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sabato 4 febbraio 2012

PEDIBUS E MULTE E COSA FARE

Nel nostro forum di discussione una mamma pone questa domanda a cui ho risposto così ma..possiamo parlarne tra noi e provare a fare proposte? L'assessore Alfieri nel Levante genovese ha fatto tante cose utili per il traffico dimostrando che "volere è potere".
Quanto scriviamo qui sotto (anche multe) vale anche per guida in stato di ebbrezza o altro, cinture di sicurezza e seggiolini per bambini
Un caro saluto a tutti
Alberto Ferrando



Il giorno 03 febbraio 2012 21:37, Daniela E. <noreply-comment@blogger.com> ha scritto:
Daniela E. ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI....":

Gent.mo Dott Ferrando, questa iniziativa del Pedibus è fantastica.anche noi andiamo a scuola a piedi(ma abbiamo la fortuna di abitare vicini),quello che vorrei saper è:perchè lungo la ns strada(segnalata con cartelli"attenzione bambini"e puntualmente manomessi da vandali stupidi)non vengono sistemati i dossi"rallentanti"che sono invece presenti nella strada parallela priva di scuola??!??? le macchine qui non rispettano i limiti di velocità segnalata,anzi!vanno a razzo rischiando puntualmente di mettere sotto qualche bimbo che esce dall asilo..(a chi devo scrivere?ai vigili?)alla scuola stessa che faccia richiesta?grazie per la sua attenzione Daniela E.

Postato da Daniela E. in Il dottor Ferrando alle 03 febbraio 2012 19:16
La legge, mi è stato detto, non permette l'utilizzo dei dossi rallentanti ove passano mezzi pubblici e in discesa...ma mi chiedo visto tra i motivi delle multe c'è , o ci dovrebbe essere, quello di educare i cittadini (se prendi una multa per guida in stato pericoloso ci pensi e ripensi) e quello anche di "fare cassa" perché non vengono utilizzati gli ausiliari del traffico vicino a passaggi pedonali, scuole ecc oppure una bella videocamera e un segnalatore di velocità che dovrebbe essere vicino alla scuola di pochi Km all'ora. Perché l'dea dl pedibus è bellissima ma alcuni automobilisti sembrano voler fare delle gare per andare chissà dove poi. Dobbimo agire su più livelli.
Uno dipende da noi: accompagnare quando possibile i bambini a scuola a piedi, magari organizzandosi a turni, l'altro dipende dagli "altri" automobilisti e quindi ove possibile "dossi rallentanti" e/o indicatori di velocità e/o videocamere e magari qualche multa? Forse sarebbero più utili per rispetto a quelle delle orsi e dell'autobus?

giovedì 2 febbraio 2012

Associazioni di aiuto, decrescita, pediatri restano ai bambini

Il pediatra resta il medico dei bambini? Forse. Il Ministro Balduzzi così si è espresso sul Corriere della Sera. Grazie anche a tutti coloro che sono intervenuti e GRAZIE...
Ma..io sono come S. Tommaso. Ormai le scelte sulla Salute vengono prese anche, e purtroppo soprattutto, in base all'economia. La Salute dipende dal Ministero delle Finanze e, alla faccia dei progetti di management, spesso si guarda ad un risparmio di poche lire per poi rimetterci enormemente. Pensate che fine ha fatto il Garante dell'Infanzia?
Comunque, secondo me, l'importante è farsi sentire e questo vale per tutti. Una lezione ci viene dalle associazioni "laiche" di malati o di genitori che hanno bambini malati9 che si alleano per ottenere..nient'altro che il giusto. Quello che in una Società veramente civile, sociale dovrebbe essere dato senza dover choedere. Così non è e quindi abbiamo questo strumento, Internet, che serve per fare gruppo per esprimersi, per proporre per protestare, per far sentire la nostra voce. 
Pensate alle varie Associazioni che loittano per difendere la salute a partire da quelle delle Malattie rare, della sclerosi multipla, delle nefropatie ecc. La celiachia ha avuto riconoscimenti grazie a loro ma anche quelle d malattie più rare e pià gravi. Lunedì ho parlato in Regione con vari Colleghi (tra cui testino, Schiappacasse, Brasesco ecc) sull'importanza della Associazioni di Automutuoaiuto. Dobbiamo ricostituire una società civile, sociale, di aiuto reciproco a partire dai rapporti tra sani, con  malati, vicini, bambini e anziani ecc. Non illudiamoci che lo "Stato" possa o voglia fare. Lo "Stato" poi siamo noi. Ognuno può fare qualcosa e invece di mettere davanti a tutto l'economia perchè non provare a valorizzare i rapporti tra persone e la "decrescita" (http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita) senza arrivare a ideologismi o esagerazioni. Ascoltate la canzone di Giorgio Gaber (io ho un pelo) http://www.youtube.com/watch?v=nNiGpPZOBI4 (ovvero una idiozia conquistata a fatica) che ironicamente dipinge la nostra società consumistica e che ha fatto dell'economia un credo

Vi ricordo che venerdi 3 febbraio alle ore 19 su radio azzurra 88 rete liguria potrete ascoltare nel programma Linea 88 sera Paola che parlerà con il dott. Alberto Ferrando, vicepresidente dei pediatri liguri, sul tema: I bambini fino a 6 anni saranno visitati dal Pediatra e oltre i 7 anni dal medico di famiglia...... Cosa ne pensate...... rimanete all'ascolto su www.radioazzurra88rl.net
Vi ricordo che il dott. Ferrando risponderà alle vostre domande al martedi mattina alle 11 e al venerdi sera alle 19.
www.radioazzurra88rl.net



Alberto 


mercoledì 1 febbraio 2012

LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI.


Anche in Liguria, come già in altre regioni, i pediatri consigliano i "pedibus": percorsi in sicurezza per accompagnare i bambini a scuola e ridurre così il flusso di auto davanti alle scuole negli orari d'entrata e d'uscita.
Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dei minori ed i recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza come fretta e disattenzione possano causare tragedie davanti ai cancelli delle scuole. I colleghi toscani hanno già chiesto alle amministrazioni locali di isolare le aree circostanti gli edfici scolastici dal resto del traffico cittadino rendendole aree sicure. Cosa sono i "pedibus"? Sono veri e propri bus umani formati da genitori, nonni, tate, ecc.. volontari che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto. Anche i pediatri liguri auspicano la creazione di tali percorsi, ritenendo che la maggior parte degli incidenti stradali sarebbero evitati con adeguate misure di prevenzione e sicurezza, anzichè chiamare sempre in causa la fatalità: le statistiche evidenziano che in Italia più di trentamila minori subiscono ogni anno incidenti in auto e oltre trecentocinquanta di loro decedono in seguito a tali eventi. Inoltre l'87% degli incidenti interessa i bambini all'interno dell'autovettura. Una stima, poi, dell'Istituto Superiore di Sanità ha quantificato che per ogni persona deceduta dobbiamo aspettarci due o tre invalidi gravi, venti ricoverati e sessanta prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.. L'uso corretto dei dispostitivi di trasporto potrebbe ridurre di oltre 60% l'esito sfavorevole di un grave incidente stradale. Alcune regole da ricordare sempre:
1° Scegliereil seggiolino adatto al peso e alle dimensioni del bimbo ed assicurarsi che sia installato correttamente.
2°Usare sempre il seggiolino fin dal primo viaggio dalla dimissione dal nido ospedaliero
3° Non mettere mai il bambino sul sedile anteriore di un auto con l'airbag, nel caso fosse necessario: disattivare l'irbag
4° Fino al 6°mese di vita il seggiolino deve essere rivolto contromarcia.
5° I viaggi con bambini prematuri devono essere ridotti al minimo
6°Non usare seggiolini vecchi di oltre 10 anni
Ultima e non meno importante regola: dare il buon esempio usando sempre le cinture di sicurezza.
Alberto Ferrando
Paola Santagata

martedì 31 gennaio 2012

Pediatra fino a 6 anni? Posizione della Associazione Genitori

Sanita': associazione genitori, no a pediatra fino a 6 anni, azione di corto respiro 


Roma, 31 gen. - "Un'azione di corto respiro: riduzione di spesa ora, incremento nel tempo della spesa per il servizio sanitario nazionale. Ma, soprattutto, spesa immediata per le famiglie e riduzione complessiva della qualità della cura nel nostro Paese". Considerano così i genitori dell'Age (Associazione italiana genitori) la proposta di far passare all'assistenza del medico di famiglia i bambini dopo i 6 anni, e che sarebbe contenuta nella bozza di riordino delle cure primarie all'attenzione delle Regioni.
Fra le motivazioni alla base di questa novità ci sarebbe la carenza dei pediatri. Inoltre il rimborso pubblico per ciascun assistito, si sostiene, è più alto nel caso dei pediatri rispetto ai medici di medicina generale. L'Age, "proprio in quanto associazione di genitori, esprime la propria contrarietà, riportando considerazioni raccolte dalla nostra rete territoriale", afferma il presidente nazionale Davide Guarneri, dopo aver effettuato un sondaggio nelle sedi locali. "La proposta, a nostro parere, è solo in apparenza un risparmio: i bambini avranno comunque diritto a un medico di base, e comunque la presenza diffusa di pediatri, in termini di prevenzione, comporta un risparmio maggiore dei costi sostenuti. Avere meno pediatri significa infatti più ospedalizzazione".
Spesso i medici di base, come già oggi accade con la guardia medica festiva, rinviano - si legge in una nota - al pronto soccorso e/o agli specialisti. Ciò significa maggiore spesa per il sistema sanitario e, in alcune situazioni, aggravio di spesa per le famiglie stesse, alla ricerca del medico 'a pagamento'. Inoltre "da molti anni la preparazione del medico di base non include specifiche competenze in area pediatrica: com’è possibile, in breve tempo, colmare questa lacuna?", si domanda Guarneri.
Il pediatra di base, inoltre, aggiunge il presidente Age, "stipula una sorta di 'alleanza educativa' con i genitori: è il pediatra di famiglia (in genere assiste tutti i fratelli) e quindi contribuisce, in quanto operatore sanitario a largo spettro con le sue competenze, anche a un benessere globale e di prevenzione per il bambino stesso, riducendo rischi che si potrebbero manifestare negli anni successivi, e riducendo anche ansie e traumi degli adulti. Ogni conoscenza sanitaria ben acquisita da mamma e papà sarà poi ben spesa per i figli e in ambito sociale".
Per l'associazione di genitori l'operazione da fare sarebbe piuttosto al contrario. "La professionalità dei pediatri di base dovrebbe essere maggiormente diffusa, anche nelle aree in cui non è ancora presente, e dovrebbe riguardare anche la fascia d’età adolescenziale: ancora una volta si fa cassa partendo dai più deboli".

domenica 29 gennaio 2012

Il pediatra solo fino a 6 anni :-(

Se questo si realizzasse si avrà diritto al pediatra fino a 6 anni e poi passa alle cure del medico di medicina generale.
Dal Messaggero di oggi
Alberto Ferrando


 I bambini potrebbero perdere il loro pediatra già al compimento del settimo anno di età anno. Da quel momento alla loro salute ci dovrebbero pensare i medici degli adulti. Una proposta del ministro alla Salute che modificherebbe l’attuale legislatura. Ora i genitori, al compimento del settimo anno di età del figlio, possono scegliere di trasferire il figlio dal medico di famiglia. Se la proposta del Ministro diventasse legge, al settimo anno l’addio al pediatra sarebbe obbligatorio. Dal pediatra i bambini ora possono restare al massimo fino a 14 anni che diventano 16 anni nel caso di ragazzi con malattie croniche.

I pediatri: scelta sbagliata. «L’80% dei pazienti tra 7 e 14 anni sono in carico ai pediatri, apprezzati per i loro lavoro non significa solo prescrivere medicine ma impostare il bambino dal punto di vista nutrizionale, seguirlo nella crescita fino ai problemi dell’adolescenti toccando tutti gli aspetti sociali e non solo della salute - commenta Claudio Colistra, uno dei segretario nazionali e segretario romano della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e segretario dell’Ordine dei medici di Roma -. L’assistenza del pediatra è ben altra cosa e basterebbe pensare che la nostra figura è una sorta di tutore del bambino. Obbligare i genitori a portare i figli più piccoli dal medico per gli adulti potrebbe essere una scelta sbagliata».

La proposta del Ministro. La proposta è stata avanzata in sede tecnica ministeriale ed è contenuta nella bozza di Riordino delle Cure Primarie del ministro della Salute, Renato Balduzzi, e della Conferanza Stato-Regioni in vista del prossimo Patto per la Salute secondo la quale l’assistenza pediatrica di base viene ridimensionata al solo periodo 0-6 anni. «I medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più», sottolinea Alberto Ugazio, presidente della Sip (Società italiana di pediatria), primario del Bambino Gesù. «Pensiamo, ad esempio - spiega Ugazio - al dosaggio dei farmaci che per gli adulti è unico, mentre per i bambini è legato ai kg di peso o alla superficie corporea».

Si cambia perché l’assistenza italiana non è uniforme. Nella proposta sotto accusa, al punto 10 del capitolo cure primarie, si legge che “l’assistenza della Pediatria di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale” e che «vanno quindi modificate le norme convenzionali che regolano i parametri relativi agli assistiti in carico, prevedendo di assegnare ai Pediatri di libera sceltaunicamente i bambini da 0 a 6 anni».

Lo smantellamento di un sistema di assistenza. Protestano anche gli specialisti dellaConfederazione italiana pediatri (CIPe) perché secondo loro la proposta va verso lo «smantellamento del sistema di assistenza pediatrica territoriale. Serve un incontro per poter scongiurare manovre sciagurate che potrebbero recare seri danni alla salute dei bambini e degli adolescenti».

Domenica 29 Gennaio 2012 - 20:29

CERTIFICATI INUTILI E COSTOSI

Leggete l'articolo pubblicato oggi sul Secolo XIX a firma di Giorgio Conforti. Quanti soldi si risparmierebbero. pensate solo alle spese di benzina, di telefono, al consumo di carta, di inchiostro e di tempo umano per una cosa inutile.
Questi soldi non potrebbero servire per altro? Magari per ridurre o migliorare il costo della mensa? O per offrire alle scuole dei servizi (a partire da quelli elementari: mi è stato detto che in una scuola era finita la carta igienica ma spero fosse una notizia sbagliata). .......Oppure usiamo carta "morbida" per i certificati così a qualcosa potrebbero servire :-)  di socialmente utile.
Alberto Ferrando

TERREMOTO E ALLARMI VARI E BAMBINI. Corso gratuito per Twitter?

Cari genitori
Ieri avevo risposto ad una lettera di una mamma sull'ansia ingenerata dal terremoto ai bambini. Oggi sul Secolo XIX un interessante articolo sul tema di Donata Bonometti con cui mi sono sentito ieri.
Per la seconda parte del titolo leggete in fondo.
Vorrei fare una riflessione sugli articoli sui quotidiani e, in generale, sui media (TV, INternet e social network). Finora vige la frase che "la cattiva notizia fa notizia" mentre le buone notizie no. Pensate un attimino a quanti titoli allarmistici o come fanno presto a creare di una persona un mostro. Persona che magari ha anche sbagliato ma prima di proclamarlo colpevole e metterlo alla berlina, lui e tutta la sua famiglia, bisognerebbe pensarci. Ricordo di due casi uno concluso con un suicidio di un professionista e l'altro ove un padre di famiglia era stato additato come "colpevole" indirettamente della morte di una persona. Cosa non vera ma intanto tutti ritenevano così. E un giorno si era messo a piangere raccontando che il figlio tornando da scuola gli aveva chiesto se era vero che era responsabile del morte di una ragazza. A scuola tutti i suoi compagni dicevano così!!.
Torno al tema: segnaliamo noi i problemi, segnaliamo anche le cose che funzionano. Possiamo discuterne qui, via mail, via Facebook e qualcosa possiamo ottenere. Abbiamo dei bravi giornalisti pronti a costruire e a dare notizie costruttive o che affrontano temi reali: parlare di quello che interessa e non dell'ennesimo scandalo o, in mancanza di notizie che d'inverno fa freddo e d'estate fa caldo e che arriva l'influenza!!
Non è facile. Anni fa una mamma aveva scritto una lettera ad un quotidiano perchè aveva salvato la vita al figlio di una amica che stava soffocando per inalazione di un corpo estraneo. Solo dopo sollecitazioni è stata pubblicata e messa nelle lettere, senza alcun rilievo. Pensate che notizia invece da locandina si fosse consumata una tragedia e il bambino fosse soffocato??

CORSO GRATUITO PER TWITTER: In Liguria sono finiti i soldi e siamo e saremo sempre più chiamati a sacrifici ma sembra che i soldi si trovano per un Corso gratuito per gli assessori regionali per twitter. Una pagina del Secolo su questo tema. Ovviamente questa è la notizia che, se vera, spero venga ben spiegata dai nostri politici e governatori ma faccio una prima riflessione. Sul giornale si dice che il corso è gratuito m: nulla e' gratis IN QUANTO, COME PARLERò PER I CERTIFICATI INUTILI E APPARENTEMENTE GRATUITI DI riammissione a scuola in un prossimo post, ogni cosa ha dei costi. I costi indiretti: se lavori gratis in orario di lavoro..non lavori per quello che sei pagato di fare, se usi una sala pubblica ha un costo indiretto di consumi e di personale ecc. ecc. E i costi indiretti sono superiori ai costi diretti. E poi... è come pagare la patente a chi già ha uno stipendio, anche superiore alla media, e deve averla. Voi avete fatto un corso per questo? E se uno non vuole gli strumenti usare basta fare un corso ? Chi lo vuole usare fa quello che facciamo noi...lo usa. E se non lo sa usare si fa aiutare da un amico o lo fa usare dalla segretaria. Se girate sui siti di molti personaggi importanti troverete siti nati per le elezioni e lasciati lì sulla rete a inquinare i ciberspazio. Noi medici ci aggiorniamo, per la maggior parte, a spese nostre (E SIAMO ORGOGLIOSI DI FARLO!!).
Mi fermo perchè sono stato troppo lungo
Buona giornata e ...portate i bambini a vedere un pò di neve (con quello che costa andare a sciare approfittiamo visto che c'è di vederla e toccarla qui :-)  ). E se fa freddo? Copriamoli di più.




sabato 28 gennaio 2012

TERREMOTO A GENOVA E BAMBINI


Cari genitori

Genova, in pochi mesi, ha avuto due calamità naturali: alluvione e terremoto. Quest’ultimo fortunatamente, senza danni a persone ma qualche problema psicologico a noi e ai nostri bambini lo potrebbe creare. Ricevo questa mail da una mamma: 
“Gent.mo dott. Ferrando,
vorrei chiederle aiuto per aiutarmi  su  come affrontare il tema terremoto con i bambini. Quanto chiedo può essere utile a tanti genitori. Mio figlio è da giorni un pò spaventato perchè a scuola ne hanno parlato mercoledì quando è venuta la prima scossa, ieri dopo la seconda scossa ho provato a giocare con mio figlio fornendo un fischietto, un caschetto e una torcia (l'ho letto fra le indicazioni della protezione civile) abbiamo giocato facendo finta che tutto si muove, ci siamo nascosti sotto il tavolo e abbiamo fatto finta che và via la luce, poi siamo usciti fuori velocemente... si è divertito e la paura è passata.... Non abitiamo in una zona sismica ma credo che comunque vadano preparati, potrebbe accadere quando siamo in vacanza e poi comunque è un argomento del quale sentono parlare vanno preparati secondo me con calma e prima che accadano le cose per non coglierli impreparati ed evitare che si spaventino molto.....”

In occasione della alluvione avevo mandato una mail che Vi rinvio. Per il terremoto è anche una occasione di spiegare per far capire. Nei prossimi giorni approfondiremo il tema anche perché abbiamo avuto in Italia altre esperienze, purtroppo, che hanno causato morti, vittime e ingenti danni (terremoto dell’Aquila).
Dobbiamo come pediatri, genitori e scuola spiegare anche perché i dati a distanza di anni di quanto avvenuto in Abruzzo che incollo qui sotto sono preoccupanti. Dobbiamo fare ovviamente una grande distinzione in quanto (tocchiamo ferro) a Genova non abbiamo avuto i danni e le tragedie avvenute all’Aquila ma il vissuto di pericolo, di incertezza e il danno “mediatico” ci può essere. A breve Vi fornirò altri contributi.
(Dati del terremoto dell’Aquila a distanza di 2 anni, indagine del Bambin Gesù promosso dall'Ordine dei ministri degli Infermi, il sostegno della Caritas e la collaborazione dei pediatri abruzzesi): “il 38% di bambini a distanza di 2 anni presenta disturbi psicopatologici che vanno dall'ansia ai disturbi del comportamento, dell'affettività, e 1 bambino aquilano su 6 soffre del disturbo da stress post traumatico.
Lo studio ha valutato l'impatto psicologico di un disastro naturale su dei bambini e ha coinvolto circa 1800 bambini, di cui 550 tra i 3 e 5 anni e oltre 1200 tra i 6 e 14 anni. è emerso che il 37% dei bambini tra i 3 e 5 anni aveva un disturbo psicopatologico, di cui il 2-3% la sindrome da stress post traumatico, mentre tra i 6 e 14 anni il 54% degli aquilani
 ha un problema psicologico, contro il 36% dei loro coetanei abruzzesi. Tra i minori aquilani il disturbo prevalente è l'ansia (81%), seguito dal disturbo da stress post traumatico (15,4%, contro lo 0,4% nel resto dell'Abruzzo). il disturbo psicologico più frequente e rilevante è l'ansia, e che i più colpiti sono i minori tra i 6 e 14 anni dell'Aquila, che hanno vissuto più da vicino il terremoto".)

I bambini che sperimentano un disastro vivono due tipi fondamentali di esperienze:
il trauma causato dal disastro stesso e i cambiamenti e gli sconvolgimenti nel vivere quotidiano causati dal disastro
In questi giorni i nostri bambini  sono stati testimoni diretti (o indiretti tramite la TV) della alluvione
(Ma potrebbero assistere ad altri eventi paurosi come la distruzione di case, di proprietà o di averi personali; l’essere feriti personalmente o far fronte a pericoli fisici; o il trovarsi di fronte alla morte, alle ferite o al dolore degli altri come avviene per altri disastri che sono improvvisi e senza preavvertimento tipo terremoti, oltre alle alluvioni.) Questi eventi tragici spesso innescano una catena di eventi che possono causare cambiamenti nelle condizioni di vita quotidiane e portare anche a difficoltà a lungo termine.
Nella vita quotidiana i bambini avvertono le tensioni dei familiari (su cui non ci dobbiamo colpevolizzare perché non ci possiamo fare nulla, non si può non essere tesi se si ha perso un familiare o la casa o un bene ottenuto faticosamente) e poi avvertono i cambiamenti nello stile di vita, le conseguenze economiche , se avvengono, il cambio di casa, eventuali elaborazioni di lutto oltre alla elaborazione di ansie,, paure e timori vissute sia direttamente che attraverso genitori, fratelli, sorelle amici e parenti.
L’ indicatore di sofferenza principale è un cambiamento radicale nel comportamento del bambino. Alcune reazioni comuni sono rappresentate da  comportamento regressivo (si comporta come se fosse un bambino più piccolo); difficoltà di separazione (piangere, agitarsi o aggrapparsi quando i genitori si allontanano); difficoltà nel fare spostamenti; pianto facile, dipendenza o stato di bisogno, paure per eventi simili al trauma subito,  essere triste o depresso, essere insolitamente tranquilli o chiusi e non essere interessati alle cose che abitualmente divertivano o al contrario essere irritabili, avere sbalzi d’umore o atteggiamenti aggressivi. Patologia da conversione (malattie psicosomatiche) quali  di mal di testa, mal di stomaco o altri sintomi di malattia. Alcuni hanno un calo nel rendimento scolastico.
Quanto sopra avviene però anche in altre situazioni d stress quali la separazione, la nascita di un fratellino o di una sorellina, un lutto familiare.
In questi casi è importante che prima i genitori metabolizzino quanto avvenuto, un genitore tranquillo, cosa non certo facile, è il primo passo per aiutare il bambino. Per questo motivo il primo consiglio è di non fasciarsi troppo la testa almeno nelle fasi iniziali. Chiedere aiuto al proprio pediatra e al proprio medico curante e , in situazioni che interessano la collettività come è stata l’alluvione, parlarne con gli insegnanti perché il modo migliore per risolvere le cose pur nella variabilità individuale delle reazioni è quello di dare tempo al tempo e di tirare fuori quello che si ha dentro con il dialogo, il colloquio, l’ascolto di una persona attenza e , nei bambini, con l’aiuto del gioco e del disegno.
Quanto è avvenuto a Genova è una lezione che ci deve far guardare avanti, analizzando ovviamente il passato, e per darci anche gli strumenti psicologici e di aiuto per comportamenti in occasioni di disagi futuri. Disagi che tutti dovremo affrontare , se non abbiamo già affrontato, ove la caratteristica comune è la elaborazione del disagio che sia una tragedia climatica naturale, un lutto, un cambiamento familiare quale una separazione o le problematiche correlate alla gestione delle famiglie allargate o quelle derivanti da problematiche economiche.
Su tutto questo come pediatri e come società civile, tutti, dobbiamo sapere e sapere consigliare e fare di più. Poi ad altri spetterà prevenire il prevenibile ma intanto cerchiamo di non danneggiare ulteriormente con drammattizzazioni di quanto è avvenuto. Dobbiamo fare ora tanto per il presente e limitare i danni e soprattutto prevenire per il futuro sia per i danni morali e  psicologici che strutturalmente (riordino dei fiumi, delle strade, ricostruzione ecc.). Quanto avvenuto è un ulteriore stimolo per un colloquio e dialogo tra pediatri, pedagogisti, psicologi e insegnanti e tutti coloro che sono a contatto con i bambini e le famiglie.
Ho trovato su Internet questo libretto di cui consiglio la lettura non solo a insegnanti ma anche a tutti: http://www.psipopoli-trentino.org/documenti/Guida_per_gli_insegnanti.pdf

venerdì 27 gennaio 2012

INTERVISTA SU INFLUENZA E SIDS A TELECITY

Oggi è venuta in studio una  troupe di telecity e ha fatto una intervista su su Influenza e Sids. 
Sicuramente, mi è stato detto, andrà in onda questa sera e forse anche oggi a mezzogiorno emezzo 
Qui sotto i canali e gli orari


Ecco gli orari dei passaggi in tv:
7gold canale 14:
ore 13.30-19.00

7gold musica canale 114:
ore 14.00-19.30

Telecity1 canale 119:
ore 12.30-15.00-20.00-01.40-06.00



Un caro Saluto


Alberto Ferrando

domenica 22 gennaio 2012

Pedibus. Sicurezza stradale. Incidenti a Genova

Cari genitori
In questi giorni abbiamo parlato di varie iniziative sul traffico soprattutto su Facebook sul mio profilo e nel  gruppo SI AL GARANTE DELL'INFANZIA.
Discussioni nate dopo i due investimenti mortali avvenuti in Italia proprio davanti alle scuole  e che avevano portato una associazione di pediatri (ACP - www.acp.it) a diramare un comunicato stampa dal titolo: MAI PIU' AUTO DAVANTI ALLE SCUOLE (DOCUMENTO ACP) (che trovate qui) e sui siti www.apel-pediatri.org e www.ferrandoalberto.eu in prima pagina.
Qui allegati due articoli: uno ove rispondo sul seggiolino in auto e un altro dell'investimento di due donne a Genova sulle strisce pedonali. Ma ogni giorno avvengono investimenti e incidenti.
Intanto una mamma ad Albaro ha proposto su Facebook di fare un "pedibus" con 0 (zero) risposte. Cosa è il pedibus? rovate qui: http://www.pedibusliguria.net/. In estrema sintesi è andare a scuola a piedi. Impossibile? Ognuno faccia le sue riflessioni e ne discutiamo qui sul forum e su Facebook.
Buona domenica (con cinture e seggiolino in auto, guida prudente, non siamo a Monza o al Nurburgring e quando ci trasformiamo in pedoni attenti ai nostri "alter ego" gli automobilisti e i motociclisti)
Alberto Ferrando



martedì 10 gennaio 2012

CERTIFICATI, DELIBERA DELLA REGIONE E TAR

Cari genitori
Sono stato poco chiaro in quanto CONFERMO che i certificati sono inutili e fanno perdere un sacco di tempo INUTILE a tutti e soprattutto a Voi (ma tolgono tempo anche a noi e alla scuola). La Regione Liguria aveva fatto una delibera bloccata da un ricorso al TAR da parte di una Associazione di genitori :-( (in Lombardia invece è attiva).
Un papà mi scrive " Subject: RE: [Il dottor Ferrando] CERTIFICATI INUTILI
E quindi … In caso di contestazione da parte dell’istituto scolastico, basta pretendere il rispetto della delibera regionale indicata. Corretto?  
Scuole a parte, se bene interpreto l’allegato alla delibera, lo stesso discorso vale per le richieste dei certificati di sana e robusta costituzione pretesi da sempre da tutti gli enti / società per praticare qualunque attività sportiva (es. nuoto, palestra, danza, ecc.). Corretto?  Grazie in anticipo per le risposte.  
Ps.  le scuole lo sanno che non devono più pretendere il certificato dei 5 giorni?
Cosa possiamo fare?
1) I certificati servono solo  per malattia e quindi se il bambino non va a scuola per altri motivi fate una autocertificazione dicendo che il bambino , "per motivi familiari" ( o altro), non va a scuola dal 20 dicembre e tornerà, ad esempio il 12 gennaio.
2) Se non fate l'autocertificazione il certificato medico Vi verrà, allo stato attuale richiesto.
A questo link un documento esplicativo sritto dai pediatri abruzzesi su cui possiamo discutere:
www.apel-pediatri.it/Leggi/Certificati%20Vari%20Abruzzo.doc

Sempre valida la certificazione per certificati per attività sportiva non agonistica che vorremmo poter inserire nei normali bilanci di salute ma che, attualmente, salvo alcune situazioni sono a carico della famiglia. Per attività agonostica invece, per legge, si deve fare una visita presso il medico dello sport
Un Caro Saluto

lunedì 28 novembre 2011

Bambini sport e NO ALCOL

Cari genitori

A questo link trovate la relazione che ho tenuto stamane alla "Scuola dello Sport CONI":
http://www.apel-pediatri.org/attachments/395_CONI%20Sport%20e%20Bambino%2028%20novembre%202011.ppt
Brillanti tutti i relatori e particolarmente incisivo, al solito, l'amico Gianni Testino. Messaggio base?
L'ALCOL FA MALE SEMPRE ANCHE POCO BASTA SAPERLO E POI UNO FA LA SCELTA , ALMENO CONSAPEVOLE, DI BERE
Alberto Ferrando