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martedì 25 settembre 2018

Suicidio: altra tragedia a Genova Borzoli di 13 anni

Suicidio: altra tragedia a Genova Borzoli di 13 anni
Articolo completo a questo link: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2018/09/suicidio-altra-tragedia-genova-borzoli.html
Notizia qui: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2018/09/24/ADdbeXqB-sorridente_sereno_fulmine.shtml
SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Cose da sapere
1) E' una causa di morte frequente: seconda causa di morte per incidente da 10 a 34 anni
2) Se ne deve parlare
3) Si debbono conoscere fattori di rischio e raccogliere segnali (www.stateofmind.it/2016/04/suicidio-in-adolescenza/) ANCHE SE NELLA MAGGIO PARTE DEI CASI NN E' POSSIBILE COGLIERE ALCUN SEGNO O SEGNALE.
Non voglio rovinarvi la giornata ma se si conosce si può, forse, in alcuni casi, evitare delle tragedie come gli incidenti e intervenire precocemente in situazioni di rischio.
Ho già fatto alcuni articoli (*), visti da pochi, sul tema suicidio in età  pediatrica perché rappresenta una delle principali cause di morte nella vita: la seconda causa tra i 10 e i 34 anni. Forse in alcuni casi si potevano cogliere segni di disagio prima?
Uno studio (**) recentemente pubblicato sui casi di  suicidi prima dei venti anni di età in Inghilterra documenta 145 casi in due anni (2014-2015), la metà prima dei 18 anni. 
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%), 
2)    bullismo (22%), 
3)    lutto (amico o parente) (28%). 
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%), 
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi 
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti. 
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica. 
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico, 

I fattori considerati sono tali per cui si debbono allertare, oltre ai genitori e alla famiglia, il pediatra, la scuola, i Servizi sociali e il sistema di giustizia. 
Tutti dovremmo comunque avere maggiore consapevolezza della frequenza del suicidio e dei fattori di rischio cercando di comprendere, ascoltare fare domande. 
Troppi non vogliono vedere (andava tutto bene diranno poi nelle interviste) o minimizzano o, come per gli incidenti,  pensano che si tratti di un problema di altri, di predestinati o, semplicemente, di sfortuna, di destino, di fatalità.
) e di quanto potrebbe essergli utile il nostro interessamento e la nostra capacità di condividere i suoi tormenti, magari e soprattutto con qualche domanda diretta. Proprio su quella cosa lì, proprio sulla morte... e dintorni. Che è un pensiero che c’è, e non sem- pre abbastanza sepolto, nella testa di molti dei ragazzi la cui salute è messa (anche) nelle nostre mani. 

** Lancet Psychiatry (Rodway C, et al. Suicide in children and young peo- ple in England: a consecutive case series. Lancet Psychiatry 2016;3(8):751-9)

lunedì 6 luglio 2015

IL PRANZO DELLA DOMENICA E DI TUTTI I GIORNI E L'ADOLESCENZA

IL PRANZO DELLA DOMENICA E DI TUTTI I GIORNI E L'ADOLESCENZA
Quanto dico appare ovvio: i bambini hanno bisogno della famiglia e anche l’adolescente ha bisogno della famiglia anche se  si ribella e sfida i genitori.  Anzi, soprattutto l’adolescente ha bisogno di affetto, anche se fa il gradasso e ignora o sfida i genitori, ha bisogno di essere considerato ed ascoltato anche se sembra il contrario .
L’adolescenza è il periodo dei cambiamenti, cambia il fisico, cambia il modo di pensare. Desideri di autonomia e, a volte, rimpianti di crescere. Si creano e si accentuano conflitti con i genitori che a volte cedono alle richieste. Ma i ragazzi anche, e soprattutto, in questo periodo hanno bisogno di regole, vere, basate non sulla imposizione ma sull’esempio dei genitori. Regole che verranno contestate e criticate e, per sfida trasgredite  anche, paradossalmente, e forse più spesso, da utilizzare per definire la propria identità coi propri pari.
Appare il bisogno assoluto di disporre di padri e madri “maturi” e consci del proprio ruolo per un confronto continuo. L’adolescente ha  un immenso bisogno della famiglia, che contesta,  e dei suoi rituali, che cerca di non rispettare. Tra questi rituali c’è il pranzo della domenica, il pranzo di Natale coi nonni ma anche, semplicemente, il pranzo di tutti i giorni. Il pranzo in famiglia: una occasione spontanea per stare insieme, esprimere sentimenti, per raccontare di sé, anche per litigare, ma che  aiuta genitori e figli a conoscersi meglio, a credersi in un progetto condiviso: in concreto, a sentirsi meno soli al mondo. E che, stando ormai a innumerevoli studi, come quelli riproposti in una recentissima metanalisi (Harrison ME, et al. Systemic review of the effects of family meal frequency on psychological outcomes in youth. Can Fam Physician 2015;61:e96-106), protegge l’adolescente dal rischio di malattie mentali, devianze e abuso di sostanze; aiuta i ragazzi a superare momenti di grave crisi (come nel caso di bambini e adolescenti vittime di
bullismo e di ciberbullismo) e favorisce comportamenti alimentari corretti ed efficaci nella prevenzione dell’obesità.
Non ci sono dubbi quindi, è la scienza che ce lo viene a dire (come spesso succede quando gli uomini hanno perso il senso comune):
i pranzi in famiglia sono un toccasana per la salute dell’adolescente.
Il pediatra deve  trovare il tempo e i modi, nel proprio ambulatorio, per prescrivere di più: STARE IN famiglia rispettando i propri ruoli e le regole che si debbono dare
(Tratto da Medico e Bambino, Aprile 2015, Ventura)


domenica 14 giugno 2015

BAGNO DOPO MANGIATO, ALCOL IN GRAVIDANZA: RISPOSTE AI VOSTRI QUESITI

BAGNO DOPO MANGIATO, ALCOL IN GRAVIDANZA: RISPOSTE AI VOSTRI QUESITI
Cari Genitori
Due risposte,  molto sintetiche ma sul blog trovate spiegazioni più dettagliate, pubblicate su "Il Secolo XIX" di oggi a quesiti di genitori:
- Bagno dopo mangiato
- Alcol in gravidanza
Buona domenica
Per approfondire: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/06/alcol-e-danni-bambini-adolescenti-e.html
Alberto Ferrando




venerdì 5 giugno 2015

ALCOL E DANNI A BAMBINI ...ADOLESCENTI E ADULTI: IN GRAVIDANZA NON SI DEVE BERE ALCOL

ALCOL E DANNI A BAMBINI ...ADOLESCENTI E ADULTI: IN GRAVIDANZA NON SI DEVE BERE ALCOL
Cari genitori e ragazzi 
Dobbiamo smettere di guardare con tolleranza l'uso (non dico l'abuso) di alcol. la documentazione sui danni alla salute, ad ogni età, sta diventando sempre più importante.
Innanzitutto è stato dimostrato che i danni nel sesso femminile sono 3 volte maggiori (vedete qui sotto) ma soprattutto si confermano i danni per il consumo in gravidanza.
" l’esposizione all’alcol può essere “subìta” dal nascituro durante la vita fetale e può essere “scelta” dall’adolescente in conformità a modelli sociali e comportamentali. Gli effetti sono comunque molto rischiosi per la salute fisica e mentale del futuro adulto e quindi dell’intera società.
L'alcol è la prima causa nota di ritardo mentale EVITABILE (SINDROME FETO ALCOLICA) e che oltre il 50% degli incidenti sono legati al consumo di alcol (il 99% dall'insieme di alcol + droghe + CATTIVI STILI DI VITA) SU CUI COME GENITORI, INSEGNANTI, PEDIATRI, RAGAZZI E TUTTI NON POSSIAMO PIU' FARE FINTA DI NIENTE. Anche se il fumo tra i ragazzi è in aumento (sigh!) almeno non si fuma più neli locali pubblici, nei cinema e negli ospedali. Non possiamo proibire di farsi del male ma ALMENO AVVISARE CHE L'ALCOL COME IL FUMO DANNEGGIA E FORTEMENTE LA SALUTE.

L'alcol è una vera emergenza. Morti di droga e ricoveri per alcol e altre dipendenze. Ma chi aiuta le famiglie e i ragazzi?? Pur di guadagnare, noi adulti, “decisori”  compresi, pecchiamo di permissivismo e pubblicità e consentiamo discoteche che aprono a mezzanotte. Abbiamo ragazzi che non dormono, non mangiano (anoressia) o hanno disturbi alimentari (bulimia) o mangiano troppo (Obesità) o per mangiare bene diventatno dei fanatici (ortoressia).....Intanto i nostri politici vergognosamente non considerano i ragazzi e i bambini. In Liguria non abbiamo più NOTIZIE DEL GARANTE DELL'INFANZIA IN LIGURIA. CHE VERGOGNA!!
MA INTANTO IL RUOLO PRINCIPALE E FONDAMENTALE LO ABBIAMO NOI GENITORI E TEMI COME ALCOL, DROGHE, TRAFFICO, SESSUALITA’ DOBBIAMO PARLARNE BEN PRIMA DELLA ADOLESCENZA. Parlarne in senso globale e cioè non solo con le parole ma con il comportamento nostro , con l’esempio positivo. RICORDATE CHE I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/come-imparano-i-bambini.html 
I genitori sono il fattore più importante nel determinare se il loro figli adolescenti decidono o meno di bere alcol E ANCOR PRIMA AD EDUCARLI

Alcuni studi hanno (Dal sito www.alcolnews.it )  dimostrato che i genitori hanno la massima influenza sulla scelta di un minorenne di consumare alcol. Quindi è importante che i tuoi figli conoscano la tua posizione: non si può bere se non si ha l'età legale per farlo.

Continua a parlarne
Una relazione forte e positiva tra genitori e figli è basata su una comunicazione aperta e bidirezionale. Puoi ottenere una reazione positiva parlando ogni giorno con i tuoi figli (e ascoltandoli) delle loro esperienze a scuola, con gli amici, dei loro interessi e dei loro sogni. Queste conversazioni ti aiuteranno a parlare anche di temi più seri, come il divieto di consumare alcol.

Cerca di evitare di avere la tua prima conversazione sull'alcol con i tuoi figli quando insorge un problema. Approfitta delle occasioni quotidiane come quando siete in macchina, state andando a fare la spesa, mentre state cenando o guardando la televisione. Siate onesti, usate spiegazioni adeguate alla loro età che possano condurlo all'indipendenza.

Chiedi a tuo figlio o tua figlia quali siano i loro pareri in materia di alcol. A questo punto sciogli eventuali dubbi e smaschera i vari miti e leggende sul consumo di alcol.

Simula le possibili situazioni critiche
Cosa fare se a una festa i loro amici iniziano a bere? 
Cosa fare se qualcuno gli offre alcol? 
Cosa fare se un amico che ti sta portando a casa in macchina ha bevuto? 
Cosa fare se un amico che ha bevuto sta male o sviene?
Parlate delle scelte disponibili in ciascuna situazione cercando di raggiungere un accordo su quali siano maggiormente compatibili con i vostri valori di famiglia. Questo aiuterà i vostri figli ad essere preparati a non subire la pressione del gruppo e a reagire positivamente a situazioni potenzialmente pericolose.

Stabilisci delle regole e spiega le conseguenze per chi non le rispetta
Come genitore devi stabilire delle regole e accertarti che i tuoi figli comprendano le conseguenze del bere alcol senza avere età legale per farlo. Fai sapere ai tuoi figli che le regole e le relative punizioni ci sono perché hai cura di loro, e che se seguiranno le regole ciò porterà ulteriori privilegi perché saprai che meritano fiducia.

Studia le leggi
Le regole sull'alcol e i minorenni non sono limitate a quelle imposte dalla tua famiglia. Fai in modo che tutti, compreso te e i tuoi figli, sappiano cosa dice la legge del vostro paese in materia di consumo di alcol da parte di minorenni.

Sii presente
Cerca di avere un ruolo attivo nella vita quotidiana dei tuoi figli - sapere chi sono i loro amici, dove vanno e cosa stanno facendo. Invita anche i genitori degli amici di tuo figlio a fare lo stesso, e spiegagli il tuo parere circa il consumo di alcol da parte dei minori.

Dai il buon esempio
Bevi in maniera responsabile e osserva le leggi sull'alcol del tuo paese, aiuterai anche a rinforzare degli importanti valori che tuo figlio o tua figlia devono seguire.
Dal sito www.alcolnews.it

giovedì 5 febbraio 2015

ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI: EDUCAZIONE DEI GENITORI, DELLE SCUOLE E ..adultescenza...amortalità disturbi del comportamento alimentare

ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI: EDUCAZIONE DEI GENITORI, DELLE SCUOLE E ..adultescenza...amortalità disturbi del comportamento alimentare
Birichini :-) Ieri siete venuti in pochi a sentire una interessantissima relazione (non la mia) all'acquario di Genova. Grazie a chi è venuto e come promesso pubblico la relazione che vi potete vedere a casa ove spiego del cambiamento della società, della necessità di educare noiadulti ad educare i bambini, del rischio della obesità, di quanto sono belli i bambini magri (il bambino NON MI MANGIA).
Ne parleremo in altre occasioni? Intanto per far stare bene i bambini dobbiamo stare bene noi...non è facile in questa società. Chi ha tempo e voglia può guardare qui:
http://www.slideshare.net/aferrand/alimentazione-ferrando-obesit-acquario-2015


sabato 11 ottobre 2014

Slow medicine e Fare di più non significa fare meglio a Piacenza

Oggi Corso di aggiornamento a Piacenza. Ho parlato di Slow Medicine e della iniziativa "Fare di più non significa fare meglio".Ho anche parlato della alluvione come esempio di necessità di fare prevenzione e di quanto si ottiene prevenendo, come per i vaccini.  Quando viene la malattia (o l'alluvione) puoi fare poco.
Bella la relazione del Collega dei Medici dell'ambiente Giuseppe Miserotti
Un Caro saluto ai pediatri di Piacenza, Stupendi a parti dall'amico Giuseppe Gregori
Relazione scaricabile qui: http://www.slideshare.net/aferrand/fare-di-piu-ferrando-piacenza-fimp
Arrivare a Piacenza non  è stato agevole ieri. Autostrada chiusa a Bolzaneto (e nessun avviso allo svincolo), smottamenti e incidenti. Per i prossimi giorni speriamo in bene dal tempo

Alberto Ferrando

sabato 22 dicembre 2012

LE BASI DI UNA EDUCAZIONE SUFFICIENTEMENTE BUONA - 6 E ULTIMA PUNTATA: L'ADOLESCENZA

Cari Genitori

Con questo articolo sulle regole pedagogiche si conclude, arrivati alla adolescenza, il ciclo di consigli tratti dal Pedagogista Daniele Novara. Trovate i consigli per le altre età nei post precedenti.
Si conclude anche l'invio di mail informative da parte mia anche se le mailing rimarranno in funzione ma esclusivamente per comunicazioni di servizio attinenti orari e funzionamento e iniziative dello studio.
Potrete comunque trovare notizie sul blog ferrandoalberto.blogspot.com e sul sito www.ferrandoalberto.eu


BUON NATALE E BUONE FESTE a tutti e ne approfitto per inviare una caro ringraziamento ai tanti  che hanno dimostrato riconoscenza alla attività svolta, oltre che dal sottoscritto, dal personale di studio.

Alberto Ferrando


Notate come l'adolescenza è un periodo lungo. Novara parla di 24/25 anni ma penso che il periodo si stia allungando, soprattutto per noi maschi :-)


L’ADOLESCENZA: L’importanza dei riti
Secondo le teorie tradizionali l’adolescenza si concludeva biologicamente attorno ai 19 anni. Adesso nuove teorie, sulla base delle scoperte delle neuroscienze che hanno osservato l’aumento della massa cerebrale fino ai 24/25 anni, tendono a posticiparla anche dal punto di vista biologico.
Culturalmente noi viviamo in una società dell’adolescenza. Le tendenza narcisistiche ci trattengono nell’adolescenza, il mondo adulto non ha solo paura di invecchiare ma pare non voler proprio crescere. Spesso i genitori si comportano come i figli, condividono attività e interessi. Gli stessi insegnanti si vestono come i loro alunni.
Una volta l’età dei ragazzi e delle ragazze era quella dei “pantaloni corti”, poi si cresceva e si diventava adulti. Oggi i riti di passaggio, come l’acquisizione di un nuovo abbigliamento, non esistono più: sono scomparse le iniziazioni all’età adulta. Forse solo il fatto di prendere la patente segna il passaggio alla maggiore età.
In una società come la nostra, l’adolescenza ha una valenza così importante perché è quella fase della vita in cui hai ancora tutte le possibilità aperte davanti a te, mentre nell’età adulta hai preso le tue strade e hai fatto le tue scelte. Se la logica narcisistica vuole farci credere che tutto sia possibile, è chiaro che diventare adulti appare come una bella fregatura!
Dal punto di vista evolutivo l’adolescenza è una conseguenza dell’infanzia, anche se presenta caratteri diversi. È quindi necessario mantenere una posizione di fermezza educativa se si vuole evitare di perdere il controllo dei figli. Lo stile però che deve caratterizzare questa fase, come la precedente, è quello della negoziazione, senza preoccuparsi troppo se i ragazzi e le ragazze si confidano o meno coi genitori.
Ecco un esempio di negoziazione riferita all’ora di rientro: “Torno a mezzanotte”, “No, è troppo tardi”, “Allora torno prima, va bene alle undici?”, “Si alle undici va bene”.
Non è importante che il genitore raccolga le confidenze del figlio quanto piuttosto che si instauri un rapporto di fiducia e rispetto reciproco che possa favorire la progressiva acquisizione di autonomia e responsabilità.
È molto importante mantenere i riti familiari: la cena assieme, le feste, le ricorrenze, qualche giorno di vacanza assieme. Si tratta di rituali semplici ma indispensabili per sostenere il rapporto e poi rafforzarlo nel passaggio all’età adulta.


venerdì 20 luglio 2012

GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI


GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI
 Trovate  il volume intero “Guida ai Genitori” sui siti
-       www.ferrandoalberto.eu
-       www.apel-pediatri.org
-       www.savethechildren.it
Buona lettura. Alberto Ferrando
Adolescenza (dai 14 ai 18 anni)
I bambini si allenano tutta la vita per essere pronti in questa fase del loro sviluppo. Durante l’infanzia lottano per la propria indipendenza in preparazione di questa fase della loro vita. Le esperienze dell’infanzia hanno permesso loro di sviluppare le capacità, la fiducia in se stessi e l’autostima di cui avranno bisogno per vivere positivamente la loro adolescenza ed entrare poi nell’età adulta. Se avranno avuto molte opportunità di mettere in pratica la propria indipendenza, commettere degli errori, imparare da questi e migliorare le proprie capacità allora saranno pronti ad affrontare le sfide future.
Negli anni hanno imparato a rispettare gli altri, a risolvere le situazioni conflittuali in modo non violento, a esprimere i propri sentimenti in modo costruttivo e a far valere la propria opinione e quella degli altri. Ora devono utilizzare tutte queste capacità in modo autonomo, man mano che si distaccano sempre di più dai genitori.
Si tratta di un periodo molto stimolante. Vostro figlio è quasi un adulto capace di parlare con voi quasi di tutto. Gli adolescenti cominciano ad avere nuove opinioni, individuare dei valori propri e scegliere la loro strada. In questa fase il rapporto tra genitori e figli viene profondamente modificato e si presentano molte nuove sfide. Ma, come sempre, queste sfide sono opportunità per insegnare a vostro figlio come prendere la decisione migliore, come risolvere le situazioni conflittuali, e anche come affrontare i propri fallimenti.
In questa fase, il principale ruolo dei figli è quello di trovare la propria identità. Il compito dei genitori è quello di rafforzare il legame genitore-figlio favorendo allo stesso tempo la sua indipendenza.
Il rispetto dell’identità
Gli adolescenti hanno un forte desiderio di esprimere se stessi e non ciò che i loro genitori vorrebbero che fossero. I loro gusti cambiano improvvisamente. La musica preferita, i vestiti, il taglio dei capelli, gli amici, le opinioni e i cibi preferiti cambiano; cambiano anche le attività extrascolastiche preferite, gli interessi accademici o le loro aspirazioni per il futuro. Se i figli cominciano a sviluppare delle nuove opinioni in ambito religioso o politico, smettono di andare alla messa, si tingono i capelli di strani colori o si vestono in modo insolito i genitori cominciano a pensare che tutto quello che avevano insegnato loro sia andato ormai perso.
In realtà sta succedendo quello che già era accaduto quando il bambino aveva iniziato a camminare: vostro figlio sta sperimentando. Ma mentre un bambino di due anni sperimenta per scoprire il senso del tatto e del gusto, un adolescente sperimenta per scoprire quale sia la sua identità. Quindi cercherà di ‘provare’ diverse identità per riuscire a capire quale è quella che più si adatta a lui e per farlo avrà bisogno di abbandonare qualche abitudine del passato. Gli adolescenti sono come dei bruchi che si liberano del proprio bozzolo per riuscire a trovare la propria identità.
È normale che un adolescente sperimenti identità anche molto diverse da quelle dei propri genitori. Per esempio, ascolta della musica che non piace ai suoi genitori, assume le opinioni che i genitori non condividono. Differenziandosi profondamente dai genitori, gli adolescenti riescono a capire meglio quale sia la loro reale identità.
A volte, durante questo percorso di ricerca, un adolescente può vivere esperienze pericolose o dolorose, con le droghe e l’alcol o il sesso e relazioni interpersonali. Ancora non è pienamente consapevole del fatto che può farsi del male. Lo sviluppo cerebrale di un adolescente non è ancora del tutto completo; infatti quelle parti del cervello che ci aiutano a prevedere le conseguenze delle nostre azioni, pianificare e ponderare le opzioni possibili non sono ancora del tutto formate. A volte gli adolescenti fanno cose molto rischiose proprio perché credono che non possa succedere loro niente di male.
IN QUESTA FASE L’ADOLESCENTE STA TENTANDO DI SPICCARE IL VOLO, A VOLTE CADRA’, MA CON IL VOSTRO AIUTO IMPARERA’ A VOLARE
In questa fase il rapporto di fiducia che i genitori hanno costruito con i propri figli avrà un ruolo cruciale. I figli devono sapere che possono sempre rivolgersi a noi genitori senza alcun timore. Gli adolescenti non vogliono essere tenuti sotto controllo, ma hanno comunque bisogno di sapere che possono contare su di noi e che siamo sempre pronti a dare loro informazioni chiare e corrette, punti di riferimento precisi e un ambiente sicuro.
Tutte le capacità che hanno sviluppato sin dall’infanzia, come la capacità di fare scelte indipendenti, saper comunicare, risolvere le situazioni conflittuali saranno loro di grande aiuto nell’affrontare le prove di questa nuova fase della loro vita. Ma ricordate che queste capacità non sono ancora del tutto sviluppate; continueranno a svilupparsi negli anni a venire. In questa fase gli adolescenti continueranno a commettere errori e continueranno a soffrire, proprio come accadeva quando erano bambini.
E, proprio come accadeva quando erano bambini, anche ora potete continuare a garantire ai vostri figli un ambiente sicuro, dare loro informazioni e favorire la loro crescita. In questa fase l’adolescente sta tentando di spiccare il volo, a volte cadrà, ma con il vostro aiuto imparerà a volare.
Rafforzare il legame genitore-figlio
Costruendo sin dall’inizio un rapporto di fiducia e rafforzando l’attaccamento negli anni, siete riusciti a creare un rapporto che permetterà a vostro figlio di entrare nell’età adulta. Gli adolescenti hanno una maggiore probabilità di vivere questa fase in maniera positiva se il rapporto con i genitori è affettuoso e tenero e, allo stesso tempo, stabile, costante e sicuro.
Gli adolescenti che hanno un legame forte con i genitori hanno una maggiore probabilità di:
- avere rapporti positivi con gli altri adolescenti e con gli adulti;
- essere consapevoli della fiducia dei propri genitori e desiderare di mantenere questo
rapporto di fiducia;
- trattare gli altri con rispetto ed empatia;
- essere sicuri di sé e avere una maggiore autostima;
- collaborare meglio con gli altri;
- avere una migliore salute mentale;
- ascoltare e seguire i consigli dei genitori.
I genitori possono basarsi su questo legame e rafforzarlo ulteriormente durante l’adolescenza interagendo con i figli in un modo divertente e positivo. Gli adolescenti che si divertono insieme ai genitori hanno una maggiore probabilità di sentirsi più a proprio agio a parlare con loro, tendono ad ascoltare i loro consigli e vogliono mantenere con loro un buon rapporto. Vedono i genitori come persone che danno loro affetto piuttosto che persone che esercitano il controllo. Quindi passano più tempo insieme a loro.
Quando cerchiamo di tenere sotto controllo o di punire gli adolescenti provochiamo in loro rancore e rabbia, mancanza di sincerità e forti resistenze. Gli adolescenti che vedono nei genitori solo una forza che li tiene sotto controllo e interferisce con la loro vita tendono ad evitarli e a diventare depressi e ansiosi. Hanno paura di confidarsi con loro quando hanno dei problemi, passano meno tempo con loro e rifiutano i loro consigli.
In questa fase i genitori hanno un’ultima opportunità di aiutare i propri figli a mettere in pratica le loro capacità decisionali, garantendo sempre sostegno e protezione. Per favorire l’indipendenza dei figli adolescenti i genitori possono:
- rispettare sinceramente le loro idee anche quando non le condividono;
- incoraggiare i figli a capire quali sono i loro valori;
IN QUESTA FASE I GENITORI HANNO UN’ULTIMA OPPORTUNITÀ DI AIUTARE I PROPRI FIGLI A METTERE IN PRATICA LE LORO CAPACITÀ DECISIONALI DANDO SEMPRE SOSTEGNO E PROTEZIONE
- mostrare il loro amore incondizionato;
- coinvolgerli nelle discussioni e trattarli come pari;
- mostrare fiducia nelle loro capacità di prendere decisioni e di affrontare le conseguenze
delle loro scelte;
- rispettare i loro sentimenti;
- aiutarli quando commettono degli errori;
- incoraggiarli a tentare di nuovo dopo un fallimento;
- tenere in considerazione il loro punto di vista quando si sentono trattati in modo
ingiusto;
- discutere insieme le possibili soluzioni nel caso di contrasto.
I genitori che dimostrano ai figli di rispettarli e di credere in loro favoriscono la loro indipendenza e autonomia.
COME COSTRUIRE UN BUON RAPPORTO
TRA GENITORI E FIGLI ADOLESCENTI
Ricordiamoci sempre che affetto e punti di riferimento sono gli strumenti più efficaci che abbiamo per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine. Per capire come poter far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai vostri figli durante l’adolescenza immaginate questa situazione:
(VEDETE IL MANUALE)

Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambini e le persone

  Genova al 28° posto per qualità della vita (ma in altri punti al 810 su 1000). Lo sguardo di un pediatra: oltre i numeri, ci sono i bambin...