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venerdì 29 aprile 2016

COME FARSI OBBEDIRE DAI BAMBINI: “URLARE NON SERVE A NULLA”

COME FARSI OBBEDIRE DAI BAMBINI: “URLARE NON SERVE A NULLA”
Frase tratta da un libro che consiglio di Daniele Novara nel suo libro “Urlare non serve a nulla” (di cui consiglio la lettura) Trovate la recensione sul sito www.ferrandoalberto.it in recensione libri fatta dalla dott.ssa Chiara Evelli, Educatrice, Pedagogista, Maestra scuola dell'Infanzia.
L’educazione dei bambini era una volta autoritaria, fatta di comandi e non di regole, di punizioni corporali.
Si è visto che la violenza fisica ma anche, e soprattutto psichica, mortifica i bambini ed i ragazzi: "Il bambino a cui abbiamo urlato , che abbiamo sgridato, strattonato, l'adolescente sminuito , umiliato , acquisisce un senso di sè svalutato. Svilupperà un'autostima molto bassa ,  che   lo farà stare male e che comprometterà quel rapporto idilliaco che i genitori vorrebbero tanto avere con lui e che probabilmente non riescono ad avere proprio perchè manca loro qualcosa".
Oggi abbiamo troppi genitori che danno troppo, dal punto di vista materiale ed emotivo , l'ACCUDIMENTO PREVALE SULL'EDUCAZIONE ".
Non solo: ruolo del padre che è cambiato , non è più colui che da  le regole , ma è diventato una sorta di mammo , mentre l'accudimento    del piccolo dovrebbe essere quasi esclusivo della mamma e il papà dovrebbe facilitarne il compito: aiutarla, supportarla e difenderla dagli attacchi che spesso esterni e anche parenti fanno (LEGGETE LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE in www.ferrandoalberto.blogspot.it)
Occorre distinguere tra regole e comando.
Il comando è : " Stai seduto a tavola !", la regola è " A tavola si mangia seduti ".
La poca fermezza dei genitori , contribuisca a creare dei bambini tirannici. I genitori “elicottero” o “spazzaneve” che controllano o spianano la strada impediscono al bambino di sperimentare le frustrazioni e le negatività che aiutano a crescere e formano il carattere e la capacità di reagire alle avversità che incontreranno nella vita. Tutti le incontrano ma la capacità di reagire dipende anche dalle esperienze passate (vedi resilienza).
Un bambino per crescere  sano  ed equilibrato , ha bisogno di regole precise , che inquadrino   il suo spazio ed il suo tempo , all'interno dei quali potra' vivere in   totale liberta ' e sicurezza .
Novara elenca gli errori da evitare e che rendono un bambino tirannico. .
1) La prima cosa da evitare è  “fare per loro” (ad esempio i compiti) . Non bisogna fare quello che il bambino è in grado di fare in maniera autonoma.
2) Non bisogna anticipare i suoi desideri. I bambini di oggi non hanno nemmeno il tempo di desiderare qualcosa, che i genitori li anticipano gia '. Spesso. le mamme che prendono i figli da scuola , si offrono subito di comprare loro qualcosa,    e temono , spesso, che i figli rimangano indietro rispetto agli altri.
3) Un atro fattore esagerato e ' il discussionismo.  Si chiede ai bambini cosa fare giustificandosi dicendo che i genitori ed i nonni non parlavano con noi.
4) Un altro errore da evitare consiste nella continua assistenza,   trasformandosi in maggiordomi, pronti a sevirli in tutto.
Questo succede , non solo dal punto di vista materiale , ma , anche linguistico, non permettendo ai propri figli molto spesso di rispondere da soli e inibendo la loro necessità di
esprimersi.
5) Un grosso sbaglio e' quello di delegare le decisioni ai bambini. "Vuoi un fratelino o una sorellina ?"  , "Come lo vorresti ", "Vuoi la cotoletta o l'hamburger?".
Poi arriva la sorellina e magari dicono che non la vogliono più.
Che caratteristiche debbono avere le regole?
·      Prima di tutto ci deve essere coesione.  I genitori devono essere uniti nel dare le stesse regole.
·      Occorre chiarezza. La regola deve essere semplice e chiara.
·      Deve essere realistica e adeguata all' età.
·      Il bambino deve essere in grado di eseguirla.
·      Un altro elemento è la sostenibilità.  (esempi:  "vai a giocare, ma non sporcarti ", "Corri, ma non sudare."). Tutto questo crea confusione.
·      Ragionevolezza. Prima di dare una regola è giusto  chiedersi se quello che si pretende è per il bene del figlio o    è dettato da altro.

Altri spunti di riflessione
Tra genitori e figli si instaura a volte  un rapporto, basato , soprattutto, sulla confidenza e sul volere essere amici" per forza ", dimenticando , che i figli hanno bisogno di regole per indirizzarli sulla strada giusta.
Bisogna lasciare litigare i bambini. Non bisogna inibirli. E' giusto che facciano l'esperienza del litigio , del confrontarsi con gli altri. Si sviluppa così la" capacità autoregolativa “: capacità di confrontarsi e negoziare con gli altri
Poi ci sono altre cose che non vorremmo che esistessero:
I bambini vivono gia' a 8 ,10 anni problemi, favoriti da una DROGA enorme che è la pubblicità  come
·      Depressione
·      Prepsicosi
·      Anoressia,
·      Precocita ' sessuale
·      Uso di sostanze come alcol,  pscicofarmaci e droghe.
Il tutto  perché sono continuamente bombardati da messaggi negativi ,  che vengono trasmessi , non solo dai media , ma anche da internet , da  facebook , ecc.
Quello che i genitori devono comprendere è che non si può risolvere tutto da solo, lasciandosi trasportare dall 'emotività e dall’amore , quando insorge un problema
Occorre riflettere , fermarsi a pensare prima di trovare una soluzione  al conflitto,
Molto importante è farsi aiutare da un'altra figura educativa : il pediatra o una pedagogista o altra figura di riferimento. Prendendo un appuntamento dedicato senza il bambino almeno la prima volta.
Il conflitto va risolto con calma, con l’aiuto di una figura estrena preparata, e dandosi del tempo , per permetterci di capire cosa succede davvero ai nostri figli e senza pretendere di trovare una soluzione immediata.
"Far domande , cercare di osservare , di comprendere le profonde ragioni di quello che sta accadendo a noi e ai nostri figli è molto più efficace che pretendere di conoscerli fino in fondo e di essere in perenne sintonia con loro”.

Come reagire?? Prossima puntata.....



mercoledì 27 aprile 2016

IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")


IL BAMBINO HA CRISI DI RABBIA (sembra l'"esorcista")
Caro dottore.
Mio figlio ha dei momenti di ira e di rabbia e fa cose incredibili: sembra posseduto. Piange, urla, tira le cose, a volte si butta per terra. Qualsiasi cosa faccia non ottiene risultati. Cosa posso fare?

Intorno ai 2 anni molti bambini iniziano a presentare delle crisi di furia e di rabbia, a volte, incontrollabili.
A seguito di una sgridata, di un “no”, a volte, addirittura senza spiegazioni apparenti, all'improvviso, si mettono a urlare, piangere e hanno atteggiamenti oppositivi (vedete filmato). Non si riesce a farli ragionare e spesso queste sceneggiate avvengono per strada o mentre si fa la spesa per cui si crea non poco “imbarazzo”.
Tempo fa una mamma mi segnalava che suo figlio dava il “meglio di sé” (si fa per dire) sulle strisce pedonali.
Cosa fare?? Innazitutto dobbiamo sapere che  la rabbia è una manifestazione che compare “normalmente” nella crescita del bambino a partire, circa, dall’età dei 2 anni (già chiamati i terribili 2 anni: “The terrible two”) e può durare per..qualche anno L.
Cosa dobbiamo sapere e fare?
Innanzitutto sapere che la “rabbia” rappresenta una tappa dell’accrescimento del bambino.
Sta scoprendo  il proprio io e si trova a volte in conflitto a decidere cosa veramente vuole o non vuole . Un no in certi momenti suscita una forte reazione.
E’ una lotta “interna” e non è un atteggiamento negativo, o solo negativo, nei nostri confronti. Non offendiamoci. Sta elaborando sentimenti diversi.
Cosa fare? Tenete conto che è una manifestazione che si esaurisce da sola e fermarla è come voler fermare un temporale. Aspettate che passi. Inutili minacce, promesse, coccole quando esplode la crisi di rabbia. Si può provare a distrarlo se si riesce a capire che sta per averne una inventando un gioco o raccontando qualcosa che il bambino gradisce.
Alcuni bambini trattengono il respiro e diventano cianotici (vedi “spasmi affettivi” su cui tornerò. Trovate il tema sul libro "Come crescere mio figlio" e nel blog).
Gli episodi sono più frequenti quando il bambino è stanco. Ricordate che a volte, quando sono stanchi, diventano ipercinetici, agitati, sembrano pieni di energie che debbono essere scaricate per cui alcuni genitori pensano che debbano fare attività fisica mentre bisognerebbe cercare di farli riposare, magari leggendo un libro o ascoltando della musica o guardando insieme un cartone animato (scelto da voi e non lasciarlo da solo davanti alla TV).
Se dovete fare delle spese o delle commissioni vedete di coinvolgerlo e farlo apparire un gioco. Soprattutto nei vari super o ipermercati (anche a me vengono a volte crisi di furia o esistenziali L ).
E poi?? Vale per tutto:
- stabilire delle regole: poche ma assolute e non mediabili o superabili. Regole si stabiliscono prima e non sono comandi. Ad esempio una regola è stabilire che si mangia a tavola come  regola della casa a cui tutti si debbono assoggettare. Mentre urlare “stai seduto” è un comando che potrebbe suscitare atteggiamenti reattivi e da usare solo per certe situazioni a rischio (per esempio sta facendo qualcosa di rischioso).
Fondamentale che entrambi i genitori (e i nonni) siano d'accordo e convinti nel proporre sempre le regole. Se non siete convinti il bambino lo percepisce e la regola è destinata a fallire.
Questo vale per tutto: mangiare, TV, gioco e nanna. Per esempio per il sonno: si stabilisce ora, lettura di un libro per tot minuti, ci si lava i denti, si spengono le luci ecc. ecc. con i genitori d’accordo.
Quindi
1)   accettare le crisi di rabbia come fenomeno normale e che compare nell’accrescimento, spiegargli poi che quando la sente arrivare potrebbe..nasconderla in una scatoletta o disegnarla su un foglio (parlatene con il vostro pediatra)
2)   Evitare interventi quando insorge
3)   Stabilire delle regole condivise e concertate in famiglia e spiegate al bambino
4)   Evitare comandi se non per casi di pericoli
5)   Se il bambino è stanco cercare momenti antistress per lui e per voi

E poi quando non sapete cosa fare parlate con le vostre amiche, maestre e con il pediatra. A volte il parere e l’aiuto di un pedagogista fa bene a noi e a tutta la famiglia.


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