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sabato 5 marzo 2016

MAI VIOLENZA AI BAMBINI: MINIGUIDA E CONSIGLI DA PEDIATRA E PAPA'


MAI VIOLENZA AI BAMBINI: MINIGUIDA E CONSIGLI DA PEDIATRA E PAPA'
GUIDA GENITORI di Save the Children
Concetti fondamentali:
-      LA VIOLENZA NON VA MAI USATA.
Anche se l’abbiamo subita da giovani (si usavano una volta  la cinghia e il battipanni…si faceva così) ed allora era “normale” accettata…invece NO: mai usarla né quella fisica né quella ancora più dannosa “psicologica” che rischia di minare il concetto di “sé” del bambino, ridurre la sua autostima.
-      NON fate confronti tra fratelli o fratelli e sorelle né con amici  
-      Essere genitori è molto impegnativo e ci mette in crisi. Qualsiasi cosa facciamo qualcuno, spesso noi stessi, criticherà. Poi ci sono i complessi rapporti con i nonni, i parenti gli amici.
-      NON ESISTE IL MANUALE DEL GENITORE PERFETTO. Neanche il mio libro "Come crescere mio figlio” J. Anche perché siamo tutti diversi, ogni bambino (e ogni adulto) ha le sue caratteristiche, il suo temperamento. Impariamo, come nelle scienze come diceva Popper, dai nostri errori.
-      Picchiare o maltrattare un bambino è UN ERRORE. Molti mi chiedono se la sberla serve e debbo rispondere MAI.

Ricordate che:
- Anche se tutti fanno così non è detto che sia giusto
- Anche se lo hanno fatto a noi può essere sbagliato
- Anche se lo dice un “esperto” può essere sbagliato
- L’esperienza è utile se ben usata. A volte è una ripetizione acritica di errori passati
- Il nostro obiettivo, come genitori (e come bambini, adolescenti e nonni) è cercare di fare il meglio e la felicità di tutti: si ottiene con la violenza??
Buon Week end

Alberto Ferrando

giovedì 29 gennaio 2015

MORTALITA' INFANTILE: ALLATTAMENTO AL SENO, IGIENE E VACCINAZIONI

 MORTALITA' INFANTILE: ALLATTAMENTO AL SENO, IGIENE E VACCINAZIONI
La mortalità infantile uccide ogni anno 6,6 milioni di bambini e le morti neonatali sono in aumento, pari a 3 milioni. Questi bambini muoiono prima dei 5 anni per cause prevenibili , MOLTE, CON I VACCINI e, ALCUNE, curabili, come malaria, polmonite, complicazioni neonatali o dissenteria, e la malnutrizione ne è la principale concausa. Basterebbero soluzioni semplici e a basso costo per evitare queste morti: il sapone, le zanzariere, i vaccini per prevenire malattie che non curate diventano letali per milioni di bambini.
TRA I FATTORI PREVENTIVI PRINCIPALI ABBIAMO QUINDI:
1)    IGIENE
2)    ALLATTAMENTO AL SENO
3)    VACCINAZIONI

ALLATTAMENTO AL SENO:
Ogni ora potrebbero essere salvati 95 bambini in più, 830.000 in un anno, se le neomamme li allattassero al seno immediatamente dopo la nascita   http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=555&year=2013.

RIMANE VALIDO IL DISCORSO AFFRONTATO IN PRECEDENZA SUL RISPETTO CHE SI DEVE A TUTTE LE MAMME SIA CHE ALLATTINO CHE NON ALLATTINO O ALLATTINO FINO AD ETA’ DEL BAMBINO SUPERIORI AD 1 ANNO (VEDI: BASTA COLPEVOLIZZARE LE POVERE MAMME CHE NON RIESCONO AD ALLATTARE. QUANTE MAMME MALTRATTATE CHE SI VEDONO: QUI: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/01/basta-colpevolizzare-le-povere-mamme.html


VACCINI: Dove regna la povertà, lo Stato non è in grado di assicurare neppure le vaccinazioni di base. Due milioni di bambini ogni anno muoiono a causa di malattie come il morbillo o la tubercolosi, per le quali esistono vaccini dal costo irrisorio. http://www.unicef.it/doc/233/mortalita-infantile-cause-banali-effetti-letali.htm
CON IL PROSSIMO POST DOCUMENTO CON RISPOSTE AI VOSTRI DUBBI. Singolare che si cerca di aumentare la vaccinazione dove i bambini muoiono mentre dove si sta bene si fanno battaglie contro i vaccini. Che società che va al contrario :-(






venerdì 20 luglio 2012

GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI


GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI
 Trovate  il volume intero “Guida ai Genitori” sui siti
-       www.ferrandoalberto.eu
-       www.apel-pediatri.org
-       www.savethechildren.it
Buona lettura. Alberto Ferrando
Adolescenza (dai 14 ai 18 anni)
I bambini si allenano tutta la vita per essere pronti in questa fase del loro sviluppo. Durante l’infanzia lottano per la propria indipendenza in preparazione di questa fase della loro vita. Le esperienze dell’infanzia hanno permesso loro di sviluppare le capacità, la fiducia in se stessi e l’autostima di cui avranno bisogno per vivere positivamente la loro adolescenza ed entrare poi nell’età adulta. Se avranno avuto molte opportunità di mettere in pratica la propria indipendenza, commettere degli errori, imparare da questi e migliorare le proprie capacità allora saranno pronti ad affrontare le sfide future.
Negli anni hanno imparato a rispettare gli altri, a risolvere le situazioni conflittuali in modo non violento, a esprimere i propri sentimenti in modo costruttivo e a far valere la propria opinione e quella degli altri. Ora devono utilizzare tutte queste capacità in modo autonomo, man mano che si distaccano sempre di più dai genitori.
Si tratta di un periodo molto stimolante. Vostro figlio è quasi un adulto capace di parlare con voi quasi di tutto. Gli adolescenti cominciano ad avere nuove opinioni, individuare dei valori propri e scegliere la loro strada. In questa fase il rapporto tra genitori e figli viene profondamente modificato e si presentano molte nuove sfide. Ma, come sempre, queste sfide sono opportunità per insegnare a vostro figlio come prendere la decisione migliore, come risolvere le situazioni conflittuali, e anche come affrontare i propri fallimenti.
In questa fase, il principale ruolo dei figli è quello di trovare la propria identità. Il compito dei genitori è quello di rafforzare il legame genitore-figlio favorendo allo stesso tempo la sua indipendenza.
Il rispetto dell’identità
Gli adolescenti hanno un forte desiderio di esprimere se stessi e non ciò che i loro genitori vorrebbero che fossero. I loro gusti cambiano improvvisamente. La musica preferita, i vestiti, il taglio dei capelli, gli amici, le opinioni e i cibi preferiti cambiano; cambiano anche le attività extrascolastiche preferite, gli interessi accademici o le loro aspirazioni per il futuro. Se i figli cominciano a sviluppare delle nuove opinioni in ambito religioso o politico, smettono di andare alla messa, si tingono i capelli di strani colori o si vestono in modo insolito i genitori cominciano a pensare che tutto quello che avevano insegnato loro sia andato ormai perso.
In realtà sta succedendo quello che già era accaduto quando il bambino aveva iniziato a camminare: vostro figlio sta sperimentando. Ma mentre un bambino di due anni sperimenta per scoprire il senso del tatto e del gusto, un adolescente sperimenta per scoprire quale sia la sua identità. Quindi cercherà di ‘provare’ diverse identità per riuscire a capire quale è quella che più si adatta a lui e per farlo avrà bisogno di abbandonare qualche abitudine del passato. Gli adolescenti sono come dei bruchi che si liberano del proprio bozzolo per riuscire a trovare la propria identità.
È normale che un adolescente sperimenti identità anche molto diverse da quelle dei propri genitori. Per esempio, ascolta della musica che non piace ai suoi genitori, assume le opinioni che i genitori non condividono. Differenziandosi profondamente dai genitori, gli adolescenti riescono a capire meglio quale sia la loro reale identità.
A volte, durante questo percorso di ricerca, un adolescente può vivere esperienze pericolose o dolorose, con le droghe e l’alcol o il sesso e relazioni interpersonali. Ancora non è pienamente consapevole del fatto che può farsi del male. Lo sviluppo cerebrale di un adolescente non è ancora del tutto completo; infatti quelle parti del cervello che ci aiutano a prevedere le conseguenze delle nostre azioni, pianificare e ponderare le opzioni possibili non sono ancora del tutto formate. A volte gli adolescenti fanno cose molto rischiose proprio perché credono che non possa succedere loro niente di male.
IN QUESTA FASE L’ADOLESCENTE STA TENTANDO DI SPICCARE IL VOLO, A VOLTE CADRA’, MA CON IL VOSTRO AIUTO IMPARERA’ A VOLARE
In questa fase il rapporto di fiducia che i genitori hanno costruito con i propri figli avrà un ruolo cruciale. I figli devono sapere che possono sempre rivolgersi a noi genitori senza alcun timore. Gli adolescenti non vogliono essere tenuti sotto controllo, ma hanno comunque bisogno di sapere che possono contare su di noi e che siamo sempre pronti a dare loro informazioni chiare e corrette, punti di riferimento precisi e un ambiente sicuro.
Tutte le capacità che hanno sviluppato sin dall’infanzia, come la capacità di fare scelte indipendenti, saper comunicare, risolvere le situazioni conflittuali saranno loro di grande aiuto nell’affrontare le prove di questa nuova fase della loro vita. Ma ricordate che queste capacità non sono ancora del tutto sviluppate; continueranno a svilupparsi negli anni a venire. In questa fase gli adolescenti continueranno a commettere errori e continueranno a soffrire, proprio come accadeva quando erano bambini.
E, proprio come accadeva quando erano bambini, anche ora potete continuare a garantire ai vostri figli un ambiente sicuro, dare loro informazioni e favorire la loro crescita. In questa fase l’adolescente sta tentando di spiccare il volo, a volte cadrà, ma con il vostro aiuto imparerà a volare.
Rafforzare il legame genitore-figlio
Costruendo sin dall’inizio un rapporto di fiducia e rafforzando l’attaccamento negli anni, siete riusciti a creare un rapporto che permetterà a vostro figlio di entrare nell’età adulta. Gli adolescenti hanno una maggiore probabilità di vivere questa fase in maniera positiva se il rapporto con i genitori è affettuoso e tenero e, allo stesso tempo, stabile, costante e sicuro.
Gli adolescenti che hanno un legame forte con i genitori hanno una maggiore probabilità di:
- avere rapporti positivi con gli altri adolescenti e con gli adulti;
- essere consapevoli della fiducia dei propri genitori e desiderare di mantenere questo
rapporto di fiducia;
- trattare gli altri con rispetto ed empatia;
- essere sicuri di sé e avere una maggiore autostima;
- collaborare meglio con gli altri;
- avere una migliore salute mentale;
- ascoltare e seguire i consigli dei genitori.
I genitori possono basarsi su questo legame e rafforzarlo ulteriormente durante l’adolescenza interagendo con i figli in un modo divertente e positivo. Gli adolescenti che si divertono insieme ai genitori hanno una maggiore probabilità di sentirsi più a proprio agio a parlare con loro, tendono ad ascoltare i loro consigli e vogliono mantenere con loro un buon rapporto. Vedono i genitori come persone che danno loro affetto piuttosto che persone che esercitano il controllo. Quindi passano più tempo insieme a loro.
Quando cerchiamo di tenere sotto controllo o di punire gli adolescenti provochiamo in loro rancore e rabbia, mancanza di sincerità e forti resistenze. Gli adolescenti che vedono nei genitori solo una forza che li tiene sotto controllo e interferisce con la loro vita tendono ad evitarli e a diventare depressi e ansiosi. Hanno paura di confidarsi con loro quando hanno dei problemi, passano meno tempo con loro e rifiutano i loro consigli.
In questa fase i genitori hanno un’ultima opportunità di aiutare i propri figli a mettere in pratica le loro capacità decisionali, garantendo sempre sostegno e protezione. Per favorire l’indipendenza dei figli adolescenti i genitori possono:
- rispettare sinceramente le loro idee anche quando non le condividono;
- incoraggiare i figli a capire quali sono i loro valori;
IN QUESTA FASE I GENITORI HANNO UN’ULTIMA OPPORTUNITÀ DI AIUTARE I PROPRI FIGLI A METTERE IN PRATICA LE LORO CAPACITÀ DECISIONALI DANDO SEMPRE SOSTEGNO E PROTEZIONE
- mostrare il loro amore incondizionato;
- coinvolgerli nelle discussioni e trattarli come pari;
- mostrare fiducia nelle loro capacità di prendere decisioni e di affrontare le conseguenze
delle loro scelte;
- rispettare i loro sentimenti;
- aiutarli quando commettono degli errori;
- incoraggiarli a tentare di nuovo dopo un fallimento;
- tenere in considerazione il loro punto di vista quando si sentono trattati in modo
ingiusto;
- discutere insieme le possibili soluzioni nel caso di contrasto.
I genitori che dimostrano ai figli di rispettarli e di credere in loro favoriscono la loro indipendenza e autonomia.
COME COSTRUIRE UN BUON RAPPORTO
TRA GENITORI E FIGLI ADOLESCENTI
Ricordiamoci sempre che affetto e punti di riferimento sono gli strumenti più efficaci che abbiamo per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine. Per capire come poter far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai vostri figli durante l’adolescenza immaginate questa situazione:
(VEDETE IL MANUALE)

martedì 17 luglio 2012

GUIDA PER GENITORI V: Età prescolare (dai 3 ai 5 anni)


GUIDA PER GENITORI V: Età prescolare (dai 3 ai 5 anni)
IL VOLUME Può essere scaricato integralmente sui siti (INTEGRATELO CON LA MANOVRA ANTI SOFFOCAMENTO):
SE RISPETTIAMO LA CURIOSITÀ DEI BAMBINI IN ETÀ PRESCOLARE,
NE FAVORIAMO LA GIOIA DELL’APPRENDIMENTO (e non debbono fare la scuola all’asilo né intruppati con rigide regole pedagogiche). Rispettiamo la loro curiosità e fantasia (Nota di Ferrando). GIOCARE E’̀ IL LAVORO DI UN BAMBINO IN ETÀ’ PRESCOLARE


Se durante la prima infanzia avremo incoraggiato e sostenuto i nostri figli rispettando la loro identità, man mano che cresceranno avranno voglia di imparare sempre di più.
Ci faranno moltissime domande e svilupperanno un vocabolario molto ampio.
Tuttavia, anche se acquisiscono sempre più informazioni, non sanno ancora come funzionano molte cose del mondo. Le tre principali caratteristiche di questa fase del loro sviluppo sono: la curiosità, la fantasia e le paure.
La curiosità
Questo è un periodo estremamente emozionante. Vostro figlio vuole conoscere tutto! In questa fase della sua vita quando vede qualcosa di nuovo vuole sapere come si chiama, a cosa serve, come funziona, perché si muove in un certo modo ecc. Fa molte, molte domande!
A volte i genitori si stancano di rispondere a tutte queste domande, altre volte non ne conoscono neanche loro la risposta. Ma i bambini in età prescolare con tutte queste domande ci dimostrano che desiderano imparare e capire. I loro cervelli sono fatti per ricevere informazioni e acquisire punti di riferimento.
In questa fase, i genitori possono gettare solide basi per l’apprendimento dei propri figli rispondendo con gentilezza alle loro domande. Se rispettiamo la loro curiosità, allora potranno provare la gioia dell’apprendimento e questo sentimento li accompagnerà fino al momento in cui cominceranno ad andare a scuola. Se non conosciamo la risposta a una domanda possiamo comunque mostrare loro come trovare quell’informazione e incoraggiarli a farlo.
I genitori che rispondono alle domande dei figli o che li aiutano a trovare le risposte stanno insegnando loro che:
-       è normale non sapere tutto;
- le loro idee contano;
- ci sono tanti modi per trovare un’informazione;
-        cercare risposte e risolvere problemi è divertente.
Quando i bambini apprendono queste cose diventano più sicuri di sé, più pazienti nella ricerca delle informazioni e più motivati all’apprendimento.
A volte però i bambini vogliono scoprire cose pericolose, per esempio come si accende una candela, cosa accade se si salta da un albero a testa in giù, oppure cosa accade se fanno cadere un vaso di cristallo. Dato che non possiamo permettere ai bambini di fare cose pericolose, abbiamo l’occasione di insegnare loro cosa sono le regole. Se conoscono i motivi alla base di queste regole, allora sarà più probabile che le rispettino. I bambini in età prescolare vogliono conoscere il perché delle cose. Perché gli uccelli volano? Perché i pesci nuotano? E perché non posso accendere una candela? Con questi “perché” i nostri figli non ci stanno sfidando, ma vogliono davvero conoscere le risposte alle loro domande.
Quando rispondiamo alle domande di nostro figlio gli insegniamo il rispetto di sé. Quando lo incoraggiamo ad esplorare, ne motiviamo l’apprendimento. Quando gli diamo l’opportunità di risolvere un problema da solo gli dimostriamo che è capace di farlo. Un bambino che sa di essere in grado di risolvere un problema è meglio preparato ad affrontare le sfide future.
La fantasia
In questa fase i bambini cominciano a utilizzare la loro fantasia. È un momento magico della loro vita. Fanno finta di essere tante cose diverse: animali, bambini più piccoli, adulti. Percepiscono queste fantasie come qualcosa di molto reale e da queste si lasciano trasportare.
Un bambino che gioca non sta perdendo tempo. Giocare è il suo lavoro. Attraverso il gioco infatti impara valori importanti. Si immedesima negli altri e vede le cose con i loro occhi, sviluppando così una forte capacità empatica. Risolve problemi, inventa nuove cose, sperimenta, scopre come funzionano gli oggetti, sviluppando così il suo cervello e le sue capacità logiche.
GIOCARE È IL LAVORO DI UN BAMBINO IN ETÀ PRESCOLARE
I bambini hanno assolutamente bisogno di giocare perché giocare è essenziale per un corretto sviluppo. Man mano che la fantasia cresce i bambini diventano sempre più capaci di risolvere problemi in modo creativo. Quando smontano e poi rimontano gli oggetti riescono a comprenderne il funzionamento. Quando disegnano o cantano acquisiscono la sicurezza necessaria per esprimere la propria individualità attraverso l’arte. Quando hanno la possibilità di presentare delle argomentazioni imparano a risolvere meglio le situazioni conflittuali.

Le paure
I MINORI HANNO IL DIRITTO DI RICERCARE INFORMAZIONI.
Articolo 13, Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Man mano che aumentano le conoscenze, la fantasia del bambino si libera sempre più: all’improvviso i bambini cominciano ad avere paura di cose che non temevano quando erano più piccoli. E a volte i genitori si preoccupano per questo. Ma le paure sono un segno che il bambino sta imparando a conoscere meglio il mondo. Se cominciano a capire il concetto di pericolo, allora temono di farsi male, e con la loro fantasia cominciano ad avere paura di mostri e fantasmi.
A questa età i bambini non hanno ancora una sufficiente esperienza per distinguere tra realtà e finzione. Credono che quello che immaginano, così come quello che vedono, esista davvero. E così possono improvvisamente avere paura di maschere, delle illustrazioni in un libro, dei personaggi di un cartone animato o di giocattoli dall’aspetto pauroso. Infatti hanno imparato che il pericolo esiste, ma ancora non sanno che alcune cose non sono reali.
I MINORI HANNO DIRITTO DI DEDICARSI AL GIOCO.
Articolo 31, Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Nella mente di un bambino in età prescolare tutte le cose sono reali. Se indossate una maschera lui penserà che vi siete trasformati in quella creatura. Se immagina che sotto al letto ci sia un mostro, crederà che il mostro si trovi davvero lì. Se vede un clown penserà che quella persona abbia davvero quell’aspetto. Se al cinema vede un dinosauro penserà che ci sia davvero un dinosauro in sala. I bambini a questa età pensano anche che i loro sogni siano reali e quindi possono spaventarsi facilmente quando di notte restano soli nella loro stanza.
I bambini in età prescolare si spaventano anche quando i genitori escono di casa. Infatti hanno capito cosa sia il pericolo, ma ancora non comprendono che i genitori ritorneranno. Possono essere molto spaventati quando rimangono soli o con persone che non conoscono bene. Diventano timidi di fronte agli estranei proprio perché ormai hanno imparato la differenza tra estraneo e persona conosciuta.
A questa età i bambini a volte si rifiutano di essere presi in braccio da amici o parenti dei genitori. Mentre in passato adoravano essere presi in braccio dalle nonne, ora all’improvviso non lo accettano più. Quando fanno così i bambini non sono maleducati, ma stanno semplicemente cominciando ad esercitare un controllo sul proprio corpo. Vogliono decidere da soli chi può toccarli e questo è un progresso molto importante. Se rispettiamo la privacy del loro corpo insegniamo loro che hanno il diritto di averne il controllo.
In questa fase i bambini hanno bisogno di molte rassicurazioni e di sostegno. Devono sentire che noi li capiamo, che rispettiamo i loro sentimenti e che siamo sempre pronti a proteggerli. Ancora non capiscono completamente i nostri sentimenti, stanno appena cominciando a conoscere i loro. In questa fase il compito principale dei genitori è quello di rispettare i sentimenti dei loro figli. Nel momento in cui rispettiamo i loro sentimenti insegniamo ai nostri figli a rispettare anche quelli degli altri. E quando saranno certi che i loro genitori rispettano i loro sentimenti, allora si sentiranno al sicuro
e avranno più fiducia in se stessi. Il senso di sicurezza e la fiducia in se stessi in un bambino in età prescolare sono alla base dell’apprendimento futuro.
Rispettare i sentimenti dei bambini significa:
- aiutarli a esprimere a parole i propri sentimenti;
- dire loro che a volte anche voi provate la stessa emozione; D non mortificarli o metterli in imbarazzo;
- non punirli perché hanno paura di qualcosa.
COME COSTRUIRE UN BUON RAPPORTO TRA GENITORI E FIGLI IN ETÀ PRESCOLARE
Ricordiamoci sempre che affetto e punti di riferimento sono i due strumenti più potenti che abbiamo per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine. Per capire come poter far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai bambini in età prescolare immaginate questa situazione:
Vi state preparando per andare al lavoro, vostro figlio/a di quattro anni sta giocando tranquillamente con i suoi giochi preferiti. Quando siete pronti per uscire gli/le dite che è ora di andare, ma lui/lei non smette di giocare. Gli/le ripetete che è ora di andare, ma lui/lei continua a giocare. Cosa dovreste fare? …..vedete il volumetto J
Pensate a queste possibili reazioni e decidete quale è la migliore e perché.
  1. Gli dite che se non si prepara subito ve ne andrete senza di lui.
  2. Afferrate il bambino/a e lo spingete fuori dalla porta.
  3. Dite al bambino/a dove state andando e perché ci dovete andare. Impostate un timer
che suonerà dopo cinque minuti e gli dite che quando il timer suonerà dovrete andare via, per cui si deve sbrigare. Lo rassicurate dicendogli che una volta tornati a casa potrà continuare a giocare. Quando mancano due minuti lo dite al bambino/a e fate una sorta di gara a chi fa prima a indossare il cappotto e le scarpe.
Prima di dare una risposta pensate a quali sono i motivi che spingono il bambino/a a non rispondere quando viene chiamato. Scrivete qui sotto tutti i possibili motivi:
Ora pensate ai vostri obiettivi a lungo termine. Che genere di rapporto volete avere con vostro figlio/a quando sarà un adulto? Quali qualità volete che abbia vostro figlio/a? Scrivete qui sotto i vostri obiettivi a lungo termine:
Minacciare di andarsene senza di lui potrà aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine?
Spingere vostro figlio/a fuori dalla porta potrà aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine?
Spiegare a vostro figlio/a dove dovete andare e perché, impostare un timer lasciandogli il tempo di prepararsi e mostrando rispetto per quello che sta facendo
e rendere divertente l’uscita da casa potrà aiutare
a raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine?
Si No Si No
Si No
38
CAPIRE COSA PROVANO E COSA PENSANO I BAMBINI
Tra queste tre reazioni qual è quella che permette a vostro figlio/a di sentire il vostro affetto? Ricordate che per “affetto” intendiamo protezione fisica ed emotiva.
Minacciare di andarvene senza di lui significa far sentire il vostro affetto?
Spingere il bambino/a fuori dalla porta significa far sentire il vostro affetto?
Spiegare a vostro figlio/a dove dovete andare
e perché, impostare un timer lasciandogli il tempo di prepararsi e mostrando rispetto per quello che sta facendo e rendere divertente l’uscita da casa significa far sentire il vostro affetto?
Si No Si No
Si No
Tra queste tre reazioni qual è quella che fornisce punti di riferimento a vostro figlio/a? Ricordate che per “punti di riferimento” si intende le informazioni di cui il bambino ha bisogno per imparare.
Minacciare di andarvene senza di lui significa fornire punti di riferimento?
Spingere il bambino/a fuori dalla porta significa fornire punti di riferimento?
Spiegare a vostro figlio/a dove dovete andare
e perché, impostare un timer lasciandogli il tempo di prepararsi e mostrando rispetto per quello che sta facendo, e rendere diver tente l’uscita da casa significa fornire punti di riferimento?
Si No Si No
Si No
Tenendo in considerazione i vostri obiettivi a lungo termine, i motivi per i quali i bambini a volte non rispondono quando vengono chiamati e l’importanza di far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento a un bambino, quale tra queste tre reazioni scegliereste?