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venerdì 2 febbraio 2018

OBBLIGO VACCINI: COSA SUCCEDERA' A MARZO?

OBBLIGO VACCINI: COSA SUCCEDERA' A MARZO?
Cari genitori
Premessa: io noi sempre inteso la vaccinazione come un diritto del bambino per la sua salute e per quella della società. Le due cose sono strettamente legate. La scelta vaccinale,  come tutte le scelte (prevenzione incidenti e corretti stili di vita su tutto) deve essere una scelta consapevole di una famiglia correttamente informata. Si sono scritti fiumi di parole e perse milioni di ore di vita dopo anni di totale disinteresse sul tema da parte delle Istituzioni (da chi forma a chi decide a livello politico). La soluzione è stata l'obbligo: come pediatra una soluzione che deve essere presa per situazioni di emergenza ..........ma qui ricordo solo che il 10 Marzo "scade" il termine per vaccinare o presentare il certificato di avvenuta vaccinazione per chi aveva presentato una autocertificazione.  Pena una multa (da 100 a 500 euro) e la possibilità di frequentare per la scuola primaria (diritto allo studio superiore a quello alla salute ???), mentre i bambini alla fascia 0-6 anni non potranno più frequentare asilo Nido e Scuola materna.
Quali vaccini e come??? Leggete cliccando qui
Ho parlato con alcuni direttori di Istituto preoccupati perché una percentuale, piccola ma significativa, di genitori è pronta a trovare alternative e portare via i loro figli organizzando soluzioni tipo "home schooling" o iniziative come già fatto a Orbassano a Torino:
"Home schooling, scuole parentali: quel sistema di istruzione parallelo che consente alle famiglie di non mandare i propri figli a scuola ma di provvedere da sé, o in gruppi. Secondo l’ultimo censimento del ministero dell’Istruzione in Italia un migliaio di famiglie ha optato per l’educazione fai da te. Ed è proprio su questo sistema, fatto di regole e controlli non sempre serrati, che si stanno dirottando le speranze delle famiglie contrarie alle vaccinazioni.  Una scuola «no vax», forse la prima in Italia, certo non l’ultima, aprirà domani a Orbassano, alle porte di Torino".
http://www.lastampa.it/2017/09/10/cultura/scuola/torino-con-la-scuola-fai-da-te-arriva-il-primo-istituto-no-vax-L5yiDBc6PEVuCPlu835c0J/pagina.html
Non riesco a immaginare gli scenari che sicuramente al Ministero avranno previsto per cui sapranno benissimo cosa fare in queste situazioni.
Intanto oggi  è apparsa sulla stampa la notizia che "La sindaca di Roma Virginia Raggi ha scritto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente dell'Anci Antonio Decaro per informarli della mozione, approvata all'unanimità dall' Assemblea Capitolina, riguardo alla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati" http://www.huffingtonpost.it/2018/02/01/virginia-raggi-scrive-a-lorenzin-e-fedeli-bimbi-non-vaccinati-possono-andare-a-scuola_a_23350519/.
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_febbraio_01/roma-raggi-lorenzin-bimbi-non-vaccinati-restano-scuola-d798477e-0788-11e8-8886-af603f13b52a.shtml
Ora partirà la strumentalizzazione mediatica e partitica come era già avvenuto ma aggravata dal periodo pre elettorale. Un consiglio genitori:
NOIN AFFIDATEVI A INTERNET. PARLATE CON IL VOSTRI PEDIUATRA E, VE LO DICO DI CUORE, VACCINATE I VOSTRI FIGLI COME GESTO E ATTO DI AMORE come li educate bene, prevenite gli incidenti da traffico con una guida prudente e usando le cinture e i seggiolini e come offrite stili di alimentazione genuina.




giovedì 31 agosto 2017

Autocertificazione per vaccinazioni

Cari Genitori
Entro il 10 settembre si deve portare agli asili Nido e agli Asili il certificato delle vaccinazioni. Stanno arrivando da parte della ASL certificati di "adempienza" alle vaccinazioni ma in alcuni bambini, pur vaccinati, arriva la notizia non sono in regola e che debbono essere vaccinati.
NON agitatevi. E' sufficiente una vostra autocertificazione come da modulo allegato e avete tempo fino al 10 marzo per presentare la documentazione.
Per i bambini che vanno a scuola avete tempo fino al 31 ottobre.
Dall'anno prossimo dovrebbe essere tutto più agevole (speriamo). Evito commenti e non risponderò a commenti ironici o di altro tipo in quanto io, i pediatri e il personale delle ASL si stanno dando da fare a ovviare a una mancanza di programmazione e pianificazione. Evito commenti  su dichiarazioni di ministri (non ci saranno rinvii perché la legge dice che è così e se non si rispetta la legge si va fuori dalla legge...ma chi l'ha fatta la legge??? dei marziani o coloro che opra si affannano o, meglio, fanno affannare tutti per rispettarla?).
In sintesi se avete ricevuto il certificato di "adempienza" basta portarlo all'asilo. Se arriva che non lo siete fate una autocertificazione e avete tempo di mettere tutto in regola entro il 10 marzo.
PS: Oggi varie telefonate per chiedere spiegazioni sul significato di adempienza
Approfondimenti qui: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/08/29/news/vaccini_milano_lombardia_documenti-174111074/?ref=search




martedì 29 agosto 2017

CERTIFICATI PER VACCINI OBBLIGATORI: ANTIVARICELLA SOLO AI NATI DAL 2017

CERTIFICATI PER VACCINI OBBLIGATORI: ANTIVARICELLA SOLO AI NATI DAL 2017
Ripreciso quanto avevo già scritto in quanto viene segnalato che vengono richiesti certificati di vaccinazione non dovuti.
In particolare l'antivaricella obbligatorio solo per i nati dal 2017:
Sul sito del ministero della salute è presente la guida esplicativa, da cui riporto che, in base al Calendario Vaccinale Nazionale, solo per la coorte di nascita dal 2017 in poi è obbligatorio il vaccino per la Varicella.

Le classi di età
– Le dieci vaccinazioni devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017.
- Ai nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascun anno di nascita:
--I nati dal 2005 al 2011 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b.
--I nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano 2012-2014.
--I nati dal 2017 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, e l’anti-varicella, previste nel nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019.
Alberto Ferrando




venerdì 11 agosto 2017

PER ANDARE A SCUOLA X COSA DEBBO VACCINARE? RISPOSTE A VOSTRE DOMANDE

PER ANDARE A SCUOLA X COSA DEBBO VACCINARE? RISPOSTE A VOSTRE DOMANDE
Domande frequenti sui vaccini. Ovviamente rispondo sull'obbligo di...il consiglio di fare o meno va valutato e discusso con il proprio pediatra curante
- Per andare all'asilo o a scuola debbo fare il vaccino perché la varicella?
NO! L'obbligo è per i nati dal 2017 in poi (che faranno il vaccino dal 2018 in quanto il vaccino, singolo o associato a morbillo, rosolia e parotite, di pratica dal 13 mese di vita
- Per andare all'asilo o a scuola debbo fare il vaccino anti morbillo, rosolia parotite?
SI! O aver fatto la malattia (e portare certificazione del pediatra curante o dosaggio degli anticorpi contro la malattia)
- Debbo fare la vaccinazione per il meningococco?
NO! I vaccini per il meningoocco B e C  (o A, y, W135  C) non è obbligatorio per andare a scuola ma parlatene con il vostro pediatra
Mio figlio ha fatto il vaccino per il Meningococco B: quante dosi deve fare?
Allegato lo schema che sintetizzo

Lattanti di età compresa tra 2 e 5 mesi
Tre dosi da 0,5 ml ciascuna, con la prima dose somministrata all’età di 2 mesi 
Non meno di 1 mese
Sì, una dose tra i 12 e i 15 mesi 
Bambini non precedentemente vaccinati di età compresa
tra 6 e 11 mesi

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 2 mesi
Sì, una dose nel secondo anno di vita con un intervallo di almeno 2 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo c
Bambini non precedentemente vaccinati di età compresa
tra 12 e 23 mesi

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 2 mesi
Sì, una dose con un intervallo compreso tra 12 e 23 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo c
Bambini di età compresa tra 2 e 10 anni
Due dosi da 0,5 ml ciascuna
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Non meno di 2 mesi
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo d
Adolescenti (di età pari o superiore agli 11 anni)
e adulti*

Due dosi da 0,5 ml ciascuna
Non meno di 1 mese
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo d


lunedì 12 giugno 2017

I VACCINI SONO UN DIRITTO MA ORA, ALCUNI, SONO UN. OBBLIGO: spiegazioni

I VACCINI SONO UN DIRITTO MA ORA, ALCUNI, SONO UN. OBBLIGO: spiegazioni
VACCINI: Scadenziario degli obblighi per fare chiarezza. Io continuerò a parlare di vaccini in termini di guadagno di salute e non di obbligo di legge.(lex dura lex sed lex)
I VACCINI SONO UN DIRITTO  e Vi Prego tutti di pensare ai vaccini come un diritto e una occasione di salute per noi stessi e per gli altri e non un obbligo. 
Comunque il decreto legge che parla di obbligo non prevede vaccini di dimostrata utilità: rotavirus, pneumococco, influenza (in certe categorie) e HPV. In chi viaggia in zone a rischio Epatite A e anti Salmonella...
Avvengono poi degli abusi ad esempio per il vaccino per la varicella e il menigococco B ai nati prima del 2017...non esiste l'obbligo. Ma alcuni Istituti li richiedono a bambini di altre fasce di età Se  fate i vaccini (decisione, per me, saggi), fatelo perché è una vostra scelta e non un obbligo....che non esiste se non per fascia di età. Trovate nella tabella  tratta da una circolare ministeriale gli obblighi a seconda dell'anno di nascita  (in attesa della conversione in legge entro 60 giorni dal 8 giugno). 

Le vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni
Il decreto-legge dispone che dodici vaccinazioni siano obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni (ovvero 16 anni e 364 giorni), in base alle specifiche indicazioni contenute nel Calendario vaccinale nazionale vigente nel proprio anno di nascita:
  • -  anti-poliomielitica
  • -  anti-difterica
  • -  anti-tetanica
  • -  anti-epatite B
  • -  anti-pertosse
  • -  anti-Haemophilus influenzae tipo b
- anti-meningococcica B - anti-meningococcica C - anti-morbillo
- anti-rosolia
- anti-parotite - anti-varicella

Il predetto decreto-legge estende il novero delle vaccinazioni obbligatorie attualmente previste, includendo tra le stesse l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica B, l’anti-meningococcica C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella, in ragione della loro elevata contagiosità. 

  •   per i nati dal 2001 al 2004: vi è l’obbligo di effettuare, ove non siano già state somministrate,
    oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge (anti-epatite B; anti-tetano; anti- poliomielite; anti-difterite), l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti- Haemophilus influenzae tipo b, che sono vaccinazioni raccomandate dal Calendario vaccinale di cui al D.M. 7 aprile 1999 “Nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l’età evolutiva” e dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000 (Accordo Stato-regioni del 18 giugno 1999 – G.U. Serie Generale n. 176 del 29-7-1999 - suppl. n. 144);
  •   per i nati dal 2005 al 2011: vi è l’obbligo di attenersi al Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007 (Accordo Stato-regioni del 3 marzo 2005 - G.U. Serie Generale n. 86 del 14 aprile 2005, suppl. n. 63), che prevede, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  •   i nati dal 2012 al 2016: dovranno attenersi al Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014 (Intesa Stato-regioni del 22 febbraio 2012 – G.U. Serie Generale n. 60 del 12 marzo 2012, suppl. n. 47), e, quindi, effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti- pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C;
  •   i nati dal 2017 in poi: dal momento che il 19 gennaio 2017 è stato approvato, con Intesa in Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (G.U. Serie Generale n. 41 del 18 febbraio 2017), dovranno rispettare il Calendario vaccinale in esso incluso; quindi, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, bisognerà effettuare l’anti- morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica C, l’anti-meningococcica B e l’anti-varicella. 

    Per assicurare una corretta immunizzazione e il mantenimento della protezione indotta dalla vaccinazione nel tempo, l’obbligo riguarda anche i richiami vaccinali.
    Le vaccinazioni
    per le quali è introdotto l’obbligo sono gratuite in quanto già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza.
    Infine, si precisa che l’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati, vale a dire i minorenni non aventi cittadinanza italiana o dell’Unione Europea che si trovano per qualsiasi causa nel territorio dello Stato, privi di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili (cfr. articolo 2 della legge 17 aprile 2017, n. 47); per essi è infatti prevista l’iscrizione obbligatoria al Servizio Sanitario Nazionale anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno. 
    Presentazione della documentazione
    Al fine di rendere effettivo l’obbligo vaccinale, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni, a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori:
    a) la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie previste dal decreto-legge in base all’età: copia del libretto delle vaccinazioni vidimato dal competente servizio della ASL oppure attestazione avente data certa rilasciata dal competente servizio della ASL riportante l’elenco delle vaccinazioni effettuate;
    ovvero
    b) l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie (cfr. paragrafo 3. “Immunizzazione a seguito di malattia naturale. Omissione e differimento”);
    ovvero
    c) la presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente con attestazione avente data certa di avvenuta ricezione della stessa da parte del competente servizio della ASL.
    Pertanto:
    •   i nati negli anni dal 2001 al 2011 hanno l’obbligo di assolvere agli adempimenti documentali per l’anti-epatite B, l’anti-tetano, l’anti-poliomielite, l’anti-difterite, l’anti-pertosse, l’anti- Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia e l’anti-parotite;
    •   i nati dal 2012 al 2016 hanno l’obbligo di assolvere agli adempimenti documentali per l’anti- epatite B, l’anti-tetano, l’anti-poliomielite, l’anti-difterite, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite e l’anti-meningococco C;
    •   i nati dal 2017 hanno l’obbligo di assolvere agli adempimenti documentali per l’anti-epatite B, l’anti-tetano, l’anti-poliomielite, l’anti-difterite, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-meningococco C, l’anti- meningococco B e l’anti-varicella.
      La documentazione di cui alle lettere a), b) o c) deve essere presentata entro il termine di scadenza per l’iscrizione.
      Le ASL dovranno garantire un accesso semplice e diretto all’attestazione di avvenuta prenotazione della vaccinazione, fornendola in modalità cartacea o in modalità elettronica.
      Nel caso di effettuata vaccinazione, per agevolare i genitori e dare loro il tempo necessario a reperire il libretto vaccinale, quest’ultimo può essere sostituito da c.d. autodichiarazione, resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà comunque essere prodotta entro il 10 luglio di ciascun anno.
      La ASL territorialmente competente supporterà, con modalità organizzative decise a livello regionale o locale, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i
      La presente nota viene inviata esclusivamente via mail ed è pubblicata sul sito www.salute.gov.it 8 http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=813&area=Malattie infettive
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    responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, nella valutazione dello stato vaccinale dei minori.
    Nel caso in cui non siano state effettuate tutte le vaccinazioni obbligatorie, la ASL territorialmente competente provvederà a somministrarle
    secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età entro la fine dell’anno scolastico.
    6.2 Mancata presentazione della documentazione
    La mancata presentazione della documentazione nel termine di scadenza per l’iscrizione, ovvero, nel caso in cui sia presentata la c.d. autodichiarazione, entro il 10 luglio di ogni anno è segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e dai responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie, alla ASL territorialmente competente che, ove la medesima o altra ASL non si siano già attivate per la medesima violazione, avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento (cfr. paragrafo 4. “Mancata osservanza dell’obbligo vaccinale”).
    Si precisa che, in ogni caso, la presentazione della documentazione di cui alle lettere a), b), e c) del paragrafo 6.1 costituisce requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie. Diversamente, per gli altri gradi di istruzione, e precisamente per quelli dell’obbligo, la presentazione della predetta documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale) o agli esami.
    7. Ulteriori adempimenti delle istituzioni scolastiche e educative
    I minori con controindicazioni assolute alla vaccinazione (cioè non vaccinabili per ragioni di salute), che sarebbero esposti ad un rischio non trascurabile se i loro compagni di classe non fossero vaccinati, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati, fermi restando il numero delle classi determinato secondo le disposizioni vigenti e i limiti di cui all’articolo 1, comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e all’articolo 19, comma 5, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Inoltre, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie comunicheranno alla ASL, mediante modalità operative decise localmente dalla ASL, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.
    8. Disposizioni transitorie per l’anno scolastico 2017/2018
    Poiché il decreto-legge n. 73 è stato emanato il 7 giugno 2017, quando i termini per l’iscrizione all’anno scolastico 2017/2018 erano scaduti, considerato che i tempi per una capillare informazione della popolazione e degli operatori sanitari e scolastici interessati sono contingentati, allo scopo di facilitare l’adesione alle previsioni del DL da parte delle famiglie e delle strutture sanitarie e scolastiche coinvolte, sono state previste Disposizioni transitorie.
    In particolare, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse o la prenotazione di appuntamento per l’effettuazione della vaccinazione presso la ASL territorialmente competente, dovrà essere presentata entro il 10 settembre 2017.
    La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie potrà essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (cosiddetta
     autocertificazione); in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018.
    Sarà cura dei competenti Uffici del Ministero della Salute fornire ulteriori indicazioni, al fine di assicurare la applicazione, omogenea e effettiva, delle disposizioni del decreto-legge. 
    La presente nota viene inviata esclusivamente via mail ed è pubblicata sul sito 
    www.salute.gov.it 9 http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=813&area=Malattie infettive

sabato 2 luglio 2016

In Emilia Romagna i vaccini obbligatori diventano obbligatori...Siamo proprio un paese strano

In Emilia Romagna i vaccini obbligatori diventano obbligatori...http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/07/01/news/vaccini_obbligatori_per_chi_va_all_asilo_in_emilia_romagna-143200031/
Siamo proprio un paese strano
 In Emilia Romagna obbligatori i vaccini obbligatori (L ), ma non subito ma tra 1 anno. E i non obbligatori??? Alla fantasia di tutti!!!: I vaccini obbligatori sono 4 (quattro) :tetano, difterite, polio, epatite B e difterite. I vaccini raccomandati12 (dodici) : pertosse, hemophilus influenzae, rotavirus, pneumococco, mningococco C, meningococco B, varicella,  Morbillo, parotite e rosolia, influenza, papillomavirus)
Dobbiamo promuovere i vaccini…MA CON L’INFORMAZIONE E L’ALLEANZA E NON CON L’OBBLIGO. O, se si segue la strada dell’obbligo si cerchi di farlo coordinati a livello nazionale spiegando prima le motivazioni.
Come pediatra che promuove l’informazione e la diffusione delle vaccinazioni NON SONO D’ACCORDO CHE Per frequentare  la scuola i vaccini “obbligatori” debbano diventare  “obbligatori”!!! (già questo è un paradosso…se sono obbligatori….). Anche perché la maggior parte dei vaccini non sono obbligatori.
Oppure se si decide per l’obbligi che la scelta avvenga a livello nazionale ma anche per le atre malattie (abbiamo avuto vari morti da meningiti prevenibili con i vaccini, ricoveri da prtosse, varicella, morbillo ecc.)
Perché direte??
Perché si era scelta la strada della informazione (che non è stata fatta adeguatamente se non in  qualche provincia o Regione, come il Veneto mi sembra) delle famiglie.
I vaccini dovevano (e debbono per me) rappresentare una scelta consapevole ma…informazione non è stata fatta a alle famiglie in modo organizzato. Informazione e formazione non è stata fatta ad operatori sanitari, ogni ASL ha operato in autonomia con scelte diverse anche tra ASL vicine. Questo ha alimentato e aumentato dubbi, timori e paure. In alcune sedi vaccinali anzi sembra che facessero a gara a disincentivare le vaccinazioni, a partire da appuntamenti a mesi..

Ritengo che un percorso vaccinale efficiente ed efficace è possibile  non obbligando i genitori alla vaccinazione dei propri figli  ma attraverso una corretta informazione e comunicazione basata sul rapporto di fiducia tra cittadini e operatori del sistema sanitario che restituisca al sistema vaccinale il consenso necessario per uno stato di salute omogeneo a tutti gli abitanti del nostro Paese.

Dal 1991 nessun vaccino è stato messo come obbligatorio ma, da allora, la vaccinazione è stata vista come un DIRITTO e non un DOVERE che la famiglia esercita CONSAPEVOLMENTE dopo una informazione completa da parte degli operatori sanitari.

Ripeto che nulla è stato fatto da Istituzioni (MINISTERO, REGIONI, ASL E ORDINI PROFESSIONALI) per promuovere questa cultura né è stato fatto qualcosa per arginare la diffusione di informazioni in palese contrasto con l’evidenza scientifica e che stanno contribuendo al calo delle vaccinazioni e ai conseguenti rischi di salute per tutti.

Ma facciamo un attimo il punto sulla situazione. Riassumendo in Italia esistono due tipi di vaccini: obbligatori e raccomandati.
I primi sono la vaccinazione antidifterica,  antipoliomielitica, antitetanica,  antiepatite virale B. Nel secondo gruppo rientrano invece tutti gli altri: pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella,  infezioni da Haemophilus Influenza b (Hib), meningococco C, meningococco B, Altri tipi di meningococco, pneumococco, rotavirus, influenza e papillomavirus. Va detto però che i vaccini non obbligatori, ad eccezione dei nuovi  (quelli contro la meningite da meningococco), rientrano nei Lea (i livelli essenziali di assistenza).

Non tutte le Regioni li offrono gratuitamente perché ogni Regione può adottare una politica diversa, con un effetto a macchia di leopardo che comporta una Sanità diversa da Regione a Regione, in palese contrasto col dettato della nostra Costituzione.
Infatti, non è accettabile che non possa esistere un Servizio vaccinale unico, nazionale, affinchè ad ogni bambino, e in particolare ai più svantaggiati dal punto di vista sociale, va garantita la possibilità di avere lo stesso tipo di accesso alle cure e alla prevenzione primaria.
Questa disomogeneità è sicuramente anche una delle cause della disaffezione e del trend di riduzione delle coperture vaccinali cui stiamo forse troppo passivamente assistendo da alcuni anni.
Questo puzzle provoca disorientamento e in alcuni casi contraddittorietà di comportamenti sia del personale sanitario sia nella popolazione che ha sempre meno certezze sui vaccini necessari.
Non è accettabile che il calendario vaccinale oggi in uso, per esempio, a Palermo sia diverso da quello di Milano. Abbiamo bisogno di un sistema vaccinale realmente nazionale, basato sui principi di appropriatezza e di priorità e che sia facilmente accessibile e in grado di effettuare e diffondere rapidamente valutazioni dei rischi epidemiologici e dei benefici ottenibili con le vaccinazioni.
Un sistema in grado di riferire rapidamente sulle coperture effettive e sul peso reale delle reazioni avverse attribuibili ai vaccini, così che gli anti-vaccinatori non possano impunemente amplificare la paura della gente.
Ritengo che un percorso vaccinale efficiente ed efficace è possibile  non obbligando i genitori alla vaccinazione dei propri figli  ma attraverso una corretta informazione e comunicazione basata sul rapporto di fiducia tra cittadini e operatori del sistema sanitario che restituisca al sistema vaccinale il consenso necessario per uno stato di salute omogeneo a tutti gli abitanti del nostro Paese.
Negli anni la differenza tra vaccinazioni raccomandate e obbligatorie, non prevedibile dagli allora legislatori dell’obbligo vaccinale, ha portato problemi crescenti man mano che la lista delle vaccinazioni non obbligatorie è andata crescendo. Donato Greco di Epicentro ne cita solo alcune:
•    la percezione della popolazione e degli operatori sanitarie che le obbligatorie fossero quelle buone, mentre le raccomandate fossero di serie B
•    la scarsa attenzione degli operatori e delle aziende sanitarie verso le vaccinazioni: un rituale obbligato e automatico che non richiedeva alcun impegno di comunicazione medico-genitori, né azioni di modernizzazione del processo (anagrafi vaccinali, registri, follow up, registri degli effetti collaterali, verifiche di efficacia e qualità ecc). Si tratta di aspetti emersi con le vaccinazioni raccomandate
•    la depressione della ricerca e della comunicazione sui vaccini: una nicchia protetta di mercato fisso a basso rendimento, e quindi a scarso investimento
•    la deresponsabilizzazione della dirigenza sanitaria verso le vaccinazioni raccomandate: siamo arrivati, in anni recenti, a numerosi casi di direttori generali di Asl che, furiosamente impegnati nei pareggi di bilancio, hanno lesinato i pochi denari necessari alle vaccinazioni raccomandate, limitandosi a quelle obbligatorie. la deresponsabilizzazione del medico: perché devo assumermi una sia pur piccola responsabilità di contenzioso per eventuali effetti collaterali, prescrivendo un vaccino che non è obbligatorio?...
•    il sostegno ai movimenti antivaccinali che proprio sull’obbligo vaccinale fanno proseliti
•    la deresponsabilizzazione dell’individuo verso la prevenzione, vista non come un necessario impegno personale, ma delegata all’autorità, in stile populisticamente comodo ma non efficace.

Un altro punto a favore del calo vaccinale è forse anche da imputare al numero dei vaccini obbligatori somministrati. Il Codacons già a suo tempo aveva denunciato a diverse Procure della Repubblica la pratica seguita dal SSN  di iniettare ai bambini un vaccino esavalente, nonostante la legge riconosca solo 4 vaccini obbligatori. Nello specifico –il D.M. 7 aprile 1999 riconosce come obbligatori  l’antidifterite, l’antitetanica, l’antipoliomelite e l’antiepatite virale B. Tuttavia nelle Asl, viene fornito ed iniettato ai piccoli un vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. T. Questa modalità deve essere necessariamente  chiarita ai genitori  che si sono confusi dal bombardamento di notizie attraverso i social network.

In ultimo bisogna anche tenere conto che in tutto il mondo occidentale esiste il diritto alla prevenzione vaccinale ma non l’obbligo di legge alla vaccinazione. I risultati sono soddisfacenti con programmi di offerta attiva da parte dei servizi sanitari che prendono in carico il bimbo nuovo arrivato.
 Oggi il concetto di “obbligatorietà” confligge con il concetto di “promozione” della salute che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva: la promozione, evidentemente, coniuga la responsabilità dell’individuo con quella della comunità che, con le sue istituzioni, garantisce l’esigibilità del diritto universale alla salute, e quindi il sacrosanto diritto al bambino di non ammalare di una malattia per la quale esiste un vaccino efficace e sicuro.





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