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sabato 9 dicembre 2017

DOTT. MIO FIGLIO è STATO MORSO DA UN CANE....cosa debbo fare?

DOTT. MIO FIGLIO è STATO MORSO DA UN CANE 🐕 o da un 🐱 ....cosa debbo fare?
Dobbiamo distinguere subito due aspetti
1) Tranquillizzare e prendersi cura del 👶
2) Prendere i dati: 📲 , indirizzo del proprietario del cane o cercare  di rintracciare i proprietari IMPORTANTE
1)  Tranquillizzare e prendersi cura del bambino:
- Tranquillizzare il bambino che sarà spaventato e se la ferita è lieve, molto superficiale, e riguarda mani, gambe o braccia, non allarmarsi" rassicura Antonino Reale.
- pulire la ferita abbondantemente con acqua corrente per rimuovere i residui di saliva
- lavate poi con acqua e sapone
- se la ferita è  superficiale questa può non essere necessaria neanche una terapia antibiotica
 - la ferita va controllata nei giorni successivi per cogliere precocemente eventuali segni di infezione (dolore, gonfiore, arrossamento).
- se la ferita è profonda rivolgersi per le cure al PS più vicino, possibilmente pediatrico
- contattate appena possibile il vostro pediatra
VERIFICARE SE HA FATTO LA VACCINAZIONE ANTITETANICA
In caso di mancata vaccinazione va  effettuata la vaccinazione vanno somministrate immunoglobuline anticorpi specifici contro il tetano per garantire una protezione immediata in quanto il vaccino infatti diventa efficace solo dopo 2-3 settimane.
2) Prendere i dati: telefono, indirizzo del proprietario del cane o cercare  di rintracciare i proprietari 
La rabbia non è una malattia frequente in Italia per cui se il bambino è stato morso da un cane di casa, o comunque noto e che può essere tenuto sotto controllo nei giorni successivi, per verificare che non abbia sintomi di rabbia, non occorre effettuare una vaccinazione antirabbica. La Legge Italiana obbliga i cani che mordono ad un periodo di osservazione per 10 giorni. Durante tale periodo, un controllo veterinario permetterà di verificare se l’animale non presenti alcun segno di rabbia o, al contrario, di osservare l’evoluzione clinica della malattia e di prendere in questo caso tutte le misure necessarie per curare efficacemente le persone che sono entrate in contatto con l’animale.
Approfondimento su morsi di animali domestici qui: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/08/morsi-di-animali-cosa-fare-la-rabbia.html
Quando vaccinare da epicentro: http://www.epicentro.iss.it/problemi/rabbia/pdf/protocollo-operativo_profilassi.pdf
Consigli dal Ministero della Salute: www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_35_ulterioriallegati_ulterioreallegato_0_alleg.pdf


martedì 16 agosto 2016

MORSI DI ANIMALI: COSA FARE, LA RABBIA, COME PREVENIRE. EDUCARE I BAMBINI

MORSI DI ANIMALI: COSA FARE, LA RABBIA, COME PREVENIRE. EDUCARE I BAMBINI
Ogni anno molte persone sono morse da animali. 
I cani e i gatti sono gli animali più diffusi nelle case e i bambini giocano spesso con loro sottoponendoli, a volte, a un eccesso di “attenzioni” cui possono seguire delle reazioni.
Ovviamente, più il cane è grande, più pericoloso è il morso (di solito è una lesione da schiacciamento e, talvolta, una lacerazione) e più il gatto si spaventa o s’indispettisce, più profondo è il graffio o il morso (è una ferita da foratura dei tessuti per i denti acuminati e le unghie aguzze).
In caso di graffio di gatto, non è infrequente osservare nei giorni successivi, ma anche dopo 20 giorni, un rigonfiamento dei linfonodi satelliti, cioè quei linfonodi che drenano la linfa dell’area interessata dal graffio, o dal morso.
Talvolta i linfonodi si arrossano o sono dolenti e compare febbre elevata: può trattarsi della “malattia da graffio di gatto”. Non si tratta di nulla di particolarmente grave, ma è una malattia che va diagnosticata e curata e potrebbe essere necessario un antibiotico.
Contattare il pediatra per far visitare il bambino.
I morsi di animali possono essere sia provocati che non provocati.
Un morso provocato potrebbe verificarsi quando il bambino infastidisce un animale mentre sta mangiando, mentre un morso non provocato può verificarsi se, ad esempio, una persona è attaccata da un animale senza motivi noti. Un cane randagio che si avvicina a una persona e inizia a morderla, è classificabile come morso non provocato. Questo tipo d’informazioni è molto importante per il medico che dovrà curare la ferita causata dal morso, poiché alcuni morsi "non provocati" di alcune specie di animali possono essere un segno o un indicatore dell'eventuale presenza di rabbia. In questo caso, l'animale ha bisogno di essere catturato, messo in quarantena o monitorato con attenzione.

LA RABBIA
La rabbia colpisce solo i mammiferi: selvatici (soprattutto volpi e tassi, faine, erbivori selvatici) domestici (cani, gatti, furetti, bovini, equini e ovicaprini). Il virus della rabbia può essere trasmesso attraverso un morso, un graffio, o il semplice contatto della saliva con le mucose o la cute non integra. Se ciò avviene, bisogna intervenire il più rapidamente possibile per evitare il contagio e, quindi, l’insorgenza della malattia.
Sia per l’uomo sia per gli animali non esiste una cura per la rabbia. L’unica regola per evitare di contrarre la malattia è la prevenzione. Per l’uomo la prevenzione si basa sulla vaccinazione pre-esposizione e sul trattamento antirabbico post-esposizione da iniziarsi al più presto dopo il presunto contagio, per esempio in caso di morso da parte di un animale sospetto.

 Cosa fare
•           Accurata pulizia e abbondante irrigazione e disinfezione delle ferite.
•           Elevare l'arto colpito per ridurre il rischio d’infezione, soprattutto per le ferite alla mano (immobilizzazione e elevazione verranno mantenute il più a lungo possibile).
•           Nel caso sia presente un’infiammazione che non tende a risolversi o un’infezione (tumefazione, arrossamento, pus) consultare il pediatra per un’eventuale terapia antibiotica.
•           Se la ferita è profonda e lacerata è necessario recarsi al Pronto Soccorso.  
•           Disinfettare più volte nei giorni successivi le ferite da morso poiché stentano a cicatrizzare e tendono a infettarsi.
•           Se il bambino è aggredito o morso da un animale selvatico e/o domestico in territori a rischio, è necessario lavare subito la ferita per almeno 15 minuti con abbondante acqua e sapone e recarsi al Pronto Soccorso per la medicazione e, se necessaria, la somministrazione del trattamento vaccinale antirabbico post contagio.

BAMBINI E ANIMALI:
NON METTETE PAURA AL BAMBINO DEI CANI MA INSEGNATEGLI COME CI SI DEVE AVVICINARE. E IMPARATE ANCHE VOI QUANTO SCRITTO QUI SOTTO:
L'intervento più efficace è la prevenzione perciò, è necessario impedire che un cane del tipo timoroso, possessivo e geloso delle sue cose e quello con animo predatore, possa entrare in contatto con bambini in genere.
Non lasciare mai un bambino sotto i 6 anni solo con il cane, anche se sembra docile e mansueto e, quando ha più di 6 anni non dare nulla per scontato. 

Se ti trovi, tuo malgrado nella condizione di proteggere il bambino da un cane potenziale aggressore:
•    frapponiti tra il cane e il bambino, cerca di evitare che incrocino lo sguardo (o frapponi oggetti tipo bici o altro ndF)
•    cerca indurre il bambino a guardare altrove
•    tieni fermo il bambino e cerca di calmarlo
•    non farlo strillare
•    se puoi prendilo in braccio ed evita che si divincoli
•    mettiti di schiena al cane
•    se il bambino non si calma allontanati lentamente
•    non prendertela con il cane perciò non inveire e non affrontarlo
•    non tentare di allontanarlo bruscamente, spesso lo si fa con i piedi ed è assolutamente scorretto
•    non guardarlo negli occhi, fingi di essere tranquillo e disinteressato; ridere o canticchiare sommessamente potrebbe servire al cane e al bambino. Sdrammatizza la situazione.
•    se il cane ti conosce puoi cercare di rabbonirlo e di distrarlo
•    se qualcuno può aiutarti si può avviare una pratica dell'allegria per spostare il suo interesse altrove
Non isolare il bambino impedendogli di entrare in contatto con i cani, cerca solo di essere sempre attento e prudente osservando attentamente sia il bambino che il cane per essere pronto ad intervenire. Non è difficile capire quando un cane non è docile ma, anche se ti convince, tieni sempre gli occhi bene aperti
Articoli qui:




















mercoledì 27 aprile 2016

IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")


IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")
Caro dottore.
Mio figlio ha dei momenti di ira e di rabbia e fa cose incredibili: sembra posseduto. Piange, urla, tira le cose, a volte si butta per terra. Qualsiasi cosa faccia non ottiene risultati. Cosa posso fare?

Intorno ai 2 anni molti bambini iniziano a presentare delle crisi di furia e di rabbia, a volte, incontrollabili.
A seguito di una sgridata, di un “no”, a volte, addirittura senza spiegazioni apparenti, all'improvviso, si mettono a urlare, piangere e hanno atteggiamenti oppositivi (vedete filmato). Non si riesce a farli ragionare e spesso queste sceneggiate avvengono per strada o mentre si fa la spesa per cui si crea non poco “imbarazzo”.
Tempo fa una mamma mi segnalava che suo figlio dava il “meglio di sé” (si fa per dire) sulle strisce pedonali.
Cosa fare?? Innazitutto dobbiamo sapere che  la rabbia è una manifestazione che compare “normalmente” nella crescita del bambino a partire, circa, dall’età dei 2 anni (già chiamati i terribili 2 anni: “The terrible two”) e può durare per..qualche anno L.
Cosa dobbiamo sapere e fare?
Innanzitutto sapere che la “rabbia” rappresenta una tappa dell’accrescimento del bambino.
Sta scoprendo  il proprio io e si trova a volte in conflitto a decidere cosa veramente vuole o non vuole . Un no in certi momenti suscita una forte reazione.
E’ una lotta “interna” e non è un atteggiamento negativo, o solo negativo, nei nostri confronti. Non offendiamoci. Sta elaborando sentimenti diversi.
Cosa fare? Tenete conto che è una manifestazione che si esaurisce da sola e fermarla è come voler fermare un temporale. Aspettate che passi. Inutili minacce, promesse, coccole quando esplode la crisi di rabbia. Si può provare a distrarlo se si riesce a capire che sta per averne una inventando un gioco o raccontando qualcosa che il bambino gradisce.
Alcuni bambini trattengono il respiro e diventano cianotici (vedi “spasmi affettivi” su cui tornerò. Trovate il tema sul libro "Come crescere mio figlio" e nel blog).
Gli episodi sono più frequenti quando il bambino è stanco. Ricordate che a volte, quando sono stanchi, diventano ipercinetici, agitati, sembrano pieni di energie che debbono essere scaricate per cui alcuni genitori pensano che debbano fare attività fisica mentre bisognerebbe cercare di farli riposare, magari leggendo un libro o ascoltando della musica o guardando insieme un cartone animato (scelto da voi e non lasciarlo da solo davanti alla TV).
Se dovete fare delle spese o delle commissioni vedete di coinvolgerlo e farlo apparire un gioco. Soprattutto nei vari super o ipermercati (anche a me vengono a volte crisi di furia o esistenziali L ).
E poi?? Vale per tutto:
- stabilire delle regole: poche ma assolute e non mediabili o superabili. Regole si stabiliscono prima e non sono comandi. Ad esempio una regola è stabilire che si mangia a tavola come  regola della casa a cui tutti si debbono assoggettare. Mentre urlare “stai seduto” è un comando che potrebbe suscitare atteggiamenti reattivi e da usare solo per certe situazioni a rischio (per esempio sta facendo qualcosa di rischioso).
Fondamentale che entrambi i genitori (e i nonni) siano d'accordo e convinti nel proporre sempre le regole. Se non siete convinti il bambino lo percepisce e la regola è destinata a fallire.
Questo vale per tutto: mangiare, TV, gioco e nanna. Per esempio per il sonno: si stabilisce ora, lettura di un libro per tot minuti, ci si lava i denti, si spengono le luci ecc. ecc. con i genitori d’accordo.
Quindi
1)   accettare le crisi di rabbia come fenomeno normale e che compare nell’accrescimento, spiegargli poi che quando la sente arrivare potrebbe..nasconderla in una scatoletta o disegnarla su un foglio (parlatene con il vostro pediatra)
2)   Evitare interventi quando insorge
3)   Stabilire delle regole condivise e concertate in famiglia e spiegate al bambino
4)   Evitare comandi se non per casi di pericoli
5)   Se il bambino è stanco cercare momenti antistress per lui e per voi

E poi quando non sapete cosa fare parlate con le vostre amiche, maestre e con il pediatra. A volte il parere e l’aiuto di un pedagogista fa bene a noi e a tutta la famiglia.


martedì 18 febbraio 2014

CRISI DI RABBIA. IMPARARE A MODERARLI: OGNI COSA LASCIA DEGLI ESITI. le cicatrici restano

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere.
Suo padre gli diede un sacchetto pieno di chiodi e gli disse di piantarne uno nella staccionata del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza o litigato con qualcuno.
Il primo giorno il ragazzo conficcò ben trentasette chiodi nella staccionata, ma pian piano imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati diminuì di giorno in giorno: scoprì che era più facile imparare a controllarsi che piantare chiodi.
Finalmente il giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo arrivò.
Allora andò dal padre e gli disse che quel giorno non aveva avuto bisogno di piantare alcun chiodo.
Suo padre allora gli disse di levare un chiodo dalla staccionata ogni giorno in cui fosse riuscito a non perdere la pazienza.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre di aver levato tutti i chiodi.
Il padre condusse il figlio davanti alla staccionata e gli disse: "Figliolo, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi hai lasciato nella staccionata! Non sarà mai più come prima..."

Quando perdi il controllo e dici le cose con rabbia, esse lasciano dei segni proprio come questi. E' come ferire qualcuno con un coltello; non importa quante volte chiederai scusa dopo, perchè la cicatrice non si toglierà più.
Una ferita fisica però può guarire completamente, quella verbale invece segna molto profondamente portando l'amarezza nel cuore di chi la riceve.

Ricordati che ci vuole un attimo per dire una cosa cattiva ad una persona, ma una volta detta non è più possibile cancellarla, anche se non si pensava veramente ed era solo la rabbia di un momento, quelle parole segneranno il suo cuore di amarezza per sempre!

venerdì 15 giugno 2012

LEZIONE DI VITA

Prima di parlare e offendere pensa: le parole fanno male e lasciano esiti. E chiedere scuse dopo non basta. Le cose non saranno più come prima
Alberto Ferrando



Prenditi il tempo per leggere questo messaggio

C’era una volta un ragazzo con un pessimo carattere. Suo padre gli dà un sacchetto pieno di chiodi e gli dice di piantarne uno nella palizzata del giardino ogni volta che perde la pazienza e/o che bisticcia con qualcuno.

Il primo giorno ne pianta 37 nella palizzata del giardino.
Le settimane seguenti, impara a controllarsi e i numeri dei chiodi piantati nella palizzata

diminuisce di giorno in giorno:
scopre che è più facile imparare a controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente, arriva il giorno in cui il ragazzo non pianta nessun chiodo nella palizzata.
Allora va dal padre e gli dice che oggi non ha avuto bisogno di piantare nessun chiodo.

Suo padre allora gli dice di levare un chiodo dalla palizzata per ogni giorno che riesce a non perdere la pazienza.
I giorni passano e finalmente il ragazzo può dire al padre che ha levato tutti i chiodi dalla palizzata.

Il padre conduce il figlio davanti alla palizzata e gli dice:
« Figliolo, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi hai lasciato nella palizzata »
Non sarà mai come prima.
Quando litighi con qualcuno e gli dici delle cose cattive, gli lasci delle ferite come queste.

Puoi infilzare un uomo con un coltello, e poi toglierlo, ma lascerai sempre una ferita.
Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà. Una ferita verbale fà altrettanto male di una fisica.
Gli amici sono dei gioelli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano. Sono pronti ad ascoltarti quando hai bisogno,
ti sostengono e ti aprono il loro cuore.
Mostra ai tuoi amici quanto li ami.

Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

  Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambin...