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mercoledì 4 dicembre 2013
domenica 27 gennaio 2013
SE "NON MI MANGIA" ...NON FORZIAMOLO
Tanti genitori mi interpellano perché i loro figli mangiano poco. Rispondo per tutti che dobbiamo lasciare liberi i bambini di regolarsi e evitare di forzarli. Importante altrettanto, oltre a dare una dieta adeguata senza paciughi o "fuori pasto" è fare movimento (3, TRE, ore al giorno dovrebbero fare: vedete qui:http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=tre+ore ) perché se alcuni bambini mangiano poco altri mangiano troppo e si muovono poco e sono sovrappeso se non obesi. Tenete inoltre conto che l’accrescimento e la quantità di cibo che un bambino mangia varia
molto, soprattutto nei primi periodi della vita. per cui magari qualche
settimana crescono di più e altre di meno.
Altra osservazione: la velocità di
crescita rallenta man mano che passano i mesi. Per cui nei primi mesi crescono 150 grammi (o anche molto di più) e arrivati a 1 anno a un anno
aumentano di peso circa 50 grammi al dì.
Per
tutti, un consiglio: MAI forzare un bambino a mangiare quando vuole
smettere: si rischia di iniziare a creare, fin dai primi periodi di vita, un
alterato rapporto con il cibo che poi si porterà dietro nelle età successive. Un 30% dei bambini presenta dei disturbi del comportamento alimentare (eccesso di peso,anoressia, bulimia e altre forme sempre più in aumento).
Se un bambino che ha sempre mangiato mangia di meno rispettate la sua scelta,
non insistete, non fate il teatrino o
altri trucchi (tipo fare l’aeroplano con il cucchiaio, ovviamente quando è più
grande dell’età di sua figlia, approfittando di quando il bambino apre la bocca
guardando il cucchiaio ,che “vola” in alto mentre voi fate dei rumori di vario
tipo, per infilarglielo pieno di cibo). Il miglior modo per far mangiare un
bambino che mangia di meno o che, addirittura non volesse mangiare è quello di
non forzarlo e anche, a volte, di lasciarlo digiunare. Magari un bambino che
mangia, per noi, o per i nonni, poco, cresce bene, è vivacissimo e magari anche
un genitore, se non entrambi, da piccoli mangiavano, sempre per i genitori o
per i nonni, poco. SE è così cercate di ricordare come gli “adulti” erano
noiosi e vi facevano magari perdere l’appetito anche quando volevate mangiare. Leggete
anche questo articolo sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it
(link diretto: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/04/aiuto-non-mi-mangia.html
)
lunedì 18 giugno 2012
NON MI MANGIA. ARTICOLI SU GIORNALI. SI RISPARMIA SOLO SUL GARANTE DEL'INFANZIA?
Cari Genitori Vi prego di dedicare 2 minuti a compilare il questionario SULLA POSIZIONE NEL SONNO DEL BAMBINO: https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dFBIbFhESERUSWRQOHFrRERMSG9OdFE6MA. Vi segnalo articoli interessanti usciti su quotidiani ieri: due medici e uno su cui non faccio commenti....anzi uno lo faccio: ma risparmiano solo sul Garante dell'infanzia??? Gli articoli medici li trovate anche sul sito www.ferrandoalberto.eu in ARTICOLI SU QUOTIDIANI (http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html).
Buon inizio settimana. Alberto Ferrando

Buon inizio settimana. Alberto Ferrando

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martedì 3 aprile 2012
AIUTO: "NON MI MANGIA"
Dottore mio figlio NON “MI MANGIA”
Dottore mio figlio “non mi mangia”. Questa è una frase usata
da alcune mamme appena entrano in studio. Il pediatra guarda il bambino, un
simpatico marmocchio di età variabile da 1 a 4-5 anni che non sta fermo un
momento e che, anche quando sta fermo per la visita muove le gambe o le
braccia, insomma un concentrato di forza, di energia e di vitalità.
Il pediatra pesa e misura il bambino e, nella maggior parte
dei casi, il peso e l’altezza risultano nella norma per l’età. I genitori o la
mamma e la nonna si guardano sbigottiti e dicono che non è possibile, loro
figlio non mangia niente, o quasi.
Questa è una situazione che capita abbastanza frequentemente
nell’ambulatorio del pediatra. Bambini molto vivaci che a tavola “non danno
soddisfazione” ai genitori. Anche il termine non “mi mangia” sta a dire non
mangia “per me”, ma il bambino, cari genitori, non deve mangiare per voi, ma
per lui. Ci sono effettivamente bambini che mangiano in abbondanza e riescono a
mantenere un peso nella norma, altri che tendono ad avere la “pancetta” già nei
primi anni di vita ed altri (versione non “mi mangia”) che manifestano poco
interesse per il cibo ma che, andando a vedere quanto cibo introducono,
mangiano a sufficienza ma spesso, se non sempre, in modo disordinato e
praticano diete scorrette. Non mangia a tavola ma mangia qualche “paciugo”
(merendine ed alimenti confezionati) al di fuori dei pasti o, pur di farli
mangiare assumono succhi di frutta in abbondanza (che potrebbero dare dei
problemi) oppure si degnano di mangiare se qualcuno fa il teatrino, oppure se
c’è la televisione ecc. Ci sono piccoli despoti i cui genitori, pur di vederli
mangiare, instaurano una specie di “coprifuoco” in casa, guai a parlare, tutti
fermi, non ci si può alzare, scatta una crisi di nervi ai genitori, se squilla
il telefono o se una intempestiva pubblicità interrompe lo spettacolo preferito
del marmocchio in quanto, appena succede qualcosa di questo tipo, si blocca il
“miracolo” del bambino che mangia. Il bambino ti guarda in faccia come per dire
“ma come faccio a mangiare con questo rumore” e non c’è più verso di farlo
mangiare
Scherzi a parte questi bambini crescono bene ma i genitori
vivono nell’ansia continua del cibo che diventa l’argomento di conversazione e
di conflitto principale tra loro, tra loro e i nonni. I bambini, che in questo
modello “non mi mangia” sono costituzionalmente di scarso appettito ne
approfittano per ridurre queste famiglie in totale schiavitù, vengono
instaurate diete improprie per un bambino dove prevalgono cibi preconfezionati
e fritti (anche 3-4 volte alla settimana patatine fritte o milanese). Alcuni di
questi bambini si mettono a mangiare quando vanno all’asilo, altri, la maggior
parte, non mangiano neanche all’asilo per cui le mamme richiedono diete
“speciali” o chiedono al pediatra di inventare malattie inesistenti per fargli
preparare quelle poche cose che il bambino mangia..
Queste famiglie fanno contenti i produttori di farmaci, vitamine,
integratori, pappe reali, erbe ecc. che vengono somministrati in quantità. Anni
fa ho visto in un albergo una mamma che somministrava religiosamente al figlio
di 6-7 anni, magro e vivacissimo,
a tavola, 5-6 tipi diversi di “prodotti”, il padre guardava con aria triste la
moglie e il figlio e un giorno è uscito con la frase “con tutta sta roba che
prende mio figlio dovrebbe essere come Schwartzneger”.
Cari genitori parlate di questi “problemi” che a volte
creano più preoccupazione di malattie reali o che vengono vissuti molto male
con il pediatra ma MAI in presenza di vostro figlio. E quando il bambino non
mangia non litigate, per il cibo davanti a lui. Il pediatra vi darà dei
consigli che, forse, non vi piaceranno
(farlo saltare qualche pasto), dei comportamenti da tenere e molte meno
medicine (anzi spesso nessuna medicina) di quanto vogliate.
Nel passato veniva usato nei bambini che non mangiavano un
farmaco nato come antiallergico i cui effetti collaterali erano sonnolenza ed
aumento dell’appetito e facciamo fatica a convincere alcuni genitori che è
innaturale dare un farmaco, tra l’altro poco sperimentato nel bambino, per
sfruttare degli effetti collaterali.
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