Visualizzazione post con etichetta AFFETTO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AFFETTO. Mostra tutti i post

venerdì 10 gennaio 2014

SELEZIONATE GLI INTERESSI: VIVERE LA VITA E' STABILIRE ANCHE DELLE PRIORITA'. Olimpia

Si trova su Facebook ma non tutti sono su Facebook. E mi fa piacere condividere con Voi. Quanto ci lasciamo portare via da cose inutili e quanto rimpiangiamo poi ...le palline da golf...magari anche i sassolini...e abbiamo occupato la vita con la sabbia...LEGGERE PER CAPIRE. Qui sotto ho in braccio un bel bambolotto...vero, di nome Olimpia di 2 mesi..
Alberto Ferrando

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una parola, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Quindi egli chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto che lo era.

Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vas
o. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.

Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '

Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ..

'Ora', disse il professore non appena svanirono le risate 'Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni preferite - e se tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita sarebbe ancora piena. I sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la macchina.. La sabbia è tutto il resto - le piccole cose.

'Se mettete la sabbia nel barattolo per prima,' ha continuato, 'non c'è spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso vale per la vita.

Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose che sono importanti per voi.

Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità.

Trascorrere del tempo con i vostri bambini. Trascorrere del tempo con i tuoi genitori. Visita i nonni. Prendete il vostro coniuge a portatelo a cena fuori. Gioca un altro 18 anni. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa e falciare il prato.

Prenditi cura delle palle da golf prima - le cose che veramente contano. Stabilisci le tue priorità. Il resto è solo sabbia.


Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise e disse: 'Sono contento che hai chiesto.' Le birre dimostrano che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre con un amico.







venerdì 8 febbraio 2013

Coppie gay e adozione. Omofobia

Cari Genitori
Sul forum di discussione dei pediatri si sta discutendo della adozione di figli da parte di coppie omosessuali. Il tema rivela alcuni preconcetti, per non dire pregiudizi e atteggiamenti di omofobia.
I temi sessuali e sul sesso hanno alla base affettività e sentimento e sono complessi. Fino al 1974 l'omosessualità rientrava tra le malattie e ancora oggi esiste una ignoranza sul tema ma è una realtà che non possiamo ignorare e è veramente avvilente vedere ghettizzata.
A OGNUNO DI NOI può capitare di avere in casa o tra gli amici degli omosessuali. Cambia qualcosa a livello di amicizia e di amore?
Avere un figlio omosessuale? Può succedere..non è più vostro figlio? Vedete questo sito di Genitori con figli omosessuali www.agedo.org.
Omosessualità e figli, omosessualità e genitorialità, omosessualità latente, intersessualità. Esistono e vanno conosciute. E rispettate.
Per la discussione ho interpellato un amico, Roberto Todella, Presidente del CIRS: Centro Interdisciplinare per la Ricerca e Formazione in Sessuologia. Riporto spunti di meditazione per tutti e riflettiamo prima di dare parerei, opinioni o partire lanncia in resta  pensando che le cose sono bianche o nere.
Siamo tutti coinvolti direttamente o indirettamente. Cerchiamo di evitare di far soffrire con atteggiamenti assolutistici

Alberto Ferrando


Caro Alberto, questo è il mio contributo al dibattito sulle adozioni, un tema che sarà bene affrontare in un incontro e non per mail. Giralo tu a tutti gli indirizzi degli interessati. A presto. Ciao Roberto


L’amico e collega Ferrando mi ha fatto partecipe di questo interessante scambio di opinioni e volentieri ne prendo parte. Il tema è alquanto delicato e complesso e va ben oltre il parere sull’adozione delle coppie omosessuali, come le mail che ho letto dimostrano.
Con l’Ordine abbiamo fatto diversi incontri (ed ora mi sembra ancora più opportuno programmarne ulteriori) sui temi dell’identità di genere e sull’orientamento sessuale. Credo che sia quella la sede, un incontro dedicato, per ascoltare i pareri e confrontarci, le mail sono troppo limitate.
Il vero problema è la poca conoscenza, anche da parte del mondo scientifico, dell’argomento “identità sessuale” nelle sue (diverse) componenti per cui, a fronte di una derubricazione dell’omosessualità nel 1974 da parte del DSM, quindi della comunità scientifica internazionale,  il pregiudizio e l’omofobia  restano ancora molto diffusi.
Parliamo di natura e cultura come se la nostra identità di genere (sentirsi maschio o femmina o altro) il nostro ruolo di genere (ciò che facciamo e come ci comportiamo rispetto al genere) e il nostro orientamento sessuale, dipendessero esclusivamente dalla natura o dalla cultura e non fossero la risultante di entrambi, così varia e complessa da esprimersi in molteplici sfumature. Però tutte le persone, da quelle più “normali”, al macho, alla femme fatale, al trans, al gay virile a quello effemminato (raro), alla lesbica mascolina,  a quella femminile, hanno gli stessi bisogni: stabilire relazioni affettive e sessuali, amare e sentirsi amati. Ed essere rispettati.  Faccio questa premessa, perché il vero problema e la (mia) maggiore perplessità rispetto alle adozioni da parte di coppie omosex non è per il ruolo più o meno idoneo degli omogenitori (essere genitori “sufficientemente” buoni dipende fondamentalmente da molti fattori e l’orientamento sessuale non è certo così importante) ma è l’ambiente, spesso ostile e omofobico, con il quale quei figli dovranno confrontarsi, con le persone che mostreranno stupore o faranno affermazioni sarcastiche sapendo della loro insolita coppia genitoriale, delle derisioni alle quali potranno essere oggetto da parte di compagni di scuola cresciuti da genitori “rigorosamente eterosessuali” ma pesantemente omofobici: per questi ultimi mi sento preoccupato. Quando i ragazzi omosessuali, quelli veri, non i figli adottati dai gay(che non hanno alcuna maggiore probabilità di diventare gay), potranno vivere ed esprimere serenamente la loro inclinazione affettiva e sessuale senza temere violenze, bullismo e discriminazioni, allora cadranno a mio avviso le vere perplessità all’adozione.
Mi è difficile non pensare anche allo stesso dramma che vivono le persone dall’identità di genere diversa (trans gender, transessuali ). Nel lungo e difficile percorso che intraprendono per costruire quell’identità che sentono autentica, devono affrontare, più che le difficoltà della trasformazione, l’ostilità e il giudizio dell’ambiente. I colleghi che lavorano in tale ambito (endocrinologi, chirurghi plastici, uro-andrologi, psichiatri e psicoterapeuti, ecc. ) conoscono bene le difficoltà di cui parlo.
Ancora qualche considerazioni delle tante che si possono fare: un omosessuale maschio non si sente femmina (sono i trans gender e transessuali che non si riconoscono nel loro sesso biologico e gli omosessuali definiti “checche isteriche” popolano la commedia all’italiana più che la realtà) per tanto può rappresentare per un figlio un modello maschile analogo a un uomo eterosessuale. Allo stesso modo una madre lesbica non sarà necessariamente un modello meno femminile per la figlia femmina (quanti figli, nelle generazioni passate,  hanno avuto padri e madri omosessuali senza mai saperlo e ciò che a loro è più facilmente mancato non è un “modello di genere” adeguato ma forse la serenità di un genitore che è stato costretto ad una vita non autentica per adeguarsi agli stereotipi della società).
La qualità del legame affettivo tra genitori e figli, credo che siamo tutti d’accordo, non ha  a che vedere con l’orientamento sessuale.   Buona parte dei paesi europei a noi culturalmente vicini, ammette o sta per ammettere (Francia) l’adozione da parte di coppie gay, questo non significa doverli per forza imitare, ma ad oggi gli studi scientifici dimostrano  che non ci sono rischi particolari per quei bambini. In Italia siamo incredibilmente ancora lontani dal riconoscimento delle coppie di fatto (etero ed omo), per cui le adozioni sono una realtà alla quale credo arriveremo  ma tra molto tempo. Ritengo invece che come medici dovremmo ritenere urgentissimo occuparci della sofferenza e delle difficoltà di quei bambini che alla pubertà sentono emergere la loro spinta omosessuale ed iniziano un’adolescenza che sarà ben più difficile degli altri ragazzi. E sempre come medici dovremmo anche pensare a come aiutare e sostenere quei genitori che si confrontano con l’imprevista scoperta dell’omosessualità di un figlio. Nel dare questi aiuti  urgenti (lo testimoniano le cronache di suicidi di ragazzi e le violenze) e nel favorire una nuova cultura libera da stereotipi vecchi e non più accettabili, forse anche la lontana prospettiva di una legge per l’adozione da parte di coppie gay apparirà diversa e ci farà meno paura.
Queste sono solo alcune considerazioni, nelle mail ne ho lette tante altre, interessanti e condivisibili. Spero con Ferrando di organizzare presto un incontro all’Ordine per ritrovarci e confrontarci ancora.
Un saluto a tutti. Roberto Todella
C.I.R.S. (Centro Interdisciplinare Ricerca e Formazione in Sessuologia- Genova)



sabato 14 luglio 2012

GUIDA PER GENITORI:I bambini non sono mini esseri umani con mini diritti. Consiglio d’Europa

IN ATTESA DEL GARANTE PER L'INFANZIA
Cari Genitori
Sul sito www.ferrandoalberto.eu e sul sito www.apel-pediatri.org trovate una utile ed interessante "GUIDA PER GENITORI". Link diretto: GUIDA PER GENITORI DI SAVE THE CHILDREN

Abbiamo già discusso qui e su facebook della necessità, anzi direi della indispensabilità, di una educazione  senza violenza, nè fisica nè psicologica. La sculacciata, la sberla, la sgridata NON sono sistemi educativi. So che direte tanto io sono stato tirato su bene così (non diamoci delle valutazioni da noi stessi :-) che siamo venuti bene non spetta a noi dirlo) e da piccolo mi ....... (vedete in fondo dichiarazione ONU del 2006).
Leggete con calma il volumetto di cui farò una breve trattazione a puntate, focalizzando alcuni punti. Magari "a spizzichi e bocconi" riuscirete a leggerlo. Con i ritmi di vita che abbiamo, anche in vacanza, salvo eccezioni, anche se animati da buone intenzioni pochi riescono a leggere tutto il volumetto. Qui sotto puntate alla "Tex Willer" che magari arricchiremo con qualche vostro contributo, se giunge (e sono sicuro di si).
Alcuni si chiederanno? Allora ho sbagliato? Debbo cambiare? Avrò creato dei danni? Oppure diranno: tutte scemate! I nonni facevano così!! ecc. ecc. Ricordo solo che il mondo cambia, cambia la società, cambiano i tempi e cose che si facevano una volta vengono dimostrate utili ed efficaci ed altre no. Tra quelle no c'è questa dei danni della violenza. Dimostrata con studi scientifici riportati nel volume.
Ricordo anche una definizione , negativa, della esperienza "FARE MAN MANO CHE GLI ANNI PASSANO GLI STESSI ERRORI CON MAGGIOR ARROGANZA E PRESUNZIONE".
Per chi ha bambini piccoli la guida è utilissima e è una occasione di una riflessione per chi li ha grandi senza riempirsi di sensi di colpa o di fare accuse tra coniugi. E' una occasione di riflessione, di scambio di opinioni tra genitori e non di conflitto nè di colpevolizzazione. Il mono è cambiamento, sperando che sia un miglioramento, è mettersi in gioco e capacità di cambiare cose che non vanno o che potrebbero andare meglio.
PECCATO NON PARLI DELLA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO MA RIMEDIAMO NOI.NOI TUTTI CON I PEDIATRI E L'AMICO SQUICCIARINI

Intanto una delle cose più importanti la metto qui.
page28image1512

AFFETTO SIGNIFICA PROTEZIONE FISICA ED EMOTIVA. UNA FAMIGLIA IN CUI C’È UN CLIMA DI AFFETTO È FONDAMENTALE PER POTER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE
Una famiglia in cui c’è un clima di affetto è fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi a lungo termine. Cosa fanno i genitori per far sentire affetto ai loro figli? 
  1. li confortano quando soffrono o sono spaventati; 
  2. li ascoltano;
  3. dimostrano di amarli, anche quando sbagliano;
    1. tengono conto anche del loro punto di vista;
    2. giocano con loro;
    3. ridono insieme a loro;
    4. li sostengono quando devono affrontare una prova; D li incoraggiano di fronte alle difficoltà;
    5. gli dimostrano che credono in loro;
    6. riconoscono il loro impegno e i loro successi;
    7. dimostrano di avere fiducia in loro;
    8. si divertono insieme a loro;
    9. li abbracciano;
    10. leggono per loro;
    11. dicono “Ti voglio bene”. 

    PRIMA PUNTATA:
    Essere genitore è una delle esperienze più straordinarie della vita. Ci permette di provare sentimenti di enorme gioia, amore, orgoglio, emozione e felicità. Ci spinge a dare il meglio di noi, ma allo stesso tempo può mettere alla prova la nostra pazienza e la nostra capacità di gestire lo stress. A volte può spingerci alla rabbia e alla violenza.


    Tutti i genitori, indipendentemente dalla cultura d’origine o dalla condizione sociale, hanno bisogno di sostegno e informazioni. Questa Guida fornisce informazioni importanti che aiuteranno i genitori a costruire con i loro figli un rapporto solido e che non sia segnato da episodi di violenza o di rabbia nei loro confronti.
    Nella Guida vengono illustrati gli elementi che sono alla base di un rapporto genitori- figli positivo e si dimostra come questi elementi fondanti possano essere utilizzati per risolvere in modo costruttivo le situazioni conflittuali che emergono nel contesto familiare.
    Questa Guida non propone delle ricette che i genitori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma piuttosto aiuta i genitori a riflettere sul loro comportamento e a comprendere meglio il comportamento dei figli. La Guida insegna ai genitori ad applicare le conoscenze acquisite al fine di sostenere i propri figli nella loro crescita, costruendo, allo stesso tempo, un rapporto forte e duraturo.
    A chi è rivolta
    La Guida si rivolge a genitori con figli di tutte le età, di qualsiasi cultura e condizione sociale. Le informazioni presentate saranno utili per qualsiasi rapporto genitori-figli. Tuttavia, famiglie che vivono delle situazioni particolari come esperienza di traumi, rapporti conflittuali o violenti tra i genitori o figli con problemi neurologici o malattie croniche dovranno integrare le informazioni presentate in questa Guida con ulteriori approfondimenti e supporto specifico.
    La Guida è un valido strumento anche per i professionisti del settore quali ad esempio insegnanti, educatori, animatori giovanili. Vi troveranno suggerimenti utili per il loro lavoro di insegnamento e di assistenza ai minori.
    Le informazioni presenti in questa Guida potranno aiutare anche tutti i responsabili delle politiche per l’infanzia e il legislatore a comprendere meglio che è possibile educare con atteggiamenti positivi. La Guida presenta una visione di genitorialità efficace e non violenta che può costituire un valido strumento per le iniziative legislative volte alla tutela dei minori.
    page9image496
    Come è organizzata
    La Guida accompagna il lettore lungo un percorso che mostrerà ai genitori come sostenere i propri figli nel loro sviluppo, e allo stesso tempo costruire con loro un rapporto forte e buono. Ogni tappa di questo percorso si basa sulle tappe precedenti; è quindi importante leggere i vari capitoli rispettandone l’ordine di presentazione.
    La Guida ha una impostazione basata sui principi fondamentali dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sui risultati della ricerca scientifica in materia di punizioni fisiche e altre punizioni degradanti e sui quattro principi della genitorialità positiva, e cioè: 
    concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine; 
    far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento; 
    comprendere cosa pensano e cosa provano i figli e 
    avere un approccio volto a una risoluzione costruttiva dei problemi. 
    Nei capitoli successivi queste componenti vengono illustrate una ad una. 



    Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nel Commento Generale N. 8 (2006), definisce le punizioni “corporali” o “fisiche” come qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire (“picchiare”, “schiaffeggiare”, “sculacciare”) i bambini/e, utilizzando la mano o un oggetto - frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc. Può però anche consistere, per esempio, nel dare calci, scossoni, spintoni al bambino/a, oppure graffiarlo, pizzicarlo, morderlo, tirargli i capelli o le orecchie, obbligarlo a restare in posizioni scomode, provocargli bruciature, ustioni o costringerlo con la forza ad ingerire qualcosa (per esempio, sciacquargli la bocca con il sapone o costringerlo ad inghiottire spezie piccanti). Il Comitato ONU ritiene che la punizione corporale sia in ogni caso degradante, e che altre forme di punizioni non fisiche siano ugualmente crudeli e degradanti e pertanto incompatibili con le disposizioni della Convenzione. Tra queste figurano, per esempio, le punizioni che mirano a denigrare il bambino/a, umiliarlo, sminuirlo, disprezzarlo, farlo diventare un capro espiatorio, minacciarlo, spaventarlo o schernirlo. ........Continua