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mercoledì 22 giugno 2011

10 regole da seguire per un sole sicuro

Cari amici,
con le spalle un pò bruciacchiate vi ripropongo un articolo scritto tempo fà per Il Secolo XIX ( www.ferrandoalberto.eu sezione articoli sui quotidiani)
Paola Santagata


10 REGOLE DA SEGUIRE PER UN SOLE SICURO



  1. Proteggere il neonato. Evitare l'esposizione diretta nei primi 6mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi. La carrozzina piò essere all'ombra in modo che gli occhi non guardino in direzione del sole. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda della temperatura. Attenzione: anche all'ombra il bambino, per il riverbero del sole, corre il rischio di scottature, quindi non tenetelo a lungo sotto l'ombrellone e mai nelle ore più calde.

  2. Curare l'alimentazione. con il caldo il bambino perde molti liquidi, attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare i rischi di disidratazione. Bisogna quindi offrire al piccolo un'alimentazione ricca di liquidi e di sali minerali.

  3. Scegliere l'ora migliore. Le ore indicate per l'esposizione al sole del bambino sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio. Occorre, poi, proteggere sempre il bimbo indipendentemente dal tempo atmosferico, si può ustionare anche sotto un cielo coperto di nuvole.

  4. Non dimenticare gli occhi. Se il bimbo è piccolo deve indossare un capellino con visiera. Se, invece, ha già un età per portare gli occhiali da sole, questi devono avere un filtro solare di ottima qualità (marchio CE).

  5. Schermare la pelle. Occorre applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare con filtro che protegga dall'azione dei raggi Uva e Uvb. Nei prodotti per l'infanzia il fattore di protezione dagli Uvb è in genere molto alto. Il prodotto solare va applicato con abbondanza su tutte le parti esposte, prima dell'esposizione al sole

  6. Il prodotto di protezione va applicato più volte al giorno, specie se il bimbo entra ed esce continuamente dall'acqua. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi di adottare altre precauzioni: la sera dopo il bagnetto occorre spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico per l'infanzia.

  7. Non trascurare l'abbigliamento. Non coprire troppo il bambino.

  8. Esposizione graduale. I pericoli maggiori di scottatura e di accumulo delle radiazioni sono legati alla vacanza breve, soprattutto al fine settimana. L'organismo, infatti, ha bisogno di tempo per adattarsi al cambiamento di clima e alla pelle servono parecchie ore per mettere in attoi meccanismi di difesa, cosa che in uno ,due giorni, non è possibile; a maggior ragione in un bambino piccolo le cui difese sono ancora imperfette.

  9. Mettere il bimbo spesso all'ombra (sotto i 6 mesi sempre). Quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutaresempre che ci sia la possibilità di mettere spesso il bimbo all'ombra. per questo il luogo ideale dove trascorrere le vacanze è la pineta, ma va bene pure la spiaggia purchè attrezzata con spazi d'ombra idonei.

  10. Scottature. Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso bisogna portarlo subito dal medico. In caso di colpo di sole e colpo di calore bisogna portarlo in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi, tenendolo sdraiato.

Alberto Ferrando



giovedì 19 maggio 2011

Arriva l'estate chiudono le scuole e....?

Cari amici,
vorrei riproporvi quest'articolo apparso qualche tempo fa sul Secolo XIX.. Colgo l'occasione per ricordarvi che tutti gli articoli scritti da me e dai miei collaboratori per il Secolo XIX e Corriere Mercantile sono on-line sul mio sito http://www.ferrandoalberto.eu/ e sul sito http://www.apel-pediatri.org/
Alberto Ferrando

CENTRI ESTIVI, SCUOLE MATERNE e NIDI ESTIVI

Finalmente
l’estate! Per i bambini la stagione del gioco e del riposo! Durante l’inverno hanno speso molte energie: chi all’asilo nido, chi alla scuola materna, qualcuno poi si è “scontrato” con la prima elementare e le sue regole, tanti hanno frequentato palestre o piscine ed ora tutti aspettano le sospirate vacanze. Fino a qualche anno fa le famiglie si potevano consentire vacanze di settimane (alcuni di mesi) e in località vicine ove tutta la famiglia almeno nel weekend si riuniva. Oggigiorno la società è cambiata, spesso anche i nonni, oltreché mamma e papà, lavorano e località di campagna vicine alle grandi città non si riempono più come un tempo. Così alla fine
dell'anno scolastico mamma e papà in alcuni casi si trovano, terrorizzati, a porsi la fatidica domanda:” fino alle nostre ferie dove lasciamo il bimbo ? Ed ecco in loro soccorso : i centri estivi! strutture attrezzate all’accoglienza di bambini da 5 anni in poi, mentre per i più piccoli riaprono nidi e scuole materne con programmi “estivi“…piscine gonfiabili, sabbiere, attività e pranzo in giardino..


Esiste un’ampia scelta di centri estivi, ciascuno con la propria “filosofia” e la propria “ricetta” per garantire al bambino giornate spensierate, allegre e coinvolgenti, ed alla sua famiglia tranquillità: in alcuni si prediligono le uscite al mare, in piscina, a cavallo e qualche gita fuori porta, in altri le attività vengono svolte principalmente all’interno della struttura, in altri ancora si offre la possibilità di imparare una lingua straniera, “vivendola” nella quotidianità; tutti quanti sono gestiti da personale qualificato che si pone come obiettivo il benessere dei bambini. Le settimane trascorrono con i ritmi di una bella vacanza, senza voti, ne compiti, ma con tanta voglia di condividere con nuovi amici tante esperienze nuove. Però….occorre tener presente che le vacanze sono necessarie per ricaricarsi ed i bambini hanno diritto al “riposo”, ad alzarsi un pò più tardi, a giocare finalmente con i loro giochini.. Non abusiamo di queste strutture cerchiamo un compromesso tra le nostre esigenze e quelle dei nostri figli, senza dimenticarci che un tempo i bambini cambiavano aria, si rigeneravano lontano dalla città e dall’inquinamento; non si ammalavano come si ammalano adesso che anche in estate respirano l'aria di città ove
l’inquinamento continua ad aumentare.



Paola Santagata