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venerdì 5 ottobre 2018

CASI DI EPATITE A - GENOVA: IGIENE, VACCINO E ...

CASI DI EPATITE A - GENOVA: IGIENE, VACCINO E LAVATEVI LE MANI ACCURATAMENTE!!
Cari Genitori
Ricevo segnalazioni da genitori di un caso di epatite A in una scuola del Ponente Genovese.
La ASL è intervenuta prontamente e ha offerto ai contatti stretti la vaccinazione (vedi foto).
RICORDO CHE  NELLA COMUNITA' LA PREVENZIONE PRINCIPALE E’ COMUNQUE IL LAVAGGIO ACCURATO DELLE MANI E L’IGIENE ALIMENTARE (indispensabile per evitare altre malattie e anche i VERMI).
Consigliata la vaccinazione, come consigliato dalla ASL ai contatti stretti
Consigliato  vaccinare se stessi e i figli se si va in zone a rischio.
La vaccinazione si fa al sevizio Igiene in due dosi per via intramuscolare.
Cosa è la malattia e come si manifesta:
L'epatite A è una malattia virale del fegato che si trasmette attraverso gli alimenti e le bevande contaminate o il contatto diretto con persone infette
L'epatite virale A è una malattia infettiva acuta causata da un virus a che aggredisce le cellule del fegato.
E' presente in tutto il mondo, sia in forma sporadica che epidemica, ma con una maggior frequenza nei Paesi del sud del mondo, dove l’infezione colpisce generalmente l’infanzia e presenta un decorso asintomatico nel 70% dei casi o sintomi lievi.
In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove più diffusa è la pratica di consumare frutti di mare crudi.
Tuttavia, possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale, legati non solamente al consumo di frutti di mare ma anche di altri alimenti (vegetali e frutta) o acqua (per es. di pozzo) contaminati.
L’epatite A si distingue dalle epatiti virali B e C per le modalità di trasmissione (prevalente trasmissione fecale-orale) e per il fatto che non cronicizza mai.
L’epatite A decorre spesso in maniera del tutto asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da stanchezza, perdita di appetito, nausea e vomito intermittenti, febbre, dolori addominali e ittero (colorito giallognolo della pelle e delle sclere, la parte bianca dell'occhio), dovuto all'aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue, a causa della diminuita funzionalità del fegato.
I sintomi si manifestano prevalentemente dopo 15-45 giorni dal contatto con il virus.
Con il proseguire della malattia possono comparire altri sintomi, quali il prurito, una colorazione molto scura delle urine (color marsala), una colorazione molto chiara delle feci.
La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente.Leggete (dal sito del Ministero della Salute):

le domande e risposte più frequenti sull' epatite A

la Circolare 23 maggio 2013 sulla sorveglianza dell’epatite A .


venerdì 7 aprile 2017

EPATITE "A" A GENOVA: VACCINO??

EPATITE “A” A GENOVA
Cari Genitori
Segnalati dei  "casi" di Epatite A a Genova.
Uno in una scuola di Recco e, più recentemente, presso la scuola elementare “De Scalzi” di Genova, in via Ricci. La ASL è intervenuta tempestivamente e domani , 8 aprile dalle 9 alle 12, verrà offerta la vaccinazione ai bambini e chi non potrà domani potrà farl gratuitamente presso la ASL
La vaccinazione è il sistema per contenere una eventuale diffusione dll’infezione (anche se non previene la malattia se fosse già in corso ma..niente panico e leggete qui).
Ricordo anche che la misura più sicura per prevenire le infezioni è il lavahgiio accurato e frequente delle mani.
Ricordo l'utilità di vaccinare se stessi e i figli se si va in zone a rischio. Esistono indicazioni ministeriali e nel Piano Nazionale vaccini su cui potremo tornare a parlare.
In situazione di casi di epatite A , tenuto conto delle indicazioni previste dalle " Linee Guida Programma Nazionale Documento di indirizzo: l'uso del vaccino antiepatite A in Italia", si procederà a offrire la  vaccinazione ai contatti scolastici in data 24/01/2014 .

Cosa è la malattia e come si manifesta:
L'epatite A è una malattia virale del fegato che si trasmette attraverso gli alimenti e le bevande contaminate o il contatto diretto con persone infette
L'epatite virale A è una malattia infettiva acuta causata da un virus a che aggredisce le cellule del fegato.
E' presente in tutto il mondo, sia in forma sporadica che epidemica, ma con una maggior frequenza nei Paesi del sud del mondo, dove l’infezione colpisce generalmente l’infanzia e presenta un decorso asintomatico nel 70% dei casi o sintomi lievi.
In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove più diffusa è la pratica di consumare frutti di mare crudi.
Tuttavia, possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale, legati non solamente al consumo di frutti di mare ma anche di altri alimenti (vegetali e frutta) o acqua (per es. di pozzo) contaminati.
L’epatite A si distingue dalle epatiti virali B e C per le modalità di trasmissione (prevalente trasmissione fecale-orale) e per il fatto che non cronicizza mai.
L’epatite A decorre spesso in maniera del tutto asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da stanchezza, perdita di appetito, nausea e vomito intermittenti, febbre, dolori addominali e ittero (colorito giallognolo della pelle e delle sclere, la parte bianca dell'occhio), dovuto all'aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue, a causa della diminuita funzionalità del fegato.
I sintomi si manifestano prevalentemente dopo 15-45 giorni dal contatto con il virus.
Con il proseguire della malattia possono comparire altri sintomi, quali il prurito, una colorazione molto scura delle urine (color marsala), una colorazione molto chiara delle feci.
La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente.Leggete (dal sito del Ministero della Salute):
APPROFONDIMENTI QUI: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=127&area=Malattie_infettive

sabato 8 marzo 2014

TBC A GENOVA. TANTO STREPTOCOCCO E VARICELLA E FEBBRI. LAVATE BENE LE MANI

CASO DI TBC A GENOVA. VACCINI, IGIENE.SOTOO COME LAVARSI LE MANI E COSA FARE QUANDO SI TOSSISCE O STERNUTISCE:
Comparsa oggi su Il Secolo XIX di un caso di una ragazza del lICEO Mazzini di Pegli con TBC.
I pediatri sono stati sollecitamente informati dal Servizio di Igiene e lunedì verranno fatti controlli nella scuola. Non sembra ad alta infettività e il test alla tubercolina verrà fatto solo nei famigliari e compagni di classe. Quindi nessun allarmismo.
Quale è la situazione TBC in Italia? Trovate qualcosa qui e ricordo solo che le malattie non sono scomparse. Notizia di poco tempo fa di casi di epatite A, nel mondo di casi di poliomielite, tanti casi in Liguria diMorbillo e varicella: TUTTE MALATTIE, ECCETTO LA TBC  prevedibili con le vaccinazioni. Esiste un vaccino per la TBC che in Italia viene eseguito in certe situazioni ma poco efficace. In alcuni Paesi viene eseguito di routine.
PER ORA CERCHIAMO DI PREVENIRE IL PREVENIBILE CON I VACCINI  e con i corretti stili di vita: le malattie si riducono anche , e tanto, con semplici manovre come:-
- Uscire tanto: la chiamo "arioterapia" e con qualsiasi tempo cercando di evitare locali chiusi e affollati o zone inquinate
- Lavare sempre bene e attentamente le mani. Vedi: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/12/la-filastrocca-delle-mani-pulite.html
-COME LAVARSI E FAR LAVARE LE MANI Poster della Regione Liguria
- Bere tanto e mangiare frutta e verdura


QUI SOTTO IL PROGETTO STOP ALLA TUBERCOLOSI:
La tubercolosi (TBC) è una patologia infettiva non più frequente in Italia (nel 2002 l’incidenza dei casi era stata 7,3/100.000 abitanti), tuttavia, rappresenta ancora un rilevante problema di sanità pubblica per diversi motivi:
• il trend secolare di progressiva diminuzione della incidenza si è arrestato in Italia alla fine degli anni ’80, mentre in altri paesi industrializzati è di nuovo in diminuzione;
• la crescente immigrazione da paesi ad alta endemia tubercolare crea i presupposti per l’aumento della circolazione dell'agente batterico, compresi anche ceppi resistenti ai farmaci comunemente diffusi nei paesi di origine;
• la diagnosi di tubercolosi può essere fatta in ritardo per diversi motivi, quali problemi di accesso ai servizi sanitari e barriere linguistiche nella popolazione immigrata o basso sospetto diagnostico negli italiani, data la rarità della patologia;
• la probabilità di guarigione o di completamento della terapia può essere ridotta in immigrati, in carenza di una rete sociale di sostegno, o in altri gruppi a rischio. Ciò aumenta il rischio di abbandono del trattamento e selezione di ceppi resistenti ai farmaci antitubercolari.
È dunque essenziale disporre di dati epidemiologici aggiornati per tenere sotto sorveglianza questa patologia e a indirizzare gli interventi di controllo. 
Il progetto "Stop alla tubercolosi in Italia: piano di formazione e strategie per la gestione dei casi", partito il 10 marzo 2008, si propone di: sviluppare un piano nazionale di formazione sulla tubercolosi; elaborare un documento sulle strategie e modalità organizzative efficaci a garantire l'integrazione dell'assitenza prestata ai pazienti con tubercolosi; integrare in un database comune i dati sull'esito del trattamento provenienti da tutte le Regioni.
Il progetto si propone di assicurare il sostegno e lo sviluppo degli interventi iniziati con il precedente progetto sulla tubercolosi,mirate a rendere operativo il documento programmatico “ Stop alla tubercolosi in Italia”, nel quale sono stati individuati gli obiettivi essenziali per realizzare una riduzione della Tbc in Italia e le azioni prioritarie a tale fine.




giovedì 23 gennaio 2014

Epatite A a Genova

Cari Genitori

Segnalo quanto leggerete sui quotidiani su dei "casi" di Epatite A a Genova. La maggior parte di casi sono importati da gente che va in zone ove l'epatite A è frequente e posi la malattia si manifesta al ritorno a casa.
Da qui l'utilità di vaccinare se stessi e i figli se si va in zone a rischio.
La vaccinazione si fa al sevizio Igiene in due dosi per via intramuscolare.
Qui sotto il comunicato della ASL 3
"Sono stati individuati due casi, asintomatici, di epatite A in due alunni frequentanti le classi 4a e 3a della ScuolaElementare Elsa Morante di via Linneo 232 - Teglia.
Trattasi di contatti familiari, fratelli, sierologicamente positivi, di caso di epatite A iniziato il 31 dicembre2013, attualmente ricoverato al Gaslini.
Tenuto conto delle indicazioni previste dalle " Linee Guida Programma Nazionale Documento di indirizzo: l'uso del vaccino antiepatite A in Italia", si procederà a offrire la  vaccinazione ai contatti scolastici in data 24/01/2014 .
Nella giornata del 23/01/2014 saremo a disposizione dei genitori che volessero chiedere chiarimenti dalle ore 10.00 alle 12.00 nella sede scolastica".

Cosa è la malattia e come si manifesta:

L'epatite A è una malattia virale del fegato che si trasmette attraverso gli alimenti e le bevande contaminate o il contatto diretto con persone infette

L'epatite virale A è una malattia infettiva acuta causata da un virus a che aggredisce le cellule del fegato.
E' presente in tutto il mondo, sia in forma sporadica che epidemica, ma con una maggior frequenza nei Paesi del sud del mondo, dove l’infezione colpisce generalmente l’infanzia e presenta un decorso asintomatico nel 70% dei casi o sintomi lievi.
In Italia la malattia è endemica soprattutto nelle Regioni meridionali, dove più diffusa è la pratica di consumare frutti di mare crudi.
Tuttavia, possono verificarsi epidemie o casi sporadici su tutto il territorio nazionale, legati non solamente al consumo di frutti di mare ma anche di altri alimenti (vegetali e frutta) o acqua (per es. di pozzo) contaminati.
L’epatite A si distingue dalle epatiti virali B e C per le modalità di trasmissione (prevalente trasmissione fecale-orale) e per il fatto che non cronicizza mai.
L’epatite A decorre spesso in maniera del tutto asintomatica, soprattutto nel corso di epidemie e nei bambini.
I sintomi, quando presenti, sono caratterizzati da stanchezza, perdita di appetito, nausea e vomito intermittenti, febbre, dolori addominali e ittero (colorito giallognolo della pelle e delle sclere, la parte bianca dell'occhio), dovuto all'aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue, a causa della diminuita funzionalità del fegato.
I sintomi si manifestano prevalentemente dopo 15-45 giorni dal contatto con il virus.
Con il proseguire della malattia possono comparire altri sintomi, quali il prurito, una colorazione molto scura delle urine (color marsala), una colorazione molto chiara delle feci.
La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente.Leggete (dal sito del Ministero della Salute):

lunedì 27 maggio 2013

Epatite A: nota del Ministero

Ricevo dall'amico e collega Michele Fiore questa notizia. Consiglio per chi ha in programma viaggi all'estero di valutare se fare la vaccinazione ai bambini E ANCHE A VOI ADULTI  infatti le complicazioni sono più frequenti negli adulti che nei bambini

Il Ministero della salute in seguito all'intensificarsi delle segnalazioni in Italia di casi di Epatite A ha emanato una circolare in cui sono contenute delle raccomandazioni quali:

 di indagare sempre la storia di eventuali viaggi all’estero, in particolare in Egitto o in Paesi del Nord 
Europa;
 di indagare su un eventuale consumo di frutti di bosco surgelati, che sembrerebbero essere il veicolo 
dell’epidemia di epatite A che sta coinvolgendo i Paesi del Nord Europa e quello maggiormente 
implicato in alcuni cluster italiani;
 di consigliare la vaccinazione per l’Epatite A ai viaggiatori diretti in aree endemiche per tale 
patologia (consultare i centri vaccinali per la febbre gialla, autorizzati per la profilassi internazionale)
È consigliata anche la vaccinazione dei contatti dei casi nel più breve 
tempo dall’avvenuta esposizione e, comunque, entro 2 settimane;
Per leggere la Circolare: 
circolare ministero salute epatite A.pdf 

https://docs.google.com/file/d/1eEZhec9pTQQqem1I6TciMYdK52rTtG8U60Dmt9PWwxhXwRxYgtUhxNU8iC0F/edit?usp=sharing

lunedì 3 dicembre 2012

EPATITE A A GENOVA


Cari Genitori
Come avrete letto sui quotidiani ci sono stati dei casi di epatite A (epatite da alimenti) al  Deledda e è stata descritta una piccola epidemia presso un asilo di S. Siro" ove due insegnanti si sono ammalate.
"Sembra" che possibili untori siano stati bambini uno dei quali  frequenta una scuola del centro  per cui l’ASL ha preso la giusta decisione di proporre la vaccinazione antiepatite A ai bambini delle classi che usano un bagno in comune(circa 50 bambini).
Domani i medici della ASL andranno a scuola e consegneranno la lettera ai bambini ove si propone la vaccinazione. Cosa fare? Niente sapere dell’esistenza di questa cosa e se compaiono alcuni disturbi (leggete sotto ma soprattutto: urine molto cariche, ittero) fare gli esami del sangue per transaminasi, marcatori e bilirubina ed altri enzimi epatici.

L’epatite A ha un periodo medio di incubazione di 28 giorni (da 15 a 50) la malattia inizia con nausea, dolori addominali, febbre, stanchezza, urine scure: alla fine compare l'ittero, che porta al sospetto diagnostico. Sebbene la maggior parte dei pazienti guarisca completamente e senza complicazioni o esiti, esistono situazioni di una certa gravità, ben conosciute: coagulopatia, encefalopatia, insufficienza renale, durata elevata della malattia e occasionali ricadute. Il 13% dei pazienti richiede l'ospedalizzazione, in generale adulti in età superiore ai 45 anni. 
Il virus dell’epatite A si moltiplica nel fegato e viene eliminato con la bile, per cui è presente in grande quantità nelle feci da 1 a 3 settimane prima dell'inizio della malattia e continua ad essere emesso con le feci per una settimana o più dopo l'inizio dell'ittero. La malattia è trasmessa per via oro-fecale per l'ingestione di cibi o di acqua contaminati (Graig AS, Schaffner W – Prevention of Hepatitis A with the hepatitis A vaccine – N Engl J Med 2004, 350:476-81).
Più del 75% dei soggetti adulti con l'infezione presenta dei sintomi, mentre il 70% delle infezioni dei bambini in età inferiore ai 6 anni sono asintomatici. Queste constatazioni epidemiologico-cliniche sono alla base della diffusione nascosta del virus: il bambino dei primi anni può in effetti essere considerato l'”untore” dell'epatite A, perché il virus diffonde facilmente da bambini asintomatici agli altri bambini della stessa età e agli adulti. E' importante ricordare che il virus può essere trasmesso con le feci già qualche settimana prima della comparsa della malattia, cioè dell'ittero. E' per questo che in un gran numero di casi l'origine della malattia rimane sconosciuta.
COSA FARE SE EPIDEMIA?
Una strategia, seguita da molti Paesi, è quella di vaccinazione i soggetti a rischio dall'età di 6 mesi o di due anni, a seconda del vaccino usato. Questa strategia ha solo un effetto marginale, perchè la maggior parte delle persone che prendono l'epatite A non appartengono alle categorie a rischio.
Un'altra strategia è quella di vaccinare la comunità in occasione di una epidemia. Nelle aree nelle quali le fiammate epidemiche si verificano di frequente e nelle quali esiste sempre un certo grado di endemia, è giustificato il ricorso alla vaccinazione routinaria dell'infanzia, perché i bambini sono oggi considerati come i principali diffusori del virus. E' questa la situazione attualmente presente in Puglia, dove è stata inserita nel calendario delle vaccinazioni, come “vaccinazione fortemente raccomandata per tutti i nuovi nati, in età superiore ai 5 mesi.

La vaccinazione è indicata nelle epidemie in comunità chiusa e in comunità aperta.
Per le comunità chiuse (asili nido e scuole materne) il contatto è frequente e intimo per cui il rischio è elevato. Viene consigliato di vaccinare i familiari conviventi, compagni di classe, insegnanti e personale direttamente a contatto dopo segnalazione del primo caso. Per i ragazzi più grandi (> 11 anni) la vaccinazione è suggerita quando vi sia la prova di trasmissione secondaria all'interno della comunità: deve cioè verificarsi un nuovo caso secondario dopo 15 giorni dall'inizio dei sintomi nel caso indice.
Da: G. Bartolozzi. LA PREVENZIONE DELL'EPATITE A CON IL VACCINO CONTRO L'HAV. Medico e Bambino pagine elettroniche 2004; 7(2) http://www.medicoebambino.com/?id=AP0402_30.html

Alberto Ferrando

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