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mercoledì 12 ottobre 2016

ATTENZIONE A CELLULARI, TABLET, TV E RISCOPRIAMO LETTURA, MUSICA, DANZA E STARE INSIEME


ATTENZIONE A CELLULARI, TABLET, TV E RISCOPRIAMO LETTURA, MUSICA, DANZA E STARE INSIEME
CELLULARI, TABLET, VIDEOGICOHI , TV AI BAMBINI??? : ISTRUZIONI PER L’USO.
E DIPENDE DA VOI..COME LA CINTURA DI SICUREZZA, L’EDUCAZIONE, SAPER DARE DEI LIMITI E NON ACCONTENTARLI SU TUTTO:  CONCEDERE TUTTO NON FA IL LORO BENE E NON E’ UNA MANIFESTAZIONE DI AMORE…ANZI
Sintetizzo un articolo della Accademia Americana  e la Società Canadese di Pediatria, pubblicato anche su “Huffington post” ove finalmente i pediatri espongono i pericoli legati all’uso di cellulari e dispositivi portatili.
RISCOPRIAMO I PIACERI DI LETTURA, MUSICA, DANZA. Il piacere di una passeggiata e di movimebto (ma non per cercare i pokemon)

-       i bambini da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia,
-       dai 3 ai 5 l'esposizione dovrebbe essere di un'ora al giorno,
-       dai 6 ai 18 non più di due ore al giorno.
L’uso da parte di  bambini della tecnologia 4-5 volte in più dell'ammontare di ore raccomandato, può avere conseguenze serie e spesso pericolose per la vita (Kaisee Foundation 2010, Active Healthy Kids Canada 2012).

MOTIVI PER CUI SI POSSONO CREARE DEI DANNI:
1. Tra 0 e 2 anni è stato dimostrato che la sovraesposizione alla tecnologia ( cellulari, internet, iPad, TV), può essere associata a deficit delle funzioni esecutive e dell'attenzione, a ritardi cognitivi, a  compromessione dell’apprendimento, aumento dell'impulsività e diminuzione della capacità di autoregolarsi, che può tradursi in scatti d'ira

2. Ritardi nello sviluppo: L'uso della tecnologia limita il movimento, e questo può causare ritardi nello sviluppo. Attualmente, un bambino su tre inizia la scuola con ritardi relativi allo sviluppo che influenzano negativamente l'alfabetizzazione e i risultati scolastici (HELP EDI Maps 2013). Il movimento migliora l'attenzione e la capacità di apprendimento (Ratey 2008). L'uso della tecnologia, sotto i 12 anni, è dannoso per lo sviluppo e l'apprendimento del bambino (Rowan 2010).

3. Obesità sempre più diffusa.
L'esposizione alla TV e ai videogiochi è associata all'aumento dell'obesità (Tremblay 2005). I bambini che hanno dispositivi elettronici in camera da letto riportano il 30% in più di casi di obesità (Feng 2011). Il 30% dei bambini obesi svilupperà il diabete, inoltre le persone obese sono più esposte al rischio di ictus e infarto, che riducono gravemente l'aspettativa di vita (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie 2010). Soprattutto a causa dell'obesità, i bambini del 21° secolo potrebbero rappresentare la prima generazione in cui saranno in molti a non vivere più a lungo dei genitori (Professor Andrew Prentice, BBC News 2002).

4. Privazione di sonno.
Il 75% dei bambini di 9 e 10 anni non dorme abbastanza, tanto che il rendimento scolastico ne risente in maniera drammatica (Boston College 2012)

5. Malattie mentali.
L'uso eccessivo della tecnologia è uno dei fattori causali dell'aumento di depressione infantile, ansia, disturbi dell'attaccamento, deficit di attenzione, autismo, disturbo bipolare, psicosi e comportamento problematico

6. Aggressività.  I contenuti violenti dei media possono generare aggressività nel bambino (Anderson, 2007). I bambini più piccoli sono sempre più esposti a episodi di violenza sessuale e fisica dai media attuali. " Gli Stati Uniti hanno definito la violenza nei media un rischio per la salute pubblica a causa del suo impatto sull'aggressività infantile (Huesmann 2007).

7. Demenza digitale.
I contenuti sempre più veloci dei media possono contribuire allo sviluppo del deficit di attenzione, e alla diminuzione della concentrazione e della memoria, poiché il cervello elimina le tracce neuronali dalla corteccia frontale (Christakis 2004, Small 2008). I bambini che non riescono a prestare attenzione, non imparano.

8. Dipendenze.
I genitori sempre più incollati alla tecnologia, si allontantano dai propri figli. Quando manca l'attaccamento genitoriale, i bambini possono aggrapparsi ai dispositivi elettronici e questo puà causare dipendenza (Rowan 2010). Un ragazzo su 11, tra gli 8 e i 18 anni, è dipendente dalla tecnologia (Gentile 2009).

9. Emissione di radiazioni.
A maggio 2011, l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha classificato i cellulari ( e altri dispositivi wireless) come un rischio di categoria 2B (potenzialmente cancerogeno) a causa dell'emissione di radiazioni (WHO 2011L'American Academy of Pediatrics ha sollecitato la revisione delle emissioni di radiazioni elettromagnetica EMF dei dispositivi elettronici, menzionando tre motivi riguardanti il loro impatto sui bambini (AAP 2013)

10. Insostenibilità.
I bambini sono il nostro futuro, ma non c'è futuro per i giovanissi. mi che abusano della tecnolgia. Un approccio di "squadra" è urgente e necessario per ridurre l'uso della tecnologia da parte dei bambini.




sabato 23 aprile 2016

PEDONI INVESTITI: INSEGNIAMO AI BAMBINI, DAI 2 ANNI, A ATTRAVERSARE LA STRADA

PEDONI INVESTITI: INSEGNIAMO AI BAMBINI, DAI 2 ANNI, A ATTRAVERSARE LA STRADA
Oggi al TG2 hanno riportato dati (mi sembra non recentissimi se sono questi dll'ISTAT, Novembre 2015: http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTIFERITISTR1) segnalando come nel 2014 sono aumentati i pedoni morti investiti soprattutto in due fasce di età: anziani e bambini.
Allego un filmato di youtube..duro.. alcuni fanno impressione...ma si impara dagli errori sia propri che di altri. In certi incidenti si vede proprio come la disattenzione, e talora l'incoscienza, oltre alla sfortuna talora, siano fattori determinanti. Personalmente lo farei vedere a chi attraversa la strada senza attenzione e chi guida come fosse a una gara.
Le cause? Le vedete anche voi tutti i giorni
- Eccessiva velocità
- Guida pericolosa e arrogante (sulle strisce si rischia la vita)
- Distrazione sia del pedone che di chi guida l'auto
Sono in aumento gli incidenti favoriti , se non causati, da uso di telefonini e MP3 come avvenuto ancora recentemente a Milano (modella investita dal treno: http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/21/news/milano_donna_travolta_e_uccisa_da_frecciarossa_alla_stazione_certosa-138109086/ e ballerina  investita mentre parlava al cellulare: http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/05/news/milano_ballerina_scala_al_telefonino_investita_tram-136946448/). Cosa possiamo fare?.  Usare la testa dopo averla avviata sia che siamo alla guida sia che siamo a piedi e insegnare ai nostri bambini ad attraversare con attenzione la strada e a educarli al traffico fin dai 2 anni. Trovate su Internet iniziative, soprattutto in Svizzera, e trovate anche sul libro "Come Crescere mio figlio" a quale età e come spiegare:
"Per la strada 
È fondamentale insegnare al bambino a comportarsi in modo sicuro nella circolazione stradale fin dai 2 anni e ripetere regolarmente gli insegnamenti. Si consiglia di vestire il bambino con abiti dai colori chiari e vivi, se possibile con materiale riflettente. 
I bambini tra 0 e 6 anni figurano tra gli utenti più esposti ai pericoli della strada e, in questa fase del loro sviluppo, hanno generalmente una percezione molto limitata dei pericoli e non sono in grado di valutare le varie situazioni di traffico. È, quindi, fondamentale il ruolo dei genitori che devono insegnare a comportarsi in modo corretto e sicuro. 
 Non dimentichiamoci che i genitori sono i primi maestri di educazione stradale e, in quanto tali, devono comportarsi correttamente nel traffico. L’età consigliata per i singoli esercizi è puramente indicativa, visto che ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo. Il programma che viene proposto inizia con esercizi che insegnano ai più piccini a spostarsi nel traffico longitudinale, per esempio su un marciapiede. Seguono gli esercizi per i più grandicelli, che devono imparare a muoversi nel traffico trasversale e ad attraversare una strada con o senza strisce pedonali. I bambini devono rispettare le regole di comportamento anche quando utilizzano mezzi simili a veicoli (monopattini, skateboard, pattini in linea ecc.). Il ruolo del genitore è accompagnare e guidare il bambino sulla strada dell’indipendenza. 
Esercizi per bambini tra i 2 e i 6 anni Traffico longitudinale, dai 2 anni Camminare sul marciapiede"......continua sul libro..http://ow.ly/Y53e4





giovedì 21 maggio 2015

ATTENZIONE AI CELLULARI E NON SOLO. LETTERA ALL'ONU DI 190 SCIENZIATI. MA VOI POTETE FARE QUALCOSA

ATTENZIONE AI CELLULARI E NON SOLO. LETTERA ALL'ONU DI 190 SCIENZIATI. MA VOI POTETE FARE QUALCOSA
Che apparecchiature emettono campi magnetici non ionizzanti???
Ecco alcune;  i cellulari, i telefoni cordless e le loro stazioni base, il Wi-Fi, le antenne di trasmissione, gli smart-meter e i monitor per neonati 
Più e piccolo il bambino e maggior danno possono creare. Guardate la differente penetrazione nel cervello in un adulto, in un bambino di 5 e di 10 anni.

Qui l'appello di 190 scienziati all'ONU che chiedono:
1. Vengano protetti i bambini e le donne incinta;
2. Si rinforzino le linee guida e gli standard regolamentari;
3. I produttori vengano incoraggiati a sviluppare tecnologia più sicura;
4. I servizi di utilità pubblica (società dell’energia elettrica, telefonia, etc.) responsabili della produzione, trasmissione, distribuzione, e monitoraggio del mantenimento dell’elettricità, mantengano di un’adeguata qualità della corrente elettrica e assicurino cavi elettrici appropriati per minimizzare i danni prodotti dalla corrente a terra;
5. Il pubblico venga pienamente informato riguardo ai rischi potenziali per la salute derivanti dall’energia elettromagnetica e vengano loro insegnate le strategie per la riduzione del danno;
6. Ai professionisti del campo medico si provveda un’educazione adeguata riguardo agli effetti biologici dell’energia elettromagnetica e sia provvista una formazione al trattamento di pazienti che soffrono di elettrosensibilità;
7. I governi finanzino formazione e ricerca sui campi elettromagnetici e la salute che sia indipendente dall’industria e impongano la cooperazione tra industria e ricercatori;
8. I mass media rivelino i rapporti tra gli esperti della finanza con l’industria quando citano le loro opinioni riguardo gli aspetti sulla salute e la sicurezza delle tecnologie di emissione di EMF; e
9. Vengano stabilite delle zone-bianche (aree libere da radiazioni).Appello di 190 scienziati all'ONU
A: Onorevole Mr, Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite;
Onorevole Dr. Margaret Chan, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
Stati membri delle Nazioni Unite.
Appello Internazionale:
Gli scienziati chiedono
protezione dall’esposizione ai Campi Elettromagnetici non ionizzanti
Siamo scienziati impegnati nello studio degli effetti biologici e sanitari dei campi elettromagnetici non ionizzanti (EMF). Basandoci sulle ricerche pubblicate da riviste peer-reviwed, siamo seriamente preoccupati riguardo all’esposizione ubiquitaria e sempre più in aumento agli EMF generati da apparecchiature elettriche e wireless.
Queste includono – ma non si limitano – le apparecchiature che emettono radiazione a radiofrequenza (RFR), quali i cellulari, i telefoni cordless e le loro stazioni base, il Wi-Fi, le antenne di trasmissione, gli smart-meter e i monitor per neonati oltre alle apparecchiature elettriche e alle infrastrutture utilizzate nel trasporto e consegna di elettricità che generano un campo elettromagnetico a frequenza estremamente bassa (ELF EMF).
Basi scientifiche per la nostra comune preoccupazione
Numerose pubblicazioni scientifiche recenti hanno mostrato che i EMF influiscono gli organismi viventi a livelli ben inferiori a molte linee guida sia nazionali che internazionali. Gli effetti includono l’aumentato rischio di tumori, lo stress cellulare, l’aumento di radicali liberi dannosi, danno genetico, modifiche strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, deficit di apprendimento e di memoria, disturbi neurologici, e impatti negativi sul generale benessere degli esseri umani. Il danno va molto oltre la razza umana, visto che ci sono sempre più in aumento le prove degli effetti dannosi sia sulla vita delle piante che su quella degli animali.
Queste scoperte giustificano il nostro appello alle Nazioni Unite (UN) e, a tutti gli Stati Membri nel mondo, per incoraggiare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ad esercitare una forte leadership nella promozione dello sviluppo di linee guida più protettive nei confronti dei EMF, incoraggiando misure precauzionali, ed educando il pubblico riguardo ai rischi per la salute, particolarmente al rischio per lo sviluppo dei bambini e del feto. Con un mancato intervento.
L’OMS viene a mancare all’adempimento del suo ruolo quale preminente ente internazionale di salute pubblica.
Linee guida per gli EMF non ionizzanti inadeguate
I vari enti che fissano norme di sicurezza hanno fallito nell’imporre linee guida sufficienti a proteggere il pubblico in generale, e i bambini in modo particolare che sono più vulnerabili agli effetti degli EMF.
La Commissione Internazionale sulla Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP) ha stabilito nel 1998 le “Linee guida per limitare l’esposizione ai campi elettromagnetici, magnetici, elettrici variabili nel tempo (fino a 300 GHZ)”.
1 Queste linee guida sono state accettate dall’OMS e da molti paesi in tutto il mondo. L’OMS sta chiedendo a tutte le nazioni di adottare le linee guida dell’ICNIRP per incoraggiare l’armonizzazione internazionale degli standard. Nel 2009, l’ICNIRP ha rilasciato una dichiarazione dicendo che stava riaffermando le proprie linee guida del 1998, perché secondo la loro opinione, la letteratura scientifica pubblicata fino ad allora “non aveva fornito prova di alcun effetto negativo al di sotto dei limiti stabiliti e non si rendeva necessaria una revisione immediata della sua guida per la limitazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza.
2 La nostra opinione è che, poiché le linee guida ICNIRP non considerano l’esposizione a lungo termine e gli effetti a bassa intensità, esse sono insufficienti a proteggere la salute pubblica.
L’OMS ha adottato la classificazione dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) del campo elettromagnetico a frequenza estremamente bassa (ELF EMF) nel 2002 e della radiazione a radiofrequenza (RFR) nel 2011. Questa classificazione dichiara che l’EMF è un possibile cancerogeno umano (Gruppo 2B).
Nonostante entrambe le scoperte IARC, l’OMS continua a sostenere che non vi sono prove sufficienti per giustificare l'abbassamento di tali limiti quantitativi di esposizione.
Poiché vi è polemica circa un fondamento logico per fissare norme per evitare gli effetti negativi per la salute, si raccomanda che il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) convochi e finanzi un comitato multidisciplinare indipendente che esplori i pro e i contro di pratiche alternative a quelle correnti che possano abbassare sostanzialmente l’esposizione umana alle RF e ai campi ELF. Le decisioni di questo gruppo dovrebbero essere prese in modo trasparente e imparziale
. Nonostante sia essenziale che l’industria venga coinvolta e cooperi in questo processo, non dovrebbe essere permesso all’industria di influenzare il processo decisionale del  ruppo o le conclusioni raggiunte. Questo gruppo dovrebbe fornire le proprie analisi alle Nazioni Unite eall’OMS per guidare l’azione precauzionale
Collettivamente chiediamo anche che:
1. Vengano protetti i bambini e le donne incinta;
2. Si rinforzino le linee guida e gli standard regolamentari;
3. I produttori vengano incoraggiati a sviluppare tecnologia più sicura;
4. I servizi di utilità pubblica (società dell’energia elettrica, telefonia, etc.) responsabili della produzione, trasmissione, distribuzione, e monitoraggio del mantenimento dell’elettricità, mantengano di un’adeguata qualità della corrente elettrica e assicurino cavi elettrici appropriati per minimizzare i danni prodotti dalla corrente a terra;
5. Il pubblico venga pienamente informato riguardo ai rischi potenziali per la salute derivanti dall’energia elettromagnetica e vengano loro insegnate le strategie per la riduzione del danno;
6. Ai professionisti del campo medico si provveda un’educazione adeguata riguardo agli effetti biologici dell’energia elettromagnetica e sia provvista una formazione al trattamento di pazienti che soffrono di elettrosensibilità;
7. I governi finanzino formazione e ricerca sui campi elettromagnetici e la salute che sia indipendente dall’industria e impongano la cooperazione tra industria e ricercatori;
8. I mass media rivelino i rapporti tra gli esperti della finanza con l’industria quando citano le loro opinioni riguardo gli aspetti sulla salute e la sicurezza delle tecnologie di emissione di EMF; e
9. Vengano stabilite delle zone-bianche (aree libere da radiazioni).
Data proposta di sottomissione: 23 Ottobre 2014
Domande possono essere poste a Elizabeth Kelley, M.A., Directore, EMFscientist.org, a:
info@EMFscientist.org
Le firme seguono secondo la nazione….
Nota: i firmatari hanno firmato come individui, dando la loro affiliazione professionale, ma questo non necessariamente significa che questo rappresenti la visione dei loro datori di lavoro o delle organizzazioni professionali alle quali sono affiliati.
Magda Havas, Ph.D, Trent University, Peterborough, Ontario Canada
Martin Blank, Ph.D, Columbia University, USA
Elizabeth Kelley, MA, Electromagnetic Safety Alliance, Arizona, USA
Henry Lai, Ph.D, University of Washington, USA
Joel M. Moskovitz, Ph.D, University of California at Berkeley, USA
per l'Italia:
Italy
Prof. Sergio Adamo, Ph.D., La Sapienza University, Rome, Italy
Prof. Fernanda Amicarelli, Ph.D., Applied Biology, Dept. of Health, Life and Environmental Sciences, University of L'Aquila, Italy
Dr. Pasquale Avino, Ph.D., INAIL Research Section, Rome, Italy
Dr. Fiorella Belpoggi, Ph.D., FIATP, Director, Cesare Maltoni Cancer Research Center, Ramazzini Institute, Italy
Prof. Emanuele Calabro, Department of Physics and Earth Sciences, University of Messina, Italy
Prof. Franco Cervellati, Ph.D., Department of Life Science and Biotechnology, Section of General Physiology, University of Ferrara, Italy
Prof. Stefano Falone, Ph.D., Researcher in Applied Biology, Dept. of Health, Life and Environmental Sciences, University of L'Aquila, Italy
Prof. Dr. Speridione Garbisa, ret. Senior Scholar, Dept. Biomedical Sciences, University of Padova, Italy
Dr. Settimio Grimaldi, Ph.D., Associate Scientist, National Research Council, Italy
Prof. Livio Giuliani, Ph.D., Director of Research, Italian Health National Service, Rome-Florence-Bozen; Spokesman, ICEMS - International Commission for Electromagnetic Safety, Italy
Prof. Dr. Angelo Levis, MD, Dept. Medical Sciences, Padua University, Italy
Prof. Salvatore Magazù, Ph.D., Department of Physics and Science, Messina University, Italy
Dr. Fiorenzo Marinelli, Ph.D., Researcher, Molecular Genetic Institute of the National Research Council, Italy
Claudio Poggi, Electronics Engineer, Research Director, Sistemi s.r.l., (TN), Genoa, Italy
Prof. Raoul Saggini, University G. D'Annunzio, Chieti, Italy
Dr. Morando Soffritti, MD, Honorary President, National Institute for the Study and Control of Cancer and Environmental Diseases B. Ramazzini, Bologna, Italy
Prof. Massimo Sperini, Ph.D., Center for Inter-University Research on Sustainable Development, Rome, Italy

mercoledì 21 gennaio 2015

Cellulari, WIFI, campi elettromagnetici e bambini

Uno studio recente suggerisce che l'esposizione al Wi-Fi è più pericoloso per i bambini di quanto si pensasse ( http://www.forbes.com/sites/robertszczerba/2015/01/13/study-suggests-wi-fi-exposure-more-dangerous-to-kids-than-previously-thought/ - Aggiornato il 14 gennaio 2015)

La maggior parte dei genitori si preoccupano se i loro figli hanno  una significativa esposizione al piombo, cloroformio, vapori di benzina, o il pesticida DDT. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IRIC), parte della Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite '(OMS), classifica questi e più di 250 altri agenti come Classe 2B cancerogeni - possibilmente cancerogeni per l'uomo. Un'altra voce che lo stesso elenco è campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF / EMF). Le principali fonti di RF / EMF sono radio, televisori, forni a microonde, telefoni cellulari e dispositivi Wi-Fi.

Purtroppo anche se vogliamo, non possiamo eliminare la nostra esposizione, o dei nostri figli, ai campi elettromagnetici. Ma, potremmo aver bisogno di limitare l'esposizione, quando possibile.

Queste sono le conclusioni di un articolo  pubblicato sul Journal of Microscopy e Ultrastruttura dal titolo "Perché i bambini assorbono più radiazioni a microonde rispetto agli adulti. Le conseguenze" Dall'analisi di altri studi, gli autori sostengono che i bambini e gli adolescenti sono a rischio considerevole da dispositivi che irradiano le microonde (e che gli adulti sono a un più basso, ma comunque significativo rischio,).

  1. Bambini assorbono una maggiore quantità di radiazione degli adulti.
  2. I feti sono ancora più vulnerabili rispetto ai bambini. Pertanto le donne incinte dovrebbero evitare di esporre il loro feto alle radiazioni microonde.
  3. Ragazze e donne adolescenti non dovrebbero mettere cellulari nei loro reggiseni o hijab (velo).
  4. Avvertimenti governativi sono stati rilasciati, ma la maggior parte del pubblico non è a conoscenza di queste avvertenze.
  5. I limiti di esposizione attuali sono insufficienti e devono essere rivisti.
  6. I dispositivi wireless sono trasmettitori radio, non sono giocattoli. I giocattoli cheli  utilizzano devono essere monitorati più attentamente.
  7. Bambini e feti assorbono più radiazioni a microonde, secondo gli autori, perché i loro corpi sono relativamente più piccole, i loro crani sono più sottili, e il loro tessuto cerebrale è più assorbente.

Più in generale, gli studi citati nel documento mirano a collegare l'esposizione RF / EMF a diversi tipi di cancro, a basso numero di spermatozoi, e altri disturbi. Dobbiamo notare che gli articoli  come questi devono essere attentamente valutati.
Questo articolo si basa su un set di dati limitati. Essi hanno inoltre notare che il tempo medio tra l'esposizione ad una sostanza cancerogena e un tumore risultante è di tre o più anni, rendendo così difficile giungere a conclusioni definitive.

Vi lascio a questa lettura e intanto iniziamo a pensare che potrebbe essere un problema

sabato 16 novembre 2013


CELLULARI, RETI WI FI E BAMBINI

Un amico (ex mio paziente..) mi ha inviato un  articolo sui danni da campi elettromagnetici e chiesto un parere. (INCOLLATO QUI IN FONDO ALL'ARTICOLO)
Sono andato a vedere bibliografia (ovviamente connesso wi fi e rispondendo al telefono :-( ) controllata a livello internazionale e ho trovato un numero intero  della Rivista Electromagnetic Biology and Medicine che parlava dei danni dei campi elettromagnetici e un articolo sui wi-fi e cellulari.
Cosa concludono? Che non dovremmo dire che le radiazioni sono prive di pericoli, soprattutto che i bambini sono più a rischio degli adulti. 
Direte che ci possiamo fare? Anche se uno non ha il wi fi in casa altri lo hanno. Basta vedere quante reti ci sono quando si cerca una connessione. Per questo l'azione del singolo non serve ma....non comprare il cellulare al figlio a 3-4-6-7 anni dipende da noi (scusate a che gli serve??).  E RIDURRE L'ESPOSIZIONE. Trovate un articolo qui in italiano: http://www.key4biz.it/News/2013/10/15/Tecnologie/cellulari_salute_onde_elettromagnetiche_anses_220508.html
Uno studio in Inghilterra  riportato dal Corriere della Sera: http://www.corriere.it/salute/10_aprile_23/telefonino-no-sotto-12-anni_aa768b42-4ec8-11df-83f9-00144f02aabe.shtml
 RUOLO DEI GENITORI - «Penso sia meglio che gli under 12 non usino i telefonini  perché il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e sappiamo che a quell’età si è più sensibili e recettivi, basti pensare ai raggi ultravioletti: se un bambino viene esposto troppo al sole, ha più probabilità di ammalarsi di tumore alla pelle rispetto ad una adulto. Logico che tocchi ai genitori essere più duri su questo punto, ovvero non dare ai figli il cellulare, a meno che non vi siano specifiche ragioni di sicurezza che obblighino a comportarsi diversamente>. Stando all’ultima ricerca Eurispes-Telefono Azzurro 2009, il 53,7% dei bambini italiani fra i 7 e gli 11 anni possiede un cellulare, il 5,4% un videofonino e l’1,8 uno smartphone e se l’88,2% sostiene di usarlo solo per essere chiamati dai genitori, il 72,6 lo utilizza anche per fotografare, mentre il 69,6% lo vede come un mezzo per tenersi in contatto con gli amici.

Attacco le conclusioni originali del lavoro del 2013:
Electromagnetic Biology and Medicine, June 2013; 32(2): 121–122 Q Informa UK Ltd ISSN 1536-8378 print/ISSN 1536-8386 online DOI: 10.3109/15368378.2013.776333
EDITORIAL
Effects of electromagnetic fields on biological systems
Marko S. Markov
Research International, Williamsville, NY, USA

In conclusion, we would like to point out the following:
1. For a number of reasons, the evaluation and prevention of hazard from ionizing radiation have been developed during the last 60 years.
2. The problem of potential hazard of nonionizing radiation is studied for significantly shorter period of time and significant differences in standards in different countries can be seen. It is due to the fact that in North America the standards are based on engineering computation, while in former Soviet Union and Easter Europe the standards are biologically based. Despite all efforts of the WHO for harmonization of standards, today standards do not consider the real pollution of the environment with nonionizing radiation.
3. The comparison of both sources of radiation leads to conclusion that the continuous noncontrolled exposure of the entire civilization to low-intensity EMFs represents now more serious problem for the mankind than ionizing radiation where the sources of radiation are under strict control and are well localized.
4. For the first time in the history of mankind, because of aggressive use of mobile phones children are exposed to harmful nonionizing radiation and potentially are subject of larger risk than adults. Even if the dose received by the children’s brain is the same as for adults, due to the specificity of the body size and physiological development, children are in greater danger. It might be compared to the hazard of EMF for professional groups.
5. In early 2012, the European Parliament voted by 512 to 16 to urge member countries to impose stricter limits for exposure to radiation from mobile phone and Wi-Fi technologies, especially taking care for the most sensitive population of children.
6. The scientific and medical communities are obliged to ring the bell – the health and standardization institutions must urgently develop recommendations and actions for protection of the civilization and especially children.
7. We should stop telling the science, politicians and general population that Wi-Fi is harmless.
8. We should better be honest and say that “we do not know what long-term effects might be.”
Who else if not we? When if not now?

sabato 16 novembre 2013

CELLULARI, RETI WI FI E BAMBINI

Un amico (ex mio paziente..) mi ha inviato un  articolo sui danni da campi elettromagnetici e chiesto un parere. (INCOLLATO QUI IN FONDO ALL'ARTICOLO)
Sono andato a vedere bibliografia (ovviamente connesso wi fi e rispondendo al telefono :-( ) controllata a livello internazionale e ho trovato un numero intero  della Rivista Electromagnetic Biology and Medicine che parlava dei danni dei campi elettromagnetici e un articolo sui wi-fi e cellulari.
Cosa concludono? Che non dovremmo dire che le radiazioni sono prive di pericoli, soprattutto che i bambini sono più a rischio degli adulti. 
Direte che ci possiamo fare? Anche se uno non ha il wi fi in casa altri lo hanno. Basta vedere quante reti ci sono quando si cerca una connessione. Per questo l'azione del singolo non serve ma....non comprare il cellulare al figlio a 3-4-6-7 anni dipende da noi (scusate a che gli serve??).  E RIDURRE L'ESPOSIZIONE. Trovate un articolo qui in italiano: http://www.key4biz.it/News/2013/10/15/Tecnologie/cellulari_salute_onde_elettromagnetiche_anses_220508.html
Uno studio in Inghilterra  riportato dal Corriere della Sera: http://www.corriere.it/salute/10_aprile_23/telefonino-no-sotto-12-anni_aa768b42-4ec8-11df-83f9-00144f02aabe.shtml
 RUOLO DEI GENITORI - «Penso sia meglio che gli under 12 non usino i telefonini  perché il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e sappiamo che a quell’età si è più sensibili e recettivi, basti pensare ai raggi ultravioletti: se un bambino viene esposto troppo al sole, ha più probabilità di ammalarsi di tumore alla pelle rispetto ad una adulto. Logico che tocchi ai genitori essere più duri su questo punto, ovvero non dare ai figli il cellulare, a meno che non vi siano specifiche ragioni di sicurezza che obblighino a comportarsi diversamente>. Stando all’ultima ricerca Eurispes-Telefono Azzurro 2009, il 53,7% dei bambini italiani fra i 7 e gli 11 anni possiede un cellulare, il 5,4% un videofonino e l’1,8 uno smartphone e se l’88,2% sostiene di usarlo solo per essere chiamati dai genitori, il 72,6 lo utilizza anche per fotografare, mentre il 69,6% lo vede come un mezzo per tenersi in contatto con gli amici.

Attacco le conclusioni originali del lavoro del 2013:
Electromagnetic Biology and Medicine, June 2013; 32(2): 121–122 Q Informa UK Ltd ISSN 1536-8378 print/ISSN 1536-8386 online DOI: 10.3109/15368378.2013.776333
EDITORIAL
Effects of electromagnetic fields on biological systems
Marko S. Markov
Research International, Williamsville, NY, USA

In conclusion, we would like to point out the following:
1. For a number of reasons, the evaluation and prevention of hazard from ionizing radiation have been developed during the last 60 years.
2. The problem of potential hazard of nonionizing radiation is studied for significantly shorter period of time and significant differences in standards in different countries can be seen. It is due to the fact that in North America the standards are based on engineering computation, while in former Soviet Union and Easter Europe the standards are biologically based. Despite all efforts of the WHO for harmonization of standards, today standards do not consider the real pollution of the environment with nonionizing radiation.
3. The comparison of both sources of radiation leads to conclusion that the continuous noncontrolled exposure of the entire civilization to low-intensity EMFs represents now more serious problem for the mankind than ionizing radiation where the sources of radiation are under strict control and are well localized.
4. For the first time in the history of mankind, because of aggressive use of mobile phones children are exposed to harmful nonionizing radiation and potentially are subject of larger risk than adults. Even if the dose received by the children’s brain is the same as for adults, due to the specificity of the body size and physiological development, children are in greater danger. It might be compared to the hazard of EMF for professional groups.
5. In early 2012, the European Parliament voted by 512 to 16 to urge member countries to impose stricter limits for exposure to radiation from mobile phone and Wi-Fi technologies, especially taking care for the most sensitive population of children.
6. The scientific and medical communities are obliged to ring the bell – the health and standardization institutions must urgently develop recommendations and actions for protection of the civilization and especially children.
7. We should stop telling the science, politicians and general population that Wi-Fi is harmless.
8. We should better be honest and say that “we do not know what long-term effects might be.”
Who else if not we? When if not now?

giovedì 6 ottobre 2011

Consigli per l'uso del telefonino



COMUNICATO STAMPA




Bambini e tecnologia: 10 regole per un uso consapevole del cellulare

Perché il telefonino non è una protesi!



«Mamma, chiamami sul cellulare… ma forse è meglio di no!». Quando la tecnologia è in mano ai bambini, le precauzioni non sono mai troppe. Anche in assenza di un rapporto certo di causa-effetto tra l’esposizione a campi elettromagnetici e lo sviluppo di tumori, deve prevalere nei genitori e nei pediatri che li consigliano, il principio di precauzione e quindi di MINIMIZZAZIONE DELL’ESPOSIZIONE.


Poiché non si può escludere nel lungo periodo che si sviluppino forme tumorali, è meglio che i bambini non usino il telefonino.

Per questo l’Associazione Culturale Pediatri ha sottoscritto insieme alla società medici per l’Ambiente (ISDE - InternationalSociety of Doctors for the Environment) e APPLE (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog), le 10 domande che i medici dell’ordine di Vienna hanno posto all’industria,ai media e ai politici (vedi post).

E contemporaneamente hanno messo a punto 10 semplici consigli per adulti che vogliano usare il cellulare con il cervello!



1) Usa l’auricolare per diminuire l’effetto delle onde elettromagnetiche sulla testa (quindi no al dispositivo blue-tooth).



2) Evita le lunghe telefonate, alterna spesso l’orecchio durante le conversazioni e limitane drasticamente la durata (alcuni minuti). Quando fai una chiamata aspetta che ti rispondano prima di avvicinare il cellulareall’orecchio.



3) Telefona quando c’è pieno campo (tutte le “tacche”) altrimenti il cellulare aumenta la potenza delle emissioni sul tuo orecchio.



4) Durante la notte non tenere il cellulare acceso sul comodino o, peggio,sotto il cuscino (le onde elettromagnetiche disturbano il sonno). Non ricaricarlo vicino al letto!



5) Durante il giorno non tenere il telefonino acceso in tasca o a contatto con il corpo, ma riponilo sul tavolo, mettilo nel cappotto o tienilo nella borsa.



6) Non tenere il cellulare acceso negli ospedali o dove sono presenti apparecchiature elettromedicali, sugli aerei e in presenza di persone con dispositivi quali pacemaker o apparecchi acustici.



7) Al cinema, a teatro, a scuola, il cellulare deve essere spento. Ricorda che l’uso del cellulare a scuola è vietato dalla legge.



8) L’uso del cellulare da parte dei bambini dovrebbe essere limitato alle sole chiamate di emergenza!



9) Quando acquisti un cellulare nuovo informati sul livello delle sue emissioni (TAS in Watt/kg, l’intensità di campo elettrico in V/m).



10) All’interno degli edifici il cellulare aumenta la sua potenza di emissione: nei luoghi chiusi cerca di usare la rete telefonica fissa (non il cordless).





Di recente, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici come «possibili cancerogeni per l’uomo», classificazione assegnata alle sostanze per le quali esistono limitate evidenze di cancerogenicità. In compagnia delle onde elettromagnetiche ci sono altri agenti classificati come «possibile cancerogeno» e sono i campi magnetici da elettricità, i vapori di benzina,i gas di scarico.

Del resto, INTERPHONE, l’unico studio internazionale sulle emissioni elettromagnetiche causate dalla telefonia mobile, voluto nel 2000 dalla Iarc e conclusosi nel maggio 2010, non ha dimostrato il nesso causale certo tra uso dei telefonini e la possibilità di sviluppare tumori cerebrali. Ma, non è neppure riuscita ad escluderlo, visto che gli effetti sono misurabili soltanto nel lungo periodo. Lo studio ha dimostrato un aumentato rischio di gliomi (formazioni tumorali cerebrali di origine “gliale”) solo nel gruppo ad elevato utilizzo del cellulare, confermando parzialmente i risultati della review di Hardell, che aveva riscontrato una correlazione tra esposizione superiore ai 10 anni e aumentato rischio di neurinomi dell’acustico e gliomi ipsilaterali al lato di maggior utilizzo del cellulare.

Ma tutto questo vale per gli adulti. Con i bambini,ricordano i pediatri ACP, deve valere il principio di precauzione. È quindi,meglio evitare che i piccoli si abituino a usare il cellulare come fosse un giocattolo, e sarebbe preferibile ritardare al massimo l’acquisto di un telefonino di proprietà del bambino.







PER INFORMAZIONI
Ufficio stampa:
Lucilla Vazza: 338.1823193
ufficiostampaacp@gmail.com
http://www.acp.it/


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