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giovedì 28 maggio 2020

ATTENZIONE ALLA RUPOFOBIA: Ovvero le “Comiche igieniste”. Segue: la nuova APP: NEURONI meglio di IMMUNI

ATTENZIONE ALLA RUPOFOBIA  (PULIZIA SI MA NON ESAGERIAMO): Ovvero le “Comiche igieniste”. Segue: la nuova APP: NEURONI meglio di IMMUNI

Con il nuovo Coronavirus (Sars-Cov-2) è aumentata, in modo notevole, la paura del contagio da superfici, oggetti, tastiere di computer, borse della spesa, abiti… 
Soprattutto dopo che alcune pubblicazioni hanno dimostrato tracce di virus (RNA) a distanza di ore e di giorni. 
Dobbiamo però sapere che la probabilità di infettarsi toccando oggetti superfici quali tastiere, maniglie, sedili è infinitamente piccola, nella vita reale. 
Anzi a volte aumenta con alcune misure (vedi guanti usati per toccare merci, poi soldi ecc. come capita di osservare in giro: guanti che cambiano di colore, per l’uso e la sporcizia, e che diventano ricettacolo di sporcizia e di chissà quanti virus e batteri).

Il virus SARS-CoV-2 ha una trasmissione respiratoria e col suo respiro un infetto, anche asintomatico, emette milioni e miliardi di microgoccioline di vapore acqueo (droplets) che restano sospese nell’aria per un certo tempo per poi cadere a terra o sulle superfici che circondano l’infetto. Alcune di queste goccioline contengono anche cellule dove è attiva la replicazione del virus (il virus senza cellule muore).
Ma perché il virus possa entrare nell’organismo servono tutte queste fasi:
1)    si toccano con le mani queste goccioline fresche con cellule che contengono il virus, prima che si disidratino con la conseguente morte del loro contenuto. 
2)    si mettono poi  le mani in bocca: infatti il virus non si trasmette per via cutanea né per via orale, basta la saliva a farlo fuori! 
3)    si crea inavvertitamente un aerosol sbattendo le mani o ci si sfregano gli occhi, 
ALLORA è possibile che il virus entri nell’organismo
Non c’è ancora alcuna prova pubblicata che persone si siano infettate semplicemente toccando superfici o oggetti.
L’Organizzazione mondiale della sanità, nella sua ultima guida riconosce: “Al momento di questa pubblicazione, la trasmissione del virus per COVID-19 non è stata definitivamente collegata a superfici ambientali contaminate negli studi disponibili” [2].
Ma direte: alla TV vediamo marziani in tuta che spargono spray disinfettanti e “sanificanti” 
Bene. Dovete sapere che: 
Le aree esterne richiedono generalmente una normale pulizia ordinaria e non richiedono disinfezione. 
Spruzzare il disinfettante sui marciapiedi e nei parchi non è un uso efficiente delle forniture di disinfettante e non è stato dimostrato che riduca il rischio di COVID-19 per il pubblico. 
È necessario mantenere le pratiche di pulizia e igiene esistenti per le aree esterne” [4].
Nei locali, negozi, studi ecc.  poi si assiste alla pubblicizzazione di pratiche quali l’ozonizzazione, le lampade all’ultravioletto, gli ammoni quaternari,  di non dimostrata efficacia per la salute ma sicuramente efficaci  per chi le propugna da un punto di vista economico

Torniamo ai guanti di lattice
L’uso dei guanti è consigliato negli ambienti sanitari, non per il pubblico, e al posto del lavarsi le mani. La manipolazione di disinfettanti in luoghi non sanitari richiede l’uso dei guanti soprattutto per proteggere le mani: usare i guanti per portare a spasso il cane o per comprare un giocattolo al nipotino è ridicolo.
Se ,li usate cambiateli spesso. Pensate al supermercato con i guanti toccate i carrelli, prendete materiale di vario tipo, aprite la borsa, toccate i soldi, ptrendete il resto, rimettere a posto il carrello: quante cose avete toccato? 
Anche il distanziamento sociale deve essere messo in pratica con un pochino di intelligenza: obbligarlo tra conviventi e familiari nei luoghi pubblici, che senso ha? 
Quello che serve è lavare con acqua e sapone o, in mancanza, con gel alcolico.
la disinfezione è utile solo dopo il lavaggio accurato ed è destinata agli ambienti ad alto rischio come gli ospedali. 
Per negozi, piccole imprese, commercianti,  l’Oms ci dice che è sufficiente continuare così, lavando ogni giorno tavoli, sedie e scrivanie come si faceva prima [4]; non serve acquistare costosi macchinari di disinfezione o contrattare ditte specializzate con le loro vistose tute bianche.
Bene le mascherine, la distanza, il lavaggio delle mani, ma che ce ne facciamo dei disinfettanti, delle sanificazioni a tutto spiano? 
Riusciamo a distinguere l’ambiente sanitario, l’ospedale, dalla nostra casa, dal luogo di lavoro, dai parchi giochi dei bambini? 
Le regole necessarie non sono le stesse.

CONCLUSIONI:  riattiviamo i neuroni migliori
Da tempo sappiamo che la nostra sicurezza non dipende dall’odore di alcol o varechina, e nemmeno dalla corsa ad analisi immunologiche o speranze vaccinali, ma dalla pronta risposta dei servizi territoriali, su cui dobbiamo investire per identificare, isolare e tracciare i contatti della persona sospetta infetta: 3T: Testare, Tacciare e Trattare.
Insomma, la nostra sicurezza dipende dalla dimenticata epidemiologia di campo che pure tanto ha contributo alla nostra migliore qualità di vita.

Approfondimento: USATE L’APP NEURONI E’  
Con la Fase 2 sarà fondamentale utilizzare una preziosissima App, ben più potente di Immuni: NEURONI.
Sviluppata da Madre Natura, Neuroni è una app gratuita che sfrutta la ben collaudata tecnologia SINAPSI: una tecnologia per nulla invasiva della privacy e che rende l’app comunque utile anche quando il 60% della popolazione non ne fa uso. Anche se sarebbe auspicabile arrivare al 100% per definirci homo sapiens.
Le due app (Immuni e Neuroni) funzionano in modi differenti. 
Ad esempio, la app Immuni vi dice se il tizio che era con voi in ascensore vi ha infettato. La app Neuroni che per fare due piani si possono prendere le scale, che ultimamente non è che abbiamo fatto tutta questa attività fisica.
La app Immuni vi dice se la signora con cui avete litigato al supermercato per l’ultima confezione di lievito di birra vi ha infettato. La app Neuroni vi suggerisce di non litigare per una confezione di lievito. Che il lievito ce lo possiamo fare in casa (come da tradizione millenaria: si chiama lievito madre). E che si può anche fare la spesa direttamente dai produttori, in modo sostenibile. 
Il grande vantaggio di Neuroni è che è già installata in ogni scatola cranica e non richiede quindi uno smartphone… e neppure un braccialetto!
Neuroni è di facile utilizzo anche se per tenerla operativa è necessario aggiornarla costantemente: studi scientifici dimostrano che leggere ed usarla è il metodo più efficace.
Per verificare lo stato di salute di questa app possiamo fare un semplice test: avete tifato per il poliziotto che inseguiva il runner solitario sulla spiaggia con l’appoggio di elicotteri, droni e satelliti? Ecco, in questo caso ci sono dei problemi di settaggio. E può essere anche che le parole della D’Urso abbiano in qualche modo hackerato il sistema operativo.
Ma, tranquilli, è sempre possibile rimediare!
Accedete al menù principale. Cercate le funzioni “hater”, “delatore”, “caccia-alle-streghe”, “polemica”, “continuo lamento” e togliete la spunta.
Mettete invece la spunta a “spirito critico”, “buon senso”, “prudenza”, “empatia”, “responsabilità” e “solidarietà”.
Salvate le nuove impostazioni premendo ok. Verificando ogni tanto che non siano state nuovamente hackerate (la Tv interferisce con il settaggio).
Avremo quindi una buona base di partenza per affrontare, non solo la Fase 2, ma la vita intera.
Con responsabilità e consapevolezza.

Referenze
[2] Cleaning and disinfection of environmental surfaces in the context of COVID-19 WHO Interim guidance 15 May 2020  
[3] ECDC TECHNICAL REPORT Disinfection of environments in healthcare and nonhealthcare settings potentially contaminated with SARS-CoV-2       March 2020

[4] CDC GUIDANCE FOR CLEANING AND DISINFECTING PUBLIC SPACES, WORKPLACES, BUSINESSES, SCHOOLS, AND HOMES may 7 2020 

venerdì 7 aprile 2017

EPATITE "A" A GENOVA: VACCINO??

EPATITE “A” A GENOVA
Cari Genitori
Segnalati dei  "casi" di Epatite A a Genova.
Uno in una scuola di Recco e, più recentemente, presso la scuola elementare “De Scalzi” di Genova, in via Ricci. La ASL è intervenuta tempestivamente e domani , 8 aprile dalle 9 alle 12, verrà offerta la vaccinazione ai bambini e chi non potrà domani potrà farl gratuitamente presso la ASL
La vaccinazione è il sistema per contenere una eventuale diffusione dll’infezione (anche se non previene la malattia se fosse già in corso ma..niente panico e leggete qui).
Ricordo anche che la misura più sicura per prevenire le infezioni è il lavahgiio accurato e frequente delle mani.
Ricordo l'utilità di vaccinare se stessi e i figli se si va in zone a rischio. Esistono indicazioni ministeriali e nel Piano Nazionale vaccini su cui potremo tornare a parlare.
In situazione di casi di epatite A , tenuto conto delle indicazioni previste dalle " Linee Guida Programma Nazionale Documento di indirizzo: l'uso del vaccino antiepatite A in Italia", si procederà a offrire la  vaccinazione ai contatti scolastici in data 24/01/2014 .

Cosa è la malattia e come si manifesta:
L'epatite A è una malattia virale del fegato che si trasmette attraverso gli alimenti e le bevande contaminate o il contatto diretto con persone infette
L'epatite virale A è una malattia infettiva acuta causata da un virus a che aggredisce le cellule del fegato.
E' presente in tutto il mondo, sia in forma sporadica che epidemica, ma con una maggior frequenza nei Paesi del sud del mondo, dove l’infezione colpisce generalmente l’infanzia e presenta un decorso asintomatico nel 70% dei casi o sintomi lievi.
In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove più diffusa è la pratica di consumare frutti di mare crudi.
Tuttavia, possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale, legati non solamente al consumo di frutti di mare ma anche di altri alimenti (vegetali e frutta) o acqua (per es. di pozzo) contaminati.
L’epatite A si distingue dalle epatiti virali B e C per le modalità di trasmissione (prevalente trasmissione fecale-orale) e per il fatto che non cronicizza mai.
L’epatite A decorre spesso in maniera del tutto asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da stanchezza, perdita di appetito, nausea e vomito intermittenti, febbre, dolori addominali e ittero (colorito giallognolo della pelle e delle sclere, la parte bianca dell'occhio), dovuto all'aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue, a causa della diminuita funzionalità del fegato.
I sintomi si manifestano prevalentemente dopo 15-45 giorni dal contatto con il virus.
Con il proseguire della malattia possono comparire altri sintomi, quali il prurito, una colorazione molto scura delle urine (color marsala), una colorazione molto chiara delle feci.
La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente.Leggete (dal sito del Ministero della Salute):
APPROFONDIMENTI QUI: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=127&area=Malattie_infettive

sabato 29 agosto 2015

VACCINO ANTIMENINGOCOCCO B: QUANTA CONFUSIONE

VACCINO ANTIMENINGOCOCCO B: QUANTA CONFUSIONE
Gentilissimo Dr.Ferrando,vorrei che facesse chiarezza sulla vaccinazione per il Meningococco tipo B. Potrebbe esser utile farla? Perche in Toscana è obbligatoria e la passa la Asl e in Liguria c'è cosi poca informazione? Il caso di oggi pone dei dubbi anche sul vaccinar noi adulti. La ringrazio,…Elvira

Cara Elvira
Alcune precisazioni
1)    I vaccini non sono obbligatori in quanto vano visti come un diritto e non un dovere. Sono rimasti “obbligatori” in Italia solo 4 vaccinazioni: Tetano, difterite, poliomielite e epatite B. Dal 1991 nessun vaccino è obbligatorio ma raprresenta una scelta consapevole della famiglia che deve ricevere una adeguata informazione
2)   Perché sono rimasti obbligatori?? Perché in Italia è facile fare le leggi e difficile togierle ma anche se obbligatori tali di fatto non sono perché, grazie ad una circolare ministeriale (Bindi Berlinguer) i bambini possono frequentare la scuola (torno a ripetere: siamo in Italia L )
3)   In questi anni un esempio di federalismo attuato (uno dei pochi) è stato quello sanitario: ogni regione decide per sé. Pe questo motivo in Toscana viene offerto (non obbligato) il vaccino Men B. Anche in Liguria viene offerto gratuitamente ai nati nel 2015. Gli altri? Pagano un ticket abbastanza salato (65-70 euro a vaccino)
4)   Come mai? Cara Elvira e cari tutti: le scelte in sanità non vengono concordate con chi opera a contatto della gente e trovo molto ingiusto quanto scelto ma tanto tutti mugugnano ma nessuno prende carta e penna e scrive a chi di dovere. Siamo un popolo abituato alle angherie e sopraffazioni…ma potremmo un po’ reagire, Chi di dovere sono: dirigenti delle ASL, Regione e politici.
5)   Intanto cosa fare? Non consigliare una vaccinazione per una malattia ad alta mortalità e con un alto numero di esiti invalidanti perché non è frequente??? Direi che non è rispettosa e anche se rara (ma ricordo grave) non si può non informare le famiglie e la vaccinazione dovrebbe essere consigliata in tutta l’età pediatria (e probabilmente anche oltre)
6)   SE poi il problema è economico che i vari politici lo dicano apertamente

IN SINTESI E PRE CONCLUDERE: PARLATE CON IL VOSTRO PEDIATRA E CONSIDERATE ATTENTAMENTE L’OPPORTUNITA’ DI FARE/NON FARE LE VACCINAZIONI PER LA MENINGITE (E NON SOLO). QUALI SONO? TROVATE QUI UN ARTICOLO ESPLICATIVO: http://ferrandoalberto.blogspot.fr/2015/08/menigite-quali-vaccini-cosa-fare-se.html

domenica 23 agosto 2015

MENIGITE: QUALI VACCINI, COSA FARE SE CONTATTO. COME SI MANIFESTA.

MENINGITE: QUALI VACCINI, COSA FARE SE CONTATTO. COME SI MANIFESTA. 
Abbiamo avuto recentemente la notizia che all’ospedale  “Bambino Gesù” di Roma (Articolo con intervista ad Alberto Villani che trovate qui in fondo*) sono giunti tre bambini affetti da una forma di meningite che speravamo, visto l’esistenza di un vaccino, offerto a tutti gratuitamente in occasione del primo ciclo vaccinale (esavalente che contiene i vaccini per tetano, difterite, poliomielite, epatite B, pertosse ed hemophilus influenzae) di avere quasi eradicato. Ahimè no grazie anche o soprattutto ai movimenti antivaccinali.  NON E’ IL VACCINO CONTRO IL MENINGOCOCCO DI TIPO B  ultimo arrivato tra le vaccinazioni antimeningite.
Per chiarezza ricordo i vaccini antimeningite anche se non tutte le meningiti sono prevenibili con gli stessi in quanto vari germi possono causare la meningite.
I più frequenti e prevenibili nel bambino sono:

1  - Hemophilus infuenzae tipo B: si fa dal 61 giorno di vita insieme ad altri nella stessa siringa (esavalente: polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e appunto hemphiulus)
2  - Pneumococco: di fa dal 61 giorno nella stessa seduta vaccinale dell'esavalente (ridure il rischio del 75%: i pneumococchi sono 90 e noi abbiamo,attualmente,  il vaccino tredicivalente contro tredici dei 90: i più frequenti)
3  - meningococco C: si fa dal 13 mese di vita (si può fare anche prima) e si raccomanda al 15 anno in quanto è una meningite frequente negli adolescenti (si può fare, su richiesta  il vaccino contro altri tipi di meningococco: A, C, W135 e Y , vaccino quadrivalente).
4 - Da poco è disponibile vaccino contro il meningococco B offerto in Liguria gratuitamente ai nati nel 2015 e in “copagamento” per i bambini di età superiori (chiedete ai politici e ai manager perché, così come è  in copagamento il vaccino antirotavirus)

E se vostro figlio è in contatto DIRETTO con un bambino affetto da meningite???? In Caso di meningite NON da meningococco non si deve fare profilassi con antibiotico. NESSUNA profilassi

COME SI MANIFESTA UNA MENINGITE?
La meningite acuta può presentarsi con due quadri predominanti: una forma acuta (SEPSI) con shock improvviso e alterazione dello stato di coscienza associata ad anomalie della coagulazione (che si manifestano sulla cute sotto forma di “petecchie” che sono delle piccole macchie di colore rosso intenso che non scompaiono con la pressione contrariamente a quanto avviene per tutti i tipi di macchie da malattie dei bambini o da allergia) che può avere un esito tragico, se non viene immediatamente intrapresa terapia antibiotica, entro 24 ore ed una forma più lenta preceduta da manifestazioni generali simil-influenzali con disturbi a carico dell’apparato respiratorio o intestinali.
I sintomi presenti più frequentemente oltre a quelli generali comuni a qualsiasi influenza o infezione virale come febbre, dolori muscolari, scarso appetito, tachicardia, dolori muscolari ed ossei sono:

   -       macchie diffuse come petecchie o di altro tipo e
   -       segni della infiammazione delle meningi (una specie di sacchetto che contiene il cervello) che si manifestano con “rigidità nucale” che si evidenzia con alcune semplici manovre: dolore alla estensione della gamba dopo aver flesso l’anca sul bacino (segno di Kernig) e flessione involontaria delle ginocchia e delle anche dopo aver sollevato il capo facendo stare il paziente in posizione supina (segno di Brudzinski).

Purtroppo nel bambino piccolo sotto i due anni questi segni possono essere assenti.
Altri segni e sintomi che possono indicare una meningite sono:

   -       mal di testa (che è spesso presente anche solo in concomitanza della febbre ma che, in assenza di meningite si risolve dopo che la febbre è passata o la temperatura corporea si è ridotta),
   -       vomito a digiuno (anche questo sintomo si presenta in occasione di febbre nei bambini piccoli o accompagna una infezione gastrointestinale quale quella che sta tenendo a casa molte famiglie liguri), 
   -       fontanella “bombata”, cioè sporgente in fuori, alterazione dello stato di coscienza con irritabilità o torpore.

Può essere presente anche fotofobia (la luce dà fastidio) anche se ricordiamo che anche questo disturbo, come la febbre, la cefalea, il vomito, i dolori muscolari ecc. possono essere presenti in qualsiasi episodio febbrile del bambino.
Dopo aver letto queste poche righe probabilmente avrete un certo stato di agitazione e di ansia che, a dire il vero, viene anche ai medici quando leggono o scrivono, come il sottoscritto, di certe patologie. Cercate comunque di  valutare non quanta febbre ha il bambino ma lo stato generale, l’umore ed il comportamento del bambino che sarà chiaramente alterato se la febbre è alta ma dovrebbe tornare normale, o quasi, quando la febbre scende.
Esistono situazioni, come la sesta malattia (detta anche febbre dei tre giorni), in cui la febbre è alta, sui 40° C, scende poco con l’antipiretico ma il bambino appare, tutto sommato, in discrete condizioni generali. Se il bambino appare, anche in assenza di febbre molto irritabile e lamentoso e molto diverso dal solito (e chi meglio di voi genitori conosce il proprio figlio) soprattutto se sono presenti disturbi particolari come fontanella tesa, strabismo acuto o convulsioni è giusto cercare immediatamente conforto nel medico. (Vedete anche articoli sulla febbre).
*Articolo del “Bambin Gesù” con intervista ad Alberto Villani qui: http://www.ospedalebambinogesu.it/meningite-sotto-accusa-il-calo-delle-vaccinazioni#.VdoqvrSCJVs
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando


Qual è lo sport migliore per nostro figlio? Una riflessione dalle parole del papà di Kimi Antonelli

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