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lunedì 5 dicembre 2011

pappa e bambini: omogeneizzati o cibi freschi?





Cari Genitori







Vi invio questo articolo sul tema alimentazione dei bambini della Rivista UPPA (un pediatra per amico). Chi mi conosce sa che da sempre ho consigliato, soprattutto, cibi genuini e che nello svezzamento, almeno nelle fasi iniziali, i prodotti per bambini non vanno nè indicati categoricamente ma neanche demonizzati. Molto meglio un omogeneizzato o un liofilizzato as alimenti di cui non si conosce la filiera alimentare che non assicurano una freschezza o genuinità. Non sarà capitato solo a me di comprare frutta che da acerba marcisce in mezza giornata. Cercate cibi genuini e freschi ma non fate la faccia schifata di fronte a omogeneizzati.



Anni fa alcuni talebani volevano dare il latte della centrale ai lattanti. Ora NESSUNO lo consiglia più sotto a un anno di vita!!!!



Concordo con l'articolo di UPPA qui sotto. Secca molto anche a me la società "PUBBLICITOCRATICA" che viviamo ma cerchiamo di non fare troppa dietrologia. La pubblicità fa il suo mestiere: vendere ma non è detto che quello che pubblicizza sia dannoso.



UNA COSA IMPORTANTE, forse la più importante, è educare il bambino con l'esempio mangiando bene noi adulti dedicando tempo al cibo e non tenere la TV in cucina. E se arriviamo in casa tardi e non abbiamo tempo di passare un'ora in cucina? Meglio un bel biberon o una pappa pronta ad una mamma stressata o che corre come speedy Gonzales. Avere un bambino è una occasione per mangiare bene noi genitori, soprattutto noi. Guardate quanti bambini in giro che mangiano porcherie ma che nei primi mesi e anni erano tenuti nella bambagia.



Non sapete fare da mangiare?? Imparate magari con un libro tipo "W la pappa" (che è molto antiomogeneizzati) che offre tante ricette per tutta la famiglia.







Buona serata







Alberto Ferrando




Nell`arco di pochi giorni si sono verificati due eventi, che non possono non interessare le famiglie.
Plasmon, famosa ditta di prodotti per l`alimentazione dei bambini, ha lanciato una campagna di pubblicità comparativa, nella quale sostiene che la pastina e i biscotti prodotti dalla Barilla, un`altrettanto famosa ditta di prodotti alimentari, non dovrebbero essere utilizzati per i bambini fino a 3 anni: conterrebbero dosi troppo alte di pesticidi.
Il presidente di un sindacato di pediatri ha diramato un comunicato i cui contenuti sono sostanzialmente gli stessi (senza citare però nomi commerciali), ma con un`aggiunta: sono i pediatri che garantiscono sull`alimentazione dei bambini piccoli.
Si tratta di una normale guerra commerciale e di un`altrettanto normale presa di posizione "scientifica", oppure c`è in ballo qualcosa di più?
Intanto la coincidenza di questi due eventi è quantomeno curiosa: difficile sfuggire al sospetto che si tratti di un`azione coordinata. Se così fosse, sarebbe deplorevole che un`organizzazione di pediatri (anche se si tratta solo di un sindacato e non di una società scientifica) si fosse accordata con una multinazionale per influenzare gli acquisti delle famiglie italiane. Ma noi non ci occuperemo di questo aspetto, perché ci sembra, tutto sommato marginale.
Le vere questioni in ballo, a nostro parere, sono tre: è vero che gli alimenti destinati al mercato contengono sostanze potenzialmente tossiche? E` indispensabile che i bambini si alimentino esclusivamente con prodotti industriali studiati per loro, oppure possono utilizzare il cibo di tutti? Sono i pediatri che devono gestire l`alimentazione dei bambini, o sono le famiglie che devono curare un`alimentazione sana per tutti, compresi i figli piccoli?
Alla prima domanda si può rispondere così: sappiamo che la legge italiana prevede un doppio standard per quello che riguarda i prodotti alimentari (le concentrazioni di pesticidi ammesse per i prodotti destinati al bambini sono molto inferiori a quelle ammesse per i prodotti destinati agli adulti), ma se esiste il sospetto che concentrazioni ritenute sicure per gli adulti possano essere pericolose, allora si fissino concentrazioni più basse, se non vogliamo ridurci tutti ad una dieta a base di biscottini solubili e pennette. Se invece i limiti per i pesticidi ammessi nei prodotti per adulti sono sicuri, va benissimo che esistano in commercio prodotti ancora meno "inquinati", ma sarà anche bene che le famiglie si sentano libere di scegliere, senza subire campagne terroristiche.
La seconda risposta non può non tenere conto di una doppia considerazione: quello che si mangia fino a tre anni rappresenta una quota infinitesimale di quanto si mangi in tutta la vita; i bambini non mangiano solo pastina e biscottini e neppure si alimentano esclusivamente con vasetti e scatolette "prescritti" dal pediatra, ma, grazie al cielo, sgranocchiano croste di pane e pezzi di pizza, affondano i primi dentini in ciambelloni preparati dalle mani amorose delle loro mamme ecc. ecc. E allora come la mettiamo? La vita di ciascuno sarebbe composta da due fasi: la prima (breve) tutta a base di baby food (e giù botte sulle manine, se si allungano su una fetta di panettone), e la seconda (lunghissima) in cui si mangia di tutto. Ma la nostra salute sarebbe condizionata in maniera determinante da una parte di quello che si mangia nei primi tre anni, cioè da una quota sostanzialmente irrilevante degli alimenti introdotti nel corso della vita. Non ci sembra un`ipotesi verosimile.
E veniamo alla terza questione che, come pediatri, ci riguarda più da vicino. La letteratura scientifica internazionale ci offre continuamente nuove dimostrazione dei danni che la medicina ha fatto quando ha deciso di appropriarsi della gestione dell`alimentazione dei bambini, sottraendola alla responsabilità delle famiglie ed espropriando così le mamme del loro "sapere", tramandato da generazioni. Tanto per fare un esempio che tutti possono capire, la crescente diffusione delle allergie alimentari dipende in gran parte, ormai lo sappiamo per certo, dalle "regole", dalle "esclusioni" e della insensata"progressività" che proprio noi pediatri abbiamo imposto fin`ora alle famiglie. Lo stesso divieto di aggiungere sale alle pappe dei bambini (che noi pediatri abbiamo imposto per decenni) sembra essere, oltre che non giustificato da alcuna evidenza scientifica, responsabile di una parte dei disturbi della condotta alimentare dei bambini piccoli. E allora, vogliamo imparare dall`esperienza, come si addice a chi vanta un background scientifico, oppure no? Vogliamo che la pediatria progredisca e acquisisca un ruolo sempre più consapevole nella difesa dei bambini dalle malattie, oppure preferiamo fermarci alla vecchia figura del pediatra, alle prese con i "dosaggi" delle patate e delle carote nel brodo vegetale o con la "prescrizione" (sul ricettario, mi raccomando!) di questo o quell`alimento in vendita, chissà perché, in Farmacia?
Noi non possiamo che ribadire la nostra proposta: bambini allattati al seno nei primi mesi, e poi alimentazione sana ed equilibrata per tutta la famiglia, con prodotti sicuri e gustosi.
Che le ditte produttrici di alimenti per grandi e piccini si facciano pure tutte le guerre che vogliono. Noi pediatri preferiamo starne fuori.

giovedì 24 novembre 2011

Società di pediatri e pubblicità Barilla. Pesticidi

Abbiamo parlato del post della FIMP sugli omogeneizzati. Ora appare questo di un'altra società "scientifica".

Per i pesticidi intanto alcune precisazioni (fornite dal Collega Michele Fiore)



Il problema delle sostanze presenti nei cibi per adulti è "molto semplice": ci sono dei limiti di tolleranza che per legge devono essere rispettati.


La scienza medica sa rispondere se queste sostanza fanno male a lungo andare? Questo è il problema. Perchè nei bambini piccoli il problema è l'ipotetico effetto accumulo. Più è rapido l'accrescimento e e maggiore è il possibile danno.


Certamente lo stesso possiamo dire per i metalli pesanti. In una conferenza stampa del Prof Giovannini, personalità indiscussa nel campo dell'alimentazione pediatrica, ... sentirlo è stato un cazzotto nello stomaco! Tutti i pesci grandi accumulano "rumenta" che poi gli umani mangiano ...


Allora la domanda diventa: è possibile eliminare tutti gli inquinanti dagli alimenti? No, non credo e quanto fanno male? ... boh? chi lo sa? ... e nei bambini ?




Subject: SIP (SOCIETA' ITALIANA DI PEDIATRIA) e Barilla Nutrition & Health Journal Club.htm




Carissimi tutti

Quanto sotto non è un pubblicità alla Barilla ?
Cosa ne pensate? Personalmente credo fortemente che la credibilità e autorevolezza di una società scientifica si debba manifestare anche nello stare attenti a non entrare in politiche commerciali. Indipendentemente dal fatto che il portale sia fatto bene o meno. Ma la SIP non ha già abbonamento a Riviste? Non ha esperti e società nei vari settori? Deve ricorrere alla Barilla? Compito di una società scientifica è quello della formazione e aggiornamento indipendentemente dal conflitto di interesse o da possibili conflitti di interesse.


Ad alcuni apparirà una inezia ma legare il proprio nome o società ad un marchio fa parte delle strategie di marketing in cui noi pediatri e professionisti in genere non dovrebbero favorire.





Comunque governa il valore "economico" nella nostra società e sono io fuori dai tempi?


SulForum APAL si sta discutendo di ECM e anche di società scientifiche, di autorevolezza di gestione nostra dell'ECM e di indipendenza da interessi commerciali. Non mi pare che la nostra autorevolezza aumenti se per avere pubblicazioni selezionate (come?) la nostra principale società scientifica si affida agli esperi di Barilla invece che ai suoi esperti della società o gruppi di studio o società affiliate. Noi spacchiamo un capello in 4 per RCT, bias di pubblicazioni ecc e poi ci affidiamo ad altri per la selezione della bibliografia?


Soprattutto in un periodo in cui la bibliografia è facilmente accessibile? E in una pletora di società scientifiche che non dovrebbero favorire situazioni di mercato?





Scusate l sfogo ma quando una cosa la fa una società di pediatri di famiglia insorgono tutti, quando lo fa un'altra no





Ciao





Alberto Ferrando













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Carissimi,

sempre più frequentemente ci troviamo a dover


valutare e affrontare, nei nostri pazienti, problemi


di crescita o di salute correlati a errate abitudini


alimentari: basti pensare alla prevalenza di


sovrappeso e obesità che quotidianamente osserviamo nei


nostri ambulatori.

A conferma del ruolo primario della nutrizione in


Pediatria, la letteratura scientifica produce un numero


sempre crescente di nuove evidenze: sul solo database


Pubmed sono stati sino ad oggi pubblicati, dall’inizio


del 2011, circa 1.400 articoli su temi relativi alla nutrizione in età pediatrica*.

Pensando, da un lato, a quanto sia importante rimanere


aggiornati e costantemente “sintonizzati” sulle


novità scientifiche in campo nutrizionale, dall’altro


a quanto una ricerca attiva e metodica della letteratura


sia spesso una priorità poco realistica nella pianificazione


del nostro tempo, desidero segnalarvi un servizio di


aggiornamento scientifico che ritengo utile per facilitare


il raggiungimento di questo obiettivo: il “Nutrition &


Health Journal Club”. Questo servizio è offerto da Barilla,


con cui la Società Italiana di Pediatria ha recentemente


firmato un protocollo di intesa, a testimonianza concreta,

e coerente, del suo impegno nel promuovere abitudini

alimentari corrette e salutari,


anche attraverso l’erogazione di servizi utili per il Medico italiano.

“Nutrition & Health Journal Club” (NHJC) è una


rassegna stampa online ad accesso riservato ai soli


Medici italiani, che propone una selezione aggiornata


della letteratura scientifica in tema “nutrizione e salute”,


con focus specifico sui benefici della Dieta Mediterranea.


Gli articoli del NHJC, prevalentemente riferiti a news della letteratura


scientifica internazionale, includono sia una sintesi in italiano


dei messaggi principali, sia l’abstract originale della


pubblicazione. Sono anche presenti notizie riprese dalle


principali fonti media, come quotidiani e agenzie stampa


nel settore salute.
La pubblicazione del NHJC ha cadenza quindicinale:


una newsletter dedicata comunica la pubblicazione


di ogni nuova edizione e presenta in anteprima i nuovi contenuti.

Gli articoli del NHJC sono frequentemente dedicati a


temi di interesse pediatrico: nel 2011, il 17% circa


di tutti gli articoli pubblicati era inerente la Pediatria,


oltre a un’edizione speciale specificamente dedicata


al ruolo dell'alimentazione nella crescita sana di bambini e


adolescenti.

Potete trovare ulteriori informazioni e le istruzioni


per la registrazione al servizio sul sito http://www.nutritionhealth.it/

Augurandomi che questa segnalazione sia gradita


e utile, Vi saluto molto cordialmente.

Alberto G. Ugazio



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