domenica 9 luglio 2017

ALGA TOSSICA: COSA E' E COSA FARE?

ALGA TOSSICA: COSA E' E COSA FARE?Caro dottore
Come mai e cosa si può fare per evitare disturbi da “Alga tossica” che ogni anno viene descritta in Italia e nei nostri mari? Come apparso su un quotidiano il 9 luglio 2017. Allerta gialla per superamento di 30000 cellule per litro da Corso Italia fino a Punta Chiappa.
Aiuto!!!

Cara mamma
L'allerta gialla è un avviso da considerare ma che non deve preoccupare basta evitare alcune condizioni riportate qui sotto (acque ferme, barriere e fondali rocciosi)
La così detta “Alga tossica”  ( Ostreopsis ovata) è un'alga di provenienza tropicale che ha  contaminato anche i fondali del Mediterraneo.  Da noi ha causato deiu problemi fin dal 2005.
Non si vede a occhio nudo, quindi non illudutevi che non sia presente se non vedete nulla: è microscopica e vive sulle  alghe, che si trovano nei fondali rocciosi, sotto costa, soprattutto nei primi metri d’acqua dalla riva.
Alcuni segnali visibili a occhio nudo possono far sospettare  la presenza della ostreopsis quali: schiuma e materiale gelatinoso e sott'acqua, pellicola bruna che riveste gli scogli e tutto quel che si trova sul fondo.
Durante la fioritura le alghe proliferano e se raggiungono  alte concentrazioni possono conferire all’acqua una colorazione diversa (rosa, rossa, verde, brunastra).
Il suo “habitat” ideale  è  rappresentato da acque calme, calde per cui state attenti a soggiornare e bagnarsi in tratti di acqua ferma, piccole insenature chiuse o con “pozze di acqua”.
Condizioni favorevoli alla proliferazione e alla diffusione dell’alga sono la  presenza di fondali costieri di natura rocciosa, la presenza di barriere artificiali  come le barriere frangiflutti e il protrarsi, come nella situazione attuale di tempo bello, senza piogge, di alta tempretaura dell’acqua e di mare (o tratti di mare), calmi.   
I sintomi dovuti alla tossina prodotta dall’alga possono comparire per contatto diretto con l’acqua di mare ma, soprattutto, si realizza per inalazione di un aerosol marino.
I sintomi si presentano dopo 2 – 6 ore dall’esposizione e regrediscono, di norma, dopo 24 – 48 ore senza ulteriori complicazioni e  sono: febbre, mal di gola, lacrimazione, tosse, difficoltà respiratoria, mal di testa, raffreddore, dermatite, nausea e vomito.
Tali sintomi sono solitamente transitori e generalmente non richiedono alcun tipo di trattamento.
L'effetto  può durare per un giorno intero, anche due: in base all'intensità dell'esposizione.
COSA FARE
In presenza di sintomi allontanarsi dalla spiaggia. Talvolta sono sufficienti spostamenti di alcune decine di metri per eliminare o attenuare i malesseri. I disturbi, avolte, scompaiono rapidamente soggiornando in locali dotati di aria condizionata.
Particolare attenzione ai bambini, agli anziani e le persone affette da patologie dell’apparato respiratorio (asma, enfisema).
Comunque  sintomi sono in genere transitori, scompaionoi spontaneamente nel giro di poche ore; ma se persistessero è consigliabile consultare il proprio medico curante.
Il ricorso ai presidi di Pronto soccorso dovrà essere riservato solo ai casi più gravi e persistenti.
Ultimo consiglio: Evitare di stare vicini alle coste rocciose durante le mareggiate dopo periodi di calma, poche piogge e caldo.




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