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lunedì 20 febbraio 2017

Il defibrillatore salva giovane di 31 anni a Serra Riccò

Il defibrillatore salva giovane di 31 anni a Serra Riccò
Non ci fosse stato il defibrillatore?
Speriamo che il ragazzo non abbia subito danni. I primi 4-5 minuti sono essenziali. Per questo è importante che che tutti sappiano mettere  in atto le manovre di rianimazione e che siano facilmente reperibili i defibrillatori semiautomatici. Il 112 (ex 118) non arriverà mai in tempo per prevenire danni cerebrali (a meno che non sia presente ). I defibrillatori dovrebbero essere presenti non solo dove si fa attività fisica. Un arresto cardiaco può avvenire nella quotidianità e nella attività di tutti i giorni. Anche a scuola (come accaduto) :-(
Calciatore stramazza a terra, rianimato sul campo a Serra Riccò | Foto

sabato 24 ottobre 2015

STA MALE: VADO O NON VADO AL PRONTO SOCCORSO?? da leggere, rileggere e stampare e diffondere

STA MALE: VADO O NON VADO AL PRONTO SOCCORSO??
Molti genitori pensano che il Pronto Soccorso dell’Ospedale sia lì per curare i bambini con la febbre, il mal d’orecchie, le “bollicine”, il vomito o altri piccoli disturbi. Non è così. L’Ospedale è il posto dove si curano le malattie gravi e il Pronto Soccorso serve per prestare le prime cure a chi poi sarà ricoverato o si è fatto male in un incidente. Se i bambini con la febbre, le “bollicine”ecc. invadono i Pronto Soccorso degli ospedali non fanno altro che impedire ai medici che vi lavorano di curare con efficienza e tempestività i bambini che hanno veramente bisogno di loro. Qualche volta poi capita che un bambino venga portato in Pronto Soccorso, per esempio per un semplice mal d’orecchio o un po’di febbre, e finisca per essere ricoverato per una malattia che invece potrebbe essere curata altrettanto bene, ma più confortevolmente, a casa. Perciò vi consigliamo: non andate all’ospedale ... se non avete prima parlato con il Pediatra.

Al sabato e domenica???PURTROPPO UNA POLITICA, PERMETTETEMI miope (a essere bravi, a volte è proprio cieca) e tesa a criteri di economicismo non offre al sabato e domenica servizi territoriali…ma facciamoci sentire.
Noi pediatri è da 20 anni che abbiamo elaborato un progetto di assistenza territoriale integrato con 118, Guardia Medica ma…non ci sono soldi (poi un accesso al PS costa più di 100 euro L).
Però direte COSA FACCIO MAMMA, PAPA’ NONNA?? COME FACCIO  A CAPIRE? Perché sarà vero che alcuni vanno per niente ma non vorrei sottostimare qualcosa.
RICORDATE CHE CHI CONOSCE DI Più IL BAMBINO SIETE VOI E SE PRESENTA SINTOMI INSOLITI, SE APPARE SOFERENTE O MOLTO IRRITABILE RISPETTO AL SOLITO….MEGLIO ANDARE.

SE SOFFOCAMENTO O ARRESTO CARDIACO DOVETE FARE VOI SUBITO LA MANOVRA!!!!!! FATE CORSI DI PRIMO SOCCORSO E DI BLSD. Costano meno di una visita e di un paio di scarpe e possono far salvare una vita. Corsi qui:
http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_6 o nformatevi presso Pubbliche Assistenze della Vostra zona o Società di riferimento come Salvamento Academy (di cui faccio parte), IRC, Salvamento Agency, SIMEU, SIMEUP  ecc. ecc,
Chiedete al Vostro pediatra i criteri.
Intanto Vi incollo quanto scritto nel mio libro “Come crescere mio figlio” ove i vari punti sono discussi e trovate tante cose per conoscere, prevenire, fare le cose giuste ed evitare di fare cose errate: http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_6

Segni e segnali da non sottovalutare
•Si comporta in modo strano e appare sonnolento o meno vigile. •Non risponde alle vostre domande.
•È privo di coscienza o non risponde agli stimoli.
•Ha convulsioni (contrazioni ritmiche e perdita di coscienza).
•Presenta difficoltà a respirare.
•Colorito della pelle o delle labbra blu, porpora o grigio.
•Rigidità al collo e macchie sul corpo associate a febbre e a dolore marcato o che aumenta nel tempo.
•Tagli profondi che interessano la testa o il torace o l’addome, oppure tagli da cui esce sangue a spruzzi (taglio di arteria).
•Un’ampia ustione o ustione che interessa il volto o le mani.
•Perdita di coscienza, stato confusionale, mal di testa o vomito dopo un trauma cranico.
Emergenze dovute a incidenti I più frequenti sono:
•bicicletta o auto
•caduta
•ustioni o inalazione di fumo
•soffocamento
•annegamento
•ferite da armi da fuoco
•shock elettrico
•intossicazione o avvelenamento. In questo caso telefonate subito, anche se il bambino non ha alcun disturbo, al Centro veleni (038224444) anche nel dubbio che il bambino possa avere assunto un veleno o qualsiasi sostanza.
Telefonate al pediatra se avete dubbi e immediatamente al 118 (diverrà in futuro 112) se pensate che la situazione sia grave.
Tutti i genitori devono essere educati e preparati a cosa fare ed essere in grado di praticare corrette manovre di rianimazione cardiopolmonare o disostruzione da corpo estraneo.
Cosa fare in situazioni di emergenza
1. Cercate di stare calmi e di ragionare.
2. Chiamate aiuto (in casa, un vicino, dei passanti per la strada).
3. Se avete fatto un corso di rianimazione cardiopolmonare iniziate a metterlo in atto se il bambino non respira e richiedete o utilizzate, se a disposizione, un defibrillatore semiautomatico.
4. Se il bambino ha inalato un corpo estraneo chiedete aiuto e praticare immediatamente le manovre antisoffocamento.
5. Fate telefonare o, se siete da soli, telefonare al 118 (112). 6. Applicate una pressione continua nella sede del sanguinamento, se presente.
7. Sistemate il bambino sul pavimento in posizione laterale di sicurezza o con la testa deviata sul lato se ha una convulsione.
8. Non spostate il bambino traumatizzato a meno che non sia in una situazione di pericolo. 9. Restate con il bambino finché non arrivano i soccorsi.
10. Portate con voi in ospedale qualsiasi medicinale o sostanze sospette che il bambino possa avere preso.

11. Quando siete in ospedale comunicate il nome del vostro pediatra.

giovedì 12 marzo 2015

Corso di aggiornamento in cardiologia Pediatrica in Friuli

Bellissimo Corso di aggiornamento per pediatri di famiglia del Friuli Venezia Giulia con uno scatenato Francesco De Luca e un moderatissimo Alberto Ferrando coordinati da Paolo Lubrano
Tutti bravi. Discenti presenti, in oltre 100, dalle 8,30 alle 18,30 (hanno fatto anche i supplementari).
Quando Francesco fornisce materiali pubblico sul sito www.apel-pediatri.org.
Alberto Ferrando

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 "Bassa Friulana-Isontina"
CEFORMED
Corso di Cardiologia Pediatrica  (giovedì 12 marzo 2015) PALMANOVA
AUDITORIUM SAN MARCO
8.30     Presentazione del corso  (Masotti, Montanari)                                                              
9.00     La cardiologia pediatrica nell'ambulatorio del PDF: cosa è importante sapere, cosa è fondamentale fare
Lezione/discussione    (De Luca – Ferrando)
9.30     Possiamo riconoscere il soffio da NON inviare allo specialista? 
 Role-Playing (De Luca - Ferrando)
10.15   Quando il pediatra deve richiedere un ecg? Consigli per una scelta consapevole        
 Role-Playing (De Luca – Ferrando)
11.00   Quali aspetti dell’ECG un pediatra DEVE assolutamente conoscere?         
Role-Playing (De Luca)
11.45   Controindicazioni vere e false all’avviamento allo sport                     
Lezione/discussione (De Luca – Ferrando)
12.15  Disostruzione, BLS e defibrillatore
            Role-Playing (Ferrando - De Luca)
13.00   Insidie in cardiologia pediatrica: i casi clinici nell’ambulatorio del pediatra                                               Analisi di casi (De Luca – Ferrando)
13.30 – 14.45 (Pausa pranzo)
14.45   La sincope nel bambino: possiamo sempre stare sereni?                                                                                          Lezione/discussione (De Luca)
15.30   Tra tanti bambini con la febbre quando sospettare una miocardite: le red flags                                    Lezione/discussione (De Luca)
16.15   La morte cardiaca improvvisa: è possibile prevenirla?                                                                                                Lezione/discussione (De Luca)
17.00   Insidie in cardiologia pediatrica: i casi clinici nell’ambulatorio del pediatra                                               Analisi di casi (De Luca – Ferrando)
17.45   Fine del corso
                                                                 

Docenti: Prof. Francesco De Luca, Prof.  Alberto Ferrando




















mercoledì 11 marzo 2015

CORSO DI CARDIOLOGIA E RIANIMAZIONE

CORSO DI CARDIOLOGIA PEDIATRICA
Oggi partenza per Palmanova per un Corso ai pediatri del Friuli su Cardiologia, ECG e cenni di rianimazione cardiopolmonare con l'amico siciliano (pediatra cardiologo Francesco De Luca. Organizza l'amico Paolo Lubrano. Quasi 600 km con i manichini...speriamo non soffrano il mal d'auto :-)

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 "Bassa Friulana-Isontina"
CEFORMED
Corso di Cardiologia Pediatrica  (giovedì 12 marzo 2015) PALMANOVA
AUDITORIUM SAN MARCO
8.30     Presentazione del corso  (Masotti, Montanari)                                                             
9.00     La cardiologia pediatrica nell'ambulatorio del PDF: cosa è importante sapere, cosa è fondamentale fare.                 
Lezione/discussione    (De Luca – Ferrando)
9.30     Possiamo riconoscere il soffio da NON inviare allo specialista? 
 Role-Playing (De Luca - Ferrando)
10.15   Quando il pediatra deve richiedere un ecg? Consigli per una scelta consapevole         
 Role-Playing (De Luca – Ferrando)
11.00   Quali aspetti dell’ECG un pediatra DEVE assolutamente conoscere?        
Role-Playing (De Luca)
11.45   Controindicazioni vere e false all’avviamento allo sport                     
Lezione/discussione (De Luca – Ferrando)
12.15  Disostruzione, BLS e defibrillatore
            Role-Playing (Ferrando - De Luca)
13.00   Insidie in cardiologia pediatrica: i casi clinici nell’ambulatorio del pediatra                                               Analisi di casi (De Luca – Ferrando)
13.30 – 14.45 (Pausa pranzo)
14.45   La sincope nel bambino: possiamo sempre stare sereni?                                                                                          Lezione/discussione (De Luca)
15.30   Tra tanti bambini con la febbre quando sospettare una miocardite: le red flags                                    Lezione/discussione (De Luca)
16.15   La morte cardiaca improvvisa: è possibile prevenirla?                                                                                                Lezione/discussione (De Luca)
17.00   Insidie in cardiologia pediatrica: i casi clinici nell’ambulatorio del pediatra                                               Analisi di casi (De Luca – Ferrando)
17.45   Fine del corso
                                                                 

Docenti: Prof. Francesco De Luca, Prof.  Alberto Ferrando

giovedì 5 febbraio 2015

DIRITTI DEI BAMBINI PER LO SPORT: E VOI SAPETE COSA FARE SE UNO STA MALE? SAPATE FARE RIANIMAZIONE E USARE UN DEFIBRILLATORE?? E DOVE VOSTRO FIGLIO FA SPORT LO SANNO FARE???


Cari Genitori
Qui sotto trovate il decalogo dei Diritti dei Bambini per lo sport. Sport che deve essere un divertimento fatto in sicurezza che spesso diventa una fonte di stress psicologico e di rischio per la vita.
Consiglio a genitori, educatori, nonni, insegnanti, allenatori di leggerlo e focalizzo l'attenzione su due punti
1) DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE
2) DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO
IL PUNTO1 è OVVIO. IL 2??? 
SAPATE CHE DA QUEST'ANNO OGNI SOCIETA' SPORTIVA AFFILIATA CONI  (non capisco perché le altre no) deve avere un defibrillatore??? Cosa che implica che chi fa sport deve essere in grado di saper fare una rianimazione cardiopolmonare ed aver quindi fatto un Corso di Rianimazione???
A NULLA SERVE FARE ESAMI PRIMA (VEDETE IL "CASO MOROSININI" E TANTI ALTRI.
E' obbligatorio per legge ma....l'obbligo morale lo dovremmo avere da prima. Come si fanno questi Corsi?? Vengono fatti da varie società e Associazioni e trovate qui quelli che organizziamo noi: www.preveniamoinsieme.blogspot.it
INTANTO IL 11, IL 18, IL 28 febbraioPER CHI VUOLE FACCIAMO CORSI GRATUITI DI MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO. IN QUESTE OCCASIONI FORNIREMO DETTAGLI. DETTAGLI SUI BLOG:
www.preveniamoinsieme.blogspot.it
www.ferrandoalberto.blogspot.it





  1. Diritto di fare sport: significa che qualunque siano le condizioni fisiche e caratteriali dei bambini, questi non devono essere in alcun modo emarginati dal loro diritto di praticare una qualsiasi disciplina sportiva; l’adulto non può assolutamente negargli questa possibilità, anzi deve potergli offrire tutte le condizioni adattabili a livelli e bisogni.
  2. 􏰀􏰀Diritto di divertirsi e di giocare: la nozione di divertimento sovente passa in secondo piano quando la pressione agonistica prende quota, inventarsi alcune personali regole non giova al bambino praticante in un’attività sportiva considerata ludica se non scolastica; rispettare l’età del bambino potrebbe essere un primo passo per ricordare agli adulti che egli pratica sport per giocare e divertirsi. Esagerare con le aspettative nell’ambiente sportivo potrebbe provocare il potenziale abbandono precoce all’attività sportiva causa del mancato divertimento.
  3. Diritto di beneficiare di un ambiente sano: l’esagerato business nello sport corredato al doping, al calcio scommesse e, come già sottolineato, ad un precoce stress da risultato provocano alterazione in linea generale; le condizioni ambientali rischiano l’inquinamento. Grazie alle federazioni e agli enti che si prodigano alla valorizzazione del fair play, ci si augura che tali comportamenti negativi evitino di intaccare l’interpretazione dello sport da parte dei nostri bambini, poiché la tendenza ad imitare è sempre in agguato.
  4. Diritto di essere trattato con dignità: ai giorni d’oggi sembra essere arduo il compito degli adulti, questi per quei motivi sopra citati si mostrano con autorità, minacce, urla e quant’altro sovente dimenticando che esistono mezzi e metodi di comunicazione nei riguardi dei bambini tali da ottenere identici se non maggiori risultati al proprio operato evitando così che il ragazzo si senta frustrato e deluso se non addirittura un essere inferiore. Spetta dunque all'adulto creare le condizioni favorevoli all'ottenimento di questi obiettivi e soprattutto per comprendere questi aspetti non bisogna essere laureati in psico-pedagogia, basta il buon senso.
  5. Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti a seguire allenamenti adatti alle proprie possibilità: Purtroppo dati ufficiali fanno notare una carenza di allenatori ed istruttori adulti competenti e formati adeguatamente al far bisogno di atleti particolarmente giovani; uomini o donne che si offrono magari investendo solo il loro tempo e la loro buona volontà. Sovente la scarsa competenza provoca altrettanto scarsi risultati riguardanti l’aspetto fisiologico e psicologico del bambino; è ovvio quindi impegnarsi per accrescere la preparazione degli operatori sportivi.
  6. Diritto di misurarsi con giovani con le stesse opportunità di successo: Confrontarsi con avversari di non pari livello non può che dare riscontro al bambino di sentirsi imbattibile se non al contrario impotente. Ciò nel tempo non offre al soggetto la possibilità di misurarsi con le proprie potenzialità, provocando in molti casi l’insuccesso personale nello sport. Tali situazioni non giovano e non mostrano utilità sotto l’aspetto educativo.
  7. Diritto di partecipare a competizioni adatte: Le competizioni sportive in molti sport si devono adattare ai bambini in rapporto allo spazio ed al tempo. Le stesse dovrebbero essere intraprese con uno spirito di aggregazione ed accostamento alla scelta dello stesso sport, lasciando possibilmente sgombra la mente del bambino alla pressione psicologica trasmessa dagli adulti, evitando così di esasperare lo sport praticato dal bambino in imitazione dello stesso svolto dagli adulti.
  8. Diritto di praticare il proprio sport nella massima sicurezza: troppo spesso incidenti evitabili accadono durante le sedute di allenamento, questi aggiunti ad inadeguate e fatiscenti strutture, sono pericoli in agguato per i bimbi. Con questo si ritiene necessario ricordare ulteriormente che una delle problematiche più importanti da tenere in considerazione è la tutela medico sportiva e la capacità dell’adulto istruttore a vigilare sui rischi di traumi talvolta riconosciuti irreversibili.
  9. Diritto di disporre del sufficiente tempo di riposo: tema rivolto non solo ai genitori quali ago della bilancia della quotidianità e delle attività svolte dal bambino (scuola, casa, studio, ecc.), ma anche rivolto al tecnico che deve saper conciliare un programma di allenamento equilibrato e che offra al bambino i giusti tempi di recupero sia fisici sia mentali, questo significa non eccedere con carichi di lavoro inadatti all’età del bambino.
  10. Diritto di non essere un campione: Non dissipare il sogno di diventarlo, ma non trattarlo come se già lo fosse...è solo un bambino, non dimentichiamolo!!! 

Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza giovanile

  Undici anni, una notte in questura. Disagio e violenza  giovanile Quella notte a Milano non è cominciata sabato pomeriggio. È cominciata a...