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sabato 15 marzo 2014

LETTERA DI UNA MAMMA: GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA IN REGIONE LIGUIRIA

Egr. Dott. Ferrando,
Il vuoto rappresentato dall'assenza del garante per l'infanzia e l'adolescenza in Liguria è evidente nella vita di tutti i giorni. Questa assenza è un danno che rischia di essere irreversibile soprattutto per i servizi alla persona, specie quelli pensati per le famiglie e i bambini,. Non è pensabile che mamme e papà si facciano le loro ragioni da soli nelle questioni che riguardano l'educazione, la crescita e il futuro dei loro figli. Il pediatra che assiste mio figlio, il dottor Picollo, mi ha detto che in Liguria le situazioni di difficoltà dei minori possono essere segnalate al garante dell'Unicef: mi sembra veramente molto triste. Non perché l'associazione non sia autorevole, ma perché non è un soggetto pubblico al quale rivolgersi come liberi cittadini, in una regione sempre più multietnica e multiculturale. Deve essere (questa è la mia opinione) una figura alla quale riconoscere una funzione professionale e (perché no?) remunerata, proprio per le competenze che deve attivare per svolgere il suo ruolo.
cordiali saluti, antonella costanzo


On dom, 2014-02-02 at 16:26 +0100, Alberto Ferrando wrote:
GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA DELLA REGIONE LIGURIA AHAHAHAHAHA:

Proviamo a farci una risata (per non piangere). A questo link trovate le tappe per la proposta di un garante dell'infanzia che si offriva GRATUITAMENTE di farlo per il bene dei bambini e delle famiglie (il sottoscritto).: http://www.iltuopediatra.eu/news.htm. 

Di fatto cose che faccio da quando lavoro ma.... ahahahahahahahaha guardate il video qui sotto. Le vie della politica sono lontane da quelle della realtà e delle necessità della gente. Dopo aver annunciato che in Liguria ci sarà il garante (2010) e avere tentato di farlo con un atto politico  della maggioranza la Liguria NON HA IL GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA. FORSE UN PEDIATRA DA' FASTIDIO? UNO COME ME GIA' NON VOLUTO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL GASLINI NEL 2001 PREFERENDO UN GERONTOLOGO??? FORSE CHI PONE E CERCA DI RISOLVERE LE NECESSITA' DEI BAMBINI ALTERA UN EQUILIBRIO LONTANO DALLA REALTA' QUOTIDIANA DELLE STANDE DEL, COSìDETTO, MA....guardate qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2014/02/garante-dellinfanzia-e-della.html e articoli sul tema, fin dal 2011 qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=garante

http://www.iltuopediatra.eu/news.htm

venerdì 30 novembre 2012

BIBERON FINO A QUANDO?? V Consiglio SIP e SIPPS


Cari Genitori
Vi invio il V Consiglio delle Società scientifiche pediatriche SIP e SIPPS che riguarda l'uso, o, meglio, l'abbandono dell'uso del biberon entro i 2 anni di vita.
Poi su tutto possiamo discutere e non dobbiamo colpevolizzarci se nostro figlio lo usa da più tempo ma per chi ha bambini piccoli è un messaggio da dare e da recepire.
Un tema “caldo” per molti bambini che utilizzano il biberon fino a quando vanno a scuola. Il consiglio attuale è di abbandonarne l’uso entro i due anni del biberon. Non è detto che chi lo usa diventerà necessariamente obeso o avrà problemi odontoiatrici o ortodontici ma fa parte di un progetto educativo e di rispetto di alcune tappe di cui è necessario parlare con il proprio pediatra.
Buona giornata
Alberto Ferrando
 Il BIBERON
Cari Genitori,
alcuni studi hanno dimostrato che l’uso prolungato del biberon predispone al sovrappeso, in particolare il biberon serale/notturno. Il biberon non dovrebbe essere utilizzato oltre i 12 mesi, anche se questo consiglio viene poco seguito.
Si è dimostrato che il rischio del sovrappeso aumenta del 3% per ogni mese di prosecuzione del biberon oltre i 12 mesi. Infatti, i bambini che bevono ancora dal biberon assumono più latte rispetto a quelli che utilizzano la tazza o il bicchiere. Il problema non è solo il contenuto del biberon ma il fatto che succhiare è un piacere per il bambino, che continua a farlo anche quando in realtà non avrebbe più sete o fame. Il bimbo, quindi, non si accorge della quantità di cibo che assume, come invece accade quando beve dal bicchiere.
Considerato che probabilmente è molto difficile sospendere l’uso del biberon entro i 12 mesi, per le finalità di questo Progetto ti invitiamo a sospendere l’uso sistematico del biberon almeno entro i 24 mesi di vita di tuo figlio. Questa Azione, perciò, ti verrà consigliata tra i 18 e i 24 mesi, così che potrai gestire in modo graduale questo passaggio. Sia chiaro che rinunciare al biberon non vuole assolutamente dire rinunciare al latte, che è un alimento prezioso per il bambino nelle giuste quantità.
Il bambino acquisisce molto presto la capacità di bere direttamente da un bicchiere o da una tazza: spesso l’uso del biberon è dovuto alla nostra comodità o a una sua abitudine, non quindi a reali necessità. Questo errore è causato dal non sapere che l’uso prolungato del biberon può danneggiare la salute del bambino, sia per quanto riguarda il sovrappeso sia per la salute dei denti (gli zuccheri ri- stagnano maggiormente in bocca quando il bimbo usa la tettarella e possono favorire la carie).

1. Bonuch KA, Huang V, Fletcher J. Inappropriate bottle use: an early risk for overweight? Literature review and pilot data for a bottle-weaning trial. Maternal and Child Nutrition 2010; 6: 38-52.
2.  Li R, Fein SB, Grummer-Strawn LM. Do infants fed from bottles lack self-regulation of milk intake compared with directly breastfed infants? Pediatrics 2010; 125: e1386-e1393.
3.  US Department of Agriculture, Food and Nutrition Service. Feeding infants: a guide for use in the child nutrition programs. FNS-258 (2001). Available at http:// www.fns.usda.gov/tn/Resources/feeding_infants.pdf
4.  Gooze RA, Anderson SE, Whitaker RC. Prolonged bottle use and obesity at 5.5 years of age in US children. J Pediatr. 2011 Sep;159(3):431-6.
5.  Schiess SA, Grote V, Scaglioni S, Luque V, Martin F, Stolarczyk A, Vecchi F, Koletzko B; European Childhood Obesity Project. Intake of energy providing liquids during 
the first year of life in five European countries. Clin Nutr. 2010 Dec;29(6):726-32.
A cura di: Paolo Brambilla, Giorgio Bedogni, Carmen Buongiovanni, Guido Brusoni, Giuseppe Di Mauro, Mario Di Pietro, Marco Giussani, Manuel Gnecchi, Lorenzo Iughetti, Paola Manzoni, Maura Sticco, Sergio Bernasconi.
Con il contributo di Laura Andreozzi e Monica Maccarone.

lunedì 16 luglio 2012

PREVENZIONE ANNEGAMENTO: mare (e lago e fiume) sicuro.

Cari genitori. Ieri al mare una strage (vedete in fondo)
Siti consigliati:
- www.salvamento.it
- www.educazione acquatica.it


Vi segnalo questa iniziativa, utile, per i bambini e il nuoto patrocinata dal Ministero della Salute. Godiamoci il mare, o la piscina o il lago o il fiume, per avere refrigerio conoscendo cosa fare e come comportarci.

Campagna sociale di sensibilizzazione “Acquaticità e sicurezza 0-12 anni. Dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare" promossa dall’associazione Acquatic Education e patrocinata dal Ministero. L’iniziativa, ideata da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea e tra i massimi esperti in educazione acquatica familiare, tocca una tematica molto importante: gli annegamenti e i semi-annegamenti.

Purtroppo ogni anno in Europa sono circa 5.000 i bambini tra 1 e 4 anni che perdono la vita per annegamento e nel mondo sono circa 175.000 le vittime tra 0 e 17 anni. L’Italia con il suo clima mite, i suoi 8.000 km di coste, laghi e fiumi balneabili è uno dei paesi potenzialmente più esposti a questo fenomeno. E’ quindi prioritario, sensibilizzare, istruire ed educare, nel modo più consono, più dinamico e duraturo, coloro che per primi devono sovrintendere alla sicurezza acquatica dei bambini: i genitori.
Con lo slogan: “Con Tuo figlio in acqua devi sempre sapere cosa fare” la campagna si rivolge proprio ai genitori, sottolineando il ruolo importante che sono chiamati a svolgere per la sicurezza in acqua dei loro bambini, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare.

In particolare l’iniziativa prevede una specifica sensibilizzazione sui mezzi di informazione nazionali (carta stampata, tv, radio, web), la diffusione di uno spot TV e radio di 30” e la creazione di una “Guida” in dvd e in documento formato pdf, suddivisi per fasce di età e location (casa, piscina, mare, lago e fiume) dove i genitori possono trovare tutte le procedure teoriche e pratiche per la fruizione dell’ambiente acquatico. La guida sarà distribuita gratuitamente in tutti i reparti di maternità alle neo mamme, la regione che per prima inizierà a distribuire i dvd sarà la Valle d’Aosta.
Consultando il sito internet www.educazioneacquatica.it è possibile vedere lo spot, scaricare gli mp3 con i consigli generali, richiedere il dvd e la guida in formato pdf.

IL DECALOGO ACQUATICO DEL BRAVO GENITORE
1 Educa i tuoi figli ad una buona acquaticità, dai primi bagnetti alla prima scoperta del mare: se non sai come affrontare con sicurezza l’ambiente acquatico informati e apprendi.
2 Tieni sempre a vista i bambini anche nelle piscine e nei tratti di mare sorvegliati dai bagnini.
3 Sorveglia attentamente i bambini anche quando hanno i braccioli o ausili per il galleggiamento.
4 In acqua con i tuoi bambini gioca, divertiti ma valuta sempre le tue capacità natatorie. Inoltre rispetta e fai rispettare ai tuoi figli i divieti di balneazione.
5 La maggior parte di laghi e dei fiumi non è balneabile: In acque torbide e prive di sorveglianza evitate la balneazione anche se siete nuotatori esperti.
6 Ogni azione genera una conseguenza: non avere comportamenti eccessivi e sii un genitore prudente.
7 Ricordati che l’apnea è pericolosa anche in un metro d’acqua, ammira i fondali ma al primo bisogno di respirare riemergi. Utilizza il sistema di coppia: uno in superficie e l’altro si immerge. Utilizza sempre il pallone segnasub.
8 Rispetta l’ambiente acquatico marino: guardare e non toccare. Alcune specie possono essere pericolose.
9 In barca o sul gommone prendi visione delle norme e fai indossare il giubbetto salvagente ai bambini.
10 Se avvisti una boa con una bandierina stai almeno a 100m di distanza, significa che c’è un subacqueo in immersione.

Un Caro Saluto

sabato 14 luglio 2012

GUIDA PER GENITORI:I bambini non sono mini esseri umani con mini diritti. Consiglio d’Europa

IN ATTESA DEL GARANTE PER L'INFANZIA
Cari Genitori
Sul sito www.ferrandoalberto.eu e sul sito www.apel-pediatri.org trovate una utile ed interessante "GUIDA PER GENITORI". Link diretto: GUIDA PER GENITORI DI SAVE THE CHILDREN

Abbiamo già discusso qui e su facebook della necessità, anzi direi della indispensabilità, di una educazione  senza violenza, nè fisica nè psicologica. La sculacciata, la sberla, la sgridata NON sono sistemi educativi. So che direte tanto io sono stato tirato su bene così (non diamoci delle valutazioni da noi stessi :-) che siamo venuti bene non spetta a noi dirlo) e da piccolo mi ....... (vedete in fondo dichiarazione ONU del 2006).
Leggete con calma il volumetto di cui farò una breve trattazione a puntate, focalizzando alcuni punti. Magari "a spizzichi e bocconi" riuscirete a leggerlo. Con i ritmi di vita che abbiamo, anche in vacanza, salvo eccezioni, anche se animati da buone intenzioni pochi riescono a leggere tutto il volumetto. Qui sotto puntate alla "Tex Willer" che magari arricchiremo con qualche vostro contributo, se giunge (e sono sicuro di si).
Alcuni si chiederanno? Allora ho sbagliato? Debbo cambiare? Avrò creato dei danni? Oppure diranno: tutte scemate! I nonni facevano così!! ecc. ecc. Ricordo solo che il mondo cambia, cambia la società, cambiano i tempi e cose che si facevano una volta vengono dimostrate utili ed efficaci ed altre no. Tra quelle no c'è questa dei danni della violenza. Dimostrata con studi scientifici riportati nel volume.
Ricordo anche una definizione , negativa, della esperienza "FARE MAN MANO CHE GLI ANNI PASSANO GLI STESSI ERRORI CON MAGGIOR ARROGANZA E PRESUNZIONE".
Per chi ha bambini piccoli la guida è utilissima e è una occasione di una riflessione per chi li ha grandi senza riempirsi di sensi di colpa o di fare accuse tra coniugi. E' una occasione di riflessione, di scambio di opinioni tra genitori e non di conflitto nè di colpevolizzazione. Il mono è cambiamento, sperando che sia un miglioramento, è mettersi in gioco e capacità di cambiare cose che non vanno o che potrebbero andare meglio.
PECCATO NON PARLI DELLA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO MA RIMEDIAMO NOI.NOI TUTTI CON I PEDIATRI E L'AMICO SQUICCIARINI

Intanto una delle cose più importanti la metto qui.
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AFFETTO SIGNIFICA PROTEZIONE FISICA ED EMOTIVA. UNA FAMIGLIA IN CUI C’È UN CLIMA DI AFFETTO È FONDAMENTALE PER POTER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE
Una famiglia in cui c’è un clima di affetto è fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi a lungo termine. Cosa fanno i genitori per far sentire affetto ai loro figli? 
  1. li confortano quando soffrono o sono spaventati; 
  2. li ascoltano;
  3. dimostrano di amarli, anche quando sbagliano;
    1. tengono conto anche del loro punto di vista;
    2. giocano con loro;
    3. ridono insieme a loro;
    4. li sostengono quando devono affrontare una prova; D li incoraggiano di fronte alle difficoltà;
    5. gli dimostrano che credono in loro;
    6. riconoscono il loro impegno e i loro successi;
    7. dimostrano di avere fiducia in loro;
    8. si divertono insieme a loro;
    9. li abbracciano;
    10. leggono per loro;
    11. dicono “Ti voglio bene”. 

    PRIMA PUNTATA:
    Essere genitore è una delle esperienze più straordinarie della vita. Ci permette di provare sentimenti di enorme gioia, amore, orgoglio, emozione e felicità. Ci spinge a dare il meglio di noi, ma allo stesso tempo può mettere alla prova la nostra pazienza e la nostra capacità di gestire lo stress. A volte può spingerci alla rabbia e alla violenza.


    Tutti i genitori, indipendentemente dalla cultura d’origine o dalla condizione sociale, hanno bisogno di sostegno e informazioni. Questa Guida fornisce informazioni importanti che aiuteranno i genitori a costruire con i loro figli un rapporto solido e che non sia segnato da episodi di violenza o di rabbia nei loro confronti.
    Nella Guida vengono illustrati gli elementi che sono alla base di un rapporto genitori- figli positivo e si dimostra come questi elementi fondanti possano essere utilizzati per risolvere in modo costruttivo le situazioni conflittuali che emergono nel contesto familiare.
    Questa Guida non propone delle ricette che i genitori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma piuttosto aiuta i genitori a riflettere sul loro comportamento e a comprendere meglio il comportamento dei figli. La Guida insegna ai genitori ad applicare le conoscenze acquisite al fine di sostenere i propri figli nella loro crescita, costruendo, allo stesso tempo, un rapporto forte e duraturo.
    A chi è rivolta
    La Guida si rivolge a genitori con figli di tutte le età, di qualsiasi cultura e condizione sociale. Le informazioni presentate saranno utili per qualsiasi rapporto genitori-figli. Tuttavia, famiglie che vivono delle situazioni particolari come esperienza di traumi, rapporti conflittuali o violenti tra i genitori o figli con problemi neurologici o malattie croniche dovranno integrare le informazioni presentate in questa Guida con ulteriori approfondimenti e supporto specifico.
    La Guida è un valido strumento anche per i professionisti del settore quali ad esempio insegnanti, educatori, animatori giovanili. Vi troveranno suggerimenti utili per il loro lavoro di insegnamento e di assistenza ai minori.
    Le informazioni presenti in questa Guida potranno aiutare anche tutti i responsabili delle politiche per l’infanzia e il legislatore a comprendere meglio che è possibile educare con atteggiamenti positivi. La Guida presenta una visione di genitorialità efficace e non violenta che può costituire un valido strumento per le iniziative legislative volte alla tutela dei minori.
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    Come è organizzata
    La Guida accompagna il lettore lungo un percorso che mostrerà ai genitori come sostenere i propri figli nel loro sviluppo, e allo stesso tempo costruire con loro un rapporto forte e buono. Ogni tappa di questo percorso si basa sulle tappe precedenti; è quindi importante leggere i vari capitoli rispettandone l’ordine di presentazione.
    La Guida ha una impostazione basata sui principi fondamentali dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sui risultati della ricerca scientifica in materia di punizioni fisiche e altre punizioni degradanti e sui quattro principi della genitorialità positiva, e cioè: 
    concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine; 
    far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento; 
    comprendere cosa pensano e cosa provano i figli e 
    avere un approccio volto a una risoluzione costruttiva dei problemi. 
    Nei capitoli successivi queste componenti vengono illustrate una ad una. 



    Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nel Commento Generale N. 8 (2006), definisce le punizioni “corporali” o “fisiche” come qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire (“picchiare”, “schiaffeggiare”, “sculacciare”) i bambini/e, utilizzando la mano o un oggetto - frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc. Può però anche consistere, per esempio, nel dare calci, scossoni, spintoni al bambino/a, oppure graffiarlo, pizzicarlo, morderlo, tirargli i capelli o le orecchie, obbligarlo a restare in posizioni scomode, provocargli bruciature, ustioni o costringerlo con la forza ad ingerire qualcosa (per esempio, sciacquargli la bocca con il sapone o costringerlo ad inghiottire spezie piccanti). Il Comitato ONU ritiene che la punizione corporale sia in ogni caso degradante, e che altre forme di punizioni non fisiche siano ugualmente crudeli e degradanti e pertanto incompatibili con le disposizioni della Convenzione. Tra queste figurano, per esempio, le punizioni che mirano a denigrare il bambino/a, umiliarlo, sminuirlo, disprezzarlo, farlo diventare un capro espiatorio, minacciarlo, spaventarlo o schernirlo. ........Continua

    sabato 30 giugno 2012

    EPIDEMIA DI ALLERGIA ALIMENTARE


    IMPORTANTE INIZIATIVA PER LE ALLERGIE. Per prenenire critiche la miglior prevenzione è quella primaria (evitare il contatto) ma questo a volte (come per le tragedie del soffocamento da corpo estraneo) non è possibile e l'alimento che causa allergia è nascosto in altri o non segnalato o la cosa avviene casualmente (come per il soffocamento). A questo punto avere dei percorsi formativi e la disponibilità a scuola dell'adrenalina può salvare una vita.
    COMUNICATO STAMPA
    Disponibile in francese, italiano, spagnolo e tedesco su www.eaaci2012.com
    L’Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica (EAACI) lancia la Campagna contro le Allergie Alimentari
    Le allergie diventano epidemia: negli ultimi dieci anni raddoppiato il numero di coloro che soffrono di allergie alimentari
    Aumentate di sette volte nell’ultima decade le reazioni allergiche che potrebbero essere letali nei bambini, come l’anafilassi:
    • Un terzo degli shock allergici nei bambini si manifestano per la prima volta a scuola con insegnanti largamente impreparati
    • La carta “Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola” sollecita la formazione dei requisiti di base per la sicurezza dei bambini allergici a scuola
    • Gli alimenti allergenici più frequenti nei bambini sono le uova, il latte di mucca e le noccioline
    • EAACI lavorerà nel corso del 2012-2013 per stabilire le linee guida su allergie alimentari e anafilassi indirizzate a medici di base, specialisti allergologi e professionisti dell’industria alimentare oltre che a ambulatori di pronto soccorso sui luoghi di lavoro e organizzazioni comunitarie
      Zurigo (Svizzera) 18.06.2012 – Oggi l’ Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica (EAACI) ha lanciato la campagna contro le allergie alimentari il cui scopo è quello di aumentare la consapevolezza circa il rapido aumento degli episodi di anafilassi nei bambini, una reazione allergica severa e potenzialmente a rischio morte. L’obiettivo è quello di educare le persone a riconoscere i sintomi e ciò che li provoca oltre che insegnare gli interventi in emergenza come ad esempio l’utilizzo della penna adrenalinica.
      “Il primo elemento di questa campagna è il lancio degli Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola che stabilisce i requisiti di base per la sicurezza dei bambini allergici a scuola. Un terzo di tutte le reazioni allergiche più gravi si verifica durante le ore scolastiche dove i bambini sonno esposti a nuovi cibi e al rischio di venire a contatto con alimenti che potrebbero scatenare queste reazioni. Crediamo di riuscire a formulare gli standard e la versione del documenti rivolta ai pazienti degli Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola entro i prossimi mesi “ ha dichiarato Prof Cezmi Akdis, Presidente EAACI.
      Più di 17 milioni di persone in Europa soffrono di allergie alimentari, di questi, 3,5 milioni hanno meno di 25 anni. L’aumento più rapido si registra nei bambini e nei giovani, specialmente riguardo le reazioni più gravi che si manifestano enormemente nei bambini. Il numero delle accettazioni ospedaliere a seguito di importanti reazioni allergiche nei bambini è aumentato di sette volte negli ultimi dieci anni.
      Nell’Europa continentale la forma di allergia alimentare più diffusa nei bambini è quella da uovo, da latte di mucca e da noccioline, mentre negli adulti è rappresentata da frutta fresca, noccioline e verdura. In Gran Bretagna noci, nocciole e arachidi rappresentano la minaccia principale e causano il 50% di tutte le reazioni allergiche più importanti.
      In Scandinavia e nell’Europa del Nord prevale l’allergia a crostacei e merluzzo. In tutta Europa le allergie alimentari rappresentano la causa principale di anafilassi nei bambini fino a 14 anni
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    Allergie e intolleranze alimentari
    La campagna ha inoltre lo scopo di marcare la differenza tra intolleranze e allergie alimentari. Le intolleranze alimentari non coinvolgono direttamente il sistema immunitario, pertanto non possono essere misurate tramite il test per le allergie. L’intolleranza al lattosio è un’ipersensibilizzazione non allergica e le reazioni agli addittivi alimentari sono per lo più non allergiche. In generale, i sintomi della ipersensibilizzazione non allergica sono più lievi e pertanto raramente comportano reazioni letali.
    L’obiettivo di migliorare le etichette alimentari ed estendere l’accesso ai trattamenti anafilattici
    La campagna EAACI sulle allergie alimentari coinvolgerà altresì le autorità europee per migliorare le etichette alimentari e facilitare l’accesso ai trattamenti anafilattici d’emergenza. Alcuni alimenti riportano l’etichetta “Può contenere arachidi” o “ Può contenere latte”. Si tratta però di etichette non regolamentate e utilizzate dai produttori di loro iniziativa. Tuttavia, i produttori utilizzano diversi criteri nell’utilizzo di questo avvertimento. Pertanto, l’attuale avviso con la dicitura “Può contenere” rappresenta in realtà diversi livelli di contaminazione e quindi anche diversi livelli di rischio.
    Lancio della campagna
    Il lancio è supportato da una campagna all’aperto e online, che debutterà al Congresso EAACI 2012 a Ginevra e online sul sito www.stopanaphylaxis.com e proseguirà per tutto l’anno. La campagna stampa raffigura un bambino che si accinge a morsicare un pezzo di cibo per sottolineare il fatto che “Dietro i dolci momenti, la sua vita potrebbe essere in grave pericolo”. La pubblicità comprende un test anafilattico per identificare velocemente “se tu o i tuoi cari siete a rischio”. Il materiale informativo della campagna è disponibile anche sul sito www.stopanaphylaxis.com pronto per essere scaricato.
    Il documento Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola
    Il documento Standard minimi internazionali per i bambini allergici a scuola ha lo scopo di armonizzare i requisiti minimi per la sicurezza di un bimbo allergico nelle scuole di tutto il mondo. La task force di EAACI sui bambini allergici a scuola e il Comitato delle organizzazioni dei pazienti lo sosterranno in collaborazione con l’Associazione degli Educatori (ATEE).
    Linee guida sulle allergie alimentari e l’anafilassi
    EAACI lavorerà nel corso dell’anno 2012-2013 per definire linee guida complete su allergie alimentari e anafilassi compresi la diagnosi, i trattamenti, la gestione all’interno della comunità e la prevenzione e indirizzate a tutti gli interessati a vario titolo: medici primari, immunologi, epidemiologi, tecnici alimentari, rappresentanti della ricerca dell’industria alimentare, enti regolatori, rappresentanti delle organizzazioni della salute e dei pazienti, tra gli altri.
    EAACI, l’Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica
    L’Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica EAACI è una organizzazione no- profit attiva nel campo delle malattie allergiche e immunologiche come asma, rinite, eczema, allergie sul lavoro, allergie alimentari e da medicinali e anafilassi. EAACI è stata creata a Firenze nel 1956 ed è diventata la maggiore associazione medica europea nel campo dell’allergia e immunologia clinica. Comprende più di 7,400 membri provenienti da 121 Paesi e 42 società nazionali di allergia
    Per maggiori informazioni:
    Macarena Guillamón / EAACI Headquarters
    macarena.guillamon@eaaci.org
    Tel: + 41 44 205 55 32
    Mobile: +41 79 892 82 25
    www.eaaci.org www.eaaci2012.com
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    venerdì 20 aprile 2012

    LA MAMMA, NON SEMPRE, HA RAGIONE: allontanato da casa perchè va male a scuola

    cari Genitori

    Modifico , per questo evento, la frase "La mamma ha sempre ragione". Segnalato da un papà sulla Repubblica di Milano. No Comment.
    Indirizzo: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/04/20/news/vai_male_a_scuola_e_lo_caccia_di_casa_abbandonato_a_10_anni_sotto_la_pioggia-33637010/?ref=HREC2-7

    Alberto Ferrando


    "Vai male a scuola", e lo caccia di casa 
abbandonato a 10 anni sotto la pioggia
    E' accaduto a Milano: il bambino riconosciuto da una docente della sua scuola che ha avvertito
la polizia. La madre, nonostante la presenza degli agenti, ha rifiutato di accoglierlo: denunciata

    In lacrime, sotto la pioggia, lasciato solo in pigiama in mezzo alla strada. Uno studente delle scuole elementari di appena dieci anni è stato cacciato cacciato fuori di casa dalla madre perché, a giudizio della donna, andava male a scuola. Il bimbo e' stato trovato in via Amoretti. Piangeva riparandosi dall'acqua alla fermata dell'autobus, proprio di fronte all'appartamento della sua maestra, Adele, di 45 anni. A riconoscerlo è stata un'altra insegnante della stessa scuola, che ha chiamato subito la collega per avvisarla della presenza del suo allievo. Immediato l'intervento di una volante della polizia, che ha denunciato la madre, una peruviana incensurata e regolare di 35 anni, per abbandono di minore.

    "L'ho cacciato fuori di casa perché va male a scuola, così impara", ha detto la donna agli agenti quando si sono presentati con il figlio nell'appartamento, a pochi passi dalla scuola e dal luogo del ritrovamento. La peruviana non ha mostrato la minima preoccupazione di fronte al figlio ancora in pigiama. E anzi, senza ritegno, ha risposto in malo modo ai poliziotti che le chiedevano spiegazioni, tanto da rifiutare di nuovo il figlio.

    Come ricostruito dalle volanti, alla scuola elementare frequentata dal bimbo era in programma un'assemblea tra genitori e insegnanti. La madre, che non avrebbe potuto parteciparvi, si era comunque soffermata con la maestra alla fine delle lezioni. "E' un bambino introverso, alti e bassi a scuola, ma è del tutto normale", avrebbe detto l'insegnante alla mamma

    ripetendolo poi agli agenti. Nonostante questo, al suo ritorno la peruviana ha deciso di spedire il figlio fuori di casa senza discussioni. E' stato proprio il piccolo, di fronte alla repulsione della madre, a spiegare agli agenti che il padre non vive più con loro, ma alloggia a casa della sorella. La polizia, in accordo con il pm dei minori, ha deciso quindi di affidare il bambino alla zia. Con la madre vive ancora il secondo figlio, che ha due anni.

    giovedì 12 aprile 2012

    BUONA NOTIZIA: mamma e nonna salvano un bambino


    Vi invio per  per condividere con tutti questa bella notizia ricevuta da genitori. A Pasqua un piccolina di otto mesi ha rischiato di soffocare per un pezzetto di frutta. La mamma e' stata pronta ad eseguire la manovra, insegnatale dalla nonna che e' volontaria in Croce Bianca, e tutto si e' risolto per il meglio, solo con un grande spavento. All'arrivo dei soccorsi la bimba stava giocando tranquilla! Brava mamma e brava nonna!!!!
    Zona Entroterra ligure
    Ulteriore stimolo per far sì che tutti, a partre da noi pediatri e dal personale delle scuole, sappiano fare e insegnare la manovra che ricordo trovate sul sito www.apel-pediatri.org

    Invito chi ha belle notizie e soprattutto ha sentito o salvato bambini di inviarmi una mail

    Alberto Ferrando
    Prof. Alberto Ferrando
    Pediatra di famiglia
    Cellulare 3388687583

    mercoledì 29 febbraio 2012

    TAFFICO: CERCASI AIUTO DI UN VIGILE E AIUTIAMOCI A AIUTARCI


    TRAFFICO, TRAFFICO E SCUOLE E SALUTE DEI BAMBINI
    Ricevo questa da una mamma e ho inviato al vigile. Chissà se da cosa nasce cosa??
    Un Caro saluto

    Alberto Ferrando
    Date: Wed, 29 Feb 2012 16:55:11 +0100
    Subject: Re: [Il dottor Ferrando] PEDIBUS E TESTIMNIANZA DI UN PAPA' VIGILE
    Gent. dott Ferrando
    è possibile mettersi in contatto con un vigile-papà così sensibile?
    Ho un problema in una zona differente, vicino al Palazzo del Principe, uscita metro Principe, l’attraversamento pedonale è in curva, sulla strada ci sono dei posteggi per i pullman turistici, il problema è che spesso i conducenti di questi mezzi posteggiano anche in zona di divieto, davanti alle strisce (e spesso anche sopra!). Essendo in curva l’attraversamento diventa molto molto pericoloso: mio marito è stato investito, io ho rischiato più volte, anche incinta, quando sono con il passeggino devo camminare all’indietro finchè non oltrepasso la fiancata del pullman per sporgermi e vedere se arrivano macchine, che arrivano sempre belle forti, non vedendomi se non all’ultimo secondo...
    Ne ho parlato con vigili, carabinieri, polizia ma mi sono sentita rispondere “eh poverini...dove posteggiano?” non so più cosa fareCi posteggiano anche i cinesi che scaricano pacchi molto pesanti buttandoli dall’alto del tir direttamente sul marciapiede, un giorno stava per finire in testa di mia figlia perché lo scaricatore non aveva sentito l’altro che gli diceva di fermarsi. Inutile dire che ho urlato come un’aquila, ora hanno paura e ogni volta che passo loro sono gentilissimi...invece sono stata mandata più volte a “fare un giro” dagli autisti di pullman posteggiati sulle strisce

    Se questo vigile papà mi potesse  dare un consiglio ne sarei molto felice
    Grazie
    Veronica



    Il 29-02-2012 14:02, "Ferrando" <alberto.ferrando1@gmail.com> ha scritto:

    PEDIBUS- RICEVO DA UNP PAPA' VIGILE:A proposito di Pedibus lavoro come vigile nel distretto di Marassi/San Fruttuoso e nel Corso Galileo Galilei è stato istituito il divieto di transito negli orari di entrata e uscita degli alunni della Scuola Parini-Merello. Nonostante il divieto ogni mattina un vigile posiziona un cartello mobile supplementare e resta sul posto per far rispettare tale segnale impedendo la circolazione nei pressi dell'istituto.
    La presenza di un agente risulta necessaria perchè probabilmente l'alternativa sarebbe quella di rischiare qualche incidente o di dover sanzionare i veicoli che non rispettano il divieto con le conseguenti polemiche !
     Personalmente svolgo volentieri questo servizio anche perchè avendo una figlia la soddisfazione e la tranquillità di alcuni genitori nel vedere una piccola isola pedonale per gli studenti è piacevole ma la nota polemica resta....... possibile che neanche di fronte a 4 cartelli di divieto con orari specifici sia necessario dover vedere una divisa per rispettare una semplice regola così importante?
    Fino allo scorso anno mia figlia frequentava le elementari e nonostante la via di accesso alla scuola fosse a dir poco proibitiva il numero delle auto in ingresso-uscita dalla scuola era ed è tuttoggi elevatissimo con
    conseguenti litigi per la viabilità , qualche piccolo incidente tra le auto senza pensare allo smog prodotto!
    Come educazione civica sarebbe bello insegnare ai nostri figli che basta veramente poco per rendere le cose più semplici e simili ad altri Paesi ben più evoluti sotto questo aspetto.

    mercoledì 15 febbraio 2012

    Domani terrò una lezione al Corso per Garanti dell'infanzia della scuola organizzato dall'UNICEF per il ponente di Genova.
    CORSO PER DOCENTI ESPERTI/GARANTI UNICEF DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA
    In collaborazione con la Direzione Scolastica Provinciale e l’Università di Genova
    Sede: Biblioteca Benzi in Piazza Odicini 10 Genova Voltri Orario: 17,00-18,45
    Il corso è rivolto ai docenti delle Scuole di ogni ordine e grado del Municipio Ponente.
    Trovate le relazioni sul sito www.apel-pediatri.org in prima pagina. Per visualizzare la presentazione serve Power point (o open office o visualizzatore d power poin, gratuiti entrambi).
    Alcune immagini sono un pò fort. La prima relazione tratta del problema in termini generali e valuta varie possibili cause di disagio a partire da famiglia, ma anche scuola e sanità. Tratta di disturbi della sfera emotiva e di problematiche di depressione e malattie psicosomatiche. Alcune diapo non sono spiegate perchè mi servono come traccia per andare a braccio
    La seconda relazione, a cui probabilmente non arriverò per il tempo a disposizione la lascio per utilità di chi vorrà imparare alcuni segni di abuso e maltrattamento.
    In tutte queste situazioni siamo in gioco TUTTI. Un bambino ( o una dulto) che cambia di umore, di comportamento o presenta qualche problema esprime un disagio che, nella maggior parte dei casi, è sociale o familiare. Può essere legato a situazioni momentanee oessere espressione di sofferenza interiore o di fattori esterni (primo da pensare abuso o maltrattamento. Abuo è anche quello psicologico, e non solo quello fisico o sessuale. Abuso è anche il bambino trascurato.
    Il Corso si rivolge a operatori scolastici ma , ripeto, siamo tutti interessati e coinvolti direttamente o indirettamente.
    Inoltre riflettiamo a quanto si possa anche sbagliare e creare, noi stessi, disagio.
    Il 15 marzo altra riunione sul tema su un progetto ad ampio respiro che coinvolge anche Comune, Provincia, scuola, Tribunale , associazioni di volontariato e medici

    Buona serata
    Alberto Ferrando

    venerdì 10 febbraio 2012

    FEBBRE, FEBBRE, FEBBRE

    Cari genitori

    In questi giorni abbiamo tanti bambini , e adulti, con febbre alta. Qualche consiglio su
    dove misurarla:http://www.apel-pediatri.org/attachments/265_febbre_01B%20(1).pdf
    QUANDO PREOCCUPARSI? TRovate sui blog e sul sito quache istruzione e ricordate che il criterio più importante se preoccuparvi o meno è lo stato di benessere o malessere del bambino. Ovvio che se ha febbre è mogio (vedete come sta quando sfebbra). ma preoccupatevi di più quando è mogio, diverso dal solito anche se non ha febbre. Vostro figlio lo conoscete di più Voi genitori che qualsiasi altro. 
    PER LA FEBBRE SOLO PARACETAMOLO E, DOPO I 6 MESI, IBUPROFENE NON USATE ALTRI ANTINFIAMMATORI O ASPIRINA (se non in casi particolari su indicazione medica). MEGLIO PER BOCCA CHE PER SUPPOSTE (il dosaggio è più preciso e l'assorbimento più costante).
    In questo periodo funziona di più il IBUPROFENE rispetto al PARACETAMOLO.
    OGNI QUANTO?? Il paractemolo anche ogni 4 ore e il IBUPROFENE ogni 6 ore.
    NON coprite troppo il bambino (se ha freddo vuol dire che sale la febbre e potrebbe anche tremare e va coperto mentre se è caldo e suda va scoperto)
    NON fate impacchi di acqua fredda o, peggio ancora di alcol
    NON forzate a mangiare
    OFFRITE da bere
    OFFRITE Coccole e compagnia
    Altri consigli qui: LA FEBBRE e linee guida qui:LINEE GUIDA FEBBRE SIP
    http://www.apel-pediatri.org/attachments/085_LGFebbreDeMartino.pdf


    Un caro Saluto
    Alberto Ferrando

    giovedì 9 febbraio 2012

    CRISI: STIMOLO AD EDUCARE??

    VI SEGNALO QUESTA INIZIATIVA:  per i bambini dai 4 ai 10 anni , prenotandosi, partecipazione gratuita un laboratorio. Il tema è stimolante e potrebbe essere un momento di riflessione all'interno di noi stessi e della famiglia sulla crisi economica  in atto ..che potrebbe anche servire rivedere alcune cose....
    Un caro Saluto

    Alberto Ferrando


    Università dei Genitori
    Genitori non si nasce, ma si cresce

    vi invita a leggere l'intervista al Prof. Mario Pollo (pubblicata a novembre, data inizialmente prevista per l'incontro)


    in occasione del prossimo incontro previsto

    Domenica 12 Febbraio 2012Sala del Munizioniere - Palazzo Ducale - Genova  

    ore 16.00
    ʺEducare in tempi di crisi. La crisi aiuta a educare?ʺ
    Mario Pollo – Pedagogista Università LUMSA Roma

    In occasione dell'incontro per favorire la partecipazione dei genitori, è previsto in
    contemporanea un laboratorio 
    gratuito per bambini (4-10 anni) .
    Per il laboratorio è necessaria la prenotazione dal sito 
    www.mondoinpace.it

    Il programma completo dell'intero ciclo e
    le schede di presentazione dei relatori su
    www.mondoinpace.it
     

      Università dei Genitori è un progetto promosso da 
    LaborPace 
    Laboratorio Permanente di Ricerca ed Educazione alla Pace - Caritas Diocesana di Genova
    Direzione Scientifica
    CPP - Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti Piacenza 


    in collaborazione con
    Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Provincia di Genova,
    AGE Ass. Genova Genitori, Ass. Batya, COOP Liguria, COOPSSE Onlus, EDUMEDIA

    Con preghiera di diffusione
    Per informazioni:
    laborpace@caritasgenova.it
    info@mondoinpace.it

    tel. - fax 010.501499

    giovedì 2 febbraio 2012

    Associazioni di aiuto, decrescita, pediatri restano ai bambini

    Il pediatra resta il medico dei bambini? Forse. Il Ministro Balduzzi così si è espresso sul Corriere della Sera. Grazie anche a tutti coloro che sono intervenuti e GRAZIE...
    Ma..io sono come S. Tommaso. Ormai le scelte sulla Salute vengono prese anche, e purtroppo soprattutto, in base all'economia. La Salute dipende dal Ministero delle Finanze e, alla faccia dei progetti di management, spesso si guarda ad un risparmio di poche lire per poi rimetterci enormemente. Pensate che fine ha fatto il Garante dell'Infanzia?
    Comunque, secondo me, l'importante è farsi sentire e questo vale per tutti. Una lezione ci viene dalle associazioni "laiche" di malati o di genitori che hanno bambini malati9 che si alleano per ottenere..nient'altro che il giusto. Quello che in una Società veramente civile, sociale dovrebbe essere dato senza dover choedere. Così non è e quindi abbiamo questo strumento, Internet, che serve per fare gruppo per esprimersi, per proporre per protestare, per far sentire la nostra voce. 
    Pensate alle varie Associazioni che loittano per difendere la salute a partire da quelle delle Malattie rare, della sclerosi multipla, delle nefropatie ecc. La celiachia ha avuto riconoscimenti grazie a loro ma anche quelle d malattie più rare e pià gravi. Lunedì ho parlato in Regione con vari Colleghi (tra cui testino, Schiappacasse, Brasesco ecc) sull'importanza della Associazioni di Automutuoaiuto. Dobbiamo ricostituire una società civile, sociale, di aiuto reciproco a partire dai rapporti tra sani, con  malati, vicini, bambini e anziani ecc. Non illudiamoci che lo "Stato" possa o voglia fare. Lo "Stato" poi siamo noi. Ognuno può fare qualcosa e invece di mettere davanti a tutto l'economia perchè non provare a valorizzare i rapporti tra persone e la "decrescita" (http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita) senza arrivare a ideologismi o esagerazioni. Ascoltate la canzone di Giorgio Gaber (io ho un pelo) http://www.youtube.com/watch?v=nNiGpPZOBI4 (ovvero una idiozia conquistata a fatica) che ironicamente dipinge la nostra società consumistica e che ha fatto dell'economia un credo

    Vi ricordo che venerdi 3 febbraio alle ore 19 su radio azzurra 88 rete liguria potrete ascoltare nel programma Linea 88 sera Paola che parlerà con il dott. Alberto Ferrando, vicepresidente dei pediatri liguri, sul tema: I bambini fino a 6 anni saranno visitati dal Pediatra e oltre i 7 anni dal medico di famiglia...... Cosa ne pensate...... rimanete all'ascolto su www.radioazzurra88rl.net
    Vi ricordo che il dott. Ferrando risponderà alle vostre domande al martedi mattina alle 11 e al venerdi sera alle 19.
    www.radioazzurra88rl.net



    Alberto 


    mercoledì 1 febbraio 2012

    LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI.


    Anche in Liguria, come già in altre regioni, i pediatri consigliano i "pedibus": percorsi in sicurezza per accompagnare i bambini a scuola e ridurre così il flusso di auto davanti alle scuole negli orari d'entrata e d'uscita.
    Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dei minori ed i recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza come fretta e disattenzione possano causare tragedie davanti ai cancelli delle scuole. I colleghi toscani hanno già chiesto alle amministrazioni locali di isolare le aree circostanti gli edfici scolastici dal resto del traffico cittadino rendendole aree sicure. Cosa sono i "pedibus"? Sono veri e propri bus umani formati da genitori, nonni, tate, ecc.. volontari che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto. Anche i pediatri liguri auspicano la creazione di tali percorsi, ritenendo che la maggior parte degli incidenti stradali sarebbero evitati con adeguate misure di prevenzione e sicurezza, anzichè chiamare sempre in causa la fatalità: le statistiche evidenziano che in Italia più di trentamila minori subiscono ogni anno incidenti in auto e oltre trecentocinquanta di loro decedono in seguito a tali eventi. Inoltre l'87% degli incidenti interessa i bambini all'interno dell'autovettura. Una stima, poi, dell'Istituto Superiore di Sanità ha quantificato che per ogni persona deceduta dobbiamo aspettarci due o tre invalidi gravi, venti ricoverati e sessanta prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.. L'uso corretto dei dispostitivi di trasporto potrebbe ridurre di oltre 60% l'esito sfavorevole di un grave incidente stradale. Alcune regole da ricordare sempre:
    1° Scegliereil seggiolino adatto al peso e alle dimensioni del bimbo ed assicurarsi che sia installato correttamente.
    2°Usare sempre il seggiolino fin dal primo viaggio dalla dimissione dal nido ospedaliero
    3° Non mettere mai il bambino sul sedile anteriore di un auto con l'airbag, nel caso fosse necessario: disattivare l'irbag
    4° Fino al 6°mese di vita il seggiolino deve essere rivolto contromarcia.
    5° I viaggi con bambini prematuri devono essere ridotti al minimo
    6°Non usare seggiolini vecchi di oltre 10 anni
    Ultima e non meno importante regola: dare il buon esempio usando sempre le cinture di sicurezza.
    Alberto Ferrando
    Paola Santagata

    mercoledì 25 gennaio 2012

    Alcol in famiglia...e i figli?? Incontro del 4 febbraio


    MORTE IMPROVVISA A ROMA

    TRAGICA NOTIZIA:
    Purtroppo sarà l'autopsia a darci la risposta ma intanto URGE una precisazione: la SIDS (o morte improvvisa nella culla) NON E' CAUSATA DA UN RIGURGITO. La/le causa/e non sono note: noti sono i fattori di rischio che sono: caldo eccessivo, fumo di sigaretta e soprattutto dormire a pancia in giù. PER QUESTO DA DECENNI I BAMBINI PICCOLI VENGONO MESSI A DORMIRE A PANCIA IN SU. SBAGLIATO ANCHE DORMIRE SUL FIANCO.
    Altra cosa è il soffocamento da corpo estraneo per cui tutti dovremmo saper fare la manovra antisoffocamento CHE TROVATE SUL SITO, IN VIDEO, www.apel-pediatri.org e www.ferrandoalberto.eu

    Un Caro Saluto

    Alberto Ferrando

    Roma, soffocata da un rigurgito: bimba di 10 mesi muore in asilo nido

    (25 gennaio 2012) ROMA – In un asilo nido alla periferia di Roma, una bimba di dieci mesi è deceduta, questa mattina, mentre era nella sua culla: pare un’altra “morte bianca” . Le operatrici dell’asilo, situato in via Cesar Giulio Viola, in zona Corviale, si sono accorte che la piccola non respirava più solo dopo mezz’ora. 
    Dai primi accertamenti la causa del decesso avvenuto per soffocamento è stato un rigurgito, tuttavia questo sembra essere un’altro caso conosciuto come “morte bianca”, o “morte in culla” o SIDS, un decesso improvviso legato a cause naturali, che colpisce i bambini nati sani poco dopo la nascita o entro il loro primo anno di vita.
    Oggi, in tarda mattinata, le collaboratrici dell’asilo hanno visto la bimba cianotica e che non respirava più e hanno avvertito il 118. Ormai era troppo tardi, i sanitari hanno constatato che il decesso della piccola era avvenuto circa 30 minuti prima.
    Il 9 gennaio scorso un bimbo di tre mesi è stato trovato morto nella sua culla a Torre del Lago dai genitori polacchi. Questi hanno chiamato i soccorsi che hanno tentato di rianimarlo inutilmente. Si tratta di un altro caso di “morte bianca”: le cause del decesso sono apparse naturali.
    La sindrome della “morte in culla” rappresenta la prima causa di morte dei neonati nel loro primo anno di vita. Spesso è provocata da scorrette pratiche quotidiane, come far addormentare il neonato a pancia sotto con il rischio di strozzature o soffocamento, non avere paracolpi per i lettini con le sbarre, che proteggono dal rischio di contusioni il bambino.

    Bambini e lutto Cosa dire, cosa evitare e quando chiedere aiuto

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