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mercoledì 30 gennaio 2019

QUANTI MORTI PER LA DROGA

QUANTI MORTI PER LA DROGA:
Nell’ultimo mese sono morte 25 persone, quasi una al giorno, 11 di eroina, 11 di sostanze non determinate, una di speedball, un’altra di cocaina, un’altra ancora di metadone non prescritto (sono i dati in tempo reale che fornisce il sito www.geoverdose.it). E le morti rappresentano la cima dell’iceberg. Per ogni morto tanti ragazzi avranno danni irreversibili, al sistema nervoso se iniziano a consumare le famigerate droghe “leggere”, a partire dallo spinello e dalle “smart” drugs che di leggero non hanno nulla: sono droghe a tutti gli effetti. Non mortali nel breve  tempo, come l’eroina, ma dannose sempre
Ma qualcuno ce la fa a uscirne e noi come singoli e come società dovremmo aiutare di più e soprattutto attuare interventi preventivi sulle famiglie a partire dai ragazzi, futuri genitori, e prima che nasca un bambino. Sono in aumento i bambini che, appena nati, debbono essere disintossicati da droghe utilizzate dalle mamme in gravidanza e sono anche in aumento gli accessi ai Pronto Soccorso di bambini che ingeriscono droga che trovano in casa.
Leggo oggi questi dati su “Il Corriere della Sera”
“Lasciamo stare tutto quello che viene prima e dopo, e la solita sterile polemica tra chi vuole reprimere di più e chi vuole permettere di più. Tanto ormai nei fatti seguiamo tutti la stessa politica: quella dello struzzo, che insegna a mettere la testa sotto la sabbia e a non guardare, quasi come se ci fossimo rassegnati a questa tragedia generazionale, che suscita ormai meno allarme del bullismo sui social e delle slot machine, e convive con i negozi che vendono marjuana light agli angoli delle strade come fossero sigarette aromatiche”.
Dobbiamo aiutare madri e padri a prevenire, anche con campagne nelle scuole fin dalle elementari e ad agire prima, con il sostegno dei tribunali minorili, portando presto i ragazzi caduti nella droga nelle comunità. Ove però c’è troppa burocrazia. 
Sono in aumento anche dai pediatri le richieste perfare esami per capiure se il ragazzo o la ragazza si drogano L. Qui dobbiamo investire sul dialogo sull’ascolto e non sulla repressione perché niente si può fare senza la volontà dei ragazzi che sono convinti di potersi «gestire». Così si ritarda, oltre il limite, l’incontro con una presenza, con una persona, l’unica cura per le tossicodipendenze. 




sabato 15 dicembre 2018

LO SPINELLO FA MALE: INFORMAZIONE NEI PRIMI 1000 GIORNI DI VITA

LO SPINELLO FA MALE: INFORMAZIONE NEI PRIMI 1000 GIORNI DI VITA
NORMALE LO SPINELLO PER IL 90% DEI RAGAZZI: la notizia è "vecchia" (di ottobre) ma ci dovremmo riflettere e iniziare a fare interventi di informazione ed educazione nei bambini , e genitori, fin dalle scuole materne, anzi prima.
(L'HASHISH HA EFFETTI DANNOSI SOPRATTUTTO NEI RAGAZZI UNDER 21 ANNI)
Bisogna seminare per ottenere e interventi sulle famiglie debbono essere fatti precocemente: NEI PRIMI 1000 GIORNI DI VITA (periodo che va dal concepimento al compimento del 2 anno di vita). Non lo dico io ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Vedete l'iniziativa "Genitoripiù: www.genitoripiu.it).
Bisogna investire in informazione sui genitori e non fare "solo" (anche se è sempre qualcosa) interventi sui ragazzi in adolescenza: in adolescenza e successivamente si raccoglie quello che si è seminato fin ...dalla prenascita.
Pensate che ho avuto genitori preoccupati del fatto che il figlio adolescente non beveva alcol e non si faceva di spinelli :-(
 Il 90% degli adolescenti considera normale consumare cannabis e fumare spinelli, anche in casa.
    Circa il 50% lo vede fare ai propri compagni prima di entrare in classe, il 66% una volta usciti di scuola.
    Il carattere di "normalità" che ha assunto il consumo di cannabis, non più vissuto come comportamento deviante come in passato veniva considerato, in analogia con il consumo di eroina, emerge da una ricerca su 2.671 ragazzi delle scuole superiori, licei e istituti professionali. La ricerca non si è basata su domande dirette su consumi e vissuti personali ma sulle esperienze di amici e compagni di scuola. Dall'indagine, svolta dalla Asl Roma 2, insieme alla Cooperativa Parsec, emerge che il 90% degli intervistati racconta di conoscere o frequentare amici che consumano, in modo regolare o sporadico, cannabis.
    In particolare, sono stati intervistati i ragazzi di 14 istituti del centro storico e della periferia di Roma per capire anche se il territorio di riferimento incida sulla percezione del rischio del consumo. Il quadro che emerge rileva un rischio di un uso regolare più intenso tra gli amici degli studenti degli Istituti professionali rispetto a quelli dei Licei, mentre non si evidenziano sostanziali differenze tra le diverse aree geografiche della periferia e del centro storico di Roma. Quasi metà degli studenti intervistati, pari al 47,2%, dichiarano che ai loro amici e/o conoscenti capita (qualche volta o frequentemente) di fumare spinelli in casa. L'uso domestico della cannabis sembra dunque essere ampiamente diffuso tra gli amici degli intervistati.
    Anche in ambito scolastico si percepisce la "normalizzazione" del consumo. La maggioranza degli studenti afferma di avere amici o conoscenti che consumano cannabis o prima di entrare a scuola (51,4%) o all'uscita della scuola (66,6%). Anche in questa dimensione non si rilevano sostanziali differenze tra gli studenti che frequentano le scuole del territorio della ASL Roma 2 e quelli iscritti ad istituti del centro storico.
    Un forte indicatore di rischio è quello della presenza di amici che hanno avuto malori legati al consumo di cannabis. La percentuale di soggetti che hanno dichiarato di avere almeno un amico che ha avuto un malore oscilla tra il 32,8% nelle scuole di periferia e il 33,8% nelle scuole del centro cittadino.
    Anche per il rischio relativo ai problemi legali o alle segnalazioni avute per il consumo di cannabis non si notano differenze sostanziali tra le due aree geografiche. La percentuale di soggetti che hanno dichiarato di avere almeno qualcuno degli amici che ha avuto problemi legali o segnalazioni oscilla tra il 42% nelle scuole di periferia e il 43,6% nelle scuole del centro cittadino. I risultati della ricerca, "Sto apposto così" Cannabis: realtà e percezione dei rischi legati al consumo di cannabis negli studenti degli Istituti Superiori sono stati presentati nel corso di un convegno oggi a Roma.(ANSA).
   

venerdì 21 settembre 2018

Negozi di Cannabis legale: che rischi? SPINELLO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE E CHE NON VI DICONO

 Negozi di Cannabis legale: che rischi? SPINELLO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE E CHE NON VI DICONO
Parlo solo dell'uso voluttuario e ludico e non di quello terapeutico che è altra cosa: in certe patologie è una terapia ma...prendereste dei farmaci efficaci se non per le indicazioni per cui sono destinati?
Girando per Genova ho notato l'apertura di negozi, suppongo in franchising, di Canapa e di Cannabis
La canapa legale esiste ed è un business in espansione. Ufficialmente vendono filtri per tisane, semi di canapa,  “bevande energetiche”, e altro.
 I medici esperti di dipendenze ci vanno piano. Temono che si arrivi dii allargare ancora di più il consumo di marijuana.
I distributori assicurano che si tratta di un’erba con un valore di tetraidrocannabinolo, thc,  (il principio attivo che conduce allo “sballo”) inferiore al limite di legge dello 0,6 percento.
Il presidente della comunità di San Patrignano, Antonio Tinelli dice: «Questo fenomeno commerciale, avallato dalle autorità grazie al grimaldello dell’“assenza di sostanze psicotrope”, ci preoccupa moltissimo. Assistiamo a uno sdoganamento e a una banalizzazione del rischio che il consumo di cannabis porta con sé, oltre che alla divulgazione del marchio della “fogliolina” ».
L'effetto, secondo Tinelli, può essere dirompente soprattutto sui più giovani (a San Patrignano negli ultimi anni il numero di minori accolti è raddoppiato): «È come se si dicesse, in particolare ai ragazzi: la cannabis non fa male, è normale, basta che ne usi poca, che stai sotto la soglia. Nessuno poi si preoccupa di cosa può succedere se quelle bustine di thé, in grandi quantità, vengono fumate per esempio». Come fa già Fabri, appunto. Un effetto sicuro e in parte già misurato invece lo stanno però registrando i padroni del “mercato legale”. (da https://www.avvenire.it/attualita/pagine/torte-tisane-e-negozi-vola-la-cannabis-legale).
SPINELLO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE DAPERE E CHE NON VI DICONO: DANNI A SE' E AGLI ALTRI
Ho fatto una sintesi di una pubblicazione con una grande bibliografia medica che Vi consiglio di leggere.
Alberto Ferrando

Introduzione
In questo documento riporto  una sintesi dei principali effetti della cannabis sulla salute dell’uomo. I dati sono tratti da un documento ufficiale del Dipartimento Politiche Antidroga http://www.politicheantidroga.it/media/745718/manuale_iconografico_cannabis_bassa.pdf
Viene evidenziata la forte potenzialità di
-       danni evolutivi derivanti dall’uso precoce di questa sostanza, soprattutto nella fase adolescenziale, fase in cui il cervello sta sviluppando e maturando importanti connessioni sinaptiche e consolidamenti della corteccia cerebrale.
-       Vengono inoltre esaminati il legame tra cannabis e disturbi psicotici,
-       le pesanti conseguenze su importanti funzioni quali quella sessuale e quella riproduttiva, i danni ai vari organi, gli effetti pericolosi sulla guida.
-       Dagli studi scienti ci esaminati, risultano evidenti le gravi conseguenze, ad oggi troppo sottovalutate, che possono comparire a seguito dell’uso di questa sostanza e dei suoi derivati. Tali conseguenze sono tanto più gravi quanto più precoce è l’inizio dell’assunzione e quanto maggiori sono la frequenza e la durata dell’uso. La gravità dei danni risente anche di altri due importanti e aggravanti fattori: la sempre maggiore concentrazione di principio attivo presente nei prodotti e l’uso contemporaneo di altre droghe sinergizzanti e alcol.
droga di passaggio (“gateway”)
L’uso precoce di cannabis può avere un ruolo importante nella sensibilizzazione cerebrale verso la ricerca e la sperimentazione di sostanze stupefacenti a più alto rendimento farmacodinamico. In molte persone, non in tutte, l’uso precoce può indurre e ampli care un comportamento di ulteriore sperimentazione evolutiva di droghe.
La variabile “età di primo uso di marijuana” è quella che ha maggior peso nel passaggio all’uso di droghe più pesanti.
La teoria della “Cannabis come droga gateway” va associata alla teoria della vulnerabilità secondo cui alcune persone, per caratteristiche genetiche, individuali e ambientali, sono più esposte al rischio di sviluppare dipendenza se poste al contatto con sostanze stupefacenti. Alcune persone quindi, sensibilizzate con la cannabis, presentano un rischio evolutivo molto maggiore rispetto ad altre di assumere altre sostanze illecite nel futuro.
L’esposizione in adolescenza a cannabis e suoi derivati produrrebbe, in individui geneticamente vulnerabili, un maggior effetto gratificante dell’eroina accompagnato da alterazioni della sfera emozionale in età adulta.
Cannabis e alterazioni cerebrali
La tossicità della marijuana è stata sottovalutata per molto tempo. Tuttavia, recenti scoperte hanno rivelato che il principio attivo della cannabis, il Δ9-THC, induce la morte cellulare con restringimento dei neuroni e la frammentazione del DNA nell’ippocampo.  
L’uso precoce e prolungato di cannabis in adolescenza o nella prima età adulta è pericoloso per la materia bianca cerebrale portando ad alterazioni della connettività cerebrale che potrebbero essere alla base dei deficit cognitivi e della vulnerabilità ai disturbi psicotici, depressivi e d’ansia dei consumatori di cannabis.
Sotto l’effetto della cannabis, l’attività cerebrale diventa scoordinata e imprecisa, portando a disturbi neurofisiologici e comportamentali che ricordano quelli osservati nella schizofrenia. Gli effetti dannosi della cannabis sulla memoria e sui processi cognitivi sarebbero il risultato di reti cerebrali disorchestrate, che rendono difficili operazioni quotidiane come quella di prendere decisioni.
La cannabis e danni al feto
Dopo un’analisi dei dati epidemiologici e clinici la cannabis, anche se assunta per un breve periodo durante la gravidanza, può influire negativamente sulla crescita e sullo sviluppo del feto (ridotto volume della sostanza grigia corticale e parenchimale in bambini di età compresa tra i 10 e i 14 anni che erano stati esposti a cannabis durante la gestazione). Inoltre l’esposizione fetale alla cannabis è associata anche ad un minor peso e ad una ridotta circonferenza cranica del bambino alla nascita. I bambini esposti alla cannabis mostrano anche una maggior possibilità di sviluppare depressione infantile verso i 10 anni di età.
Uso precoce di cannabis in adolescenza
L’adolescenza è un periodo vulnerabile alla cannabis a causa dello sviluppo cerebrale che durante questo arco temporale raggiunge il suo picco
Alcuni studiosi hanno enfatizzato che la tarda maturazione della corteccia prefrontale non è l’unica responsabile dell’aumento dei comportamenti impulsivi e delle condotte a rischio, quali l’inizio di uso di sostanze, durante l’adolescenza
L’uso di cannabis in adolescenza produce alterazioni nelle aree sottocorticali fondamentali per i processi di memorizzazione e di ragionamento. Dai risultati è emerso che coloro che avevano fatto uso cronico di marijuana mostravano anomalie nelle strutture sottocorticali e in particolare un ridotto volume del talamo. Anche le prestazioni ai test neuropsicologici risultavano significativamente inferiori negli ex-consumatori di cannabis rispetto a chi non ne aveva mai fatto uso ed i punteggi ottenuti erano tanto peggiori quanto più precocemente era iniziato l’uso.
Le funzioni cognitive e le loro alterazioni
L’uso persistente di cannabis tra gli adolescenti sotto i 18 anni porta ad un declino del funzionamento neuropsicologico, che persiste anche dopo aver interrotto il consumo della sostanza. Inoltre, la cessazione del consumo di cannabis non ha pienamente ripristinato il funzionamento neuropsicologico tra coloro che avevano iniziato a consumare cannabis precocemente. Secondo gli autori della sperimentazione i risultati sono indicativi di un effetto neurotossico della cannabis sul cervello adolescente.
Gli studi sugli umani indicano che più precoce è l’inizio d’uso di cannabis, maggiori e più gravi sono le conseguenze cognitive associate e sulla memoria.
Cannabis, perdita di memoria e crisi demotivazionale
Il fumo di cannabis influisce sul cervello e altera la memoria a breve termine, le percezioni, la capacità di giudizio e le abilità motorie. Il principio attivo della cannabis, il THC, colpisce le cellule nervose in quella parte del cervello dove risiede la memoria, impedendo ai consumatori di ricordare avvenimenti recenti e rendendo difficoltoso l’apprendimento. L’esposizione cronica al THC, inoltre, accelera la degenerazione, normalmente collegata all’invecchiamento, di queste cellule nervose.
Cannabis e disturbi psicotici
L’uso di cannabis rappresenta un forte fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi psicotici.
Cervello di normale e di utilizzatore quotidiano di Cannabis


Il consumo di cannabis ha effetti molto gravi in età adolescenziale: studi recenti confermano che le alterazioni conseguenti all’uso di cannabis alterano la capacità dei neuroni di svilupparsi in maniera appropriata, con il risultato che il cervello di un adulto che da adolescente ha consumato cannabis risulta più vulnerabile ed esposto all’insorgere di disturbi mentali (depressione, psicosi e disturbi affettivi).
Dipendenza e astinenza
L’uso di cannabis a lungo termine può condurre a dipendenza. La dipendenza, come condizione caratterizzata dall’esposizione a lungo termine alle sostanze, potrebbe influire in modo permanente sul comportamento delle funzioni cognitive e psicologiche.
I sintomi di una possibile astinenza, quali umore irritabile o ansioso, accompagnato da modificazione fisiche come tremore, sudorazione, nausea, modificazione dell’appetito e turbe del sonno, sono stati descritti anche in associazione a dosi molto alte di cannabis.
Neuroimaging
La marijuana causa ipoperfusione cerebrale nei lobi temporali, crack e cocaina provocano ipoperfusione e ipometabolismo del glucosio nelle regioni frontali, temporali e della corteccia parietale. Alcol e solventi causano alterazioni sui lobi frontali con atro a su ippocampo e cervelletto. Gli effetti nocivi dell’abuso di sostanze sono amplificati durante l’adolescenza a causa della maggiore attività neuronale e del fenomeno di plasticità neuronale in questo periodo in relazione alla maturazione cerebrale in atto in quell’età (
Nei soggetti che fanno uso di cannabis abitualmente si hanno danni localizzati lungo le vie callosali di connessione inter-emisferica e nelle aree frontali di controllo comportamentale e decisionali.
Nei soggetti che fanno uso di cannabis la perfusione cerebrale prefrontale e globale risulta più bassa rispetto ai non consumatori. Sono presenti inoltre anomalie di attivazione durante vari compiti cognitivi e differenze nel volume cerebrale o nello spessore della corteccia. Tali alterazioni, sia strutturali che funzionali, possono apparire molto precocemente dopo l’inizio del consumo di marijuana.
Cannabis e cancro
Il fumo di cannabis altera la composizione genica del DNA aumentando il rischio di cancro.
E’ stata testata la tossicità dell’uso cronico di cannabis a livello osseo, respiratorio e psichiatrico. Le condizioni patologiche respiratorie legate alla cannabis sono: ridotta densità polmonare, cisti polmonare e bronchiti croniche. Sono noti inoltre, sempre secondo il team dell’Università Australiana, i suoi effetti sul metabolismo delle ossa.
Il danno provocato alle mucose bronchiali da 3-4 spinelli al giorno corrisponde a quello derivante da 20 o più sigarette al giorno. Infatti, il fumo di cannabis, a causa di più bassi livelli di combustione, contiene il 50%-70% in più di idrocarburi cancerogeni rispetto al fumo di tabacco
Gli effetti teratogenici e mutageni della cannabis dipendono dalla quantità di sostanza fumata e dalla durata di assunzione. Sono state descritte rare forme di cancro dell’orofaringe in giovani che fumavano cannabis cronicamente.
Il fumo cronico di cannabis si associa molto spesso a bronchite acuta che si manifesta con difficoltà respiratoria, frequente produzione di catarro e tosse cronica. Tali sintomi sono molto più frequenti tra i fumatori di cannabis rispetto ai fumatori di tabacco, non solo aumenta il rischio di infarto di 4-8 volte rispetto ai non consumatori.

Cannabis e sessualità
Molti soggetti consumatori di cannabis possono risultare incapaci di raggiungere l’erezione. E’ noto da tempo, infatti, l’effetto negativo sulla sfera sessuale del principio attivo della cannabis (THC) sia sugli uomini che sulle donne.
Il consumo di marijuana è stato anche associato all’inibizione dell’orgasmo.
L’abuso di sostanze cannabinoidi potrebbe contribuire a provocare l’infertilità nell’uomo. Lo ha confermato lo studio italiano condotto dall’Università di Tor Vergata (2009) aprendo nuove prospettive per la comprensione dei fenomeni di oligospermia o azospermia (drastica diminuzione o totale assenza del numero di spermatozoi, spesso con riduzione della motilità), in particolare in quei pazienti che presentano normale assetto cromosomico e assenza di difetti genetici noti o patologie occlusive.
Attraverso le sue indagini, inoltre, ha osservato una minor incidenza di spermatozoi competenti, cioè in grado di fecondare, nei fumatori di cannabis rispetto ai non fumatori.
I principali effetti avversi sul sistema riproduttivo umano legati all’uso di cannabis nell’uomo e nella donna possono essere così riassunti:
-       per la fertilità maschile, si è riscontrata una diminuzione dei livelli serici di LH e di testosterone, induzione di ginecomastia, diminuzione della spermatogenesi e della mobilità (oligospermia), induzione di anomalie spermatiche.
-       Per la fertilità femminile, i principali effetti avversi sul sistema riproduttivo sono: alterazioni dei livelli di LH, inibizione della secrezione di prolattina, aumento dei livelli testosterone, alterazioni del ciclo mestruale, scarso recupero di ovociti di donne sottoposte a fertilizzazione in vitro, de cit fetali di crescita, aumento dell’incidenza di parti pre-termine, prematurità e basso peso fetale alla nascita, difficoltà al momento del travaglio.
Cannabis, alcol ed effetti sulla guida
Alcol e marijuana sono le due sostanze psicoattive più diffuse tra i consumatori di droghe  spesso assunte in maniera combinata anche prima di mettersi alla guida e, per questo, causa di numerosi incidenti stradali.
Gli effetti della cannabis alla guida variano in relazione alla dose di principio attivo assunta, alla via di somministrazione, alle esperienze pregresse dell’utilizzatore, alla vulnerabilità individuale e al contesto di assunzione. Sia gli studi sperimentali che gli studi epidemiologici che analizzano gli effetti della cannabis sulle prestazioni psicomotorie evidenziano scompensi dose-correlati rispetto ad una serie di funzioni necessarie alla guida.
Guidare sotto l’effetto di cannabis raddoppia il rischio di provocare incidenti automobilistici.
Uso di cannabis e comportamenti criminali
evidenziato una forte associazione tra il consumo di cannabis in età adolescenziale ed il successivo coinvolgimento in attività criminali.
Conclusioni
Come risulta da questa sintetica rassegna, gli effetti negativi della cannabis e dei suoi derivati sulla salute sono molteplici e tutt’altro che sottovalutabili. La letteratura scientifica, a questo proposito, non lascia dubbi. Non si comprende quindi come, alla luce di queste evidenze, vi siano ancora percezioni e opinioni secondo cui tali sostanze non sarebbero pericolose o addirittura dotate di effetti positivi per l’organismo umano. Si ritiene pertanto che il termine comunemente ed erroneamente usato di “droghe leggere” per definire queste sostanze sia completamente fuori luogo e totalmente inadatto, oltre che fonte di interpretazioni distorte e non veritiere. Nessun’altra sostanza al mondo, con queste caratteristiche così ben documentate da studi tanto autorevoli, verrebbe altrettanto classi cata come “leggera” e quindi fatta percepire come non pericolosa, consentendone, quindi, implicitamente, se non addirittura esplicitamente l’uso.
È evidente, a questo punto, che esistono altri fattori, al di là della razionalità e della semplice logica, che sottostanno alle ragioni di chi ritiene queste sostanze scevre da rischi e pericoli per la salute e pretende la loro esclusione dalla lista delle sostanze proibite. Questi fattori sono più di ordine ideologico e culturale, forse quasi antropologico, e quindi poco hanno a che fare con la semplice razionalità. E’ diffcile, quindi, pensare che le evidenze scienti che da sole siano in grado di superare tali resistenze, anche se la questione, da un punto di vista sanitario, risulta estremamente chiara.
Tuttavia, va registrata una contraddizione presente nella nostra società in relazione all’uso di altre sostanze, quali il tabacco, ma ancora di più l’alcol. Infatti, ci dovremmo chiedere perché altre sostanze d’abuso ugualmente pericolose vengono comunque tollerate, se non addirittura, in alcuni casi, incentivate. Per l’alcol, in particolare, se abusato, si riscontrano livelli di tossicità molto elevati con conseguenze sicuramente negative per la salute e, anche in questo caso, sarebbero necessarie una prudenza ed un grado di azione preventiva certamente molto più alti di quelli che ad oggi ritroviamo.


sabato 28 ottobre 2017

CANNABIS: ATTENTI RAGAZZE E RAGAZZI

CANNABIS: uso terapeutico, uso ludico ricreativo e contrasto alla criminalità
Dobbiamo distinguere vari fattori per l'uso della hashish (spinello)
1) Uso terapeutico
2) Uso ludico-ricreativo
3) Contrasto alle mafie
1) Esistono situazioni in cui la cannabis viene usata come un farmaco e come tale ha le sue indicazioni e controindicazioni*
2) L'uso ricreativo è sempre dannoso soprattutto nei ragazzi sotto ai 25 anni come ormai dimostrato e sostenuto da inoppugnabili studi scientifici. Ovviamente chi la usa nega ciò così come chi beve alcol nega di bere o, se lo ammette, dice che lo tollera bene, così come maltratta e abusa delle persone pensa di essere legittimato di farlo-
IL FATTO CHE LA CANNABIS ABBIA UNA EFFICACIA COME FARMACO NON AUTORIZZA A USARLO SE NON SI HA UNA PATOLOGIA.ò PRENDERESTE UN ANTIBIOTICO O UN ANTITUMORALE SE NON AVETE INFEZIONE O TUMORE??
SOTTO AI 25 ANNI L'USO DI CANNABIS PUO' CREARE DANNI IRREVERSIBILI A CARICO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE CON POSSIBILI CONSEGUENZE PSICHIATRICHE IN ETA' ADULTA:
http://lanuovabq.it/it/psichiatri-riuniti-la-cannabis-provoca-le-psicosi#.WfL6eYHrss0.facebook
3) Contrasto alle mafie: non è il mio campo. Gli studi sono controversi ma è avvilente che chi propugna di legalizzare o depenalizzare la Cannabis veda solo questo aspetto e non preveda una campagna di informazione nelle scuole e nelle famiglie (e con le famiglie) sui danni che la Cannabis fa in un cervello in via di sviluppo.
Qua neo nelle scuole si fanno i corsi sui danni del fumo e dell'alcol i ragazzi chiedono come è possibile che se queste sostanze fanno male vengano vendute liberamente.
Borsellino in questa intervista negava che una legalizzazione avrebbe ridotto la criminalità: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2017/05/a-proposito-di-canne-legalizzazione.html

INTANTO: Non abbiamo Cannabis a sufficienza per chi ne avrebbe veramente bisogno per terapia. I ragazzi (e non solo si fanno) e se viene legalizzata senza un intervento informativo ed educativo si rischia un aumento del consumo.....che è già abbastanza alto.
Per chi avesse dei dubbi prima di parlare consiglio di leggere questo articolo qui sotto:
https://www.acp.it/2017/09/droghe-leggere-sono-davvero-cosi-leggere-10787.html
 e gli articoli a questi link:
https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=cannabis

* PATOLOGIE PER CUI IL MEDICO "PUO' "VALUTARE L'USO TERAPEUTICO DELLA CANNABIS:
Spasticità secondaria da Sclerosi Multipla e altre gravi malattie neurologiche (SLA, Morbo di Parkinson, corea di Huntington, danno spinale, spasticità da para-tetraplegia);
Dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore);
Dolore cronico di origine neurologica;
Sindrome di Gilles de la Tourette
;
Dolore post-operatorio;

Nausea e vomito da chemioterapia;
Anoressia da AIDS;

Malattia di Alzheimer;

Glaucoma;
Cefalea, 
Emicrania;

Fibromialgia, Lombalgia;
Epilessia;

Terapia citotossica antitumorale;

Malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine);
Psoriasi;
Lupus eritematoso;

Incontinenza urinaria, disturbi vescicali;

Disturbi del sonno, apnee notturne;

Paura/ansia, disturbi da stress post-traumatico, depressione.



giovedì 16 marzo 2017

Ulteriore prova dei danni da Cannabis

Ulteriore prova dei danni da Cannabis:
La prova certa dei danni da Cannabis (spinello) evidente da quanto mi è stato scritto dopo l’articolo sui danni da Cannabis che trovate qui sotto da parte di anonimi fumatori di canne. 
Tanta veemenza non l’avevo mai ricevuta neanche da altre situazioni di oltranzisti ed estremisti. Aggiungo all’articoloche trovate al link che probabilmente la Cannabis altera i neuroni del controllo, dell’educazione e della gestione della rabbia!!
Ho omesso le mail (numerose) estremamente volgari e offensive.
Risegnalo: fumare abitualmente Cannabis fa male a tutte le età e particolarmente prima dei 25 anni con conseguenze negative per tutta la vita. Poi liberi di farvi del male da soli ma almeno non direte che nessuno ve lo aveva mai detto. 

Sono un consumatore di Maria da 14 anni, lavoro (un lavoro di responsabilita), ho 2 bambini, una splendida moglie, una casa, una macchina 2 cani ed un gatto... se pensi che sono un ritardato senza cervello pensato pure, ma evita di diffamare un qualcosa su cui non hai conoscenza... ……... lei ha mai fumato una canna che sa quali sono i sintomi e quanto durano? 

Invece un pediatra che fa lo psichiatra è normale!?

Ah ma lei non è un personaggio di fantasia?, no perchè io consumo cannabis da 43 anni continuatamente sopra i 5 grammi al giorno, di professione faccio l’autista, mia moglie invece è insegnante, e punto per punto le posso smentire ciascun dato. Veda di vergognarsi, dimenticavo, ovviamente consumiamo solo bio. 
Farneticazioni... faccia il pediatra e non dica stupidate. Non ho tempo da perdere...

…..La libertà di ognuno di noi di usare una determinata sostanza piuttosto che un’altra, la vostra è solo disinformazione signori miei, e della più ottusa e bigotta!

Avete dimenticato di dire che fumare cannabis fa cadere i denti, i capelli, e in alcune circostanze fa perdere braccia e gambe. Molto meglio l alcool! 

Ti sei classificato come un mentecatto disinformato senza neanche l idea di come si parli l italiano. La laurea l hai presa su un blog?

Ma perché non la smettete di fare disinformazione mediatica da proibizionisti falliti..studiate capre studiate non le fonti inesistenti e non veritiere studiate che siete delle povere capre

avete sbattuto brutalmente la testa da piccoli,altro che pugnette,legalizzate la maria plm

che stronzata! 

Ma fatti una canna e non rompere i coglioni
18 anni: perfusione cerebrale a sinistra di un non fumatore e a destra di un fumatore di Cannabis





mercoledì 15 febbraio 2017

Riflessioni su ragazzi, droga, suicidio

Riflessioni su ragazzi, droga, suicidio 
Oggi sui media tanti articoli sul ragazzo di Lavagna che si è suicidato  durante un intervento a casa delle forze dell'Ordine per possesso di hashish. Leggo sulla stampa tanti pensieri in libertà che aumentano, almeno in me, l'amarezza per quanto avvenuto.
Il tragico gesto sicuramente merita una riflessione da parte di tutti come il fatto che  un ragazzo su 4 (forse 1 su due)  faccia uso di hashish ( anche se, spesso, del problema non se ne parla proprio se non come semplice dato statistico).
Sottoscrivo quanto detto dall'amico psichiatra Giorgio Schiappacasse: "c'è qualcosa di più complesso alle spalle".
Considerazioni:
- Perché non vengono organizzati, in modo carrucolare,  interventi preventivi  per i nostri giovani per una corretta informazione sull'uso e abuso di sostanze  ma solo controlli. Fin dalle elementari e non al liceo quando è troppo tardi (si inizia spesso sotto ai 14 anni :-(
- Da anni con Schiappacasse, Testino, Viotti e altri cerchiamo di dialogare e fornire informazioni nelle scuole (eventi all'IST e nelle scuole stesse: l'ultimo con oltre 200 persone al teatro Govi a Bolzaneto). Ma sono gocce di volontariato nel mare dell'indifferenza generale. Queste iniziative dipendono dalla buona volontà e iniziativa sia  di singoli genitori o di insegnanti
- Una prova che non si intervenga (e le istituzioni hanno la loro responsabilità) è la mancanza di un coordinamento e di iniziative nelle scuole PRIMA E FIN DALLE ELEMENTARI CON INTERVENTI SU FAMIGLIE E BAMBINI A breve parleremo del progetto  S. Desiderio "Genitori, scuola e Medici insieme per la salute del bambino"
- Ripeto anche se a nessuno interessa che la figura del garante dell'Infanzia non può non avere la sua dignità ed essere demandata ad altre figure professionali (validissime ma impegnate su più fronti) come il difensore civico
- Mi unisco al dolore di tutti e della famiglia. Cerchiamo di unirci e di parlare prima e che la tragedia avvenuta, visto che indietro non si può tornare, possa servire a smuovere indifferenza, delega e  passività di tanti (persone e istituzioni)
Alberto Ferrando
Pediatra e Coordinatore dei Garanti dell'Infanzia e della Adolescenza UNICEF



domenica 27 dicembre 2015

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA

DANNI DA "SPINELLO" NEI GIOVANI. BENEFICI DI USCIRE ALL'APERTO: ARIATERAPIA
Cari genitori
Due articoli in risposta ai quesiti dei genitori su Il Secolo XIX di oggi. Uno sui DANNI ORMAI NOTI DA SPINELLO, CANNABIS, MARIJUANA, ECC. E L'ALTRO SUI BENEFICI DI USCIRE ALL'ARIA APERTA (ARIATERAPIA). Nello stesso numero un articolo a tutta pagina sulla Cannabis per uso medico. Sottolineo quel uso medico: non vuol dire che se viene usata in certe situazioni sia legittimo usarla in assenza di problemi. Come prendere antibiotico o farmaci quando uno tra bene
Alberto Ferrando



martedì 8 dicembre 2015

SPINELLO E SINDROME DEL PECORONE

SPINELLO E SINDROME DEL PECORONE
Ragazze, ragazzi e genitori mi sembra che si stia creando e diffondendo la”sindrome del pecorone”: FACCIO COSì PERCHE’ FANNO TUTTI COSì.
ALCUNI RAGAZZI SI SPINELLANO perché FANNO TUTTI COSI’
Nel giro di poco tempo ho avuto 3 adolescenti con disturbi da spinello (dopo il ragazzo di 14 anni andato in coma per droga, fumata, non identificata….si è ripreso per fortuna)
LO SPINELLO: sento dire “Ma che male c’è, è roba leggera, naturale”  (va tanto di moda il naturale). Molti ragazzi la pensano così del Tch (tetraidrocannabinolo , vedi spinello, hashish, cannabis). A dire il contrario si rischia di passare per bacchettoni ed allarmisti o quantomeno impopolari. Alcuni dicono che è un farmaco…è vero ma solo in alcune situazioni che desCriverò qui sotto
Lo spinello, e l’alcol, sono gli strumenti di sballo più diffusi nel mondo e in Italia, specialmente tra ragazzi e ragazzini
Fumare cannabis ha la sua “pesantezza” sull’organismo, sulla psiche e sulle relazioni. E più il fumatore è giovane e maggiori sono le possibili conseguenze negative.
ANCHE SE SALTUARIA, DISTURBA LE EMOZIONI
Fumare abitualmente spinelli intacca il cervello. Anche l’uso saltuario altera alcune aree cerebrali.
Prima dei venticinque anni e ancora di più in adolescenza I danni procurati sono molto maggiori,

Dimostrato che
1) INSTUPIDISCE E CAUSA PARANOIA 
Lo hanno spiegato a giugno sul New England Journal of Medicine i ricercatori americani del National Institute on Drug Abuse (NIDA). L’articolo in questione è una meta-analisi, raffronta e sintetizza cioè gli esiti di molte ricerche, e rileva altri esiti di solito ignorati: l’uso di marijuana in adolescenza, quando il cervello è in pieno sviluppo e dunque ancora più vulnerabile, è correlato ad un significativo calo del quoziente intellettivo (IQ) in età adulta. 2) Rende più vulnerabili ad altre dipendenze, tende a rallentare i riflessi e a creare un distacco dalla realtà. Compromette la connettività cerebrale con conseguente difficoltà di apprendimento, memoria, vigilanza, consapevolezza e capacità di controllo.
3) RIDUCE LA CREATIVITÀ 
4) INDEBOLISCE LE DIFESE IMMUNITARIE
assumere cannabis in adolescenza può danneggiare lo sviluppo del sistema immunitario, fino a poter causare malattie autoimmuni o infiammatorie croniche in età adulta (ad es., sclerosi multipla, artrite reumatoide, infiammazioni dell’intestino).
5) RIDUCE LA MATERIA GRIGIA
I consumatori cronici di marijuana hanno anomalie in alcune aree del cervello. Studi effettuati con la risonanza magnetica hanno documentato  significative riduzioni della corteccia orbitofrontale, insieme ad una maggiore connettività cerebrale nella stessa area  «La letteratura esistente nel suo insieme sembra suggerire la presenza di alterazioni nei circuiti cerebrali dell’adulto, dopo un forte consumo di cannabis durante l’adolescenza», si legge nel rapporto “Cannabis e danni alla salute” pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana. Il dossier menziona anche deficit nell’attenzione sostenuta, nell’apprendimento, nella memoria, nella flessibilità mentale e nella velocità di processamento delle informazioni.
6) MALATTIE RESPIRATORIE E CARDIACHE Studi clinici, epidemiologici e di laboratorio da anni evidenziano poi che l’uso regolare di cannabis, in adolescenza e in età adulta, comporta danni seri a carico del sistema respiratorio (bronchite acuta, catarro e tosse cronica) e cardiovascolare.
7) SESSO & DROGA
L’uso di cannabis mette a rischio la fertilità nell’uomo e che altera anche quella femminile e disturba anche il ciclo mestruale e può causare parti prima del tempo. Altre possibili conseguenze sono anche sulla sessualità: pare che provochi disfunzioni erettili, inibisca l’orgasmo. Anche un  rischio maggiore di contrarre il tumore ai testicoli. In particolare, in quelli che hanno iniziato a fumare cannabis prima dei 18 anni, anche “solo” una volta a settimana o sporadicamente,
8) Danni a carico del feto e del nenato se si fuma spinelli durante la gravidanza
il  bambino potrebbe nascere con difetti cerebrali. Se la donna incinta fuma, il bimbo ne risente, potendo sviluppare disagi nel comportamento e depressione, oltre al maggior rischio di tumore all’apparato respiratorio.
9) Causa Tolleranza (bisogna aumentare la dose nel tempo)
10) Causa astinenza: I sintomi più comuni associati con tale sindrome sono diminuzione di appetito/ perdita di peso, irritabilità, nervosismo ansia, rabbia, aggressività, irrequietezza e disturbi del sonno
11) Causano più danni del fumo di sigaretta:
danneggiano maggiormente il tessuto polmonare, perché il loro fumo viene trattenuto un po’più a lungo nei polmoni. L’entità del danno di uno spinello è quindi paragonabile a quello di tre/ cinque sigarette di tabacco.
Chi è solito fumare tre o quattro canne al giorno soffre di una sorta di bronchite cronica, al pari di chi è solito fumare uno o più pacchetti di sigarette al giorno.
A ciò si aggiunga che il benzopirene, sostanza cancerogena presente nel fumo di tabacco, è più concentrata nel fumo della marijuana. Anche sul cuore gli effetti negativi sono numerosi e ben documentati. Tale sostanza fa aumentare di molto il carico di lavoro di quest’organo, con gravi rischi per i cardiopatici. Per di più, uno studio recente ha dimostrato che i danni al cuore, in presenza di un uso concomitante di cocaina, aumentano in maniera esponenziale.
12) PERICOLOSISSIMI PER CHI GUIDA O NECESSITA DI ATTENZIONE:
Chi si trova sotto l’influenza dell’« erba» non è assolutamente in grado di guidare l’automobile Né ALCUN TIPO DI MEZZO DI LOCOMOZIONE . La marijuana altera il senso del tempo e di conseguenza il senso dei rapporti spaziali. QUESTE compromissioni possono durare fino a un paio di giorni: le persone interessate dovrebbero saperlo ed evitare, in tale periodo, di sottoporsi a operazioni impegnative sotto il profilo cognitivo, come sostenere un esame o mettersi alla guida, soprattutto di veicoli che richiedono un’attenzione particolare, come gli aerei, o i mezzi pubblici.

E’ un farmaco per alcune patologie:
- nausea e il vomito refrattari in pazienti affetti da tumore e in trattamento chemioterapico;
- trattamento della perdita di appetito in pazienti affetti da Hiv/ Aids e andati incontro a un’anoressia.
- Una relativa efficacia potenziale i cannabinoidi sembrano esercitarla sul trattamento della spasticità dovuta a lesioni del midollo spinale o a sclerosi multipla.
-I cannabinoidi in quanto analgesici (quelli moderni sono molto più efficaci e con molti meno effetti collaterali) potrebbero avere una loro utilità nel trattamento del dolore cronico. - Una qualche utilità sembrano inoltre esprimerla nel trattamento dell’asma e nell’abbassare la pressione oculare nel glaucoma.
- Si è ipotizzato un loro uso anche in alcuni disturbi dei movimenti muscolari, come nel caso della distonia o della discinesia tardiva.
Non vi sono prove infine che attestino una loro utilità nel trattamento delle allergie e di stati infiammatori, dell’epilessia e di alcuni disturbi psichiatrici.

Dati tratti da:
“Morire di piacere” di Luigi Gramellini  e da un Articolo di Patrizia Santo pubblicato su Acqua&Sapone del 28 novembre 2014 con intervista ad Antonio Floriani
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