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venerdì 14 giugno 2019

SI PUO' FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO!!

SI PUO' FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO!!
Iniziano a circolare notizie errate sul bagno dopo mangiato (vedete in fondo all'articolo).
FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’?? SI, SI, SI 
Sulle spiagge si sente il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati, rischiando un colpo di calore, ad aspettare in uno stato di malessere. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto …ma è Vero o si tratta di una bufala?

Ricordate comunque che:
-       L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO). E' la prima causa tra 1 e 4 anni  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. E Può avvenire per i bambini anche in poca acqua, in una piscinettta , in un ruscello ecc.
-       I soggetti che sono predisposti ad avere svenimenti debbono stare attenti in quanto una perdita di coscienza in mare può avere conseguenze drammatiche a adottare alcune precauzione che il loro medico consiglierà.
Se cercate su Internet trovate ovviamente tutto e il contrario di tutto ma in realtà non esiste documentazione scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno. 


OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, (sindrome da idrocuzione).
-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 
-       La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua  bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua e’ bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere; 
-       Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope. 
-       Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida, che può avvenire anche a digiuno?"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".
RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.
Torniamo alla cosìdetta congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi o siete assaliti da paure? 
Prima di tutto evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi o ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche varie ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele. 
Ricordo comunque che nella letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare. 
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni 
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda 
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf

ESEMPIO di informazione non corretta
https://milano.fanpage.it/varese-congestione-mentre-fa-il-bagno-nella-vasca-di-casa-bimba-di-4-anni-muore-in-ospedale/
Informazione corretta
https://www.iarr.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=345:congestione-durate-il-bagno-in-mare-esiste-davvero-questo-pericolo&catid=93&Itemid=721

mercoledì 22 agosto 2018

La mamma ha sempre ragione??? Una giornata al mare

La mamma ha sempre ragione???? Ovviamente ogni regola ha delle eccezioni: Una giornata al mare
Cari GENITORI
https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=sole
Adoro i bambini ma in questi giorni di vacanza mi trovo a dover cercare di evitare spiagge con bambini soprattutto, ma non solo, italiani (sono all'estero).
Non per le urla e  neanche per  gli inevitabili  pianti ma perchè la reazione degli adulti al pianto è quasi sempre di minaccia, di ordine senza cercare di capire le motivazioni. Passi poi la spruzzata di acqua o la sabbia che ti arriva negli occhi mentre passano di corsa. Ma i genitori che ti si sistemano a pochi centimetri e costruiscono un accampamento e parlano a vocde alta, urlano ai bambini e consentono di tutto  mi causano un danno "biologico".
Quello che è più dannoso, per me e per, soprattutto,  i bambini, però è dover constatare  che quanto si consiglia è del tutto disatteso.
- Orario di esposizione al sole dalle 11 alle.......(non lo so perchè me ne vado io), crema solare data occasionalmente (i bambini francesi hanno vestitini per evitare esposizione al sole, se non li mettiamo proteggiamo almeno con le creme)
- Bambini di pochi mesi esposti indirettamente e anche direttamente al sole
- Bambini di qualche anno lasciati sguazzare soli :-(. Sarà che sono ansioso man ho passato una giornata a controllare (l'annegamento è la prima causa di morte per incidente in età pediatrica)
- Occhiali da sole...nessuno!, Creme per il sole non applicata dopo vari bagnetti...
- Alimentazione alla junk food e idratazione
- Ma mi fermo perchè tanto so che voi che leggete non avete bisogno di questi consigli ma chi fa queste cose vive nella certezza di sapere cosa è giusto fare e ignora i consigli. Consigli che servono se si lascia un "canale" aperto per ascoltare....poi ci si pensa sopra e poi...a volte si ovvia a qualche comportamento.
IL mare fa bene ma alcune precauzioni che trovate anche sul mio blog vanno prese (soprattutto con i bambini piccoli)...VI prego, per i vostri bambini e non per i vicini mugugnano
Dimenticavo.....Fate fare il bagno dopo mangiato: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/04/fare-il-bagno-dopo-mangiato-si-puo.html

domenica 18 giugno 2017

NON MANGIA, MEDICALIZZAZIONE DEI BAMBINI, BUON BAGNO ANCHE DOPO MANGIATO e Buona Domenica

NON MANGIA, MEDICALIZZAZIONE DEI BAMBINI, BUON BAGNO ANCHE DOPO MANGIATO e Buona Domenica
Cari Genitori
Oggi due articoli interessanti (attribuiti erroneamente a un Collega e amico Giorgio Conforti per chi leggesse il quotidiano) sul tema: Non mangia e Medicalizzazione dei bambini.
Ne ho già parlato (e ne riparlerò sul mio blog e altrove).
Sintesi: Se non mangia non ha fame: se sta bene ridimensioniamo le nostre attese e trasformiamo il momento della pappa in un momento senza stress.
Compito e dovere dei genitori è assicurare cibo di qualità e stabilire le regole di come si mangia (non eguali per tutti: ogni famiglia è diversa) e coinvolgere il bambino man mano che cresce.
Compito del bambino è esercitare la propria competenza nell' autoregolarsi sul cibo: se ha fame mangia, se non ha fame non mangia...semplice no? Ammetto che i bambini "mangioni" danno più soddisfazione a tavola...ma mica ci debbono dare soddisfazione: per crescere  debbono mangiare cibi sani e genuini e non "rumenta" (Junk food, ovvero cibo spazzatura) divisi in 4-5 pasti , con 5 porzioni al dì di  di frutta e verdura, pesce 2-3 volte alla settimana e carni rosse 1-2 volte alla settimana + cereali e proteine vegetali e evitare troppe proteine e zuccheri vuoti (via bevande zuccherate e succhi zuccherati e yogurt che non siano tali). Ci torneremo
Buona giornata, Buon bagno e ricordo che  si può fare il bagno dopo mangiato. Se fate stare il bambino 3 ore senza bagnarsi magari valutate di andare in campagna.
Approfondimenti sul blog.
Buona Domenica





lunedì 22 maggio 2017

PSICOSI BLUE WHALE E SCARSA ATTENZIONE A QUANTO ACCADE VERAMENTE

CARI genitori
Il blue whale è un esempio di "fattoide" (un fatto che non è un fatto ma che, di fatto, diventa un fatto dopo che i media hanno diffuso la notizia). Notizia che fa "scena", deresponsabilizza, in questo caso : Si suicidano per il videogioco e non per altri problemi (il suicidio è la terza causa di morte da 10 anni  a 14 anni  e la seconda da 15 a 34 anni!!!!!! e senza il blue whale). I media e le persone si fermano alla notizia senza verificare l'attendibilità della stessa e ora si criminalizza un gioco (veramente di basso livello e che diventa importante perché è stato creato il fattoide). Il vero "fatto" è che è il suicidio né frequente ma ci si concentra sui singoli e sporadici casi che potrebbero essere riconducibili al blue whale. Ne ho parlato in questo articolo: "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/05/nuovo-gioco-elettronico-blue-whale-che.html"
Lettura consigliata "Fine Turno" di Stephen King ultimo volume della "trilogia" di Mr Mercedes ove tramite un videogioco si istigano gli adolescenti al suicidio.
Analogie con la fobia del bagno dopo mangiato quando l'annegamento (spesso da disattenzione) rappresenta una. delle prime cause di morte in età pediatrica, e la prima nella fascia di età  da 1 a 4 anni "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/04/fare-il-bagno-dopo-mangiato-si-puo.html"
ALBERTO FERRANDO
Pediatra


sabato 15 aprile 2017

FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’??

FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO SI PUO’??
Estate, finalmente, si spera nel tempo bello e di andare al mare, di fare finalmente il bagno.. Sulle spiagge si sentirà il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati, rischiando un colpo di calore, ad aspettare in uno stato di malessere. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto …ma è Vero o si tratta di una bufala?

Ricordate comunque che:
-       L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO). E' la prima causa tra 1 e 4 anni  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. E Può avvenire per i bambini anche in poca acqua, in una piscinettta , in un ruscello ecc.
-       I soggetti che sono predisposti ad avere svenimenti debbono stare attenti in quanto una perdita di coscienza in mare può avere conseguenze drammatiche a adottare alcune precauzione che il loro medico consiglierà.
Se cercate su Internet trovate ovviamente tutto e il contrario di tutto ma in realtà non esiste documentazione scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno. 


OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, (sindrome da idrocuzione).
-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche.
-       La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna entrare lentamente in acqua  bagnandosi il viso con l’acqua nella quale ci si immerge, il torace, l’addome quando ancora l’acqua e’ bassa, in modo da poter tornare a riva immediatamente qualora si avvertisse un malessere;
-       Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope.
-       Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida, che può avvenire anche a digiuno?"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".
RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.
Torniamo alla cosìdetta congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi o siete assaliti da paure?
Prima di tutto evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi o ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche varie ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele.
Ricordo comunque che nella letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare.
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf






martedì 14 giugno 2016

SI PUO' FARE BAGNO DOPO MANGIATO?? SICUREZZA IN ACQUA

SI PUO' FARE BAGNO DOPO MANGIATO?? SICUREZZA IN ACQUA
Molti genitori chiedono se possono fare il bagnetto in casa dopo mangiato. La risposta è si in quanto il bagnetto si fa a temperatura corporea. Ma, e mi porto avanti per l'estate ormai in arrivo, si può fare, CON GIUDIZIO e con alcuni criteri che scrivo qui sotto anche al mare (o lago o fiume) nella stagione opportuna, dopo mangiato.
Si debbono rispettare alcune norme di buon senso, ovviamente, e ricordo che a stomaco pieno  nessuna attività fisica intensa è consigliata, neanche il nuoto.
Ma soprattutto NON VANNO TRASCURATI I RISCHI DELL'ANNEGAMENTO, ANCHE A STOMACO VUOTO, TENENDO CONTO CHE LA PRIMA CAUSA è L'IMPRUDENZA E LO SCARSO CONTROLLO (e altro che trovate qui sotto). Una , quasi, battuta: per stare al mare per 2-3 ore senza fare il bagno perché non fare dell'altro? :-). E aggiungo imparate a fare rianimazione cardiopolmonare, almeno imparate le manovre antisoffocamento.
SICUREZZA IN MARE: ATTENTI ALL’ANNEGAMENTO: non fate prendere dei colpi di sole o di calore:
Estate, finalmente, si spera nel tempo bello e di andare al mare, di sole. Sulle spiagge si sente il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati ad aspettare mentre aumenta il malessere e si rischia un colpo di calore. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino? 
Fare il bagno dopo ore dal pasto…..Si tratta di una bufala?
 "Non esiste un'esigenza scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno".
OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come una mandria di bufali non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio ci mette 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come i grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati.

“Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere?
1) "Non bisogna  abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, attività fisica intensa come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche.
2) La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope".

Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida?
"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".

RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione.
Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.
2. Non aver imparato a nuotare
3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina
4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)
6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni
7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza!
8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.

Torniamo alla congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.

Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi?
Uno evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche quattro o cinque ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele.

Analizzando invece la letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.

Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare. In tal senso, direi che subito dopo un pasto abbondante non è il caso per un bimbo di 10 anni di fare una gara con il fratellino di 7 a chi arriva prima alla boa, ma giocare sulla battigia e nuoticchiare non ha realmente controindicazioni.

La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.

Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni

-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda