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mercoledì 13 novembre 2019

EPIDEMIE INDUSTRIALI (Riduzione degli anni di vita da “benessere”)

EPIDEMIE INDUSTRIALI (Riduzione degli anni di vita da “benessere”)
Da leggere per riflettere per la nostra salute e per quella dei figli. Siamo manipolati dalla pubblicità e dagli sponsor :-(
Per la prima volta nella storia degli ultimi due secoli negli Stati Uniti la speranza di vita alla nascita mostra uno stop nell’incremento o addirittura una regressione, a causa dell’obesità e 
in tutto il mondo le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) (cardiopatie, ictus, cancro, malattie respiratorie croniche, obesità e diabete) rappresentano la prima causa di mortalità e disabilità (90% in Italia). 
Il fenomeno interessa anche i paesi a reddito basso o medio-basso dove le persone tendono ad ammalarsi in giovane età e muoiono molto prima di chi vive nei paesi ricchi. 
Si prevede, a livello mondiale, un aumento di  sovrappeso, obesità infantile e diabete di tipo 2. 
Già anni fa Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS, denunciava: “Oggi molte delle minacce alla salute che contribuiscono allo sviluppo delle malattie croniche provengono da compagnie multinazionali che sono grandi, ricche e potenti, dirette da interessi commerciali e ben poco interessate alla salute della popolazione. Gli sforzi per prevenire le malattie croniche vanno contro gli interessi commerciali di potenti operatori economici come:
-       l’industria del tabacco (Big Tobacco). 
-       l’industria del cibo (Big Food), 
-       l’industria delle bevande gassate (Big Soda
-       l’industria delle bevande alcoliche (Big Alcohol).
Tutte queste industrie hanno paura delle regole, e si proteggono utilizzando strategie note come:
-       Creazione di gruppi d’opinione, lobby, 
-       promesse di autoregolamentazione, 
-       cause legali, 
-       ricerche finanziate dall’industria che hanno lo scopo di confondere le prove e tenere il pubblico nel dubbio. 
-       regali, donazioni e contributi a cause giuste per apparire rispettabili agli occhi dei politici e del pubblico. 
Purtroppo il potere del mercato diventa poi potere politico. 
Non un solo paese è riuscito a invertire l’epidemia di obesità in tutte le classi di età. Questo non è il fallimento della volontà individuale ma il fallimento della volontà politica di prevalere sul grande business. 
L’industria cerca i modi di influenzare le politiche di sanità pubblica che colpiscono i loro prodotti. Quando l’industria è coinvolta nelle scelte politiche è certo che efficaci misure di controllo vengono minimizzate se non annullate. 
Tutto ciò è documentato e anche questo è pericoloso”[1].
Anche in Africa sub-Sahariana le malattie cardiovascolari, in particolare l’ictus, sono in continuo aumento e l’OMS prevede che la mortalità per malattie croniche supererà entro il 2030 la mortalità da malattie trasmissibili, malnutrizione, mortalità materna e perinatale.  
Industrial epidemics[2] e Manufacturing Epidemics[3]: così è stato definito l’impatto devastante della globalizzazione sulla salute delle popolazioni, generato dalle politiche commerciali delle compagnie multinazionali nei confronti dei paesi a basso e medio reddito. Un’invasione facilitata dalla liberalizzazione commerciale, dalle agevolazioni nei confronti degli investimenti esteri e dall’assenza della capacità di controllo degli stati (per lo più complici della penetrazione delle compagnie multinazionali). 
Nel 2017 le multinazionali del cibo, del tabacco, dell’alcol e delle bevande gassate hanno avuto un fatturato di 829 miliardi di dollari (Lancet Global Health[4]).  
Bibliografia
  1. Chan M. WHO Director-General Addresses Health Promotion Conference, Opening Address at the 8th Global Conference on Health Promotion in Helsinki, Finland, 10 June 2013
  2. Moodie R, et al.  Profits and pandemics: prevention of harmful effects of tobacco, alcohol, and ultra-processed food and drink industries. Lancet 2013; 381: 670–79
  3. Tackling NCDs. “Best buys” and other recommended interventions for the prevention and control of noncommunicable diseases. Geneva: WHO, 2017
  4. Allen LF, Hafeti A, Fiegl AB. Corporate profits versus spending on non-communicable disease prevention: an unhealty balance. Lancet Global Health 2019; 7: e1482-83




martedì 30 aprile 2019

Per fortuna si ammala: importanza delle visite preventive

Per fortuna si ammala: importanza delle visite preventive.
Bambini trascurato perchè non si ammalano...ma non vuol dire che stiano bene :-(
Perchè dico così? Abbiamo la "cultura" della visita del medico per "problemi", ovvero se il bambino si ammala, e non preventiva ed educativa. Così sono "quasi contento" (non trovo altri termini adeguati. Non è che sia contento di trovare dei problemi ma almeno li ho potuti rilevare) quando un bambino si ammala e viene portato dal medico che riscontra un problema che, se il bambino non si fosse ammalato, sarebbe stato riscontrato tardivamente.
Quanti bambini non vedo più per anni perchè "non si ammala mai sa dottore" e poi me li ritrovo con obesità, problemi di sonno, dipendenze di vario tipo, problemi scolastici, problemi di relazione tra coetanei, fratelli e sorelle o genitori se non con patologie come deficit di attenzione e sintomi di tipo neuropsichiatria :-(. Oppure nell'adolescenza perchè abbandona la scuola, dorme con i genitori, non esce più di casa (s. di Hikikomori) ecc. ecc.
In molti casi una intervento precoce avrebbe potuto risolvere o prevenire la situazione. Per questo mi ritrovo a dire "per fortuna si è ammalato" così possiamo fare qualcosa prima!!!!
Un esempio: se il bambino ha tante febbri per mal di gola il pediatra lo visita ma se "non si ammala mai" e ha una ipertrofia adenoidea e tonsillare cospicua e non si ammala si rischia lo sviluppo di animalie dentarie, di anomalie facciali, di disturbi del sonno (OSAS o sindrome delle apnee notturne) che causeranno problemi anche seri (agitazione diurna, scarsa concentrazione, iperattività, scarso rendimento scolastico, stanchezza e nervosismo cronico, mancanza di appetito o, al contrario, obesità o anche peggio, in alcuni casi ipertensione polmonare e cuore polmonare :-().
Altri problemi che si potrebbero rilevare precocemente e risolvere rapidamente mentre se, non rilevate, si cronicizzano e creano problemi? Problemi ortopedici (scoliosi e anomalie della postura e degli arti inferiori ), problemi intestinali (encopresi e stitichezza), enuresi, anomalie dei genitali maschili (il varicocele si sviluppa  prevalentemente nello sviluppo) e ....l'elenco è molto lungo.
I pediatri eseguono a determinate età i cosiddetti "bilanci di salute" che servono proprio a questo e dal medico ci si deve andare (senza finire nel cosiddetto "Doctor shopping" e nel marketing sanitario) anche da sani soprattutto in certe età "delicate" e molto trascurate quali la preadolescenza, l'adolescenza e nell'età del "giovane adulto". Anche per ricevere consigli e parlare di sonno, sostanze, droghe,  alcol sesso.......e le materie di cui discutere sono infinite. Anche per dare al ragazzo la possibilità di avere un rapporto di fiducia con il pediatra o il medico curante. Così quando, e se, avrà un problema potrà contare su una figura di riferimento con cui ha confidenza.
Vi scrivo queste poche righe con tristezza perché il bambino ammalato riceve tante (e troppe a volte) attenzioni ma il bambino che non si ammala (e non vuol dire che sia sano) poche o nessuna.
Consiglio pratico? Una vista preventiva 1 volta all'anno (in assenza di patologie o problemi rilevati dai genitori) dal medico curante. Una visita odontoiatrica una vola all'anno, Una visita oculistica a 1, 3, 6 anni e poi ogni 3-4 anni circa. Altre visite su indicazione del medico curante.
Dal medico poi ci si rivolge anche per aiuto per problemi di comportamento, scolastici, di tensioni in famiglia situazioni così poco "sanitarie" ma che hanno così tante conseguenze sullo stato di salute
Buona giornata

martedì 8 maggio 2018

INCONTRO SULLA ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI VENERDì 18 DALLE 17 ALLE 19

INCONTRO SULLA ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI VENERDì 18 DALLE 17 ALLE 19
(gratuito, posti limitati: per prenotazioni telefono sulla locandina)
Parleremo di alimentazione corretta e educazione alla alimentazione dei bambini (e di noi adulti).
- Dieta della mamma
- Allattamento al seno e artificiale
- Svezzamenti (tradizionale e autosvezzamento)
- Neofobia
- Capricci a tavola (e fuori tavola)
- Troppe proteine o grassi???
- Cosa bere?
- Proteine animali o vegetali?
- Famiglie vegetariane e vegane
- Disturbi del comportamento alimentare
ecc. ecc. e soprattutto risposte a vostre domande



martedì 20 febbraio 2018

RECENSIONE DEL LIBRO: “COME NUTRIRE MIO FIGLIO” di Alberto Ferrando Prof.ssa Chiara Evelli

RECENSIONE DEL LIBRO: “COME NUTRIRE MIO FIGLIO” di Alberto Ferrando
Prof.ssa Chiara Evelli
Un libro, senza dubbio, ricco di consigli utili e preziosi per i genitori!
Ciò che più mi colpisce è il concetto che è solo la mamma che conosce a fondo il proprio bambino ed occorre evitare di farsi condizionare dal giudizio o dai consigli di altre persone.
L'autore prende in considerazione tutte le problematiche riguardo a questo argomento, dal momento della nascita e quindi dell'allattamento, fino al periodo adolescenziale.
- La mamma, dopo il parto, va incoraggiata ed aiutata durante i primi giorni a soddisfare le richieste di allattamento del piccolo, che  possono arrivare anche a 8-12 volte durante la giornata.
- Ci sono mamme che riescono ad allattare i loro bambini per molto tempo, anche dopo i due anni, altre, invece, il latte non riescono a produrlo, ma non per questo devono essere colpevolizzate.
- L'allattamento deve essere un momento speciale che si instaura tra  mamma
e figlio e non una situazione dove prevale la paura di avere poco latte.
 Molto interessanti sono le risposte date dall'autore ad alcune mamme,  riguardo a questo momento e sarebbe molto utile che anche le gestanti le leggessero.
- Importantissimo il concetto che il piccolo si regola da solo, sa benissimo quando è sazio e quando necessita ancora di latte.
Il dott. Ferrando si sofferma molto sul periodo dello svezzamento che in generale dovrebbe avvenire intorno ai sei mesi, ed elenca una serie di consigli su come fare assaggiare gli alimenti ai bambini.
Non dimentichiamoci che questo momento deve avvenire in un clima  rilassato e tranquillo, senza stressare eccessivamente il piccolo. Quando il bambino è in grado di mangiare seduto da solo nel seggiolone, dovrebbe
pranzare e cenare con tutta la famiglia, poichè il momento del pasto deve essere speciale, dove tutti i componenti si riuniscono e con la televisione spenta, si raccontano la loro giornata, vivono il piacere di stare insieme.
- Il piccolo dovrebbe avere la possibilità di toccare il cibo con le mani, di portarselo alla bocca, stando naturalmente attenti alla grandezza dei pezzi di cibo che ha nel piatto.
- E' importante che siano i genitori a dare il buon esempio ai propri bambini, nutrendosi in modo adeguato ed evitando cibi spazzatura. Devono far abbondante uso di frutta e verdura, perchè i figli imparano da loro.
Vorrei riportare alcune parole del dott. Ferrando: " Il bambino può mangiare molti dei cibi destinati ai componenti del nucleo familiare se gli si presentano, o comunque gli vengono offerti, in forma e consistenza facili da masticare e da deglutire, preparati senza sale  e zucchero. Tuttavia, il bambino non può essere considerato un piccolo
adulto, ma ha esigenze nutrizionali specifiche che il pediatra  condividerà con i genitori".
Molto interessanti sono i consigli che l'autore ci fornisce, riguardo alla difficoltà che i genitori incontrano di fronte al rifiuto del cibo da parte del figlio.
- Ricordiamoci, ad esempio di non colpevolizzarlo troppo, facendolo soffrire con frasi come:" Così fai soffrire la mamma,ecc.".
- Vorrei citare questa frase, che a mio parere ogni genitore dovrebbe ricordare: " l'inappetenza deriva da un mancato equilibrio tra quanto un bambino mangia e quanto in famiglia si pensa debba mangiare. Si risolve,
riducendo le aspettative della famiglia e non facendo mangiare di più il bambino".
Anche riguardo allo svezzamento il dott. Ferrando, riporta nel suo libro le risposte date ad alcuni genitori.
Molto interessante è la parte dedicata alle porzioni e alla quantità di cibo che un bambino deve assumere dai tre , fino ai 17 anni di vita. Oltre a tutte queste problematiche l'autore si dimostra molto attento riguardo l'alimentazione legata allo sport, alle fobie che i bambini sviluppano intorno ai due anni di fronte ai cibi nuovi, facendo  emergere anche la loro voglia di autonomia nella scelta dei piatti.
Si sofferma, poi, sui capricci e vorrei riportare le regole che il dott. Ferrando elenca, per aiutare i genitori in queste situazioni  molto comuni.
  . Imporre regole chiare e ragionevoli.
  . Esprimere il vostro consenso e gradimento, quando il bambino si comporta bene: se il bambino avverte che quello che fa è approvato dai genitori, si sente gratificato e importante, e questo lo stimola a ripetere quel comportamento adottato.
  . Non impartire ordini rigidi e autorevoli ( Mangia e zitto!")
  . Non arrivare a contrattazione con il ricatto emotivo ("Fallo per     la mamma,ti prego").
  . Non forzare e fare pressioni.
  . Non insistere, perchè l'ostinazione si può trasformare gradualmente in costrizione e mettere il bambino a disagio, impedendogli di sperimentare la sensazione del piacere che, naturalmente, dovrebbe accompagnare l'esperienza del pasto.
  . Non infliggere punizioni, perchè non sono un mezzo educativo efficace.
  . Non ascoltare i consigli di parenti ed amici: voi solo conoscete vostro figlio come nessun altro.
  . Non fare confronti con fratelli, sorelle o amici.
  . Non usare minacce.
  . Non tormentatevi chiedendovi se state facendo le cose giuste e se     siete dei bravi genitori.
  . Armatevi di tanta pazienza e vedrete che il tempo risolverà molti     problemi".
L'autore si sofferma, inoltre, sul problema dell'obesità ( 44 milioni di bambini in sovrappeso) causata dalla mancanza di educazione alimentare, da un "ambiente obesogenico" , dove si incontrano molte difficoltà a
condurre una vita sana  e da fattori ereditari.
 Insomma il dott. Ferrando in questo libro ha analizzato tutti gli aspetti di questa problematica, senza tralasciare l'anoressia e la bulimia, i grandi mali della nostra società.
Un libro, senza dubbio, ricco di consigli utili e preziosi per i genitori!




lunedì 10 ottobre 2016

Obesity Day: chi fa da sè fa per tre

Chi fa da sé fa per tre: OBESITY DAY (ma queste giornate a chi e a cosa servono?)
Da anni si parla di obesità…bene ora bisogna passare dal dire al fare e siccome ormai non credo più a interventi utili per la salute da partE della politica e tanto meno da parte delle multinazionali (L’Eridania sponsorizza l’obesity day L ) in questa società indirizzata al guadagno e pervasa di corruzione e intrighi.  Obesity Day?? A chi serve?? Forse per chi lo fa?? Dal 2001 si svolgono iniziative ove gente, magari sovrappeso, parla dei danni da obesità: ricadute pratiche ?? Non sarà colpa delle campagne che è aumentata l'obesità?? :-) Scherzo..ma...Come affrontare il problema per le persone che contano? (per voi: voi stessi e i vostri cari??):? FATE DA VOI.
1)   Sapete che l’eccesso di peso è dannoso
2)   La prevenzione e la terapia è fare movimento (che non vuol dire sport, significa anche camminare e fare ad es. il lavori domestici E
3)   Mangiare meno e non consumare calorie “vuote” (zuccheri semplici): quindi via bevande zuccherate (the e tutte le bibite dolcificate) e abituare i bambini a bere della sana acqua (e se volte dare camomilla non zuccheratela). Meno proteine (articolo qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/08/dieta-e-proteine-bisogna-mangiarne-di.html
NON ESISTE IL RIMEDIO MAGICO O LA PILLOLA SE NON  LA CAPACITA’ DI CAMBIARE I NOSTRI COMPORTAMENTI. INOSTRI PRIMA DI QUELLI DEI NOSTRI FIGLI
Qui sotto un articolo sulla epidemia di obesità.
Quasi due miliardi: tante sono nel mondo le persone in sovrappeso, mentre gli obesi sono 600 milioni, ovvero il 13% dell’intera popolazione. In occasione del secondo World Obesity Day, Nazioni Unite e Fao (organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura) hanno diffuso gli ultimi dati disponibili: nel 2014 oltre 1,9 miliardi di adulti risultavano in sovrappeso e l’obesità è più che raddoppiata dal 1980.

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/16_ottobre_10/gli-obesi-mondo-sono-2-miliardi-meta-italiani-sovrappeso-e352693a-8ecd-11e6-85bd-f14ac05199eb.shtml



Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore Cosa succede davvero, come alleviare il dolore, quando tornare al nido e...