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mercoledì 17 dicembre 2014

MAMMA SALVA BAMBINO

Questo pomeriggio lezione  di distruzione da corpo estraneo a genitori, insegnanti. Parte teorica e poi tutti sul manichino coadiuvato da Michele Fiore Paola Santagata Federica Cappanera.
E QUESTA SERA HO AVUTO UN GRANDE REGALO CHE VOGLIO CONDIVIDERE CON VOI: MAMMA SALVA IL FIGLIO DA SOFFOCAMENTO GRAZIE ALLA SUA PRONTEZZA DI SPIRITO E AL FATTO CHE IL SUO PEDIATRA LE ABBIA SPIEGATO COSA FARE PRESSO IL NSOTRO STUDIO: "
Buonasera dottore....ad Elisa stasera a cena un pezzo di pane e' rimasto bloccato in gola, e ....insomma, non riusciva a respirare, di solito tossisce subito e poi le vengono gli occhi rossi e poi passa, ma stasera e' andata diversamente...il tempo di slacciarla dal rialzo e' sembrato infinito, non riuscivo, poi però credo che un angelo mi abbia assistita e giù con le pacche, uno, due, e al terzo colpo il pezzo di pane e' uscito...beh, volevo ringraziare lei ed il dottor Ferrando per aver contribuito a far si che ogni tanto vada a guardarmi su internet i filmati sulla manovra di disostruZione, grazie, grazie, grazie mille"








domenica 10 agosto 2014

NISO, ASILO E SCUOLA 2 PUNTATA. QUALCHE CONSIGLIO PER I FIGLI: LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE

NISO, ASILO E SCUOLA. QUALCHE CONSIGLIO PER I FIGLIE: LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE: (scritto insieme all'amico pediatra Michele Fiore)
Uno dei motivi per cui più frequentemente i genitori si rivolgono al pediatra riguardano alimentazione sonno ed alvo nei primi anni di vita, richieste di cura per malattie e, soprattutto, dall’anno di vita in poi la pressoché totale richiesta di consigli, di richieste di aiuto o di aiuto nella risoluzione dei problemi riguarda tutti gli eventi legati alla socializzazione: asilo nido, scuola materna, scuola dell’obbligo, superiori ecc.
Tempo fa riflettevo che un adulto non ha ancora finito di studiare che subito gli si propongono, se genitore o insegnante o pediatra o, massimo della sorte, genitore e insegnante o genitore e pediatra le problematiche legate alla socializzazione. Non sono ancora nonno ma forse anche allora la scuola rappresenterà uno dei miei problemi principali. Parlo di scuola e non di studio in quanto è inevitabile che, qualsiasi mestiere o professione uno svolga, dovrà studiare per tutta la vita.
Nido si o no, asilo si ma quale asilo? Privato o pubblico. E se si ammala forse è meglio la baby sitter o i nonni. Di questi problemi ne abbiamo già parlato in un numero precedente.
Molti, anzi la maggior parte, di bambini che entra “in comunità” (asilo nido fino a 3 anni e scuola materna da 3 a 6 anni), soprattutto nei primi anni di vita,  si ammala con una frequenza nettamente superiore a quella dei bambini che non frequentano l’asilo. Febbre, tosse, otiti, naso attappato o che cola, vomito e diarrea talora si susseguono a ritmi incalzanti. Alcuni bambini stanno più a casa di quanto riescano a frequentare con disperazione e sconcerto dei genitori, dei nonni e dei familiari.
Ma a questo punto viene da chiedersi se valga la pena o meno di insistere a mandarlo all’asilo.
I nonni incalzano: non lo mandare all’asilo, tenetelo a casa. Però … a lavorare bisogna andare, i nonni raramente sono disponibili in quanto a volte sono ancora giovani ed hanno la loro attività, altre volte hanno una certa età e tenere un bambino nei primi anni di vita richiede una forza ed una energia che neanche molti giovani hanno ed una pazienza che pochi nonni al giorno d’oggi possiedono.
In genere dopo i primi 1-2 anni i bambini si ammalano di meno anche se, in genere, salvo rare eccezioni, si deve pagare lo scotto di un numero di malattie superiori nel bambino nei primi anni di asilo.
Per quanto riguarda la scuola materna esiste una uniformità di parere sui benefici anche se dobbiamo fare qualche considerazione negativa per quanto riguarda gli orari a volte troppo lunghi le classi spesso troppo numerose e, piccolo ma importante particolare, l’eccesso di temperatura degli ambienti nel periodo invernale che tanto facilita i piccoli malanni del piccolo.
Benefici: i bambini acquisiscono sempre nuove conoscenze, imparano a socializzare, a seguire delle regole, a condividere le norme di vita e a vivere l’importanza del tempo, a conoscere cioè quando è il tempo di giocare, quando è quello di lavorare e quando è quello di soddisfare i propri bisogni primari. Imparano, come anche all’asilo nido, a stare con gli altri, cioè con persone diverse dal nucleo protettivo della famiglia, imparano a rapportarsi con più persone diverse, maestre, bidelle, altri genitori. A casa il bambino ha sempre una persona disposta ad occuparsi di lui mentre all’asilo c’è qualcuno che il bambino deve “condividere” con gli altri non solo per le attenzioni ma anche per gli affetti. Alla scuola materna il bambino inizia ad imparare quelle che saranno le materie di studio nelle scuole elementari.
Quando il bambino arriva all’età di andare a scuola ormai si ammala molto meno e un altro problema che i genitori si pongono riguardano oltre alla scelta della scuola eventuali attività integrative e, soprattutto, che sport far fare. Ne parliamo nel prossimo articolo.
Intanto dobbiamo dirVi, come avrete già notato da voi, che il ritmo della vita moderna ha cambiato le abitudini delle famiglie. Si corre sempre di più, si ha poco tempo per gli altri e per noi stessi, si cerca di supplire a carenze di rapporti umani con spese voluttuarie (eccessi di giochi e di spese per vacanze) e con tante attività: bambini che fanno più sport, bilinguismo, corsi di musica ecc. e che nei giorni festivi vengono scorrazzati nei supermercati, nelle “multisale” affumicate o vengono svegliati all’alba per fare gite passando ore in macchina e ritrovandosi alla sera senza essere riusciti a scambiare due parole. Cari genitori provate a rallentare il ritmo per voi stessi e, se non lo volete fare per voi, fatelo per i vostri figli. Hanno bisogno di voi, della vostra compagnia, delle vostre parole, delle vostre coccole ma anche delle vostre sgridate, hanno bisogno di affetto e di comprensione, di coerenza e di regole. Non correte con loro in passeggiate, corse, bici, piscine ecc. o, almeno non fate solo questo. Fermatevi con loro, guardateli, comunicate con il vostro corpo, gli occhi, le mani. Specchiatevi negli occhi dei vostri figli. Parlate, leggete a loro le favole come i nonni facevano una volta. Il bambino non ha bisogno di tante favole, di tanti libri, televisioni, computer, play station. Ha bisogno di voi, di giocare, di comunicare di sentire delle storie, ha bisogno che gli leggiate le favole o anche che guardiate con lui televisione e le videocassette.
Ciò che importa comunque è che i genitori che affidano il loro piccolo al nido per tante ore o che lo accompagnano a varie altre attività (nuoto, chitarra, piano, terza lingua ecc.) non perdano l'abitudine di stare con lui a giocare, parlare e ai più piccoli leggere fiabe : al piccolo per lo più non interessa essere scarrozzato in giro il sabato e la domenica ma piuttosto esercitare con i suoi quella capacità di socializzazione che sta acquisendo in comunità.
E’ meglio trascurare i dettagli di una casa piuttosto che perdere o non coltivare la capacità di comunicare.Si rischia di trovarsi poi con un adolescente che non si conosce.

Per chi volesse maggiori informazioni sui rapporti famiglia bambini vi consigliamo di leggere sul sito www.apel-pediatri.it “nati per leggere”. www.natiperleggere.it, www.leggerepercrescere.it. Su questo tema torneremo: a Genova nelle Biblioteche vare iniziative sulla lettura ai bambini e ci vedremo in varie occasioni anche in queste sedi.

sabato 9 agosto 2014

ASILO: PRO E CONTRO. NONNI E ASILO. IMMUNOSTIMOLANTI E ASILO

ARTICOLO IN COLLABORAZIONE CON IL PEDIATRA MICHELE FIORE:

ASILO (E ASILO NIDO) PRO E CONTRO
La cosa importante è che i genitori che affidano il loro piccolo al nido per tante ore, non perdano l'abitudine di stare con lui a giocare, parlare, leggere fiabe : al piccolo per lo più non interessa essere scarrozzato in giro il sabato e la domenica ma piuttosto esercitare con i suoi quella capacità di socializzazione che sta acquisendo in comunità.
E’ meglio trascurare i dettagli di una casa piuttosto che perdere o non coltivare la capacità di comunicare. Si rischia di trovarsi poi con un adolescente che non si conosce.
l'asilo come tutte le cose ha dei pro e dei contro, anche quì si tratterà di valutare caso per caso se il vantaggio di una precoce socializzazione non porti a pagare un prezzo troppo alto in termini di infezioni e malattie".

La socializzazione comporta un formidabile carico antigenico (contatto con i germi) , che, se da una parte può comportare una maggiore frequenza di patologie (si badi, non gravi) a carico delle vie respiratorie o gastrointestinali, dall’altro accelera il processo di “apprendimento immunologico” ed in definitiva un rafforzamento delle difese immunitarie.
Quindi andare all'asilo nido prima, facilita una maggior frequenza di infezioni non gravi per unità di tempo ed accelera la memoria immunologia. Andare al nido più tardi, induce una memoria immunologica meno rapida, ma espone a minor frequenza di malattia nell'unità di tempo.
Si può sintetizzare tutto dicendo che, in linea di massima, la precoce socializzazione in genere è associata ad un maggior numero di infezioni del bambino che, in genere, non sono gravi e non creeranno alcun problema di salute nel futuro. Il contatto con altre persone e in un ambiente chiuso e caldo (spesso eccessivamente) comporta una specie di “vaccinazione continua”.
D’altronde l’asilo favorisce lo sviluppo di una socialità in quanto gli stimoli che arrivano al bambino determina una anticipazione delle acquisizioni psicomotorie e di molte attività motorie e più fini (giochi, lettura ecc.)


 Asilo o baby-sitter o nonni?
Spesso viene fatta questa domanda al pediatra. Non è possibile dare una unica risposta in quanto, in linea di massima, è meglio per il bambino una scuola materna dai 3 anni in su per la prevalenza dei vantaggi di tipo psicologico e sociale sugli aspetti organici. Da i 3 anni in poi i bambini si ammalano di meno di quanto non si ammalino nei primi tre anni.
Il discorso dell’asilo nido deve tenere conto di un altro fattore: lo scarso numero degli asili nido pubblici, il costo non irrilevante, per molte famiglie, degli asili nido privati, l’alta frequenza delle malattie nei primi anni di vita.
Il consiglio ideale sarebbe quello di far stare il bambino nei primi tre anni con i genitori, magari organizzandosi tra famiglie (anche con l’aiuto del Comune http://www.comune.genova.it/sociale/infanzia/welcome.htm) per far stare insieme i bambini, portandoli all’aperto se possibile o mettendoli insieme in casa di una famiglia  a turno. Se i genitori lavorano entrambi ricorrere all’aiuto dei nonni che, da un punto di vista affettivo, per la continuità di cure amorevoli, soprattutto se sono in gamba e disponibili a tenere il bambino, rappresentano una soluzione migliore della baby sitter.
Esistono comunque tante eccezioni. Ci sono baby sitter eccezionali e chi le trova se le tenga ben strette.
La scelta dell’asilo nido non esclude comunque il ricorso ai nonni o a baby sitter soprattutto per quei bambini che si ammalano “in continuazione”.


Controindicazioni all’asilo, terapie immunostimolanti
Innanzitutto non esiste una controindicazione assoluta alla frequenza dell’asilo nido o della scuola materna. Anche bambini affetti da patologie croniche possono frequentare gli asili, anzi alcuni bambini affetti da piccoli deficit motori o psicologici traggono un notevole beneficio dalla frequenza dei coetanei. In casi simili, anzi, la frequenza dell’asilo nido e della scuola materna può rappresentare una vera e propria terapia più utile anche di interventi medici.
In taluni casi, se il bambino si ammala con una certa ricorrenza di patologie di una certa gravità (bronchiti, otiti “importanti”) può essere utile tenere il bambino lontano dagli asili per un periodo di tempo, anche di alcuni mesi, e, se possibile, portarlo anche a fare un cambio di aria in località salubri, con aria pulita e lontano dall’inquinamento. Vanno bene la montagna ma, anche la campagna o il mare; l’importante è far stare tanto il bambino all’aria aperta e lontano dall’inquinamento e dai locali chiusi surriscaldati e frequentati da molta gente.
Ricordate sempre di evitare ai bambini i danni da fumo che possono aggravare o facilitare le malattie delle vie respiratorie.
Esistono varie terapie “preventive”, cioè terapie che si danno per evitare che il bambino si ammali. Esistono tanti rimedi naturali sia fitoterapici (erbe) che omeopatici. Esistono altrettanti rimedi a base di farmaci. La domanda che viene posta è: funzionano o non funzionano? La risposta, come quasi sempre in medicina, non è una sola. Alcuni bambini sembrano trarne un notevole beneficio, altri si ammalano come prima , più di prima. Non esiste il farmaco “immunostimolante” ideale. La letteratura e la ricerca medica non è riuscita ad arrivare a conclusioni definitive, certe e valide per tutti. E’ comunque stata dimostrata una certa efficacia di questi farmaci. Possiamo solo dire che la terapia immunostimolante deve essere valutata dal pediatra curante in base alle caratteristiche individuali del bambino ed in base a considerazioni di tipo economico, sociale e familiare.
Alcuni di questi farmaci hanno un costo notevole, sono a carico della famiglia (nessuno è “mutuabile” cioè passato dal Servizio Sanitario Nazionale).