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martedì 2 gennaio 2018

DROGA QUOTIDIANA PER ADULTI E BAMBINI. LA PUBBLICITA'

DROGA QUOTIDIANA PER ADULTI E BAMBINI. LA PUBBLICITA'
Tratto dal libro "Come Nutrire Mio figlio" sui danni da consumismo e da pubblicità sulla salute dei nostri bambini"
Comprate il necessario; quello che vi può servire e non quello che vi fanno apparire come un affare. L’affare  CHE VI FANNO CREDERE è quasi sempre, se non sempre, per chi vende!
Il consumismo, questo bisogno cronico di acquistare continuamente nuove merci e servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento, è indotto dalla pubblicità.
Il messaggio che si dà ai genitori è: “Se lo ami, devi spendere e acquistare per lui/lei questo o quel prodotto, questa crema o quel latte”.
La pubblicità non è solo quella tradizionale, esplicita e diretta, quasi scontata: oggi ne esistono altre, molto più subdole e ammiccanti come, per esempio, alcune che coinvolgono personaggi di fama (detti spesso “juke box”), oppure, “pennivendoli” che dicono o scrivono tutto quello che la multinazionale di turno decide di dire, dietro compenso... o ritorno d’immagine.
L’obiettivo principale è indurre bisogni e vendere, sempre e comunque, qualcosa.
Quanti attori famosi e in carriera vediamo cedere alle lusinghe della pubblicità e apparire sugli schermi, spesso per promuovere alimenti o prodotti voluttuari per la tavola (alcol, caffè, bibite). Con la pubblicità, si cerca di creare la necessità dell’acquisto (consumismo), inducendo un bisogno che può costarci molto caro in termini economici: quasi il 50% della spesa del prodotto che noi paghiamo viene investito in attività di marketing.
Altra modalità di comunicazione avviene grazie anche ai nostri indirizzi mail e al cellulare
che forniamo, se richiesti, per avere delle card promozionali che finiscono in banche dati, utilizzate da tutte le aziende che ne hanno interesse: dalla campagna promozionale di sconti all’organizzazione di eventi pseudo gratuiti.
La campagna è molto allettante: vi fa balenare l’idea che è un affare e, dietro all’idea di un affare, si acquistano beni inutili o magari di scarsa qualità ma... se lo dice la pubblicità... si vendono. Esistono, poi, strategie psicologiche studiate ad arte.
Per esempio, la pubblicità induce le persone ad acquistare beni superflui, associando le merci di consumo di massa ai loro desideri inconsci, facendo credere loro che il possesso di questi beni li possa appagare e rendere felici.
La pubblicità riesce a raggiungere i propri obiettivi di vendita perché, anche come alimenti, compriamo più di quanto siamo in grado di consumare.
……………
I bambini, spesso, sono condizionati dalla TV e subiscono continuamente l’influenza della pubbli- cità, di giochi, merendine, abbigliamento e accessori vari; messaggi che i bambini colgono e pro- pongono sotto forma di richieste ai genitori, i quali, talvolta, trovano più sbrigativo accontentarli, piuttosto che chiedersi se davvero fanno il loro bene.
Una particolare attenzione, quindi, va rivolta ai bambini, affinché non finiscano nelle mani del consumismo e non diventino così adolescenti costantemente stressati, lanciati all’inseguimento del gruppo e di modelli irraggiungibili e, in futuro, adulti nevrotici o sottoposti ad alimenti di moda perché pubblicizzati, come gli energy drink o le merendine ipercaloriche con prodotti non salutari o bibite sovraccariche di zuccheri.
I bambini concepiscono la pubblicità come parte integrante dei programmi televisivi, in particolare, quando ritrovano i personaggi preferiti dei cartoni animati che si rivolgono a loro in prima persona o, ancora, quando si compiacciono nel vedere i biscotti che hanno appena mangiato a colazione o i giochi con i quali trascorrono parte della giornata.
Nonostante la capacità di spesa diretta dei bambini sia necessariamente contenuta, si tratta per le aziende di un investimento pubblicitario di grande rilevanza. Infatti, non soltanto i bambini sono in grado di “condizionare” fortemente la scelta d’acquisto di beni importanti (casa, alimentazione, auto, viaggi, computer), ma rappresentano, soprattutto, i decisori dell’acquisto dei prossimi anni; un target da raggiungere e fidelizzare, anticipando la concorrenza. Si comprende, quindi, l’importanza che l’industria attribuisce alla comunicazione che raggiunge questa fascia di popolazione, un vero e proprio investimento sul proprio futuro commerciale.
Un tempo, la pubblicità era circoscritta all’interno di uno spazio di programmazione determinato e limitato. Oggi, la pubblicità si trova in tutti i programmi, anche all’interno o con scritte a lato, nei filmati e nei social network.
La pubblicità si basa sul fatto che il pubblico è influenzabile. Di fatto, tutti noi siamo influenzabili. Viviamo sotto un bombardamento costante di stimoli che ci indirizzano ad acquisti e anche a mode e opinioni prefabbricate (anche politiche e religiose). L’obiettivo dei “manipolatori di professione” è di condizionarci, facendo appello ai sentimenti, alle emozioni, facendoci sentire inadeguati o esclusi, inculcandoci delle insicurezze o anche, più semplicemente, creando intorno a quel prodotto un clima di simpatia, allegria e/o condivisione.
L’universo infantile evidenzia, inoltre, una diffusa, precoce assimilazione, di un comportamento di tipo consumistico, verosimilmente mutuato dai genitori (o dai modelli televisivi).
È quindi una strategia, studiata ad hoc e curata nei minimi particolari, quella che seduce (o mani- pola) l’immaginario infantile, il quale rappresenta un obiettivo primario della comunicazione dei brand.
Il “nag factor” è il tormento (richieste insistenti, capricci) che un bambino sottoposto alla pubbli- cità dà ai genitori, affinché acquistino per lui un determinato prodotto, compreso il cosiddetto cibo spazzatura, su cui le grandi compagnie spendono per la pubblicità alte cifre e anche, scientifica- mente, come rendere bambini e adulti dipendenti da alimenti grassi e ricchi di zuccheri.
Che fare? …..continua nel libro





giovedì 23 marzo 2017

DALLA CULLA IN POI: BAMBINI E FAMIGLIE, VITTIME DELLA PUBBLICITÀ E DEL CONSUMISMO.

DALLA CULLA IN POI: BAMBINI E FAMIGLIE, VITTIME DELLA PUBBLICITÀ E DEL CONSUMISMO. 
Cari genitori: se serve qualcosa costa meno comprarlo che accettare regali dalla pubblicità: lo pagherete nel tempo di più e sarà, spesso, di qualità inferiore. Nulla è gratis: rischiate dati personali e altro. Insegnatelo anche ai vostri figli.
NON FIRMATE COUPON ove vi promettono regali, riviste, creme, corsi che vi vengono offerti fin da prima della nascita del bebè o subito dopo o, almeno, pensateci bene prima. Cecate e comprate il necessario.
Con il termine “consumismo” si indica il bisogno cronico di acquistare continuamente nuove merci e nuovi servizi, con scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata, alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e smaltimento.
IL CONSUMISMO È INDOTTO DALLA PUBBLICITÀ E, PURTROPPO LE FAMIGLIE E I BAMBINI SONO UN OBIETTIVO E UN TARGET INTERESSANTE SIN DA PRIMA DELLA LORO NASCITA: IL MESSAGGIO CHE SI DÀ AI GENITORI È “SE LO AMI, DEVI SPENDERE E ACQUISTARE PER LUI/LEI QUESTO O QUEL PRODOTTO, QUESTA CREMA, O QUEL LATTE”. Leggete qui: http://www.nograzie.eu
Ma la pubblicità non è solo quella tradizionale, esplicita e diretta, quasi scontata: oggi ne esistono altre molto più subdole e ammiccanti come, per esempio, alcune nelle quali vengono coinvolti personaggi di fama (detti spesso “juke box”), oppure “pennivendoli” che dicono o scrivono tutto quello che la multinazionale di turno vuol far dire, dietro compenso…o ritorno d’immagine. L’obiettivo è indurre bisogni e vendere sempre e comunque qualcosa.
Con la pubblicità si cerca di creare la necessità dell’acquisto (consumismo) con lo scopo di creare il desiderio di seguire una moda,  ma ricordiamoci che quasi il 50%, della spesa del prodotto…che poi paghiamo, viene investito in attività di marketing.
Altra modalità di comunicazione avviene grazie anche ai nostri indirizzi mail e al cellulare che forniamo, se richiesti, per avere delle card promozionali che finiscono in banche dati, utilizzate da tutte le aziende che ne hanno interesse: dalla campagna promozionale di sconti all’organizzazione di eventi pseudo - gratuiti. La campagna è molto allettante: vi fa balenare l’idea che è un affare e dietro all’idea di un affare si acquistano beni inutili. L
Esistono poi strategie psicologiche studiate ad arte per fregarci…e ci riescono benissimo. Ad esempio, la pubblicità induce le persone ad acquistare beni superflui associando le merci di consumo di massa ai loro desideri inconsci, soddisfacendo o facendo credere loro  di appagare i loro più reconditi ed egoistici desideri, così da renderli “felici” e, quindi, mansueti.
Alcune sere fa ho seguito  lo spettacolo “Le Iene” ove minorenni hanno dichiarato di prostituirsi per comprarsi vestiti. ALTRO bell’effetto di questa società alla ricerca del PIL L

BAMBINI: FACILI PREDE DEL CONSUMISMO
Dagli anni Settanta in poi, complici le mutate esigenze della vita quotidiana, un numero sempre più rilevante di genitori trascorre sempre meno tempo con i propri figli. Ne consegue un senso colpa che, spesso, è alleviato con regali a profusione. Il mercato dell’infanzia si amplia a dismisura: i fatturati delle aziende produttrici di giocattoli, abbigliamento, videogiochi, s’impennano fino a primeggiare tra i maggiori titoli quotati in Borsa. Si comincia ad “allevare” un nuovo tipo di bambini: dei piccoli imperatori, un po’ tiranni e molto soli.
Seguendo questo modello comportamentale si rischia di togliere ai bambini il piacere del desiderio con conseguenze anche pericolose. Recenti fatti di  cronaca purtroppo  parlano spesso di adolescenti che per appagare i loro desideri sono diventati dipendenti da  alcol, droghe, sesso esasperato, sport estremi o autolesionismo.
I  bambini, spesso, sono condizionati dalla TV e  subiscono  continuamente l’influenza della pubblicità di giochi, merendine, abbigliamento ed accessori vari. Tutti messaggi, questi, che i bambini colgono e propongono sotto forma di richieste ai genitori, i quali, talvolta, trovano più sbrigativo esaudire i desideri dei figli che chiedersi se davvero fanno il loro bene.Una particolare attenzione quindi va rivolta ai bambini affinché non finiscano nelle mani del consumismo e non diventino così adolescenti costantemente stressati, lanciati all’inseguimento del gruppo e di modelli irraggiungibili e, in futuro, adulti nevrotici.
Non sottovalutiamo che i bambini hanno strutture mentali ancora in via di formazione e minime barriere culturali, per cui ogni presenza estranea all’ambito propriamente infantile non è considerata innocua o casuale, ma piuttosto percepita in termini di un’inquietante intrusione.
Nonostante la capacità di spesa diretta dei bambini sia necessariamente contenuta, si tratta per le aziende di un investimento pubblicitario di grande rilevanza. Infatti, non soltanto i bambini sono in grado di “condizionare” fortemente la scelta d’acquisto di beni importanti (casa, auto, viaggi, computer) ma rappresentano, soprattutto, i decisori dell’acquisto dei prossimi anni; un target da raggiungere, e fidelizzare, anticipando la concorrenza. Si comprende quindi l’importanza che l’industria attribuisce alla comunicazione che raggiunge questa fascia di popolazione, un vero e proprio investimento sul proprio futuro commerciale.
L’universo infantile evidenzia, inoltre, una diffusa, precoce assimilazione, di un comportamento di tipo consumistico, verosimilmente mutuato dai genitori (o dai modelli televisivi).
È quindi una strategia, studiata ad hoc e curata nei minimi particolari, quella che seduce (o manipola) l’immaginario infantile il quale rappresenta un obiettivo primario della comunicazione dei brand.
Che fare? Intanto prendiamone coscienza.



giovedì 9 marzo 2017

PUBBLICITA' PERVASIVA E INTRUSIVA: ATTENTI ALLE OFFERTE GRATUITE

PUBBLICITA' PERVASIVA E INTRUSIVA: ATTENTI ALLE OFFERTE GRATUITE E A FORNIRE I VOSTRI DATI PERSONALI
Cari genitori e ragazzi
La pubblicità sta cambiando volto e si fa sempre più subdola e intrusiva nella nostra vita. Una volta era chiara ma ora appare occulta in articoli pseudoscientifici  o dilaga su blog e siti. Non riesci a liberartene neanche da servizi a pagamento oltre che dalla TV di Stato e altre. Sta inoltre affinandosi e ora sta arrivando a nuove modalità per ottenere dati personali e inviare messaggi promozionali o, peggio, "vendere" i vostri dati ad altre agenzie:
1) Petizioni su nobili motivi: ne fai una e da allora sarai ricompensato con richieste di altre petizioni che serviranno...a raccogliere dati personali e inviare altre petizioni. In alcuni paesi i dati vengono poi passati ad altri
2) Società commerciali e assicurative invitano a cliccare per far avere gratuitamente materiali o apparecchiature mediche a Ospedali o Cliniche (apparecchi che dovrebbero essere forniti di routine). Anche qui si clicca, si forniscono i dati e ...siete inquadrati
3) Inviti a genitori a iniziative sulla salute , per es. dei bambini, in località di richiamo. Iscrizione obbligatoria con obbligo di accettare di ricevere pubblicità e news (altrimenti non ti puoi iscrivere)
Consiglio: cercate di evitare di aderire se vi obbligano a fornire i dati. State attenti a segnalare, se consentito, di non essere ricevere offerte o promozioni soprattutto di terze parti.
Esiste anche il rischio di attacchi informatici (virus, malware, trojan ecc.)




venerdì 29 gennaio 2016

Health Literacy ovvero FACCIAMO LA SALUTE INSIEME: Un esempio? la scuola Contubernio d'Albertis

Health Literacy ovvero FACCIAMO LA SALUTE INSIEME: Un esempio? la scuola Contubernio d'Albertis
Sabato 23 bellissimo incontro alla Scuola Contubernio d'Albertis con insegnanti e genitori sulla salute dei "NOSTRI" bambini.  Qui sotto foto con il Preside Gianluigi Magaglio e la Mestra Manuela Montani Capasso.Ho illustrato anche la Manovra antisoffocamento ma abbiamo parlato a tutto tondo di educazione, genitorialità, stili di vita, situazione sociale e come è importante riappropriarci della nostra vita e recuperare valori dimenticati dietro alla spinta del consumismo, per il bene dei nostri figli ..e per noi stessi.
Alcune parole chiave sono: AUTOMUOTUOAIUTO, FARE E NON DELEGARE, INSIEME CONTRO LA DROGA PIU' DIFFUSA E DANNOSA:LA PUBBLICITA' che porta avanti cattivi stili di vita e dipendenze (vedi alcol e gioco d'azzardo). Ci rivedremo su temi, per rispondere a domande di genitori e insegnanti e per fare lezioni di PRIMO SOCCORSO ai bambini della scuola materna e delle elementari. Si avete capito bene: scuola materna..perchè i bambini a 4-5 anni sono più ricettivi e sensibili di molti adulti e di molti gestori della salute pubblica.




martedì 8 aprile 2014

ATTENTI GENITORI ALLA PUBBLICITA' CHE VI FA SPENDERE, Iniziativa Nativity

Che....tristezza...anche il Ministro approva una iniziativa di induzione di bisogni. Non abbiamo risorse per i bambini e le famiglie e si crea un sistema ove  fanno visite gratuite ((RICORDATE CHE GRATIS NON E' NIENTE: QUALCUNO PAGA SEMPRE E IN GENERE CHI HA PIU' BISOGNO PAGA DI PIU') a chi non ne ha bisogno in un sistema nato per tante cose ma non certo con l'obiettivo PRECIPUO della salute dei bambini e delle famiglie. E mentre tanti operatori sanitari lottano per evitare esami inutili che tolgono risorse a chi ne ha bisogno le Istituzioni si fanno coinvolgere??? Guardate Slowmedicine e l'iniziativa "Fare di più non significa fare meglio": questa sì che dovrebbe essere appoggiata dal Ministro. Genitori e pediatri aprite gli occhi http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=20828&fr=n
Dietro alla frase "Prevenire è meglio che curare" sono avvenuti negli anni tanti misfatti e danni.Bisogna prevenire il prevedibile mente la "Screeningite" è di per sé una malattia!!
Esiste un termine "Disease Mongering" che significa "Guadagnare con le malattie" inducendo bisogni (se non creando malattie da non malattie). E questo avviene anche con le cure naturali, le medicine alternative e coloro che vanno contro BIG PHARMA che ha le sue, GRANDI, colpe ma ormai la globalizzazione del mercato riguarda anche e soprattutto la pubblicità di tutto. E tra queste l'iniziativa ove si offre gratis (apparentemente) qualcosa.....Oltre la tristezza..nauseato e da Istituzioni, professionisti e anche dispiaciuto da coloro che ci cadono non riuscendo a capire che ..ci fregano
Alberto Ferrando


domenica 15 settembre 2013

Pubblicità e dipendenze, gioco d'azzardo, soffocamento, droga

Oggi al Porto Antico. Abbiamo parlato dell'Influenza della pubblicità. Insieme a Gianni Testino, giorgio Schiappacasse,Marina Costa. 
Io con il manichino x la manovra antisoffocamento quale esempio di disinteresse di....un pò tutti diciamolo: di noi, dei media, della societò e della pubblicità: se non ci sono interessi economici, commerciali o attrattiva di gioco o divertimento......si prefersisce pensare ad altro. E allora a parole tutti preoccupati per alcol,  droga, gioco d'azzardo ma poi si preferisce pensare ad altro. E' una constatazione e non una accusa......ma pensiamoci: 2 giorni fa una donna di 62 anni a Genova è morta per soffocamento da cibo. il 22 e il 23 agosto due casi: a Bari bambino di 3 anni in coma per ipossia da soffocamento da polpetta all' IKEA, a Pavia bambino di 2 anni morto a casa per soffocamento da gnocco.... FORSE SE QUALCUNO AVESSE CONOSCIUTO LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO????? Vedete il sito www.apel-pediatri.org e.....non lo dico per portare sf...ortuna ma guardate che queste cose possono succedere anche a noi e non solo agli altri




17,45 PORTO ANTICO: dibattitosu pubblicità. Leggete anche mal di gola, vomtio e artrite dell'anca

Cari genitori oggi  al PORTO ANTICO, SALETTA VINCENZO CERIAMI (DIETRO ALLA LIBRERIA DEL PORTO ANTICO) , alle 17,45 dibattito pubblico, insieme a Gianni Testino, Giorgio Schiappacasse  e alla dott.ssa Costa , sulla Pubblicità. Articolo qui: PUBBLICITA' E BAMBINI" "NAG FACTOR" 
Qui sotto alcuni articoli pubblicati a stampa (tovate anche sui siti www.apel-pediatri.org e www.ferrandoalberto.eu)






venerdì 13 settembre 2013

PUBBLICITA' E BAMBINI" "NAG FACTOR" Domenica (tanto piove potete venire) al Porto Antico


PUBBLICITA’ E BAMBINI: domenica al PORTO ANTICO, SALETTA VINCENZO CERIAMI (DIETRO ALLA LIBRERIA DEL PORTO ANTICO) , alle 17,45 dibattito pubblico, insieme a Gianni Testino e alla dott.ssa Costa sulla Pubblicità. Come Pediatra parlerò dell’influenza sui bambini visti come “piccoli consumatori” e, non solo, : come “induttori di spesa" per la famiglia” attraverso la loro “fidelizzazione” ad una marca possono mettere in atto pretese, capricci, tormenti (Nag factor) per ottenere quanto pubblicizzato. Non è detto che  tutto quanto pubblicizzato sia dannoso ma almeno in alcuni casi avviene una induzione a “cibi spazzatura” a comportamenti e mode a rischio se non praticate in modo adeguato (vedi tatuaggi o altro) all'uso e consumo di prodotti alcolici o stimolanti o a stili di vita “imprudenti”.
PRIMO CONSIGLIO "PRATICO" EVITATE LA TV IN CUCINA E IN CAMERA DEI BAMBINI
I bambini concepiscono la pubblicità come parte integrante dei programmi televisivi, in particolare quando ritrovano i personaggi preferiti dei cartoni animati che si rivolgono a loro in prima persona, o ancora quando si compiacciono nel vedere i biscotti che hanno appena mangiato a colazione o i giochi con i quali trascorrono parte della giornata. UNA volta la pubblicità era circoscritta all'interno di uno spazio di programmazione determinato e limitato. Oggi la pubblicità si trova in tutti i programmi, anche all’interno o con sritte a lato. Si trova alla TV e su Internet (anche sui filmati e sui social Network).  Quanto trovate qui sotto è ratto da una “vecchia” intervista pubblicata a questo indirizzo: http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=1645&id_area=143 fatta alla dott.ssa Anna Oliverio Ferraris sulla pubblicità e, in particolare sul così detto Nag Factor o “Fattore Assillo”.
La pubblicità si basa sul fatto che il pubblico è influenzabile.  Di fatto tutti siamo influenzabili. Viviamo sotto un bombardamento costante di stimoli che ci indirizzano ad acquisti e anche a mode ed opinioni prefabbricate (anche politiche e religiose). L'obiettivo dei 'manipolatori' di professione è quello di condizionarci facendo appello ai sentimenti, alle emozioni, facendoci sentire inadeguati o esclusi, inculcandoci delle insicurezze o anche, più semplicemente, creando intorno a quel prodotto un clima di simpatia, di allegria e/o di condivisione.
Il nag factor  significa  'tormento' (richieste insistenti, capricci) che un bambino sottoposto alla pubblicità dà ai genitori affinchè acquistino per lui un determinato prodotto come mangiare determinati alimenti, compresi i cosiddetti cibi spazzatura , su cui le grandi compagnie spendono per la pubblicità alte cifre.
Una campagna pubblicitaria ben congeniata può mettere in crisi il rapporto genitore-bambino: il piccolo a cui si dice che una serie di prodotti sono 'per lui', considera 'cattivo' l'adulto che non soddisfa le sue 'legittime' richieste.  Se il messaggio che proviene dai media contrasta apertamente con la volontà dei genitori, questi dovranno fare un lavoro supplementare per convincere i figli a seguire la loro linea educativa; in caso contrario ad avere la meglio saranno i messaggi pubblicitari, nuovi educatori di molti bambini contemporanei.
Si inizia  dai 2 anni in su ma  anche ad età inferiori con  strategie volte a manipolare le emozioni. L'obiettivo è triplice: rendere i bambini insistenti nella richiesta di determinati prodotti indirizzati a loro (nag factor); ottenere che con le loro richieste influenzino gli acquisti degli adulti (non solo cibi e giocattoli ma anche prodotti per la casa, auto, telefonini ecc.); fidelizzarli, appunto, ad una marca, una confezione, uno slogan che acquisisce, per il piccolo consumatore, una risonanza emotiva che, nelle intenzioni dei pubblicitari, dovrebbe accompagnarlo anche negli anni successivi, così da renderlo dipendente da quel determinato prodotto per molti anni ancora...
Per ottenere questi risultati, collaborano psicologi, sociologi, esperti della comunicazione.
Con i più piccini funzionano gli animali, i movimenti lenti (che annoiano gli adulti), i colori, i ritmi musicali, le rime semplici e orecchiabili (jingle), piccole vicende di vita quotidiana e naturalmente le confezioni (p. es. degli alimenti) rappresentano un aspetto primario: se l'obiettivo è condizionare (non convincere), la qualità del prodotto è irrilevante rispetto alla confezione.
Altre tecniche -variabili con l'età - sono le collezioni di giocattoli o figurine che vengono 'regalati' con il prodotto, i cibi modellati (forme di animali e personaggi dei fumetti) e colorati artificialmente, l'abbinamento con personaggi dei cartoni.
Con i più grandi funzionano le star del calcio, del cinema e della musica pop. A questo proposito è importante ricordare che il senso critico, anche quando è sviluppato, non sempre ha la meglio sulle emozioni e i desideri. Ci sono anche tecniche più subdole che mirano a 'inoculare', nella mente di bambini e ragazzi, insicurezza e insoddisfazione nel caso in cui non riescano a venire in possesso di un determinato prodotto; a volte la frustrazione può creare una vera e propria ferita narcisistica se altri bambini o ragazzi sono invece in possesso dello status simbol del momento, se sono più belli, più fortunati ecc. C'è per molti lo sconfortante confronto tra la propria vita, il proprio ambiente familiare e quello invece gioioso e brillante in cui si muovono i protagonisti degli spot, coetanei degli spettatori.
Infine, la pioggia di pubblicità cui sono sottoposti i bambini ha anche l'effetto di promuovere, inconsapevolmente, giorno dopo giorno, esposizione dopo esposizione, una mentalità materialistica: valori, felicità, rapporti personali sono tutti legati al possesso di qualcosa e se non si possiedono i prodotti di moda in quel momento ci si sente inquieti, infelici, incompleti...

Ricordiamo inoltre che un bambino ha una visione ottimistica della pubblicità. Così come ottimistico e fiducioso è il suo rapporto con gli adulti. Prende alla lettera le informazioni. Non pensa che lo si voglia ingannare o strumentalizzare. Anche quando distingue gli spot da altri programmi o capisce che la pubblicità serve per vendere, pensa ai 'consigli per gli acquisti', non a condizionamenti o a sottile tecniche di persuasione. D'altro canto, sono molti gli adulti che pensano allo stesso modo e seguono diligentemente i 'consigli'.  La pubblicità mirata a vendere è persuasiva tende ad influenzare e sedurre affiancando alla marca e al prodotto stimoli che non c'entrano nulla con le caratteristiche del prodotto. Si punta alle emozioni, si creano delle suggestioni, dei climi, delle atmosfere... Le stesse tecniche sono ampiamente usate anche nella campagne politiche: il viso rassiucrante o ridente del candidato, oppure lo slogan accattivante che si imprime nella memoria, vale, per l'elettore ingenuo, più del programma elettorale.
Il Nag Factor rischia di togliere autorevolezza e anche sicurezza ai genitori nel momento in cui - per stanchezza, sensi di colpa, timore che il proprio figlio possa sentirsi discriminato o inferiore ai compagni - cedono a richieste a cui non avrebbero voluto cedere.


I genitori cosa possono fare? come difendere i propri figli? I genitori di oggi dovrebbero riflettere di più sui principi educativi da adottare con i bambini e i ragazzi di questa nostra epoca. Nel giro di pochi decenni ci sono state enormi trasformazioni nello stile di vita sociale, familiare, individuale e di coppia. La scuola è in crisi e televisione e play station occupano uno spazio eccessivo nell'arco della giornata. La televisione è dominata, oggi, da una logica commerciale. Bisogna comprendere quali sono i reali bisogni di crescita di bambini e ragazzi e contrastare forme di dipendenza precoce che non preparano a sufficienza alla vita che verrà e indirizzano al consumo di prodotti o sostanze che possono essere dannosi






martedì 10 settembre 2013

PUBBLICITA' E BAMBINI


Cari genitori domenica dibattito pubblico su un tema importatissimo: LA PUBBLICITA' E I BAMBINI. 
Non è un tema  da poco. la pubblicità condiziona, anche se non ce ne rendiamo conto, scelte, comportamenti e dobbiamo essere consci di questo.
Si svolge alla Festa democratica ma il tema è trasversale, nè di destra nè di sinistra (se ancora esistono: di fatto abbiamo i problemi, tanti, "bipartisan" (vi saluto con il consiglio di ascoltare questa canzone di Giorgio Gaber)

DOMENICA 15 SETTEMBRE – ORE 17.30 FESTA DEMOCRATICA - Porto Antico

La Pubblicita’: il vero tossico da combattere

Moderatore: Gianni Testino Referente centro collaboratore OMS

Relatori 
Giorgio Schiappacasse - Primario psichiatra

Alberto Ferrando - PEDIATRA DI FAMIGLIA Presidente Federazione Ordini Medici Liguria

Marina Costa - Ministero della Salute
 Temi: alimentazione, alcol, gioco d’azzardo

Interventi preordinati delle Associazioni



domenica 10 febbraio 2013

ATTENTI ALLA PUBBLICITA' DEI FARMACI, ENURESI, NON MI MANGIA

CARI Genitori
Qui sotto nel blog www.ferrandoalberto.blogspot.it alcuni articoli di quotidiani di oggi con qualche spunto su temi che abbiamo discusso e su cui torneremo:
- Il "caso" TAMIFLU ovvero la correttezza della informazione scientifica e il mercato dei farmaci
- Enuresi notturna: consideriamola ma non colpevolizziamo nessuno
- Il  bambino che non mangia (per fortuna sua perché quelli che mangiai sono cicciotti)
Questi articoli si troveranno anche sul sito www.ferrandoalberto.eu oltre che sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it
Buona giornata (un po' fredda ma uscite) in attesa della neve
Alberto Ferrando




venerdì 30 novembre 2012

ATTENTI ALLA PUBBLICITA' E ALLA MANIPOLAZIONE CHE CI FANNO

Cari Genitori
Più volte vi ho segnalato di non tenere la TV in cucina né in camera del bambino sia per alcuni spettacoli (telegiornali) che rasentano la violenza assistita che per la pubblicità che studia in modo scientifico come indurre dei comportamenti e modificare le abitudini dei bambini. Inducendoli a bere bevande gassate e alimenti di vario tipo.
VI segnalo quanto segnalato ai pediatri dal neuropsichiatra Masnata e pubblicato sul quotidiano "Le Monde"(tradotto e sintetizzato) del 21 novembre 2012. Quanto segnalato si inserisce istrategie ben decsritte e codificate come nel libro di Joel Bakan ‘Assalto all’Infanzia’ che spiega bene come queste cose avvengano a vantaggio dei produttori di alimenti insani, farmaci inutili, tabacco, e a danno della salute e dell’istruzione :

"Nell’autunno 2012 appare, nella settimana in cui sono  resi noti i Premi Nobel, uno studio nel « serio » New England Journal of Medicine che afferma che esiste una correlazione estremamente significativa tra consumo di cioccolato di un Paese e numero di Premi Nobel del Paese stesso. Lo afferma l’autore, Franz Messerli, cardiologo, che ammette comunque che una correlazione non significa necessariamente un legame causa - effetto. Ma sottolinea i benefici effetti dei flavonoidi antiossidanti del cacao, che migliorerebbero le capacità cognitive. Messerli giudica possibile ma improbabile l’inverso: che nei Paesi più istruiti e ricchi (e dove si fa più ricerca)  siano più conosciute le virtù del cioccolato e che perciò se ne mangi di più … L’astuzia pubblicitaria è che il grande pubblico non nota che se X e Y sono statisticamente correlati, questo non significa che uno è la causa dell’altro.
James Winters e Sean Roberts, ricercatori britannici in materia di scienze del linguaggio e cognitive (http://replicatedtypo.com/chocolate-consumption-traffic-accidents-and-serial-killers/5718.html) hanno preso in giro Messerli applicando il suo procedimento e hanno trovato significative correlazioni tra consumo di cioccolato e numero di serial killer.
Un partecipante al blog scrive : ciò che sconcerta è che riviste mediche prestigiose come il NEJM continuano a pubblicare studi epidemiologici assurdi come questo e su soggetti come l’alimentazione, il tabagismo passivo ecc."
Detto questo mangiate volentieri il vostro cioccolato senza eccedere (e soprattutto senza sperare di prendere un Nobel.
ALBERTO FERRANDO

Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto

Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto Guida per genitori, nonni e insegnanti — revisione agosto 2026 Quando un bam...