martedì 7 febbraio 2012

MANGIARE CON LE MANI DA PICCOLI AIUTA A CONTRASTARE L’OBESITA’

NON DATE PAPPETTE AI BAMBINI, VIA PRESTO IL BIBERON…E LEGGETE QUI. MANGIARE CON LE MANI DA PICCOLI AIUTA A CONTRASTARE L’OBESITA’
Prima la notizia e poi alcuni commenti di pediatri del nostro forum nazionale di discussione.
ALLo svezzamento lasciate che i bambini mangino i pezzettini di cibo (ma piccoli per rischio soffocamento) e che mangino anche con le mani

Uno studio dell'University of Nottingham (Gb), pubblicato sul British Medical Journal, suggerisce come svezzare i piccoli con pezzi interi di carboidrati o proteine invece che con pappette o frullati, potrebbe contribuire ad evitare che i bimbi durante le fasi dello sviluppo cadano vittime di cattive abitudini alimentari. " Secondo gli scienziati il risultato è legato anche alla presentazione del cibo. "Quando alimenti ricchi di carboidrati o zuccheri - spiegano - vengono dati ai bambini con un aspetto solido e in piccole dosi, questi iniziano a riconoscere anche il valore nutrizionale di quel piccolo pezzetto. Mentre chi è imboccato con frullati o passate ricchi di proteine e carboidrati - avverte la ricerca - non si rende conto del valore calorico. E ne mangia molto di più. Spesso apprezzando soprattutto quelli ricchi di zuccheri". Questo dimostra - concludono i ricercatori - che un'attenzione alla presentazione del cibo anche ai più piccoli, influisce sulle scelte e le abitudini alimentari che questi avranno durante lo sviluppo. Aiutandoli ad avere un'alimentazione più sana da grandi". 
cibi frullati dovrebbero essere abbandonati a quell'età e spesso così non è.
Non incoraggiare l'assunzione di cibi a pezzetti, che contengono meno calorie a parità di volume, che richiedono tempo e "fatica" per la masticazione, è un ulteriore motivo di maggior introito calorico.
Oltre agli aspetti calorici, c’è altro da considerare. Pappette e frullati sono cibo facile, consumistico, imboccato da un altro (la mamma), da ingollare senz’altro. Questo predispone alla dipendenza, alla pigrizia, a quel mondo facile in cui l’iniziativa personale è mortificata e in cui si resterà obesi e bamboccioni e non si cercherà un posto di lavoro. Per un bimbo piccolo invece vedere un adulto che mangia un grissino o un pezzo di pane secco e desiderare imitarlo è spontaneo. Non serve, come scrive l’articolo, proporre il cibo solido. Basta metterlo lì (pro-porlo) e il bimbo se lo prende. Questo favorisce l’iniziativa personale e l’identificazione all’adulto autonomo.  Il problema è che molti genitori attuali non sono autonomi e desiderano realizzare nel figlio quello che essi stessi vorrebbero: un mondo facile, che accarezzi le nostre dipendenze e illusioni diffuse con la pubblicità, da chi ce le vuole vendere. Non c’è bisogno di guadagnare soldi, se la carta di credito ci dà tutto a credito; non c’è bisogno di masticare, se la mamma ce lo mette in bocca già liquido; non c’è bisogno di imparare tutto, se si può copiare; non serve assimilare Omero e Dante, se bastano le tre I: inglese, internet, impresa. All’impresa poi il bimbo cresciuto non arriverà mai, perché aspetterà che la mamma gliela porti.

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