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mercoledì 16 settembre 2015

IRROBUSTITI DALLE VACANZE ECCO DI NUOVO TRA NOI I SIMPATICI PIDOCCHI.

IRROBUSTITI DALLE VACANZE ECCO  DI NUOVO TRA NOI I SIMPATICI PIDOCCHI.
CONSIGLIO DI VEDERE E ATTACCARE IN GIRO IL POSTER DI "UPPA" che trovate qui e sul sito www.uppa.it
Se ce la fate leggete qui sotto ma VI PREGO:
- NON FATE TERAPIE PREVENTIVE: NON SERVONO A NULLA (SOLO A CHI VENDE I PRODOTTI)
- NON USAE PESTICIDI, PETROLIO, DISERBANTI TOSAERBA :-) ECC. TUTTI I PRODOTTI SONO TOSSICI E SPESSO FANNO POCO
- LA TERAPIA PIU' SICURA ED EFFICACE? LA RIMOZIONE MANUALE.
So che è meno impegnativo dare una terapia ma prendetelo come un momento per stare insieme a vostro figlio


Allego qui alcuni documenti della ASL 3 sui pidocchi
POSTER
LINEE GUIDA:

LA MIGLIOR TERAPIA??? OLIO DI GOMITO: SI CHIAMA WET COMBING ED EVITATE TERAPIE INUTILI PER LA PREVENZIONE. Leggete qui sotto intanto due spunti:
Rimozione meccanica: Il miglior sistema di diagnosi, il wet combing, è anche un ottima terapia; ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali pediculicidi (come rilevato da recenti studi), a fronte di nessun effetto avverso. Questo sistema consente di stabilire con certezza se ci sono insetti vivi e nel contempo li rimuove, fatto spesso risolutivo nelle piccole infestazioni, che da noi sono le più frequenti. Inoltre consente anche la prevenzione: se si ha notizia di un contatto è facile fare un controllo sul capo del proprio bambino.
Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Cari genitori
Qualche notizia su un insolito animale da compagnia: il pidocchio
Sono iniziate varie segnalazioni e anno dopo anno il problema è sempre più frequente. Tanto frequente che un famoso pediatra ha ipotizzato che se un bambino in età scolare non si "prende" i pidocchi potrebbe essere affetto da un disturbo del comportamento (disturbi del gruppo di malattie tipo autismo) in quanto i pidocchi NON saltano e si prendono se sono a contatto le teste dei bambini. Questo implica gioco a stretto contatto. Battute, o quasi a parte trovate spiegazioni sul mio sito: www.ferrandoalberto.it (o www.ferrandoalberto.eu) (indirizzo diretto: http://www.ferrandoalberto.com/Collegamenti/pidocchi.htm ) e qui sotto.
In estrema sintesi:
1) I pidocchi adorano il pulito quindi non vergognatevi se Vostro figlio/a li avesse
2) Non servono a nulla le terapie preventive (anzi possono avere effetti collaterali di allergie)
3) Serve il controllo frequente dei capelli alla ricerca di lendini
4) Le lendini (uova) sembrano forfora ma non si staccano agevolmente dai capelli da prendere in considerazione sono quelle vicine al cuoio capelluto (7 mm, meno di 1 cm). Se sono più lontane sono gusci vuoti
5) NON FATE LA TERAPIA PREVENTIVAMENTE: rischiate allergie e di determinare resistenza del pidocchio.
6) La terapia va fatta con uno dei vari preparati e soprattutto con tanta calma. Buoni risultati anche con la terapia fisica e nuovi prodotti non tossici (vedi in fondo all'articolo)
7) Per la scuola hanno trovato una soluzione all'italiana: il bambino può rientrare dopo certificato del medico che attesta che è stata fatta terapia disinfestante: siccome non siamo attrezzati a fare shampoo ecc si attesta quanto dice il genitore. IN CONCLUSIONE CONTROLLATE LA TESTA DEI VOSTRI FIGLI.


Negli ultimi anni sono aumentati i casi di pidocchi nella popolazione infantile. Sono soprattutto i bambini che vivono in comunità (nidi, asili e scuole) a essere colpiti per primi. Dal bambino il pidocchio si può diffondere nelle famiglie.
L’infestazione (si parla di infezione solo nelle malattie infettive, per i parassiti come il pidocchio, di infestazione) predilige l’età tra i 5 e gli 11 anni, ma nessuna età è risparmiata, il sesso femminile, i capelli folti, più che lunghi (quindi non serve a niente tagliare a zero i capelli come una volta veniva fatto), e puliti. Molti pensano subito al binomio pidocchio-sporcizia, invece questi “cari” animaletti adorano i capelli puliti e profumati. Dobbiamo subito dire a tutti che al giorno d’oggi, "prendere i pidocchi"non rappresenta un segnale di scarsa igiene personale e familiare, né tanto meno di sporcizia e di povertà (anche se fra gli adulti sembrano più colpiti quelli con scarsa igiene personale).

Il pidocchio colpisce tutti, ricchi e poveri, sporchi e puliti, global e no-global, maggioranza e minoranza, è un raro esempio di eguaglianza sociale.
Ancora oggi viene però identificato con scarsa igiene personale e povertà per cui molte famiglie cercano di nascondere la situazione a tutti, mentre altre fanno “crociate” contro le famiglie meno abbienti o più isolate della scuola.
È importante, quando avvengono dei casi di pediculosi, applicare norme comuni di comportamento al fine di evitare la diffusione nella comunità e nelle famiglie e di evitare le altrimenti frequenti reinfestazioni.

Qualsiasi terapia diretta al singolo bambino e famiglia è pressoché sicuramente destinata all’insuccesso se non si forniscono chiare indicazioni a tutte le famiglie.
Innanzitutto la trasmissione avviene per contatto diretto con i capelli infestati e con i pettini, con le spazzole, attraverso i cappelli o altri effetti personali (pensate a tutte le sciarpe e cappotti messi insieme in accappatoi comuni). Ricordate comunque che il pidocchio non salta e non vola!!

Vediamo di conoscere un po’ di più questo animale di (non desiderata) compagnia: Il pidocchio vive da 1 a 2 mesi e si nutre esclusivamente di sangue umano, per cui deve soggiornare vicino ai capelli anche perché “sta bene” (soffre il freddo) con una temperatura di 35-37 °C. Lontano dal corpo umano sopravvive per un tempo massimo di 10 giorni (RICORDARE), in media 2-3 giorni.

Le femmine depositano le uova (da 4 a 6 al dì per un totale di 250-300 per femmina) che vengono fissate alla radice dei capelli a pochi millimetri dalla pelle. Se si riscontrano lendini (uova) oltre i 7 mm possiamo essere certi che è un guscio vuoto o che la lendine è morta (il “pidocchino”, detto ninfa, esce dall’uovo dopo circa 10 giorni e la crescita del capello è in media di 0,4 cm al dì). Anche i famosi CDC (Center for Disease Control) di Atlanta, USA, hanno stabilito che la diagnosi può essere fatta quando la maggior parte delle uova sono a meno di 6,5 mm dal cuoio capelluto (http://www.cdc.gov/ncidod/dpd/parasites/lice/default.htm).
Addirittura per alcuni la diagnosi si può porre solo quando si riesca a trovare un pidocchio vivo, che si muove.

Il primo sintomo è rappresentato dal prurito, variabile molto da persona a persona, inizialmente alla nuca e dietro alle orecchie. Al prurito segue il trattamento con conseguenti “lesioni da trattamento” cioè ferite che possono complicarsi con infezioni che causano dolore e aumento dei linfonodi del cuoio capelluto e della nuca.

L’ispezione, con una forte sorgente luminosa, consente di visualizzare le lendini alla radice dei capelli e, solo più raramente, il pidocchio vivo. Le lendini sono piccoli elementi del diametro di 0,3 per 0,8 mm, di forma ovoidale, di colore biancastro-giallastro, attaccate a un capello. Il PT ha una forma allungata, un colorito bianco-grigiastro, è lungo da 1 a 4 mm e rimane fisso ai capelli.

Comunque la semplice ispezione dei capelli spesso non consente di porre la diagnosi, perché i ¾ dei casi possono non essere riconosciute (R.J. Roberts, Head lice, New England Journal of Medicin, del 2002). La diagnosi è più sicura se si utilizza un pettine con i denti molto vicini e fitti (la vecchiapettinessa). La pettinessa va usata dopo aver pettinato i capelli con un pettine o spazzola normale. Il risultato è migliore se i capelli sono bagnati. La pettinessa va inserita alla base del capello e fatta scorrere con decisione fino alla punta. Si esamina frequentemente il pettine per vedere se si è “catturato” il pidocchio.

Quando in una famiglia si fa diagnosi di pediculosi della testa, vanno esaminati accuratamente tutti i componenti. Temperature superiori a 53,5° C, mantenute per 5 minuti sono letali per uova e pidocchi. Spazzole e pettini possono essere lavati con un pediculocida o in acqua calda. Anche il lavaggio a secco è efficace. Per oggetti non usati da oltre qualche giorno non è necessario procedere ad alcun provvedimento: nel dubbio è sufficiente conservare oggetti, cappelli e vestiti per 10 giorni, in un sacco di plastica.

Ai bambini deve essere permesso di tornare a scuola o in comunità il mattino dopo il primo trattamento, poiché il rischio di trasmissione è rapidamente ridotto dal trattamento. È da rivedere la politica di riammettere a scuola o in comunità solo i bambini che siano completamente senza uova, che, come abbiamo visto, possono essere vuote o morte dopo il trattamento.
Trattamento
Ricordiamo che diverse sostanze, soprattutto pesticidi, quando usati frequentemente possono causare problemi. Quindi, prima di intraprendere una qualsiasi terapia, consultate il vostro pediatra e ricordate che,purtroppo, non esiste nessuna terapia che sia efficace al 100%.

Per eliminare definitivamente i pidocchi è necessario, oltre ad effettuare la terapia consigliata dal vostro pediatra, eliminare tutti i pidocchi e tutte le lendini. Facile da dire ma, molto difficile da fare, in quanto le lendini sono strettamente attaccate ai capelli. Si può ricorrere ad una miscela, in parti uguali di acqua ed aceto anche se, tale procedura, come riportato in letteratura medica, non ha condotto ad alcun beneficio clinico. Infatti, i bambini possono tornare a scuola, indipendentemente dalla presenza di lendini. Il trattamento in genere va ripetuto dopo 10-15 giorni.

Dopo il trattamento e l'uso di uno shampoo neutro, i capelli debbono essere pettinati con un pettine fitto, allo scopo di rimuovere le lendini. La completa rimozione delle lendini dipende dalla struttura del pettine, dalla durata, dalla tecnica e dalla precisione del suo uso. L'impiego di soluzioni di aceto rende più facile l'asportazione.
Tutti i vestiti, la biancheria personale, i lenzuoli e le federe debbono essere lavati in lavatrice. Altri oggetti (spazzole, pettini, cuscini, materassi) e animali da casa debbono essere trattati con insetticidi in polvere.

Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Nessun farmaco va usato per la prevenzione. L’unica prevenzione è l’esame della testa. Tutti i farmaci hanno una, seppure minima, tossicità. Anche l’uso protratto che alcuni genitori fanno, spontaneamente o consigliati da qualche “esperto” può esporre a pericoli.

Non esistono studi su terapie alternative: erbe, oli naturali, petrolio, cherosene, ecc. Questi ultimi sicuramente possono essere causa di avvelenamenti, non danno garanzie né sull’efficacia né sulla sicurezza.

La rimozione locale con pettine fitto da parte dei genitori è un’alternativa agli insetticidi, che non sono raccomandati nei bambini in età inferiore ai 2 anni.
L’uso del pettine fitto deve essere fatto dopo aver bagnato i capelli e va fatto per almeno 15-20 minuti e ripetuto ogni 3-4 giorni per varie settimane. Il risultato di tale terapia non è entusiasmante, il successo si ottiene in circa 4 bambini su 10

lunedì 5 dicembre 2011

pappa e bambini: omogeneizzati o cibi freschi?





Cari Genitori







Vi invio questo articolo sul tema alimentazione dei bambini della Rivista UPPA (un pediatra per amico). Chi mi conosce sa che da sempre ho consigliato, soprattutto, cibi genuini e che nello svezzamento, almeno nelle fasi iniziali, i prodotti per bambini non vanno nè indicati categoricamente ma neanche demonizzati. Molto meglio un omogeneizzato o un liofilizzato as alimenti di cui non si conosce la filiera alimentare che non assicurano una freschezza o genuinità. Non sarà capitato solo a me di comprare frutta che da acerba marcisce in mezza giornata. Cercate cibi genuini e freschi ma non fate la faccia schifata di fronte a omogeneizzati.



Anni fa alcuni talebani volevano dare il latte della centrale ai lattanti. Ora NESSUNO lo consiglia più sotto a un anno di vita!!!!



Concordo con l'articolo di UPPA qui sotto. Secca molto anche a me la società "PUBBLICITOCRATICA" che viviamo ma cerchiamo di non fare troppa dietrologia. La pubblicità fa il suo mestiere: vendere ma non è detto che quello che pubblicizza sia dannoso.



UNA COSA IMPORTANTE, forse la più importante, è educare il bambino con l'esempio mangiando bene noi adulti dedicando tempo al cibo e non tenere la TV in cucina. E se arriviamo in casa tardi e non abbiamo tempo di passare un'ora in cucina? Meglio un bel biberon o una pappa pronta ad una mamma stressata o che corre come speedy Gonzales. Avere un bambino è una occasione per mangiare bene noi genitori, soprattutto noi. Guardate quanti bambini in giro che mangiano porcherie ma che nei primi mesi e anni erano tenuti nella bambagia.



Non sapete fare da mangiare?? Imparate magari con un libro tipo "W la pappa" (che è molto antiomogeneizzati) che offre tante ricette per tutta la famiglia.







Buona serata







Alberto Ferrando




Nell`arco di pochi giorni si sono verificati due eventi, che non possono non interessare le famiglie.
Plasmon, famosa ditta di prodotti per l`alimentazione dei bambini, ha lanciato una campagna di pubblicità comparativa, nella quale sostiene che la pastina e i biscotti prodotti dalla Barilla, un`altrettanto famosa ditta di prodotti alimentari, non dovrebbero essere utilizzati per i bambini fino a 3 anni: conterrebbero dosi troppo alte di pesticidi.
Il presidente di un sindacato di pediatri ha diramato un comunicato i cui contenuti sono sostanzialmente gli stessi (senza citare però nomi commerciali), ma con un`aggiunta: sono i pediatri che garantiscono sull`alimentazione dei bambini piccoli.
Si tratta di una normale guerra commerciale e di un`altrettanto normale presa di posizione "scientifica", oppure c`è in ballo qualcosa di più?
Intanto la coincidenza di questi due eventi è quantomeno curiosa: difficile sfuggire al sospetto che si tratti di un`azione coordinata. Se così fosse, sarebbe deplorevole che un`organizzazione di pediatri (anche se si tratta solo di un sindacato e non di una società scientifica) si fosse accordata con una multinazionale per influenzare gli acquisti delle famiglie italiane. Ma noi non ci occuperemo di questo aspetto, perché ci sembra, tutto sommato marginale.
Le vere questioni in ballo, a nostro parere, sono tre: è vero che gli alimenti destinati al mercato contengono sostanze potenzialmente tossiche? E` indispensabile che i bambini si alimentino esclusivamente con prodotti industriali studiati per loro, oppure possono utilizzare il cibo di tutti? Sono i pediatri che devono gestire l`alimentazione dei bambini, o sono le famiglie che devono curare un`alimentazione sana per tutti, compresi i figli piccoli?
Alla prima domanda si può rispondere così: sappiamo che la legge italiana prevede un doppio standard per quello che riguarda i prodotti alimentari (le concentrazioni di pesticidi ammesse per i prodotti destinati al bambini sono molto inferiori a quelle ammesse per i prodotti destinati agli adulti), ma se esiste il sospetto che concentrazioni ritenute sicure per gli adulti possano essere pericolose, allora si fissino concentrazioni più basse, se non vogliamo ridurci tutti ad una dieta a base di biscottini solubili e pennette. Se invece i limiti per i pesticidi ammessi nei prodotti per adulti sono sicuri, va benissimo che esistano in commercio prodotti ancora meno "inquinati", ma sarà anche bene che le famiglie si sentano libere di scegliere, senza subire campagne terroristiche.
La seconda risposta non può non tenere conto di una doppia considerazione: quello che si mangia fino a tre anni rappresenta una quota infinitesimale di quanto si mangi in tutta la vita; i bambini non mangiano solo pastina e biscottini e neppure si alimentano esclusivamente con vasetti e scatolette "prescritti" dal pediatra, ma, grazie al cielo, sgranocchiano croste di pane e pezzi di pizza, affondano i primi dentini in ciambelloni preparati dalle mani amorose delle loro mamme ecc. ecc. E allora come la mettiamo? La vita di ciascuno sarebbe composta da due fasi: la prima (breve) tutta a base di baby food (e giù botte sulle manine, se si allungano su una fetta di panettone), e la seconda (lunghissima) in cui si mangia di tutto. Ma la nostra salute sarebbe condizionata in maniera determinante da una parte di quello che si mangia nei primi tre anni, cioè da una quota sostanzialmente irrilevante degli alimenti introdotti nel corso della vita. Non ci sembra un`ipotesi verosimile.
E veniamo alla terza questione che, come pediatri, ci riguarda più da vicino. La letteratura scientifica internazionale ci offre continuamente nuove dimostrazione dei danni che la medicina ha fatto quando ha deciso di appropriarsi della gestione dell`alimentazione dei bambini, sottraendola alla responsabilità delle famiglie ed espropriando così le mamme del loro "sapere", tramandato da generazioni. Tanto per fare un esempio che tutti possono capire, la crescente diffusione delle allergie alimentari dipende in gran parte, ormai lo sappiamo per certo, dalle "regole", dalle "esclusioni" e della insensata"progressività" che proprio noi pediatri abbiamo imposto fin`ora alle famiglie. Lo stesso divieto di aggiungere sale alle pappe dei bambini (che noi pediatri abbiamo imposto per decenni) sembra essere, oltre che non giustificato da alcuna evidenza scientifica, responsabile di una parte dei disturbi della condotta alimentare dei bambini piccoli. E allora, vogliamo imparare dall`esperienza, come si addice a chi vanta un background scientifico, oppure no? Vogliamo che la pediatria progredisca e acquisisca un ruolo sempre più consapevole nella difesa dei bambini dalle malattie, oppure preferiamo fermarci alla vecchia figura del pediatra, alle prese con i "dosaggi" delle patate e delle carote nel brodo vegetale o con la "prescrizione" (sul ricettario, mi raccomando!) di questo o quell`alimento in vendita, chissà perché, in Farmacia?
Noi non possiamo che ribadire la nostra proposta: bambini allattati al seno nei primi mesi, e poi alimentazione sana ed equilibrata per tutta la famiglia, con prodotti sicuri e gustosi.
Che le ditte produttrici di alimenti per grandi e piccini si facciano pure tutte le guerre che vogliono. Noi pediatri preferiamo starne fuori.

giovedì 24 novembre 2011

Società di pediatri e pubblicità Barilla. Pesticidi

Abbiamo parlato del post della FIMP sugli omogeneizzati. Ora appare questo di un'altra società "scientifica".

Per i pesticidi intanto alcune precisazioni (fornite dal Collega Michele Fiore)



Il problema delle sostanze presenti nei cibi per adulti è "molto semplice": ci sono dei limiti di tolleranza che per legge devono essere rispettati.


La scienza medica sa rispondere se queste sostanza fanno male a lungo andare? Questo è il problema. Perchè nei bambini piccoli il problema è l'ipotetico effetto accumulo. Più è rapido l'accrescimento e e maggiore è il possibile danno.


Certamente lo stesso possiamo dire per i metalli pesanti. In una conferenza stampa del Prof Giovannini, personalità indiscussa nel campo dell'alimentazione pediatrica, ... sentirlo è stato un cazzotto nello stomaco! Tutti i pesci grandi accumulano "rumenta" che poi gli umani mangiano ...


Allora la domanda diventa: è possibile eliminare tutti gli inquinanti dagli alimenti? No, non credo e quanto fanno male? ... boh? chi lo sa? ... e nei bambini ?




Subject: SIP (SOCIETA' ITALIANA DI PEDIATRIA) e Barilla Nutrition & Health Journal Club.htm




Carissimi tutti

Quanto sotto non è un pubblicità alla Barilla ?
Cosa ne pensate? Personalmente credo fortemente che la credibilità e autorevolezza di una società scientifica si debba manifestare anche nello stare attenti a non entrare in politiche commerciali. Indipendentemente dal fatto che il portale sia fatto bene o meno. Ma la SIP non ha già abbonamento a Riviste? Non ha esperti e società nei vari settori? Deve ricorrere alla Barilla? Compito di una società scientifica è quello della formazione e aggiornamento indipendentemente dal conflitto di interesse o da possibili conflitti di interesse.


Ad alcuni apparirà una inezia ma legare il proprio nome o società ad un marchio fa parte delle strategie di marketing in cui noi pediatri e professionisti in genere non dovrebbero favorire.





Comunque governa il valore "economico" nella nostra società e sono io fuori dai tempi?


SulForum APAL si sta discutendo di ECM e anche di società scientifiche, di autorevolezza di gestione nostra dell'ECM e di indipendenza da interessi commerciali. Non mi pare che la nostra autorevolezza aumenti se per avere pubblicazioni selezionate (come?) la nostra principale società scientifica si affida agli esperi di Barilla invece che ai suoi esperti della società o gruppi di studio o società affiliate. Noi spacchiamo un capello in 4 per RCT, bias di pubblicazioni ecc e poi ci affidiamo ad altri per la selezione della bibliografia?


Soprattutto in un periodo in cui la bibliografia è facilmente accessibile? E in una pletora di società scientifiche che non dovrebbero favorire situazioni di mercato?





Scusate l sfogo ma quando una cosa la fa una società di pediatri di famiglia insorgono tutti, quando lo fa un'altra no





Ciao





Alberto Ferrando













Se non visualizzi correttamente questa email clicca qui






















Carissimi,

sempre più frequentemente ci troviamo a dover


valutare e affrontare, nei nostri pazienti, problemi


di crescita o di salute correlati a errate abitudini


alimentari: basti pensare alla prevalenza di


sovrappeso e obesità che quotidianamente osserviamo nei


nostri ambulatori.

A conferma del ruolo primario della nutrizione in


Pediatria, la letteratura scientifica produce un numero


sempre crescente di nuove evidenze: sul solo database


Pubmed sono stati sino ad oggi pubblicati, dall’inizio


del 2011, circa 1.400 articoli su temi relativi alla nutrizione in età pediatrica*.

Pensando, da un lato, a quanto sia importante rimanere


aggiornati e costantemente “sintonizzati” sulle


novità scientifiche in campo nutrizionale, dall’altro


a quanto una ricerca attiva e metodica della letteratura


sia spesso una priorità poco realistica nella pianificazione


del nostro tempo, desidero segnalarvi un servizio di


aggiornamento scientifico che ritengo utile per facilitare


il raggiungimento di questo obiettivo: il “Nutrition &


Health Journal Club”. Questo servizio è offerto da Barilla,


con cui la Società Italiana di Pediatria ha recentemente


firmato un protocollo di intesa, a testimonianza concreta,

e coerente, del suo impegno nel promuovere abitudini

alimentari corrette e salutari,


anche attraverso l’erogazione di servizi utili per il Medico italiano.

“Nutrition & Health Journal Club” (NHJC) è una


rassegna stampa online ad accesso riservato ai soli


Medici italiani, che propone una selezione aggiornata


della letteratura scientifica in tema “nutrizione e salute”,


con focus specifico sui benefici della Dieta Mediterranea.


Gli articoli del NHJC, prevalentemente riferiti a news della letteratura


scientifica internazionale, includono sia una sintesi in italiano


dei messaggi principali, sia l’abstract originale della


pubblicazione. Sono anche presenti notizie riprese dalle


principali fonti media, come quotidiani e agenzie stampa


nel settore salute.
La pubblicazione del NHJC ha cadenza quindicinale:


una newsletter dedicata comunica la pubblicazione


di ogni nuova edizione e presenta in anteprima i nuovi contenuti.

Gli articoli del NHJC sono frequentemente dedicati a


temi di interesse pediatrico: nel 2011, il 17% circa


di tutti gli articoli pubblicati era inerente la Pediatria,


oltre a un’edizione speciale specificamente dedicata


al ruolo dell'alimentazione nella crescita sana di bambini e


adolescenti.

Potete trovare ulteriori informazioni e le istruzioni


per la registrazione al servizio sul sito http://www.nutritionhealth.it/

Augurandomi che questa segnalazione sia gradita


e utile, Vi saluto molto cordialmente.

Alberto G. Ugazio



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