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martedì 24 settembre 2019

Suicidi in Italia: 10,4 suicidi al giorno, il 78% sono uomini; segnali di allarme

Suicidi in Italia: 10,4 suicidi al giorno, il 78% sono uomini: segnali di allarme
Negli USA il suicidio è la seconda causa di morte nell'età tra i 10 e i 34 anni di vita (vedi grafico cei CDC)
Qualche dato in età pediatrica qui:
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%), 
2)    bullismo (22%), 
3)    lutto (amico o parente) (28%). 
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%), 
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi 
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti. 
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica. 
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico, altri dati qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/02/suicidio-in-eta-pediatrica-cosa-fare-si.html
I MITI DA SFATARE
1)   Le persone che parlano del suicidio non lo commetteranno. Molti studi condotti su sopravvissuti e su parenti e amici di morti suicidi sostengono invece che almeno il 70% degli individui aveva espresso verbalmente l'intenzione di mettere in atto il suicidio;
2)   Parlare di suicidio può spingere a farlo. E' vero il contrario: parlarne apertamente può aiutare a ripensare a questa decisione;
3)   Solo le persone con problemi psichici pensano al suicidio. Gli studi indicano invece che non tutti gli individui che si suicidano hanno disturbi psichici.
4)   Chi si vuole suicidare è convinto di morire. Al contrario, molte persone hanno pensieri ambivalenti sul vivere o morire e 'scommettono' con la morte, lasciando agli altri il compito di salvarli;
5)   Il suicidio colpisce molto più i ricchi o all'opposto si verifica quasi esclusivamente tra i poveri. Il suicidio è molto 'democratico'  ed è rappresentato proporzionalmente in tutti i livelli della società
6)   Una persona suicida lo è per sempre. Al contrario, gli individui che vogliono uccidersi sono 'suicidi' solo per un periodo limitato di tempo.
I SEGNALI DI ALLARME
•      Parlare del suicidio o della morte
•      Dare segnali verbali come "Magari fossi morto", oppure "A che serve vivere"
•      Disfarsi di cose care
•      Mostrare un miglioramento improvviso e inspiegabile dell'umore
•      Trascurare l'aspetto fisico e l'igiene
• CONSIGLI SU COME COMUNICARE
•      Ascoltare attentamente e con calma
•      Esprimere rispetto per le opinioni della persona in crisi
•      Esprimere la propria preoccupazione, l'accudimento e la solidarietà
•      Comprendere i sentimenti dell'altro con empatia
•      Non interrompere troppo spesso
•      Non esprimere disagio
•      Non dare ordini
•      Non dare l'impressione di essere preoccupato e frettoloso
•      Non fare affermazioni intrusive o poco chiare
•      Non fare troppe domande
 (da "La Repubblica")

giovedì 1 novembre 2018

SOFFOCATO DA CIBO MENTRE MANGIA AL RISTORANTE CON LA FIDANZATA..

SOFFOCATO DA CIBO MENTRE MANGIA AL RISTORANTE CON LA FIDANZATA.. :-( . Può SUCCEDERE A TUTTI, finalmente, dopo una giornata di lavoro vai al Ristorante con la fidanzata, o con amici o con la moglie. Ti va di traverso il cibo, a chi non è mai successo?, ma questa volta è proprio giù, non riesci a respirare, ti guardi intorno, ti metti le mani intorno al collo.....A questo punto abbiamo due possibilità
1) Qualcuno vicino a te sa fare la manovra antisoffocamento
2) Nessuno la sa fare
Nel caso 1 al 99% in poche manovre e solo con un pò di paura la tua vita riprenderà come prima e starai solo più attento a masticare e a non parlare con la bocca piena
Nel caso 2: se dopo la chiamata al NUE (Numero Unico dell'emergenza), 112 il servizio del 118 arriva entro 5-6 minuti (molto difficile e improbabile) ti faranno la manovra e riprenderai la tua vita...ma se passano più minuti potrai anche arrivare in ospedale ma con lesioni cerebrali irreversibili....o non ci arriverai proprio .
LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO E' UNA MANOVRA SEMPLICE CHE OGNUNO DI NOI DEVE IMPARARE A FARE E CHE DOVREBBE FAR PARTE DEGLI OBBLIGHI IN ALCUNE CATEGORIE PROFESSIONALI (Mense, cucine, addetti all'infanzia di ogni tipo, personale delle RSA, personale addetto a soggetti affetti da disabilità) . Il soffocamento da corpo estraneo è più frequente nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone affette da disabilità ma non esiste età in cui non possa avvenire. Ora, in attesa di fare un corso vedete almeno i filmati che trovate, ad esempio sul mio blog www.ferrandoalberto.blogspot.it e sul sito dei pediatri liguri www.apel-pediatri.org (a breve anche sul sito www.Simedet.eu).
Incontri di persona li segnalerò su FB e via mail a chi mi fornisce mail, sia fatti da me che da altre persone, enti e Associazioni

venerdì 24 agosto 2018

ALTRO BAMBINO SOFFOCATO DA ACINO D'UVA OGGI. Vi prego compilate il questionario

ALTRO BAMBINO SOFFOCATO DA ACINO D'UVA OGGI
Quanti conoscono gli alimenti. rischio e quanti conoscono la manovra antisoffocamento?
Notizia qui: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1050111/taranto-bimbo-di-due-anni-muore-soffocato-da-un-acino-d-uva.html
Trovate la spiegazione delle manovre qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html anche se il consiglio è di imparare dal vostro pediatra o da una pubblica assistenza o da società del settore (A Genova riricordo che l'Agenzia regionale ha sospeso l'insegnamento della manovre da parte dei pediatri di famiglia :-( )

TARANTO - Un bimbo di due anni è morto soffocato da un chicco d’uva che non è riuscito ad ingerire, mentre si trovava con i genitori in un’abitazione di Leporano (Taranto). Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno praticato le manovre di rianimazione e poi hanno trasportato il bimbo in ambulanza al Poliambulatorio di Leporano. Purtroppo, non c'è stato nulla da fare...... meno di venti giorni fa era morta per soffocamento, sempre a causa di un acino d’uva che le era andato di traverso, mentre si trovava con i genitori in una spiaggia di Marina di Lizzano (Taranto). 
Due bambini di due anni morti nel giro di 15 giorni giorni per un acino d’uva andato di traverso e finito nelle vie aeree. Due tragedie assurde che forse, intervenendo nei secondi subito successivi all’incidente, avrebbero potuto essere evitate. Mario Balzanelli, Direttore del Sistema 118 di Taranto e Presidente della Società Italiana dei Sistemi 118 (SIS 118). E aggiunge: «Tutte le mamme e i papà d’Italia devono conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e saperle mettere in pratica quando occorre, poichè hanno elevate probabilità di consentire il ripristino della ossigenazione e della ventilazione». L’ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo uccide, se non si effettua immediatamente la manovre di disostruzione, in media entro 3 - 4 minuti. L’asfissia devasta infatti la corteccia cerebrale in tempi rapidissimi. «È catastrofico perdere secondi, figuriamoci minuti», spiega Il presidente del Sis. L'otto a Marina di Lizzano (Taranto), una bambina di due anni mentre era la mare con la famiglia, mangia un chicco d’uva, che le va di traverso. La piccola di li a pochi minuti va in arresto cardiaco. Un medico e un soccorritore, che si trovavano casualmente sulla spiaggia iniziano le manovre di rianimazione. La bambina viene portata presso la sede della Guardia Medica Turistica, viene chiamato il 118. L’ambulanza arriva subito, così come l’automedica. Sul posto arriva lo stesso direttore del 118, Balzanelli e subentra nelle manovre rianimatorie. Dopo quasi 2 ore di rianimazione si constata il decesso
Questionario sul soffocamento da corpo estraneo
Cari genitori, educatori, professori e Colleghi
A questo link: https://goo.gl/forms/zDCrTpWjQsnzgSUQ2 trovate un questionario sul tema "Soffocamento da corpo estraneo" che rappresenta un tema di salute pubblica, tuttora, in molte realtà,  trascurato.
Il questionario servirà per:
- raccogliere dati sulla frequenza del fenomeno rilevando episodi di soffocamento e "quasi soffocamento"
- diffuso attraverso siti e attraverso i social network potrà aiutare a sensibilizzare famiglie e Istituzioni per arrivare a formare famigliari, ed educatori ed evitare morti prevedibili (etichettate come tragiche fatalità: tragiche si, ma non fatalità).
- può avere una azione di "media education": la coscienza che l'intervento precoce è attuabile, con successo (si salva una vita) solo da chi è a contatto con la "vittima" può  aiutare a contrastare due mali della nostra società: "la delega ad altri" e il pensiero che certe cose avvengono solo agli altri e non a noi. Non solo si contribuisce alla educazione alla alimentazione e alla responsabilità del singolo.
Non solo il questionario non va visto come uno studio  fine a se stesso ma come tappa di un percorso che molti stanno facendo nelle loro realtà di sensibilizzazione e contrasto alla morte da soffocamento da corpo estraneo (e non solo, pensiamo alla rianimazione cardiopolmonare). 

domenica 19 agosto 2018

ELABORAZIONE DEL LUTTO: 'AIUTO AI GENITORI E AI BAMBINI

ELABORAZIONE DEL LUTTO: SEMPRE SULL'AIUTO AI GENITORI E AI BAMBINI Su temi che TUTTI, purtroppo, prima o poi dobbiamo affrontare. 
Dedicate qualche minutino a questo tema anche di persona con il vostro pediatra o con persone competenti. Lettura consigliata su Rivista "un Pediatra per amico"
UN TG IN MENO , UNA LETTURA IN PIU' FA BENE!!!!
A volte per tutelaRE i bambini si fanno errori nascondendo la verità, a volte si è così coinvolti (come il crollo del Ponte di Genova o altre calamità), a volte si assiste in prima persone a tragedie E DOBBIAMO ELABORARE NOI QUANTO AVVENUTO e intanto spiegare ai bambini.
Sapere come comportarsi aiuta tutti. Vi allego quanto scritto in  un una Rivista per Genitori: "Un pediatra per amico" (www.uppa.it) che ha trattato il tema e lo tratterà nel prossimo numero. Rivista che si regge solo sull'abbonamento e non ha alcuna pubblicità (che vuol dire tanto e voi come genitori siete un bersagli delle ottiche commerciali di tanti...ma tutti lo siamo. Ad esempio la TV di Stato per un giorno non ha interrotto, per lutto a Genova la pubblicità...ma dalla TV di Stato, che paghiamo (dobbiamo pagare non abbiamo scelta) vorrei scomparisse del tutto.....oppure lasciatela commerciale ...scusate ho divagato. Qui sotto alcuni consigli e all'articolo alcune risposte a quesiti di genitori:
Parlare di lutto, malattia e violenza con i bambini
Qual è il modo migliore per avvicinare il bambino a temi delicati e a emozioni spiacevoli?
Affrontare con i bambini alcuni temi ed esperienze difficili della vita è spesso un tabù per gli adulti, perché sono i primi ad avere difficoltà nell’accettare i pensieri e le emozioni che suscitano. Ogni genitore, ancor prima di parlarne con il bambino, dovrebbe chiedersi: 
in che rapporto sono con questo argomento? 
Che emozioni mi trasmette? 
A quali esperienze di vita mi rimanda?
Dire sempre la verità
Mentire, tacere, nascondere serve solo a confondere e turbare il bambino e a mettere a rischio, anche profondamente, la fiducia che nutre nei suoi genitori. Il bambino ha diritto di conoscere sempre la verità sulle cose che lo circondano. Naturalmente deve essere una verità adeguata alla sua età e al suo livello di comprensione.

Non avere paura delle emozioni
Spesso non si riesce ad accettare l’idea che il bambino possa provare sofferenza, dispiacere, tristezza, dolore. Compito del genitore è insegnargli a riconoscere queste sensazioni, accettarle, condividerle e anche superarle. Come fare? Dare l’esempio è certamente la strada più efficace.

Prepararsi
Non bisogna aspettare l’ultimo momento per preoccuparci di come affrontare le difficoltà. Rimandare, pensare «tanto a me non succederà» o affidarsi solo all’istinto non dà mai buoni frutti. 
Nello speciale Le parole difficili del prossimo numero di UPPA vi racconteremo quali strategie abbiamo a disposizione per affrontare temi come la morte, la malattia e la violenza, insieme ai bambini. Per non perdere il prossimo numero di UPPA abbonati ora.

Buona lettura,
la redazione di UPPA

Un anno di abbonamento, zero pubblicità

UPPA è la rivista per i genitori, indipendente e senza pubblicità,
scritta e diffusa dagli esperti dell'infanzia dal 2001
https://www.uppa.it/psicologia/bambini-paura-della-morte/

domenica 20 maggio 2018

Bambini dimenticati in auto (sindrome del bambino dimenticato)

Bambini dimenticati in auto (sindrome del bambino dimenticato o "forgotten baby sindrome")
Caro dottore ma come può succedere che ci si dimentichi di un bambino in auto e ci si rechi a lavorare? Cosa si può fare?

Negli ultimi 3 anni, abbiamo avuto 3 casi di bambini dimenticati in auto e morti per colpo di calore. 
Dal 1998 a oggi segnalati 600 bambini nel mondo morti per colpo di calore perché lasciati chiusi in auto. Solo negli Stati Uniti si stimano in quasi 40 casi all’anno Circa il 90% di età inferiore tre anni. Quasi tutti i casi avvengono tra la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno.
Si stima che 1 genitore su 4  abbia ammesso che gli sia capitato, anche se per pochi secondi , e di essersi accorto casualmente della presenza del figlio mentre cercava qualcosa (borsa, computer) nel sedile posteriore (Riccardo Ristori).
In America a 11 genitori su 100 è accaduto almeno una volta, fortunatamente, per brevi periodi e senza conseguenze nella maggior parte dei casi.
Le statistiche evidenziano un aumento significativo di questi casi a partire dagli anni Novanta.
L’abbandono in auto può succedere a tutti ed è da attribuire ad uno stato di stress, a preoccupazioni associate a scarso riposo e poco sonno o sonno disturbato.
PERCHE avviene?:  Non esiste un profilo tipico del genitore. E’ capitato a gente distratta come a genitori organizzati e ordinati, a genitori con vari  livelli di istruzione.
La tragedia è spesso causata da una serie di coincidenze e di fattori quali : stanchezza, mancanza di sonno, variazioni nella routine quotidiana, stress ripetuto.
Si parla di “amnesia dissociativa transitoria”. E’ un vuoto di memoria che fa dimenticare i bambini in auto.
Questi episodi di “vuoti” della memoria, che possono capitare in altre situazioni, ovviamente, possono durare da pochi minuti a poche ore o giorni.  La maggior parte delle persone che hanno avuto l’amnesia sa di aver "perso del tempo", ma alcuni hanno un'"amnesia per l'amnesia" e si rendono conto del tempo perduto solo quando trovano le prove di avere fatto cose che non ricordano, o se vengono costretti a prenderne atto.
La temperatura all’interno di una macchina al sole  può salire di 10 o 15 °C ogni quarto d’ora, fino a raggiungere i 50 °C anche con una temperatura esterna di soli 25 °C. Nei bambini la temperatura corporea sale più rapidamente di quella di un adulto. L’ipertermia grave da colpo di calore può verificarsi anche in 20 minuti, e la morte entro 2 ore.
I GENITORI DOPO: Va anche considera la  condizione post traumatica dei genitori, costretti a vivere per tutta la vita con il dolore e con i sensi di colpa uniti al  discredito di una parte dell’opinione pubblica che – non credendo che simili episodi possano capitare a chiunque – li considera persone irresponsabili perché capaci di dimenticare un bambino in macchina.
COSA SI PUO’ FARE PER evitare altre tragedie?  Ricordate che gli esperti dicono che potrebbe capitare a tutti. Anche se molti pensano che a loro non potrebbe accadere.
Un consiglio attuabile da subito è quello di mettere sotto o vicino al seggiolino chiavi, portafoglio, cellulare e, visto il numero di casi pensare a una soluzione di sistema (allarmi, ) che segnalino che il bambino è sul seggiolino.
Consigli per tutti: Evitare di pensare: “a me non succederà mai”; Non lasciare mai i bambini incustoditi in un veicolo, NEANCHE PER UN MINUTO! Ricorrere a sistemi di sicurezza applicati al seggiolino e ad applicazioni antiabbandono per smartphone; a “segnala bebè” in attesa che le case costruttrici, provvedano a dotare tutti i seggiolini di dispositivi di segnalazione antiabbandono.



sabato 24 febbraio 2018

NO MIELE AI BAMBINI FINO A 1 ANNO: BAMBINO DI 5 MESI GRAVE A ROMA

NO MIELE AI BAMBINI FINO A 1 ANNO: BAMBINO DI 5 MESI GRAVE A ROMA
Cari genitori il miele ha tante benefiche proprietà ma sotto all’età di 1 anno presenta un rischio, raro ma grave: il botulismo per cui, almeno fino a 1 anno di età,  è sconsigliata la somministrazione.
In questi giorni la notizia di un bambino di 5 mesi ricoverato a Roma (bambino originario di Torino) (vedi sotto).
Il botulismo infantile e' una malattia grave, rara, che può essere mortale se non diagnosticata in tempo, e che colpisce i bambini di meno di un anno. Causata da un germe, il  Clostridium botulinum,  che produce una tossina considerata il veleno naturale più potente al mondo.
Quando gli adulti ingeriscono le spore, che sono frequentemente presenti nel terreno o nella polvere, non succede niente perché l’ intestino le metabolizza senza danni. L' intestino dei bambini invece, prima dello svezzamento, non e' ancora in grado di uccidere queste spore: la loro flora intestinale non e' capace di inattivarle. Le spore si moltiplicano nell’intestino, possono  diventare batteri attivi che producono la tossina.
APPROFONDIMENTI:
L’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it/binary/spva4/cont/Il_botulismo_infantile.pdf ): “Il miele è il solo veicolo alimentare sicuramente correlato, da evidenze epidemiologiche e di laboratorio, al botulismo infantile.
 Il miele, in quanto prodotto naturale, può contenere le spore che le api raccolgono durante la loro attività. Nel miele le spore possono sopravvivere ma non moltiplicarsi e produrre la tossina. Inoltre, i trattamenti convenzionali utilizzati per distruggere le spore non possono essere usati nel caso del miele perché altererebbero le caratteristiche del prodotto, rendendolo non idoneo al consumo umano.
Indagini effettuate in diversi paesi su campioni di miele presenti in commercio hanno evidenziato la presenza si spore di C. botulinum nel 2-7% dei campioni esaminati, con una notevole variazione tra le differenti aree geografiche, ma in generale con cariche molto basse.
In un report americano (CDC 2003) viene stimato che l’incidenza annuale di botulismo infantile negli Stati Uniti è di due casi su 100.000 nascite; nella città di New York l’incidenza annuale è raddoppiata (4 casi su 100.000) e nel solo quartiere di State Island nel 2000 sono stati rilevati 68 casi su 100.000 nascite. La maggior parte dei casi è causata da tossine di tipo A e B e interessa lattanti di età inferiore a 6 mesi. I casi mortali in pazienti ricoverati in ospedale sono inferiori all’1%.
Una parte di casi di morte improvvisa di lattanti senza cause apparenti (SIDS Sudden Infant Death Sindrome) è stata reinterpretata attraverso la sintomatologia e attribuita a questa origine. Ricerche di laboratorio e studi epidemiologici hanno accertato che il miele rappresenta uno dei più importanti reservoir di spore di Cl. Botulinum e che quindi la principale causa di botulismo infantile possa essere ricercata nel consumo di tale alimento (Schocken, 1999).  (da: http://cms.aivemp.it/SiteTailorCommon/showBinary.aspx?id=1209) .

Nella principale banca dati mondiale di riviste mediche il numero di pubblicazioni è limitato (circa 70) e, spesso, riporta singoli casi di intossicazione.


lunedì 22 maggio 2017

PSICOSI BLUE WHALE E SCARSA ATTENZIONE A QUANTO ACCADE VERAMENTE

CARI genitori
Il blue whale è un esempio di "fattoide" (un fatto che non è un fatto ma che, di fatto, diventa un fatto dopo che i media hanno diffuso la notizia). Notizia che fa "scena", deresponsabilizza, in questo caso : Si suicidano per il videogioco e non per altri problemi (il suicidio è la terza causa di morte da 10 anni  a 14 anni  e la seconda da 15 a 34 anni!!!!!! e senza il blue whale). I media e le persone si fermano alla notizia senza verificare l'attendibilità della stessa e ora si criminalizza un gioco (veramente di basso livello e che diventa importante perché è stato creato il fattoide). Il vero "fatto" è che è il suicidio né frequente ma ci si concentra sui singoli e sporadici casi che potrebbero essere riconducibili al blue whale. Ne ho parlato in questo articolo: "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/05/nuovo-gioco-elettronico-blue-whale-che.html"
Lettura consigliata "Fine Turno" di Stephen King ultimo volume della "trilogia" di Mr Mercedes ove tramite un videogioco si istigano gli adolescenti al suicidio.
Analogie con la fobia del bagno dopo mangiato quando l'annegamento (spesso da disattenzione) rappresenta una. delle prime cause di morte in età pediatrica, e la prima nella fascia di età  da 1 a 4 anni "ferrandoalberto.blogspot.it/2017/04/fare-il-bagno-dopo-mangiato-si-puo.html"
ALBERTO FERRANDO
Pediatra


venerdì 17 febbraio 2017

MAMMA. SALVA FIGLIO DI 6 ANNI DA SOFFOCAMENTO

MAMMA. SALVA FIGLIO DI 6 ANNI DA SOFFOCAMENTO: BRAVA MAMMA. Voi sapete fare la Manovra?
"Ringrazio il cielo di aver fatto con lei il corso antisoffocamento .... stasera a cena... mio figlio sei anni...con un pezzo di frutta ....si teneva il collo...non respirava più....ho fatto senza pensarci la manovra ...e al terzo colpo lo ha sputato per terra
... e via un pianto 😱..
..... ora sta bene....per fortuna solo un grosso spavento...ma a me tremendo ancora le gambe.
Grazie grazie grazie grazie....posso solo dire questo!!!!"
Trovate descritte le manovre in prima pagina sul mio blog (www.ferrandoa,alberto.blogspot.it) con poster staricabili 8che trovate anche nei miei libri e qui: https://www.amazon.it/Alberto-Ferrando/e/B01N8VFU5G/ref=dp_byline_cont_book_1.

QUI SOTTO  ALTRE TESTIMONIANZE:


Natale 2013
Per iniziare il 2014 in montagna dove non prendono i cellulari secondo te Giulia cosa ha potuto combinare???
Stava soffocando con un chicco di mandarino.... E per la terza volta da mamma ho usato i tuoi preziosi insegnamenti.
Il tempo di rendercene conto era già viola e con le mani in bocca per cercare di liberarsi, ovviamente io (Il papà ha avuto reazione da bradipo) l'ho tenuta e dopo un po' di "pacche" ê uscito il chicco di mandarino sporcò un po' di sangue, cercando di liberarsi Giulia si è raschiata la gola con le unghiette.
Sostengo che ogni persona  deve essere in grado di poter fare le prime "mosse" spesso vitale per le persone.
Grazie ancora x l'impegno e il tuo tempo che dedichi per far si che le persone siano almeno a conoscenza dell'esistenza che basta poco x salvare una vita. Erika


ANNO INIZIATO BENE: SPEDITE LE VOSTRE TESTIMONIANZE E, SE POTETE, ANCHE UNA FOTO DEL BAMBINO. DOBBIAMO COMBATTERE CONTRO TRE "MOSTRI" CHE VIVONO TRA E CON NOI CHE SONO:
- INDIFFERENZA
- DELEGA (in questo caso il 118 che quando arriva...è tardi)
- PRESUNZIONE CHE SUCCEDA AGLI ALTRI E MAI A NOI
Leggete cosa mi ha scritto una mamma: ... e comprendo, in parte, la difficoltà perchè, anche io ho incontrato ignoranza, diffidenza e 'banalizzazione' riguardo ad una cosa così importante..
quando, un anno e mezzo fa, appresi della manovra nel suo studio ne fui entusiasta, ho sempre pensato quanto sia utile conoscere il primo soccorso per tutti....
comunque al corso cercai di coinvolgere tutta la famiglia, ma non riuscii con mia suocera, che nonostante abbia lavorato come oss al gaslini ...lo trovò superfluo...'non vorrai che ti succeda? te la chiami....e poi si sà come fare, lo metti a testa in giù...etc' ....
a parte i rapporti tra suocera e nuora ;) ...rimasi sconvolta da questo e altri commenti sentiti successivamente da altri...
continui con il suo lavoro dottore! io sono convinta che tutto ciò di buono che facciamo ritorna e l'ignoranza ci serve solo da sprone
MANOVRE QUI www.apel-pediatri.org ewww.ferrandoalberto.eu

3 gennaio 2014: Fatto avvenuto a Natale
Carissimo dottore,
La ringraziamo molto noi tutte, mamma e sorelline di Alessia, che per fortuna sta bene e può continuare a fare la matta..

Il giorno di Natale, senza dire nulla, mentre preparavano la tavola, ha preso una piccola polpetta di pollo che andava tra gli antipasti.. Per poco si soffoca perché era di piccole dimensioni e un pochino piccante, per cui non ha masticato e ingoiato per ingordigia. Ho sentito di spalle un colpo di tosse cupo, strano, sordo, mi volto e la vedo rossa rossa con le lacrime agli occhi. Istinto la sollevo la siedo sul tavolo, la metto in avanti e le do due colpi forti in mezzo alle scapole a salire col palmo di mano. Sputa polpetta e un po' di pane. Poi scoppia a piangere primo per la paura, secondo perché ignara credeva l’avessi picchiata per punire la cosa. Poi ha subito capito e mi è venuta in braccio a farmi le carezze.. Tanta paura ma un lieto fine grazie a lei è le due dimostrazioni pratiche in studio, che ci danno sufficiente sangue freddo... Grazie!!!!!!!


2 Gennaio 2013
"Sono la mamma di Simone che a fine mese farà due anni.
Simone non è un mangione, non ha mai messo nulla in bocca ma da qualche tempo i molari lo tormentano un pò...qualche settimana fa appena sveglio giochiamo sul lettone, io ricevo una telefonata, lui trova la mia mollettina nei capelli, ci gioca la lancia in aria, io lo osservo, mi distraggo...un secondo e lo vedo immobile, gli chiedo dov'è la molletta...nn risponde è semisdraiato, lo afferro per un braccio e lo tiro seduto...penso: non dovrò fargli la manovra? d'istinto gli dò due-tre colpi energici nelle spalle e sputa ad un metro e mezzo di distanza la molletta ...e dietro metà del pranzo....
ho realizzato dopo 2 giorni, mentre lo raccontavo e mi veniva un nodo alla gola...
con il papà ci siamo sentiti fortunati per il mio sangue freddo e per aver voluto imparare la manovra...
grazie dottore per quello che fa, nn siamo mai stati suoi pazienti e non ci conosce di persona ma da tempo volevo dirle quanto l'ammiro per la sua 'opera', nel mio piccolo ad ogni genitore, nonni o zii che conosco cerco sempre di sponzorizzarla e quest'estate ho insegnato la manovra a mia cugina che abita in un piccolo paesino e che presto avrà una bimba ....spero non gli dovrà servire...a me ha dato la sicurezza e la lucidità nel sapere cosa dovevo fare"


01/gen/2014 22:57 SI SALVA UNA BAMBINA DA SOFFOCAMENTO....E VOI SAPETE FARE LA MANOVRA DA DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE??

"Non finirò mai di ringraziarla per la sua battaglia per la diffusione della conoscenza della manovra di disostruzione e per averci fatto fare il corso. Stasera è successo che un boccone impedisse a Matilde di respirare. Ho messo a frutto quello che ci avete insegnato e in pochi secondi era tutto finito. Un po’ di spavento, subito terminato tra le braccia della mamma e poi a nanna serena.
Grazie ancora"

Notizie più belle del più bel regalo che uno possa desiderare (arrivata ora: 01/gen/2014 22:57)

2 maggio 2013: NONNO salva nipote

Caro Alberto,
ti giro la testimonianza sulla manovra effettuata da un nonno.
Mi sembra interessante per due motivi; il fatto che sia stata praticata da un nonno invece che da un genitore e poi il suggerimento sulla proposta di legge di iniziativa popolare, fatta dai genitori che sono due avvocati.
Grazie e un caro saluto
Gianfranco Picollo


sabato 11 febbraio 2017

SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Si può prevenire? , ferrando, ferrandoalberto

SUICIDIO IN ETA’ PEDIATRICA: cosa fare? Si può prevenire?
Non voglio rovinarvi la giornata ma se si conosce si può, forse, in alcuni casi, evitare delle tragedie come gli incidenti e intervenire precocemente in situazioni di rischio.
Ho già fatto alcuni articoli (*), visti da pochi, sul tema suicidio in età  pediatrica perché rappresenta una delle principali cause di morte nella vita: la seconda causa tra i 10 e i 34 anni. Forse in alcuni casi si potevano cogliere segni di disagio prima?
Uno studio (**) recentemente pubblicato sui casi di  suicidi prima dei venti anni di età in Inghilterra documenta 145 casi in due anni (2014-2015), la metà prima dei 18 anni.
Sono stati identificati dei fattori di rischio che segnalo:
1)     pressione o frustrazione da studio (27%),
2)    bullismo (22%),
3)    lutto (amico o parente) (28%).
4)    gravi problemi di famiglia o di salute (35%),  
5)    emarginazione sociale (25%),
6)    abuso di alcol o di droghe (25-30%)
·      Nel 25% dei casi erano stati cercati su internet modalità per  suicidarsi
·      In 1/3 terzo l’idea di suicidarsi era stata detta ad amici o a parenti nei 10 giorni precedenti.
·      Nel 10% c’erano stati episodi di autolesionismo di entità tale da giungere a osservazione medica.
·      Nel 13% dei casi c’era stato un suicidio in famiglia o di un amico,

I fattori considerati sono tali per cui si debbono allertare, oltre ai genitori e alla famiglia, il pediatra, la scuola, i Servizi sociali e il sistema di giustizia.
Tutti dovremmo comunque avere maggiore consapevolezza della frequenza del suicidio e dei fattori di rischio cercando di comprendere, ascoltare fare domande.
Troppi non vogliono vedere (andava tutto bene diranno poi nelle interviste) o minimizzano o, come per gli incidenti,  pensano che si tratti di un problema di altri, di predestinati o, semplicemente, di sfortuna, di destino, di fatalità.
) e di quanto po- trebbe essergli utile il nostro interessamento e la nostra capa- cità di condividere i suoi tormenti, magari e soprattutto con qualche domanda diretta. Proprio su quella cosa lì, proprio sulla morte... e dintorni. Che è un pensiero che c’è, e non sem- pre abbastanza sepolto, nella testa di molti dei ragazzi la cui salute è messa (anche) nelle nostre mani.

** Lancet Psychiatry (Rodway C, et al. Suicide in children and young peo- ple in England: a consecutive case series. Lancet Psychiatry 2016;3(8):751-9)




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