Visualizzazione post con etichetta vaccino antinfluenzale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vaccino antinfluenzale. Mostra tutti i post

mercoledì 26 ottobre 2016

Influenza: sono arrivati i vaccini ma si possono fare altre cose per ridurre il rischio

Influenza: sono arrivati i vaccini ma si possono fare altre cose per ridurre il rischio
INFLUENZA 2016
SONO DISPONIBILI I VACCINI
-       Dopo i 9 anni una iniezione, dai 6 mesi ai 9 anni due dosi distanziate di 1 mese.
-       Il vaccino è offerto gratuitamente a fasce a rischio (vedete sotto) tra cui la gravidanza nel secondo e terzo trimestre
-       Lavoratori a rischio

INFLUENZA E VACCINAZIONE:  L’influenza, ogni anno, è sostenuta da virus ad elevata variabilità e l’epidemia stagionale, CHE IN GENERE , avviene tra dicembre e gennaio con una ondata successiva, può interessare anche coloro che hanno già avuto l’infezione o sono stati vaccinati l’anno precedente.
La PREVENZIONE SI BASA SU VACCINI …E NON SOLO: Misure di igiene e protezione individuale La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza.
LE evidenze sulle misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, e ha raccomandato le seguenti azioni:
1. Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) Fortemente raccomandato
2. Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato
3. Isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato
4. Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) Raccomandato.
La malattia può avere un decorso asintomatico (senza alcun disturbo), ma nella maggior parte dei casi compare  febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea e malessere generale, nei bambini possono essere presenti anche disturbi intestinali. Nei casi non complicati i sintomi si risolvono entro una settimana dall'esordio mentre le complicanze dell’influenza sono più frequenti oltre che nelle persone al di sopra dei 65 anni di età e in soggetti con diabete o malattie immunitarie, cardiovascolari o respiratorie, nei bambini soprattutto nei primi anni di vita.
 Il Ministero della Salute ha emanato una Circolare con le raccomandazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza nella stagione. Il virus influenzale si può trasmettere attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
OLTRE AI PUNTI RIPORTATI SOPRA: Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale. Uso di mascherine delle persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali, ambulatori medici) Queste misure semplici, ma ad elevata efficacia, sono complementari a quelle farmacologiche con vaccini e antivirali.
Il vaccino è indicato in tutti i soggetti che desiderano evitare l’influenza e che non abbiano specifiche controindicazioni.  Il periodo destinato alle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale a partire dalla fine del mese di ottobre fino alla fine di dicembre.
L’offerta del vaccino è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio per complicanze gravi se non letali in caso di influenza. I principali destinatari dell’offerta di vaccino sono i soggetti di età maggiore di 65 anni e i soggetti di qualsiasi età con patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza. Lo schema vaccinale varia per tipo, modalità e dosi in base all’età .
ANCHE QUEST’ANNO , CONTRARIAMENTE A QUANTO AVVIENE IN ALTRI PAESI E’ STATO SCELTO DI NON PROCEDERE all’offerta gratuita di vaccino influenzale stagionale ai bambini che non presentano fattori di rischio individuali.  Pur essendo noto che i bambini sono i principali diffusori e “untori” della malattia e siamo più a rischio di complicazioni. Nei bambini “sani” di età superiore ai sei mesi non esiste controindicazione alla vaccinazione. Il vaccino antiinfluenzale non deve essere somministrato a:
- Lattanti al di sotto dei 6 mesi (per mancanza di studi clinici controllati in questa fascia d’età) - Soggetti che hanno manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) alla somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) ad un componente del vaccino.
- Soggetti con una malattia in fase acuta di media o grave entità. Questa rappresenta una controindicazione temporanea alla vaccinazione. Il soggetto potrà essere vaccinato alla guarigione.
- Soggetti con anamnesi positiva per sindrome di Guillain-Barrè insorta entro 6 settimane dalla somministrazione di una precedente dose di vaccino antinfluenzale. Una sindrome di Guillan-Barrè insorta da più di un anno e non correlata alla vaccinazione è motivo di precauzione.
Non è controindicato vaccinare persone asintomatiche ad epidemia già iniziata, così come sono da considerare false controindicazioni:
- Allergia alle proteine dell’uovo
- Malattie acute di lieve entità
- Allattamento
- Infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite
Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato con altri vaccini e non interferisce con la loro risposta immune. I vaccini antinfluenzali contengono solo virus inattivati o parti di questi e pertanto non possono essere responsabili di infezioni influenzali. Effetti collaterali comuni sono le reazioni locali nel sito di iniezione.
Reazioni sistemiche con malessere, febbre e mialgie possono insorgere dopo 6-12 ore e hanno la durata di 1-2 giorni.  
CONSIGLIO DI VALUTARE NELLA SCELTA SE VACCINARE O MENO, IN OGNI FAMIGLIA, ANCHE IL “RISCHIO” FAMIGLIARE quale presenza di neonati da proteggere o soggetti a rischio in famiglia
Elenco delle categorie per le quali la vaccinazione stagionale è raccomandata.
1 Soggetti di età pari o superiore a 65 anni
2 Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza
a)  malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
b)  malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
c)  diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30)
d)  insufficienza renale/surrenale cronica
e)  malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
f)  tumori
g)  malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
h)  malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
i)  patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
j)  patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
k)  epatopatie croniche
3 Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
4 Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
5 Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
6 Medici e personale sanitario di assistenza.
7 Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio.
8 Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori a)  Forze di polizia b)  Vigili del fuoco c)  Altre categorie socialmente utili potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie. d) 
Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.
9 Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani a)  allevatori b)  addetti all’attività di allevamento c)  addetti al trasporto di animali vivi d)  macellatori e vaccinatori e)  veterinari pubblici e libero-professionisti




sabato 10 gennaio 2015

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(

E dopo la Befana è arrivata l'influenza e non solo: bronchioli e bronchiti e broncopomoniti :-(
Cari genitori
Finora non vi ho tediato con l'influenza ma è arrivata!!! 
Abbiamo avuto nei bambini grandi epidemie (soprattutto a Roma) da Virus respiratorio sinciziale che causa nei bambini dieta inferiore a 1 anno una brutta bronchite detta bronchiolite che richiede spesso il ricovero. 
RICORDATE CHE PER I VIRUS NON ABBIAMO, SALVO RARE ECCEZIONI,  TERAPIE. GLI ANTIBIOTICI A NULLA SERVONO. SERVE: IGIENE ALIMENTARE E LAVAGGIODELLE MANI, USCIRE TANTO, NON FREQUENTARE LUOGHI CHIUSI E AFFOLLATI E SE AVETE BAMBINI  PICCOLI FATE PARTICOLARE ATTENZIONE.
Anche a Genova abbiamo bruttissime bronchiti. 
Prevenzione? 

  • vaccino, 
  • Uscire all'aria aperta il più possibile in zone non inquinate (non in centro almeno)
  • Lavare le mani frequentemente
  • Arieggiare l'ambiente a casa e nelle scuole e asili
  • Mangiare bene (frutta e verdura tanta) e bere tanto

Le misure di protezione personali sono da considerare un elemento importante per la limitazione della diffusione dell’influenza. Il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC) 
raccomanda le seguenti azioni: 

o   Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua uso di gel alcolici), in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito. (Sternutire sul fazzoletto o nell’incavo del braccio)
o   Buona igiene respiratoria. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
o   Isolamento volantario. Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale.
o   Uso di mascherine delle persone con sintomi influenzali quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali, ambulatori medici)
Queste misure semplici, ma ad elevata efficacia, sono complementari a quelle farmacologiche con vaccini e antivirali.

Qui sotto trovate i grafici forniti dal Dipartimento di Salute dell'Università di Genova inviati dal Prof. Ansaldi da cui risulta 

Contesto nazionale ed internazionale
La sorveglianza dell'influenza nel nostro Paese relativo alla prima settimana del 2015 mostra che l’attività dei virus influenzali ha superato il valore soglia di 2,36 casi per mille assistiti, che determina l’inizio del periodo epidemico. Il valore di incidenza totale di di sindromi influenzali è 3,93 casi per mille assistiti: la fascia più colpita è quella dei bambini di età 0-4 anni, con incidenza di 10,34 casi per mille assistiti. I soggetti di età pari o superiore a 65 anni hanno mostrato incidenze pari a 2,13 casi per mille assistiti.
I virus attualmente predominanti sono di tipo A(H3N2).
Livello internazionale trovate dati qui: http://www.cdc.gov/flu/weekly/ 







mercoledì 11 dicembre 2013

"In gravidanza vaccinatevi contro influenza" (e anche se allattate per proteggere il bambino)

SANITA. "In gravidanza vaccinatevi contro influenza" (e anche se allattate per proteggere il bambino)
Ne avevamo già parlato in precedenti post. Alcuni erano dubbiosi. Vi allego questa notizia di oggi: Tra 1° e 3° trimestre gestazione, ideale non assumere farmaci
 A pochi giorni di distanza dal primo caso ufficiale di influenza della stagione 2013-2014, individuato a Trieste, si pone d'attualita' il tema della vaccinazione. In particolare per le donne in gravidanza.

"Vaccinarsi in gravidanza contro l'influenza non solamente non comporta rischi ne' al nascituro e neppure alla futura mamma, anzi, e' consigliato". Davanti ad una richiesta di chiarimenti ricorrente, i ginecologi del centro per la fertilita' ProCrea di Lugano sgomberano il campo: "Il vaccino antinfluenzale non solamente puo' essere somministrato alle donne gravide, ma e' consigliato", spiega Marina Bellavia, ginecologa del centro ProCrea. L'Organizzazione mondiale della sanita' indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalita' prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. "Il vaccino per l'influenza 2013-2014 puo' essere somministrato anche alle donne gravide gia' a partire dal primo trimestre e quindi durante tutta la gravidanza. Viene particolarmente indicato per le donne che all'inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza", precisa Bellavia.

"Del resto, molti studi dimostrano che la vaccinazione contro l'influenza in qualsiasi fase della gravidanza, e' non soltanto senza pericolo, ma contribuisce anche a proteggere la futura madre e suo figlio da possibili complicazioni- prosegue Bellavia- La vaccinazione costituisce un mezzo di prevenzione semplice, utile e spesso efficace per proteggersi ed anche evitare di contagiare le persone a rischio". Conclude Bellavia: "Tra il primo e il terzo trimestre di gestazione, ideale sarebbe non assumere farmaci. I vaccini antinfluenzali sono l'arma migliore per combattere i malanni di stagione e attivare una risposta immunitaria. Senza considerare che, secondo alcuni studi, vaccinarsi contro l'influenza durante la gravidanza non sarebbe solo efficace per la futura mamma ma rappresenterebbe una protezione dai virus per il bambino".

Gli studi effettuati sul virus finora isolato indicano che il vaccino antinfluenzale dovrebbe essere efficace. Il virus influenzale individuato pochi giorni fa dal laboratorio dell'Universita' degli studi di Trieste e' di tipo A, sottotipo H3N2. Secondo il ministero della Sanita' si presume che sia correlato al ceppo A/Texas/50/2012, che e' uno dei tre ceppi contenuti nel vaccino antinfluenzale attualmente in uso.

domenica 24 novembre 2013

ATTIVITA' FISICA, capricci e vaccino antinfluenzale in gravidanza

Cari Genitori
Trovate qui sotto alcuni articoli usciti oggi stampa su quotidiani su attività fisica, capricci e vaccinazione antinfluenzale in gravidanza.
Trovate gli articoli anche qui: http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html
Riporto un post inviato tempo fa RICORDANDO CHE ATTICITA' FISICA NON VUOL DIRE SOLO SPORT  ma..camminare, fare le scale a piedi, fare i lavori di casa....(c'è gente che va in palestra e poi ha la donna delle pulizie..due spese quando basterebbe... :-) 3 ORE DI ATTIVITA' FISICA AL GIORNO ...toglie il medico di torno??? 
Nella mia attività quotidiana visito 



 vari bambini un pò "cicciotti" (e anche alcuni sottopeso e pochi normopeso). Vincono i "cicciotti".
Molti genitori sono convinti che facendo qualche volta alla settimana un pò di sport vada tutto a posto. Molti genitori chiedono diete spreando così di risolvere il problemaCosì NON è!!!! Magari d'estate quando si muovono di più dimagriscono ma non se fanno ginnastica o nuoto o qualsiasi altra cosa 1-2 anche tre volte alla settimana.
Se leggete qui sotto vedrete che bisogna fare 3 (TRE) ore al giorno. Direte come?? Camminando, dacendo le scale. Andando a piedi a scuolae fare la spesa. C'è gente che gira in auto e poi va in palestra....pensiamoci. Camminare è ecologico, fa bene al fisico e alle tasche, non inquina,mantiene in forma. Lo stesso dicasi in bici.
Ne abbiamo già parlato (pedibus, ciclibus ecc.). Proviamo a farlo per i nostri figli.
MAGARI SE LA SCUOLA CI AIUTA FACENDO FARE PIù ATTIVITA' FISICA.........

Su Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine un commento di Russell Pate e Jennifer O’Neill (University of South Carolina) segnala tre recenti linee guida provenienti da Canada, Stati Uniti e Australia.

Anche se le raccomandazioni sono formulate in modo diverso, tutti e tre i documenti consigliano un totale di 3 ore di attività fisica quotidiana.

Secondo il Commonwealth of Australia Department of Health and Ageing in età prescolare bisognerebbe fare attività fisica "almeno 3 ore, distribuite nell’arco della giornata". L’Institute of Medicine statunitense consiglia "15 minuti ogni ora", che corrispondono a circa 3 ore. Sul documento britannico "Start active, stay active" si legge che "bambine e bambini in età prescolare in grado di camminare da soli dovrebbero essere fisicamente attivi per almeno 180 minuti (3 ore) distribuiti nell’arco della giornata".

Il messaggio chiave è: prima si inizia, a promuovere uno stile di vita attivo, più possibilità ci saranno di arginare l’epidemia di obesità infantile. Come ci ricorda la Società Italiana di Pediatria "L’Italia conta oltre un milione di bambini in sovrappeso (di cui 400 mila obesi) quindi a rischio di andare incontro in età adulta a diabete, malattie cardiovascolari e addirittura tumori". 

Invertire la tendenza è possibile: un recente articolo del NYT annuncia che in alcune grandi città americane, finalmente, l’obesità infantile è in diminuzione, anche se di poco (tra il 3% e il 6%). "Ogni lunga marcia inizia con un piccolo passo"... meglio se veloce.


Fonte
Pate RR; O’Neill JR. Physical Activity Guidelines for Young ChildrenAn Emerging Consensus. Arch Pediatr Adolesc Med 2012; 166: 1095-6. doi:10.1001/archpediatrics.2012.1458.

Le linee guida
Department of Health and Ageing. National Physical Activity Guidelines for Australians: Physical Activity Recommendations for 0-5 Year Olds. Canberra, Australia: Commonwealth of Australia; 2010
Institute of Medicine. Early Childhood Obesity Prevention Policies. Washington, DC: The National Academies Press; 2011
Department of Health, Physical Activity, Health Improvement and Protection. Start Active, Stay Active: A Report on Physical Activity for Health from the Four Home Countries' Chief Medical Officers. London, England: Department of Health, Physical Activity, Health Improvement and Protection; 2011.

giovedì 17 gennaio 2013

INFLUENZA KILLER NEGLI USA. E DA NOI??

Cari genitori avrete letto e sentito: Stati Uniti in ginocchio per l’influenza. Ma la stagione è veramente così virulenta? (LEGGETE SUL BLOG).
SICURAMENTE L'INFLUENZA sta colpendo molto anche da noi ma il picco deve ancora venire. Vaccinare ora? Tardi ma ancora utile per RIDURRE il rischio.
Quest'anno il picco (il primo picco ) è arrivato in anticipo come viene scritto anche in questo articolo. In ogni caso, per i più apprensivi, la situazione italiana è ben lungi anche solo da quella statunitense attuale: gli andamenti sono assolutamente in linea con quelli previsti e simili a quelli dello scorso anno, i malati dall’inizio della sorveglianza per quest’anno sono stati poco meno di un milione e il picco è previsto per fine mese.

TANTE GASTROENTERITI (leggete i post), la di gola, male alle orecchie, casi di scarlattina e varicella un pò aumentati. Accessi ai Pronto Soccorso aumentati per disidratazione da diarrea (DATE DA BERE I SALI MINERALI).
Tantissime tosse anche da virus di altro tipo.
EVITATE SOPRATTUTTO SE AVETE BAMBINI PICCOLI LOCALI CHIUSI E AFFOLLATI. Ci sono vari casi di bronchiolite. Piuttosto andate comprendoli bene sulla neve sulle alture.

UN Caro saluto
Alberto Ferrando

Stati Uniti in ginocchio per l’influenza. Ma la stagione è veramente così virulenta?

L’influenza è sempre pericolosa, e la pandemia del 2009 lo ha ricordato a tutti. Tuttavia, il boom epidemico che ha fatto tremare gli USA potrebbe non essere così diverso da altri nel passato, ma solo leggermente anticipato rispetto al solito.
17 GEN - 20 bambini morti in poco più di tre mesi. Quasi cinque volte di più i casi di influenza rispetto allo scorso anno. 47 tra le nazioni che formano gli Stati Uniti d’America che dichiarano di essere entrate in fase epidemica. Tutte frasi che, se prese da sole, potrebbero far pensare che se sono scampati alla fine del mondo prevista dai Maya nel 2012, i cittadini statunitensi non sopravvivranno alla stagione influenzale 2013. Ma quanto c’è di vero nell’allarme che in questi giorni è stato rimpallato dai giornali cartacei e online di mezzo mondo? Lungi dallo sminuire la pericolosità dell’influenza, che ogni anno uccide nel mondo tra le 250 e le 500 mila persone soprattutto tra gli anziani e nelle categorie a rischio, i dati reali danno un quadro sicuramente grave della diffusione dell’influenza, ma non certo –  almeno per ora – veramente catastrofico.
 
Influenza killer sicuramente, dunque, ma al momento nulla dice che lo sia molto più del normale: il virus che provoca la malattia non è di sicuro da sottovalutare, ha una grande capacità di mutazione e per questo il vaccino per le categorie a rischio va cambiato ogni anno; il contagio può avvenire abbastanza semplicemente tra gli esseri umani, soprattutto nei luoghi in cui c’è alta densità di persone, come nelle scuole, nei posti di lavoro, sui mezzi di trasporto; e in più, il ceppo che sta contagiando i nordamericani – A H3N2 – è uno di quelli che non aveva grande diffusione da qualche anno, dunque non tutta la popolazione presenta già gli anticorpi necessari ad annientarlo. Tuttavia, per fortuna, nei soggetti sani in generale l’influenza ha un basso tasso di mortalità, che si alza solo nelle categorie a rischio come anziani, malati cronici o – seppure in misura minore – bambini piccoli.
 
L’ “allarme rosso” dato dai giornali, o quello che era stato percepito come tale, era partito da un articolo pubblicato sul New York Times  la settimana scorsa, secondo il quale i Centers for Disease Control and Prevention la stagione influenzale era “entrata in territorio epidemico” e che alcuni segnali indicavano che “il picco influenzale potesse essere vicino”. Gli stessi funzionari dell’ente statunitense però rassicuravano: “Sebbene anche il numero di morti abbia superato la soglia di quella che si definisce epidemia, non bisogna fare allarmismi, ma solo andare a vaccinarsi”.
In effetti, come spiega anche l’Oms nella pagina del sito dedicata all’influenza, le epidemie di questo male stagionale “hanno luogo ogni anno nelle regioni temperate, durante l’autunno e l’inverno”; e in particolare, le curve del numero di decessi legati all’influenza rimangono in queste regioni basse in estate e si alzano oltre il livello epidemico tipicamente per una o due settimane nella stagione influenzale.
 
Tuttavia, tra i dati diffusi dai CDC ce ne sono alcuni che fanno sicuramente impressione: già alla prima settimana di gennaio 20 decessi pediatrici legati all’influenza dall’inizio della stagione epidemica non sono pochi. Eppure, se il picco – come dicono gli esperti statunitensi – è veramente vicino se non addirittura superato, questi sarebbero ancora nella media di una stagione influenzale di virulenza tra media e severa (che conta di solito non meno di un migliaio di decessi in tutti gli USA).
Il numero di contagi, dunque, potrebbe non essere così tanto più alto del solito, ma solo essere arrivato prima, tanto che il Washington Post titolava già alla fine della settimana scorsa che alcune regioni sono già in via di normalizzazione: in particolare si tratterebbe delle regioni del Sud e del Sud-Est, mentre quelle del Nord e a Ovest potrebbero subire questi livelli di diffusione del virus ancora per qualche settimana.
 
Tra quelle in cui il pericolo potrebbe non essere passato figura anche lo stato di New York. Per questo, il governatore Andrew M. Cuomo ha dichiarato lo stato di allerta già nel week-end, in attesa che passi la “tempesta” influenzale. E anche nella speranza che questo male stagionale non faccia troppi danni, soprattutto visto che in questo autunno/inverno i casi registrati di influenza nello stato sono stati 19 mila, mentre quelli dell’intera stagione 2011/2012 sono stati appena 4400 (c’è da dire, però, che l’anno scorso è stato un’eccezione in positivo rispetto al numero di contagi, con una diffusione dell’influenza molto più bassa del normale, forse addirittura la più bassa nell’ultimo decennio).
“È un anno peggiore dello scorso, abbiamo tanti casi di influenza A, principalmente di tipo H3N2 che tende ad essere leggermente più grave delle altre”, ha spiegato Thomas A. Farley, commissario alla salute nella città di New York. Ma per ora, l’unica raccomandazione da fare alla cittadinanza è quella di ricorrere all’immunizzazione: “Non è troppo tardi per vaccinarsi e questo è quel che vogliamo dire alla popolazione”, ha commentato Farley. Niente panico, dunque.
Proprio per la diffusione del ceppo H3N2, gli esperti dicono che questo anno epidemico somiglia a quello del 2003-2004, dominato da questo tipo di virus e che è stato più letale del solito – almeno negli Stati Uniti. Tuttavia, precisano gli scienziati oggi i vaccini sono più diffusi e i dottori più pronti a prescrivere i farmaci che mitigano i sintomi più gravi.
 
Si può stare tranquilli, allora? No. Perché la stagione influenzale non è ancora finita e i conti si fanno solo alla fine. Perché l’influenza non va sottovalutata. E anche perché si tratta in ogni caso di una delle peggiori degli ultimi dieci anni.
Dunque fa bene Cuomo a mettere in allerta sia i cittadini che le strutture sanitarie, con la consapevolezza, però, che i dati dell’epidemia del 2009 sono ancora ben lontani.
In ogni caso, per i più apprensivi, la situazione italiana è ben lungi anche solo da quella statunitense attuale: gli andamenti sono assolutamente in linea con quelli previsti e simili a quelli dello scorso anno, i malati dall’inizio della sorveglianza per quest’anno sono stati poco meno di un milione e il picco è previsto per fine mese.
 
Laura Berardi www.quotidianosanita.it

lunedì 31 dicembre 2012

Arrivata l'influenza

Cari genitori
Come vedete di grafici qui sotto è arrivata l'influenza sia nei bambini, primo grafico, che negli adulti. Aumentate notevolmente anche le broncopolmoniti, terzo grafico (LTRI). In rosso la situazione di quest'anno e in blu dell'anno scorso
ATTUALMENTE LA SITUAZIONE SEMBRA PIU' GRAVE DI QUELLA DELL'ANNO SCORSO
Ricordo che la vaccinazione è uno strumento utile per arginare l'epidemia e per proteggere i soggetti a rischio (tra cui i bambini piccoli). Possibile ancora procedere alla vaccinazione e, per i soggetti a rischio, in studio ancora disponibili vaccini gratuiti.

Un Caro Saluto

Alberto Ferrando



martedì 30 ottobre 2012

VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE


CARI GENITORI
VI GIRO L'APPELLO DELLA Società Italiana di Igiene e Malattie Infettive sulla vaccinazione antinfluenzale ricordando che anche le società principali dei pediatri consigliano di vaccinare i bambini di età inferiore ai 6 anni oltre ai bambini con problemi sanitari. Valutate il rischio
L’appello della Siti, vaccinatevi:
La Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, Siti, raccomanda, soprattutto ai soggetti a rischio di vaccinarsi contro l'influenza di stagione. L'influenza colpisce ogni anno in Italia da sei ai nove milioni di persone, causando circa ottomila morti all'anno, il doppio di quelli per incidenti stradali. «In ogni caso, il ministero della Salute e l'Agenzia italiana del farmaco - prosegue la Siti - in attesa di verificare le analisi effettuate dall'azienda produttrice, hanno ancora una volta adottato correttamente un principio altamente cautelativo. Tutto questo indica come i vaccini siano soggetti a controlli estremamente accurati, che ne evidenziano in modo inequivocabile la completa sicurezza».Secondo una ricerca firmata da studiosi canadesi il vaccino anti-influenzale riduce il rischio di malattie cardiache e di morte, oltre a protegge dal malanno di stagione. Il pericolo di un evento cardiaco importante (infarto o ictus) può essere ridotto del 50%, mentre quello di morte cardiovascolare del 40%. I risultati sono stati presentati al Canadian Cardiovascular Congress 2012. Secondo Jacob Udell, cardiologo dell'Università di Toronto, il riesame di una serie di studi clinici pubblicati su questo argomento fin dal 1960 non lascia dubbi.La rivista scientifica della Canadian Medical Association Cmaj, propone a tutti gli operatori del settore sanità la vaccinazione anti-influenzale obbligatoria: «Ogni stagione - sottolinea l'articolo - il 20% degli operatori sanitari viene colpito da influenza e il 28% dei giovani adulti sani che si ammala ha un'infezione asintomatica o subclinica».