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sabato 24 novembre 2018

VIOLENZA SULLE DONNE: TESTIMONIANZA di violenza e violenza assistita.

VIOLENZA SULLE DONNE: TESTIMONIANZA di violenza e violenza assistita.
Propongo questa testimonianza vera di qualche tempo fa  che fa capite quanta strada c'è ancora da fare:
".........giornata delle donne di tutte le donne di chi ha subito una violenza ma anche di chi non ha mai subito o preso coscienza del male che viene fatto.
Io ho subito molti tipi di violenza dal mio ex marito e dalla sua famiglia. 
Violenza psicologica, violenza mentale e violenza fisica. 
Spesso si crede che la violenza subita non è mai grande da dover essere denunciata... 
NON È VERO. 
Qualsiasi tipo di violenza va segnalata. 
Personalmente mi è stata lussata una spalla davanti a mio figlio. 
Nessuno è venuto ad aiiutarmi, urlavo ma i vicini non hanno sentito e solo gli occhi di mio figlio hanno visto soltanto 5 anni solo lui ha detto mamma ti aiuto io.
Mi sono ritrovata urlante piangente con la manina di mio figlio stretta seduta sul letto chiusa in camera. Carabinieri, avvocato, pronto soccorso.... tutti hanno espresso lo stesso pensiero "lasci perdere perché è peggio x suo figlio subentrano gli assistenti sociali, in fondo non ha grossi segni, puo uscire e nessuno se ne accorge... La la violenza peggiore è stata proprio questa NON ESSERE AIUTATA, CAPITA... ABBRACCIATA da chi doveva farlo.
Non perdono nessuno.... perché io solo so ciò che ho subito e mio figlio insieme a me...
Oggi mio figlio ha delle paure messe in relazione con quanto assistito. 
Forse quel carabiniere... quei signori che avrebbero dovuto aiutarmi rendere giustizia non sanno neppure cosa significa VIOLENZA.
Delusa.... spaventata... sola nell' affrontare tutto.... ricordo questa giornata....
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE"

martedì 13 novembre 2018

EMERGENZA EDUCATIVA (non solo per il calcio)

EMERGENZA EDUCATIVA (non solo per il calcio)
A seguito del brutto episodio del pestaggio di un arbitro di calcio a Roma alla TV si parla, finalmente, di emergenza educativa. Che non è limitata al calcio ma è generalizzata, purtroppo.  Ne abbiamo esempi quotidiani: bullismo violenza a scuola con minacce e botte a insegnanti, violenza a sanitari, violenza tra ragazzi ecc.  L'emergenza educativa non si affronta solamente minacciando punizioni o sanzioni esemplari ma deve essere affrontata dalla società nei suoi vari aspetti e nella sua genesi. A partire dai primi periodi della vita. Bisogna iniziare a diffondere una educazione ai nostri figli e cercare di rieducare i grandi. Non è semplice ma l'educazione è fondamentale ad ogni età della vita partendo da subito. SE l0'educazione fallisce si punirà ma quando si arriva alla punizione vuol dire che qualcosa non ha funzionato prima.
Qui sotto un breve articolo sulla educazione.
EDUCARE I BAMBINI CON LE REGOLE. EDUCAZIONE EMOTIVA. CONCEDERE TUTTO NON E' EDUCARE
Bisogna educare i bambini alle regole
Condotte educative autorevoli con alcune regole fanno bene al cervello dei figli, aumentando addirittura numero, grandezza e funzionalità dei neuroni.
Inoltre i bambini abituati fin da piccoli a regole e impegni, ad aspettare e rispettare, diventeranno adulti sereni e sicuri mentre un'educazione basata sul permissivismo rischia di crescere bambini fragili e adolescenti a rischio. 
CONSIGLI EDUCATIVI
1) Per prima cosa dovete immedesimarvi, provare empatia, con vostro figlio, che non vuol dire assecondarlo o concedere  quello che vuole ma fargli sentire che sentite quello che lui sente.  
Ad esempio, davanti a urla e pianti contro un vostro divieto potete dirgli con voce calma e rassicurante (mai alzare la voce altrimenti si aumenta la rabbia) “lo vedo che sei arrabbiato”. 
Poi raccontategli che anche voi da piccoli vi arrabbiavate. In questo modo il piccolo si rassicura  su quello che sta provando. La rabbia è un sentimento forte e voi dovete trasmettergli l'idea che non è grave. 
Il bambino compreso e rassicurato, non verrà travolto dalla negatività.  
2) Cercate insieme le soluzioni ai problemi. Dopo averlo calmato riconoscendo il suo stato emotivo, ora dovete risolvere la situazione. Lasciate spazio anche alle sue proposte, potete dirgli "Ora che hai capito che quella cosa proprio non puoi farla, cosa potremmo fare invece?"
3) Dategli delle indicazioni ma non sostituitevi a lui. Togliendo ai figli ogni difficoltà, si rischia di non farli crescere sicuri, responsabili e forti. Ad esempio, se è in età scolare, evitate di fare i compiti al posto suo. 
4) Siate disponibili ma non a completa disposizione. Ad esempio, se piange, non correte ad attaccarlo subito , aspettate un attimo, forse è solo un disagio passeggero che si risolverà a breve.
5) Abituate vostro figlio ad annoiarsi. E' indispensabile che i bambini da piccoli stiano un po' da soli e imparino a gestire la noia e i tempi vuoti, in modo da stimolare la fantasia. Evitate quindi di riempire le loro giornate di impegni extrascolastici: senza momenti vuoti vostro figlio non svilupperà sogni, desideri e passioni.
6)  Abituatelo alle regole e alle sanzioni e anche alle incentivazioni
EVITATE i ricatti mascherati da premi: “Se mangi la minestra ti FACCIO un regalo!”. 
7)  Mostratevi sempre forti e autorevoli. Non cedete davanti alle sue richieste e alle sue insistenze per assecondarlo. Mantenendo fermezza e autorevolezza sarete per lui un modello e una base sicura da stimare ed imitare, incrementando la sua sicurezza.
  8) Non fatevi spaventare da momenti di crisi di vostro figlio. Non abbiate paura se lui urla e strilla. Dovete insegnare a vostro figlio a gestire e modulare gli stati emotivi come tristezza, entusiasmi eccessivi, rabbia, senza mostrare la vostra ansia,  preoccupazione o peggio ancora mostrare di avere paura di lui. Se il piccolo vi percepisce tranquilli, sentirà che è possibile per lui contenere senza timore qualsiasi stato d'animo.
 9)  Cercate di passare del tempo con loro. Giocare con i figli fa bene alla loro autostima. “Invece di immergere i bambini sotto enormi quantità di giochi spesso inutili, sarebbe meglio regalare un po' del vostro tempo per giocare insieme".
 In età prescolare i giochi da favorire sono: “il facciamo finta ” e i giochi di ruolo... che permettono di far volare la fantasia, proiettare situazioni e stati d'animo e quindi scaricare la tensione. Altre attività da fare insieme e incentivare sono: il disegno e la lettura di libri.
10) Gratificate gli sforzi di vostro figlio per raggiungere obiettivi.  Fate lodi motivate e non esagerate con le gratificazioni, altrimenti darà per scontato che per voi è tutto sempre super. Inoltre evitate frasi scontate, ad esempio davanti a un suo disegno non dite solo: “Che bello”, ma meglio usare frasi più specifiche, come: “Vedo che hai disegnato molti alberi, e hai aggiunto anche i fiori", così il piccolo si sentirà valorizzato per il percorso che ha fatto. 
E quando non riesce in un'attività? Dite semplicemente che con il tempo e la pratica migliorerà. Altrettanto importante aiutarlo a tollerare e accettare le frustrazioni relative alla sconfitta, senza sentirsi schiacciato dalla delusione e dalla rabbia. "E quando giocate con lui che non vi venga in mente di farlo vincere sempre! E se la sconfitta lo fa arrabbiare concedetegli la rivincita e spronatelo a impegnarsi di più!". 
11) Evitate di ridicolizzare e minimizzare le emozioni che vostro figlio sta provando, non fareste che aumentare la sua rabbia e la sua delusione. Per esempio, se ha paura del buio (fino ai 5 anni i bambini fanno spesso brutti sogni), non minimizzate, ma ricorrete all'ascolto empatico: "Ma davvero hai paura che col buio venga un fantasma? Vuoi raccontarmi come è fatto? Sai che anch'io avrei tanta paura di un fantasma come quello che mi hai descritto? Ora vediamo cosa possiamo fare insieme per combattere questa paura...".
12) Insegnategli a riconoscere le proprie emozioni. Fin da quando è piccolo abituatelo a dare il nome a quello che prova: tristezza, gioia, rabbia. Raccontategli anche le vostre emozioni. "Questo scambio comunicativo è un vero e proprio allenamento che darà senz'altro i frutti nel tempo".
13) Favorite sempre il dialogo diretto. Parlate anche di quello che non va. Evitate silenzi, atmosfere colpevolizzanti, volti scuri, atteggiamenti ambigui e allusivi.

14) Trasformate i capricci o altre situazioni negative in momenti di intimità.
Un capriccio o una delusione sono l'occasione per immedesimarvi nei vostri figli e insegnargli qualcosa di importante e condividere sensazioni profonde. Evitate invece, atteggiamenti critici e giudicanti.
15) Favorite in vostro figlio la capacità di comprendere gli stati mentali (punti di vista) e i comportamenti degli altri. "Se il tuo amichetto oggi non vuole giocare al parchetto con te è forse solo perché questo pomeriggio vuole passare più tempo con la sua mamma. Vedrai che domani starà di più con te...".

Tratto da www.nostrofiglio.it



domenica 15 luglio 2018

RISPOSTE A GENITORI: A SCUOLA PRIMA E "UNA BELLA SBERLA"? NO ALCOL

RISPOSTE A GENITORI: A SCUOLA PRIMA? E "UNA BELLA SBERLA"?
A scuola prima? Pensiamoci e valutiamo con pediatra e pedagogista e/o psicologa/o e con le maestre dell'asilo che ha frequentato vostro figlio
Non obbedisce: Una bella sberla? (NON SERVE A NIENTE, ANZI!).
Buona giornata e date, e riceverete, coccole e del bene e dei sorrisi!!!
Aumentano i casi di coma etilico tra i giovani. Altri 2 a Nervi :-(
Per approfondire i danni della violenza sui bambini, sulle donne e in generale: https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=violenza



sabato 25 novembre 2017

VIOLENZA SULLE DONNE: LETTERA DI MAMMA

Cari genitori
UNA FORMA PARTICOLARE DI VIOLENZA E' ANCHE QUELLA DI CHI IGNORA O IRONIZZA o suggerisce di lasciare perdere. 
Vari articoli sul tema ne trovate sul blog con testimonianze. Trovate anche la storia, in più parti, della violenza su Giulia. Le conseguenze sono anche sui bambini che subiscono la cosiddetta "violenza assistita". RICORDATE CHE QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE CAUSATA DALL' ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE.  Precedenti articoli qui, segue lettera: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=violenza
LETTERA DI MAMMA: Oggi è la giornata delle donne di tutte le donne, sia di chi ha subito una violenza sia di chi non ha mai subito o preso coscienza del male che viene fatto.
Io ho subito molti tipi di violenza dal mio ex marito e dalla sua famiglia. Violenza psicologica ... Violenza mentale... e violenza fisica. Spesso si crede che la violenza subita non è mai grande da dover essere denunciata... NON È VERO. Qualsiasi tipo di violenza va segnalata. Personalmente mi è stata fatta davanti a mio figlio... da chi.... Nessuno è venuto ad aiiutarmi...vicini...non hanno sentito... solo gli occhi di mio figlio hanno visto soltanto 5 anni solo lui ha detto mamma ti aiuto io.... mi sono ritrovata urlante piangente con la manina di mio figlio stretta seduta sul letto chiusa in camera. Carabinieri....avvocato..... pronto soccorso.... tutti hanno espresso lo stesso pensiero lasci perdere perché è peggio x suo figlio subentrano gli assistenti sociali.... in fondo non ha grossi segni...puo uscire e nessuno se ne accorge... ...ma la violenza peggiore è stata proprio questa NON ESSERE AIUTATA ... CAPITA... ABBRACCIATA da chi doveva farlo.
Non perdono nessuno.... perché io solo so ciò che ho subito e mio figlio insieme a me...
Forse quel carabiniere... quei signori che avrebbero dovuto aiutarmi rendere giustizia non sanno neppure cosa significa VIOLENZA.
Delusa.... spaventata... sola nell' affrontare tutto.... ricordo questa giornata...
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE


sabato 4 febbraio 2017

LA VIOLENZA DI UN GENITORE E' ANCHE VIOLENZA SUL BAMBINO. E HA CONSEGUENZE SULLA SUA VITA. VIOLENZA DONNE

LA VIOLENZA DI UN GENITORE E' ANCHE VIOLENZA SUL BAMBINO. HA CONSEGUENZE SULLA SUA VITA. VIOLENZA DONNE.
LA VIOLENZA SU ALTRI (IN GENERE SULLA MAMMA) viene chiamata  "VIOLENZA ASSISTITA"(traduzione dell'inglese “witnessing violence ).
Guardate che episodi di violenza "assistita" avvengono frequentemente. Guardatevi in giro. I casi con maggiori conseguenze avvengono sulla mamma ma anche all'esterno della casa. Allego qui parte di una lettera di una mamma, UNO DEI TANTI ESEMPI QUOTIDIANI (purtroppo): "IL B. assiste quasi quotidianamente a sceneggiate quando sono in moto o in macchina. Mio marito è molto iroso e quindi sulla strada è privo di pazienza, si arrabbia per un nonnulla, insegue le macchine o moto che secondo lui gli avrebbero fatto uno sgarro, grida per strada dice parolacce tutto alla presenza del bambino che ovviamente si spaventa. Ho riscontrato nel bambino malessere perché di notte e molto agitato, ha fame d'aria e ha atteggiamenti poco sereni".  GUARDATE CHE SONO COSE FREQUENTI!!!!!!! E CHE TRAUMATIZZANO I BAMBINI!!!! 
COSA E': “Si intende per violenza assistita intrafamiliare : atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica compiuti su figure di riferimento (IN GENERE LA MAMMA) a cui il bambino assiste e di cui può patirne successivamente gli effetti.
 L’esposizione alla violenza intrafamiliare è un grave trauma per i bambini e le bambine ed
è il principale fattore della trasmissione intergenerazionale della violenza.
Se la donna vittima di violenza vive con figli e la violenza viene perpetrata nell’ambito
domestico è altamente probabile che i minori assistano ad episodi di maltrattamento più o
meno gravi ed essi stessi ne siano vittime dirette o indirette

MA IN ASSOLUTO QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE SUL BAMBINO. PIU’ GRAVE SE RIPETUTA E A CARICO DI PARENTI O CARI MA ANCHE ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE, NEI CONFRONTI DI ESTRANEI. I BAMBINI POI IMPARANO DA QUELLO CHE VEDONO.

UNA MADRE MALTRATTATA è  POI ANCHE UNA MADRE TRAUMATIZZATA
Il maltrattamento alle madri produce sintomi assimilabili al disturbo post-traumatico da stress
Danneggiano fortemente le competenze genitoriali di queste donne, influenzando fortemente la relazione con i figli e le capacità di accudimento e di attenzioni verso i loro bisogni.

I BAMBINI POSSONO ANCHE SUBIRE UN Maltrattamento diretto.  In casi di violenza intrafamiliare dal 30% al 66% dei bambini subisce un maltrattamento diretto, dal 39% al 55% associato  a abuso sessuale.

Ingiuriare la madre di fronte al bambino indebolisce il rispetto dei figli per la madre.
Ne può ridurre le disponibilità, causare depressione, sentirsi a rischio di non riscire a difendere i figli  e di  proteggerlo da episodi di abuso infantile

I BAMBINI CHE ASSISTONO ALLA VIOLENZA DOMESTICA SOFFRONO PERCHE’:
Non possono affidarsi ai genitori per essere protetti e accuditi.
Hanno relazioni di attaccamento disorganizzate
Vi è una compromissione delle funzioni alimentari e del sonno
Provano paura-angoscia-impotenza
Possono venire accidentalmente feriti/colpiti durante i litigi
Vi è un’inversione di ruoli e i bambini cercano di proteggere la madre e/o i fratelli durante o dopo gli attacchi

CONSEGUENZE SUI BAMBINI
Più alta incidenza di disturbo post-traumatico da stress complesso ( Herman):
- Instabilità affettiva
- Impulsività
- Difficoltà nella modulazione della rabbia
- Preoccupazioni suicide
- Autolesionismo
- Amnesia
- Ricordi intrusivi degli episodi traumatici
- Impotenza-vergogna-colpa
- Accettazione della violenza quale regola delle relazioni
affettive
Somatizzazione
Impotenza-vergogna-colpa
Accettazione della violenza quale regola delle relazioni affettive


domenica 4 dicembre 2016

VIOLENZA SULLE FAMIGLIE E SUI BAMBINI: quella istituzionale inizia quando si cercano servizi (Articolo su Il Secolo XIX da leggere)

VIOLENZA SULLE DONNE, SULLE FAMIGLIE E SUI BAMBINI: quella istituzionale inizia quando si cercano servizi (Articolo su Il Secolo XIX da leggere)
Il 25 Novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Manifestazioni, spesso autoelogiative e autoreferenziali, ai TG e sui media: prese di posizioni che proclamano, pontificano, criticano, organizzano manifestazioni, riunioni, discussioni.
Bene…(si fa per dire) se ne parla.
Qualcosa si sta facendo.
Tanto resta da fare.
INIZIAMO A VEDERE QUANTO E’ MAL-TRATTATA UNA FAMIGLIA QUANDO HA UN BAMBINO: a partire dalla mancanza di servizi e di penalizzazione del lavoro di una donna quando ha un bambino: ARTICOLO su Il Secolo XIX di oggi che consiglio di leggere: QUALCHE INTERVENTO PER LE FAMIGLIE? INVECE DI PARLARE E SPENDERE PER  IL NULLA????
Per quanto riguarda la violenza incollo qui un mio vecchio post: “Una volta la violenza (TUTTA) sulle donne, sui bambini, sui disabili, in tutte le fasce deboli veniva nascosta o negata se non addirittura giustificata. Lo stesso sui bambini. Consiglio la lettura del libro “L’infanzia violata” di Mario Storchi (storie degli abusi sui minori in Italia nell’ottocento  nel novecento”). Parlo di bambini perché la violenza non è “solo” quella fisica ma anche quella psicologica, economica, è anche la violenza “indiretta”: Ti faccio soffrire maltrattando tuo figlio o figlia. Per i bambini si parla di violenza assistita (assistere alla violenza fatta alla madre…violenza che può essere anche una lite o atteggiamenti repressivi o minacciosi o ricattatori) ma quante donne (e anche alcuni uomini) vengono sottoposte a violenza maltrattando il figlio o la madre o altri cari?? 
MA LA VIOLENZA PRINCIPALE, PIU’ FREQUENTE E DIFFUSA E NON DENUNCIATA E’ QUELLA CHE LA STESSA SOCIETA’ E MOLTI DI NOI FANNO ALLE DONNE nel quotidiano. Ad iniziare ai commenti e aigesti pers strada. Non c'è una grande diversità tra chi fa pesanti apprezzamenti o gesti da chi maltratta fisicamente le donne. Li accomuna la mancanza di rispetto.  
Quanta ipocrisia da parte di una politica che nulla fa per le donne, i bambini e la famiglia e poi celebra in pompa magna la giornata della violenza contro le donne. Un esempio su tutti? La madre che deve tornare al lavoro e deve lasciare il bambino di pochi mesi, se non ha genitori, all’asilo o la mamma che si deve licenziare perché non le viene concesso il “part time” per dividersi tra casa, lavoro e figlio.  Guardate che è una situazione frequente e ho visto le lacrime, a volte trattenute altre no, negli occhi di tante donne. Seguo bambini le cui mamme hanno dovuto fare così, non per una scelta ma per obbligo. Per non parlare di mamme messe in condizioni di licenziarsi o di fatto licenziate. Magari che lavoravano in strutture che dovrebbero tutelare la famiglia. Direte solita colpa alla Società!! No la Società siamo noi quando non aiutiamo una neo mamma o una vicina che vediamo in crisi.  L’ultima mamma che ha dovuto licenziarsi lo ha fatto perché le colleghe di lavoro non hanno accettato di condividere parzialmente il “part time” (io ho dirittiche tu non hai perché vivo nel mio egoismo)!!!!  Storie di ordinaria violenza le vediamo anche noi. Forse non le vogliamo vedere, forse abbiamo da pensare ad altro ma se imparassimo a guardare le persone in faccia e negli occhi potremmo fare qualcosa: capire e offrire la nostra umanità, un sorriso, una offerta di aiuto. Viviamo in un periodo di anestesia anche emotiva. Corriamo dalla mattina a sera, affrontiamo la vita di corsa e con violenza e facendo così facciamo violenza non solo alle donne, anche ai nostri figli, a noi stessi.
Oltre ai grandi discorsi che grandi imbonitori fanno con l’ipocrisia tipica dei tempi attuali  noi guardiamo gli altri e cerchiamo di fermare la nostra violenza che può essere anche quella di non fare niente per le altre donne e per gli altri in generale.

Un caro Saluto




giovedì 24 novembre 2016

VIOLENZA E NON SOLO: SI EDUCA CON L'ESEMPIO

VIOLENZA E NON SOLO: SI EDUCA CON L'ESEMPIO:
Dedicate 1 minuto guardare questo filmato che faccio vedere nei corsi antisoffocamento: i bambini imparano dall'esempio: a mangiare,a comportarsi anche le cose negative come la violenza:  i bambini vedono, i bambini fanno.
Anche la violenza si apprende sia quella subdola e dannosa psicologica che quella fisica.

domenica 16 ottobre 2016

Mia mamma usava il battipanni...ma si deve educare senza violenza.

Mia mamma usava il battipanni...ma si deve educare senza violenza.
Cari genitori
Nei giorni scorsi ho mandato su Facebook un post ove troneggia il battipanni che, una volta, si usava, insieme ad altri, come metodica educativa. Molte risposte favorevoli e riferiti danni da non uso di sberle...ma i danni sono creati dal non uso di educazione. La violenza non è unmetodo educativo efficace. LA VIOLENZA NON VA MAI USATA. 
Cosa fare? EDUCARE, sapere dire di no. Iniziate leggendo qualche consiglio sul mio libro "Come crescere mio figlio". Poi trovate sul mio sito vari libri utili con consigli pedagogici. ma NON USATE VIOLENZA SUI VOSTRI FIGLI (anche se, volte sembra che facciano di tutto per suscitarcela"
Ci sono genitori che concedono tutto e quando non ne possono più urlano o menano: danno doppio  concedere tutto toglie il desiderio  delle cose e la violenza fa male..sempre.
La violenza: Anche se l’abbiamo subita da giovani (personalmente ricordo la cinghia e il battipanni…si faceva così) anche ....... NO: mai usarla né quella fisica né quella ancora più dannosa “psicologica” che rischia di minare il concetto di “sé” del bambino, ridurre la sua autostima. 
NON fate confronti tra fratelli o fratelli e sorelle né con amici e poi…. Parliamone. Nessuno ha la risposta perfetta e adatta per tutte le situazioni. 
Essere genitori è molto impegnativo e ci mette in crisi. Qualsiasi cosa facciamo qualcuno, spesso noi stessi, criticherà. Poi ci sono i complessi rapporti con i nonni, i parenti gli amici. In sintesi: NON ESISTE IL MANUALE DEL GENITORE PERFETTO. Anche perché siamo tutti diversi, ogni bambino (e ogni adulto) ha le sue caratteristiche, il suo temperamento. Impariamo, come nelle scienze come diceva Popper, dai nostri errori. Ebbene picchiare o maltrattare un bambino è UN ERRORE. Molti me lo chiedono. Molti mi chiedono se la sberla serve e debbo rispondere MAI. Su questo possiamo poi tornare come sul maltrattamento dei bambini ma anche sul maltrattamento dei genitori da parte dei figli J (Ogni cosa è sempre bidirezionale).
Ricordate che:
-       Anche se tutti fanno così non è detto che sia giusto
-       Anche se lo hanno fatto a noi può essere sbagliato
-       Anche se lo dice un “esperto” può essere sbagliato
-       L’esperienza è utile se ben usata. A volte è una ripetizione acritica di errori passati
-       Il nostro obiettivo, come genitori (e come bambini, adolescenti e nonni) è cercare di fare il meglio e la felicità di tutti: si ottiene con la violenza??
Buona Domenica
Alberto Ferrando




sabato 5 marzo 2016

MAI VIOLENZA AI BAMBINI: MINIGUIDA E CONSIGLI DA PEDIATRA E PAPA'


MAI VIOLENZA AI BAMBINI: MINIGUIDA E CONSIGLI DA PEDIATRA E PAPA'
GUIDA GENITORI di Save the Children
Concetti fondamentali:
-      LA VIOLENZA NON VA MAI USATA.
Anche se l’abbiamo subita da giovani (si usavano una volta  la cinghia e il battipanni…si faceva così) ed allora era “normale” accettata…invece NO: mai usarla né quella fisica né quella ancora più dannosa “psicologica” che rischia di minare il concetto di “sé” del bambino, ridurre la sua autostima.
-      NON fate confronti tra fratelli o fratelli e sorelle né con amici  
-      Essere genitori è molto impegnativo e ci mette in crisi. Qualsiasi cosa facciamo qualcuno, spesso noi stessi, criticherà. Poi ci sono i complessi rapporti con i nonni, i parenti gli amici.
-      NON ESISTE IL MANUALE DEL GENITORE PERFETTO. Neanche il mio libro "Come crescere mio figlio” J. Anche perché siamo tutti diversi, ogni bambino (e ogni adulto) ha le sue caratteristiche, il suo temperamento. Impariamo, come nelle scienze come diceva Popper, dai nostri errori.
-      Picchiare o maltrattare un bambino è UN ERRORE. Molti mi chiedono se la sberla serve e debbo rispondere MAI.

Ricordate che:
- Anche se tutti fanno così non è detto che sia giusto
- Anche se lo hanno fatto a noi può essere sbagliato
- Anche se lo dice un “esperto” può essere sbagliato
- L’esperienza è utile se ben usata. A volte è una ripetizione acritica di errori passati
- Il nostro obiettivo, come genitori (e come bambini, adolescenti e nonni) è cercare di fare il meglio e la felicità di tutti: si ottiene con la violenza??
Buon Week end

Alberto Ferrando

Salute mentale dei ragazzi: è un’emergenza pediatrica, non solo psichiatrica

Salute mentale dei ragazzi: è un’emergenza pediatrica, non solo psichiatrica 18 ragazzi ricoverati in una notte al Meyer ma segnali li vedia...