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martedì 20 ottobre 2015

PERCHE’ PEPPA PIG E MASHA E L’ORSO PIACCIONO AI BAMBINI?

PERCHE’ PEPPA PIG E MASHA E L’ORSO PIACCIONO AI BAMBINI?

Per comprendere il successo di questi personaggi è importante tenere conto dello scenario attuale della Società in cui viviamo e dal venir meno di appartenenze sicure di cui tutti noi abbiamo bisogno.
E forse questa necessità è avvertita maggiormente dai nostri bambini che hanno bisogno di  legami solidi e duraturi su cui poter costruire le proprie certezze e propria identità.
Il desiderio della famiglia unita che si vuole bene non è passato di moda: ne è l’esempio il successo del cartone animato Peppa Pig che in questi ultimi anni ha riscosso un successo incredibile, sia tra i bambini che tra i genitori (non tutti, alcuni lo detestano J ).
In questo cartone animato la famiglia è molto presente, i personaggi passano molto tempo insieme e questo favorisce lo sviluppo del senso di appartenenza alla propria famiglia e fa sentire i bambini amati, riconosciuti e protetti.
I bambini si rispecchiano in Peppa Pig perché il personaggio risponde ai due bisogni fondamentali del bambino: il bisogno di appartenere e il bisogno di contraddistinguersi  ossia di sentirsi protagonisti.
La narrazione è semplice e lineare, le parole, sia del narratore che dei personaggi, hanno un immediato riscontro nell'immagine, e ciò fornisce una grande concretezza all'insieme. 
Un'altra caratteristica importante è il ritmo: Peppa Pig è un cartone animato lento e ciò permette ai bambini di seguirlo con attenzione e farlo proprio. Ricordiamo che i bambini di oggi sono spesso "in accelerazione", ma questo non perché lo vogliano loro, ma perché siamo noi adulti a volerli così: loro invece si vorrebbero fermare un po', fare le cose con un po' di tranquillità»*.

Quali sono i messaggi positivi di questo cartone animato? «Da esso traspare l'idea della famiglia unita, che alla sera sempre si ritrova insieme. I bambini hanno il desiderio di essere tranquillizzati nei propri bisogni primari, come appunto la famiglia e l'affetto. Lo stile genitoriale dei genitori di Peppa Pig è democratico e incoraggiante. I piccoli vengono ascoltati, sostenuti, rispettati e mai giudicati o derisi, se sbagliano cercano di trovare una soluzione insieme. Ai bambini fa bene vedere che ogni tanti anche i genitori fanno degli errori e che agli errori si può rimediare.  La nostra società vede l’errore come un fallimento da giudicare e da punire: si deve essere sempre perfetti! “*
Spesso noi ci troviamo davanti a delle famiglie con genitori super specializzati che possono rappresentare dei modelli così elevati, difficilmente raggiungibili dai nostri bambini.
Anche nel cartone Masha e l’Orso il successo è legato alla famiglia.  Masha è una bimba vera, che, seppur capricciosa e combina guai, ha bisogno di una presenza adulta che la metta in riga e, soprattutto, la coccoli. E allora entra in scena lui, l’orso, che rappresenta  la figura paterna, materna, fraterna per Masha. E’ lui che se ne fa carico, suo malgrado, rimproverandola per ogni guaio combinato ma poi aiutandola a rimediare.
Masha e l’Orso sono una coppia inseparabile, un altro aspetto della storia piace tanto ai bambini che s’identificano in quella bimba irriverente e pasticciona e ritrovano nel gigante severo ma buono i propri genitori.
Oggi con questi nuovi cartoni animati si  va in controtendenza rispetto al periodo in cui i cartoni erano spesso e volentieri un inno alla violenza.  Questa  inversione di tendenza ritengo sia decisamente positiva: vi leggo il desiderio di tornare all'essenziale, alla famiglia, ai valori dello stare insieme. Da parte degli adulti c'è il desiderio di passare ai più piccoli un messaggio positivo, soprattutto in un'epoca in cui il 60% delle famiglie vivono una situazione di separazione. Questo è il motivo del successo di questo cartone animato. Il periodo che ci stiamo lasciando alle spalle, caratterizzato da cartoni animati violenti, forse era un modo per esorcizzare le paure che avevamo accumulato. Quello era il tempo di demolire. Ora, invece, ritengo sia venuto il tempo di ricostruire. Abbiamo il desiderio di ripartire dalle cose semplici, e magari proprio attraverso i nostri bambini. Così passa di moda il mito della conquista del pianeta, che per anni è stato ricorrente nei cartoni animati. Oggi si vuole riconquistare la propria quotidianità, il proprio spazio nella famiglia: una necessità di cui probabilmente tutti avevamo bisogno, come dimostra il successo di Peppa Pig».
Quindi ben vengano questi cartoni che lanciano messaggi positivi ma, non dimentichiamo che l’adulto dovrebbe sempre affiancare il bambino davanti alla TV per aiutarlo a leggere e contestualizzare i comportamenti dei personaggi, a distinguere tra realtà e finzione e tra quello che si può fare e quello che non si può fare, a sviluppare un proprio senso critico.
Ricordiamoci sempre che il bambino ha bisogno di una famiglia che lo rispetti e lo consideri e, spesso, i suoi desideri sono anche un piccolo spazio ritagliato nell’arco della giornata e dedicato a lui per leggere o giocare insieme.


*Emanuela Iacchia, docente di psicopatologia presso la facoltà di scienze dell'educazione dell'Università Bicocca di Milano e esperta di psicologia infantile



martedì 21 aprile 2015

EDUCARE MISSIONE IMPOSSIBILE? SCUOLA SANITA'..E FAMIGLIA a confronto. il 22 aprile SIETE INVITATI

SIETE INVITATI MERCOLEDì 22 aprile alle 16 AULA MAGNA NAUTICO SANGIORGIO : EDUCARE MISSIONE IMPOSSIBILE? SCUOLA SANITA'..E FAMIGLIA a confronto.  Relatori Testino, Viotti, Ferrando (Soc. Italiana di medicina Ecosostenibile). Apre e chiude il Convegno Raffaella Paita

"Possiamo affermare con sicurezza che la società nel suo complesso ha “disertato” in questi anni dai suoi compiti educativi collettivi da molti punti di vista.
Oggi viviamo e cresciamo i nostri figli infatti in una società sempre più finta, di plastica, condizionata da un consumismo esasperato (...pubblicitocrazia!), con una perdita dei valori di riferimento (etica del lavoro, del risparmio, dell'impegno, della famiglia, della parola data, della condivisione e dell'onore!) che avevano guidato le generazioni precedenti".


Gli ultimi decenni hanno rovesciato le basi materiali di tutti i soggetti portatori di funzioni educative: le minacce ecologiche, l’insicurezza nel mondo economico, la precarietà dei percorsi lavorativi, la confusione dei riferimenti culturali, la perdita di contatto con le proprie “radici”, la crescente volgarità e scadimento etico del sistema delle comunicazioni, l'iper-consumismo hanno lasciato soli i genitori e la scuola alle prese con una “missione impossibile: educare! “
Anche le esperienze di “reciprocità” così importanti nello sviluppo di una consapevolezza personale partecipativa, in particolare nei percorsi formativi dei giovani, sono entrate in “crisi” schiacciate da realtà sempre più virtuali e, spesso, auto-centrate!


Possiamo affermare con sicurezza che la società nel suo complesso ha “disertato” in questi anni dai suoi compiti educativi collettivi da molti punti di vista.
Oggi viviamo e cresciamo i nostri figli infatti in una società sempre più finta, di plastica, condizionata da un consumismo esasperato (...pubblicitocrazia!), con una perdita dei valori di riferimento (etica del lavoro, del risparmio, dell'impegno, della famiglia, della parola data, della condivisione e dell'onore!) che avevano guidato le generazioni precedenti.
Una crisi etico-spirituale-educativa evidente ed una altrettanto evidente paralisi nella capacità di porre rimedio a questi aspetti (oggi ognuno pensa a se e basta!).


Sottolineiamo come  emergenza finanziaria ed emergenza etico-educativa siano più collegate di quanto possa sembrare e forse proprio per questo, oggi, abbiamo una occasione per cominciare ad affrontarle entrambe impostando quei cambiamenti che, nel tempo, possano ripianare tanto il debito finanziario che il “debito educativo” accumulati nei decenni passati.

Tutti sentiamo la necessità di tracciare una rotta (su vari livelli) che consenta di recuperare i valori di una “società educante” attraverso azioni semplici e concrete che possano raccogliere l'impegno di tutti e fare davvero “cultura” in modo costante e duraturo nel tempo.


martedì 29 luglio 2014

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA  E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)
Nasce una vita, nasce un bambino troviamo un modo di rendere la vita piacevole a tutti.
 La nascita di un bimbo senza il rispetto e la comprensione delle necessità ed esigenze altrui, può diventare, a lungo andare,   fonte di stress e di “prova da sforzo” della coppia. Comunque,  non si può generalizzare e ognuno deve trovare soluzioni confacenti nel proprio contesto familiare e non solo….I rapporti tra persone sono complessi e certi vincoli affettivi rappresentano un cordone ombelicale che dura tutta una vita.
Stesse regole servono anche per gli amici invadenti, per i saccenti, per i superesperti, per i cultori delle medicine orientali, alternative, magiche etc. etc.
Esistono altre persone che “a fin di bene” potrebbero danneggiare l’equilibrio psicofisico della coppia: alcuni tipi di vicini curiosi e pontificatori. Ovviamente non tutti sono così:per fortuna esistono persone eccezionali che sono disponibili, in caso di necessità, a dare aiuto e  appoggio umano.
Purtroppo, è oramai consolidata la cultura che la mamma, in particolare al primo figlio, ha sempre delle colpe e mai dei meriti se il bambino non sta bene e, ad ogni constatazione di un qualche sintomo: “ha il raffreddore, piange ha le coliche” ! Viene  colpevolizzata con frasi del tipo: “perché sei uscita, o perché non lo fai uscire! Chissà cosa hai mangiato! Sicura che il tuo latte vada bene?.
Non bisogna scordare che alcune frasi dette in un momento delicato della vita  di una persona, dopo la gravidanza ed il parto,  sono estremamente dannose per una mamma.

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA 
Arrivati a casa..e sempre
  1. La mamma ha sempre ragione non la nonna, la vicina, il pediatra, l’infermiere, etc: vostro figlio e’ unico.
  2. Mamma e papà debbono parlarsi e allearsi tra loro.
  3. I nonni sono una grande risorsa. Soprattutto se esiste rispetto reciproco e regole chiare.
  4. Amici, parenti, conoscenti e vicini: avvisate che nei primi periodi sarete voi a chiamarli.
  5. Il neonato potrebbe voler mangiare ogni 2 ore nei primi periodi (anche oltre a 1 mese). Seguite i suoi ritmi e staccate il telefono. Suonerà regolarmente nel momento meno adatto.
  6. Al neonato e ai lattanti non interessa essere baciati sulle manine e presi in braccio da estranei (o anche da conoscenti).  Più gente li tocca e maggiori sono le possibilità di ammalarsi. Non sono dei peluche da toccare e abbracciare.
  7. Uscire tanto da casa, appena si può, appena si è in grado di farcela. Più si esce meglio starà il bebè e anche la mamma.
  8. Farsi aiutare. Nei primi periodi la gestione della casa e della cucina e altro se è possibile darla “in appalto” a nonni, amici, marito, compagno.
  9. Cercare di ritagliarsi degli spazi, anche brevi. All’inizio è difficile ma pian piano bisogna imporselo.
  10. Dedicare tempo anche per la coppia: avere bisogno l’uno dell’altro fa bene del bambino. Le coccole sono un toccasana non solo per il bebè ma anche per mamma e papà.



domenica 1 giugno 2014

Parliamo un po’ di politica e di elezioni: pensiamo ai nostri figli come genitori e come persone

Usciamo un po' dal tema vaccini (quanto si parla, anche io, tanto del poco) e Parliamo un po’ di politica e di elezioni: pensiamo ai nostri figli sia come genitori che come persone
INIZIATE A PENSARE CHE FACILITAZIONI O SERVIZI AVETE AVUTO SUL LAVORO QUANDO AVETE UN FIGLIO!!!!!!
Qualcuno ha recentemente affermato che “La più grande sfida del nostro tempo non riguarda il lavoro, né la democrazia, né l’ambiente, ma il modo in cui i genitori si relazionano ai propri figli, perché da questo dipende in buona parte tutto il resto”. E QUESTO DIPENDE ANCHE DA QUANTO LA SOCIETA’ INVESTE SULLE FAMIGLIE E SUI BAMBINI
Cari Genitori
In un recentissimo lavoro pubblicato sulla Rivista medico e bambino viene illustrato come la stimolazione dei bambini si accompagni a migliore sviluppo psicomotorio. E quale miglior stimo affettivo e sensoriale di quello dei genitori? Che sostegno abbiamo i  Italia per i bambini e le famiglie? Quando tutti parlano dell’importanza della famiglia cosa si fa in Italia per le famiglie e per i bambini?
“L’itinerario di vita di un bambino può essere modificato da interventi anche semplici che possono rendere un genitore più consapevole, più attrezzato, più sicuro di sé, e un bambino più competente e pronto a cogliere e a dare il meglio. C’è molto che si può fare, con poche risorse necessarie …….. offrire una buona partenza a tutti i bambini, offrendo informazioni, supporto e guida ai loro genitori. 
La SITUAZIONE DA NOI IN ITALIA???  (A parte che siamo il paese dove si fa meno attività fisica e il secondo per eccesso ponderale :-) )
In Italia, le politiche per le famiglie e l’infanzia, sia di sostegno economico sia tramite fornitura di servizi, sono in ritardo rispetto alla media degli altri Paesi. Nel 2010 le prestazioni sociali per famiglia, abita-zione ed esclusione sociale erano appena l’1,4% del prodotto interno lordo, rispetto a una media del 3,3% nell’UE; tra i Paesi comunitari, solo la Polonia aveva un valore più basso. Inoltre, nel periodo 2008-12 gli stanziamenti per famiglie e infanzia si sono ridotti da oltre un miliardo a 200 milioni29. Benefits alle famiglie esistono a livello locale (regioni e comuni), portando anche qui a una giungla di diversità e di diseguaglianze.… molte amministrazioni, soprattutto nel Centro-Nord, hanno da tempo imboccato la strada di investire su bambini e famiglie, ma ovunque sono in atto tagli e riduzioni, e in ogni caso queste politiche non sono mai state elevate al rango di politiche di governo. La crisi ha peggiorato la situazione. A fronte di un’utenza potenziale di 737.000, i posti fruibili nei nidi in Italia sono 163.000: mezzo milione di bambini non ricevono i benefici derivanti dalla frequenza di nidi di qualità. La situazione migliora molto con la scuola dell’infanzia, dove i bambini che vi hanno accesso sono oltre il 90%. Gli interventi non riguardano solo i nidi. Comprendono, per i motivi descritti in precedenza, il supporto alle conoscenze e competenze genitoriali tramite servizi in grado di raggiungere tutte le famiglie, anche a domicilio. Alcune amministrazioni locali e alcuni settori della società italiana già si muovono in questa direzione, forti di una tradizione psicopedagogica ed educativa pluridecennale: Centri per le famiglie, programmi quali “Nati per Leggere”59 e “Nati per la Musica”, programmi quali “Genitori più” promuovono nelle famiglie italiane, con il supporto di diversi settori quali quello sanitario, educativo e culturale, pratiche di grande efficacia per lo sviluppo complessivo del bambino, a partire dalla gravidanza e per i primissimi anni di vita. Gli stessi pediatri sono chiamati a richiamare l’attenzione dei Governi e delle Amministrazioni locali per inter venti a favore delle famiglie e dell’infanzia ……..”

GENITORI CHIEDETELO E CHIEDETE A  CHI VI PROMETTE E SPESSO CI PRENDE ...... 

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore

Malattia mano-bocca-piedi: la guida che vorrei dare a ogni genitore Cosa succede davvero, come alleviare il dolore, quando tornare al nido e...