Visualizzazione post con etichetta Genitori hooligans. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Genitori hooligans. Mostra tutti i post

mercoledì 23 gennaio 2019

SEMPRE A PROPOSITO DI SPORT E BAMBINI.

SEMPRE A PROPOSITO DI SPORT E BAMBINI. 
NEI GIORNI SCORSI UN MIO POST RIGUARDANTE LO SPORT E' STATO MOLTO LETTO E COMMENTATO. Preciso solo, per evitare equivoci, che è stato un richiamo a post già pubblicati in precedenza e non si riferisce a casi particolari ma a situazioni che tanti genitori mi hanno segnalato in occasione di incontri.
A titolo esemplificativo  incollo qui quanto scritto da una mamma nel 2013. Articolo dal titolo: 
LO SPORT SERVE AI BAMBINI E NON PER LE AMBIZIONI DI ALCUNI GENITORI che trovate a questo link: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2013/08/lo-sport-serve-ai-bambini-e-non-per-le.html?fbclid=IwAR0QCPzk1kCUnNSHfSaT_bwDXnuVK2OKRQieWvAi7tbp0KG9f45gRImAc38 . 
Provate a leggere, anche se temo che lo leggeranno i genitori che già sanno e sono coscienti dei benefici e dei malefici dello sport, se mal gestito:
"Bisogna anche fare attenzione al fatto che altri interessi, oltre a quello di far fare movimento e attività fisica, prevalgano: soprattutto quello delle ambizioni, voglie ed aspettative di allenatori e società sportive e quelle dei genitori. Fortunatamente il livello di preparazione e formazione degli allenatori dei vari sport per bambini e ragazzi è notevolmente aumentato e, rispetto ad anni fa, si dà molta importanza agli aspetti educativi e pedagogici (almeno fino ad una certa età) dello sport e non ai risultati. Un fattore di più difficile contenimento è, a volte, quello delle ambizioni e delle aspettative dei genitori. Capita in alcuni casi che lo sport che dovrebbe servire a formare e a ridurre lo stress diventi esso stesso causa di stress. Alcuni bambini per “amore” e per accontentare i genitori praticano uno sport controvoglia, con ansia e possono manifestare segnali di sofferenza per cui vengono portati dal pediatra. Si tratta nella maggior parte dei casi di patologie dette “da somatizzazione” (mal di testa, mal di pancia, disturbi del sonno, difficoltà scolastiche ed altro. Frequente la “dispnea psicogena” che si manifesta con profonde inspirazioni a riposo). Un ragazzo ha aspettato il compimento dei 18 anni per comunicare ai genitori che non avrebbe più praticato tennis che fin da piccolo si sentiva obbligato di fare dai genitori. Alcuni ci riescono prima e altri non ci riescono affatto. Tra questi si trova addirittura Andre Agassi che ha scritto un libro che esce in Italia "Open". Nel libro l'ex tennista racconta come è diventato un campione, e come è arrivato a odiare il suo sport per colpa di un genitore da lui definito “violento, brutale, ossessivo”. Scrive "Io, condannato a vincere da un padre mostro".
Una raccomandazione a tutti i genitori: non spingete vostro figlio verso uno sport. Cercate di capire se la scelta di uno sport da praticare viene fatta per le vostre aspettative o per il desiderio di vostro figlio.
Inoltre se gioca male o non fa quel goal che sembra già fatto o non fa una parata facile sappiate che Vostro figlio sarà già triste per questo. Ha bisogno della Vostra comprensione e affetto e non delle vostre critiche. E’ meglio avere un figlio felice e sorridente, anche se non è il migliore della squadra, che un “campioncino” , che difficilmente diventerà campione.
Dedicate del tempo a stare con Vostro figlio, alla lettura, alla musica e al dialogo".
Il bisogno di vincerenon è un bisogno spontaneo del bambino o dell'adolescente: in genere essi hanno la necessità di sentirsi riconosciuti e valorizzati in quanto individui capaci di conseguire dei risultati. Per loro il successo non è collegato con la vittoria in sé poiché, anche il solo fatto di aver superato un limite personale, offre una grande soddisfazione.
La vittoria pertanto non è un obiettivo prioritario dei giovani atleti almeno fino a quando qualcuno non dice loro che devono vincere. I ragazzi che hanno alle spalle genitori ed allenatori che desiderano la vittoria a tutti i costi sono costretti a perseguirla per trovare risposta ai loro bisogni di sicurezza, di stima e di approvazione. Se essa sfuggirà loro, subiranno una ferita sul piano personale cominciando a temere di essere atleti, e poi persone, di scarso valore.