giovedì 31 dicembre 2015

BUON CAPODANNO

Buon Capodanno
In molti Comuni, tra cui Genova, sono proibiti i botti...ma siamo in un paese dove la proibizione o le leggi non sono sempre recepite per cui nell'augurarvi un Buon Fine ann e un Buon inizio di anno nuovo approfitto per ricordare alcune cose, oltre ai botti che, nonostante i divieti appariranno, temo.
ATTENZIONE  ALLA GUIDA. ATTENZIONE ALL'ALCOL (ANCHE DEGLI ALTRI!!)
Capodanno è un momento per festeggiare insieme. Ma ogni anno avvengono purtroppo incidenti causati dai botti E DAL'ALCOL che possono provocare ...............
Consigli:
Non acquistare botti illegali
2.   Allontanare i bambini
3.   Non utilizzare i botti in locali interni              
4.   Non accendere botti inesplosi                     
5.   Non toccare i botti inesplosi                        
6.   Non usare armi              
7.   Riparare gli animali: gli animali domestici si spaventano per le esplosioni dei botti ed è necessario metterli al riparo in casa o tenerli stretti al guinzaglio. Prestare attenzione affinché non si avvicinino ai botti inesplosi.
In caso di incidente chiamare immediatamente il numero 118avendo cura di descrivere la dinamica dell'infortunio al fine di veder arrivare il mezzo più adeguato per l'incidente avvenuto.
Il 118 è un numero gratuito contattabile anche da telefono senza credito. Ricordarsi di non riattaccare mai: il primo a farlo, a conclusione della telefonata, deve essere l'operatore che ha risposto e lo farà solo al termine dell'acquisizione degli elementi necessari per attivare un adeguato mezzo di soccorso. 


martedì 29 dicembre 2015

DAL 31 DICEMBRE 2015 LASCIO IL SSN (MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA): PRECISAZIONI PRATICHE E ORGANIZZATIVE:

DAL 31 DICEMBRE 2015 LASCIO IL SSN (MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA, qui sotto sede del nuovo studio): 
PRECISAZIONI PRATICHE E ORGANIZZATIVE:
Cari Tutti
Invio nuovamente questa mail  IN QUANTO A TUTTO NON RISULTA ESSERE ARRIVATA LA LETTERA DELLA ASL CHE DEVE INDICARE IL NOMINATIVO, GLI ORARI E IL TELEFONO DEL NUOVO PEDIATRA (VEDETE SOTTO) con alcune importanti precisazioni pratiche.:
- NON SI DEVE CORRERE ALLA RICERCA DI UN PEDIATRA IN quanto al 31 dicembre arriverà unA pediatra : 
dottoressa Silvia Pederzoli  che farà studio in viale Pio VII numero 161, 
VISITA SU APPUNTAMENTO DA PRENDERE AL  3442906320
Gli orari di studio sono:
lunedì - martedì - giovedì: 15-17
mercoledì - venerdì: 10 -13
- RIPRECISO che CONTINUERO'  a fare il pediatra come trovate scritto qui sotto. PER APPUNTAMENTI TELEFONATE AL MIO CELLULARE 3388687583. LO studio è in Corso Torino 14/3
- Rimarrà attivo il mio cellulare, la mail, il sito, il blog e il gruppo e la pagina Facebook e le mailing list che ricevete
.

LASCIO IL SSN MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA
Cari genitori questa volta non ho consigli da darvi ma solo una comunicazione per tutti  coloro che avranno la pazienza di leggermi.
DAL 31 DICEMBRE LASCIO LA CONVENZIONE CON IL SSN E REGIONALE E FARO’ IL PEDIATRA NON PIU’ DI LIBERA SCELTA MA DI SCELTA LIBERA –
Come la maggior parte di voi è a conoscenza sono medico chirurgo dal 1975  e specialista pediatra dal 1978.  Sin da giovanissimo ho scelto di fare il medico perché sentivo che avrei potuto aiutare la gente e, in particolare i bambini. E’ ancora oggi quello che amo di più del mio lavoro è stabilire un legame, professionale ma partecipe, con le famiglie e assistere i miei piccoli pazienti utilizzando tutto il mio sapere scientifico  anche se con il tempo sono sempre più convinto che  “il medico può guarire qualche volta, alleviare il dolore spesso, consolare sempre”. 
In questi 40 anni di professione la figura del medico è cambiata, il rapporto con il paziente pure. Oggi noi assistiamo ad una medicina sempre più tecnologica, con  farmaci all’avanguardia e metodiche diagnostiche nuove. E in questo scenario penso che sia doveroso chiedersi quale ruolo resterà al medico se trascurerà la parte “umanistica” e relazionale della medicina.
In questi ultimi anni ho assistito non solo all’avvento di nuove tecnologie scientifiche ma, purtroppo, anche a un aumento spropositato di atti burocratici che tolgono tempo alla cura. Infatti,  da tempo si è innescato un processo per cui il medico passa la maggior parte della giornata a redigere certificati (la maggior parte inutili),  oppure a fare una ricetta, a battagliare con il software, a controllare i codici esenzione,  a stare attento a non prescrivere farmaci che il SSN dispensa gratuitamente solo in casi particolari e  per alcune patologie limitate nel tempo.
Debbo dire che tutte queste continue “battaglie burocratiche” che sottraggono tempo utile alla visita o a un colloquio con i genitori su problematiche che, sempre più frequentemente investono l’ambiente famigliare mi hanno convinto a interrompere a fine anno il mio rapporto con servizio sanitario nazionale.
Forse sono un medico all’antica, che pensa ancora che i medici debbano tornare alla qualità umana del loro mestiere e  che debbono usare la medicina ma senza farsi usare.
Il nostro SSN è uno dei migliori al mondo ma in questi anni non si è fatto nulla per preservarlo e per migliorare la qualità di lavoro dei suoi operatori, se non quella di avviare una politica continua di tagli  a carico dei cittadini e di aggravi burocratici  per i medici che devono sottostare a rigidi controlli, in una ottica di programmazione basata sul risparmio a breve termine e di una assenza di programmazione a lungo termine, MORTIFICANDO SPESSO GLI OPERATORI SANITARI E SOCIO SANITARI.
Mi spiace per il bellissimo rapporto che ho con voi  e Vi ringrazio per la fiducia che in questi anni mi avete accordato e dimostrato in tanti momenti. Ma..ci sarò sempre al telefono (invariato 3388687583), via mail, facebook e altro e continuerete a ricevere i miei aggiornamenti se gradirete.
Da medico “vecchia maniera” continuerò a svolgere questa bellissima professione perché credo che la cosa più importante e che nessuno potrà mai togliermi è la voglia e la gioia di far crescere un bambino in una famiglia che possa essere sempre aiutata e supportata nelle difficoltà  della vita con l’ascolto, con i consigli, con la prevenzione, poi con la visita e poi, quando è il caso anche con esami o farmaci.

Un grazie di cuore a tutti voi.

Alberto Ferrando

PS: Da un punto di vista organizzativo, che non dipende da me, dal 1 gennaio 2016 verrà nominato un pediatra in zona in base alle graduatorie. Speriamo che sia quello definitivo. MI trovate comunque sempre al mio telefono cellulare (3388687583), su Internet (mail: alberto.ferrando1@gmail.com, Facebook e whatsup). Riceverete, se gradite informazioni dal blog e farò visite in nuovo studio che sto attrezzando.

Un caro Saluto
Il Vostro Pediatra
Alberto Ferrando

Dentizione e febbre e disturbi da denti. Cosa c'è di vero?

Dentizione e febbre e disturbi da denti. Cosa c'è di vero?
Nel periodo in cui spuntano i denti (periodo molto lungo che va dai 6 mesi ai 2 anni e mezzo) le febbri sono frequenti e si sente spesso parlare di febbre da denti... ma esiste la febbre da denti? Una revisione di studi recenti dimostra che la dentizione può associarsi a disturbi “locali”(dolore alle gengive) o generali (come l’irritabilità) ma non è associata a febbre. Nel 2007 una metanalisi pubblicata su una autorevole rivista internazionale (Tighe M, et al. Arch Dis Child 2007; 92: 266-28) concluse che non ci sono evidenze che la dentizione procuri febbre, non si può nemmeno dire che esistano con certezza sintomi specifici della dentizione (in uno degli studi prospettici presi in considerazione l’ipersalivazione, l’arrossamento gengivale, l’irritabilità o l’alvo irregolare mancano del tutto in più del 35% delle eruzioni) e quindi non bisogna mai accettare una diagnosi di comodo di “febbre da denti”senza aver prima escluso altre cause. Se la febbre è alta e dura più giorni è da escludere a priori che possa trattarsi di dentizione e la causa va cercata altrove. Nella pratica quotidiana, che pur non avendo il rigore di una pubblicazione scientifica ha pur sempre il suo valore, capita di osservare che alcuni bambini presentino qualche disturbo in concomitanza con l’eruzione dentaria mentre la maggior parte dei bambini non presenta alcun disturbo. Tra questi disturbi, che si ripetono in alcuni bambini, si possono riferire irritabilità, disturbi del sonno, calo dell’appetito, alterazioni dell’alvo (diarrea o stipsi) e in alcuni di questi compare una febbricola.


Tratto dal libro "Crescere mio figlio":http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_22


domenica 27 dicembre 2015

SIDS (Sudden Infant Death Syndrome). 3 mesi morto in cullai giorno di Natale :-(

SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) 3 mesi morto in cullai giorno di Natale :-(
Cari genitori
Non ho voluto dare questa notizia in anteprima ma oggi è su Il Secolo XIX e trovate anche intervista telefonica che i è stata fatta. La tragedia è avvenuta il giorno di Natale e fa parte di quelle cose che non si vorrebbe avvenissero ma uniamoci in un abbraccio virtuale ai genitori.
Qui sotto trovate cosa è (e cosa non è: NON E' CAUSATA DA RIGURGITO) e gli articoli a stampa. In Liguria abbiamo un Centro Regionale su questa patologia (Centro SIDS Alte) con sede al Gallini e diretto dalla Dott.ssa Antonella Palmieri.
Alberto Ferrando

Per la comunità scientifica che la studia è una sigla: Sids o “Sudden Infant Death Syndrome”, sindrome dell’improvvisa morte neonatale, cioè quando il neonato, improvvisamente, durante il sonno e senza apparente motivo, muore. 
Per la diagnosi sono necessari tre criteri:
1) Morte improvvisa e inaspettata di un bambino di età da 1 a mese a 1 anno in precedenza sano
2) Una autopsia fatta in modo appropriato (criteri internazionali)
3) Analisi della scena ove è venuta la tragedia
Può accadere entro il primo anno di vita e finora la scienza non riesce a dare una spiegazione univoca.





La SIDS rappresenta la prima causa di mortalità nella fascia di età da 1 a 12 mesi di vita. La SIDS è più frequente tra i due e i quattro mesi e dei bambini che muoiono circa il 60% sono maschietti.

La diagnosi di SIDS è una diagnosi di esclusione ed è necessario escludere altre cause note (cardiopatie, mal. Infettive, maltrattamento) di mortalità per cui è necessario eseguire una adeguata autopsia ed una adeguata valutazione della "scena della morte".

L'incidenza della SIDS varia da casistica a casistica da un minimo di 0,5 per 1000 nati vivi ad un massimo di 3,5 per mille. In Italia nascono ogni anno 500.000 bambini circa e da 250 a 3500 possono essere le morti dovute a SIDS. Sono stati identificati dei precisi fattori di rischio e, tra questi, il principale è quello di mettere il bambino a dormire in posizione prona (a pancia in giù). Altri fattori di rischio sono: caldo eccessivo, fumo della madre in gravidanza, fumo passivo, infezioni delle vie respiratorie, prematurità e familiarità. L’allattamento al seno è stato dimostrato un fattore protettivo in varie pubblicazioni scientifiche.

Il semplice consiglio di mettere il bambino a dormire supino (a pancia in su) ha determinato una riduzione della mortalità del 50 ed oltre per cento. Anche la posizione sul fianco è sbagliata in quanto raddoppia il rischio di SIDS.

In un recente articolo scientifico intitolato: "SIDS: mai e poi mai posizione laterale" a commento del caso agghiacciante descritto su Arch Dis Child 1998;78:481 della morte di un bambino, in un "Centro per la SIDS", con il passaggio dalla posizione laterale a quella prona, viene affermato: "nessuna terapia può prevedere oggi l'uso della posizione laterale nel lattante. La posizione laterale deve essere fortemente combattuta, almeno quanto la posizione prona".

Un recente lavoro norvegese pubblicato nel 1998 sulla rivista Journal of Pediatrics ha dimostrato una riduzione della mortalità per SIDS, in Norvegia, dal 3,5 per mille degli anni 1987-1989 allo 0,3 per mille negli anni 1993-1995. In questo periodo, grazie alle campagne di educazione sanitaria l'abitudine di mettere i lattanti a dormire in posizione prona (a pancia in giù) è passata dal 64% al 3,4%. Inoltre più dell'80% dei bambini deceduti per SIDS sono stati trovati proni in culla al momento del decesso.

Dovremmo prendere esempio, almeno in questa situazione, dagli Stati Uniti dove sui pannoloni per bambini, su pressione della Associazioni scientifiche dei Pediatri, non sono solo stampate figure di orsacchiotti, barchette o bamboline ma campeggia una scritta ben evidente: "BACK IS THE BEST!" (SULLA SCHIENA È MEGLIO!) che ricorda anche alla mamma più distratta una norma di sicurezza essenziale.
Alberto Ferrando

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA
Cari genitori
Due articoli in risposta ai quesiti dei genitori su Il Secolo XIX di oggi. Uno sui DANNI ORMAI NOTI DA SPINELLO, CANNABIS, MARIJUANA, ECC. E L'ALTRO SUI BENEFICI DI USCIRE ALL'ARIA APERTA (ARIATERAPIA). Nello stesso numero un articolo a tutta pagina sulla Cannabis per uso medico. Sottolineo quel uso medico: non vuol dire che se viene usata in certe situazioni sia legittimo usarla in assenza di problemi. Come prendere antibiotico o farmaci quando uno tra bene
Alberto Ferrando



giovedì 24 dicembre 2015

Quanta influenza e sindromi influenzali

Insomma per le Feste dovremmo quetare per quanto riguarda influenza. Tutti i dati qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/12/quanta-influenza-e-sindromi-influenzali.htmlIn compenso c'è tanta malattia mani-bocca-piedi, episodi di gastroenterite (vomito e/o diarrea) e mal di gola (frequente da streptococco)
Alberto Ferrando
Dati qui sotto:






venerdì 18 dicembre 2015

ARRIVATA INFLUENZA E SINDROMI PARAINFLUENZALI NEI BAMBINI

ARRIVATA INFLUENZA E SINDROMI PARAINFLUENZALI NEI BAMBINI
Dati del Dipartimento di Salute: semaforo giallo per influenza e infezioni basse vie respiratorie nei bambini da influenza e sindromi influenzali.
Per ora no Virus respiratorio sinciziale causa più frequente, ma non la sola, della bronchiolite.
Alberto Ferrando





domenica 13 dicembre 2015

Malattia mano bocca piedi Tratto la libro "Come crescere mio figlio" CON FOTO DELLA MALATIA


Malattia mano bocca piedi CON FOTO DELLA MALATTIA
Tratto la libro "Come crescere mio figlio" OVE TROVATE TANTE ALTRE COSE INTERESSANTI
Questa malattia è meno nota delle classiche morbillo, scarlattina, rosolia, varicella, quinta e sesta malattia. Come dice il nome stesso, le macchie (che si trasformano rapidamente in vescicole) compaiono nel palmo delle mani, nella pianta dei piedi e in bocca. Ma possono comparire anche sul dorso di mani e piedi, sulle gambe e braccia e su altre parti del corpo, soprattutto sui glutei e intorno all’ano. 
La malattia esordisce con macchie rosse di pochi millimetri che si trasformano in vescicole tonde o ellittiche; di solito compaiono inizialmente in bocca e tendono spontaneamente a rompersi causando dolore e difficoltà a mangiare. Ma a volte iniziano sulle mani e sui piedi. La malattia, causata da un particolare virus detto coxsackie ma anche da altri enterovirus, ha generalmente decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza complicazioni in una settimana o poco più. La febbre è variabile (può essere assente come superare il 38-38,5 ° C) e si osserva, come in tutte le malattie, un calo dell’appetito; può essere presente una sensazione di malessere e in alcuni bambini possono presentarsi dolori addominali, raramente si osserva febbre alta e diarrea. La malattia non è particolarmente contagiosa, anche se in particolari condizioni come gli asili può essere facilmente trasmessa; in generale i bimbi al di sotto dei 10 anni risultano i più colpiti. Ma anche gli adulti possono essere colpiti. Il contagio avviene per contatto diretto con secrezioni nasali, saliva (quindi starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando) di pazienti nella prima settimana di malattia o per trasmissione oro-fecale. Il periodo di incubazione va da 3 a 6 giorni prima della comparsa dei sintomi. 
Il virus può raramente causare problemi al feto se la malattia viene contratta in gravidanza La terapia è a base di antipiretici se compare febbre e antistaminici se il bambino ha prurito (raro).







Malattia mano bocca piedi

Oggi su Il Secolo XIX un mio articolo sulla malattia "Mano bocca piedi" frequente in questo periodo.
Trovate altri articoli sul blog.
Articoli sul blog: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=mano+bocca+piedi
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando




sabato 12 dicembre 2015

REGALI DI NATALE: LIBRO "Come crescere mio figlio, Rivista UPPA, Pigotta UNICEF

Qualche idea per i regali di Natale: LIBRO "Come crescere mio figlio", Rivista UPPA, Pigotta UNICEF
Per i bambini trovate sul blog un articolo dal titolo “Meno Giochi ma più gioco” a questo link: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/10/meno-giochi-ma-piu-gioco-per-i-nostri.html
Qualche idea qui per i genitori
  1. Libro: “Come crescere mio figlio” acquistabile sia, in cartaceo (19,99 euro), nelle librerie, a partire da Mondadori e Feltrinelli che on line sui siti di Amazon, Mondadori, Feltrinelli, IBS ecc. sia in versione cartacea (16,92 euro) che elettronica (e-book) a 13,99 euro. Acquisto consigliato da genitori che lo hanno letto (vedete qui recensioni: http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_1 )
  2. Abbonamento alla Rivista Un Pediatra per amico (UPPA). Sia inversione cartacea (21 euro) che elettronica (15 euro). Abbonamento qui: https://www.uppa.it/abbonamenti/
  3. Adotta una Pigotta UNICEF: http://pigotta.unicef.it





mercoledì 9 dicembre 2015

PIDOCCHI: LETTERA DI UN PAPA’ E MIA “NON” RISPOSTA

PIDOCCHI: LETTERA DI UN PAPA’ E MIA “NON” RISPOSTA
Oggi volevo proporle l'argomento in oggetto, divenuto ormai troppo frequente negli ultimi anni.
Aggiungo che, a quanto pare, il presidio pediatrico dell'ASL nelle scuole sembra non essere più presente e che gli insegnati non abbiano la facoltà di rifiutare l'ammissione degli alunni affetti dal parassita.
Questo comporta un'inevitabile allargamento dei soggetti contagiati con conseguenti disagi e costi a carico anche di chi presta le dovute attenzioni preventive.
Mi chiedo se è quanto meno possibile autorizzare gli insegnanti ad un controllo e all'eventuale allontanamento fino all'eliminazione del problema nei soggetti affetti dalla presenza dei parassiti, o, in alternativa cosa è possibile chiedere alle istituzioni (Sanità e Scuola Pubblica) al fine di contenere questo disagio.
La ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestata.

CARO papà
Trova sul mio blog vari articoli sul tema.
  • OGNI GENITORE DEVE CONTROLLARE PROPRIO FIGLIO E FARE ADEGUATA TERAPIA DISINFESTANTE
  • I “RECIDIVI” FORSE HANNO BISOGNO DI ASSISTENZA PSICOLOGICA (alcuni bambini sono più suscettibili alla infestazione) O, IN ALCUNI CASI, DI AIUTI SOCIALI ED EDUCATIVI
  • NON VA FATTA TERAPIA PREVENTIVA IN QUANTO TOSSICA E CAUSA DI RESISTENZA DEL PIDOCCHIO AI TRATTAMENTI
  • CONTROLLATE QUOTIDIANAMENTE I CAPELLI DEI VOSTRI FIGLI

Sintetizzo dicendo che chi ha fatto la terapia può tornare a scuola, l’insegnante non può allontanare e forse l’unica soluzione è di considerarli animali da compagnia L

Qui dei bei link a filmati di un amico pediatra di Cagliari (F. maxia)
Sapevo che la piu ' efficace terapia (se non l'unica) fosse la rimozione meccanica con pettinino a denti strettissimi. 
 LG 

Miglior terapia: pettine denti stretti

Come cercare i pidocchi 

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fernando maxia PdF Cagliari