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sabato 30 marzo 2019

MORTA NEONATA A CAUSA DI PERTOSSE A BOLOGNA.

TRAGEDIA A BOLOGNA: MORTA NEONATA DI 20 GIORNI PER PERTOSSE.
TRiste :-( Notizia di poche ore fa diramata da ADNKRONOS)).
Oltre alla mortalità la pertosse fa stare tanto male. Guardate il filmato.
Prevedibile se si operasse meglio informando le persone. Si poteva evitare? Forse se...
SE si fossero vaccinati la mamma Tra la 28 e la 36 settimana di gravidanza) e i contatti stretti
SE meno persone fossero venute a contatto con la piccolina
Forse...
La pertosse nei neonati: come prevenirla?
Caro dottore
Aspetto un bambino , sono alla 32 settimana, e il ginecologo mi ha suggerito di fare un richiamo della vaccinazione per la pertosse. Una vaccinazione in gravidanza?? Lei cosa consiglia?
Cara mamma
La pertosse, una malattia infettiva altamente contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis (B. pertussis) ed è una malattia particolarmente rischiosa per i bambini piccoli, soprattutto sotto all’età di 1 anno, con frequenti complicazioni e anche, ahimè, mortalità alta. Si  stima che i più colpiti dalla pertosse sono proprio i bambini sotto i 6 mesi di vita (51.6 casi per 100.000 abitanti), troppo piccoli per aver completato la vaccinazione primaria. Tale fascia di età è anche quella più a rischio per complicanze ed esito infausto. Importante quindi che si protegga il neonato vaccinando le persone a contatto e soprattutto la mamma. (Io consiglio anche fratelli sorelle oltre a genitori, tate ecc.).
Quando insorta non esistono cure efficaci :-( e le complicazioni sono purtroppo frequenti
Nei bambini sotto l’età di 1 anno e soprattutto nei primi mesi di vita la pertosse  si può presentare in forma atipica con  episodi ricorrenti di cianosi o apnee e non con il decorso tipico del soggetto più grande  in cui la malattia si presenta in tre fasi (catarrale, parossistica e di convalescenza) con parossismi di tosse, frequentemente seguiti da episodi di vomito e dal tipico “urlo” (tipo raglio da qui il nome di tosse asinina).
Inoltre può insorgere ,nei bambini piccoli, rapidamente  una polmonite e complicanze neurologiche (“pertosse fulminante”) con un tasso di mortalità dell’80%. 
La prevenzione dell’infezione attraverso la vaccinazione resta ancora  l’obiettivo più importante da raggiungere, per ridurre il rischio di pertosse in età infantile. 
Il vaccino acellulare, attualmente utilizzato, può essere somministrato solo a partire dalle 6 settimane di vita e sono necessarie 3 dosi a distanza di almeno 4 settimane l’una dall’altra per conferire l’immunità . Pertanto, servono strategie preventive per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia può essere fatale quali richiami vaccinali negli adolescenti e negli adulti, vaccinazione delle donne in gravidanza, strategia del “cocooning” (vaccinazione dei contatti stretti dei bambini troppo piccoli per essere vaccinati), 
L’intervento di maggior rapporto efficacia e fattibilità è la vaccinazione delle donne in gravidanza. La protezione conferita dalla vaccinazione materna dipende dal passaggio di anticorpi e anche e soprattutto dal fatto che  la madre vaccinata è protetta dall’infezione e non rischia di contrarla in maniera asintomatica e trasmetterla al bambino. 
Gli anticorpi che si sviluppano in seguito a vaccinazione diminuiscono però nel giro di 1 anno, pertanto la somministrazione di TdaP va ripetuta ad ogni gra-vidanza . 
Non sono riportati eventi avversi nella madre nè rischi per il feto associati alla vaccinazione. La vaccinazione è raccomandata a tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dallo stato vaccinale, tra le 27 e le 36 settimane di età gestazionale. 
In conclusione, la pertosse è ancora una patologia frequente e pericolosa per i neonati. Attualmente, la strategia più sicura ed efficace è la vaccinazione delle donne in gravidanza. 

sabato 23 marzo 2019

LA PERTOSSE: DIAGNOSI, TERAPIA E PREVENZIONE

LA PERTOSSE: DIAGNOSI, TERAPIA E PREVENZIONE
(e se avete dubbi guardate il filmato :-()
La pertosse è una malattia che fa preoccupare molto le mamme e noi pediatri. E’ una  malattia infettiva e contagiosa che si sta diffondendo sempre più nel nostro paese. Colpisce tutte le età ma è molto pericolosa per i bambini, soprattutto per i piccoli fino all’anno di età. È vero che esiste il vaccino, obbligatorio per tutti i nati dal 2001, ma è necessario fare sempre il richiamo, anche da adulti, ogni dieci anni ma spesso ciò non avviene. La malattia può colpire anche gli adulti che non sono stati vaccinati in precedenza e che possono trasmettere la malattia ai più piccoli».
Che cos’è la pertosse?
È una malattia infettiva di origine batterica altamente contagiosa. È provocata dal batterio Bordetella pertussis scoperto nel 1906 dai ricercatori immunologi belgi Jules Bordet, premio Nobel per la medicina nel 1919, e Octave Gengou. Questo batterio colpisce prevalentemente l’apparato respiratorio.
Come si trasmette la pertosse?
Per via aerea, attraverso le goccioline di saliva diffuse nell’aria per esempio quando una persona malata starnutisce o tossisce, proprio come capita per altre malattie contagiose a cominciare dall’influenza.
C’è una fascia di età maggiormente a rischio?
Particolarmente a rischio sono i bambini nei primi mesi di vita, troppo piccoli per essere protetti dalla  vaccinazione che richiede più richiami (Il vaccino richiede tre richiami nel primo anno di vita). Sono a rischio anche gli adolescenti e gli adulti che non hanno fatto la vaccinazione o il richiamo.
Quali i sintomi fanno pensare alle pertosse?
Non sempre è facile diagnosticare la malattia. Quando compare nei primi mesi di vita la pertosse si può presentare anche senza tosse, con disturbi neurologici (come perdita di coscienza). Con l’aumentare dell’età la pertosse si manifesta in tre fasi. 
1)     Nella prima fase è presente tosse secca che, in due o tre settimane, peggiora. 
2)     Nella seconda fase il bambino ha crisi di tosse irrefrenabile che lo fanno diventare cianotico e che gli fanno emettere un rantolo quando finalmente riesce a respirare ed entra l’aria nei polmoni simile al ragliare dell’asino (da qui il nome di tosse asinina). In questa fase, che può durare trenta o quaranta giorni, generalmente la tosse è associata anche al vomito. 
3)     La terza fase è quella della convalescenza e porta in un paio di settimane a un progressivo miglioramento dei sintomi».
Come è diagnosticata con certezza la malattia?
La diagnosi è clinica. Quando possibile si può fare il tampone nasofaringeo, inserendo un tampone sterile nella gola e nel naso, per individuare la presenza del batterio che provoca la pertosseo fare un prelievo di sangue per determinare la presenza di anticorpi specifici prodotti dal sistema immunitario per combattere il batterio.
Come si cura la pertosse?
Necessaria la terapia antibiotica molto utile soprattutto nella prima fase della malattia, appena il bambino comincia a tossire. Il pediatra deciderà se è il caso di abbinare farmaci broncodilatatori e/o sedativi per placare la tosse che può persistere anche per mesi».
Per quanto tempo la pertosse è contagiosa?
Per quattro settimane è altamente contagiosa, soprattutto nel periodo iniziale, prima dell’insorgenza degli attacchi di tosse incontrollabili. Nei pazienti trattati con antibiotico il periodo di contagio è ridotto a cinque giorni dall’inizio della terapia.
Quali conseguenze può provocare la pertosse?
Può causare complicanze anche gravi, sovrainfezioni batteriche che possono provocare otiti, polmoniti e problemi neurologici. Nel caso in cui la pertosse colpisca bambini che non hanno ancora compiuto l’anno di età essa può avere conseguenze ancora più gravi. Per questa ragione raccomando di vaccinarecontro la pertosse gli adulti a contatto con il bambino e la mamma nel terzo trimestre di gravidanza tra la 28 e 37 settimana». 
Quando consiglia di vaccinare i bambini?
È essenziale che il vaccino sia effettuato alla mamma ancora prima della loro nascita, già durante la gravidanza della donna fra la ventottesima e la trentaseiesima settimana di gestazione. La protezione conferita dalla vaccinazione materna dipende soprattutto dal fatto che la donna vaccinata è protetta dall’infezione e non rischia di contrarla e di trasmetterla al bambino. Inoltre essere vaccinata contro la pertosse aumenta la quantità di anticorpi che la donna passa al bambino. Utile anche fare un richiamo del vaccino ai familiari in modo che gli adulti di casa non si ammalino di pertosse e non la attacchino al bambino».
E invece nel caso di un neonato, consiglia di vaccinarlo subito?
L’attuale calendario vaccinale prevede tre dosi di vaccino antipertosse. La prima dose può essere somministrata a partire dal terzo mese (cioè dal 61 giorno) di vita e sono necessarie tre dosi*: la seconda a distanza di due mesi e la terza entro l’anno di vita per conferire l’immunità, cioè la protezione.  Pertanto servono strategie preventive per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia può dare complicazioni  e anche essere fatale. Per esempio sono utili i richiami vaccinali negli adolescenti e negli adulti e anche vaccinare chi sta a contatto con i bambini ancora troppo piccoli per essere protetti dalla malattia. Una dose di richiamo ai bambini è eseguita al sesto anno di vita e un’altra a quattordici anni. Per un’adeguata protezione, negli adulti è raccomandato un richiamo ogni dieci anni perché il vaccino perde efficacia con il tempo. Il vaccino va praticato anche a chi ha avuto la malattia in quanto l’immunità “naturale” non dura tutta la vita».
* Il vaccino antipertossico è somministrato insieme ad altri vaccini nel cosidetto vaccini esavalente: contro tetano, difterite, polio, epatite B, Hemophilus influenzae e , appunto, pertosse.
La pertosse si può prevenire?
La migliore prevenzione rimane il vaccino. Alcuni accorgimenti, però, possono aiutare a prevenire la malattia, come evitare di fare toccare o prendere in braccio il neonato o il bambino molto piccolo dagli adulti e anche cercare di non frequentare luoghi particolarmente affollati dove il contagio è più facile. Inoltre sono molto importanti le misure igieniche, a cominciare dal lavarsi bene le mani poiché questa abitudine riduce in modo drastico l’insorgenza delle malattie che, come la pertosse, si trasmettono per via aerea. È opportuno anche insegnare ai bambini come starnutire e come tossire per non contagiare gli altri».
Qual è il modo più corretto?
Bisogna evitare che il bambino malato metta la mano davanti alla bocca e poi tocchi gli oggetti che poi toccano gli altri bambini disseminando così i microbi. Per questo non deve starnutire o tossire nella mano ma in un fazzoletto monouso da buttare subito dopo l’uso, oppure nell’incavo del braccio così da non contagiare nessuno. Inoltre, per evitare di diffondere la malattia, è essenziale l’igiene: se chi ha il catarro poggia la mano su una superficie il suo virus persiste per settimane su quella superficie e questo aumenta le probabilità di fare ammalare gli altri.

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domenica 20 maggio 2018

Risposte a domande di genitori: Pertosse e vaccinazione in gravidanza, educazione stradale

Risposte a domande di genitori: Pertosse e vaccinazione in gravidanza, educazione stradale
Oggi su Il Secolo XIX:
- Proteggi il neonato dalla pertosse facendo il vaccino in gravidanza
- Pensiamoci prima al traffico: educazione stradale fin dall'età di 2 anni:

giovedì 10 maggio 2018

La pertosse nei neonati: come prevenirla? Vaccinazione della mamma in gravidanza

La pertosse nei neonati: come prevenirla?
Caro dottore
Aspetto un bambino , sono alla 32 settimana, e il ginecologo mi ha suggerito di fare un richiamo della vaccinazione per la pertosse. Una vaccinazione in gravidanza?? Lei cosa consiglia?
Cara mamma
La pertosse, una malattia infettiva altamente contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis (B. pertussis) ed è una malattia particolarmente rischiosa per i bambini piccoli, soprattutto sotto all’età di 1 anno, con frequenti complicazioni e anche, ahimè, mortalità alta. Si  stima che i più colpiti dalla pertosse sono proprio i bambini sotto i 6 mesi di vita (51.6 casi per 100.000 abitanti), troppo piccoli per aver completato la vaccinazione primaria. Tale fascia di età è anche quella più a rischio per complicanze ed esito infausto. Importante quindi che si protegga il neonato vaccinando le persone a contatto e soprattutto la mamma. (Io consiglio anche fratelli sorelle oltre a genitori, tate ecc.).
Quando insorta non esistono cure efficaci :-( e le complicazioni sono purtroppo frequenti
Nei bambini sotto l’età di 1 anno e soprattutto nei primi mesi di vita la pertosse  si può presentare in forma atipica con  episodi ricorrenti di cianosi o apnee e non con il decorso tipico del soggetto più grande  in cui la malattia si presenta in tre fasi (catarrale, parossistica e di convalescenza) con parossismi di tosse, frequentemente seguiti da episodi di vomito e dal tipico “urlo” (tipo raglio da qui il nome di tosse asinina).
Inoltre può insorgere ,nei bambini piccoli, rapidamente  una polmonite e complicanze neurologiche (“pertosse fulminante”) con un tasso di mortalità dell’80%. 
La prevenzione dell’infezione attraverso la vaccinazione resta ancora  l’obiettivo più importante da raggiungere, per ridurre il rischio di pertosse in età infantile. 
Il vaccino acellulare, attualmente utilizzato, può essere somministrato solo a partire dalle 6 settimane di vita e sono necessarie 3 dosi a distanza di almeno 4 settimane l’una dall’altra per conferire l’immunità . Pertanto, servono strategie preventive per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia può essere fatale quali richiami vaccinali negli adolescenti e negli adulti, vaccinazione delle donne in gravidanza, strategia del “cocooning” (vaccinazione dei contatti stretti dei bambini troppo piccoli per essere vaccinati), 
L’intervento di maggior rapporto efficacia e fattibilità è la vaccinazione delle donne in gravidanza. La protezione conferita dalla vaccinazione materna dipende dal passaggio di anticorpi e anche e soprattutto dal fatto che  la madre vaccinata è protetta dall’infezione e non rischia di contrarla in maniera asintomatica e trasmetterla al bambino. 
Gli anticorpi che si sviluppano in seguito a vaccinazione diminuiscono però nel giro di 1 anno, pertanto la somministrazione di TdaP va ripetuta ad ogni gra-vidanza . 
Non sono riportati eventi avversi nella madre nè rischi per il feto associati alla vaccinazione. La vaccinazione è raccomandata a tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dallo stato vaccinale, tra le 27 e le 36 settimane di età gestazionale. 
In conclusione, la pertosse è ancora una patologia frequente e pericolosa per i neonati. Attualmente, la strategia più sicura ed efficace è la vaccinazione delle donne in gravidanza. 


mercoledì 21 settembre 2016

VACCINAZIONI PRIMA E DURANTE LA GRAVIDANZA: CHIEDETE

Mamme (e premamme) pensate a vaccinarvi prima (per rosolia e varicella) di aspettare un bambino e durante (influenza e pertosse) la gravidanzaper proteggere il vostro bambino. E per le scelte vaccinali sentite il vostro pediatra e il vostro medico curante perché per proteggere un neonato è necessario verificare le vaccinazioni fatte in tutta la famiglia.
PURTROPPO UN’INDAGINE FATTA in questi giorni su quasi 2000 mamme ha rilevato una mancanza di informazione sui vaccini da conoscere, e fare, durante la gravidanza (e anche prima): al 94 % delle donne non è stato detto nulla sul rischio di malattie come la pertosse e l’influenza e sulla utilità della vaccinazione.
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE LA GRAVIDANZA:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.





http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=gravidanza

martedì 19 luglio 2016

VACCINI: QUALI E QUANDO??

VACCINI: QUALI E QUANDO??
I VACCINI SONO UN'OPPORTUNITA'DI SALUTE PER TUO FIGLIO, CHE TU GENITORE PUOI DECIDERE DI DARE, O MENO, DOPO UN'INFORMAZIONE DA PARTE DEL TUO PEDIATRA, FACENDO UNA SCELTA CONSAPEVOLE. RAPPRESENTANO UN DIRITTO E NON UN DOVERE. SE DUBBI INFORMATEVI E SOPRATTUTTO CHIEDETE UNA INFORMAZIONE E SPIEGAZIONI DAL VOSTRO PEDIATRA.
Non affidatevi solo a Internet ove trovate tutto e il contrario di tutto
Le vaccinazioni rappresentano il modo più naturale, sicuro ed efficace per ottenere la protezione da molte malattie infettive. Nei nostri giorni è difficile capirlo perché moltissime malattie, proprio grazie alle vaccinazioni, sembrano scomparse e non fanno più paura, ma, se non si continua a vaccinare, possono ripresentarsi.
I vaccini sono oggi molto sicuri, ma esistono ancora immotivate paure sui possibili effetti collaterali, alimentate non solo dai ricordi degli effetti delle vecchie vaccinazioni, ma anche da notizie scientificamente infondate che stranamente hanno ampia diffusione.
E’̀ bene ricordare che un medico ha l'obbligo di segnalare qualsiasi reazione sospetta ad un vaccino (anche se lieve) e che le attuali vaccinazioni non provocano mai la malattia dalla quale devono proteggere. Il pediatra è tenuto, altresì, a spiegare i vantaggi possibili a fronte dei pericoli o degli effetti collaterali che può provocare, il famoso rapporto rischio/beneficio
Gli effetti collaterali gravi, che possono essere dovuti ad una vaccinazione, meno frequenti delle reazioni a farmaci e a reazioni allergiche agli alimenti (allegia/anafilassi a cibo) sono eccezionali, molto più rari di avere una complicazione in seguito alla malattia naturale. In altre parole, è̀ molto meno rischioso vaccinarsi che contrarre la malattia vera.
Tra le complicazioni gravi anche se rarissime, vanno ricordate le reazioni di natura allergica (shock anafilattico), meno frequenti di una reazione allergica alla somministrazione di antibiotici e che si manifestano quasi immediatamente, dopo la somministrazione del vaccino. Per questo è bene aspettare 15-20 minuti, prima di allontanarsi dallo Studio. LE VACCINAZIONI VANNO FATTE IN UNO STUDIO ATTREZZATO E NON NEL DOMICILIO DELLA FAMIGLIA.

Eccezionali sono oggi con i nuovi vaccini le complicazioni a carico del Sistema Nervoso, peraltro difficili da mettere in relazione diretta con la attuali vaccinazioni.
Si possono avere, meno raramente, degli effetti collaterali lievi, legati alla vaccinazione:
• febbre, che può comparire entro poche ore dall'iniezione (o dopo 5-10 giorni nel caso della vaccinazione antimorbillosa);
• gonfiore e dolore nella sede di somministrazione, che può essere dovuta al vaccino
(come spesso accade nei richiami dell'antitetanica e antidifterica) oppure ad una reazione agli eccipienti del vaccino (conservanti, stabilizzanti, adiuvanti); in entrambi i casi tutto scompare dopo qualche giorno, senza necessità di alcuna terapia;
• pianto persistente, che può comparire a distanza varia dalla vaccinazione e avere una durata anche di 3-4 ore, con difficoltà del bambino ad alimentarsi e a dormire.
Non c'è da preoccuparsi se nel punto di iniezione si forma un piccolo nodulo non dolente: in genere si risolve spontaneamente entro qualche settimana.
Dopo l'iniezione cosa fare se reazioni?:
- Se la febbre supera i 38°(38,5° rettali) è̀ opportuno utilizzare un antifebbrile (paracetamolo: in gocce: 4 gocce/kg di peso/dose; o in sciroppo 0,5 ml/kg/dose (il peso del bambino diviso 2 = quanti ml somministrare) da ripetere, se necessario, ogni 4-6 ore) o, nel bambino dopo i 6 mesi il ibuprofene
Tali farmaci sono indicati anche nei casi di pianto persistente dopo la vaccinazione. Infatti hanno azione antipiretica (abbassano la febbre) e antidolorifica per cui si possono usare anche se non è presente la febbre ma solamente dolore.

Consulta il pediatra se il tuo bambino ha:
- una temperatura superiore a 39°;
- piange da oltre 3 ore e non riesci a calmarlo; ….se siete preoccupati.
Ricordate di segnalare al pediatra qualsiasi effetto che pensiate possa essere legato ad una vaccinazione

CALENDARIO DELLE VACCINAZIONI
Quali malattie si possono prevenire con le vaccinazioni?
1. La difterite è una grave infezione della gola che può̀ interessare l’intero organismo e portare a morte. In Europa sono stati segnalati migliaia di casi e recentemente due morti in Spagna e in Belgio (non esiste terapia efficace)
2. Il tetano è̀ provocato da un bacillo che entra attraverso le ferite, produce una tossina che paralizza i muscoli. (non esiste terapia efficace: si può solo prevenire con lavaccinazione)

3. La pertosse è̀ una malattia dei bronchi che dura molte settimane e può essere mortale nei bambini molto piccoli. (esiste terapia antibiotica che attenua la malattia ma se instaurata precocemente):
4. La poliomielite è causata da un virus che penetra dall’intestino e blocca i nervi che escono dalla spina dorsale; può dare una paralisi permanente. NON ESISTE ALCUNA TERAPIA
5. L’epatite B è una delle malattie che colpiscono il fegato; si prende con contatti attraverso il sangue (per esempio siringhe infette). Può provocare la cirrosi. LA TERAPIA Può ARRESTARE EVOLUZIONE
6. La meningite da emofilo, germe che può causare anche una gravissima infezione della gola (epiglottite). MORTALITA’ ALTISSIMA ANCHE CON TERAPIA
(QUESTI 6 VACCINI SONO MESSI NELLA STESSA INIEZIONE DETTA, APPUNTO, ESAVALENTE CHE VIENE FATTA NELLA COSCIA)
7. La meningite da pneumococco, batterio responsabile anche di gravi infezioni del sangue nei bambini piccoli, di polmoniti e di otiti. MORTALITA’ ALTISSIMA ANCHE CON TERAPIA
8. La meningite da meningococco tipo C, che colpisce in particolare i bambini piccoli e egli adolescenti e può essere causa di una gravissima sepsi. MORTALITA’ ALTISSIMA ANCHE CON TERAPIA. SI FA DAL 61 GIORNO DI VITA INSIEME ALL’ESAVALENTE
9. Il morbillo è una malattia con febbre alta, tosse e macchioline; a volte può causare conseguenze gravi (per esempio encefalite) e la morte. NON ESISTE TERAPIA E O SI VACCINA OFAIL SUO DECORSO E NON SI POSSONO PREVENIRE LE COMPLICAZIONI
10.La parotite (orecchioni) è̀ una malattia dovuta ad un virus che provoca gonfiore dietro alle orecchie, dolore, febbre; a volte dà complicazioni al pancreas e sordità.
11. La rosolia non è̀ una malattia pericolosa, ma se viene presa in gravidanza può dare gravissimi danni al bambino che deve nascere. Inoltre nell’adulto può essere grave. PRINCIPLAE CAUSA DI DANNI AL FETO SE CONTRATTA IN GRAVIDANZA
12. La varicella dà bollicine, prurito, febbre; è̀ molto contagiosa e frequente, di solito ha un decorso benigno ma fastidioso e anche se le complicazioni sono rare, data la frequenza della malattia si possono avere in un numero considerevole. CAUSA DI DANNI AL FETO SE CONTRATTA IN GRAVIDANZA. PERICOLOSISSIMA IN SOGGETTI IMMUNODEFICIENTI.
13. L’influenza è̀ una malattia con febbre alta, mal di gola, tosse che dura circa una settimana e di solito guarisce spontaneamente. Può essere grave in situazioni particolari (malattie croniche) e nei bambini sotto i due anni, in particolare se frequentano le comunità.
14. L’epatite A è una malattia che colpisce il fegato. Si prende mangiando alimenti infetti e dal contatto con i malati. Bisogna vaccinarsi quando ci sono epidemie o se si desidera fare un viaggio in zone a rischio.
15. La gastroenterite da Rotavirus che è̀ la causa più frequente della diarrea acuta grave, spesso determina disidratazione e può portare alla necessità di ricoveri, specialmente nei bambini più piccoli. VA FATTA NEI PRIMI MESI DI VITA E SI SOMMINISTRA PER BOCCA
16. I Papillomavirus sono la causa frequente di infezioni dell’apparato genitale, alcuni tipi (16-18) possono dar luogo al cancro della cervice uterina.
Altri tipi (6-11) possono essere responsabili di lesioni dei genitali esterni a tipo condilomi. ATTUALMENTE VIENE OFFERTA ALLE RAGAZZE e ai ragazzi DAL 11 ANNO DI VITA

17) Vaccinazione antimeningococco B raccomandata già dal primo anno di vita.