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sabato 4 febbraio 2012

GIOCO D'AZZARDO:INDUZIONE E NON PREVENZIONE NELLE SCUOLE???


Cari Genitori
Ricevo da associazioni di volontari e dei consumatori questa notizia che mi pare degna di interesse e di posizione anche e soprattutto da parte di noi genitori e di noi pediatri.
VI PREGO DI LEGGERE FINO IN FONDO E DI TROVARE 1/2 ORA PER VEDERE IL FILMATO CHE trovate a questo link    http://www.youtube.com/watch?v=GkKa_9az9qI&feature=youtu.be 

LEGGETELO ANCHE SE AVETE UN NEONATO PERCHE' RISCHIAMO CHE ALL'ASILO INIZINO A FARE AZIONE DI PROMOZIONE!!!! 
Diseducativo per me con messaggi che , oltre ad indurre al gioco d'azzardo legale delegittimano insegnamenti di genitori accorti, inducono a tutto subito, sempre e rapidamente, incitano al gico e fanno sentire (vedete il test finale) il bravo ragazzo o la brava ragazza dei disabili o quasi non al passo con i tempi. Incita a vedere il gico come gioco online e  a preferirlo alla compagnia di coetanei. MA FORSE HO CAPITO MALE? VI PREGO DITEMI CHE E' COSI!!!!!
Il mercato sta dettando le sue leggi anche per i ragazzi obbligati per legge ad andare a scuola ma...per questi programmi?? GUARDATE E LEGGETE E DITEMI CHE MI SBAGLIO MA SE NON SBAGLIO NON ASSISTIAMO IMPOTENTI.
E' più importante delle polemiche della mensa e tenete conto delle ripercussioni sull'economia e sulla salute (Il gioco d'azzardo dà dipendenza). Come scritto nel documento del blog il gioco d'azzardo non produce niente e costa una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.
LA PARTE FINALE DELLA ESTROMISSIONE DEI GENITORI DALLA SCUOLA POI MI LASCIA "PERCOSSO, PSICOLOGICAMENTE, E ATTONITO"
Ciao


Alberto Ferrando


"Cari tutti
vorrei portare l'attenzione sul problema della dipendenza da gioco ( legale e non ) e la scandalosa ( a mio avviso ) "campagna di prevenzione" fatta dall' AAMS ( Monopoli di Stato ) che coinvolge 70.000 studenti in Italia, con la connivenza di vari Uffici Scolastici Regionali.
Lo scorso 9 gennaio LIBERA ha pubblicato un rapporto che trovate al link: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5741 da cui emergono questi dati:
ITALIA: Un paese dove si spendono circa 1260 euro procapite, (neonaticompresi) per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra
videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio. Un fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro, a cui si devono aggiungere, mantenendoci prudenti, i dieci miliardi di
quello illegale. E' “la terza impresa” italiana, l'unica con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi che colpisce il nostro paese.
76 miliardi è una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.

In questo quadro, già di suo gravissimo, si inserisce la "campagna di prevenzione" a cui accennavo all'inizio.
I Monopoli di Stato attuano un progetto per gli studenti sui rischi del gioco d'azzardo, ma ciò che viene promosso come campagna di prevenzione, rischia di essere piuttosto una campagna dipromozione.
Il progetto è presentato in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=GkKa_9az9qI&feature=youtu.be
A questo link trovate la protesta di Associazioni  ( Conagga, CNCA, Gruppo Abele, Libera, Fict, Consulta Nazionale Antiusura e Alea ).Quello che vi chiedo per favore, quando avete mezz'ora di tempo, è di visionare il filmato che trovate qui:
che dettagliatamente illustra il messaggio a dir poco EQUIVOCO che passa ai ragazzi.

Chiedo il vostro aiuto perchè tra poco i genitori che come me sono stati eletti nelle scuole saranno "buttati fuori". Sta finendo la democrazia partecipativa, per ora nella scuola, prossimamente forse anche altrove!
Un ddl trasversalmente condiviso da PD PDL e LEGA è in approvazione per quanto riguarda la riforma degli Organi Collegiali ( riforma "dormiente" in VII Commissione alla Camera da anni). 
Il succo del ddl è: tutto il potere ai Dirigenti Scolastici, che già in parecchie scuole stanno facendo quello che gli pare, e genitori resi impotenti. ( minima rappresentanza da deliberare scuola per scuola, e comunque numericamente non significativa; abolito il  Presidente del Consiglio di Istituto, che era un genitore tra quelli eletti, ecc.....).


mercoledì 1 febbraio 2012

LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI.


Anche in Liguria, come già in altre regioni, i pediatri consigliano i "pedibus": percorsi in sicurezza per accompagnare i bambini a scuola e ridurre così il flusso di auto davanti alle scuole negli orari d'entrata e d'uscita.
Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dei minori ed i recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza come fretta e disattenzione possano causare tragedie davanti ai cancelli delle scuole. I colleghi toscani hanno già chiesto alle amministrazioni locali di isolare le aree circostanti gli edfici scolastici dal resto del traffico cittadino rendendole aree sicure. Cosa sono i "pedibus"? Sono veri e propri bus umani formati da genitori, nonni, tate, ecc.. volontari che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto. Anche i pediatri liguri auspicano la creazione di tali percorsi, ritenendo che la maggior parte degli incidenti stradali sarebbero evitati con adeguate misure di prevenzione e sicurezza, anzichè chiamare sempre in causa la fatalità: le statistiche evidenziano che in Italia più di trentamila minori subiscono ogni anno incidenti in auto e oltre trecentocinquanta di loro decedono in seguito a tali eventi. Inoltre l'87% degli incidenti interessa i bambini all'interno dell'autovettura. Una stima, poi, dell'Istituto Superiore di Sanità ha quantificato che per ogni persona deceduta dobbiamo aspettarci due o tre invalidi gravi, venti ricoverati e sessanta prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.. L'uso corretto dei dispostitivi di trasporto potrebbe ridurre di oltre 60% l'esito sfavorevole di un grave incidente stradale. Alcune regole da ricordare sempre:
1° Scegliereil seggiolino adatto al peso e alle dimensioni del bimbo ed assicurarsi che sia installato correttamente.
2°Usare sempre il seggiolino fin dal primo viaggio dalla dimissione dal nido ospedaliero
3° Non mettere mai il bambino sul sedile anteriore di un auto con l'airbag, nel caso fosse necessario: disattivare l'irbag
4° Fino al 6°mese di vita il seggiolino deve essere rivolto contromarcia.
5° I viaggi con bambini prematuri devono essere ridotti al minimo
6°Non usare seggiolini vecchi di oltre 10 anni
Ultima e non meno importante regola: dare il buon esempio usando sempre le cinture di sicurezza.
Alberto Ferrando
Paola Santagata

domenica 29 gennaio 2012

CERTIFICATI INUTILI E COSTOSI

Leggete l'articolo pubblicato oggi sul Secolo XIX a firma di Giorgio Conforti. Quanti soldi si risparmierebbero. pensate solo alle spese di benzina, di telefono, al consumo di carta, di inchiostro e di tempo umano per una cosa inutile.
Questi soldi non potrebbero servire per altro? Magari per ridurre o migliorare il costo della mensa? O per offrire alle scuole dei servizi (a partire da quelli elementari: mi è stato detto che in una scuola era finita la carta igienica ma spero fosse una notizia sbagliata). .......Oppure usiamo carta "morbida" per i certificati così a qualcosa potrebbero servire :-)  di socialmente utile.
Alberto Ferrando

sabato 28 gennaio 2012

TERREMOTO A GENOVA E BAMBINI


Cari genitori

Genova, in pochi mesi, ha avuto due calamità naturali: alluvione e terremoto. Quest’ultimo fortunatamente, senza danni a persone ma qualche problema psicologico a noi e ai nostri bambini lo potrebbe creare. Ricevo questa mail da una mamma: 
“Gent.mo dott. Ferrando,
vorrei chiederle aiuto per aiutarmi  su  come affrontare il tema terremoto con i bambini. Quanto chiedo può essere utile a tanti genitori. Mio figlio è da giorni un pò spaventato perchè a scuola ne hanno parlato mercoledì quando è venuta la prima scossa, ieri dopo la seconda scossa ho provato a giocare con mio figlio fornendo un fischietto, un caschetto e una torcia (l'ho letto fra le indicazioni della protezione civile) abbiamo giocato facendo finta che tutto si muove, ci siamo nascosti sotto il tavolo e abbiamo fatto finta che và via la luce, poi siamo usciti fuori velocemente... si è divertito e la paura è passata.... Non abitiamo in una zona sismica ma credo che comunque vadano preparati, potrebbe accadere quando siamo in vacanza e poi comunque è un argomento del quale sentono parlare vanno preparati secondo me con calma e prima che accadano le cose per non coglierli impreparati ed evitare che si spaventino molto.....”

In occasione della alluvione avevo mandato una mail che Vi rinvio. Per il terremoto è anche una occasione di spiegare per far capire. Nei prossimi giorni approfondiremo il tema anche perché abbiamo avuto in Italia altre esperienze, purtroppo, che hanno causato morti, vittime e ingenti danni (terremoto dell’Aquila).
Dobbiamo come pediatri, genitori e scuola spiegare anche perché i dati a distanza di anni di quanto avvenuto in Abruzzo che incollo qui sotto sono preoccupanti. Dobbiamo fare ovviamente una grande distinzione in quanto (tocchiamo ferro) a Genova non abbiamo avuto i danni e le tragedie avvenute all’Aquila ma il vissuto di pericolo, di incertezza e il danno “mediatico” ci può essere. A breve Vi fornirò altri contributi.
(Dati del terremoto dell’Aquila a distanza di 2 anni, indagine del Bambin Gesù promosso dall'Ordine dei ministri degli Infermi, il sostegno della Caritas e la collaborazione dei pediatri abruzzesi): “il 38% di bambini a distanza di 2 anni presenta disturbi psicopatologici che vanno dall'ansia ai disturbi del comportamento, dell'affettività, e 1 bambino aquilano su 6 soffre del disturbo da stress post traumatico.
Lo studio ha valutato l'impatto psicologico di un disastro naturale su dei bambini e ha coinvolto circa 1800 bambini, di cui 550 tra i 3 e 5 anni e oltre 1200 tra i 6 e 14 anni. è emerso che il 37% dei bambini tra i 3 e 5 anni aveva un disturbo psicopatologico, di cui il 2-3% la sindrome da stress post traumatico, mentre tra i 6 e 14 anni il 54% degli aquilani
 ha un problema psicologico, contro il 36% dei loro coetanei abruzzesi. Tra i minori aquilani il disturbo prevalente è l'ansia (81%), seguito dal disturbo da stress post traumatico (15,4%, contro lo 0,4% nel resto dell'Abruzzo). il disturbo psicologico più frequente e rilevante è l'ansia, e che i più colpiti sono i minori tra i 6 e 14 anni dell'Aquila, che hanno vissuto più da vicino il terremoto".)

I bambini che sperimentano un disastro vivono due tipi fondamentali di esperienze:
il trauma causato dal disastro stesso e i cambiamenti e gli sconvolgimenti nel vivere quotidiano causati dal disastro
In questi giorni i nostri bambini  sono stati testimoni diretti (o indiretti tramite la TV) della alluvione
(Ma potrebbero assistere ad altri eventi paurosi come la distruzione di case, di proprietà o di averi personali; l’essere feriti personalmente o far fronte a pericoli fisici; o il trovarsi di fronte alla morte, alle ferite o al dolore degli altri come avviene per altri disastri che sono improvvisi e senza preavvertimento tipo terremoti, oltre alle alluvioni.) Questi eventi tragici spesso innescano una catena di eventi che possono causare cambiamenti nelle condizioni di vita quotidiane e portare anche a difficoltà a lungo termine.
Nella vita quotidiana i bambini avvertono le tensioni dei familiari (su cui non ci dobbiamo colpevolizzare perché non ci possiamo fare nulla, non si può non essere tesi se si ha perso un familiare o la casa o un bene ottenuto faticosamente) e poi avvertono i cambiamenti nello stile di vita, le conseguenze economiche , se avvengono, il cambio di casa, eventuali elaborazioni di lutto oltre alla elaborazione di ansie,, paure e timori vissute sia direttamente che attraverso genitori, fratelli, sorelle amici e parenti.
L’ indicatore di sofferenza principale è un cambiamento radicale nel comportamento del bambino. Alcune reazioni comuni sono rappresentate da  comportamento regressivo (si comporta come se fosse un bambino più piccolo); difficoltà di separazione (piangere, agitarsi o aggrapparsi quando i genitori si allontanano); difficoltà nel fare spostamenti; pianto facile, dipendenza o stato di bisogno, paure per eventi simili al trauma subito,  essere triste o depresso, essere insolitamente tranquilli o chiusi e non essere interessati alle cose che abitualmente divertivano o al contrario essere irritabili, avere sbalzi d’umore o atteggiamenti aggressivi. Patologia da conversione (malattie psicosomatiche) quali  di mal di testa, mal di stomaco o altri sintomi di malattia. Alcuni hanno un calo nel rendimento scolastico.
Quanto sopra avviene però anche in altre situazioni d stress quali la separazione, la nascita di un fratellino o di una sorellina, un lutto familiare.
In questi casi è importante che prima i genitori metabolizzino quanto avvenuto, un genitore tranquillo, cosa non certo facile, è il primo passo per aiutare il bambino. Per questo motivo il primo consiglio è di non fasciarsi troppo la testa almeno nelle fasi iniziali. Chiedere aiuto al proprio pediatra e al proprio medico curante e , in situazioni che interessano la collettività come è stata l’alluvione, parlarne con gli insegnanti perché il modo migliore per risolvere le cose pur nella variabilità individuale delle reazioni è quello di dare tempo al tempo e di tirare fuori quello che si ha dentro con il dialogo, il colloquio, l’ascolto di una persona attenza e , nei bambini, con l’aiuto del gioco e del disegno.
Quanto è avvenuto a Genova è una lezione che ci deve far guardare avanti, analizzando ovviamente il passato, e per darci anche gli strumenti psicologici e di aiuto per comportamenti in occasioni di disagi futuri. Disagi che tutti dovremo affrontare , se non abbiamo già affrontato, ove la caratteristica comune è la elaborazione del disagio che sia una tragedia climatica naturale, un lutto, un cambiamento familiare quale una separazione o le problematiche correlate alla gestione delle famiglie allargate o quelle derivanti da problematiche economiche.
Su tutto questo come pediatri e come società civile, tutti, dobbiamo sapere e sapere consigliare e fare di più. Poi ad altri spetterà prevenire il prevenibile ma intanto cerchiamo di non danneggiare ulteriormente con drammattizzazioni di quanto è avvenuto. Dobbiamo fare ora tanto per il presente e limitare i danni e soprattutto prevenire per il futuro sia per i danni morali e  psicologici che strutturalmente (riordino dei fiumi, delle strade, ricostruzione ecc.). Quanto avvenuto è un ulteriore stimolo per un colloquio e dialogo tra pediatri, pedagogisti, psicologi e insegnanti e tutti coloro che sono a contatto con i bambini e le famiglie.
Ho trovato su Internet questo libretto di cui consiglio la lettura non solo a insegnanti ma anche a tutti: http://www.psipopoli-trentino.org/documenti/Guida_per_gli_insegnanti.pdf

venerdì 20 gennaio 2012

Seminario sulla alimentazione

Cari genitori

Domani mattina, sabato, parlerò insieme all'amica e Collega Marcella Zera presso la Scuola delle Immacolatine, in Piazza Paolo da Novi, sul tema dell'alimentazione.
Relazione sul sito www.apel-pediatri.org (ridondante, eccessiva e su cui prenderemo spunti) in prima pagina. Sempre in prima pagina segnalo questo:

Un Caro Saluto  Alberto Ferrando

martedì 10 gennaio 2012

CERTIFICATI, DELIBERA DELLA REGIONE E TAR

Cari genitori
Sono stato poco chiaro in quanto CONFERMO che i certificati sono inutili e fanno perdere un sacco di tempo INUTILE a tutti e soprattutto a Voi (ma tolgono tempo anche a noi e alla scuola). La Regione Liguria aveva fatto una delibera bloccata da un ricorso al TAR da parte di una Associazione di genitori :-( (in Lombardia invece è attiva).
Un papà mi scrive " Subject: RE: [Il dottor Ferrando] CERTIFICATI INUTILI
E quindi … In caso di contestazione da parte dell’istituto scolastico, basta pretendere il rispetto della delibera regionale indicata. Corretto?  
Scuole a parte, se bene interpreto l’allegato alla delibera, lo stesso discorso vale per le richieste dei certificati di sana e robusta costituzione pretesi da sempre da tutti gli enti / società per praticare qualunque attività sportiva (es. nuoto, palestra, danza, ecc.). Corretto?  Grazie in anticipo per le risposte.  
Ps.  le scuole lo sanno che non devono più pretendere il certificato dei 5 giorni?
Cosa possiamo fare?
1) I certificati servono solo  per malattia e quindi se il bambino non va a scuola per altri motivi fate una autocertificazione dicendo che il bambino , "per motivi familiari" ( o altro), non va a scuola dal 20 dicembre e tornerà, ad esempio il 12 gennaio.
2) Se non fate l'autocertificazione il certificato medico Vi verrà, allo stato attuale richiesto.
A questo link un documento esplicativo sritto dai pediatri abruzzesi su cui possiamo discutere:
www.apel-pediatri.it/Leggi/Certificati%20Vari%20Abruzzo.doc

Sempre valida la certificazione per certificati per attività sportiva non agonistica che vorremmo poter inserire nei normali bilanci di salute ma che, attualmente, salvo alcune situazioni sono a carico della famiglia. Per attività agonostica invece, per legge, si deve fare una visita presso il medico dello sport
Un Caro Saluto

mercoledì 28 settembre 2011

PEDIATRI E INSEGNANTI INSIEME


Oggi con la colleg Marcella Zera abbiamo svolto un'altra lezione agli Insegnanti e dietisti del Comune di Genova (3 ore al centro Civico Buranello FRUTTO DI UNA Convenzione, offerta da noi a titolo gratuito, tra la nostra associazione di Pediatri, APEL, e il Comune di Genova). Le relazioni si trovano in prima pagina sul sito http://www.apel-pediatri.org/. Nela mia relazione ho parlato di una cosa di cui dobbiamo essere orgogliosi: la diffusione della manovra antisoffocamento in tutti gli asili del Comune di genova oltre che nell'ambulatorio del pediatra di famiglia e l'applicazione del tanto atteso protocollo per l'anafilassi a scuola.
A breve avremo incontri anche con genitori (due sedute per gli asili del Comune) ma quanto fatto dall'APEL sta dilagando più di una epidemia: abbiamo avuto contatti da altre scuole private
Alberto Ferrando