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venerdì 27 febbraio 2015

PSICOLOGIA NELLE EMERGENZE

Presentazione del libro che tutti dovrebbero leggere  26 FEBBRAIO 2015
Con i contributi di: Capitaneria di Porto di Genova; Carabinieri di Genova; 118 Genova; Dott. Domenico Dato (Medici in Africa); Esercito Italiano; Ente Nazionale Salvamento; Prof Ferrando Pediatra; Protezione Civile Genova; Pronto Soccorso Ospedale Gaslini; Pronto Soccorso Ospedale San Martino; Provveditorato agli Studi Genova/Istituto Comprensivo di Marassi; Questura di Genova; Sipem; Vigili del Fuoco Genova; Vigili Urbani Genova; Gruppo cinofili/Protezione Civile Genovese
Sempre più spesso, per esperienza diretta o indiretta, veniamo a contatto con situazioni di emergenza, accadimenti eccezionali e violenti o incidenti potenzialmente pericolosi a volte mortali. Le emergenze ci procurano una forte reazione emotiva, che si ripercuote sul nostro organismo e condiziona il nostro modo di sentire, pensare ed agire. A volte solo sotto forma di un’ansia diffusa, ma, in altri casi, più drammatici, può diventare paura, terrore, angoscia e durare nel tempo. Questo manuale, si propone di introdurre una visione sui diversi tipi di atteggiamento psicologico che si rivelano più idonei ad affrontare le diverse problematiche, personali e interpersonali, che si originano e si sviluppano in chi viene coinvolto, a vario titolo, in una situazione di emergenza. Nasce come manuale per gli operatori del settore e può essere utile a chiunque è interessato ad avere un inquadramento per affrontare le diverse emergenze, riuscire a superarle nel miglior modo possibile e, di conseguenza, essere in grado di aiutare altrettanto efficacemente gli altri a farlo.








mercoledì 25 febbraio 2015

Psicologia dell'emergenza: giovedì 26 alle ore 17 alla Berio

Giovedì 26 febbraio 2015 alle ore 17,00
nella Sala Chierici della Biblioteca Berio
Via del Seminario, 16, Genova
presentazione del libro di Marco Ventura “Introduzione alla psicologia nelle emergenze”
"Sempre più spesso, per esperienza diretta o indiretta, veniamo a contatto con situazioni di emergenza, accadimenti eccezionali e violenti o incidenti potenzialmente pericolosi a volte mortali. Le emergenze ci procurano una forte reazione emotiva, che si ripercuote sul nostro organismo e condiziona il nostro modo di sentire, pensare ed agire. A volte solo sotto forma di un’ansia diffusa, ma, in altri casi, più drammatici, può diventare paura, terrore, angoscia e durare nel tempo. Questo manuale, si propone di introdurre una visione sui diversi tipi di atteggiamento psicologico che si rivelano più idonei ad affrontare le diverse problematiche, personali e interpersonali, che si originano e si sviluppano in chi viene coinvolto, a vario titolo, in una situazione di emergenza. Originariamente, nasce con l'obiettivo di essere un manuale propedeutico per gli operatori del settore, ma può essere utile ed esplicativo per chiunque sia interessato ad avere un inquadramento per affrontare le diverse emergenze e riuscire a superarle nel miglior modo possibile. E per essere in grado di aiutare altrettanto efficacemente gli altri a farlo".

MANUALE PER I SOCCORRITORI editore associazione culturale Liberodiscrivere®
Alla presenza dell’autore interverranno: Paolo Moscatelli, primario del pronto soccorso dell'ospedale San Martino, Gianni Crivelloassessore alla Protezione civile del Comune di Genova, Luca Pastorino, deputato e Sindaco di Bogliasco, saranno presenti rappresentanti delle istituzioni. Alberto Ferrando, pediatra. Conduce Antonello Cassan ideatore del progetto editoriale e associativo Liberodiscrivere®

sabato 28 gennaio 2012

TERREMOTO A GENOVA E BAMBINI


Cari genitori

Genova, in pochi mesi, ha avuto due calamità naturali: alluvione e terremoto. Quest’ultimo fortunatamente, senza danni a persone ma qualche problema psicologico a noi e ai nostri bambini lo potrebbe creare. Ricevo questa mail da una mamma: 
“Gent.mo dott. Ferrando,
vorrei chiederle aiuto per aiutarmi  su  come affrontare il tema terremoto con i bambini. Quanto chiedo può essere utile a tanti genitori. Mio figlio è da giorni un pò spaventato perchè a scuola ne hanno parlato mercoledì quando è venuta la prima scossa, ieri dopo la seconda scossa ho provato a giocare con mio figlio fornendo un fischietto, un caschetto e una torcia (l'ho letto fra le indicazioni della protezione civile) abbiamo giocato facendo finta che tutto si muove, ci siamo nascosti sotto il tavolo e abbiamo fatto finta che và via la luce, poi siamo usciti fuori velocemente... si è divertito e la paura è passata.... Non abitiamo in una zona sismica ma credo che comunque vadano preparati, potrebbe accadere quando siamo in vacanza e poi comunque è un argomento del quale sentono parlare vanno preparati secondo me con calma e prima che accadano le cose per non coglierli impreparati ed evitare che si spaventino molto.....”

In occasione della alluvione avevo mandato una mail che Vi rinvio. Per il terremoto è anche una occasione di spiegare per far capire. Nei prossimi giorni approfondiremo il tema anche perché abbiamo avuto in Italia altre esperienze, purtroppo, che hanno causato morti, vittime e ingenti danni (terremoto dell’Aquila).
Dobbiamo come pediatri, genitori e scuola spiegare anche perché i dati a distanza di anni di quanto avvenuto in Abruzzo che incollo qui sotto sono preoccupanti. Dobbiamo fare ovviamente una grande distinzione in quanto (tocchiamo ferro) a Genova non abbiamo avuto i danni e le tragedie avvenute all’Aquila ma il vissuto di pericolo, di incertezza e il danno “mediatico” ci può essere. A breve Vi fornirò altri contributi.
(Dati del terremoto dell’Aquila a distanza di 2 anni, indagine del Bambin Gesù promosso dall'Ordine dei ministri degli Infermi, il sostegno della Caritas e la collaborazione dei pediatri abruzzesi): “il 38% di bambini a distanza di 2 anni presenta disturbi psicopatologici che vanno dall'ansia ai disturbi del comportamento, dell'affettività, e 1 bambino aquilano su 6 soffre del disturbo da stress post traumatico.
Lo studio ha valutato l'impatto psicologico di un disastro naturale su dei bambini e ha coinvolto circa 1800 bambini, di cui 550 tra i 3 e 5 anni e oltre 1200 tra i 6 e 14 anni. è emerso che il 37% dei bambini tra i 3 e 5 anni aveva un disturbo psicopatologico, di cui il 2-3% la sindrome da stress post traumatico, mentre tra i 6 e 14 anni il 54% degli aquilani
 ha un problema psicologico, contro il 36% dei loro coetanei abruzzesi. Tra i minori aquilani il disturbo prevalente è l'ansia (81%), seguito dal disturbo da stress post traumatico (15,4%, contro lo 0,4% nel resto dell'Abruzzo). il disturbo psicologico più frequente e rilevante è l'ansia, e che i più colpiti sono i minori tra i 6 e 14 anni dell'Aquila, che hanno vissuto più da vicino il terremoto".)

I bambini che sperimentano un disastro vivono due tipi fondamentali di esperienze:
il trauma causato dal disastro stesso e i cambiamenti e gli sconvolgimenti nel vivere quotidiano causati dal disastro
In questi giorni i nostri bambini  sono stati testimoni diretti (o indiretti tramite la TV) della alluvione
(Ma potrebbero assistere ad altri eventi paurosi come la distruzione di case, di proprietà o di averi personali; l’essere feriti personalmente o far fronte a pericoli fisici; o il trovarsi di fronte alla morte, alle ferite o al dolore degli altri come avviene per altri disastri che sono improvvisi e senza preavvertimento tipo terremoti, oltre alle alluvioni.) Questi eventi tragici spesso innescano una catena di eventi che possono causare cambiamenti nelle condizioni di vita quotidiane e portare anche a difficoltà a lungo termine.
Nella vita quotidiana i bambini avvertono le tensioni dei familiari (su cui non ci dobbiamo colpevolizzare perché non ci possiamo fare nulla, non si può non essere tesi se si ha perso un familiare o la casa o un bene ottenuto faticosamente) e poi avvertono i cambiamenti nello stile di vita, le conseguenze economiche , se avvengono, il cambio di casa, eventuali elaborazioni di lutto oltre alla elaborazione di ansie,, paure e timori vissute sia direttamente che attraverso genitori, fratelli, sorelle amici e parenti.
L’ indicatore di sofferenza principale è un cambiamento radicale nel comportamento del bambino. Alcune reazioni comuni sono rappresentate da  comportamento regressivo (si comporta come se fosse un bambino più piccolo); difficoltà di separazione (piangere, agitarsi o aggrapparsi quando i genitori si allontanano); difficoltà nel fare spostamenti; pianto facile, dipendenza o stato di bisogno, paure per eventi simili al trauma subito,  essere triste o depresso, essere insolitamente tranquilli o chiusi e non essere interessati alle cose che abitualmente divertivano o al contrario essere irritabili, avere sbalzi d’umore o atteggiamenti aggressivi. Patologia da conversione (malattie psicosomatiche) quali  di mal di testa, mal di stomaco o altri sintomi di malattia. Alcuni hanno un calo nel rendimento scolastico.
Quanto sopra avviene però anche in altre situazioni d stress quali la separazione, la nascita di un fratellino o di una sorellina, un lutto familiare.
In questi casi è importante che prima i genitori metabolizzino quanto avvenuto, un genitore tranquillo, cosa non certo facile, è il primo passo per aiutare il bambino. Per questo motivo il primo consiglio è di non fasciarsi troppo la testa almeno nelle fasi iniziali. Chiedere aiuto al proprio pediatra e al proprio medico curante e , in situazioni che interessano la collettività come è stata l’alluvione, parlarne con gli insegnanti perché il modo migliore per risolvere le cose pur nella variabilità individuale delle reazioni è quello di dare tempo al tempo e di tirare fuori quello che si ha dentro con il dialogo, il colloquio, l’ascolto di una persona attenza e , nei bambini, con l’aiuto del gioco e del disegno.
Quanto è avvenuto a Genova è una lezione che ci deve far guardare avanti, analizzando ovviamente il passato, e per darci anche gli strumenti psicologici e di aiuto per comportamenti in occasioni di disagi futuri. Disagi che tutti dovremo affrontare , se non abbiamo già affrontato, ove la caratteristica comune è la elaborazione del disagio che sia una tragedia climatica naturale, un lutto, un cambiamento familiare quale una separazione o le problematiche correlate alla gestione delle famiglie allargate o quelle derivanti da problematiche economiche.
Su tutto questo come pediatri e come società civile, tutti, dobbiamo sapere e sapere consigliare e fare di più. Poi ad altri spetterà prevenire il prevenibile ma intanto cerchiamo di non danneggiare ulteriormente con drammattizzazioni di quanto è avvenuto. Dobbiamo fare ora tanto per il presente e limitare i danni e soprattutto prevenire per il futuro sia per i danni morali e  psicologici che strutturalmente (riordino dei fiumi, delle strade, ricostruzione ecc.). Quanto avvenuto è un ulteriore stimolo per un colloquio e dialogo tra pediatri, pedagogisti, psicologi e insegnanti e tutti coloro che sono a contatto con i bambini e le famiglie.
Ho trovato su Internet questo libretto di cui consiglio la lettura non solo a insegnanti ma anche a tutti: http://www.psipopoli-trentino.org/documenti/Guida_per_gli_insegnanti.pdf