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domenica 10 maggio 2015

AUGURI MAMME!!!!!Consigli alle neomamme e cosa fare se ha crisi di furia a 5 anni? ARTICOLI SUL SECOLO XIX DI OGGI.

AUGURI MAMME!!!!!Consigli alle neomamme e cosa fare se ha crisi di furia a 5 anni? ARTICOLI SUL SECOLO XIX DI OGGI.
CARI GENITORI
AUGURI A TUTTE LE MAMME :-)
SUL SECOLO XIX DI OGGI DUE BREVI ARTICOLI SU TEMI IMPORTANTI
1) Neomamma: la mamma ha sempre ragione
2) Se il bambino ha crisi di furia
Trovate approfondimento sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it a questi indirizzi diretti:
LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=la+mamma
INSEGNARE L'AUTOCONTROLLO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=autocontrollo
Alberto Ferrando


lunedì 26 gennaio 2015

BASTA COLPEVOLIZZARE LE POVERE MAMME CHE NON RIESCONO AD ALLATTARE. QUANTE MAMME MALTRATTATE CHE SI VEDONO.

BASTA COLPEVOLIZZARE LE POVERE MAMME CHE NON RIESCONO AD ALLATTARE. QUANTE MAMME MALTRATTATE CHE SI VEDONO. MAGARI VORREBBERO ALLATTARE MA....E VOI LE METTETE IN CRISI???
Ripropongo un articolo con due lettere di mamme che espongono il loro parere sull'allattamento al seno.
Ovviamente come pediatra sono favorevolissimo all'allattamento al seno :
  • SE IL BAMBINO STA BENE
  • SE LA MAMMA STA BENE
  • SE LA FAMIGLIA STA BENE
E PER STARE BENE INTENDO UNO STATO DI "BENESSERE fisico psichico e sociale" come da definizione della Organizzazione Mondiale della Sanità
SE NON ALLATTO E ALLORA?? 
LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE RICORDATE????
COME ESSERE BUONI GENITORI? Cerchiamo di essere noi stessi e non il genitore idealizzato, finto. Un luogo comune per la madre ???: “Per essere una buona madre si deve allattare il bambino al seno”!!!!  (vedete qui sotto un articolo di una Rivista: EVITATE LE ESAGERAZIONI E DUE TESTIMONAINZE DI MAMME) UN BUON GENITORE NON SI GIUDICA DAL FATTO SE ALLATTA O MENO, né da come partorisce , né da altro….Si diventa bravi genitori con il tempo, a volte anni man mano che imparate a conoscervi e rispettate questi punti (Hogg).
IN questo periodo ho visto varie mamme MALTRATTATE. Ma non parlo di violenza alle donne fisica ma di mamme "normali" maltrattate da persone "normali" (magari mamme, nonne o papà) sul tema dell'allattamento al seno!!!!!
Come pediatra non posso non sostenere la bontà dell'allattamento al seno (LEGGETE POST SUL TEMA QUI:http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=SENO) ma non facciamo gli integralisti per favore!!!! Alcune donne che pur avrebbero voluto allattare con tutto il cuore non ci riescono. Succede e per vari, seppur non frequenti motivi. Alcune donne hanno tanti e tali problemi per cui non riescono ad allattare serenamente, anzi 'allattare diventa l'ultimo dei loro problemi (ragazze giovani senza marito, dipendenze di vario tipo, povertà, solitudine, mancanza di aiuti dcc. dcc.). Cosa fa la maggio parte della gente NORMALE??? CRITICA, GIUDICA, COLPEVOLIZZA una mamma che dopo la gravidanza magari è un pò giù se non al limite della depressione. Già una mamma si autocritica, si mette in gioco. Pensateci quando vedete una mamma prima di dire con la faccia preoccupata "Che peccato!!", "Insisti", " se non "Perchè non vuoi allattare?" magari accompagnata da altre perle di saggezza tipo "Vedrai che si ammala se non dai il tuo latte" o "Diventerà allergico".  Cari Genitori una gran cosa è il RISPETTO degli altri e da parte dei genitori nei confronti del  bambino. PER RISPETTARLO RISPETTATEVI E FATEVI RISPETTARE.
-       Siate consapevoli che è un individuo unico(NON è come  l’idealizzato figlio della vostra amica o come altri bambini: è il VOSTRO figlio)
-       Parlate CON lui e NON a LUI (la comunicazione è bidirezionale)
-       Ascoltate e, se necessario, soddisfate i suoi bisogni (sia detti a parole che in altri modi. Non vuol dire che dovete soddisfare TUTTO quello che chiede).

Caro dottore,
 Sono la mamma di Davide e Alessia 4 anni e 4 mesi rispettivamente. In questa mail proverò a riassumere la mia esperienza sull'allattamento innanzi tutto per ringraziarla del suo sostegno soprattutto morale e poi per offrirle, se crede utile, qualche spunto in caso si trovasse ad affrontare l'argomento con gli "irriducibili" dell'allattamento al seno. 
 Quando è nato Davide nel 2006 in ospedale mi hanno detto di attaccarlo il più possibile, lui era da subito molto vorace e quindi sin dal primo giorno stava attaccato al seno praticamente di continuo. Al secondo giorno ho iniziato ad avere ragadi ai capezzoli che sono velocemente peggiorate. In pochi giorni i capezzoli erano ricoperti completamente di croste, nonostante un male davvero forte ho continuato ad attaccare Davide ogni volta che voleva anche se lui finiva per ciucciare sangue misto al poco latte che avevo, e quando riuscivo a staccarlo iniziava a piangere dalla fame. Ho fatto due rientri in ospedale per farmi consigliare e a parte lo sgomento iniziale delle ostetriche quando vedevano il mio seno le istruzioni erano comunque attaccare sempre il più possibile  per cercare di fare venire il latte e usare il tiralatte. Riassumendo usavo il tiralatte per sbloccare il seno dalle croste, attaccavo Davide per un sacco (mentre piangevo dal dolore) e poi tiravo ulteriormente il latte con il tiralatte mentre spesso qualcuno dava un biberon a Davide che altrimenti urlava per la fame. Risultato, dopo 10 giorni di sofferenza e pianti per sentirmi una mamma inadeguata, niente montata lattea e una mastite ho deciso di interrompere l'allattamento per passare esclusivamente all'artificiale. Da quel giorno finalmente mi sono goduta Davide, il momento della pappa e tutte le coccole che seguivano.
Dopo 4 anni è nata Alessia e da subito avevo deciso di "non ricascarci" e di fare allattamento al seno solo se fosse andato tutto bene subito. In ospedale ho trovato un atteggiamento "un po' meno talebano" e visto che anche questa volta al secondo giorno iniziavo già ad avere le ragadi mi è stato suggerito dalle ostetriche del nido di attaccare un po' meno Alessia e in caso offrire un po' di biberon almeno finchè non avessi avuto latte a sufficienza.
Benissimo, peccato che quando ho fatto la visita dal neonatologo dell’ospedale dopo pochi giorni dalla dimissione in modo piuttosto brusco mi è stato detto che così sarei andata in autoinibizione e che quindi dovevo attaccare Alessia per una ventina di minuti da un seno, svuotate l'altro con il tiralatte per cercare di aumentare la mia produzione di latte non ancora sufficiente. Il tutto senza chiedermi il mio parere, o informarsi sui miei ritmi a casa, sulla possibilità di aiuti da famigliari e soprattutto sulla presenza di un fratellino visto che in quel momento per me la cosa più importante era non sottrargli tempo e attenzioni.
Nonostante le mie convinzioni iniziali, e per colpa forse anche degli ormoni che nei giorni seguenti al parto fanno "strani scherzi", sono riuscita di nuovo ad andare in crisi convinta di avere sbagliato tutto.Per fortuna mio marito è stato molto deciso, dopo due giorni avevamo appuntamento con lei e così lui mi ha detto aspettiamo di sentire cosa dice il pediatra curante visto che di lui ci fidiamo forse sapendo già quale sarebbe stato il suo consiglio..."la cosa più importante è che la mamma sia serena!" E così è stato.
Ha lasciato la scelta a me su come proseguire con la tranquillità che in ogni visita riesce a trasmettermi. Ho continuato con allattamento misto fino ai tre mesi di Alessia e soprattutto finchè ha voluto lei, e sono passata completamente al L.A. appena ha dimostrato di non gradire più il mio latte.
 Da questa mia esperienza personale vorrei sottolineare come troppo spesso mi sembra vengano solo elogiati i vantaggi (indiscutibili) del latte materno senza un adeguato sostegno psicologico della mamma che invece può incontrare varie difficoltà all'inizio dell'allattamento e in generale nella cura della nuova creatura. E mi sembra che in questo vada anche tenuto conto come la degenza post-parto in ospedale sia sempre più ridotta, cosa che se da una parte credo permetta notevoli tagli alle spese sanitarie di certo non aiuta la mamma nei primi giorni di vita del nuovo arrivato.
 Mi scuso per la lunghezza della mail, ma spero di essere così riuscita a trasmettere la mia esperienza e la ringrazio ancora per il suo continuo supporto.
 Una mamma davvero felice "nonostante" o meglio "grazie" al latte artificiale e a un buon pediatra che non si occupa solo dei bambini ma anche di chi c'è intorno.


A proposito di latte….
Ho 39 anni, quattro figli, un marito, la casa e la famiglia da gestire, inoltre, lavoro in ospedale … 
Quando tre mesi fa è nato Tommaso, l’ultimo dei quattro, come già in passato, mi sono cimentata nella mansione  di neo mamma a tempo pieno!
Emotivamente mi sentivo più consapevole e più tranquilla, rispetto alle volte precedenti, su come dover gestire un piccolo di pochi chili nei gesti quotidiani;  tuttavia ricominciare e, soprattutto, imparare a conoscere quel nuovo esserino , mi ha, una volta ancora, messa alla prova!
Ho fin da subito allattato al seno …
Perché allattare è un’ esperienza davvero unica, di grande incontro emotivo tra madre e figlio …
Perché allattare è necessario per la buona salute del lattante visto che questo alimento risulta essere il più completo per i piccoli …
Perché  allattare è  pratico ed immediato ( pronto in ogni momento, caldo al punto giusto!)…
Perché  allattare ha costo “zero” rispetto a quelli elevati con i quali il latte artificiale viene proposto sul mercato …
Nonostante  i numerosi vantaggi che fino ad ora ho elencati, allattare al seno rimane,  a mio avviso, un’ esperienza che procura grande ansia emotiva (a poche ore dalla poppata al primo pianto si ci chiede: avrà fame ? Sarà bastato il latte?...) e una grande fatica fisica ( il piccolo deve essere seguito  unicamente dalla madre che non può avere “sostituti”)
In questi primi tre mesi ho allattato in condizioni limite  ( durante riunioni di classe, in coda in macchina ferma in ingorghi cittadini all’uscita dalla scuola, nel corso di recite scolastiche, saggi di danza, cori o rappresentazioni teatrali …).
Oggi, stanca, direi quasi stremata, dopo aver perso sette chili, alla soglia dei 40 chili di peso, con gli occhi segnati ed il viso scavato, sto per accettare il “gradito aiuto” in questa mia mansione di mamma mucca (come scherzosamente mi chiamano in casa) da parte del tanto additato latte artificiale!
Ed è per questo che sorrido alle parole di tutti gli esperti del settore che con tono minaccioso impongono alla donna l’allattamento al seno a oltranza…
Sorrido a tutti quei manuali, opuscoli o protocolli ospedalieri nei quali veniamo inquadrate come fabbricatrici di latte sempre ed a ogni costo…
Urlo invece a gran voce un “EVVIVA” al Pediatra dei miei figli, il quale pare non dimenticare mai che, per prima cosa, la mamma è una persona con dei limiti di stanchezza fisica ed emotiva, come tutti…
Per questo, tutte le volte in cui mi sono trovata nella situazione di dover dichiarare di essere al limite delle mie forze, col sorriso sulle labbra, abbassando lo sguardo al di sotto degli occhiali e quasi ammiccando, mi sono sentita rispondere:
          “ una mamma felice e serena alleva figli felici e sereni…”
E sapete… ha proprio ragione, perché ogni volta che sorrido… i miei figli sorridono con me!!! Rossana


















Gentilissimo Dottor Ferrando,
 allego a questa Mia qualche riga circa la mia personale esperienza di allattamento al seno, nella speranza che Lei possa utilizzare ed aiutare con queste  mie poche parole qualche mamma in difficoltà .
Ringraziandola per la Sua sollecita e sempre attiva presenza, cordialmente saluto.
Loredana

martedì 29 luglio 2014

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA  E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)
Nasce una vita, nasce un bambino troviamo un modo di rendere la vita piacevole a tutti.
 La nascita di un bimbo senza il rispetto e la comprensione delle necessità ed esigenze altrui, può diventare, a lungo andare,   fonte di stress e di “prova da sforzo” della coppia. Comunque,  non si può generalizzare e ognuno deve trovare soluzioni confacenti nel proprio contesto familiare e non solo….I rapporti tra persone sono complessi e certi vincoli affettivi rappresentano un cordone ombelicale che dura tutta una vita.
Stesse regole servono anche per gli amici invadenti, per i saccenti, per i superesperti, per i cultori delle medicine orientali, alternative, magiche etc. etc.
Esistono altre persone che “a fin di bene” potrebbero danneggiare l’equilibrio psicofisico della coppia: alcuni tipi di vicini curiosi e pontificatori. Ovviamente non tutti sono così:per fortuna esistono persone eccezionali che sono disponibili, in caso di necessità, a dare aiuto e  appoggio umano.
Purtroppo, è oramai consolidata la cultura che la mamma, in particolare al primo figlio, ha sempre delle colpe e mai dei meriti se il bambino non sta bene e, ad ogni constatazione di un qualche sintomo: “ha il raffreddore, piange ha le coliche” ! Viene  colpevolizzata con frasi del tipo: “perché sei uscita, o perché non lo fai uscire! Chissà cosa hai mangiato! Sicura che il tuo latte vada bene?.
Non bisogna scordare che alcune frasi dette in un momento delicato della vita  di una persona, dopo la gravidanza ed il parto,  sono estremamente dannose per una mamma.

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA 
Arrivati a casa..e sempre
  1. La mamma ha sempre ragione non la nonna, la vicina, il pediatra, l’infermiere, etc: vostro figlio e’ unico.
  2. Mamma e papà debbono parlarsi e allearsi tra loro.
  3. I nonni sono una grande risorsa. Soprattutto se esiste rispetto reciproco e regole chiare.
  4. Amici, parenti, conoscenti e vicini: avvisate che nei primi periodi sarete voi a chiamarli.
  5. Il neonato potrebbe voler mangiare ogni 2 ore nei primi periodi (anche oltre a 1 mese). Seguite i suoi ritmi e staccate il telefono. Suonerà regolarmente nel momento meno adatto.
  6. Al neonato e ai lattanti non interessa essere baciati sulle manine e presi in braccio da estranei (o anche da conoscenti).  Più gente li tocca e maggiori sono le possibilità di ammalarsi. Non sono dei peluche da toccare e abbracciare.
  7. Uscire tanto da casa, appena si può, appena si è in grado di farcela. Più si esce meglio starà il bebè e anche la mamma.
  8. Farsi aiutare. Nei primi periodi la gestione della casa e della cucina e altro se è possibile darla “in appalto” a nonni, amici, marito, compagno.
  9. Cercare di ritagliarsi degli spazi, anche brevi. All’inizio è difficile ma pian piano bisogna imporselo.
  10. Dedicare tempo anche per la coppia: avere bisogno l’uno dell’altro fa bene del bambino. Le coccole sono un toccasana non solo per il bebè ma anche per mamma e papà.



domenica 23 febbraio 2014

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE

LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE: SPECIALE MAMME

DEDICATA ALLE NEO MAMME...MA NON SOLO A LORO. IN QUESTE SETTIMANE HO DOVUTO OSSERVARE INTERFERENZE DA PARTE DI NONNI, SPESSO IN CONFLITTO TRA LORO E CHE RISCHIANO DI METTERE IN CRISI MAMME, RAPPORTO CON IL MARITO E IN DEFINITIVA, SULLA MEDIA E LUNGA DISTANZA ANCHE IL BENESSERE DEL BAMBINO E I RAPPORTI FAMILIARI, ANCHE I PROPRI.
Cari genitori ricordate il detto genovese "Pe fa e cose drite ghe vo na bella lite" (per fare le cose bene ci vuole una bella lite). In alcunicasi bosgna spezzare il cordone ombelicale psicologico per rispetto di se stessi, dei figli e degli stessi nonni, grande risorsa ma, talora, motivo di incomprensioni se non di liti tra moglie e marito
Cari genitori , soprattutto neogenitori, questo post è dedicato a VOI: a questo link altri articoli http: //ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=mamma.
 Quanto scritto va letto anche dai papà e dai nonni. SE LA MAMMA STA BENE STANNO BENE TUTTI.

Cari genitori
Pubblico la lettera e la risposta da una mamma (il nome della bimba Greta è di fantasia, come l'età) in quanto ritengo fornisca utili consigli per tante  giovani mamme (giovani nel senso di avere un bambino piccolo). utile anche per i papà e per tutti coloro che, talora, usano troppo la lingua per dare consigli non richiesti nè desiderati. Ricordate che "la parola ferisce di più della spada" e che in certi momenti la parola può sollevare una persona, se ben data, o buttarla nella depressione più nera. Vi è mai capitato di cambiare umore in base all'incontro con una persona positiva e che vi dice qualcosa di piacevole o di sentirvi mortificati da persone che vi criticano o vi fanno notare difetti (che magari non avete?). Pensiamo alla povera mamma di Bergamo che ha commesso infanticidio e suicidio di pochi giorni fa.  Certe situazioni non sono poi così rare e forse, forse, sta a tutti noi, come società civile , essere più disponibili e "buoni" con gli altri (lasciamo perdere la politica e la TV che fornisce brutti esempi. Non solo i medici possono aiutare le persone (o danneggiarle). Lo potete fare anche Voi . Lo possono fare i conoscenti, i parenti, i vicini e ...tutti noi possiamo aiutare o mortificare un'altra persona. Una mamma dopo che ha acuto un bambino potrebbe essere più vulnerabile a frasi lasciate andare così, a volte "senza connettere la lingua al cervello". Ma qui sotto la lettera.
Alberto Ferrando


Sono la mamma di Greta, una bimba di 5 mesi. Da quando è nata Greta io non esisto più. Tutto il tempo lo dedico a lei, non riesco a sbrigare nessun lavoro in casa, come inizio a fare qualcosa lei piange. Mi sta prendendo tutto il tempo, non ho nessun aiuto e mio marito quando rientra dal lavoro spesso non riesco nemmeno a preparargli il pranzo. Perchè è così capricciosa? Perchè piange così tanto?  Quando incontro le altre mamme provo quasi vergogna perchè loro le vedo sempre perfette, i loro figli mangiano, dormono,  ho una sola nonna che anzichè aiutarmi mi fa notare ciò che sbaglio, dice che tengo in braccio troppo mia figlia e che la vizio, mi sento ancora più stanca e sola e in colpa per questo.

Cara mamma, la ringrazio per avermi scritto perchè la mia prima preoccupazione non è Greta ma è la mamma di Greta. Dopo il parto una donna, e la famiglia in generale, deve affrontare un radicale cambiamento di vita e in alcuni casi, come succede a Lei, un periodo difficilissimo. Ogni famiglia vive questi momenti in situazioni differenti a seconda dei rapporti familiari. Il suo contesto in questo momento è rappresentato da Lei, da Sua figlia e daSuo marito e una nonna critica ma per nulla di aiuto.
Coraggio mamma di Greta, ce la possiamo fare. Lei si ritrova mamma da soltanto 5 mesi, lei e la sua bimba dovete imparare a conoscervi, a rispettarvi, a trovare quel dialogo, quel linguaggio che soltanto una mamma e una figlia conoscono, quel bellissimo filo che vi unisce. L'ha protetta per nove mesi nel suo grembo ed era più semplice, poi la sua strada è stata in salita ma non lo è stata per sua incapacità lo sarebbe per chiunque, tutto ciò che lei prova è "normale" per chi non ha il supporto e l'aiuto di nessuno. Queste difficoltà si superano con molta pazienza e con una grande forza sia fisica che psicologica. Forza che lei fino ad ora ha avuto e che deve continuare ad avere. Mai mollare. Intanto le dico non si ponga nessuna domanda, sua figlia è una bimba di 5 mesi non sono capricci, piange come tutti i bambini.
Si ricordi tre cose che dico a Lei come a tutte le mamme che conosco (anche prima della nascita se ho la possibilità di parlare prima)
1)    LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE, La mamma è Lei e non la nonna che porebbe rivendicare il ruolo
2)    NON ASCOLTI CONSIGLI: DA CATTIVI CONSIGLI CHI NON SA DARE BUONI ESEMPI (FABRIZIO DE ANDRè)
3)    Non FACCIA paragoni con  altri, impari a convivere con l'apparente perfezione degli altri figli. Esiste una categoria di genitori che sono lo sponsor dei loro figli. Questo non significa che i loro siano figli e genitori migliori, anzi..... Ma a noi loro non interessano. A noi interessa in questo momento Greta e la sua mamma, due bellissime creature, unite da amore, ma anche fragilità, paure, una piange vuole la sua mamma tutta per se, è una richiesta lecita per una bimba piccola, non capisce però che toglie tutte le energie alla mamma, che giustamente si sente stanca. Nessuna colpa, nessuno ha colpe, se non chi rimane indifferente a voi.
La sua bimba può anche stare qualche minuto lontanto da lei, provi a lasciarla anche un pochino da sola, chiaramente in condizioni di sicurezza, faccia un elenco delle priorità, i lavori di casa alcuni possono aspettare, lei non è la donna di servizio di suo marito, lei è la mamma di Greta, e suo marito è anche il papà di Greta. La sera quando rientra lo coinvolga con la bambina e lei si dedichi per un momento a se stessa (e non trascuri il suo primo figliO: il marito. Ricordate che è necessario coccolare i figli ma anche noi stessi!!).
 E quando si sente stanca e sola, e ogni qualvolta lo desidera, vizi lei e sua figlia, prenda in braccio la sua bimba, chiuda gli occhi e senta il suo profumo, accarezzi la sua pelle, siete due creature meravigliose, ogni giorno per sua figlia è un momento di crescita e piano piano lei potrà riappropriarsi dei suoi spazi, si dimenticherà della fatica ma non potrà mai dimenticare questi momenti magici che appartengono solo a lei e alla sua bambina. PAZIENZA, FORZA, AMORE lei ha già tutto questo..... e ha avuto il coraggio di dire che si sente stanca e sola..... Normalmente mi limito a rispondere alle vostre domande, in questo caso chiedo a lei e a chiunque si riconosca, anche solo in parte, a ciò che è stato detto, di rivolgersi al proprio medico che saprà aiutarci nel modo giusto. Non aver mai paura di confidare le proprie paure, spesso intorno a chi si sente solo ci sono persone che lo fanno sentire solo, bisogna trovare il coraggio, come ha fatto lei di ammettere le proprie paure e di confidarle. Grazie mamma di Greta...   
PS: Altri consigli di supporto:
-       Esca tanto il più possibile e vedrà che la bambina sarà più tranquilla, e anche Lei, e più rilassata. Con qualsiasi tempo si può e si deve uscire
-       Non la faccia toccare  da estranei invadenti che potrebbero attaccarle qualche malattia (pericolo soprattutto nei primi mesi di vita)
-       SE offre il suo latte mangi TUTTO quello che le fa piacere evitando ciò che non le piace.. Cerchi di abolire il consumo di alcol (la birra non fa latte, l’alcol fa male!! Anche a piccole dosi)
-       Se non ha il suo latte si goda sua figlia e non ascolti i signori “sotuttoio” che la mortificano dicendo "peccato" che non hai il tuo latte: essere buona madre non vuol dire essere una buona nutrice. Ogni donna vorrebbe allattare il figlio. Ci sono situazioni che glielo impediscono

sabato 11 gennaio 2014

LE PAROLE FERISCONO PIU' DELLA SPADA (storiella). ALLATTAMENTO. Malattia in corso

Una storiella educativa sull'importanza delle parole. Le parole feriscono più della spada e lasciano conseguenza più brutte della deprecabilissima, e mai da usare, neanche nei bambini,  violenza fisica. Voglio intendere anche le parole quotidiane che dette, in certi momenti della vita a persone, in quel momento, vulnerabili o fragili, possono causare danni irreparabili. Un esempio? Quando nasce un bambino la mamma può attraversare un  momento di vulnerabilità psicologica e quando parlate ricordate..."di mettere in moto il cervello". Poi ci sono anche coloro che lo fanno apposta a dire cose spiacevoli (c'è tanta bontà ma anche tanta cattiveria nell'essere umano). Un esempio su tutto: se una neomamma non allatta non state a dire "peccato" e non assumete lo sguardo pietoso da tragedia greca....... Ogni mamma fa il massimo per il proprio figlio e se non allatta è perché  al 99%, ci sono stati dei motivi . E' inutile e dannoso mettere in colpa una donna che, nel periodo dopo la nascita del bambino, può già vedere il "bicchiere mezzo vuoto". LEGGETE QUI..SE NON ALLATTA??: 
Poi alcuni chiedono scusa ma...quando hai rotto una cosa non ci sono scuse che tengano...leggete qui sotto.
Buon week end
Alberto Ferrando
PS: Sta arrivando l'influenza e ci sono tanti casi di varicella e di vomito e diarrea :-( Per approfondimenti trovate sul blog www.ferrandoalberto.blogspot 

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.
Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella staccionata del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza o litigato con qualcuno.
Il primo giorno il ragazzo conficcò ben trentasette chiodi nella staccionata, ma pian piano imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati diminuì di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare chiodi.
Finalmente il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo arrivò.
Allora andò dal padre e gli disse che quel giorno non aveva avuto bisogno di piantare alcun chiodo.
Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla staccionata ogni giorno in cui fosse riuscito a non perdere la pazienza.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre di aver levato tutti i chiodi.
Il padre condusse il figlio davanti alla staccionata e gli disse: "Figliolo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella staccionata! Non sarà mai più come prima..."

Quando perdi il controllo e dici le cose con rabbia, esse lasciano dei segni proprio come questi. E' come ferire qualcuno con un coltello; non importa quante volte chiederai scusa dopo, perchè la cicatrice non si toglierà più.
Una ferita fisica però può guarire completamente, quella verbale invece segna molto profondamente portando l'amarezza nel cuore di chi la riceve.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di amarezza per sempre!

lunedì 9 dicembre 2013

MA PERCHE' LA GENTE PARLA? LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE: LA PAURA DELL'ESTRANEO

Gentilissimo dott. Ferrando 
sono la mamma di XY. Le scrivo per chiedere un consiglio e anche per un piccolo sfogo personale.  Sono piuttosto giù di morale perché da qualche tempo alcuni parenti e amici che non vedono molto spesso mio figlio si lamentano del fatto che il piccolo in braccio a loro pianga.  Giorgio ha 7 mesi e premesso che vive tutta la giornata solo con me,  vorrei aggiungere che è un bimbo estremamente pacato, sereno e allegro. Quando usciamo sorride dal passeggino a tutti e non si spaventa dei rumori o delle novità.  Vorrei sapere se è "normale"  che possa piangere in braccio ad altri che non siano io e il papà (e i miei genitori che lo vedono tutti i giorni)... Credo che sia un bimbo ancora piccolo e che per lui stare in braccio sia segno di grande legame.  Io l'ho sempre tenuto in braccio sin da piccolo perché credo fermamente che il legame speciale che avevamo durante la gravidanza dovesse continuare affinché non si sentisse solo o abbandonato. In fondo siamo stati in simbiosi per 9 mesi! La ringrazio  sempre per ricordarci che "la mamma ha sempre ragione" e mio marito in questo mi appoggia molto.  Sono io che mi sento responsabile di aver fatto qualche errore visto che sono sempre con mio figlio e che magari l'ho tenuto troppo "nell'ovatta". La ringrazio molto per avermi ascoltato e mi scuso per lo sfogo. Grazie per tutto quello che fa per i nostri bimbi!(soprattutto la manovra anti soffocamento) 
Cordiali saluti

Cara Mamma
Proprio vero che le “parole feriscono più della spada” e che, a volte (anche spesso), la gente parla perché ha la lingua in bocca. Si goda suo figlio che NORMALMENTE per l’età che ha non sarà contento (quindi piangerà o avrà reazioni ostili) nei confronti di estranei che si avvicinano o lo toccano. Figuriamoci se lo prendono in braccio!!!! SUO FIGLIO E’ NORMALE SE PIANGE. Esistono anche bambini che non piangono, ovviamente, non sono tutti uguali ma a questa età il bambino inizia a diventare come una patella attaccato alla mamma e distinguendo gli altri come non mamma non li accetta. Poi ogni bambino è diverso ma una cosa è comune: le parole che sparano giudici e ca…volate e mettono in crisi una mamma che si sta godendo, con tanta gioia e amore e altrettanta fatica, il proprio pargoletto. Si prepari a reazioni ancora più violente nei confronti degli estranei. Soprattutto quelli invadenti, rumorosi, che allungano le mani (detestano anche il pediatra a questa età e fino ai 2 anni.
RICORDI SEMPRE CHE HA SEMPRE RAGIONE E…NON FREQUENTI CATTIVE COMPAGNIE: coloro che sparano be…stialate

Un caro saluto
Alberto Ferrando

Trova qui un articolo interessante: http://www.burdi.it/inf-fondamenti-svil-affettivo.htm
Riassumo a grandi linee alcune tappe dello sviluppo relazionale di babini
  1) Stadio (prime settimane di vita) compare il sorriso endogeno o spontaneo, presente nel corso del sonno che rappresenta uno stato di benessere e costituisce un precursore del vero piacere. Compaiono i precursori di altre emozioni, trasalimento davanti a stimoli forti e inattesi, dolore espresso nel pianto (paura) pianto rabbioso (rabbia vera).
  2) Stadio (fino al 3 mese): il bambino si apre al mondo sorride, vocalizza manifesta interesse, curiosità, affetto.
  3) Stadio (3 a 6 mesi) compare il sorriso esogeno o sociale in modo più accentuato (compare anche molto prima) in risposta a quello delle persone circostanti. Può comparire la paura dell’estraneo
  4) Stadio (7 a 9 mesi) l' interazione col mondo diventa maggiore e le emozioni continuano a differenziarsi in modo più sottile, quindi appaiono gioia, paura, collera, sorpresa.
  5) Stadio (9 a 12 mesi): si manifesta in modo ancora più accentuato  la paura dell' estraneo. L' estraneo fa paura perche' viene riconosciuto come estraneo. Periodo in cui si sviluppa l' attaccamento, cioè l' instaurarsi di profondi legami affettivi con chi si prende cura del bimbo. Egli riesce a provare emozioni ambivalenti e può comunicarle con intenzione.


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