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domenica 26 agosto 2018

BAMBINI EDUCATI SENZA PAURA (bambini “free range”) (Ovvero una società amica e a misura del bambino)

BAMBINI EDUCATI SENZA PAURA (bambini “free range”)
(Ovvero una società amica e a misura del bambino)
E’ giusto educare i bambini ad evitare i pericoli ma il rischio, se si esagera, è quello di creare dei bambini paurosi e insicuri oltre a limitarne l’autonomia.
In Utah è diventata legge, (da maggio di quest’anno)  il diritto di crescere i propri bambini "free range". Ma se guardiamo vicino a noi, in Svizzera, i bambini si muovono e giocano all’aperto tutti i giorni, senza essere sorvegliati da vicino così come in altri paesi “benestanti” come Germania, in Olanda e nel lontano Giappone (non so in altri Stati).
In questi paesi è normale vedere dei bambini che camminano per la strada diretti a scuola o sulla via del ritorno oppure che si fermano in un parco giochi, lontani dal controllo dei genitori.
PRECEDENTI:
Il 25 maggio del 1979, Ethan Patz scomparve, a 6 anni,  mentre andava da casa a scuola nel quartiere di Soho, a New York. La scomparsa  scatenò un’ondata di paura che unita ad una fase  di aumento del crimine causò la “scomparsa” di bambini in giro da soli e venivano sempre accompagnati e controllati.
Dal 2008 una mamma, Lenore Skenazy, ha deciso di mandare suo figlio di nove anni a scuola da solo in metropolitana e ha lanciato l’idea di tornare ai bambini “liberi” (free range). Ovviamente si scatenarono o grandi discussioni tra fautori e detrattori. Si è creato un movimento dopo che la mamma ha scritto un libro  libro “Free Range Kids: How to raise safe, self-reliant children without going nuts with worries” (Bambini liberi: come crescere bambini sicuri e autonomi senza impazzire di ansia), il  “Free range parenting”: fare i genitori lasciando autonomia ai figli.
Lo  Utah diventa è il primo Stato che rende il “free range parenting” legale: legale mandare bambini, dall’età di 9 anni, da soli a scuola o al parco giochi, e sarà lecito lasciare un bambino solo in automobile per qualche minuto. 
E in Italia? Quattro anni una coppia italiana, Alex e Mara, è finita in prigione per aver lasciato la loro bambina addormentata sola in automobile per otto minuti.  La loro storia è stata oggetto di un dilaniante libro, “La Fabbrica dei Cattivi”, di Diego Agostini (Giunti, 2013).
Nel 2017 il Ministro Fedeli disse: “i “genitori non possono evitare questa assunzione di responsabilità. L’autonomia dei ragazzi? Si può sperimentare il pomeriggio”. 
“Anche i genitori devono essere consapevoli che questa è la legge”, ha continuato il Ministro riferendosi alla sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato un dirigente, un docente ed un autista di pulmino per la morte di uno studente di scuola media. www.orizzontescuola.it/genitori-nonni-devono-prelevare-figli-scuola-legge-dirlo-ministro/. Per fortuna poi è stato fatto un emendamento (trovate qui: http://www.varesenews.it/2017/12/casa-scuola-soli-approvata-la-legge-minori-14-anni/675058/).
MOTIVAZIONI
L’ansia e la paura rischiano di sottoporre i bambini  a controlli eccessivi (genitori elicottero vedi:  con il risultato di renderli poco/niente autonomi ma  dipendenti: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/10/i-supergenitori-genitori-elicottero.html)
Invece, lasciare che i figli godano di una certa autonomia sin dall’età più tenera li aiuterà a diventare sicuri di sè, meglio capaci di decidere in modo maturo man mano che crescono, meno spaventati dell’ignoto.
Proteggere i figli da qualsiasi cosa negativa rischia, più tardi, di creare dei problemi a scuola di non far sviluppare  gli strumenti per gestire da soli le difficoltà che dovranno affrontare da adulti.
Il ritorno a casa dalla scuola – uno dei pochi momenti durante la settimana in cui i bambini hanno del tempo non strutturato – è importante per l’apprendimento dell’autonomia da parte dei bambini del percorso verso la scuola, quando c’è un orario da rispettare.



lunedì 2 ottobre 2017

I SUPERGENITORI (Genitori elicottero) - OVERPARENTING

I SUPERGENITORI (Genitori elicottero) - OVERPARENTING
La “professione” di genitore è molto difficile e non esiste una formula identica e valida per tutti. Importante è l’educazione che diamo  ai nostri figli dai primi periodi della vita. Educazione che si trasmette soprattutto con il nostro comportamento e con la nostra coerenza e non solo con le parole o con le punizioni, le lodi e i controlli.
L’educazione vuol dire tanto amore e rispetto e insegnare delle regole che anche noi dobbiamo rispettare. Un controllo deve esserci ma non bisogna esagerare. E’ stato coniato un termine per i genitori che vogliono controllare tutto e che, a volte, arrivano anche a precedere quello che i figli vogliono, privandoli  della gioia del desiderio e non consentendo una crescita ed una maturazione nelle decisioni. Si chiamano “genitori elicottero”
Vari studi confermano come il comportamento opprimente dei genitori influisca sul figlio facendolo divenire troppo ansioso e tendente alla depressione. Uno studio di qualche anno fa pubblicato sul “Journal of Child and Family Studies” ha messo in evidenza come genitori troppo protettivi o che vogliano continuamente essere informati della vita dei propri figli abbiano su questi ultimi un effetto negativo, facendoli diventare ansiosi e depressi.
Lo studio ha visto come protagonista un campione di 297 studenti del college, di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Chi era cresciuto in una famiglia eccessivamente protettiva manifestava più insicurezza, una minore capacità di assumere delle decisioni e una tendenza più elevata alla depressione. Il fenomeno in realtà non è nuovo e lo studio si presenta solo come un’ennesima conferma di una realtà comportamentale che si evince chiaramente nella vita di tutti i giorni. Per questa tipologia di genitori è stata infatti già da tempo coniata l’espressione “helicopter parenting“: i genitori sbaglierebbero nell’essere eccessivamente premurosi nei confronti dei bambini, in particolar modo se questi sono in tenera età. Il bambino deve essere lasciato libero di sperimentare da solo e di scegliere in modo autonomo la linea risolutiva che ritiene più appropriata. In fin dei conti, è una lezione che i nostri antenati conoscevano già perfettamente: “Sbagliando si impara!”
Un altro termine utilizzato è l’”overparenting” caratterizzato da genitori che “stanno addosso” ai figli col fiato sul collo, non li lasciano sbagliare o cercare la propria strada da soli.
Questo si osserva soprattutto nella scuola ove alcuni genitori si trasformano in studenti e, non solo controllano, ma si sostituiscono ai figli per i compiti in casa. Non si lascia, così, al bambino la possibilità di sbagliare né li si lascia la possibilità di assumersi le responsabilità che, prima o poi, nella vita si debbono assumere. Abbiamo il dovere di lasciarli sbagliare come scrive  Jessica Lahey, madre e  insegnante, scrittrice del libro «Lasciamoli sbagliare».
Non dobbiamo proteggere i nostri figli da tutte le minacce  della vita.
Sbagliando si impara, ripeto, e sbagliando saranno in grado di prendere nel futuro le  decisioni e sapranno fronteggiare situazioni difficili. I genitori elicottero controllano e forniscono consigli e istruzioni non richiesti o  fanno al posto dei figli, propongono soluzioni o risposte prima che il ragazzo abbia avuto modo di affrontare il problema. Non permettono ai figli di decidere per conto proprio.
In sintesi cara mamma lasciate spazio a vostro figlio, non fate o decidete pere lui, controllate (osservare, senza reagire) e siate pronti a intervenire se richiesti o in caso di “rischio”.
Come scrive  Lahey “i bambini devono imparare a essere indipendenti e devono essere felici, non farci felici. Togliere ogni ostacolo non rafforza la loro autostima, ma la nostra. Cambiando atteggiamento i ragazzi di oggi diventeranno, domani, adulti capaci di affrontare la vita e di trovare il proprio posto nel mondo”.





lunedì 18 febbraio 2013

IL MESTIERE DI GENITORE: GENITORI ELICOTTERI


Avevamo già parlato  di questo tema  (vedete qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=elicotteri). Un nuovo studio conferma come il comportamento opprimente dei genitori influisca sul figlio facendolo divenire troppo ansioso e tendente alla depressione. Genitori  troppo presenti o troppo assenti, amici o nemici, premurosi o aperti e disponibili. La ricerca però sembra aiutare chi si trova in difficoltà con il proprio pargolo, soprattutto se questo è in età adolescenziale. Uno studio pubblicato sul “Journal of Child and Family Studies” ha messo in evidenza come genitori troppo protettivi o che vogliano continuamente essere informati della vita dei propri figli abbiano su questi ultimi un effetto negativo, facendoli diventare ansiosi e depressi.
Lo studio ha visto come protagonista un campione di 297 studenti del college, di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Chi era cresciuto in una famiglia eccessivamente protettiva manifestava più insicurezza, una minore capacità di assumere delle decisioni e una tendenza più elevata alla depressione. Il fenomeno in realtà non è nuovo e lo studio si presenta solo come un’ennesima conferma di una realtà comportamentale che si evince chiaramente nella vita di tutti i giorni. Per questa tipologia di genitori è stata infatti già da tempo coniata l’espressione “helicopter parenting“: i genitori sbaglierebbero nell’essere eccessivamente premurosi nei confronti dei bambini, in particolar modo se questi sono in tenera età. Il bambino deve essere lasciato libero di sperimentare da solo e di scegliere in modo autonomo la linea risolutiva che ritiene più appropriata. In fin dei conti, è una lezione che i nostri antenati conoscevano già perfettamente: “Sbagliando si impara!” (da:http://www.mondoinformazione.com/salute-benessere/ansia-maggiore-in-chi-ha-genitori-apprensivi/86492/)

domenica 26 agosto 2012

Bambini tiranni e Genitori elicotteri (hikikomori)

Bambini tiranni e Genitori elicotteri
Ne abbiamo parlato e giusto oggi un esempio  di tirannia di un adolescente. Non conosco la vicenda ma certe situazioni educative vanno affrontate nei primi anni di vita. Tempo fa una mamma aveva chiamato le forze dell'ordine per far smettere il figlio di giocare ai videogiochi, ricordate? E ricordate il hikikomori (vedete qui http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/06/hikikomori.html).
Allego articolo di oggi ed esempio
Alberto Ferrando
PS: avete compilato il questionario su alcol e gioco d'azzardo?


Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...