’ultimo dei quattro, come già in passato, mi sono cimentata nella mansione  di neo mamma a tempo pieno!
Emotivamente mi sentivo più consapevole e più tranquilla, rispetto alle volte precedenti, su come dover gestire un piccolo di pochi chili nei gesti quotidiani;  tuttavia ricominciare e, soprattutto, imparare a conoscere quel nuovo esserino , mi ha, una volta ancora, messa alla prova!
Ho fin da subito allattato al seno …
Perché allattare è un’ esperienza davvero unica, di grande incontro emotivo tra madre e figlio …
Perché allattare è necessario per la buona salute del lattante visto che questo alimento risulta essere il più completo per i piccoli …
Perché  allattare è  pratico ed immediato ( pronto in ogni momento, caldo al punto giusto!)…
Perché  allattare ha costo “zero” rispetto a quelli elevati con i quali il latte artificiale viene proposto sul mercato …
Nonostante  i numerosi vantaggi che fino ad ora ho elencati, allattare al seno rimane,  a mio avviso, un’ esperienza che procura grande ansia emotiva (a poche ore dalla poppata al primo pianto si ci chiede: avrà fame ? Sarà bastato il latte?...) e una grande fatica fisica ( il piccolo deve essere seguito  unicamente dalla madre che non può avere “sostituti”)
In questi primi tre mesi ho allattato in condizioni limite  ( durante riunioni di classe, in coda in macchina ferma in ingorghi cittadini all’uscita dalla scuola, nel corso di recite scolastiche, saggi di danza, cori o rappresentazioni teatrali …).
Oggi, stanca, direi quasi stremata, dopo aver perso sette chili, alla soglia dei 40 chili di peso, con gli occhi segnati ed il viso scavato, sto per accettare il “gradito aiuto” in questa mia mansione di mamma mucca (come scherzosamente mi chiamano in casa) da parte del tanto additato latte artificiale!
Ed è per questo che sorrido alle parole di tutti gli esperti del settore che con tono minaccioso impongono alla donna l’allattamento al seno a oltranza…
Sorrido a tutti quei manuali, opuscoli o protocolli ospedalieri nei quali veniamo inquadrate come fabbricatrici di latte sempre ed a ogni costo…
Urlo invece a gran voce un “EVVIVA” al Pediatra dei miei figli, il quale pare non dimenticare mai che, per prima cosa, la mamma è una persona con dei limiti di stanchezza fisica ed emotiva, come tutti…
Per questo, tutte le volte in cui mi sono trovata nella situazione di dover dichiarare di essere al limite delle mie forze, col sorriso sulle labbra, abbassando lo sguardo al di sotto degli occhiali e quasi ammiccando, mi sono sentita rispondere:
          “ una mamma felice e serena alleva figli felici e sereni…”
E sapete… ha proprio ragione, perché ogni volta che sorrido… i miei figli sorridono con me!!! Rossana


















Gentilissimo Dottor Ferrando,
 allego a questa Mia qualche riga circa la mia personale esperienza di allattamento al seno, nella speranza che Lei possa utilizzare ed aiutare con queste  mie poche parole qualche mamma in difficoltà .
Ringraziandola per la Sua sollecita e sempre attiva presenza, cordialmente saluto.
Loredana

sabato 17 gennaio 2015

TATUAGGI, SICUREZZA E ALLATTAMENTO

 TATUAGGI, SICUREZZA E ALLATTAMENTO:
Cari Genitori ho ricevuto varie domande su eventuali rischi sull’allattamento al seno e i tatuaggi.
Vi scrivo quanto fatto da “la Leche league” http://www.lllitalia.org
Avevo già scritto un post che trovate qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/10/tatuaggi.html

Non ci sono prove che suggeriscano che i tatuaggi pregiudichino il rapporto di allattamento o che abbiano alcun effetto sul latte materno. Se hai scelto di decorare il tuo corpo con un tatuaggio e vuoi nutrire il tuo bambino allattandolo al seno, puoi stare tranquilla in questa tua decisione.
il manuale di La Leche League L’arte dell'allattamento materno ha un sacco di ottime informazioni sull’allattamento. Il volume è disponibile presso ogni Consulente, di cui trovi i recapiti qui.
Molte madri hanno trovato molto utile chiamare una consulente o partecipare ad un incontro de La Leche League. Il sostegno e le informazioni che vengono da altre madri che allattano possono rappresentare la differenza.

tatuaggi e allattamento
L'allattamento e i tatuaggi stanno godendo di un ritorno di popolarità. Le donne si domandano se sia sicuro allattare i loro bambini, avendo già un tatuaggio. Altre donne potrebbero desiderare di farsi o di levarsi un tatuaggio e desiderano sapere se possono continuare ad allattare senza interruzioni.

È sicuro farsi un tatuaggio durante l'allattamento?
I tatuaggi sono creati iniettando inchiostro nel derma (secondo e terzo strato di pelle). I tatuaggi utilizzano un apparecchio elettrico dotato di solidi aghi rivestiti di inchiostro. Gli aghi entrano nella pelle centinaia di volte al minuto per una profondità di pochi millimetri. L'inchiostro che viene utilizzato per i tatuaggi è soggetto ad una regolamentazione come i cosmetici, ma non sono approvati per le iniezioni sottocutanee. Tuttavia le molecole di inchiostro sono troppo grandi per passare nel latte materno.

Le informazioni generali sui tatuaggi valgono anche per le donne in allattamento. Le infezioni locali e quelle sistemiche sono in realtà i rischi più diffusi conseguenti ad un tatuaggio. Le infezioni locali si possono verificare quando non viene seguito il protocollo post-terapia raccomandato. Occorre mantenere il tatuaggio pulito, lavandolo con acqua e sapone neutro, non togliendo le croste e riparando il tatuaggio dal sole. Può essere prescritto un antidolorifico, se necessario. Le infezioni sistemiche si verificano invece quando le precauzioni non sono seguiti dal tatuatore e possono includere malattie anche gravi come l'epatite, il tetano e l’HIV.

È molto importante scegliere con attenzione sia il tatuatore sia il negozio, verificare che rispetti le leggi e le normative locali. Tatuatori professionisti seguono precauzioni universali, come la sterilizzazione della macchina per i tatuaggi con un autoclave, l’uso di inchiostri, calamai, guanti e aghi monouso, l’insaccamento delle attrezzature per evitare la contaminazione incrociata, e il lavarsi le mani con sapone disinfettante. La maggior parte dei tatuatori potrebbe non voler tatuare una donna incinta o che stia allattando. Si suggerisce alle donne di aspettare almeno fino al primo compleanno del bambino per dare al loro corpo la possibilità di riprendersi completamente dal parto prima di farsi un tatuaggio.

È sicuro togliersi un tatuaggio mentre si allatta?
La rimozione dei tatuaggi si fa adesso con l’uso di apparecchiature laser. L'energia laser causa la frammentazione del pigmento in particelle più piccole che vengono raccolte dal sistema immunitario del corpo e filtrate. Il processo di rimozione non prevede la fuoriuscita di sangue, è a basso rischio ed ha effetti collaterali minimi. Per la rimozione di un tatuaggio occorre seguire le stesse precauzioni post-operatorie come per una sua incisione.

Bibliografia
Cadwell, K. et al. Maternal and Infant Assessment For Breastfeeding and Human Lactation. Sudbury, Massachusetts: Jones and Bartlett, 2002; 74.
Kuperman-Beade, M., Levine, V., and Asinoff, R. Laser removal of tattoos. Am J Clin Dermatol 2001; 2(1):21-25.
Martin, J. Is nipple piercing compatible with breastfeeding? J Hum Lact 2004; 20(3):319-21.
Millner, V. and Eichold, B. Body piercing and tattooing perspectives. Clin Nurse Res 2001; 10(4):424-41.
Mothers Milk Bank San Jose Donor FAQ 2004.
Newman, Jack, 2004. Personal communication.
Nice, Frank J., 2004. Personal Communication.
Wilson-Clay, B. and Hoover, K. The Breastfeeding Atlas, 2nd edition. Austin, Texas: LactNews Press, 2002; 146.


sabato 10 gennaio 2015

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(
Cari genitori
Finora non vi ho tediato con l'influenza ma è arrivata!!! 
Abbiamo avuto nei bambini grandi epidemie (soprattutto a Roma) da Virus respiratorio sinciziale che causa nei bambini dieta inferiore a 1 anno una brutta bronchite detta bronchiolite che richiede spesso il ricovero. 
RICORDATE CHE PER I VIRUS NON ABBIAMO, SALVO RARE ECCEZIONI,  TERAPIE. GLI ANTIBIOTICI A NULLA SERVONO. SERVE: IGIENE ALIMENTARE E LAVAGGIODELLE MANI, USCIRE TANTO, NON FREQUENTARE LUOGHI CHIUSI E AFFOLLATI E SE AVETE BAMBINI  PICCOLI FATE PARTICOLARE ATTENZIONE.
Anche a Genova abbiamo bruttissime bronchiti. 
Prevenzione? 

  • vaccino, 
  • Uscire all'aria aperta il più possibile in zone non inquinate (non in centro almeno)
  • Lavare le mani frequentemente
  • Arieggiare l'ambiente a casa e nelle scuole e asili
  • Mangiare bene (frutta e verdura tanta) e bere tanto

Le misure di protezione personali sono da considerare un elemento importante per la limitazione della diffusione dell’influenza. Il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) 
raccomanda le seguenti azioni: 

o   Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua uso di gel alcolici), in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito. (Sternutire sul fazzoletto o nell’incavo del braccio)
o   Buona igiene respiratoria. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
o   Isolamento volantario. Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale.
o   Uso di mascherine delle persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali, ambulatori medici)
Queste misure semplici, ma ad elevata efficacia, sono complementari a quelle farmacologiche con vaccini e antivirali.

Qui sotto trovate i grafici forniti dal Dipartimento di Salute dell'Università di Genova inviati dal Prof. Ansaldi da cui risulta 

Contesto nazionale ed internazionale
La sorveglianza dell'influenza nel nostro Paese relativo alla prima settimana del 2015 mostra che l’attività dei virus influenzali ha superato il valore soglia di 2,36 casi per mille assistiti, che determina l’inizio del periodo epidemico. Il valore di incidenza totale di di sindromi influenzali è 3,93 casi per mille assistiti: la fascia più colpita è quella dei bambini di età 0-4 anni, con incidenza di 10,34 casi per mille assistiti. I soggetti di età pari o superiore a 65 anni hanno mostrato incidenze pari a 2,13 casi per mille assistiti.
I virus attualmente predominanti sono di tipo A(H3N2).
Livello internazionale trovate dati qui: http://www.cdc.gov/flu/weekly/