sabato 27 gennaio 2018

SCELTA DELLA SCUOLA PRIMARIA: quali criteri adottare ?

SCELTA DELLA SCUOLA PRIMARIA: quali criteri adottare ?
Cari Genitori  
Il 6 febbraio, alle ore 20, scade il termine per l’iscrizione dei bambini alla prima elementare (http://www.flcgil.it/scuola/iscrizioni-anno-scolastico-2018-2019-pubblicata-la-circolare-confermata-al-scadenza-del-6-febbraio-2018.flc) e la maggior parte di voi avrà sicuramente già fatto la scelto scolastica per il proprio figlio. 
Tutti i genitori che però sono ancora indecisi o dubbiosi se optare per una scuola tradizionale, internazionale, sperimentale, innovativa, competitiva o altro, è importante che tengano conto che una scelta non adatta al bambino, sia per eccesso sia per difetto di stimoli, potrebbe causare  disturbi vari quali :disturbi del comportamento, disturbi del sonno, malattie psicosomatiche, dolori addominali, cefalea ecc.
Ultimamente ho constatato che la preoccupazione dei genitori riguarda, non solo la scelta tra tempo pieno o mezza giornata con qualche rientro, ma anche l’eventualità di scegliere una scuola tedesca o internazionale sul modello americano, anziché italiana. 
Tenete conto che ogni tipo di scuola offre il proprio modello educativo e sta a voi  genitori capire quello che maggiormente si adatta al carattere del vostro bambino. 
Inoltre, per le  scuole che prevedono una educazione bilingue  spesso la scelta va fatta già all’asilo, dove i bambini, sotto forma di gioco, iniziano a confrontarsi quotidianamente con una lingua diversa da quella di mamma e papà.
Per esperienza personale sono del parere che la scelta tra una scuola e l’altra dipenda da vari fattori ma, soprattutto, dalle persone che vi lavorano.  Infatti, la scuola deve essere valutata  nella sua globalità, non solo per la sua organizzazione, i suoi progetti o quant’altro, ma dalle persone che la gestiscono, dal direttore didattico al bidello e , soprattutto, dagli insegnanti, che con i loro modi, i loro gesti, i loro desideri e soprattutto con la voglia di “educare” forgiano gli adulti di domani. 

Cosa tenere conto quando il bambino affronta questa nuova esperienza? Cosa fare e cosa non fare?
  • La maggior parte dei bimbi arriva a questo appuntamento  dopo aver fatto esperienza all’asilo nido e alla scuola materna, sapendo di ritrovare in classe qualche amichetto con cui condividere questa nuova esperienza;
  • l’ansia del nuovo ambiente, delle nuove “regole” e la paura di non essere in grado di imparare a leggere e scrivere possono creare stati di ansia nel bambino;
  • mamma e papà devono aiutare il bambino evidenziando gli aspetti positivi della scuola: “diventi grande, imparerai un sacco di cose, sarai tu a leggere i libri alla mamma..” e stimolando la curiosità.. Sono da evitare le frasi “è finita la pacchia, finalmente qualcuno che ti mette in riga..” perchè si attribuisce alla scuola un ruolo punitivo. 
  • la scuola richiede un dispendio di energie non da poco, per cui abituiamo, se non lo avessimo fatto finora, il bambino ad andare a letto presto alla sera e a fare una buona colazione al mattino. Il piccolo se è  riposato affronterà meglio la giornata. INIZIATE PRESTO E NON ALL’INIZIO DELLA SCUOLA; 
  • creiamo delle piccole ritualità per cui alla sera leggiamo storie di bambini o animali che partono e ritornano e al mattino, oppure inventiamoci un saluto davanti alla scuola tutto nostro (una mamma mi ha raccontato che nella scuola delle sue bimbe è abitudine  per  i bimbi salutare le mamme dal finestrone delle scale del primo piano prima di entrare in classe);
  • mai parlare male della scuola o degli insegnanti davanti al bambino;
     -  per quanto riguarda la mensa scolastica, ad esclusione dei  bambini allergici o intolleranti ad alcuni alimenti che  hanno diritto ad avere diete speciali, per tutti gli altri vige la dieta ufficiale, compilata da esperti dietologi (forse non tutti i giorni sarà servita la pietanza preferita, tuttavia dobbiamo stimolare i nostri figli ad assaggiare tutto, evitando di chiedere al pediatra certificati di diete speciali quanto mai folcloristiche.. “il bambino non può mangiare carne di maiale, mangia però prosciutto, wurstel”…per fare un esempio..).  MA SULLA ALIMENTAZIONE TORNEREMO



Alcuni  parametri da tenere presente nella scelta dell’istituto
1) Il dirigente scolastico può fare la differenza: "Per valutare una scuola, la prima cosa da fare è cercare di capire che tipo di dirigente scolastico è a capo dell'istituto. Infatti un preside attivo, aperto agli studenti e ai genitori, può fare davvero la differenza" come sostiene Tiziana Cristofari, pedagogista e docente.
2) Valutate la struttura, fate domande agli insegnanti, chiedete informazioni sul piani formativi e sull'offerta formativa extrascolastica che cambia da scuola a scuola. 
3)  Scegliete il tempo che fa per voi e il vostro bimbo: prima di tutto dovete capire se iscrivere vostro figlio al tempo pieno, uscita alle 16:30 o al "modulo", uscita alle 13. La scelta va fatta in base ai vostri impegni di lavoro e all'attitudine del bambino. E' chiaro che se lavorate tutto il giorno, il tempo pieno sarà la vostra scelta preferenziale. 
4) Non trascurate la vicinanza della scuola da casa.
5) Non date troppo peso alle  chiacchiere di altri genitori( in modo particolare se parlano di questo o quel docente) ma chiedete informazioni alle mamme che conoscete che sono già nella scuola. 
6)  Valutate eventuali  servizi aggiuntivi quali attività sportive o tempo dedicato a musica o lettura.
7) Verificate se vi sono sufficienti strutture logistiche: giusti spazi e il giusto tempo per alternare lo studio all’attività motoria. Se possiede spazi all’aperto  dove i bambini possono “sfogare” le proprie energie e il desiderio di movimento durante gli intervalli e quanto tempo viene dedicato allo sport.
8) Se i  genitori possono essere presenti, e graditi, nella scuola: questo è  indice di apertura e volontà di affrontare un progetto educativo insieme alle famiglie, nell’ambito del quale lo scambio e il confronto è accettato come stimolo di crescita e miglioramento.
La presenza dei genitori è anche indice d’interesse diretto verso l’attività della scuola e un supporto estremamente importante dove la scuola non può arrivare. 
9) Che tipo di supporto offre la scuola per i disturbi dell’apprendimento? O a disturbi più complessi come i ritardi cognitivi o disagi psichici?
10) Verificate se gli operatori sanno fare almeno la Manovra antisoffocamento o, meglio, un Corso di Primo Soccorso Pediatrico

Domanda di genitore:
E’ utile la frequenza di una scuola di lingua madre straniera in bambino “non” bilingue?

Cari genitori, faccio una premessa.
(ovviamente il bilinguismo dalla nascita è un altro discorso che affronterò in altri post)
L’approccio alla scelta della scuola deve essere valutato per l’assetto emotivo, psicologico e generale di ogni singolo bambino. Esistono, ad esempio, anche scuole per “plusdotati” che sarebbero danneggiati ad andare in una scuola “normale” ma se mandiamo un bambino “normale” in una scuola da superdotati non faremmo il suo bene.
Qualora doveste optare  per la scuola a lingua madre straniera consiglierei una vostra attenta valutazione del rapporto tra possibili vantaggi di fronte ai possibili rischi. 
Magari con il supporto del vostro pediatra e, se il caso, di un psicopedagogista. 
La prima elementare pone già problemi ad alcuni bambini (cambia la didattica, i bambini debbono seguire regole, meno gioco rispetto all’asilo) poiché debbono imparare a leggere, a scrivere e a far di conto, debbono imparare a stare seduti molte ore e  vengono richiesti compiti con tempi attentivi sostenuti e selettivi). 
Per imparare una lingua  ci sono molti corsi estivi dove l'apprendimento della lingua è basato sul gioco e sul fare esperienza. 
Sull’argomento che abbiamo discusso tra pedagogisti e pediatri mi sento di dire che la scelta è vostra, in base a come è vostro figlio (e non in base ad aspettative “nostre” teoriche o a certe mode del momento).
In genere in certe scuole di “elite” le richieste di apprendimento sono discretamente alte e il metodo di insegnamento si basa molto sull'autonomia, sul crescere in fretta ed imparare presto ad autogestirsi. Alcuni bambini  riescono a sostenere il carico ma altri  che hanno qualche difficoltà negli apprendimenti (linguaggio...) o sono più emotivi  (ansiosi, timidi) possono  essere penalizzati.
I bambini che non riescono a "viaggiare" con due lingue possono poi  arrivare a sentirsi inadeguati se quotidianamente si relazionano con bambini che spesso, già dalla nascita, parlano la seconda lingua.

Nuove iniziative scolastiche
  • Molto bella l’iniziativa “a scuola senza zaino”. I bambini non hanno la cartella (al massimo usano una cartelletta per portare i compiti a casa) e le classi sono divise in aree: ci sono l’agorà, dove i piccoli discutono tra loro, i banchi dove modellare e costruire, i laboratori delle parole e quelle dei numeri. E anche qui i bambini partecipano attivamente a decidere cosa fare durante la giornata di studio. Può quindi capitare che durante la stessa ora un gruppo di studenti lavori a una ricerca nello spazio computer, uno costruisca un vulcano di cartapesta e l’altro metta insieme un cartellone che spiega come si forma la pioggia.
  • In alcune città sezioni sperimentali Montessori il metodo si basa sull'indipendenza e sulla libertà del bambino di scegliere il proprio percorso educativo. Niente banchi e letterine tracciate una in fila all’altra sul quaderno per imparare a scrivere, ma tavolette di legno in cui sono incise la a, la b, la c.  L’insegnamento rispetta l’individualità di ognuno e gli studenti sono lasciati liberi di lavorare secondo i loro ritmi e interessi. Informazioni utili su Fondazione Montessori e Opera Nazionale Montessori.

  • in Lombardia dal 2010 si è partiti con il progetto sperimentale “Bilingual Education Italy / Istruzione Bilingue Italia (BEI/IBI) nella scuola primaria” nell’ambito del quale alcune materie curriculari vengono insegnate totalmente in inglese e, ovviamente, il numero di ore dedicato alla lingua è superiore.

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