mercoledì 27 aprile 2016

IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")


IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")
Caro dottore.
Mio figlio ha dei momenti di ira e di rabbia e fa cose incredibili: sembra posseduto. Piange, urla, tira le cose, a volte si butta per terra. Qualsiasi cosa faccia non ottiene risultati. Cosa posso fare?

Intorno ai 2 anni molti bambini iniziano a presentare delle crisi di furia e di rabbia, a volte, incontrollabili.
A seguito di una sgridata, di un “no”, a volte, addirittura senza spiegazioni apparenti, all'improvviso, si mettono a urlare, piangere e hanno atteggiamenti oppositivi (vedete filmato). Non si riesce a farli ragionare e spesso queste sceneggiate avvengono per strada o mentre si fa la spesa per cui si crea non poco “imbarazzo”.
Tempo fa una mamma mi segnalava che suo figlio dava il “meglio di sé” (si fa per dire) sulle strisce pedonali.
Cosa fare?? Innazitutto dobbiamo sapere che  la rabbia è una manifestazione che compare “normalmente” nella crescita del bambino a partire, circa, dall’età dei 2 anni (già chiamati i terribili 2 anni: “The terrible two”) e può durare per..qualche anno L.
Cosa dobbiamo sapere e fare?
Innanzitutto sapere che la “rabbia” rappresenta una tappa dell’accrescimento del bambino.
Sta scoprendo  il proprio io e si trova a volte in conflitto a decidere cosa veramente vuole o non vuole . Un no in certi momenti suscita una forte reazione.
E’ una lotta “interna” e non è un atteggiamento negativo, o solo negativo, nei nostri confronti. Non offendiamoci. Sta elaborando sentimenti diversi.
Cosa fare? Tenete conto che è una manifestazione che si esaurisce da sola e fermarla è come voler fermare un temporale. Aspettate che passi. Inutili minacce, promesse, coccole quando esplode la crisi di rabbia. Si può provare a distrarlo se si riesce a capire che sta per averne una inventando un gioco o raccontando qualcosa che il bambino gradisce.
Alcuni bambini trattengono il respiro e diventano cianotici (vedi “spasmi affettivi” su cui tornerò. Trovate il tema sul libro "Come crescere mio figlio" e nel blog).
Gli episodi sono più frequenti quando il bambino è stanco. Ricordate che a volte, quando sono stanchi, diventano ipercinetici, agitati, sembrano pieni di energie che debbono essere scaricate per cui alcuni genitori pensano che debbano fare attività fisica mentre bisognerebbe cercare di farli riposare, magari leggendo un libro o ascoltando della musica o guardando insieme un cartone animato (scelto da voi e non lasciarlo da solo davanti alla TV).
Se dovete fare delle spese o delle commissioni vedete di coinvolgerlo e farlo apparire un gioco. Soprattutto nei vari super o ipermercati (anche a me vengono a volte crisi di furia o esistenziali L ).
E poi?? Vale per tutto:
- stabilire delle regole: poche ma assolute e non mediabili o superabili. Regole si stabiliscono prima e non sono comandi. Ad esempio una regola è stabilire che si mangia a tavola come  regola della casa a cui tutti si debbono assoggettare. Mentre urlare “stai seduto” è un comando che potrebbe suscitare atteggiamenti reattivi e da usare solo per certe situazioni a rischio (per esempio sta facendo qualcosa di rischioso).
Fondamentale che entrambi i genitori (e i nonni) siano d'accordo e convinti nel proporre sempre le regole. Se non siete convinti il bambino lo percepisce e la regola è destinata a fallire.
Questo vale per tutto: mangiare, TV, gioco e nanna. Per esempio per il sonno: si stabilisce ora, lettura di un libro per tot minuti, ci si lava i denti, si spengono le luci ecc. ecc. con i genitori d’accordo.
Quindi
1)   accettare le crisi di rabbia come fenomeno normale e che compare nell’accrescimento, spiegargli poi che quando la sente arrivare potrebbe..nasconderla in una scatoletta o disegnarla su un foglio (parlatene con il vostro pediatra)
2)   Evitare interventi quando insorge
3)   Stabilire delle regole condivise e concertate in famiglia e spiegate al bambino
4)   Evitare comandi se non per casi di pericoli
5)   Se il bambino è stanco cercare momenti antistress per lui e per voi

E poi quando non sapete cosa fare parlate con le vostre amiche, maestre e con il pediatra. A volte il parere e l’aiuto di un pedagogista fa bene a noi e a tutta la famiglia.


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