Visualizzazione post con etichetta cancro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cancro. Mostra tutti i post

giovedì 30 agosto 2018

MALATTIA DEI GENITORI: LO DICO AI FIGLI?

MALATTIA DEI GENITORI: LO DICO AI FIGLI?
In questi giorni mi è stato chiesto consiglio su come comportarsi per una malattia grave di una mamma. Il quesito era: lo diciamo ai figlio di10 e 15 anni o  no?
Per chi non volesse andare avanti e volesse una risposta sintetica dico subito che bisogna informare i figli correttamente  della malattia di un loro caro.
Chiaramente bisogna avere elaborato noi adulti la cosa per fare una comunicazione senza essere troppo angosciati.
Quanto scrivo è stato tratto dal sito AIMAC: www.aimac.it/ (Associazione Italiana Malati di Cancro, Parenti e Amici):
La tendenza di ogni genitore è, istintivamente, di tutelare, non comunicando, i figli per evitare dolore e sofferenza ma  una buona comunicazione è più terapeutica dell’assenza di comunicazione, perché fa sentire i figli più coinvolti, più partecipi e meno trascurati e abbandonati. Alcuni si sentono poco rispettati se non si comunica la, pur dura, verità e anche traditi dai propri cari per essere stati tenuti all'oscuro.
Non dobbiamo dimenticare inoltre che i bambini, fin da piccoli, capiscono quanto sta avvenendo e, potrebbero vivere ancora più male quanto sta succedendo. Infatti una malattia, a maggior ragione una malattia grave ‘parla’ da sola, attraverso cambiamenti, assenze, malessere, e  la non comprensione di quanto accade può far sentire i bambini in colpa, potrebbero sentirsi abbandonati o non  abbastanza amati, oltre che indurli a farsi un’idea a volte peggiore della realtà.
Ai genitori spetta un compito non facile, e nessuno può rimproverarli se non ci riescono per il troppo amore che nutrono per i propri figli.
E’ dunque importante coinvolgere i propri figli in un percorso di malattia.
I bambini hanno il diritto di conoscere tutto ciò che accade in famiglia, quindi anche di sapere che il padre o la madre ha una malattia seria come un tumore.
Sarebbe bene che i figli venissero informati dai genitori stessi, ma in caso di difficoltà (cosa dico ai miei figli?) è opportuno chiedere aiuto al proprio medico o a uno psicologo o psicoterapeuta.
Il percorso di una malattia può essere lungo e con incertezze e  incognite.
Convivere con l’incertezza è un aspetto della malattia.
Tutte le malattie importanti influenzano il clima emotivo di tutta la famiglia, benché per alcuni mostrare i propri sentimenti sarà più facile che per altri.
Inoltre l'aspetto fisico potrebbe cambiare, così come l'attività svolta può cambiare. Le fasi che attraversate voi incredulità, rabbia, riorganizzazione, speranza e accettazione avvengono anche in loro.
Comunicare la malattia aiuta a vivere meglio la quotidianità e a valorizzare i gesti e le attività quotidiane, dalla routine della spesa, al far da mangiare, guardare un film ecc.
Se avviene un ricovero poi la. comunicazione diventa ancora più importante perchè non dire la verità a un bambino lo mette in crisi ma ancora di più raccontare, pur pensando di farlo a fini di bene, delle "non verità".
Parlatene tra voi e con l'equipe che segue la malattia e con il vostro medico.


mercoledì 2 marzo 2016

VACCINO PER IL PAPILLOMAVIRUS (HPV)

VACCINO PER IL PAPILLOMAVIRUS (HPV)
Il cancro del collo dell’utero è una malattia molto grave ed è causato da un virus, chiamato  papillomavirus umano (HPV).
Ad oggi sono stati identificati oltre 100 tipi di Hpv che infettano l’uomo e, tra questi, circa 40 sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne. Alcuni tipi hanno una tendenza a progredire in cervicocarcinoma. I tipi Hpv 16 e Hpv 18 sono responsabili di oltre il 70% dei casi di questo tumore. I tipi di Hpv a basso rischio sono associati a lesione benigne come i condilomi genitali. 
Modalità di trasmissione
Il virus Hpv si trasmette per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. E’ possibile la trasmissione anche attraverso contatti genitali “non penetrativi”, l’uso del preservativo riduce il rischio di infezione, ma non lo elimina completamente in quanto il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico.
Per fortuna non tutti quelli che sono infettati si ammalano di cancro. IIl virus rimane latente per decenni ma può essere trasmesso ad altri.
Prevenendo l’infezione si previene il cancro. Il vaccino è estremamente efficace nel prevenire l’infezione (tra il 93 e il 100% di protezione per i tipi di virus contenuti nel vaccino) e di conseguenza le lesioni maligne che possono conseguire all’infezione stessa (percentuali analoghe). Il vaccino non solo protegge dai tipi di HPV in esso contenuti (il 16 e il 18 tra quelli pericolosi del bivalnte), ma quando la popolazione immunizzata è molto estesa si verifica da un lato una estensione della protezione ad altri tipi pericolosi di HPV (31, 33 e 45) dall’altro si produce una chiarissima immunità di gregge che limita la circolazione del virus ed infine protegge anche i non vaccinati.
Nei paesi che hanno introdotto per primi il vaccino e nei quali le percentuali di copertura sono molto alte si nota una fortissima diminuzione delle infezioni, ed anche delle lesioni precancerose e di quelle francamente maligne.
Il vaccino sta vincendo la lotta contro il cancro: non è un vaccino che protegge dal virus: è un vaccino che protegge dal cancro!!! Visti i vantaggi della vaccinazione estesa (effetto gregge e crossprotezione), considerando che il HPV può, più raramente  causare tumori anche nei maschi, in alcuni paesi, come l’Italia,  si è deciso di vaccinare anche i ragazzi.
Ricordiamo che il vaccino non protegge contro tutti i tipi di HPV che causano il cancro dell’utero e pertanto è necessario fare il PAP test; dobbiamo considerare che i tipi di virus dai quali questo vaccino protegge causano circa il 70% dei tumori, e non è cosa da poco. La protezione effettiva, con l’effetto gregge e con la cross-protezione, potrebbe essere più alta. D’altra parte anche le cinture e gli airbag non ci proteggono al 100%, eppure nessuno sano di mente li rimuove dall’automobile.
Il vaccino è stato introdotto nel 2006 e gli studi più recenti indicano che la protezione dura ALMENO 9 anni. Facendo regolarmente (quante lo fanno?) il PAP test si interverrebbe ma per curare una lesione precancerosa con un intervento, che non è privo di rischi, non sempre riesce bene e può essere un problema per le successive gravidanze. Con il vaccino si riduce già il rischio del 70%.
Si è visto che vaccinando prima dell’inizio della attività sessuale la protezione è massima; per questo si vaccinano le ragazze di 12 anni: nel momento in cui entreranno a contatto con il virus, saranno perfettamente protette.
Infine, il vaccino è molto sicuro. Sono stati riportati numerosi effetti avversi, anche gravi, dopo la vaccinazione.
In conclusione è altamente raccomandabile vaccinare le proprie figlie e figli. E’ un vaccino estremamente efficace ed estremamente sicuro che protegge contro una terribile malattia come è il cancro dell’utero. Vaccinando tutti i nostri figli otterremo un effetto gregge che aumenterà la protezione dei figli stessi, e proteggerà tutti quanti. Quindi non state ad ascoltare chi induce  insensate paure.  (tratto in parte  da Roberto Burioni).

1.     Population-level impact and herd eff ects following humanpapillomavirus vaccination programmes: a systematic review and meta-analysis - Lancet Infect Dis 2015;15: 565–80
2.     Quadrivalentvaccine against human papillomavirus to prevent anogenitaldiseases. N Engl J Med 2007; 356: 1928–43 .
3.     Efficacy of humanpapillomavirus (HPV)-16/18 AS04-adjuvanted vaccine against cervical infection and precancer caused by oncogenic HPV types (PATRICIA): final analysis of a double-blind, randomised study in young women. Lancet 2009; 374: 301–14 .
4.     Sustained efficacy,immunogenicity, and safety of the HPV-16/18 AS04-adjuvantedvaccine: final analysis of a long-term follow-up study up to 9.4 yearspost-vaccination. Hum Vaccin Immunother 2014; 10: 2147–62.

5.     Safety of human papillomavirus vaccines: a review. - Expert Opin Drug Saf. 2015 May;14(5):697-712.


giovedì 21 maggio 2015

ATTENZIONE AI CELLULARI E NON SOLO. LETTERA ALL'ONU DI 190 SCIENZIATI. MA VOI POTETE FARE QUALCOSA

ATTENZIONE AI CELLULARI E NON SOLO. LETTERA ALL'ONU DI 190 SCIENZIATI. MA VOI POTETE FARE QUALCOSA
Che apparecchiature emettono campi magnetici non ionizzanti???
Ecco alcune;  i cellulari, i telefoni cordless e le loro stazioni base, il Wi-Fi, le antenne di trasmissione, gli smart-meter e i monitor per neonati 
Più e piccolo il bambino e maggior danno possono creare. Guardate la differente penetrazione nel cervello in un adulto, in un bambino di 5 e di 10 anni.

Qui l'appello di 190 scienziati all'ONU che chiedono:
1. Vengano protetti i bambini e le donne incinta;
2. Si rinforzino le linee guida e gli standard regolamentari;
3. I produttori vengano incoraggiati a sviluppare tecnologia più sicura;
4. I servizi di utilità pubblica (società dell’energia elettrica, telefonia, etc.) responsabili della produzione, trasmissione, distribuzione, e monitoraggio del mantenimento dell’elettricità, mantengano di un’adeguata qualità della corrente elettrica e assicurino cavi elettrici appropriati per minimizzare i danni prodotti dalla corrente a terra;
5. Il pubblico venga pienamente informato riguardo ai rischi potenziali per la salute derivanti dall’energia elettromagnetica e vengano loro insegnate le strategie per la riduzione del danno;
6. Ai professionisti del campo medico si provveda un’educazione adeguata riguardo agli effetti biologici dell’energia elettromagnetica e sia provvista una formazione al trattamento di pazienti che soffrono di elettrosensibilità;
7. I governi finanzino formazione e ricerca sui campi elettromagnetici e la salute che sia indipendente dall’industria e impongano la cooperazione tra industria e ricercatori;
8. I mass media rivelino i rapporti tra gli esperti della finanza con l’industria quando citano le loro opinioni riguardo gli aspetti sulla salute e la sicurezza delle tecnologie di emissione di EMF; e
9. Vengano stabilite delle zone-bianche (aree libere da radiazioni).Appello di 190 scienziati all'ONU
A: Onorevole Mr, Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite;
Onorevole Dr. Margaret Chan, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
Stati membri delle Nazioni Unite.
Appello Internazionale:
Gli scienziati chiedono
protezione dall’esposizione ai Campi Elettromagnetici non ionizzanti
Siamo scienziati impegnati nello studio degli effetti biologici e sanitari dei campi elettromagnetici non ionizzanti (EMF). Basandoci sulle ricerche pubblicate da riviste peer-reviwed, siamo seriamente preoccupati riguardo all’esposizione ubiquitaria e sempre più in aumento agli EMF generati da apparecchiature elettriche e wireless.
Queste includono – ma non si limitano – le apparecchiature che emettono radiazione a radiofrequenza (RFR), quali i cellulari, i telefoni cordless e le loro stazioni base, il Wi-Fi, le antenne di trasmissione, gli smart-meter e i monitor per neonati oltre alle apparecchiature elettriche e alle infrastrutture utilizzate nel trasporto e consegna di elettricità che generano un campo elettromagnetico a frequenza estremamente bassa (ELF EMF).
Basi scientifiche per la nostra comune preoccupazione
Numerose pubblicazioni scientifiche recenti hanno mostrato che i EMF influiscono gli organismi viventi a livelli ben inferiori a molte linee guida sia nazionali che internazionali. Gli effetti includono l’aumentato rischio di tumori, lo stress cellulare, l’aumento di radicali liberi dannosi, danno genetico, modifiche strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, deficit di apprendimento e di memoria, disturbi neurologici, e impatti negativi sul generale benessere degli esseri umani. Il danno va molto oltre la razza umana, visto che ci sono sempre più in aumento le prove degli effetti dannosi sia sulla vita delle piante che su quella degli animali.
Queste scoperte giustificano il nostro appello alle Nazioni Unite (UN) e, a tutti gli Stati Membri nel mondo, per incoraggiare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ad esercitare una forte leadership nella promozione dello sviluppo di linee guida più protettive nei confronti dei EMF, incoraggiando misure precauzionali, ed educando il pubblico riguardo ai rischi per la salute, particolarmente al rischio per lo sviluppo dei bambini e del feto. Con un mancato intervento.
L’OMS viene a mancare all’adempimento del suo ruolo quale preminente ente internazionale di salute pubblica.
Linee guida per gli EMF non ionizzanti inadeguate
I vari enti che fissano norme di sicurezza hanno fallito nell’imporre linee guida sufficienti a proteggere il pubblico in generale, e i bambini in modo particolare che sono più vulnerabili agli effetti degli EMF.
La Commissione Internazionale sulla Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP) ha stabilito nel 1998 le “Linee guida per limitare l’esposizione ai campi elettromagnetici, magnetici, elettrici variabili nel tempo (fino a 300 GHZ)”.
1 Queste linee guida sono state accettate dall’OMS e da molti paesi in tutto il mondo. L’OMS sta chiedendo a tutte le nazioni di adottare le linee guida dell’ICNIRP per incoraggiare l’armonizzazione internazionale degli standard. Nel 2009, l’ICNIRP ha rilasciato una dichiarazione dicendo che stava riaffermando le proprie linee guida del 1998, perché secondo la loro opinione, la letteratura scientifica pubblicata fino ad allora “non aveva fornito prova di alcun effetto negativo al di sotto dei limiti stabiliti e non si rendeva necessaria una revisione immediata della sua guida per la limitazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza.
2 La nostra opinione è che, poiché le linee guida ICNIRP non considerano l’esposizione a lungo termine e gli effetti a bassa intensità, esse sono insufficienti a proteggere la salute pubblica.
L’OMS ha adottato la classificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) del campo elettromagnetico a frequenza estremamente bassa (ELF EMF) nel 2002 e della radiazione a radiofrequenza (RFR) nel 2011. Questa classificazione dichiara che l’EMF è un possibile cancerogeno umano (Gruppo 2B).
Nonostante entrambe le scoperte IARC, l’OMS continua a sostenere che non vi sono prove sufficienti per giustificare l'abbassamento di tali limiti quantitativi di esposizione.
Poiché vi è polemica circa un fondamento logico per fissare norme per evitare gli effetti negativi per la salute, si raccomanda che il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) convochi e finanzi un comitato multidisciplinare indipendente che esplori i pro e i contro di pratiche alternative a quelle correnti che possano abbassare sostanzialmente l’esposizione umana alle RF e ai campi ELF. Le decisioni di questo gruppo dovrebbero essere prese in modo trasparente e imparziale
. Nonostante sia essenziale che l’industria venga coinvolta e cooperi in questo processo, non dovrebbe essere permesso all’industria di influenzare il processo decisionale del  ruppo o le conclusioni raggiunte. Questo gruppo dovrebbe fornire le proprie analisi alle Nazioni Unite eall’OMS per guidare l’azione precauzionale
Collettivamente chiediamo anche che:
1. Vengano protetti i bambini e le donne incinta;
2. Si rinforzino le linee guida e gli standard regolamentari;
3. I produttori vengano incoraggiati a sviluppare tecnologia più sicura;
4. I servizi di utilità pubblica (società dell’energia elettrica, telefonia, etc.) responsabili della produzione, trasmissione, distribuzione, e monitoraggio del mantenimento dell’elettricità, mantengano di un’adeguata qualità della corrente elettrica e assicurino cavi elettrici appropriati per minimizzare i danni prodotti dalla corrente a terra;
5. Il pubblico venga pienamente informato riguardo ai rischi potenziali per la salute derivanti dall’energia elettromagnetica e vengano loro insegnate le strategie per la riduzione del danno;
6. Ai professionisti del campo medico si provveda un’educazione adeguata riguardo agli effetti biologici dell’energia elettromagnetica e sia provvista una formazione al trattamento di pazienti che soffrono di elettrosensibilità;
7. I governi finanzino formazione e ricerca sui campi elettromagnetici e la salute che sia indipendente dall’industria e impongano la cooperazione tra industria e ricercatori;
8. I mass media rivelino i rapporti tra gli esperti della finanza con l’industria quando citano le loro opinioni riguardo gli aspetti sulla salute e la sicurezza delle tecnologie di emissione di EMF; e
9. Vengano stabilite delle zone-bianche (aree libere da radiazioni).
Data proposta di sottomissione: 23 Ottobre 2014
Domande possono essere poste a Elizabeth Kelley, M.A., Directore, EMFscientist.org, a:
info@EMFscientist.org
Le firme seguono secondo la nazione….
Nota: i firmatari hanno firmato come individui, dando la loro affiliazione professionale, ma questo non necessariamente significa che questo rappresenti la visione dei loro datori di lavoro o delle organizzazioni professionali alle quali sono affiliati.
Magda Havas, Ph.D, Trent University, Peterborough, Ontario Canada
Martin Blank, Ph.D, Columbia University, USA
Elizabeth Kelley, MA, Electromagnetic Safety Alliance, Arizona, USA
Henry Lai, Ph.D, University of Washington, USA
Joel M. Moskovitz, Ph.D, University of California at Berkeley, USA
per l'Italia:
Italy
Prof. Sergio Adamo, Ph.D., La Sapienza University, Rome, Italy
Prof. Fernanda Amicarelli, Ph.D., Applied Biology, Dept. of Health, Life and Environmental Sciences, University of L'Aquila, Italy
Dr. Pasquale Avino, Ph.D., INAIL Research Section, Rome, Italy
Dr. Fiorella Belpoggi, Ph.D., FIATP, Director, Cesare Maltoni Cancer Research Center, Ramazzini Institute, Italy
Prof. Emanuele Calabro, Department of Physics and Earth Sciences, University of Messina, Italy
Prof. Franco Cervellati, Ph.D., Department of Life Science and Biotechnology, Section of General Physiology, University of Ferrara, Italy
Prof. Stefano Falone, Ph.D., Researcher in Applied Biology, Dept. of Health, Life and Environmental Sciences, University of L'Aquila, Italy
Prof. Dr. Speridione Garbisa, ret. Senior Scholar, Dept. Biomedical Sciences, University of Padova, Italy
Dr. Settimio Grimaldi, Ph.D., Associate Scientist, National Research Council, Italy
Prof. Livio Giuliani, Ph.D., Director of Research, Italian Health National Service, Rome-Florence-Bozen; Spokesman, ICEMS - International Commission for Electromagnetic Safety, Italy
Prof. Dr. Angelo Levis, MD, Dept. Medical Sciences, Padua University, Italy
Prof. Salvatore Magazù, Ph.D., Department of Physics and Science, Messina University, Italy
Dr. Fiorenzo Marinelli, Ph.D., Researcher, Molecular Genetic Institute of the National Research Council, Italy
Claudio Poggi, Electronics Engineer, Research Director, Sistemi s.r.l., (TN), Genoa, Italy
Prof. Raoul Saggini, University G. D'Annunzio, Chieti, Italy
Dr. Morando Soffritti, MD, Honorary President, National Institute for the Study and Control of Cancer and Environmental Diseases B. Ramazzini, Bologna, Italy
Prof. Massimo Sperini, Ph.D., Center for Inter-University Research on Sustainable Development, Rome, Italy

martedì 1 ottobre 2013

l'alcol FA, SEMPRE, MALE. PARTICOLARMENTE DANNOSO IN GRAVIDANZA, IN ALLATTAMENTO E NEI BAMBINI E NELLE DONNE

Cari Genitori e ragazzi (A QUESTO LINK VARI ARTICOLI SUL TEMA: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=ALCOL.
La tolleranza DI TANTI DI NOI sull'alcol continua a creare  problemi a tutti: incidenti, tumori, danni al feto (MAI BERE ALCOL IN GRAVIDANZA E DURANTE L'ALLATTAMENTO, incidenti (quasi la metà secondari all'uso di alcol.RICORDO CHE NON FA LATTE MA FA MALE AL BAMBINO, CHE DURANTE LA GRAVIDANZA PUO' CAUSARE DANNI AL FETTO E CHE NEL BAMBINO PICCOLO E' UN TOSSICO E NON FA SANGUE
A questo link trovate vari articoli.......Intanto si abbassa l'età della sbronza, aumentano i commi da alcol perché molti, anche molti di voi che leggete, sorridete
Sui rapporti tra alcol e cancro leggete questo articolo di testino, Schiappacasse, Viotti ecc, tra cui il sottoscritto: https://www.dropbox.com/s/trrylp0bqejdbem/ALCOL%20E%20CANCRO%20FERRANDO%20TESTINO.pdf
Consumo di alcol e tumori
Gianni Testino1,2, Giorgio Schiappacasse3, Alessandro Viotti4, Alberto Ferrando5, Luigi Bottaro6, A. Ornella Ancarani1,2,ValentinoPatussi7,2, Ilaria Londi7,2 e Emanuele Scafato8,2 che conclude:

È possibile concludere come ormai le evidenze sperimentali ed epidemiologiche confermano pienamente la correlazione fra alcol e cancro. In considerazione della frequenza piutto- sto elevata di alcuni tipi di tumore (esofago, colon, fegato, ........ il consumo di bevande alcoliche è un comportamento a rischio in quanto l’alcol è una sostanza tossica e cancerogena che non coinvolge solo gli alcolisti, ma anche i bevitori sociali. .......comunque a basso rischio possono essere le seguenti: 20 gr/ die per il maschio e sotto i 10 gr/ die per la femmina46.
È bene sottolineare però come relativamente al rapporto al- col e cancro, numerosi Autori ed organizzazioni internazio- nali hanno espresso l’opinione, da noi pienamente condivisa, che l’atteggiamento maggiormente responsabile dei profes- sionisti della salute dovrebbe essere quello di non indicare dosaggi sicuri di consumo di bevande alcoliche. 

mercoledì 11 settembre 2013

NON CREDETE, E NON DIVULGATE, QUELLO CHE LEGGETE: ULTERIORE BUFALA SUI VACCINI

Su vari blog gira questa notizia (FALSA): LEGGETE QUI COME E' LAVERA STORIA: http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html   
LA NOTIZIA BUFALA: 
"Azienda farmaceutica ammette: "Cancro trasmesso coi vaccini" Un’azienda farmaceutica ha confessato: la tragedia mondiale che sembrava frutto di una mente (E' UNA BUFALA!!!)  squilibrata purtroppo invece è una realtà con cui bisognerà confrontarsi. L’azienda ha ammesso di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini..........iniettato il virus micidiale (SV40 ed altri) capace di provocare il cancro, nella popolazione di tutto il mondo. Si spiegherebbe infatti l’aumento dell’insorgenza dei tumori negli ultimi 50 anni"
VEDETE IL BLOG DI PAOLO ATTIVISSIMO, GIORNALISTA MEDICO che incollo i parte qui sotto
http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html

È un brano tratto dall'allarme che viene pubblicato senza alcuna verifica preliminare da tanti siti di “informazione alternativa” (curiosa etichetta che non considera che l'alternativa all'informazione è la stronzata) e rimbalza su Facebook grazie all'ingenuità e alla faciloneria degli utenti....OMISSIS  E se l'intervista è stata“censurata”, come mai invece siamo al corrente della sua esistenza? 
I fatti, tanto per cambiare, sono radicalmente differenti da come vengono raccontati nell'appello, anche se c'è un fondo di verità apparentemente sensazionale. Infatti è indubbio che la Merck abbia “inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini”: ma lo ha fatto per errore, non per un piano diabolico; e lo ha fatto non“tradizionalmente”, ma ha smesso cinquant'anni fa.
Questo è quello che emerge da una ricerca di Wired datata 2007: fra il 1955 e il 1963 un vaccino antipolio prodotto dalla Merck risultò essere contaminato dall'SV40, un virus sospettato (per ora senza conferme; altro che “micidiale”) di essere in grado di creare tumori nell'uomo e facente parte degli ingredienti necessari per ottenere il vaccino antipolio. L'allarme fu lanciato da Maurice Hilleman, della Merck, e la contaminazione fu risolta. Si sa che quel tipo di vaccino contaminato fu inoculato a circa 100 milioni di americani e a un numero elevatissimo di abitanti di altri paesi, ma non si sa se abbia innescato il cancro nelle persone inoculate. Si sa, però, che le ha messe al riparo dalla poliomielite.
Questo episodio vuol dire che dobbiamo rinunciare ai vaccini? Assolutamente no. Attaccarsi a un errore dicinquant'anni fa (un'eternità, in medicina) per condannare in blocco i vaccini è come rinunciare alla corrente elettrica perché una volta avete preso la scossa. L'errore della Merck è, semmai, un promemoria del fatto che i vaccini e la loro produzione non sono un gioco da ragazzi e hanno bisogno di controlli qualitativi severissimi e di essere utilizzati in modo responsabile.

I vaccini sono una delle più grandi invenzioni dell'umanità. Chi è giovane oggi non ricorda quando non c'erano e quindi malattie come il vaiolo o la poliomielite facevano stragi e lasciavano menomazioni terribili. Provate a parlarne con chi ha qualche decennio sulle spalle e capirete. Rinunciare alla protezione dei vaccini contro malattie reali e letali perché avete letto su Facebook che i vaccini fanno male sarebbe un gesto supremamente idiota che danneggerebbe tutti. 

Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...